sabato 7 giugno 2008

MILANO-ATLANTA, cosi' inizio' l'avventura...

Ce l'abbiamo fatta nell'eroica impresa di arrivare da Moki in Arizona. Se sulle prime mi ero un po' incavolato per i nomignoli appioppatici dalla figlia, ora, dopo quel che e' successo ammetto che erano e sono appropriati..e aggiungo che oggi Moki ci fara', tanto per stare in tema di comicita' gli "spaghetti Stanlio ed Ollio"(penso che tutti abbiano provato gli spaghetti aglio e olio.) Per evitarvi una lunghissima lettura cerchero' di sintetizzare e focalizzare i momenti piu' esilaranti (per voi, non per noi) dell'avventura. Tralascio la notte insonne prima della partenza con sveglia (eravamo svegli da 7 ore) alle 5, taxi alle 5.30, arrivo alla stazione nord e partenza col treno navetta che ci ha portati alla Malpensa. Tre ore per il check in, le nuove norme per la sicurezza lo impongono, e controlli vari con esibizione di documenti e biglietti, con mia moglie che non trovava piu' il suo e con lo sguardo indagatore della funzionaria che sospettava. e ha iniziato il controllo di tutto il suo corpo. Tocca di qua', tocca di la'..mi sembrava un controllo esagerato ed ero un po' imbarazzato...mia moglie ancor di piu'..tanto che che le e' scappato un: "oe! ma sta qua' mi palpa come se fossi la Arcuri" "tranquilla signora e' solo un semplice controllo...e' routine. Finalmente si parte con la Delta Airlines e l'ultima ora e mezza prima del landing (atterraggio per chi non ha fatto 3 giorni di full immersion come me)l'aereo balla da matti e io che sono terrorizzato dall'aereo ho sofferto un po'. All'arrivo ad Atlanta cominciano i guai di Toto' e Peppino. Gli stramaledetti amici e conoscenti che ci avevano superficialmente assicurato che il proseguimento da Atlanta sarebbe stato una fesseria , tanto bastava solo seguire le indicazioni dei cartelli, erano senz'altro persone che accettavano ogni indicazione senza verificare il significato della stessa. " BASTA CHE TE VEDET BAGGAGE E TE GHE VETT ADREE (Basta he vedi BAGGAGE e gli vai dietro). Vedo percio' BAGGAGE ma attaccato c'era anche la scritta CLAIM cosi' il tutto risultava BAGGAGE CLAIM. Allora tiro fuori il mio dizionarietto e vado alla parola CLAIM . Significa RECLAMO. IL MIO SUPERCERVELLO SI CHIEDE: Hai qualcosa da reclamare? No, tutto va ben madama la Marchesa...e allora cambiamo direzione alla ricerca del cartello con solo BAGGAGE. Abbiamo girato per mezz'ora e ogni tanto azzardavo il contatto verbale con la popolazione autoctona ..o quasi , ma al mio: "sorry..where I have to go to Baggage ?" invece di fermarsi acceleravano per evitare il contatto fisico con l'alieno. Sull'orlo della disperazione una signora presa a compassione del mio elemosinare attenzione, usando una lingua a me sconosciuta ed usando una decisa segnaletica manuale mi ha costretto a seguire l'incriminato cartello sino al raggiungimento della meta.

4 commenti:

  1. Piacere papà di moky. Benvenuto in America!
    Grazie per l'osservazione del cartello dei bagagli, io e il mio ragazzo stiamo istruendo i genitori di lui che arriveranno tra una decina di giorni. Noi abitiamo a Boston, nella costa est, quindi loro non dovranno affrontare lunghissime ore come avete fatto voi.
    Godetevi le vacanze!!

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  2. Ben arrivato Maestro!!! Avreste dovuto filmarvi durante il viaggio!
    Saluti a tutti e soprattutto ad Aurelia Arcuri!

    Sissy

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  3. Siete mitici!
    Non vi fate condizionare da vostra figlia, avete compiuto una grande impresa. I miei genitori andrebbero nel panico per un semplice viaggetto da 60Km in auto!

    Godetevi gli States!
    ---Alex

    PS = keep on studying the English language! L'importante non è parlare perfettamente come un nativo ma farsi capire! Quindi chissenefrega della pronuncia oxfordiana!

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  4. E bravo Moky's fhather....avrei avuto problemi anche io a fare 29 ore di viaggio!!!!

    Buona vacanza tutta americana

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