giovedì 29 marzo 2012

Il cerotto per l'anima


E' un fatto risaputo tra "noi" mamme che, non appena compiono l'anno, i figli diventano ossessionati dai cerotti: per ogni graffietto, per quanto minuscolo e invisibile,  per ogni "boo-boo" invocano l'intervento del sacrosanto "bandaid". Poco importa poi se si tratta di un bernoccolo invece di un graffio, se magari e' un mal di pancia... con un cerotto si risolve tutto. Infatti ho da anni una bella scatolozza piena di cerotti, che ristocco (si dice o sto usando l'italenglish?) con una certa frequenza, di tutti i tipi e colori, con personaggi Disney ovviamente, oppure Spiderman (classico per Chris da piccolo, ma e' tornato in voga con Violet che guarda i vecchi cartoni e ne canta la sigla, la sapete, no?  quella che fa: "Spiderman, Spiderman, does whatever the spider can...") e da qualche anno aggiungo anche cerotti "normali" dopo che J e' andato al lavoro una volta con "My Little Pony" su un dito.... unico "design" disponibile!!

Adoro l'idea del cerotto curatutto e mi piacerebbe esistesse qualcosa di simile per quando crescono, per quando i boo-boos piu' difficili da curare non sono più quelli fisici e immaginari ma quelli sempre invisibili, ma non per questo meno profondi, del cuore e della mente. 

Come curare un cuore spezzato da una ragazzina che ti dice che non e' interessata? Come curare l'autostima ammaccata dai commenti poco sensibili di chi pensavi ti fosse amica? Come ricucire un ego fatto a pezzi dalla apparente cattiveria di altri bambini? Come bilanciare l'idea dell'autodifendersi con quella di essere una persona di carattere, di essere migliore di chi ci fa del male? 

Non e' facile, soprattutto per me, che combatto da sempre con l'istinto della ritorsione immediata, della vendetta, e la ricerca della compassione e forse del perdono; ma ho imparato che ascoltare col cuore e non solo la mente mi aiuta a connettermi con il loro dolore, e condividere con loro le mie esperienze ci avvicina; ho capito che riconoscere l'importanza di questi mini-traumi della loro psiche e non minimizzarli   e' importantissimo. Perché, purtroppo, e' solo l'inizio. L'idea di proteggere i figli dal male e dal dolore per sempre e' un'utopia: prima o poi entreranno nella loro vita, e il cerotto non bastera' più'.

lunedì 26 marzo 2012

VOTAMMOKY, VOTAMMOKY... e Moky e' stata votata!

Celebrate!! ... sta di fronte a voi, oddio, solo virtualmente, uno dei nuovi membri della  "Board of Directors" della Sierra Vista Food Coop!!
A dire il vero, c'erano 4 posizioni "aperte" e 4 candidati, per cui con un solo voto sarei stata eletta. Quindi niente sorpresa, se non forse nel fatto che pare abbia ricevuto il numero più' alto di voti!!
Lasciamo stare i commenti del marito che non si capacita della mia pseudo-local-popolarita'. Di sicuro aiuta il fatto che nessuno dei membri che ha votato e' sposato con me da 18 anni...

Dopo i due anni da presidente del PTSO della scuola media, con l'arrivo di Violet pensavo che i miei giorni di volontariato erano finiti, e invece si e' presentata questa occasione, e l'ho colta. A parte il desiderio di far parte attiva di un'attività' cui credo molto, che enfatizza la profonda connessione tra cibo e salute e la capacita' del corpo umano di auto-sanarsi se nutrito nel modo giusto, poi mi interessa un'esperienza di questo tipo nel caso dovessi tra qualche anno trovarmi a rientrare nel mondo lavorativo, quello che definisco "vero" solo perché esiste uno scambio tempo-pecunia che non esiste nel mio altro lavoro a tempo pieno (pulisci-culetto, lavanderina, stiratrice, colf, chef, sous-chef, nanny, infermiera, chauffeur, terapista, estetista, cheer-leader, etc.) e di sicuro sarà una mia realizzazione che menzionerò all'intervista con l'USCIS dell'11 aprile, visto che una delle 100 domande descrive uno dei diritti dei cittadini americani il "partecipare alla vita della comunità' in cui vivono".

Quindi d'ora in poi chiamatemi pure "very honorable your highness" e non pensiamoci più'!

Violet ha anche iniziato ad usare il vasino, non ancora consistentemente, ma ogni volta che le chiediamo se deve "go potty" lei molto fieramente "goes potty", aiutata da un vasino da principessa che le avevo comprato quando aveva compiuto 2 anni, e che ogni volta che "qualcosa" viene depositato dentro suona una mini-fanfarina regale! Siccome gli altri 3 avevano aspettato TANTO prima di decidersi ad abbandonare i pannolini, sono piuttosto felice. Se solo tornasse a dormire nel suo lettino, avrei vinto la lotteria!

Per il resto, lo spring break e' finito, i "grandi" hanno ancora meno di 2 mesi di scuola, e io ho cominciato a sistemare il giardino in previsione delle lunghe giornate calde passate fuori. Ho anche finito di preparare le nostre tasse, cosa che proprio non mi piace fare e che procrastino ogni anno.
Il mio MacBook funziona bene, sto imparando a "conoscerlo" e sono tentata di dargli un nome, ma non sono sicura. Magari creerò un "concorso" per decidere come battezzarlo. Vedremo. Ora devo proprio andare.
Nighty night!

lunedì 19 marzo 2012

Perche' e' dura vivere senza....

E' morto il computer... evviva il computer!

Premetto che non e' stata una decisione facile. Premetto che l'unica ragione per cui ho fatto questo passo adesso e' che Best Buy offre un'agevolazione finanziaria che mi permetterà' di pagare l'acquisto in 18 mesi. Premetto che, tanto per cambiare, sono perseguitata da sensi di colpa e non so bene se me lo merito o meno. E premetto che ne sono assolutamente innamorata e, come per un amore nuovo, il tempo che trascorriamo insieme non e' mai abbastanza, sia per capire bene cose possiamo fare insieme che per essere completamente soddisfatti, almeno io...
Ve lo descrivo: e' bello, nuovo, argentato e sempre pronto a dirmi di si'! Dopo una settimana di astinenza dopo il trapasso del mio pateticissimo al confronto, notebook, mi ci sono buttata addosso con tanto ardore: il mio nuovo amore, un MacBook Pro.

Noi siamo sempre stati clienti PC, principalmente per i costi associati a qualsiasi prodotto partorito dall'officina Apple. Oltre ai vari iPod per i ragazzi, non abbiamo mai posseduto niente Mac, quindi questa e' la nostra prima prova, e siccome ho imparato che il mondo si divide in "Mac Lovers" e in quelli che se ne sbattono di Mac, io entro in questa parte del mondo con il cuore aperto.
Di certo devo dire che esteticamente, come ho letto spesso nei blog di chi ha la passione per Mac, e' un prodotto superiore. Per quanto riguarda la sua performance e la durata.. be', vedremo nei prossimi mesi e speriamo, anni. Per il momento mi trovo persa molto spesso nei meandri delle varie apps, va bene che sono una verza per quel che riguarda i computer, pero' devo dire che la navigazione non e' così' "intuitive" come ti raccontano. Mi sembra di essere tornata a scuola,  ma in questo caso, oltre a dover "studiare", mi trovo a trascurare figli e casa. Il tempo poi favorisce rimanere imbacuccati in casa...

SI' perché', come una pernacchia alla faccia mia, che ho scelto l'Arizona per via del clima più' mite, dopo una settimana quasi di temperature estive, o comunque "da Arizona", ieri e' iniziata una tempesta invernale, come non ne abbiamo viste questo inverno, e ora sta nevicando da diverse ore, a tratti anche intensamente. Chiaramente la neve non attacca qui da noi, il terreno e' troppo caldo, ma sulle Huachuca Mountains, per quel poco che sono riuscita ad osservare stamattina tra le nuvole, ha nevicato tantissimo. In altre parti del nord Arizona, tipo a Flagstaff, le autostrade e strade statali sono state chiuse... (quindi ricordatevi, se vorrete mai venire a visitare il Grand Canyon, di evitare i mesi invernali e di inizio primavera) Ovviamente questa e' la settimana di Spring Break per i miei figli, quindi prego e spero che per domani torni il sole, così' da poter uscire di casa e goderci la vacanza!
Comincia a fioccare per benino

Chi vuole farsi un bagnetto? Mmm, no, grazie!  Ovviamente ho riaperto i pannelli solari settimana scorsa: speriamo non si congelino stanotte. ..

giovedì 15 marzo 2012

Stasera, su American Idol...

Sono 10 anni che da gennaio a maggio dedichiamo 2 o 3 sere alla settimana ad American Idol, dove ogni anno viene data l'opportunita' a ragazzi dai 15 ai 28 anni di competere vocalmente e farsi sentire da decine di milioni di americani . Ogni anno mi stupisco dalla vastita' di talento canoro e musicale che esiste.

Questa sera questo ragazzo di 19 anni della Louisiana, Joshua Ledet, mi ha fatto venire i brividi. Stavo stirando mentre guardavo la trasmissione e mi sono fermata col ferro a mezz'asta e, senza che potessi esercitare il minimo controllo, mi e' uscito un grido, "HALLELUIA!", di bocca. Ci sono persone che nascono con una voce incredibile, e questo ragazzo senza dubbio per me sara' uno dei finalisti, se continuera' a scegliere canzoni "giuste". Il tema della serata era cantare una canzone uscita nell'anno in cui ogni partecipante e' nato, e Joshua ha scelto la "rendition" fatta da Michael Bolton di "When a man loves a woman" nel 1993, canzone che invece originariamente era uscita nel 1966, anno della mia di nascita. Comunque sia, per me questa e' una versione bellissima!!

lunedì 12 marzo 2012

Diventare americani: quarto aggiornamento.

Il mio Acer Notebook e' defunto. Sono costretta ad usare il desktop di J, e non sono piu' abituata alla tastiera gigante, cosi' scrivo parole che sembrano uscite dalla bocca di Salvatore nel Nome della Rosa e continuo a controllare e a correggere, ma non c'e' verso: la frustrazione alla fine di ogni frase e' su su a livelli ARRGH!.
Mi piacerebbe rimpiazzarlo con una Mac-something, ma i prezzi sono da vendita di un paio di organi sul mercato nero, e cosi' per il momento mi adatto.

Intanto sto studiando le 100 domande di storia ed educazione civica americana "come una matta" (da interpretarsi liberamente...) perche' settimana scorsa ho ricevuto la lettera con la data per l'intervista: l'11 aprile alle 11 verro' "grigliata" dall'USCIS, e sembrerebbe che dovro' aspettare per il giuramento, nel senso che non verra' fatto subito dopo... e mi sta meglio, perche' vorrei aver tutta la sacra famiglia al seguito nel momento in cui "abiurero' " ufficialmente ad ogni fedelta' all'Italia.... (Lacrimuccia? Risata satanica?... Probabilmente la prima...)

Ora, non c'entra niente, o forse un pochino, col diventare americani, ma leggevo un post in un blog italiano (nessuno che mi segue, si tatta di un blog eco/vegan) e l'autrice, che usa spesso l'inglese non so bene perche'( forse perche' da un certo tocco di internazionalita', diversamente dalla sottoscritta, che usa l'inglese perche'- si' e' vero!- non si ricorda la corrispondente parola italiana...,o forse per "tirarsela" un po', non saprei bene), ha scritto una parola che mi ha fatto lo stesso effetto di quando uno scrive "ano" invece di "anno"... una cosa inavvertitamente ridicola che ha subito sgonfiato il pallone, per me.

Ecco, secondo me se una persona decide di utilizzare una lingua straniera per nessun altro motivo che non quello di fare scena, sarebbe opportuno che verificasse quello che scrive, onde evitare di dire fregnacce!!

Non puoi scrivere REMAINDER (avanzo, cio' che resta) quando la parola che dovresti usare e' REMINDER (una cosa che causa a qualcuno di ricordar qualcosa), perche' allora invece di fare la figa, fai la figura del celentano da blogosfera!!

Sono un po' troppo "OCD" quando si tratta di fare editing?
Fossi cosi' nelle "faccende" di casa, avrei certamente una casa piu' ordinata....


sabato 10 marzo 2012

Dalla high school al college: il test SAT

"Taking the SAT" e' una frase che si sente spesso girare tra i juniors e seniors e in alcuni casi, anche sophomores ambiziosi, in high school, e' una sorta di spettro che svolazza sopra le loro teste e un altro, seppur piccolo, motivo di preoccupazione per i loro genitori; ... e questa mattina, dalle 7:45, Chris sta facendo per la prima volta questo esame.
Negli US e' il segnale inconfondibile che il percorso che porta al college e' stato intrapreso. Il nome SAT e' l'acronimo di Scholastic Aptitude Test, il nome originario, poi e' diventato Scholastic Asssessment Test, ed ora a distanza di piu' di 100 anni pur non avendo piu' esattamente quel significato, al test e' rimasto il nome. Si tratta di un test facoltativo, fatto dagli studenti che intendono frequentare l'universita', che ha lo scopo di determinare il loro livello di comprensione in 2 aree principali, quella verbale (letta e scritta) e quella matematica. In piu', oltre a quello standard, a seconda degli interessi dello studente, dei requisiti delle universita' cui preferirebbe venire accettato, e' possibile anche fare l'SAT in altre materie, ad esempio storia, lingue straniere, arte, etc. 
Ci si iscrive al test online, pagando $49, ed e' suddiviso in 3 parti di 25 minuti per ogni area, cioe' "mathematics", "critical reading" e "writing". Non so se mi sono spiegata bene, ma in totale il test ha una durata 3 ore e 45 minuti, piu' le pause.

Per prepararsi al test sono disponibili tantissimi strumenti, libri, software, una caterva su Amazon ovviamente, e ci sono persino insegnanti che offrono ripetizioni appositamente per prepararsi al test, ma il "College Board", che e' l'organizzazione che crea e "manage" questo test, ne offre online diversi, gratis. Vi cnsiglio di dare un'occhiata al link, io lo trovo interessante e ben fatto. Lo "strumento" gratis piu' forte per me e' la "domanda SAT del giorno", che oltre ad essere inviata via email (o com sms, dipende dalla scelta) allo studente, viene inviata anche ai genitori, se registrati. Quindi sono mesi che io, ogni giorno se riesco, cerco di rispondere alla "SAT question of the day", con 5 "multiple choice", 5 scelte, e cliccando sulla risposta che ritengo giusta, si apre direttamente il sito con la conferma o meno di aver dato la risposta giusta. Se per caso non ho azzeccato, mi chiede se voglio un "hint", un piccolo aiuto, e se voglio riprovare... se preferisco, posso sempre chiedere la risposta corretta, e alla fine posso scegliere di fare pratica sull'argomento della domanda. In caso ne avessi bisogno... Non dovrei nemmeno dirlo, ma le domande di comprensione verbale, di struttura del linguaggio, le ho risposte correttamente tutte, quelle di matematica invece... lasciamo perdere!

Per ogni sezione il punteggio massimo e' 800, per un totale di 2400 punti. Lo studente riceve il suo punteggio circa 3 settimane dopo avere fatto il test. Gli viene anche dato il percentile raggiunto. Un punteggio supra i 1600 e' solitamente un percentile altissimo, tipo 99,9%. A questo punto, lo studente puo' inviare il suo punteggio direttamente a 4 universita' di sua scelta (gratis) e a pagamento ad altre. Se vuole, siccome questo test puo' essere fatto diverse volte (solitamente una volta durante la primavera del "junior year" e una volta durate l'autunno del "senior year"), ed ogni volta se il punteggio migliora rispetto a quello precedente, lo si puo' inoltrare alle univesita' interessate.

Cosa se ne fanno le universita' di questi punteggi? Be', servono come punto discriminatorio, se ad esempio un college ha 200 posti da freshman disponibili e 250 richieste di ammissione, ecco che oltre ai voti, alle attivita' extra-curriculari come volontariato, sports, etc. il punteggio SAT e' un'informazione aggiuntiva che aiuta nella scelta.

Chris e' il classico studente di cui gli insegnanti dicono "potrebbe fare di piu'", perche' e' da sempre stato contento di "stare a galla", fare il minimo indispensabile per rimanere "nascosto"... insomma qui si dice
"a B student" (tant'e' che questa mediocrita' e' diventata il nome del suo youtube channel, "Mediocre Times", dove con un gruppo di altri adolescenti si registrano mentre giocano a Minecraft o altri videogiochi simili... 'na pizza allucinante, ma se volete farvi una "cultura" veloce sugli adolescenti americani, siete i benvenuti....), uno studente accademicamente constipato sarebbe la definizione perfetta. E noi sono almeno 4 anni che gli stiamo al pelo, lo spingiamo, gli urliamo, lo prendiamo da parte per fargli "lectures till we're blue in the face"... e lui studia e porta a casa bei voti... finche' si "dimentica" di studiare e si ricomincia con la stessa storia. Il punto e' che qui negli US avere una laurea da' la possibilita' di accedere a lavori con stipendi piu' alti, con benefici migliori (se non sbaglio, avevo letto che chi ha una laurea guadagna in media il 70% in piu' di chi invece ha solo un diploma di high school), quindi anche io, pur non avendo per mia scelta intrapreso questa strada, sono la prima cheer leader di casa per un'educazione universitaria, proprio perche', come genitore, vorrei minimizzare le difficolta' che incontreranno nella vita, quelle finanziarie in primis. Sono comunque sempre aperta all'idea di un apprendistato o scuola vocazionale, nel caso che chiuque tra la mia prole decidesse di non proseguire gli studi.
L'altra faccia della medaglia e' che l'universita' costa tanto, in media uno "state college" o universita' pubblica, costa dagli $8mila in su, solo di tuition, senza contare il costo dei libri, e del vitto e alloggio; dipende anche dalla location del college, se lo studente e' "in-state" o "out-of-state", con la tariffa per studenti "out-of-state" doppia di quelli "in-state". Fanno eccezione le universita' degli stati dell'ovest che offrono tariffe per i non residenti "solo" una volta e mezzo piu' alte che studenti in-state. Gli stati che aderiscono a questo exchange (Western Undergraduate Exchage) sono Alaska, Arizona, California, Colorado, Hawaii, Idaho, Montana, Nevada, New Mexico, North Dakota, Oregon, South Dakota, Utah, Washington, Wyoming.
Non vado nemmeno a parlare di un'universita' privata come Yale o Harvard o Brandeis, il cui costo annuale per la tuition si aggirera' probabilmente sui $40mila... dico, ALL'ANNO!!!
Quando la sua pagella del primo semestre, finito a dicembre, e' arrivata a casa con due "A", tre "B"  e una "C", io mi sono inviperita perche' ovviamente se lui non ha voglia di studiare adesso, che vive a casa, non ha una mazza da fare se non 4 cose che fa per aiutare come portar la spazzatura fuori, dar da mangiare agli animali, etc., cosa fara' quano vivra' da solo, in una citta' diversa, circondato da 1000 distrazioni??!! Il discorso gli e' stato fatto una volta per tutte proprio ultimamente: se ci dimostra, portando a casa voti mediocri, di non essere interessato a continuar a studiare seriamente, be' allora risparmiamo le spese del college e puo' iniziare a trovarsi un lavoro qualsiasi, a fare le borse della spesa al supermercato se vuole, ma di sicuro non potra' peremettersi di vivere per conto suo, e vivere a casa con mamma  papa' oltre una certa eta' (22/23 anni) e' qui considerata un po' una vergogna... e  di sicuro noi non gli renderemmo la vita facile! Insomma, non ha piu' scuse: siamo disposti a fare sacrifici, e con noi tutta la famiglia, se lui fa la sua parte. Altrimenti, a me piacerebbe guidare un veicolo che non sia un rottame....


Per fortuna, sembrerebbe che abbia finalmente capito proprio durante la registrazione all'SAT, che avere voti buoni sin dall'inizio come gli dicevamo noi, non e' una richiesta senza motivazion, ma e' importante, perche' il suo GPA totale e' parte del transcript che andra' alle universita'... quindi anche quella "C" in algebra nel primo semestre da freshman, "pesa" sul suo GPA . Il GPA, o Grade Point Average, e' la media dei voti. Ad esempio, diplomarsi con un GPA di 4.0, cioe' "straight A's" - tutte "A" -, e' fantastico, con un GPA cosi' e una carriera scolastica contrassegnata da altre attivita' da' la possibilita' di ricevere diverse borse di studio e aprirebbe le porte anche delle universita' piu' prestigiose... che invece per Chris che ha un GPA di 3.5, a meno di un miracolo, rimarrano chiuse.

Per il momento, non avendo le idee chiare, un'altra alternativa potrebbe essere quella di frequentare il "junior college", cioe' il community college locale, che ha un programma di 18 o 24 mesi, durante i quali potrebbe prendere le classi di base (english, calculus, etc.) ad una frazione del costo delle universita' di stato, alla fine dei quali tutti i crediti verrebbero trasferiti senza problema all'universita' in Ariona prescelta. I vantaggi economici sarebbero enormi, perche' non solo la tuition costerebbe 1/4 i quella delle universita', ma essendo il Cochise County College in citta', non ci sarebbero da pagare spese extra per vitto e alloggio, visto che continuerebbe a vivere a casa, cosa che si trova in questo momento i sicuro ad amare e odiare contemporaneamente.

Pe il momento, break a leg, Chris... per il resto, vedremo.

E ora se solo Violet iniziasse ad usare il vasino...

venerdì 9 marzo 2012

Un altro aspetto utilitaristico del blog....

... se ci si dimentica di farlo di persona al momento giusto...



Piccolo sondaggio: ho dato una mancia piu' alta del solito a Sabrina, la ragazza che mi fa i capelli: e' stata la mossa giusta? A me sono piaciuta...  :)

sabato 3 marzo 2012

Proviamo cosi'...

BREAKING NEWS!!! TEMPLATE UPDATE!!
Si torna alla normalita', il template "dinamico" era troppo... tutto...

... non sono sicura mi piaccia questo nuovo "template", vediamo se imparo ad apprezzarlo. Ogni tanto i piccoli cambiamenti possono e devono rimpiazzare quelli piu' grandi che sono impossibli.
In attesa di prendere una decisione finale, posto 3 foto recenti:

Violet all'attacco di una mexican chocolate cupcake da Poco, il nostro ristorante preferito 

Emily presenta la sua ricerca, in onore del centenario dell'Arizona, sulla citta' piu' piccola dell'Arizona (6 abitanti), chiamata Tortilla Flat, per la quale e' stata premiata a scuola. Da notare a sinistra, l'interprete di "sign language" che traduce  per uno studente che e' sordo.

"Violet, say cheese!"... tutta pronta per andare a "nuotare" nell'idromassaggio, rash guard and  all...
Buon fine settimana, pieno di sole e caldo per tutti!!
.

venerdì 2 marzo 2012

La miglior ricetta per guacamole, EVER!!!

Dopo qualche giorno di post debilitantemente seri e un po' tristi, e' giunto il momento di una pausa rinfrancante, per voi che ancora leggete questi ramblings.

Amando la cucina messicana, e' quasi scontato che ami la (o "il"?) guacamole, spesso pronunciata dai bambini (ovviamente non i miei che sono troppo geniali...) "cacamole"...
Di ricette ne ho provate parecchie nel corso degli anni, e pur essendomi piaciute tutte, non sono mai rimasta soddisfatta al 100%. Non che sia un'esperta, ma perche' accontentarsi?
Quindi quando ho trovato la ricetta sul libro "Viva Vegan!" di Terry Hope Romero, tutto pieno di ricette centro e sud-americane veganizzate, da lei intititolata "The only guacamole recipe I ever make", cioe' "La sola ricetta per guacamole che mai preparo", ero speranzosa ma assolutamente impreparata al risultato.
Il fatto e' che you just can't stop eating it. Non puoi. E come mangiare noccioline. O pistacchi. O ciliege.
Irresistibile.Yummy.

Una ricetta cosi' buona che Emily, ad esempio, si e' preparata un panino da portare a scuola farcito SOLO di guacamole.


Penso di non avere una personalita' "addictive", cioe' facilmente assuefabile (ma e' una parola vera? ), pero' mangiarsi praticamente da sola una ciotola di guacamole fatta con 2 avocado e, una volta finita, avere pensieri torbidamente lussuriosi sul prepararne un'altra scodella, mi mette sullo stesso piano del fumatore che finisce una sigaretta e gia' pensa alla prossima.

Secondo Terry, bisogna usare solo avocado maturi, prima che comincino a "marcire" (un ritaglio di tempo limitato),  la polpa non deve avere parti marroni e deve essere soffice senza essere molle. Solitamente li troviamo in vendita ancora acerb e duri, ma maturano nel giro di 2/3 giorni, e se la temperatura esterna e' calda, sembra che maturino in un battibaleno.
Gli ingredienti sono pochi e semplici ed innalzeranno la bonta' di qualsiasi delizia ispano-americana abbiate preparato. Io ovviamente vi consiglio di abbinare la guacamole a questa ricetta....

Que Viva guacamole!

The Only Guacamole Recipe I Ever Make

2 avocado maturi (non importa la varieta')
3 Tbs (45ml circa) succo appena spremuto di lime (circa 1 grosso; si puo' sostituire succo di limone in emergenza...)
1 cipolla piccola gialla sbucciata ovviamente e tagliata a pezzettini piccoli piccoli
1 chile verde (peperoncino verde) piccolo, tipo "serrano" tagliato a pezzettini piccoli piccoli (non necessario, infattio io devo ometterlo o le mie figlie non la mangiano...)
1/2 tsp (2,5 g circa) sale, o q.b.
2 Tbs (30g circa) cilantro (coriandolo) fresco, tagliuzzato (non necessario, ma io lo adoro e abbondo!)

Tagliare a meta' l'avocado (dalla lunghezza) estrarre il semone, e togliere la polpa con un cucchiaio, metterla in una ciotola. Spruzzarla con il succo del lime, aggiungere la cipolla, il chile (se lo usate), il sale e il cilantro (che vi obbligo ad usare!!)
Con una forchetta, lavorate l'avocado e gli altri ingredienti fino ad ottenere una sorta di crema "pezzettosa". Assaggiare e regolareil condimento aggiungendo altro sale e/o succo dilime, se necessario.
Servire immediatamente.

Evitare la bilancia nei giorni seguenti l'abbuffata...

p.s.: e' possibile aggiungere del pomodoro tagliato anch'esso a pezzattini piccolissimi, ma dopo avere mescolato bene tutti gli altri ingredienti. A me piace semplice e pura...
Terry suggerische di usare un pestello per sminuzzzare chile, cilantro e cipolla, cosi' come fanno i Messicani che usano un "molcajete".



giovedì 1 marzo 2012

E continuano ad arrivare... l'uomo nero fa sempre piu' paura...

... anche a chi ha fatto giuramento di obbedire alla legge e di farla rispettare, anche a chi dovrebbe rappresentare un'autorita' imparziale, istruita...


Un giudice federale del Montana, "l'onorevole" Richard (chiamiamolo pure "Dick", che se lo merita ...) Cebull, ha inoltrato a 6 amici , che poi lo hanno inoltrato a loro volta ad altri amici, etc, un email contenente una "barzelletta" in cui gli afro-americani vengono paragonati ai cani e sottintendendo che la mamma di Obama abbia avuto rapporti con un cane..


Questo il testo dell'email:

 "Normally I don't send or forward a lot of these, but even by my standards, it was a bit touching. I want all of my friends to feel what I felt when I read this. Hope it touches your heart like it did mine.


"A little boy said to his mother; 'Mommy, how come I'm black and you're white?' His mother replied, 'Don't even go there Barack! From what I can remember about that party, you're lucky you don't bark!' "


"Normalmente non invio o inoltro molti di questi email, ma anche per i miei standara, questo e' molto toccante. Voglio che tutti i miei amici provino cio' che ho provato io quando l'ho letto. Spero tocchi il vostro cuore come ha toccato il mio."


Non traduco la "barzelletta', perche' mi fa schifo solo leggerla. 


Intervistato dal giornale che ha fatto "scoppiare" il caso, Cebull si e' difeso dicendo che ha inviato l'email non perche' e' razzista, ma perche' e' contro Obama (e secondo me si tratta di una differenza semantica, non di sostanza), che e' stato un suo errore di giudizio... 

Una testa di ... rapa cosi' grossa dovrebbe essere licenziata. Troverebbe comunque lavoro subito nelle campagne elettorali di Santorum o Romney. 

Continuero' a riportare notizie simili, quando le trovo... e come aumenteranno, con l'avvicinarsi di novembre!

"Non potevo rinunciare al formaggio, cosi' al suo posto, ho rinunciato alla crudelta' contro gli animali"

Traduco un post, per me molto interessante e articolato, scritto da Jo Tyler, autrice del blog "This Vegan Life". 
Non e' un'autrice arrabbiata, i suoi post sono sempre pacati, a mio parere razionali, stimolanti e carichi di spunti di riflessione.
Mi piacerebbe che tutti lo leggessero con obiettivita', e sia che siate d'accordo sia che non lo siate, vorrei ricordarvi che  il sentiero che sembra piu' arduo da percorrere, e' quello che poi ci dara' piu' soddisfazioni.
Per quel che mi riguarda, io sono vegan da piu' di 6 anni ma non ho mai avuto nessun problema a rinunciare a formaggi e latticini, visto che ho sempre odiato formaggi e latte e tolleravo minimamente come sapore lo yogurt (non avevo nessun problema con il gelato, che pero' non ho faticato a salutare, soprattutto vista la disponibilita' di gelati vegan...).
Questo post e' dedicato in particolare a Zion, che vorrebbe tanto, ma finora non e' riuscita...
 Se vi interessa leggerlo in inglese, questo e' il link. 

"Una volta pensavo che non avrei mai potuto rinunciare al formaggio. Dopo tutto, era il mio cibo preferito. Quando mio marito ed io mangiavamo fuori in uno dei ristoranti "Chi-Chi", io non guardavo nemmeno il menu dei primi o dei dessert; ordinavo soltanto il piatto dei formaggi. Brie, havarti, gouda, caprino, stilton, gorgonzola, feta... li amavo tutti. Ricordo una volta (prima che venissi a conoscenza della verita' sull'agricoltura animale) ero andata in una libreria locale e stavo girando le pagine di una copia del libro di Joel Fuhrman "Eat to Live". Stavo leggendo, annuendo in accordo,  mentre descriveva una dieta senza carne, pesce, uova, olio e... ho letto poi: senza formaggio. Cosa? Cosa dici?  Che tipo di dottrina d'astinenza senza gioia e' questa?  Ma va', scordatelo. 

Ho chiuso con forza e velocemente il libro e l'ho rimesso sullo scaffale. 

Ma poi, in poco tempo, tre cose sono successe:

1-  ho imparato che l'industria casearia guida l'industria della carne del vitello. Proprio come per gli esseri umani, anche le mucche devono partorire per produrre latte. Quindi l'industria del latte e', per necessita', un'industria produttrice di piccoli, i vitelli. Ma solo i vitelli femmine sono utili ai produttori di latte. I maschi sono considerati dei "sottoprodotti" non voluti, e vengono tipicamente venduti all'asta ai produttori di carne di vitello. Ho visto riprese video di vitelli di pochi giorni, terrorizzati, dalle ginocchia traballanti, e con il cordone ombelicale ancora attaccato, venire trascinati per le orecchie sul pavimento dell'asta, ed e' una cosa che non dimentichero' mai.

Una volta venduti, vengono confinati in casse minuscole, disegnate con l'intento di limitare i loro movimenti, cosi' che i loro muscoli non si sviluppino e la loro carne conservi quella qualita' pallida e soffice, preferita dai "conoscitori". Per una revisione piu' completa (non cruenta) dell'industria del vitello, cliccate qui (sito in inglese) o qui (sito in italiano).

Dapprima credevo che questo succedesse solo in grosse fattorie industriali, quindi il mio pensiero iniziale e' stato che avrei potuto evitare queste pratiche crudeli comprando latticini "locali" e "biologici". Ho fatto una ricerca approfondita ed ho persino parlato di persona con due proprietari di fattorie da latte nella mia comunita' (sperando di essere rassicurata). Uno mi disse che si', loro vendevano i vitelli per carne ed ha riconosciuto che questo "dava fastidio a molte persone". Un'altra mi disse che non ce la faceva a farlo e cosi' aveva comprato un altro appezzamento di terreno per permettere ai vitelli di vivere li'. Le ho chiesto per quanto tempo pensava di riuscire a supportare finanziariamente quei vitelli,  visto che consumano molte risorse e che avrebbe aggiunto altri vitelli ogni anno. E visto che le mucche possono vivere fino a 20 anni e piu', quanti altri appezzamenti di terreno era preparata ad acquistare per provvedere spazio per tutti? Non aveva una risposta, ed era chiaro che la sua "soluzione" a questo problema era inattuabile e non realistica.

Un amico che vive in un'area piu' rurale del paese mi disse di inserzioni per "vitelli gratis", messe su craigslist da produttori di latte locali. Questa e' la realta'. Ho imparato che non e' possibile girarci intorno: dove c'e' latte, ci sono cuccioli di mucca morti. Ed anche madri morte... prima o poi.

2- Ho scoperto che molti formaggi non sono nemmeno vegetariani in quanto contengono caglio animale. Il caglio e' estratto dalle camere dello stomaco di vitelli macellati giovani e non svezzati. Ironicamente, gli stomachi sono un sottoprodotto dell'industria della carne di vitello. (Sebbene ci siano forme vegetariane di caglio, e' piu' comunemente derivato dagli animali). Quindi in pratica, il formaggio e' fatto mischiando il latte delle madri, a pezzi degli stomachi dei loro piccoli morti. Se questo non e' sufficente a far detestare a chiunque il formaggio, non so cosa lo sia.

3- Ho imparato come le mucche vengono fecondate e cosa succede loro una volta che sono "finite" . I loro corpi sono spesso cosi' devastati che ora che vengono macellate la loro carne e soltanto "buona abbastanza" come cibo per cani, pasti surgelati e stufati a poco prezzo. Molte sono deboli per malattie e morbi, e devono essere trascinate o spinte al macello col carrello elevatore. Questi animali sono conosciuti come "mucche a terra".

Una volta che sono venuta a conoscenza di tutto cio', ho deciso che per quanto amassi il formaggio, odiavo l'abuso degli animali ancora di piu'. Per me, e' stata una scelta semplice e dopo alcune "voglie" iniziali,  non ho piu' desiderato formaggi animali. Certamente aiuta il fatto che ci siano tanti formaggi disponibili sul mercato oggi (negli Stati Uniti), molti di piu' oggi di quando sono diventata vegan. 

(Jo a questo punto elenca alcuni dei formaggi vegan che sono disponibili qui, come Daiya, Sheese, Tofutti, etc. e menziona l'autoproduzione di formaggi vegan: decine di ricette sono disponibili sul web, cercando "ricette formaggi vegan", ma in particolare menziono il blog di Titti, dove spesso trovate ottime ricette "non-cruente", come questa per preparare la ricotta alle erbe

Ci sono tanti formaggi vegan in giro, quindi se trovi che non ti piace uno, non darti per vinto... continua a provare finche' non trovi quelli che ti piacciono. Mi rendo conto che il formaggio e' un cibo che provoca assuefazione (dipendenza), e che per molte persone rinuciarvi puo' essere difficile. Se ti trovi ad avere una voglia di formaggio animale, ricordati che e' solo temporanea,  e che passera'. Col tempo, troverai che probabilmente non ti manchera' minimamente. Per me, quello che ha ultimamente aiutato e' stato cambiare il modo di pensare. Non ho piu' pensato a "rinunciare al formaggio", ma piuttosto a "rinunciare alla crudelta' contro gli animali". E questo cambiamento ha fatto tutta la differenza.
Se questa pazza "tossica da formaggio" di una volta come me puo' diventare vegan, c'e' speranza anche per te."

Io da madre di 4 figli, allattati estensivamente, non riesco piu' a "far finta di niente", non riesco a distinguere un mammifero da un altro, una madre da un'altra, sia essa umana, canina, felina o bovina... soprattutto ora che so, perche' provato personalmente e confermato da letteratura medica, che non solo non abbiamo bisogno dei latticini per sopravvivere/ricevere calcio/crescere ma che anzi i prodotti caseari possono contribuire a numerose malattie, inclusa la osteoporosi e contribuiscono alla crescita delle cellule tumorali.