giovedì 1 marzo 2012

"Non potevo rinunciare al formaggio, cosi' al suo posto, ho rinunciato alla crudelta' contro gli animali"

Traduco un post, per me molto interessante e articolato, scritto da Jo Tyler, autrice del blog "This Vegan Life". 
Non e' un'autrice arrabbiata, i suoi post sono sempre pacati, a mio parere razionali, stimolanti e carichi di spunti di riflessione.
Mi piacerebbe che tutti lo leggessero con obiettivita', e sia che siate d'accordo sia che non lo siate, vorrei ricordarvi che  il sentiero che sembra piu' arduo da percorrere, e' quello che poi ci dara' piu' soddisfazioni.
Per quel che mi riguarda, io sono vegan da piu' di 6 anni ma non ho mai avuto nessun problema a rinunciare a formaggi e latticini, visto che ho sempre odiato formaggi e latte e tolleravo minimamente come sapore lo yogurt (non avevo nessun problema con il gelato, che pero' non ho faticato a salutare, soprattutto vista la disponibilita' di gelati vegan...).
Questo post e' dedicato in particolare a Zion, che vorrebbe tanto, ma finora non e' riuscita...
 Se vi interessa leggerlo in inglese, questo e' il link. 

"Una volta pensavo che non avrei mai potuto rinunciare al formaggio. Dopo tutto, era il mio cibo preferito. Quando mio marito ed io mangiavamo fuori in uno dei ristoranti "Chi-Chi", io non guardavo nemmeno il menu dei primi o dei dessert; ordinavo soltanto il piatto dei formaggi. Brie, havarti, gouda, caprino, stilton, gorgonzola, feta... li amavo tutti. Ricordo una volta (prima che venissi a conoscenza della verita' sull'agricoltura animale) ero andata in una libreria locale e stavo girando le pagine di una copia del libro di Joel Fuhrman "Eat to Live". Stavo leggendo, annuendo in accordo,  mentre descriveva una dieta senza carne, pesce, uova, olio e... ho letto poi: senza formaggio. Cosa? Cosa dici?  Che tipo di dottrina d'astinenza senza gioia e' questa?  Ma va', scordatelo. 

Ho chiuso con forza e velocemente il libro e l'ho rimesso sullo scaffale. 

Ma poi, in poco tempo, tre cose sono successe:

1-  ho imparato che l'industria casearia guida l'industria della carne del vitello. Proprio come per gli esseri umani, anche le mucche devono partorire per produrre latte. Quindi l'industria del latte e', per necessita', un'industria produttrice di piccoli, i vitelli. Ma solo i vitelli femmine sono utili ai produttori di latte. I maschi sono considerati dei "sottoprodotti" non voluti, e vengono tipicamente venduti all'asta ai produttori di carne di vitello. Ho visto riprese video di vitelli di pochi giorni, terrorizzati, dalle ginocchia traballanti, e con il cordone ombelicale ancora attaccato, venire trascinati per le orecchie sul pavimento dell'asta, ed e' una cosa che non dimentichero' mai.

Una volta venduti, vengono confinati in casse minuscole, disegnate con l'intento di limitare i loro movimenti, cosi' che i loro muscoli non si sviluppino e la loro carne conservi quella qualita' pallida e soffice, preferita dai "conoscitori". Per una revisione piu' completa (non cruenta) dell'industria del vitello, cliccate qui (sito in inglese) o qui (sito in italiano).

Dapprima credevo che questo succedesse solo in grosse fattorie industriali, quindi il mio pensiero iniziale e' stato che avrei potuto evitare queste pratiche crudeli comprando latticini "locali" e "biologici". Ho fatto una ricerca approfondita ed ho persino parlato di persona con due proprietari di fattorie da latte nella mia comunita' (sperando di essere rassicurata). Uno mi disse che si', loro vendevano i vitelli per carne ed ha riconosciuto che questo "dava fastidio a molte persone". Un'altra mi disse che non ce la faceva a farlo e cosi' aveva comprato un altro appezzamento di terreno per permettere ai vitelli di vivere li'. Le ho chiesto per quanto tempo pensava di riuscire a supportare finanziariamente quei vitelli,  visto che consumano molte risorse e che avrebbe aggiunto altri vitelli ogni anno. E visto che le mucche possono vivere fino a 20 anni e piu', quanti altri appezzamenti di terreno era preparata ad acquistare per provvedere spazio per tutti? Non aveva una risposta, ed era chiaro che la sua "soluzione" a questo problema era inattuabile e non realistica.

Un amico che vive in un'area piu' rurale del paese mi disse di inserzioni per "vitelli gratis", messe su craigslist da produttori di latte locali. Questa e' la realta'. Ho imparato che non e' possibile girarci intorno: dove c'e' latte, ci sono cuccioli di mucca morti. Ed anche madri morte... prima o poi.

2- Ho scoperto che molti formaggi non sono nemmeno vegetariani in quanto contengono caglio animale. Il caglio e' estratto dalle camere dello stomaco di vitelli macellati giovani e non svezzati. Ironicamente, gli stomachi sono un sottoprodotto dell'industria della carne di vitello. (Sebbene ci siano forme vegetariane di caglio, e' piu' comunemente derivato dagli animali). Quindi in pratica, il formaggio e' fatto mischiando il latte delle madri, a pezzi degli stomachi dei loro piccoli morti. Se questo non e' sufficente a far detestare a chiunque il formaggio, non so cosa lo sia.

3- Ho imparato come le mucche vengono fecondate e cosa succede loro una volta che sono "finite" . I loro corpi sono spesso cosi' devastati che ora che vengono macellate la loro carne e soltanto "buona abbastanza" come cibo per cani, pasti surgelati e stufati a poco prezzo. Molte sono deboli per malattie e morbi, e devono essere trascinate o spinte al macello col carrello elevatore. Questi animali sono conosciuti come "mucche a terra".

Una volta che sono venuta a conoscenza di tutto cio', ho deciso che per quanto amassi il formaggio, odiavo l'abuso degli animali ancora di piu'. Per me, e' stata una scelta semplice e dopo alcune "voglie" iniziali,  non ho piu' desiderato formaggi animali. Certamente aiuta il fatto che ci siano tanti formaggi disponibili sul mercato oggi (negli Stati Uniti), molti di piu' oggi di quando sono diventata vegan. 

(Jo a questo punto elenca alcuni dei formaggi vegan che sono disponibili qui, come Daiya, Sheese, Tofutti, etc. e menziona l'autoproduzione di formaggi vegan: decine di ricette sono disponibili sul web, cercando "ricette formaggi vegan", ma in particolare menziono il blog di Titti, dove spesso trovate ottime ricette "non-cruente", come questa per preparare la ricotta alle erbe

Ci sono tanti formaggi vegan in giro, quindi se trovi che non ti piace uno, non darti per vinto... continua a provare finche' non trovi quelli che ti piacciono. Mi rendo conto che il formaggio e' un cibo che provoca assuefazione (dipendenza), e che per molte persone rinuciarvi puo' essere difficile. Se ti trovi ad avere una voglia di formaggio animale, ricordati che e' solo temporanea,  e che passera'. Col tempo, troverai che probabilmente non ti manchera' minimamente. Per me, quello che ha ultimamente aiutato e' stato cambiare il modo di pensare. Non ho piu' pensato a "rinunciare al formaggio", ma piuttosto a "rinunciare alla crudelta' contro gli animali". E questo cambiamento ha fatto tutta la differenza.
Se questa pazza "tossica da formaggio" di una volta come me puo' diventare vegan, c'e' speranza anche per te."

Io da madre di 4 figli, allattati estensivamente, non riesco piu' a "far finta di niente", non riesco a distinguere un mammifero da un altro, una madre da un'altra, sia essa umana, canina, felina o bovina... soprattutto ora che so, perche' provato personalmente e confermato da letteratura medica, che non solo non abbiamo bisogno dei latticini per sopravvivere/ricevere calcio/crescere ma che anzi i prodotti caseari possono contribuire a numerose malattie, inclusa la osteoporosi e contribuiscono alla crescita delle cellule tumorali.





5 commenti:

  1. Non avevo idea di quanto fosse brutale l'industria casearia...io sicuramente ero tra quelle che pensano "tanto il latte lo producono lo stesso"...ora sto riconsiderando la mia dieta e quella della mia famiglia...
    grazie per l'articolo

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  2. @ Silvia: si' tutto viene fatto nel "segreto"... la verita' e' davvero triste e inumana.
    Se ti interessa approfonidre le ragioni di salute per cui e' meglio stare lontani dai latticini, questo sito

    http://www.veglov.com/2012/03/health-reasons-to-avoid-milk.html

    e' un ottimo punto di partenza.
    Grazie a te per aver letto con la mente aperta!!

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  3. grazie Moky, grazie, grazie grazie. E' molto complicato uscire dalla mia dipendenza dai formaggi, lo dico chiaro e tondo, io sono davvero dipendente dai formaggi!!! Ma con la scusa della suocera che ha il colesterolo alto, e una delle mie più care amiche che è diventata vegan, sto imparando tante nuove ricette senza crudeltà che piano piano stanno diventando quelle "di ogni giorno". E' un percorso lungo, ma sono contenta di riuscire, per adesso, a fare un 50 e 50 tra ricette vegane e ricette vegetariane. E' un percorso, e so che più imparo e meno difficile sarà. Ti abbraccio!

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  4. Eh sì, gli onnivori dovrebbero leggere questo post! Lo pubblicherei sul mio blog se non fosse che è frequentato solo da vegani già consapevoli di questo massacro.
    E, al di là del discorso etico, che per me è imprescindibile, c'è anche il discorso legato alla salute su cui gli onnivori potrebbero soffermarsi : il formaggio è veleno per le arterie! Come il fumo, l'assenza di movimento e tutto ciò che riconduce a uno stile di vita dannoso.
    PS: ho pubblicato la ricetta dell'amido recuperato dall'autoproduzione del seitan

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  5. Io mi pento di non aver aperto gli occhi prima ... Perché oltre alla violenza sugli animali, i latticini sono una violenza su se stessi dato che non fanno per niente bene!

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