domenica 11 settembre 2011

Mi ricordo.

Mi ricordo.
E' un martedi' mattina iniziato come tante altre giornate di primo settembre in New Jersey:  il cielo terso, azzurrissimo e puro, senza una nuvola a macchiarlo, sposa l'aria fresca, finalmente priva dell'assurda umidita' che caratterizza l'estate al Jersey Shore, ed e' senza dubbio una premonizione dell'autunno alle porte. Chris e' in prima elementare da pochi giorni, e cammina davanti a tutti con il suo zainetto durante il breve tragitto per raggiungere la "fermata" dello scuolabus mentre Emily, che ha quasi 3 anni,  trotterella di fianco al vagoncino in cui tiro Vivian che tra 2 mesi compira' un anno. E' un'immagine perfetta, idillica quasi, in netto contrasto con la tragedia e l'orrore che sta per compiersi, di cui al momento siamo completamente ignari.

Rientrate a casa, guardo l'ora, le 8:30 sono passate da poco cosi' mentre le piccoline giocano guardando una trasmissione su PBS Kids,  io ne ne approfitto per chiamare la mia amica Jen e raccontarle la mia contentezza -che assurda banalita' a pensarci adesso!- causata dall'acquisto, la sera prima, di un pulmino "nuovo", o tale lo e' almeno per noi.
Mentre chiacchiero,  il segnale "call waiting" del telefono mi dice che c'e' una chiamata in attesa. Siccome e' J, finisco di parlare con Jen e rispondo, probabilmente si e' dimenticato il pranzo. La sua voce e' stranamente preoccupata, mi dice di guardare un canale in tv diretta, perche' alla radio hanno appena annunciato che c'e' stato una sorta di incidente aereo che ha coinvolto una delle torri gemelle. Tra le proteste di Emily, cambio canale, vado sul 4, NBC nell'area di NY, e il Today Show mostra un' immagine in diretta difficile da capire, vedo Matt Lauer e Katie Couric, i conduttori, come me sorpresi e quasi increduli. Richiamo J e gli chiedo cosa dicono alla radio, lui dice che ci sono persone che chiamano dalla torre danneggiata dall'aereo, che dicono di essere intrappolate e chiamano la radio perche' non riescono a contattare i famigliari, vogliono dire che stanno bene, parlano di  fumo intenso negli uffici, alcuni raccontano del caldo che cominciano a sentire, fanno fatica a respirare...  mentre mi parla guardo la televisione e vedo un'immagine impossibile, un altro aereo che entra, come una lama in un panetto di burro, nella seconda torre. Non registro l'evento immediatamente, ma quando J mi dice "Questo non e' un incidente", mi avvolge un'angoscia difficile da descrivere. Ci salutiamo, e per risparmiare la visione della tragedia in diretta a Emily, vado in camera nostra per guardare gli eventi mentre si svolgono, senza il timore di spaventare le bambine.
Faccio il letto mentre guardo la tv, le parole attacco terroristico vengono pronunciate, mentre alcune delle immagini mostrano persone, sembrano manichini, che si lanciano dai piani piu' alti delle torri. E comincio a piangere, pensando all'alternativa cui scelgono di fuggire con un gesto cosi' disperato.
E poi alzo gli occhi e tutto crolla. Con la torre sud, crollo anche io. Non riesco nemmeno a piangere, le scene in tv non possono essere vere. E il panico che traspare dalla voce dei vari reporter fa da eco alla mia angoscia. E dato che riceviamo il segnale tv attraverso un'antenna puntata proprio sul ripetitore sulla torre nord, quando si sbriciola anche quella, perdo il segnale tv. Fortunatamente l'antenna e' stata messa su un "rotator", quindi girandola verso Philadelphia, siamo in grado di continuare a guardare in diretta gli eventi successivi...

Mi ricordo.
Dopo gli attacchi, la paura. Paura di altri attacchi, paura di ritirare la posta dalla propria cassetta ed essere contaminati con l'antrace (il nostro centro postale in NJ e' uno dei centri contaminati ed e' chiuso), paura di spostarsi, paura di vivere. Ogni giorno Chris si lamenta che oltre al Pledge of Allegiance, la maestra fa cantare alla classe America the Beautiful oppure The Star Bangled banner  (l'inno nazionale): lui non capisce, ma i padri di 2 dei suoi compagni sono detective della Port Authority e hanno perso decine di colleghi, e ultimamente almeno una volta alla settimana devono partecipare ad un funerale o ad una cerimonia in memoriam e come loro, ci sono altri bambini a scuola con storie simili... ci sono bambini a scuola che hanno bisogno della forza  e confort che deriva dal sentirsi uniti ad altre persone quotidianamente, anche attraverso canti patriotici in cui potersi identificare.

Mi ricordo.
Festeggiamo Halloween, ma abbiamo paura che le caramelle e i dolci possano essere contaminati...

Andiamo a visitare i miei suoceri a Long Island, sono passati quasi 2 mesi dagli attacchi, e dal Verrazano Bridge si vede sempre, ancora, il fumo salire da metri di rovine, dalle travi contorte, ci vorranno mesi per estingure il fuoco che brucia ancora in quel crematorio.

Mi ricordo, le promesse di una mattina di settembre distrutte con le torri, le facce dei famigliari alla ricerca dei loro cari, usciti quella mattina per andare al lavoro e mai tornati a casa.

Quante vite interrotte prematuramente, quante famiglie ferite, quante lacrime, quanto odio.

E' la prima volta in dieci anni che ripenso ai dettagli di quei giorni.





8 commenti:

  1. come non ricordarsi di quell'istante!
    stranamente accesi la tv, io che non la guardo quasi mai, e le immagini furono esattamente quelle che racconti. la cosa più straziante pensare a quelle ultime telefonate, quei corpi ancora vivi che entro pochi secondi sarebbero diventati cenere, quelle persone che sceglievano di buttarsi...un vero orrore e un grande dolore.
    io ero preoccupatissima per mia sorella, allora a Baltimora, anche lei mi telefonò non sapendo quello che a breve sarebbe successo. si parlava di altri aerei in giro per gli USA pronti a essere come usati come kamikaze. ..non è una bella data da ricordare. ma è giusto onorare tutte le persone innocenti e i soccorritori che hanno perso la vita quel terribile 11 settembre.
    un bacio,
    chiara

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  2. un ricordo che difficilmente scomparirà, temo.. Hugs ☺

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  3. Io ero a Ground Zero stamane. E ho ancora gli occhi lucidi. E' difficile dimenticare una tragedia così grande, un vuoto che nessuna costruzione, nessuna commemorazione, nessuna promessa, proprio niente e nessuno, potrà più colmare. Se vuoi vedere qualche foto di stamane le ho pubblicate sul mio blog.
    10 anni fa ero a Milano, erano quasi le 3 del pomeriggio. Ricordo quello che stavo facendo, con chi ero, cosa ho detto, com'ero vestita. E non ricordo cosa ho fatto ieri sera.

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  4. certe volte non riesco a commentare. il post è davvero toccante.

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  5. ho provato tante volte a cominciare a scrivere un post questo fine settimana ma non mi e' riuscito.
    Ci sarebbero state mille cose di cui parlare dall'apertura del memoriale, alla litania dei nomi delle vittime letti in tv, alle luci blu sparate nel cielo...ma niente
    Passano gli anni ma dentro resta una mescola di emozioni che mi viene ancora difficile da articolare

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  6. @ tutti: grazie per aver letto e commentato. Sono state ore, giorni e settimane indimenticabili per tutti, per un motivo e per un altro. E scriverne e' stato doloroso ma quasi catartico.

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  7. non avevo mai sentito il racconto da parte di qualcuno così vicino agli eventi. Grazie!

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