giovedì 23 febbraio 2012

Febbrona, sensi di colpa e bisogni atavici

Sono sopravvissuta ad alcuni giorni difficili, con Violet con una febbre altissima, mai vista cosi' alta in vita mia a dire il vero, sembrava piu' la temperatura di un forno da pizza che quella di un essere umano. E dopo un intero pomeriggio all'emergency room, e una esperienza traumatica (per lei che l'ha subita e per me che l'ho "ascoltata") di un catetere, e' stato determinato che aveva un'infezione delle vie urinarie (certamente NON aiutata dalla sua testardaggine a continuare ad usare i pannolini) e un raffreddore che sta esplodendo soltanto adesso. Sarebbe da registrare quando dorme, russa che sembra mio nonno! Oggi sta meglio e sono riuscita ad andare in palestra e lasciarla nella "Kids Room" (penso sia proprio il posto dove s'e' acchiappata il virus del raffreddore...)

Avendo 4 figli, siamo passati diverse volte attraverso esperienze simili, tutte sempre difficili da sopravvivere: operazioni, gomiti dislocati, un braccino rotto, un ricovero da disidratazione (mai sottovalutare le fiacchette in bocca...), quindi tendo sempre a non drammatizzare eventi che magari per un'altra madre (o mio marito!)  sarebbero motivo di panico. Pur essendo una che ha zero tolleranza per la vista del sangue e tutto cio' che vi si relaziona (odio infatti i film dell'orrore quelli cruenti e fine a se stessi, e chiudo il mio occhio non cieco quando guardo Grey's Anatomy..), quando si tratta di uno dei miei figli in una situazione di emergenza, divento come un robot e, contrariamente alla mia natura che tende a "fly by seat of my pants", cioe' ad improvvisare un po' tutto, il mio cervello diventa un minuscolo computerino, dove ogni azione e reazione viene computata, creando un piano A,B e C per limitare le conseguenze e trovare una soluzione. Purtroppo pero' questo mi porta a volte a sottovalutare situazioni che potrebbero essere affrontate in tempi piu' brevi. Lo so, una febbre e' il sintomo che c'e' qualcosa, nel corpo, che al corpo da fastidio e che cerca di eliminare, non esattamente il segnale di correre al pronto soccorso. Ma un po' di sensi di colpa mi sono venuti... tanto noi madri siamocomunque sommerse da sensi di colpa, uno in piu' non cambia niente...

Questa esperienza ha confermato, non che ce ne fosse la necessita', che nessuno puo' capire davvero cosa vuol dire veramente volersi sacrificare per un'altra persona, finche' non diventa genitore. Mi spiace, ma e' cosi: si puo' pensare di essere capaci di fare qualsiasi cosa per aiutare un genitore, un carissimo amico, un fratello o marito o moglie o amante. Pero' e' solo durante le varie difficolta' e travagli passati dai miei figli che ho avuto la sensazione tersa e chiara di voler prendere a schiaffi qualcuno e dire "prendete me, cazzolina, e lasciate in pace 'sta creatura!!".

E contemporaneamente la sensazione, anche questa chiarissima e inequivocabile, di averne pure le palle un po' piene e di avere sviluppato un bisogno atavico di una vacanza vera. Da sola possibilmente.

9 commenti:

  1. Concordo con tutto quello che hai detto alla fine del post. Parlando spesso con coppie senza figli mi rendo conto sempre che è vero finchè non sei genitore non puoi capire ma neanche minimamente immaginare che vuol dire esserlo.

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  2. una vacanza con delle amiche-amiche, anche non sarebbe male.

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  3. @MJ: avere un figlio ti scaraventa in una dimensione poco capibile dal "di fuori". E nessuno e niente puo' spiegarti la profondita' dell'amore che esce a fiotti dal tuo cuore quando guardi o pensi a tuo figlio.

    @Zion: non sarebbe male, anche perche' di amiche-amiche ne ho poche che sarebbe come farla da sola!! ;)

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  4. e' vero, e' cosi'.
    da quando sono diventata madre ho scoperto una capacita' di dedizione che non credevo possibile. E pure sono diventata piu' sensibile ed emotiva e che palle!!!!


    valescrive

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  5. Io ci ho convissuto con i sensi di colpa fino all'altro ieri, praticamente. Ora ho detto basta.
    E sto vivendo la fase egoistica. Quella, cioè, di pensare a me. Ma mia figlia è grande, adulta e non ha più bisogno di me.

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  6. Ciao Moky! Sono passata a farti visita nel blog perché ho letto casualmente un tuo commento su "Vita a San Diego"...e non potevo fare a meno di sapere qualcosina in più su di te...perché anch'io ho 4 figli! E' bello condividere i nostri bisogni atavici! :D
    Un saluto da Belluno

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  7. CrazyTime: e' vero, nessuna di noi avrebbe mai immaginato che saremmo riuscite a sacrificare cosi' tanto... e l'emotivita'... be', in parte e' ormonale... in parte e' che una volta diventata mamma, sei mamma del mondo...:)

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  8. @Titti: cerco di mantenere una certa bilancia, ma in situazioni di debolezza, mia o come in questo caso, dei figli, la colpa torna... migliorero' col tempo .. spero..

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  9. @Gaia: ciao e benvenuta! Una mamma italiana di 4 figli... sei una rarita'!! :) E poi pensa che mia nonna paterna era del bellunese... it's a small world after all!!!
    Si',con 4 figli il bisogno di scappare capita... a me frequentemente...

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