mercoledì 28 dicembre 2011

Gaffe ricevuta, lezione impartita (il tutto da Walmart, ovviamente...)

Walmart e' un po' la Standa americana, quella che mi ricordo io di 20 anni fa almeno: prodotti a buon mercato, qualita' cosi'-cosi' e personale (commesse/i, etc) assunto principalmente perche' pagabile con spiccioli, qui il minimum wage, e quindi notoriamente "not the brightest bulbs on the tree"... insomma, in termini poco politicamente corretti, non molto dotati cerebralmente.
Walmart e' il posto giusto per comprare quaderni e matite, biciclette per i bambini e carta igienica, anche se devo confessare di avere anche capi d'abbigliamento comprati li', specificamente pantaloni da yoga, sport bra, calze e guanti, diciamo pero' che in generale una visita a Walmart la si fa piu' che altro a scopo comico, magari per una sorta di esperimento sociale nel ridicolo involontario americano. Infatti, basta esplorare le migliaia di foto su questo sito per capire che ogni visita a Walmart ti assicura qualche risata anche nei giorni piu' tristi, cioe' quando ti svegli con un brufolone sul naso, le tue cose e niente di dolce da mangiare in casa: fai un giretto da Walmart, dove oltre alla crema per i fruncoli, i tamponi e i biscotti ti potrai ritrovare il sorriso, e probabilmente farti delle (mal)sane risate alle spalle degli altri clienti, e starai subito meglio!

A volte pero' l'esperienza puo' essere altamente deprimente, come in questo caso.

Qualche tempo fa, non saprei quantificare, diciamo un 4 mesi indietro, ero da Walmart con Violet, seduta nel carrello. Io indossavo la mia solita tenuta quotidiana da madre, pantaloni "capris" (sotto il ginocchio), maglietta di cotone e probabilmente, visto che era estate, le mie solite ciabattine, niente di speciale ma nemmeno niente da ridere. Lo voglio sottolineare per darvi un'immagine non da modella ma nemmeno da scialacquata in pantaloni del pigiama, pantofole e bigodini. Avevo da poco visitato la parrucchiera, quindi anche i  capelli erano ok. Mi ricordo che mi ero persino messa un po' di lip-gloss, non per altro ma perche' avevo le labbra screpolate. Secondo lo standard di Walmart, ero una gran gnocca di classe.
Arrivo alla cassa, Violet che non smette di parlare, io deposito la spesa sul banco rotolante, e la cassiera, una signora asiatica probabilmente sulla mia eta' forse qualche anno in piu', ci guarda e mi dice, con un bel sorriso sulle labbra: "Your grandbaby is soo beautiful!"

Il complimento non l'ho neanche registrato, perche' di botto mi e' uscito "Do I look that old???"

Due ragazze in fila ridacchiavano. La cassiera, porella, a quel punto ha finalmente capito l'errore e, mortificata, ha cercato di riparare all'errore, dicendomi "It's that... uh... there are so many young Grandmothers..."

Non so bene cosa mi abbia fermato dal dirle "Fuck you, Walmart Lady!", le parole erano ben formate in testa e pronte ad essere fucilate fuori dalla mia bocca, ma forse il fatto che sembrava davvero mortificata mi ha invece fatto dire "For future reference, ALWAYS presume the adult with the baby is the parent: if they are not, if they're the grandparents, you'd have made them happy, and they'd tell you so!", cosa che ho imparato da una mia amica che ha avuto i figli a 43 e 47 anni e che spesso  veniva scambiata per la nonna:  tutte le volte che ho complimentato varie donne e uomini sull'aspetto/carinita'/intelligenza dei loro "figli", ed erano i nipoti, ho sempre ricevuto sorrisi entusiastici. Ora so perche'.

Quando ho raccontato l'evento alla mia amica Kelly, che ha avuto la prima figlia (ooops baby) a 19 anni, mi ha consolato dicendo che ci sono davvero tante nonne giovanissime in giro, che lei ad esempio, aveva reso nonna sua madre a 40 anni....

C'e' da dire che avere un figlio ha, a volte, proprieta' invecchianti... come quando mia madre mi diceva che sono stata io a farle venire i capelli bianchi.... o come quando ci si alza al mattino pensando di non farcela ad arrivare al prossimo compleanno... o capodanno....

Ma sembro davvero cosi' vecchia??? (Non sono alla ricerca di complimenti... o forse si'...)

lunedì 26 dicembre 2011

Torta al cioccolato in una mug

Uno degli "strumenti" di cucina presenti in tutte le case americani e che sta arrivando lentamente anche nelle case italiane, e' il forno a microonde, ed e' uno dei miei preferiti: gli americani lo usano dagli anni '50, per riscaldare ma anche per cucinare (esistono ancora ricettari destinati solo ed esclusivamente al microonde, ma sono ormai una rarita' da libreria specializzata), e la sua onnipresenza ha coniato neologismi/slang tipo "zapping" oppure "nuking" quando ci si riferisce al riscaldare velocemente bibite o cibo.
Come potete immaginare, in una famiglia come la mia e' utilissimo, si riscaldano gli avanzi (santi avanzi!) in pochi minuti, ci si possono scongelare velocissimamente cibi appena usciti dal freezer, far bollire l'acqua per il te' in un paio di minuti... e da stamattina ci posso preparare una singola porzione di torta al cioccolato in meno di 5 minuti!

Mi direte che e' impossibile, che sono fuori di melone, e invece e' verissimo: e' proprio possibile (e facile!) preparare una fenomenale torta al cioccolato in pochi minuti, senza bisogno di forni, teglie, uova, latte e grassi!!
La ricetta si trova nel libro di ricette "Everyday Happy Herbivore" di Lindsay Nixon (comprato per Natale), che offre circa 200 ricette veg, tutte a bassissimo contenuto di grassi e pronte in tavola in mezz'ora, e la prima che abbiamo provato stamattina e' stata proprio "Chocolate Mug Cake": dovevamo verificare che non fosse una boiata e il risultato ha superato le aspettative!! Se non sbaglio una ricetta simile esiste anche nella guida di PETA per studenti universitari (che vivono nei dorm, quindi non hanno accesso a cucine, forni etc., tuttalpiu' hanno un misero fornettino a microonde nella loro stanzetta), ma il vantaggio di questa ricetta e' che non usa ne' olio ne' burro (veg o no),  e quindi oltre ad essere "cruelty-free", e' gloriosamente "guilt-free".
Ovviamente e' necessario avere un forno a microonde, una mug (la tazzotta da caffe' americana) e i misurini americani, ma potete probabilmente usare misure italiane, credo il risultato venga delizioso ugualmente!.

Gli ingredienti:

3 Tablespoon di farina integrale
2 Tablespoon zucchero di canna
2 Tablespoon cacao (amaro)
1/2 teaspoon baking powder (lievito in polvere?)
un pizzico di cannella
1/4 cup di applesauce (mela cotta ridotta a pappetta)
3 Tablespoon "latte" (do soya, di mandorle, di riso... purche' non sia di mucca, che fa male!)
1 o 2 gocce di estratto di vaniglia
2 o 3 Tablespoon gocce di cioccolato vegan (io uso le "Ghirardelli" semi-sweet)

Preparazione:

in una terrina piccola, mescolare farina, zucchero, cacao, lievito e cannella insieme. Se volete una torta moolto dolce, aggiungere piu' zucchero.
In un'altra ciotola piccola, mescolare con un frullino la applesauce, il "latte" e l'estratto di vaniglia, Versarli nella terrina con la farina, aggungere le gocce to cioccolato e mescolare. Aggiungere 1 o 2 Tablespoon di applesauce, finche' l'impasto sia "bagnato" ed assomiglia a quello di una torta.

Versare l'impasto in una mug da caffe', e metterlo nel microonde per 3 minuti (con un microonde da 1000watt).

Mangiare, canticchiando "America the Beautiful", alternandola a "Jingle Bells, Batman smells..."....



domenica 25 dicembre 2011

7 Canzoni di Natale Americane: la settima (e ultima)

Buon Natale a tutti i miei amici bloggettari!! E' ufficialmente Natale anche qui in Arizona, ho finito il mio dovere di Santa: sono in assoluto la peggior incartatrice esistente, i miei pacchi fanno piangere, meno male che nessuno se ne accorge, tanta e' l'eccitazione, e stasera ho fatto anche da elfo visto che la cucinotta di plastica per la fagiolina necessitava assemblaggio. Mi son detta "ce la posso fare, son solo due parti grosse, 6 viti e 5 o 6 parti piu' piccole, e 20 adesivi".... dico solo che qualche parolina poco in tema natalizio-peace-on-earth e' stata sussurrata da queste labbra...

Anyway, ero molto dibattuta su quale canzone proporre per Natale, non ero sicura se preferivo appiopparvene una da farvi rimanere in testa per le prossime 24 ore, come questa (una delle mie favorite per le possibilita' di canto e ballo):


Download this mp3 from Beemp3.com

oppure questa che, pur non essendo propriamente natalizia, si sente sempre durante il Natale, per il tema, la neve, e la melodia dolce:


e invece un paio di giorni fa mi e' arrivato questo video via email: se vi ricordate, il marzo scorso scrissi un post sulla situazione delle coppie omosessuali negli USA, cui e' negata, nella maggior parte degli stati, una identita' sociale ufficiale, e avevo postato il video di Zach, il figlio 20enne di una coppia gay... be', il video ha raggiunto oltre 18 millioni di hits su youtube, e in celebrazione dell'interesse dimostrato verso Zach Wahls e la sua famiglia, l'organizzazione www.moveon.org ha creato questo video dal titolo "Love makes a Family", che e' anche il titolo della canzone in sottofondo, e la mia scelta come settima ed ultima canzone di Natale di questa serie. E' necessario, affinche' la nascita del Bambino 2000 anni fa non sia solo un anniversario ricco di "cose" e vuoto di sostanza, ricordarci che il messaggio lasciatoci da quel Bambino e' uno di amore, di tolleranza e di eguaglianza e rabbrividisco al pensare che la maggior parte di chi si oppone con veemenza all'uguaglianza dei matrimoni sia composta da chi si presume un bravo cristiano (qui negli US ad esempio, tra i gruppi piu' fortemente contro i matrimoni gay , troviamo in prima fila i mormoni, gli evangelici ed altri gruppi protestanti, e ovviamente i cattolici).
Nel video troverete immagini di decine di famiglie, tutte diverse ma tutte uguali, accomunate dall'amore che esiste all'interno di ognuna: non possiamo scegliere la persona di cui ci innamoriamo, quella con cui vogliamo condividere la nostra vita, e l'aver negato il diritto di sposarsi ed essere formalmente riconosciuti di fronte allo stato, e' segno di arretratezza e contro, amio parere, tutto quello che la nascita del Bambino sta a significare, in primo luogo l'amore. Non tutte le famiglie vengono create in modo tradizionale, ma non per questo c'e' meno amore nella famiglia, all'interno della coppia, verso i figli... Consentire a tutte le coppie che vogliono farlo, di sposarsi e creare una famiglia, e' un segno di progresso, di civilta' e di amore.
Merry Christmas, you blogsters!



It's love that makes a family

Every year I sing this song
And I invite the whole world to sing along
From every corner, and color and every creed
Its only love and faith that we all need
Because..

Love (love) love (love) love (love)
Love that makes a family

You know it’s love (love) love (love) love (love)
Love that makes a family

Open your eyes see what I see
Open your eyes to who I love to who I lean
And when the whole world unites behind this song
No more hate no more bigotry
So join hands and sing along

Love (love) love (love) love (love)
Love that makes a family

Everybody join me now

Cause it’s Love (love) love (love) love (love)
Love that makes a family

Whoa!~ Oh Whoa~

You know, it’s
Love (love) love (love) love (love)
Love that makes a family

Whoa!~ Everybody

You know, it’s
Love (love) love (love) love (love)
Love that makes a family

Whoa!~

You know, it’s
Love (love) love (love) love
Love that makes a family

sabato 24 dicembre 2011

7 Canzoni di Natale Americane: la sesta

Oggi e' Christmas Eve, la vigilia. Come da legge non scritta, si cucina anche a casa mia come dei matti... il menu dovrebbe essere, salvo modifiche dell'ultim'ora, per la colazione di Natale i soliti "cinnamon rolls" la cui ricetta potete trovare qui in caso vi interessi; per "linner" o "dunch" (termini da noi inventati... non usateli nel vostro esame di inglese, please!), cioe' il pasto che si fa a meta' tra il pranzo (lunch) e la cena (dinner) avremo, insci'ammoky e insci'aaJ, "Luscious Veg-Lasagne", lasagne succulente vegan, in onore del mio ultimo Natale da italiana, i soliti 2 Tofurky per far piacere ai ragazzi, mashed potatoes e roasted potatoes (pure'di patate e patate al forno), mushroom gravy (il solito intingolo/salsa ai funghi), spicy cranberry-apple relish (condimento di mela e cranberry, super-speziato), insalata e come dessert biscotti (diversi tipi) e gelato fatto in casa (col tofu... e' buonissimo, fidatevi).

In teoria non dovrei ricevere nessun regalo, ma e' arrivato un qualcosa con UPS e mi e' stato detto "DON"T SNOOP!", cioe' non sbirciare in giro... in realta' il mio regalo sara' il mega pisolo che mi faro' domani quando riusciro' ad andare a nascondermi in letto!

Per la canzone della vigilia, ho pensato a "Do you hear what I hear?".  il cui testo ha un significato purtroppo attuale: e' stata scritta durante la crisi dei missili cubani, nel 1962, come una richiesta di pace, quando gli americani erano sicuri che sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale (amici che andavano a scuola in quel periodo mi raccontano dei "bomb drills" che dovevano fare, cosi' come oggi i bambini fanno i "fire drill" tutti i mesi (in previsione di un incendio) e "lock-out drill" (in previsione dell'ingresso nella scuola di qualcuno che sia armato): durante un "bomb-drill", tutti i bambini dovevano mettersi sotto il banco...): la canzone parla di una sorta di "telefono senza fili", in cui il messaggio dell'arrivo della stella di Natale, passa dal vento notturno ad un potente re, attraverso un agnellino e un pastorello, trasformandosi nell'annuncio dell'arrivo del bambino che portera' a tutti luce e bonta'. Contenuto religioso a parte, basterebbe guardare negli occhi dei bambini, magari i nostri bambini, per capire l'enorme responsabilita' che abbiamo noi, come adulti, nei loro confronti, nei confronti di tutti i bambini futuri: dobbiamo lavorare insime affinche' il mondo che erediteranno sia migliore di quello che abbiamo ereditato noi. La canzone, per me, parla anche della pace nei nostri "piccoli mondi" in cui viviamo tutti i giorni, tra amici, parenti, vicini.... io non sono proprio l'esempio migliore, mantenere la pace mi riesce, a volte, difficile. Grazie a "Do you hear what I hear?" mi ricordo che la pace comincia da noi, da me.

Anche questa canzone e' stata cantata da un po' tutti quanti, Bing Crosby, Whitney Houston, Perry Como, Gladys Knight etc. e questa e' laversione un po' country di Carrie Underwood (vincitrice, a buon ragione, di un'edizione passat di American Idol) fatta al Grand Ole Opry tempo addietro.

A me piace, tanto.



Said the night wind to the little lamb,
"Do you see what I see?

Way up in the sky little lamb,
Do you see what I see?

A star, a star, dancing in the night,

With a tail as big as a kite,
with a tail as big as a kite."


Said the little lamb to the shepherd boy,
"Do you hear what I hear?

Ringing through the sky shepherd boy,
do you hear what I hear?

A song, a song, sounding through the night,

With a voice as big as the sea,
with a voice as big as the sea."


Said the shepherd boy to the mighty king,
"Do you know what I know?

In your palace warm mighty king,
do you know what I know?

A Child, a Child, shivers in the cold,

Let us bring Him silver and gold,
let us bring Him silver and gold."


Said the king to the people everywhere,
"Listen to what I say.

Pray for peace people everywhere,
listen to what I say.

The Child, the Child, sleeping in the night,

He will bring us goodness and light,
He will bring us goodness and light."

venerdì 23 dicembre 2011

7 Canzoni di Natale Americane: la quinta

Violet ha visto giorni fa la neve sulle montagne di fronte a casa ed incuriosita, e' da allora che ci dice "I wanna see the snow"... cosi' ieri, dopo aver caricato tutti quanti, inclusi i recalcitranti figli piu' grandi e un super-felice Kudo, sulla nostra "slitta", il fedelissimo pulmino, siamo andati alla ricerca di un po' di neve. Inutile dire che non l'abbiamo trovata (e' piu' in "alto"), fortunatamente pero' abbiamo ritrovato tutti un po' di spirito natalizio, grazie ad un cd Disney di canzoni di Natale, e alla la Fagiolina che, incredula che Mickey Mouse e Goofy cantassero anche loro con noi, ha "comandato" tutti i coretti famigliari con un ardore ed una gioia che ci mancava! Tra le canzoni nel cd, questa rappresenta la nostra gita di ieri e vi assicuro che ascoltarla mi mette sempre di ottimo umore.

"Sleigh Ride" e' conosciutissima ed e' probabilmente una delle canzoni che piu' frequentemente viene associata al Natale qui negli US, anche se nel testo la parola "Christmas" non viene mai menzionata. La versione piu' famosa e' quella resa dalla Boston Pops Orchestra (di cui per diversi anni e' stato direttore John Williams, compositore delle colonne sonore di Star Wars, Harry Potter, Jurassic Park, etc.), ma la versione che vi proprongo io e' proprio in tema!!


Unitevi al coro e... sing-along!!




giovedì 22 dicembre 2011

7 Canzoni di Natale Americane: la quarta

Ieri i ragazzi sono andati a scuola per l'ultima volta... nel 2011! Che meraviglia, 2 settimane di non fare niente! Correggo, settimane in cui LORO non faranno niente, per me sara' come spesso succede, il "pensiero che conta".
Nel scegliere una canzone di Natale tra le tante che, per motivi diversi, mi aiutano a "sentire" l'arrivo del Natale, non potevo dimenticarmi "Carol of the Bells", canzone che ha una storia interessante quanto le sue armonie:  pare che la musica fosse stata ispirata da una melodia tradizionale ucraina, mentre il testo inglese e' stato composti negli anni '30. A me piace moltissimo, in (quasi) tutte le versioni che sento, jazz, pop o solo orchestrale, forse perche' ascoltarla mi mesmerizza e mi trasporta in un'altra dimensione.

Questa la versione resa dai "Von Trapp Children", i 4 pronipoti di del Capitano Von Trapp e Maria, durante un episodio del talk show "The View" di qualche anno fa. La storia del Capitano (nato in Croazia, e percio' italiano, dopo l'annessione della Croazia con l'Italia!!) e della quasi-suora Maria Von Trapp divento' prima un musical e in seguito il film, che amo da quando ero piccola, "The Sound of Music", tradotto come al solito brutalmente in italiano con "Tutti insieme appassionatamente". La vera storia della famiglia Von Trapp (come documentata dagli Archivi Nazionali americani) e' ovviamente molto diversa da quella "hollywooddizzata" del film, ma la realta' rimane che tutta la progenie Von Trapp, inclusi i pronipoti, sa cantare!

Provate a cantarla anche voi: se ci riuscite, avete superato la prova "scioglilingua natalizio"!!

p.s.: Al "Carol of the bells" segue una sorpresa... che sara' sicuramente apprezzata da chi, come me, e' cresciuto con le canzoni del film in testa!




Hark! how the bells
sweet silver bells
All seem to say
throw cares away.

Christmas is here
bringing good cheer
To young and old
meek and the bold

Ding, dong, ding, dong
that is their song,
With joyful ring
all caroling

One seems to hear
words of good cheer
From everywhere
filling the air

O, how they pound
raising the sound
Oer hill and dale
telling their tale

Gaily they ring
while people sing
Songs of good cheer
christmas is here!
Merry, merry, merry, merry christmas!
Merry, merry, merry, merry christmas!

On, on they send
on without end
Their joyful tone
to every home

Hark! how the bells
sweet silver bells
All seem to say
throw cares away.

Christmas is here
bringing good cheer
To young and old
meek and the bold

Ding, dong, ding, dong
that is their song
With joyful ring
all caroling.

One seems to hear
words of good cheer
From everywhere
filling the air

O, how they pound
raising the sound
Oer hill and dale
telling their tale

Gaily they ring
while people sing
Songs of good cheer
christmas is here!
Merry, merry, merry, merry christmas!
Merry, merry, merry, merry christmas!

On, on they send
on without end
Their joyful tone
to every home.

On, on they send
on without end
Their joyful tone
to every home.

mercoledì 21 dicembre 2011

7 Canzoni di Natale Americane: la terza (revisione realistica della seconda)

In inglese la parola "pain" oltre a dolore, significa "rottura" oppure "scassamaroni", a seconda,  trasferimento dallo slang "pain in my ass", penso intraducibile in italiano, che devo dire pero' J, quando parla in italiano e vuole riferirsi a me tanto per fare un esempio, traduce letteralmente "Monica e' un dolore nel mio culo"....  si capisce bene cosa intende!

Parlando di "pains", di rotture, non c'e' niente come il Natale che incarni l'essenza del "dolore", e metta alla prova anche la pazienza dei santi:  le decorazioni, l'albero, impacchettare i regali, le luci fuori (per noi che abbiamo una casa, include l'utilizzo di scale e altri attrezzi per appenderle... rischi di cadute, congelamenti vari... sicuramente una esperienza dolorosa!), I PARENTI!, le file in macchina per andare a fare le ultime compere... insomma, non so bene per voi italiani del 21mo secolo che magari vi siete distanziati dalle esagerazioni consumistiche di anni passati, ma  per "noi" americani ancora sussistone, anche se leggermente mititigate, e certi "obblighi" festaioli rimangono incubi da sopravvivere e da cui si emerge, tutti gli anni,  inevitabilmente dicendo "THAT'S IT! Never again!", basta e' l'ultima volta che... per poi invariabilmente trovarsi 12 mesi dopo nella stessa identica situazione. Esempio classico personale e' l'invio dei biglietti di Natale: tra amici, conoscenti e parenti in Italia, California, New Jersey, Arizona ed altre parti degli US, sono arrivata in anni passati ad inviare quasi 80 biglietti, ovviamente bisogna aggiungerci la foto dei pargoli (che e' poi, per me, la parte piu' interessante dei biglietti che ricevo, vedere i bambini che conoscevo quando erano itsy-bitsy, crescere e diventare uomini e donne), io poi ci metto sempre una nota scritta personale, anche solo una riga con una firma, aggiungici i francobolli etc. e diventano non solo un'impresa, ma anche una spesa non indifferente. Lo so, non mi obbliga nessuno a mandare i biglietti, ma qui negli US il biglietti di auguri/ringraziamento/invito etc. sono considerati un obbligo sociale che ho imparato ad adempiere a mie spese grazie a diverse amiche americane... In 18 anni che vivo qui, infatti, non ho mandato i biglietti di Natale forse solo 3 volte, che hanno coinciso di solito con l'arrivo di un nuovo figlio o altri impedimenti fisici. In questo momento infatti sto preparando i biglietti di quest'anno, procrastinatrice che sono, e siccome non trovo piu' le mie liste di indirizzi, scritte su carta e su computer, grazie al trasloco in Arizona e alla morte del mio laptop precendente, quindi me ne sono rimasti solo una decina scritti, e cosi' avro' forse una trentina di persone cui inviarli... come i lettori del mio blog!!

Anyway, divago come al solito, segno di vecchiaia e di stress...quasi mi dimenticavo di scrivere che HO RITROVATO L'IPOD di Emily!! Ovviamente l'ho scoperto nascosto dietro scarpe col tacco che non uso da qualche annetto, una settimana dopo che ho comprato un altro IPod con accessori... non lo porto indietro ancora, in caso Vivian faccia una scena tragica nel vedere la sorella con quel regalo... le diremo "TA-DAAN", cosa credevi? Eccone uno anche per te!! Un po' come fecero i miei quando avevo 4 anni e sotto l'albero trovai un bel saccone di carbone (mi sa che me lo meritavo!!)... e poi nascosta c'era la mia bicicletta!!
Continuo a divagare...

La canzone di oggi non ha niente di tradizionale, che ti riscalda il cuore e fa pensare alla magia del Natale... ma rappresenta il Natale in ogni caso. Il Natale di cui parlavo prima, dello stress e degli obblighi e del "mai piu' ".
E' la parodia della canzone di ieri e si intitola, giustamente, "The Twelve Pains of Christmas", "Le dodici rotture del Natale" e a me piace tantissimo. Sono molto profana, ma il sapere di non essere sola e' la consolazione di cui ogni tanto, tutti abbisognamo.
Questa la lista dei "dolori":
  1. trovare un albero
  2. appendere le luci
  3. i postumi della sbornia
  4. mandare i biglietti d'auguri
  5. cinque mesi di bollette
  6. affrontare i suoceri
  7. The Salvation Army (l'Esercito della Salvezza che nel periodo natalizio piazza i "bell ringer", persone con cappello da Santa che, suonando una campanella senza sosta fuori da tutti i negozi/grandi magazzini americani, chiedono offerte, di solito monetine date come resto, per aiutare i poveri etc). Simbolizza tutte le organizzazioni caritatevoli che chiedono soldi a Natale (tante!)
  8. i figli che rompono e piangono e fanno i capricci
  9. trovare parcheggio
  10. "pile non incluse"
  11. gli special stravecchi in tv
  12. cantare canzoni di Natale
... il tutto che peggiora progressivamente con la canzone!


martedì 20 dicembre 2011

7 Canzoni di Natale Americane: la seconda (in 2 versioni)

La seconda canzone di Natale che vi propongo, nella speranza di togliermi dalla testa quella di ieri che mi ha accompagnato praticamente tutto il giorno (e la notte.. 'zzolina!), fa riferimento ai doni fatti nei 12 giorni prima (o dopo, non si sa bene con sicurezza) Natale, ed e' ricca di simbolismi religiosi. Pensavo fosse una canzone tradizionale inglese, invece pare sia stata "importata" dalla Francia ...

Non importa, perche' l'apice della fama l'ha raggiunto qui negli US grazie a centinaia di cantanti e gruppi che l'hanno interpretata nel corso degli anni . La versione piu' bella, per me, e' quella fatta nel 1979 da John Denver con i Muppets...  Saro' anche di parte, ma Miss Piggy e' eccezionale, come sempre, John Denver fa fatica a non ridere (e se non avete ancora visto il nuovo film coi Muppets, fatevi un bel regalo e andate al cinema!)





La stessa canzone e' stata re-interpretata durante  il Tonight Show with Jay Leno, qualche sera fa, con risultati sorprendenetemente ilari!





On the first day of Christmas,
my true love sent to me

A partridge in a pear tree.



On the second day of Christmas,

my true love sent to me

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.



On the third day of Christmas,

my true love sent to me

Three French hens,

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.



On the fourth day of Christmas,

my true love sent to me

Four calling birds,

Three French hens,

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.



On the fifth day of Christmas,

my true love sent to me

Five golden rings,

Four calling birds,

Three French hens,

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.



On the sixth day of Christmas,

my true love sent to me

Six geese a-laying,

Five golden rings,

Four calling birds,

Three French hens,

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.



On the seventh day of Christmas,

my true love sent to me

Seven swans a-swimming,

Six geese a-laying,

Five golden rings,

Four calling birds,

Three French hens,

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.



On the eighth day of Christmas,

my true love sent to me

Eight maids a-milking,

Seven swans a-swimming,

Six geese a-laying,

Five golden rings,

Four calling birds,

Three French hens,

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.



On the ninth day of Christmas,

my true love sent to me

Nine ladies dancing,

Eight maids a-milking,

Seven swans a-swimming,

Six geese a-laying,

Five golden rings,

Four calling birds,

Three French hens,

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.



On the tenth day of Christmas,

my true love sent to me

Ten lords a-leaping,

Nine ladies dancing,

Eight maids a-milking,

Seven swans a-swimming,

Six geese a-laying,

Five golden rings,

Four calling birds,

Three French hens,

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.



On the eleventh day of Christmas,

my true love sent to me

Eleven pipers piping,

Ten lords a-leaping,

Nine ladies dancing,

Eight maids a-milking,

Seven swans a-swimming,

Six geese a-laying,

Five golden rings,

Four calling birds,

Three French hens,

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree.



On the twelfth day of Christmas,

my true love sent to me

Twelve drummers drumming,

Eleven pipers piping,

Ten lords a-leaping,

Nine ladies dancing,

Eight maids a-milking,

Seven swans a-swimming,

Six geese a-laying,

Five golden rings,

Four calling birds,

Three French hens,

Two turtle doves,

And a partridge in a pear tree!

lunedì 19 dicembre 2011

"A Christmas Caper" coi Pinguini di Madagascar

Non potevo aspettare e lo condivido oggi. Miglior cartone di Natale, senza dubbio... tutte le volte che lo guardiamo, moriamo dalle risate... in particolare la scena con la nonnetta e il pinguino Private al chiosco di souvenir....

"Where's that damn squeaker... it's gotta have a squeaker..."

E da menzionare  le esclamazioni "scurrili",  che non sarebbero mai potute essere pronunciate in un cartone se non mascherate in frasi come "SHITake mushrooms"... e "Hoover DAMN"...

7 Canzoni di Natale americane: la prima

Ci sono probabilmente migliaia di canzoni in lingua inglese, e non scherzo, che "celebrano" in un modo o nell'altro il Natale o le feste in generale: oltre a quelle tradizionali che sono cantate in tutte le lingue e conosciute in tutto il mondo, ce ne sono tante che sono originali americane con poca fama, spesso per ovvi motivi, al di fuori degli US.
La mia idea sarebbe quella di dedicarne una al giorno per i prossimi 7 giorni. Ovviamente dall'idea alla sua attuazione esistono ostacoli previsti ed imprevisti, io ci provo comunque.

Per il momento inizio con la famigerata (e criticatissima per il contenuto anti-femminista, poco natalizio, etc.), odiata da tanti ma che ancora si sente in radio (infattio io l'ho ascoltata proprio ieri) "Grandma Got Run Over by a Reindeer", cioe' "La Nonna e' stata investita da una renna": la trovo sinceramente divertente e umoristica, seppur vagamente un po' "macabra"... una specie di "The Nightmare Before Christmas" in canzone, senza pero' lo stesso charm...  ugualmente mi fa sghignazzare tutte le volte che la ascolto!

La sua storia risale ad una trentina di anni fa quando Dr. Elmo, un veterinario di San Francisco, originario del Kentucky quindi con fortissime radici bluegrass e country, con la moglie registra questa canzone che ha scritto con un amico. La canzone divento' immediatamente un successo, stimolato ancor di piu' dal "picchettaggio" di varie organizzazioni che ne trovano il messaggio violento, anti-femminista e anti-anziani.

32 anni dopo, Dr. Elmo e' diventato multimilionario, ha partecipato a concerti in giro per gli USA, ha scritto altre canzoni... ma nessuna ha mai battuto questa, che e' stata in cima alle classifiche americane negli anni '80!!

"La nonna e' stata investita da una renna
tornando a casa da casa nostra, la vigilia di Natale
puoi dire che non esiste Santa
ma per quanto riguarda me e il nonno, noi ci crediamo!!" (Il testo, in caso vogliate fare un sing-along , lo trovate dopo il video)




Grandma got run over by a reindeer

walkin' home from our house Christmas eve.

You can say there's no such thing as Santa.

But as for me and Grandpa, we believe.



She'd been drinkin' too much egg nog.

And we'd begged her not to go.

But she'd forgot her medication,

and she staggered out the door into the snow.



When we found her Christmas mornin,'

at the scene of the attack.

She had hoof prints on her forehead,

And incriminatin' Claus marks on her back.



Grandma got run over by a reindeer,

walkin' home from our house Christmas eve.

You can say there's no such thing as Santa,

but as for me and Grandpa, we believe.



Now were all so proud of Grandpa.

He's been takin' this so well.

See him in there watchin' football,

drinkin' beer and playin' cards with cousin Belle.



It's not Christmas without Grandma.

All the family dressed in black.

And we just can't help but wonder:

Should we open up her gifts or send them back?

(Send them back)



Grandma got run over by a reindeer,

walkin' home from our house Christmas eve.

You can say there's no such thing as Santa,

But as for me and Grandpa, we believe.



Now the goose is on the table.

And the pudding made of fig.

And a blue and silver candle,

that would just have matched the hair in Grandma's wig.



I've warned all my friends and neighbors.

"Better watch out for yourselves."

They should never give a license,

to a man who drives a sleigh and plays with elves.



Grandma got run over by a reindeer,

walkin' home from our house, Christmas eve.

You can say there's no such thing as Santa,

but as for me and Grandpa, we believe.

(Sing it Grandpa)



Grandma got run over by a reindeer,

walkin' home from our house, Christmas eve.

You can say there's no such thing as Santa,

but as for me and Grandpa, we believe.



Merry Christmas







domenica 18 dicembre 2011

Dear Santa, I love you...

Oggi Violet ha incontrato Santa. Ultimamente e' passata dall'ossessione per Jack Skellington a quella per Santa Claus, e con la tipica impazienza dei bambini che non hanno nessun concetto del tempo, ogni giorno ci chiede se Santa e' arrivato coi regali, quindi l'incontro era doveroso. Cosi' approfittando dell'appuntamento mensile con  il mio "santa", la parrucchiera, che magicamente mi trasforma da nonna a mamma in poco piu' di un'oretta, abbiamo fatto la fila alla mall locale per far passare all'unica figlia che ancora crede nella magia del Natale, 1 minuto memorabile, mentre J sbuffava e soffiava perche' di fronte a noi in fila c'erano 4 famiglie... dimenticandosi delle file assurde che dovevamo succhiarci in New Jersey per fare la stupida foto agli altri 3. Infatti penso l'abbiamo fatta una volta sola, poi era talmente una rottura che abbiamo smesso.
Diversamente da alcuni dei bambini davanti a noi, Violet non ha pianto per niente ed e' subito andata a sedersi con l'omone in rosso. Di sicuro l'incontro con Topolino e gli altri personaggi Disney di questa estate l'hanno preparata!

Aspettando di incontrarlo....
video


L'incontro....
video

Dopo le foto di rito, e' tornata a visitarlo, e mi ha detto in seguito "I love Santa"...
Grazie alla nostra piccolina arrivata a sorpresa, ci sara' consentito di credere che Santa esiste per i prossimi 8 anni circa...
Grazie Violet!



sabato 17 dicembre 2011

La lettera (varsity)


Quest'anno finalmente, dopo una stagione nella squadra "junior varsity" (cioe' quella costituita dai membri non principali, che invece fanno parte della "varsity team") della "Buena High School Swim and Dive Team", la squadra di nuoto e tuffo della sua High School (lui nuota) quando era un "freshman", e due stagioni in varsity da "sophomore" e "junior", Chris ha finalmente ricevuto "the letter", cioe' la lettera iniziale della scuola, un segno di riconoscimento dato ad atleti ed altri studenti che ottengono prestazioni di un certo livello nello sport o attivita' di cui fanno parte (come  "marching band" o cheerleading, ad esempio), livello determinato dalla direzione della high school, e nel caso del nuoto, dal punteggio singolo di ogni atleta.
La lettera, che e' solitamente accompagnata dall'anno in cui lo studente si diploma (graduation year), diventa un innegabile segno di riconoscimento nel momento in cui viene attaccata alla "letterman jacket", la giacca con i colori della scuola.

Ricevere "the letter" e' la realizzazione del sogno di molti studenti e atleti in High School, indossare una letterman jacket e' un onore, il simbolo del proprio lavoro e perseveranza... ma non per mio figlio, no:  a Chris apparentemente non gli frega piu' di tanto, perche' quando gli ho chiesto se gli sarebbe piaciuto avere la "letterman jacket", mi ha risposto "whatever", anche se ripensandoci, devo dire che ultimamente e' la risposta che ricevo a qualsiasi domanda. 

Pero' se a lui la giacca non interessa, a me si', porcaccia, e per un paio di motivi: anzitutto un pochino di orgoglio materno, visto che lui e' il primo, ovviamente nella mia famiglia di provenienza ma anche nella famiglia di J, dove non credo ci sia stato nessuno che abbia praticato  sport o attivita' in modo sufficentemente serio da arrivare alla "lettera", a ricevere questo "onore".
Il secondo motivo e' pura nostalgia, e' un salto un po' malinconico nel tempo, ai miei anni da pre e adolescente, anni in cui letteralmente sognavo di poter andare a bere una coca-cola o mangiare un gelato da Arnold's, il primo ristorante drive-in che avessi mai visto. Parlo di Happy Days, ovviamente. Ho trascorso gli anni cruciali della mia vita guardando infallibilmente tutte le sere gli episodi di "Happy Days", e posso dire con sicurezza che e' stata la serie televisiva che piu' ha contribuito a nutrire il mio interesse e affetto per tutto cio' che e' americano.

Quindi l'ho ordinata, visto che  tradizionalmente avrebbe le maniche di pelle, ma per ovvi motivi le ho scelte di vinile, e dovrebbe essere pronta per i primi dell'anno,  con lettera e anno, mascotte ricamata etc. . Il costo totale e' da infarto ($293...), ma l'idea di avere una giacca come quella che Richie (non "Ricky" come e' stato tradotto in italiano), Potsie e Ralph indossavano nei freddi inverni di Milwaukee, mi asciuga la lacrimuccia e riscalda lo spirito... e se Chris non la usera', mi riscaldera' sul serio!

Postero' la foto non appena l'avro' tra le mani! Go Colts!!

Da notare all'inizio di questo spezzone Potsie con la giacca della "Jefferson High"... e "The Fonz" con l'accento di New York, invece di averlo del Wisconsin....