domenica 18 luglio 2010

Una questione di principio rovina una certezza matematica

Un po' di matematica da prima elementare:
12 biglietti andata e ritorno, 4 figli = 3 biglietti a/r per figlio

O no?

Mio suocero e' un ingegnere di volo dall'American Airlines (in pensione) e come tale ha potuto usufruire di questo fantastico beneficio, che ha sempre distribuito equamente tra i suoi 4 figli: J ed io da soli prima, poi con Chris abbiamo avuto la possibilita' di tornare in Italia diverse volte, finche' la nostra famiglia e' diventata troppo numerosa per potere utilizzare questi biglietti. Certo, spesso ci e' venuta voglia di chiedere uno "scambio" ad uno degli altri figli (io uso i tuoi biglietti quest'anno, tu usi i miei l'anno prossimo), ma per diversi motivi non siamo mai riusciti a farlo, primo fra tutti il fatto che a nessuno interessava tale scambio e poi perche', per ragioni di sicurezza, i nomi di chi puo' utilizzare i biglietti devono essere registrati in una lista speciale con AA e non possono essere cambiati che una volta all'anno, rendendo uno scambio un pelino piu' complicato.

Fino ad un paio di settimane fa ero convinta che il nome di J, quello di Chris (essendo il primogenito nostro) ed il mio fossero registrati in tale lista. Sono recentemente venuta a sapere che Chris e' stato eliminato dalla lista dalla nipote di J, quella che vive da un paio d'anni a "sbafo" nella casa del prozio pluriottantenne a NY, quella che, a 33 anni, quando decide che si e' stufata di lavorare, riceve la "mancetta" da nonno e prozio... insomma lei, invece di utilizzare uno dei 3 biglietti allocati al padre, mio cognato, non so bene quando ha deciso di togliere il nome di Chris dalla lista e mettere il suo, cosi' da poter andare avanti e indietro NY-Hawaii almeno una volta all'anno. Ovviamente, senza chiederci niente.

Mi sembra di diventare quasi mono-argomento: la famiglia, ANCORA!!! Peggio della mafia....

Ora, se ce lo avesse chiesto, saremmo stati ben felici di darglielo, come scambio, e l'anno prossimo avremmo avuto 4 biglietti... anzi, se ce lo avesse chiesto, le avremmo dato tutti e 3 i nostri biglietti, cosi' il prossimo anno tutti e 6 avremmo potuto farci un bel viaggetto. Anche noi.

Invece no, si e' fatta i fatti suoi senza nessuna considerazione verso di noi. Anzi, roba da pazzi, mio suocero l'ha dovuta fermare perche' stava per togliere pure i nostri nomi dalla lista per metterci quelli di altre persone, cosi' potevano partecipare alla "family reunion" che aveva organizzato ...

Io mi chiedo: ma come si fa ad agire cosi'? 15 anni fa era venuta a casa nostra in California, per una sosta di qualche giorno prima di trasferirsi a casa di un altro zio vicino a San Francisco, dove avrebbe dovuto frequentare l'universita'. Aveva 18 anni. Anzitutto, arrivata a casa nostra ci dice "Che casa piccola. Io avro' una casa molto piu' grande"... Se avessi potuto predire il futuro!!!Vabbe' che aveva 18 anni, pero' l'educazione di base sarebbe quella di ringraziare chi ti ospita e solitamente di fare un paio di complimenti. Poi va a San Francisco per circa 3 anni (anche li' credo a sbafo) e nemmeno mette piede al campus dell'universita'... finche' ovviamente lo zio la sbatte fuori di casa...

E nessuno dice niente, e' tutto normale. Capisco che, quando uno e' maggiorenne, non si puo' fare niente... pero' i genitori possono e anzi hanno ancora il DOVERE dire qualcosa. Anche se sembra non conti molto, l'opinione di un genitore e' sempre importante, puo' essere l'ancora in un momento di alta marea o il porto dove rifugiarsi, il faro che segnala un pericolo, oppure spesso e' persino il pericolo stesso da cui stare lontani! Ma se un genitore sta zitto o persino approva comportamenti sbagliati, se un genitore non corregge o almeno segnala ad un figlio gli errori, be' allora questo genitore non si merita un tale titolo. Invece di padre, chiamiamolo "l'inseminatore" e invece di madre "l'incubatrice"

Ma ne incontro tanti di "genitori" cosi', che pensano che i propri figli non abbiano bisogno di essere corretti, che ritengono che regole di buon senso e di educazione basilare siano inutili, che pensano che un "no" sia un freno alla creativita' di queste loro creature che secondo loro sono, ovviamente, il dono di Dio al mondo... "spiriti liberi" che crescono pensando che tutto gli sia dovuto: l'ospitalita' di un parente, la casa, i biglietti aerei... persino l'affetto.

Altro che affetto, una persona cosi' non merita nemmeno il mio rispetto. Deve essere bello andare a dormire alla sera sapendo che non devi pagare affitto o mutuo, sapendo che non devi preoccuparti di pagare la rata della macchina perche' puoi usare quella dello zio, sapendo che, se per caso decidi di non lavorare per qualche mese, i soldi ti arrivano comunque.

Se fosse un mio figlio, io mi vergognerei e farei di tutto per cambiare la situazione.
Ma come lei, di elementi simili ne e' piena, la famiglia "estesa" di mio marito. Se penso che, in 9 anni in New Jersey, non siamo mai potuti andare a visitare la casa sul lago di questo zio (che come si capisce, e' cosi' buono che tutti se ne approfittano!) perche' da abitazione vacanziera di Uncle Frank e' diventata residenza permanente di un figlio di un cugino, con moglie e prole, che ora vivono li' 12 mesi all'anno, senza pagare un dollarino misero di affitto, ovviamente. Ma che schifo!!

Insomma, torno sempre sullo stesso discorso: il fatto che sia la figlia del fratello di mio marito non la rende mia nipote, se non a parole. Uno se lo deve anche guadagnare il diritto di essere nipote, di essere zia, fratello, di essere madre o padre, di essere nonno, anche di essere marito o moglie. Ognuno di questi "ruoli" comporta interazioni e relazioni da attuare secondo certe regole, regole determinate da chi e' parte di tali relazioni. Se uno non rispetta questa regole, la relazione e' rovinata e il ruolo diventa solo un guscio vuoto, niente sostanza solo superficialita'.

Giuro che il solo pensare a questi gesti di strafottenza, a questo fregarsene degli altri, mi fa venire i conati.

Contemporaneamente mi fa sentire fiera di come stanno crescendo i miei figli. Lo sforzo per educarli, di insegnar loro ad comportarsi in modo da non farci vergognare come genitori, il lavoro costante di "raddrizzamento e limatura" ci affaticano e soddisfano nello stesso tempo. Perche' se non lo facciamo noi, chi lo fa'?

Post scriptum: qualcuno mi ha detto che, come genitori, sbagliamo sempre e comunque. Evvivaaaa...

7 commenti:

  1. Forse è vero che noi genitori sbagliamo comunque ma non quando gli stiamo dando un minimo di educazione, anche qui in Italia vedo sempre di più ragazzini cresciuti allo stato brado e senza regole, genitori che non sanno dire un no ai loro figli!
    Io poi sono del parere che bisogna dare il buon esempio in casa

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  2. Sono d'accordissimo con quello che scrivi; ti avevo lasciato un commento lungo ma non lo vedo, non importa, io e mamma la pensiamo come te. Bacioni da mamma e papa'

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  3. Sai quale penso sia il problema?
    E' che gli arroganti, gli approfittatori esistono solo perché c'è chi è troppo buono e si lascia sfruttare.

    Evidentemente la famiglia di tuo marito è composta veramente ed in maggioranza da brave persone ed in questo terreno fertile qualcuno ha trovato buon gioco.

    Al tuo posto io sarei fiero dell'educazione che hai ricevuto e di come stanno venendo su i tuoi meravigliosi fili; tutto il resto? Come acqua sul marmo!

    Un abbraccione!

    ---Alex

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  4. Quando ci si trova davanti a certe cose, io mi chiedo sempre "Ma chi me lo fa fare di mandare giu' il rospo!", penso che alla prossima occasione faccio li pesto anche io i piedi agli altri. Poi, immancabilmente, non lo faccio. Mi vergogno. Mi sento responsabile...
    Ogni volta che la vicina mi chiede di tenerle i figli un'ora e poi finisce con il lasciarli li' almeno 4, mi esce il fumo dalle orecchie. Cerco di darle delle stoccate, ma non capisce. O fa finta. Ma se mi dicesse in principio che deve lasciare i figli 4 ore, mi organizzo e fine. No, lei deve sempre farmi il suo tiro storto e io finisco sempre a incazzarmi perche' credo che si comporti in modo irresponsabile e maleducato.
    Non voglio pensare se a fare cose del genere fosse un parente...

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  5. come Moky, mi viene la bile solo a leggere queste malefatte. Sono allibita!
    basta, ora spengo il pc e vado a farmi un giro, perchè mi arriva il sangue alla testa...che mondo di arroganti.

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  6. Suysan, sono felice di sapere che anche tu vivi un'esperienza simile. Tanti, tantissimi genitori hanno paura (?) di dire no ai figli, e cosi' facendo creano dei mostri, dei maleducati. E l'esempio in casa e' fondamentale!!

    Papi e mami, lo sapevo che avreste capito!!

    Laex, caro Laex (ormai tuo nome d'arte secondo le mie dita handicappate...)mi hai dato un punto di vista diverso con cui interpretare questa situazione. E' proprio vero che ad essere troppo buoni si diventa un co***oni!! Noi apprezziamo tantissimo sia mio suocero che Uncle Frank, e sappiamo che se dovessimo mai avere dei problemi, loro sarebbero pronti ad aiutarci. E' che il resto della famiglia ci marcia!!
    Acqua sul marmo!! yes!

    Regina, come ti capisco!! Ma quanta gente c'e' che se ne sbatte degli altri, che non si chiede "Ma dara' fastidio questo all'altra persona?"... e noi ad ingoiare i rospi... Sai alla fine l'unica differenza tra un "estraneo" e un parente e' minima, quando hai dei rapporti comunque flebili e superficiali...

    Zion, se ci penso mi invipero sempre. Utilizzo il mantra di Alex/Laex e dico "E' acqua sul marmo!" (pero' se mi dovesse capitare l'occasione... prima mi farei una sorsata di vodka, poi gliene canterei 4!!)

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  7. beh, almeno hai rimesso il nome di Chris in lista? ;-)

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