lunedì 30 luglio 2012

Chick-Fil-A e l'omofobia: perche' dove spendiamo i nostri soldi ha un forte peso sociale.

 Mi scuso subito per i tantissimi link di questo post, ma ho cercato di alimentare la mia ricerca con diverse "referenze".

Nelle ultime 2 settimane si e' accesa un'altra controversia che, sovrapponendo religione, denaro, politica e societa', ha creato un "momento democratico" tipico della mentalita'/cultura americana, che applaudo a piene mani: votare con i propri acquisti.

Questa la situazione: la catena (franchise) di fast food Chick-Fil-A, chiamata cosi' per sottolineare che l'ingrediente principale dei piatti che offre e' il pollo (gioco di parole: chicken filet = Chick-Fil-A), era sospettata da anni di contribuire finanziariamente ad organizzazioni omofobiche che si battono contro i diritti degli omosessuali e contro, ovviamente, i matrimoni gay, come "Focus on the Family", ma una decina di giorni fa, il sospetto e' stato confermato dal COO di questa catena di "ristoranti", Dan Cathy che, intervistato da un giornale cristiano (Baptist Press, "Stampa Battista"),  ha detto che la sua societa' "e' colpevole come accusata" di sostenere il matrimonio tradizionale, secondo la Bibbia, e aggiungendo poi che le unioni gay invitano il giudizio di Dio. Qui l'intervista.

Ovviamente, di fronte a queste dichiarazioni, e ad altre simili fatte in seguito su diverse radio bigotte religiose, gli Americani non sono rimasti silenziosi ne' con le mani in mano: anzitutto tra i vari blogger c'e' stata una emorragia di post, uno dei tanti e' questo di Good As You, oppure il post molto personale su The Gay Vegans in cui Mike racconta la sua esperienza con Exodus International, (una delle organizzazioni finanziate (milioni di dollari!) da Chick-Fil-A che ha come scopo quello di "curare" gli omosessuali, ok loro dicono qui, non di volerli curare ma guidarli a vivere una vita "pura" spostando l'attrazione verso le persone del proprio sesso verso Dio!),  e delle sofferenze cui era stato sottoposto dai "counselors" di Exodus International quando lui, giovane ed insicuro, "vergognandosi" di essere attratto da altri uomini sin da bambino, aveva cercato aiuto...  E' iniziato poi il boicottaggio di Chick-Fil-A da parte di centinaia di migliaia, probabilmente milioni di LBGT e persone che accettano l'idea di eguaglianza sociale e civile per coppie gay (come me, e comunque non ho mai supportato Chick-Fil-A anche quando non ero vegan).
Diversi blog e siti di cucina hanno poi cominciato a pubblicare ricette per chi volesse mangiare CFA senza comprarne i prodotti, alcuni sottolineando il fatto che, essendo CFA uno dei pochissimi business/grande catena che chiude la domenica(per garantire a chi ci lavora il diritto di andare in chiesa), queste ricette uno puo' gustarsele anche di domenica!

Dall'altra parte del muro, tutti i cristiani e bigotti contro i diritti per i gay, hanno bombardato blog e twitter con la loro presenza, e hanno invaso i vari "ristoranti" CFA, diffondendo poi foto sui diversi social media, come ha fatto l'ubiqua Sarah Palin, in posa bella sorridente col marito con 2 sacchetti di schifezza pollo, e diversi politici famosi, come gli ex-candidati presidenziali uber-cristiani, Mike Huckabee e l'altro major-douche bag Rick Santorum, che vogliono creare un giorno di supporto di CFA per il primo agosto!!

La polemica impazza tra i commentatori di blog e di giornali, tra i conservatives ultra-religiosi che inneggiano alla liberta' dei business di finanziare chiunque vogliano (verissimo) e i supporter dell'uguaglianza civile per tutti, che esercitano l'altrettanto importante liberta' di spendere i loro soldi in business che non finanziano organizzazioni contrarie a quello in cui credono.
Il sindaco di Boston, ed altre figure politiche di gradi citta' come San Francisco, Washington DC e Chicago hanno annunciato di non gradire la presenza di CFA nelle loro citta'.

Classico esempio di attivismo pecuniario, ecco che gli Americani si trovano divisi ancora una volta, e la scelta e' quella tra boicottare o sponsorizzare un business, scelta determinata non dalla qualita' del prodotto (credetemi quando vi dico che, in questo caso, non e' molto elevata) ma da come sceglie di usare i profitti. 
Insomma, trovo questo dibattito e questa "battaglia" molto interessante, trovo la reazione di massa da una parte e la reazione di chi si trova in opposizione, eccitanti ed uno degli aspetti positivi del capitalismo e della democrazia insieme, quello in cui chiunque abbia 1 dollaro possa utilizzarlo non solo per acquistare un prodotto o un servizio, ma anche per votare in approvazione delle scelte ed ideologie del business di scelta.

E i vari business non possono far finta di niente, i consumatori sono l'unica ragione della loro esistenza, e la competizione e' sempre pronta ad approfittare di ogni debolezza
E' di oggi infatti l'articolo sull'Huffington Post che segnala che, secondo il gruppo di ricerca "YouGov's Brand Index", l'indice di gradimento , la percezione della marca CFA sia caduta di decine di punti in pochi giorni in tutti i mercati, anche nelle aree piu' religiose.

Certo non ha aiutato la percezione del pubblico verso Chick-Fil-A il fatto che persino The Jim Henson Co., la societa' che ha creato gli amatissimi Muppets e Sesame Street ha deciso di rescindere la partnership con CFA (con i "kids meal" veniva dato anche un mostriciattolo tipo Muppet) proprio per la presa di posizione della franchise contro l'uguaglianza e diversita' di CFA! Questa la dichiarazione:

"The Jim Henson Company has celebrated and embraced diversity and inclusiveness for over fifty years and we have notified Chick-Fil-A that we do not wish to partner with them on any future endeavors."

"La Jim Henson Co. ha celebrato ed abbracciato diversita' ed inclusione da oltre 50 anni ed abbiamo notificato Chick-Fil-A che non desiderami essere loro partner in nessun progetto futuro"

 "Lisa Henson, our CEO is personally a strong supporter of gay marriage and has directed us to donate the payment we received from Chick-fil-A to GLAAD." (Gay Lesbian Alliance Against Defamation)

"Lisa Henson, la nostra CEO, e' una forte sostenitrice del matrimonio gay e ci ha diretto a donare il pagamento ricevuto da Chick-Fil-A a GLAAD (Alleanza Gay e lesbiche contro la diffamazione)"

In questo momento siamo tutti testimoni, e nel mio caso partecipanti, del fatto che il positivismo americano si traduce in spinta progressista, e alla fine, spesso, in cambiamenti: credetemi, ogni dollaro, cosi' come ogni voto, conta davvero!


Grazie, Muppets di Jim Henson: dalla parte dei matrimoni non-tradizionali dal 1984





venerdì 27 luglio 2012

Vegan Carrot Cake Cupcakes

Ha ragione Alex nel suo commento al mio post precedente: e' necessario e giusto che condivida la ricetta delle "Carrot Cake Cupcakes"!
In caso non sia gia' conoscenza comune, confermo che la torta di carote "standard" americana non ha niente a che vedere con le torte di carote italiane, in quanto e' ricchissima, altissima, spesso farcita, e coperta da libbre di frosting. In altre parole, ogni fetta e' un passo vicino all'infarto, e infatti a me non e' mai piaciuta troppo. Questa ricetta invece ha tutto il sapore, senza il peso dei grassi e del colesterolo di quella originale.

Il primo libro di ricette di Lindsay Nixon, conosciuta nel mondo vegan salutista americano come "the happy erbivore" dal nome del suo blog/sito www.happyherbivore.com,  si intitola ovviamente, lo avrete immaginato,  The Happy Herbivore.

La storia di Lindsay e' simile a quella di tante altre persone che conosco, vegetariana da bambina per amore degli animali (da bambini infatti manca la facoltà di compartimentalizzare la vita che ci permette di scollegare cio' che istintivamente ed eticamente consideriamo un "male", l'uccisione di essere innocenti per il nostro piacere, per poi accettarlo e giustificarlo con la machiavelliana, ed erronea secondo molti medici e ricercatori, scusa della necessita'...), poi diventata teenager cede alla pressione degli amici e ricomincia a mangiare da onnivora, finche' a 22 anni si scontra con il cancro, torna brevemente al vegetarianismo e, quasi per scommessa, dopo aver letto "The China Study" (ora disponibile in italiano), "Skinny Bitch" ed altri libri che confermano l'intrinseca connessione tra cibo di origine animale e praticamente tutte le malattie croniche che affliggono l'occidente, con il marito "prova" il veganesimo, ed in seguito modifica ulteriormente la "dieta", che viene definita come "whole foods, no added fat, plant based diet", cioè una dieta a base di piante e cibo non processato (whole) senza grassi aggiunti. 10 mesi dopo averla adottata, lei e il marito partecipano ad una maratona.

I suoi 2 libri di ricette sono usatissimi a casa mia, il primo da cui e' tratta la ricetta qui sotto, e il secondo, The Everyday Happy Herbivore, perché  entrambi ricchi di ricette gustose, semplici e con (pochi) ingredienti facilmente reperibili ovunque, in particolare il libro EHH e' dall'esperienza di una permanenza di un paio d'anni sull'isola di St. Maarten, dove e' praticamente impossibile reperire cibi preconfezionati che siano vegani, ed ha dovuto imparato ad improvvisare e "ricreare"i cibi e sapori preferiti con ingredienti semplici. (Cecilia Christine... fammi sapere se ti potrebbe aiutare!!)
Sua e' la ricetta che avevo postato tempo fa della "torta al cioccolato in una mug", ma ogni sua ricetta e' creativa e facile.
A dicembre uscira' il suo terzo libro, frutto dei suoi viaggi in giro per il mondo (ama tanto l'Italia!), intitolato "Happy Herbivore Abroad" che si può già prenotare su Amazon... io l'ho fatto!!
Su Amazon, anche quello italiano, potete trovare i primi 2 libri, e vi garantisco che ogni centesimo che spenderete e' un investimento che vi tornera' 100 volte: non sono una appassionata di cucina, eppure con le sue ricette, cucino bene pure io!!

Allora, without further ado, eccovi la ricetta per le

CARROT CAKE CUPCAKES 
The Happy Herbivore, Lindsay Shay Nixon


1 1/2 Cup Farina integrale da pasticceria (whole wheat pastry flour)  (165g) 
1 Cup Zucchero integrale (170g)
1 teaspoon lievito in polvere (baking powder) (5g)
1 1/2 teaspoon cannella in polvere 
1/2 teaspoon sale fino (3g)
1 1/2 Cup Applesauce non zuccherata (400g) *
1 teaspoon estratto di vaniglia (5ml)
1 carota medio-grande, sbucciata e grattata finemente


Mentre riscaldate il forno fino a 350F (177celsius), oliare leggermente la teglia da 12 muffin. Noi usiamo lo spray solitamente.
In una ciotola media, mescolare bene la farina, lo zucchero,  il lievito in polvere, la cannella e il sale.
In una ciotola piu' grande, unire la applesauce, la vaniglia e la carota.
Aggiungere il miscuglio "secco" a quello "bagnato" in 3 o 4 volte e mescolare finche' non siano appena combinati.
Riempire le coppette dei muffine fino a 3/4 dal massimo e infornare per 18-25 minuti, o fate la prova sutzzicadente, che deve uscire asciutto, una volta inserito al centro di una cupcake.
Togliere la teglia dal forno, farla raffreddare un pochino, e poi togliere le cupcakes e metterle a raffreddare su una grata sollevata.
Una volta raffreddati, coprirle con

VANILLA ICING
THH

1 Cup zucchero a velo (115g)
1 Tablespoon latte di soya o di altra pianta (avena, riso, etc.) (15ml)
1 Teaspoon estratto di vaniglia (5ml)
Colore alimentari

Mescolare bene gli ingredienti, aggiungendo altro zucchero per rendere la "glassa" piu' densa, o altro "latte" se e' troppo denso. Idealmente, la consistenza e' quella della colla :)
Aggiungere colore alimentare, se desiderato. Aggiungere come decorazione, quando l'icing e' ancora fresco, delle carote grattate e delle noci a pezzettini.

* Applesauce istantanea (1 cup): detorsolate (scusate....) una mela rossa, tipo McIntosh, Gala, Fuji, etc, e tagliatela a fettine. Mettetele in un robot da cucina e frullatele, finche' la consistenza e' quella di una "salsina", aggiungendo acqua 1 cucchiaino alla volta, se necessario.
Ovviamente, per dargli un sapore piu' interessante, si puo' aggiungere cannella o altre spezie, come la noce moscata. Se la preparate per la ricetta, e' meglio farla semplice.

Good scarfing down!! 










mercoledì 25 luglio 2012

Immagini e riflessioni recenti

Avrei tanto da dire, non molto pubblicabile.
Ecco allora un po' di immagini recenti, perche' alla fine, questa e' la mia famiglia.


11 luglio 2012, ore 6:14 del mattino, vengo svegliata da J... era un po' che non vedevo l'arco completo di un arcobaleno, perciò  non l'ho nemmeno mandato affa!! E il cielo da monsoni e' sempre bellissimo... soprattutto nel deserto assetato.


video



La Fagiolina e le sue dollies

Non la riesco a beccare mai che mi guardi...

...come volevasi dimostrare....


Un'altra mattina sempre presto, esco e sento un flebile "miao", e sul tetto del patio chi vedo?

E' Jack, "nato libero"....

Jack l'esploratore...

Sempre accanto a me, la mia ombra, Kudo!!


Un paio di sere fa, proprio dopo essere andati (loro) a vedere Spiderman, sentiamo un urlo dalla camera delle ragazze.  "A SPIDER!!!" 
Fortunatamente va in loro aiuto il padre e, dopo vari strilletti (delle ragazze), un paio di rumori strani, J emerge dalla camera con questo "amico" ad 8 zampe...

Il fortunello e' stato poi liberato in giardino. Io l'avrei istintivamente spiaccicato con una ciabatta, ma il marito e' diventato un'animalista de facto...

Parlando di marito, ieri ha compiuto gli anni e come regalo ho preparato le CARROT CAKE CUPCAKES,  senza grassi aggiunti (ricetta facile, deliziosa e leggera tratta da "Happy Herbivore"). Qui mentre si raffreddano...

Eccole, uscite dalla teglia in attesa di essere...

... GLASSATE... perché  il frosting suggerito era troppo pesante, in considerazione della cena fatta da Poco...La candelina rappresenta l'eta' raggiunta, dopo i 50 (che a solo dirlo mi sento sul viale del tramonto...)

La parte esterna di Poco!! Ne parlo spesso essendo l'unico veg-ristorante nella contea Cochise... l'atmosfera serale era perfetta, l'angolo di Bisbee dove e' situato e' "quaint and whimsical" (non mi vengono le parole in italiano... perdono!), faceva un freschello che quasi mi mancava una felpa, c'era musica dal vivo (niente di speciale, ma divertente), e oltre al sempre ottimo cibo, abbiamo bevuto sangria e una sorta di succo di anguria.


E per una come me, che per circostanze varie non "va fuori" di sera molto, e' stata una seratina sufficiente a dissipare le ombre. 
Oh, fuck them.









venerdì 20 luglio 2012

Almeno secondo l'ESRB, Chris e' da considerarsi maturo!

Chris ieri ha compiuto 17 anni! Wow.
Ecco noi genitori viviamo una vita di "wow", di incredibili cambiamenti, e ne parlo spesso. 

A questa eta', non si parla più di "birthday party", ma di "birthday hanging out", e cosi' dalle 2 alle 9:30 circa si sono sentite risate e vocioni provenire dalla camera di Chris, con varie pause-rifocillamento, prima di continuare con le risate tonanti. Pare che gli esemplari della specie umana in questo periodo dello sviluppo necessitino costante alimentazione...

Il numero "17" era molto agognato da Chris perché ora può non solo giocare "apertamente" ma anche  acquistare videogiochi con "rating M" cioè considerati per pubblico "maturo", sopra i 17 anni, secondo la classificazione fatta dalla ESRB (Entertainment Software Rating Board) che da' una revisione concisa sui contenuti di tutti i videogiochi: io sono sempre stata molto stretta in campo videogiochi e film, anche se so, perché me lo aveva confessato, che quando andava a casa di certi amici, i cui genitori o se ne sbattevano o avevano altre priorità, giocava con videogiochi che a casa nostra erano proibiti, ma almeno era chiara la mia posizione, quindi non solo fino a ieri non poteva acquistare (per policy della maggior parte dei negozi, ad esempio GameStop e Walmart, i ragazzi sotto i 17 anni possono comprare videogiochi "M" solo con la presenza di un genitore) ma anche, ovviamente, giocare a casa con tali giochi, per legge divina materna...

Cosi' la prima cosa che ha fatto ieri mattina, e' stato visitare GameStop e comprarsi 4 videogiochi "proibiti", ora che non solo ha i soldi, ma l'eta'!!

Devo dire che mi piacciono tutti i suoi amici, e mi piace vederne la "varietà", la "multi etnicità"... continuo ad incrociare le dita e a sperare che sia sulla strada giusta per diventare un "decente essere umano", che sarebbe anche il mio obiettivo personale... 

Ai teen-ager americani, come a quelli di tutto il mondo penso, bisogna dar SEMPRE da mangiare...
Questi si sono sbafati tutte le tortilla chips con salsa, i pretzels, i popcorn e 2 chili di ciliege... e si sono fermati pure per cena (3 libbre di pasta al pesto, vegan ovviamente..)

Chris e' sempre il più piccolo, non solo di eta'... :)

Super-imbarazzato per il coretto "Happy birthday"...

Scoprite l'intrusa...
Pare che si sia divertita tanto anche lei!! "I'm playing with The Boys..." continuava a dire... ecco, tra qualche anno una frase così mi darebbe i brividi...

mercoledì 18 luglio 2012

Vacanze che finiscono ed altre che si progettano

Ieri sono andata con Chris alla High School per iscriverlo all'ultimo anno, il famigeratissimo senior year.
La "botta" finanziaria quest'anno e' stata forte, più di $300 tra iscrizione alla squadra di nuoto (tra l'altro, manca ancora il coach per la squadra varsity, qualcuno interessato?), parcheggio per la macchina (i posti sono tutti assegnati per gli studenti, e i senior hanno parcheggi "privilegiati", più vicini all'ingresso...), yearbook, etc., e siamo tornati con forza in clima di tiramento cinghia, ma questa volta con uno scopo speciale. Certo, pagare le bollette e il mutuo alla fine del mese e' importante, ma ci piacerebbe celebrare in modo memorabile un evento raro quasi quanto un allineamento di pianeti o l'arrivo della stella cometa: il 23 maggio 2013 non solo Chris si graduerà da Buena High School (college time!!), ma anche Emily lascerà la Joyce Clark Middle School per entrare a sua volta in high school e Vivian finalmente dira' addio alla Huachuca Mountain Elementary School, che qui va fino alla sesta, la "prima media", per entrare nella middle school!
Il mio sogno sarebbe quello di andare con tutta la sacra famiglia a farci una bella, anzi bellissima e indimenticabile vacanza, per festeggiare tutte le fini e gli inizi!

Ma dove?

Considerando che

  1. le spese di volo per una famiglia di 6 persone sono da fibrillazione ed iper-ventilazione (ad esempio, un volo per l'Italia "a basso costo", con 3 o più scali intermedi, viene sui $1500 a persona andata e ritorno, ma diventa $9000 quando lo si moltiplica X 6...)
  2. la differenza di eta' e di interessi tra i 4 pargoli rende alcune destinazioni impossibili (quindi niente zip-lining attraverso la foresta pluviale del Costa Rica o trekking sul sentiero Incas o scorpacciata di musei a Washington DC)
  3. il numero di giorni/settimane di vacanza non e' infinito (quindi niente viaggio "back east" a trovare i vecchi amici in New Jersey, anche se un ritorno a DisneyWorld ad Orlando rimane sempre una mio sogno personale...)
ecco che il numero di località visitabili si riduce notevolmente. Devono essere entro limiti raggiungibili con la macchina in tempi limitati e devono offrire attività interessanti per tutti i membri della famiglia.

Allora, per il momento l'idea sarebbe quella di andar prima al Grand Canyon, che solo J ha visitato anni fa, e poi tornare a Disneyland e California Adventure, questa volta per qualche giorno invece di una toccata e fuga, così da non dover fare la maratona di tutte le attrazioni ed eventi, ed invece prendercela con calma, per poi finire qualche giorno "al mare", o meglio all'oceano, probabilmente a San Diego che e' il posto che ai ragazzi e' rimasto più impresso (anche se la casetta a Ventura ad un minuto dalla spiaggia non e' stata da meno...).

Non devo nemmeno dirlo, ma un incontro con i blog-amici che vivono nell'area VERRA' assolutamente organizzato! Quindi... heads up, CaliFriends!! Dettagli seguiranno :) 

Intanto ci stiamo già preparando mentalmente per il ritorno a scuola il 6 agosto. Mentre alcuni di voi partiranno per le agognate vacanze, noi rientreremo nella routine quotidiana scolastica. 
In effetti, un pochino non ne vedo l'ora....




domenica 15 luglio 2012

La Zona Crepuscolare

Ti svegli un mattino e tutto sembra normale, ma quando cerchi di comunicare con persone con cui eri convinta di essere riuscita ad avere una forma di dialogo fino al giorno prima, ti accorgi che non parlano più la tua lingua, e mentre tu continui a parlare come prima, emettendo gli stessi suoni dagli stessi significati di prima, loro rispondono con frasi che, per te, non hanno alcun senso.

Dici "Ma avete visto che cosa orribile e' successa?" e la loro risposta e' "Barbabietole ed elefanti amano scodinzolare il tango!"

What the hell?

"Ma non capite, perche' fate finta di niente? Non vedete la verita'?"
"Ah, noi qui ci commuoviamo."

Ambe'.

Non capisci cosa sia cambiato, anzi forse pensi che per queste persone non e' cambiato niente ed invece sei tu che hai perso la capacita' di comprendere, ti senti novello Gregor Samsa e speri sia solo un brutto sogno.

Sembra la premessa di un episodio di "The Twilight Zone" ma e' la realta', la mia per essere precisi, delle ultime settimane.
Mah. Sono passata anche io nella zona crepuscolare (segue musica lugubre e piena di suspense).
Vi terro' aggiornati...


mercoledì 11 luglio 2012

In coro con me, please?

Amo James Taylor, non e' una novità, infatti ne ho parlato sul blog diverse volte, e le sue canzoni sono parte importante della colonna sonora delle mie giornate; quando non capivo bene le parole, anche solo la musica era sufficiente ad incendiarmi l'anima, ma ora che riesco a capirne i testi, la sua musica e' diventata un'esperienza totale, "a full body experience" che coinvolge cuore e cervello: quando JT  inizia a cantare, devo cantare anche io, battere il piede, schioccare le dita, muovermi in sincrono (insomma...) con le onde sonore...

La tecnica con cui suona la chitarra e' riconoscibilissima, basta mezzo accordo per capire che la musica che sta per sbocciare e' sua, o un suo arrangiamento di pezzi scritti da altri artisti, come ad esempio "You've got a friend" e "Up on the roof" entrambe scritte da Carole King ma diventate suo cavallo di battaglia e da lui elevate all'olimpo dei grandi successi di tutti i tempi.
Tutte le canzoni di JT sono poesie capaci di toccarmi sempre, e non con la leggerezza di una carezza, ma con la forza dei monsoni (e qui in Arizona ne sappiamo qualcosa!!), perché i testi sono sempre ispirati alle battaglie con i suoi demoni personali, la depressione adolescenziale che lo spinse ad auto-ricoverarsi in un ospedale psichiatrico, la dipendenza dall'eroina, le storie d'amore finite... ogni poesia e' una confessione, lui racconta del suo sentirsi sempre "mai arrivato", sempre in viaggio, sempre alla ricerca di un posto dove fermarsi, anche se sembrerebbe che finalmente nel 2001 abbia trovato il luogo dove mettere radici, grazie alla terza moglie con cui ha avuto due gemelli (grazie ad una surrogate, considerata l'eta' di Kim). Questa lotta tra il voler rimanere e il "dover" partire e' raccontata benissimo in questa canzone per me bellissima, che ho nella testa da 2 giorni, quando dice "I knew I should stay, I knew I would go" sapevo che sarei dovuto rimanere, sapevo che sarei partito....


Spesso anche io mi sento così, e non potendo andare, mi accontento si farmi trasportare via da canzoni come "My Traveling Star" (con una "elle" non due come nel titolo del video qui sotto!!)
Se vi interessa approfondire "la storia" di JT, questa e' un'intervista molto bella fatta un paio d'anni fa.

Certo, James Taylor e' un'icona musicale che copre 4 decenni e come tale si potrebbe pensare che la sua musica non sia più attuale, ma anche e soprattuto di fronte ai vari Ce-Lo e Lady Gaga, il ruolo di James Taylor come menestrello della vita e' ancora oggi valido e contemporaneo, per chi come me ha bisogno ogni tanto di non sentirsi solo e di sognare.

Allora cantiamo tutti insieme, non importa se siamo stonati, non importa se siamo lontani...
(segue testo originale e la mia traduzione tentativa)....



(al minuto 1:14 si vede Kim, la moglie, anche lei che canta nel coro che e' parte della Boston Symphony Orchestra)


MY TRAVELING STAR 


Watch my back and light my way                            
 My traveling star, my traveling star
 Watch over all of those born St. Christopher's day
 Old road dog, young runaway
 They hunger for home but they cannot stay
 They wait by the door
 They stand and they stare
 They're already out of there
 They're already out of there

 My daddy used to ride the rails
 So they say, so they say
 Soft as smoke and as tough as nails
 Boxcar jones, old walking man
 Coming back home was like going to jail
 The sheets and the blankets and babies and all
 No he never did come back home
 Never that I recall

 Never mind the wind
 Never mind the rain
 Never mind the road leading home again
 Never asking why
 Never knowing when
 Every now and then
 There he goes again

 She had a cat and a dog named Blue
 My traveling star, my traveling star
 A big old stove and a fireplace, too
 Old road dog, young runaway
 She told me she loved me like it was true
 I knew I should stay, I knew I would go
 Run run run away
 Run run run away, boy
 Run before the wind
 Run before the rain
 Over yonder hill
 Just around the bend
 Never asking why
 Never knowing when
 Every now and then
 There you go again

 Tie me up and hold me down
 Oh, my traveling star
 Bury my feet down in the ground
 Oh, old road dog
 Claim my name from the lost and found
 And let me believe this is where I belong
 Shame on me for sure
 Sing me one more highway song
 My traveling star
 My traveling star

Proteggimi e illumina la mia strada
Mia stella viaggiatrice, mia stella viaggiatrice
Proteggi tutti quelli nati nel giorno di S. Cristoforo       (protettore dei viaggiatori)
Vecchio compagno di viaggio, giovane fuggitivo
Hanno fame della loro casa ma non possono rimanere
Aspettano vicino alla porta
Stanno li' e ti fissano
Se ne sono già andati
Se ne sono già andati

Mio papa' aveva l'abitudine di viaggiare sui treni
Così  dicono, così dicono
Soffice come del fumo, duro come dei chiodi
Un chiunque da vagone merci, vecchio camminatore
Tornare a casa era come andare in prigione
Le lenzuola, le coperte, i bambini e tutto il resto
no, non e' mai ritornato a casa
Non che mi ricordi

Senza curarsi del vento
Senza curarsi della pioggia
Senza curarsi della strada che lo avrebbe portato ancora a casa
Senza mai chiedere perché
Senza mai sapere quando
Ogni tanto 
ecco che se ne va ancora

Lei aveva un gatto e un cane chiamato Blue
Mia stella viaggiatrice, mia stella viaggiatrice
Una grande e vecchia cucina ed anche un caminetto
Vecchio compagno di viaggio, giovane fuggitivo
Mi disse che mi amava come se fosse vero
Sapevo che sarei dovuto rimanere, sapevo che sarei partito

Corri, corri, corri via
Corri, corri, corri via, ragazzo
Corri davanti al vento
Corri davanti alla pioggia
Oltre la collina laggiu'
Subito dopo la curva
Senza mai chiedere perché
Senza mai sapere quando
Ogni tanto 
ecco che te ne vai ancora

Legami e tienimi fermo giù 
Oh, mia stella viaggiatrice
Seppellisci i miei piedi giù nella terra
Oh, vecchio compagno di viaggio
Reclama il mio nome tra le cose smarrite
E fammi credere che e' qui che appartengo
Mi vergogno di sicuro
Cantami un'altra canzone da strada
Mia stella viaggiatrice
Mia stella viaggiatrice










martedì 10 luglio 2012

Un Bed & Breakfast da provare!!

Dopo il post di ieri, ho iniziato a riflettere sul fatto che questo blog mi ha aperto le porte su un mondo che non avrei mai potuto conoscere, e dato l'opportunità di "conoscere" persone uniche e speciali.
Ad esempio, la mia amica Titti conosciuta grazie a questo blog e autrice a sua volta del blog Pensieri Nomadi, e' una delle donne  che ammiro tantissimo, una di quelle mi piace definire crea(T)tive , e voglio darle tributo per questa sua voglia non  di vivere soltanto, ma di lasciare davvero un' impronta che, abbinate alla volontà di cambiare e all'umiltà di imparare, la rendono veramente speciale.
Come si dice qui, "let me count the ways", fatemi fare un elenco di alcune delle caratteristiche di Titti che ammiro:

  • Ama viaggiare, ma la sua curiosita' la spinge a visitare non posti da turisti, i vari "Sharm el Sheik" di turno, dove tutto o quasi e' falso e quel poco di autentico che ancora esiste e' annacquato dalla ricerca del profitto... No, Titti parte ed esplora (suo il motto "ho una valigia sempre pronta") cercando di assimilare lo spirito dei posti e dei nativi, i costumi, la cultura. Un giorno spero di poter anche io, come lei, usare la mia valigia così. E in caso ve lo chiediate, la mia valigia non e' mai pronta...
  • Ama i gioielli, e così ha deciso di imparare l'arte di domare i metalli e con essi creare bellissimi pezzi da indossare, tutti con una forte connessione con la natura, tutti che tracimano la sua anima e la sua passione.
  • Ama gli animali e così, dopo anni di vegetarianismo, e' diventata vegana  ma, non accontentandosi di cucinare le solite ricette, si e' tuffata nel mondo culinario vegan e ha imparato ad auto-produrre, a sperimentare e creare piatti visivamente accattivanti e da far andare in over-drive le papille gustative. 
  • Stanca e ormai insoddisfatta del suo lavoro, "un' ottima posizione" o, come si direbbe a Milano, "un bel cadreghino", per cui molti farebbero la firma, invece di tirare innanzi aspettando la pensione come la manna, ha deciso proprio negli ultimi mesi, di sfruttare la casa dei nonni e di aprire, udite udite, un BED & BREAKFAST vegan!
LA CASOTA VEGAN si trova a Torbole sul Garda, in Trentino, ed e' il primo e unico bed & breakfast completamente vegan della zona. 
Titti offrira' ai suoi ospiti colazioni dolci e salate, preparate con prodotti locali e bio quando possibile,  tutto fatto da lei senza l'utilizzo di ingredienti di origine animale. Le foto sul sito sono leggermente da sbavare... 
Avendo avuto l'onore di tradurle il sito in inglese, ho imparato che Torbole ha tanto da offrire sia agli appassionati di attività sportive, (come il windsurf, la vela, le immersioni,  mountain-biking etc.) che agli amanti di pace e tranquillità, i pigri come me che hanno fortemente bisogno di un mega-pisolo!!
La Casota sara' aperta quest'estate penso fino a meta' autunno (chiedete a Titti, ovviamente) e accetta prenotazioni!! 

Un altro motivo per me di grrrr per il non poter venire in Italia per altri 10 anni? Un soggiorno alla Casota Vegan! 


Cosa ne pensate di questa colazione dolce? 

lunedì 9 luglio 2012

Venite anche voi In Viaggio Con Nina

Diventi genitore, e il mondo cambia. Per sempre. E tra genitori, soprattutto tra mamme, nasce una certa solidarietà, ci si aiuta quando si può, ci si consola quando necessario, e si condivide. Mamma, quanto condividiamo noi mamme. Ammetto che non bazzico troppo i blog di altre mamme, soprattutto se sono incentrati quasi esclusivamente sul viaggio educativo dei figli, oppure se troppo "crafty"... mi piacciono i blog che mescolano vita/hobby/famiglia in modo più o meno bilanciato. Blog, insomma, che mi insegnano, blog che mi fanno divertire e qualche volta piangere... blog con cui posso identificarmi, come madre e come donna, e qualche volta, cui ispirarmi.

Voglio farvi conoscere, se ancora non l'avete fatto, un blog che trasuda ottimismo nonostante le premesse, e che quando ne leggo un post, mi ispira a riconoscere le mie avversità per quello che sono, ostacoli temporanei da superare, contro cui lottare, ma cui mai arrendersi: nel blog  In Viaggio Con Nina, che ho scoperto grazie a Claudia, veniamo a conoscere le battaglie quotidiane di una bambina molto speciale, Nina, nata un anno fa con una sindrome genetica rarissima che, oltre a crearle tante difficoltà e problemi fisici, avrebbe di sicuro anche il potere di soffocare di amarezza la vita della famiglia, ma che invece, grazie a due genitori molto speciali, diventa in un certo senso parte della famiglia e invece di distruggerla, la rinforza.
Una famiglia così deve essere adottata (e l'hanno fatto in tanti, ma mai abbastanza), deve essere abbracciata per la forza e il sorriso con cui coraggiosamente marciano attraverso non solo la palude della burocrazia sanitaria italiana, ma tutte le difficoltà grandi e piccole con cui Nina deve imparare a vivere.  Sul blog, condividono con noi le frustrazioni, le piccole gioie e i passi in avanti, ma anche quelli indietro, pero'  mai commiserandosi. Mai. Vi assicuro che, leggendo i vari post, non ho mai provato "pena" per questa famiglia. Anzi, non so se possa essere quasi un'eresia dirlo, ma un po' li invidio, soprattutto per questa loro forza interiore.

Le mie esperienze nell'affrontare le limitazioni fisiche o difficoltà di un figlio sono decisamente minuscole, paragonate a quelle che ogni giorno la mamma e il papa' di Nina devono affrontare, ma ricordo benissimo lo shock della scoperta che Chris era nato con la palatoschisi del palato molle, le paure, l'ansietà, le visite dal chirurgo, le poppate lente e lunghissime, col latte che entrava dalla bocca e usciva dal naso, poi l'operazione e le 2 settimane di angoscia, le stecche da mettergli alle braccia così non poteva toccarsi la bocca ma lo facevano gattonare come un baby gorilla.... Ricordo benissimo la settimana in ospedale con Violet, nata col polmone collassato, e il terrore che non passasse, il doverla vedere solo nella nursery, l'alzarmi ogni volta che piangeva e andare ad allattarla, bestemmiando ogni volta silenziosamente (o in italiano...) contro il necessario tubo dell'ossigeno nel naso....

Ricordo benissimo come era difficile sorridere e essere positivi in alcuni momenti, ma di momenti simili e' costellata la vita di Nina e della sua famiglia, eppure loro li raccontano con ironia, con un sorriso e spesso una risata, e noi siamo trascinati ad accompagnarli in questo viaggio, senza piangere o compiangerli, come verrebbe naturale, ma con la voglia di "fare" qualcosa.

E in tanti hanno trovato il modo di farlo, attraverso l'iniziativa Facciamo Swap per Nina dove e' possibile acquistare oggetti fatti a mano (dalle tante "zie" adottive di Nina) e il cui ricavato va ad aiutare Nina in questo viaggio.
Visitate questo negozio virtuale, e se lo trovate in qualche modo utile, condividetelo con i vostri amici, o magari anche sul vostro blog, se ne avete uno.

Saro' un po' sappy, un po' melensa, ma io di fronte alla forza della generosita' delle persone mi commuovo.
Nina, a.k.a. La Microba




sabato 7 luglio 2012

Il Museo dei Bambini di Tucson

Quest'anno niente vacanze, o per lo meno, niente viaggio. Qualche mese fa mi ero illusa di poter tornare in Italia una volta fatto il passaporto americano solo con Violet, ma sono stata incu sabotata dai soliti parenti, quindi niente viaggio in Italia finche' Vivian non avrà finito gli studi all'università, nel 2023.
Considerando che la mia ultima visita in Italia risale all'estate del 2007, certamente sembrerebbe tanto tempo da aspettare, ma di positivo c'e' che avremo tutto il tempo per prepararci.... Cominciate pure ora perché ho sentito dire che vola.... 

Meno male che avendo la piscina in giardino, non soffriamo troppo la permanenza a casa, il lato negativo e' che tendiamo ad uscire poco, anche perche', e non e' un problema da sottovalutare, essendoci un divario d'eta' cosi' grande tra Violet e fratello/sorelle, e' molto difficile se non quasi impossibile trovare un'attività o visitare un posto che sia interessante in qualche modo a tutti e 4.
Ad esempio, ieri mi sarebbe piaciuto andare a visitare the Colossal Cave, la grotta colossale, un po' a sud di Tucson: il nome non ha bisogno spiegazioni, e' una grotta molto grande, usata da più di 1000 anni dalle tribù di natives locali, in particolare gli Hohokam e gli Apache, e aperta al pubblico da quasi cento anni, nel mezzo di un parco di circa 2000 acri, dove e' possibile fare, oltre al tour della grotta,  camminate attraverso il deserto sonorese, gite a cavallo, setacciare il torrente per pietre (preziose?) come durante la corsa all'oro... Emily c'era andata in gita con la classe quando ero incinta di Violet, quindi non c'ero andata e mi era rimasta la curiosità, ma dopo aver letto che il tour dura circa 45 minuti e ci sono circa 360 gradini da salire, ho dovuto scartare l'idea, almeno finche' Violet non sarà più grandina e in grado di seguire istruzioni tipo "non buttarsi dal precipizio" e "rimanere sul sentiero".

Come ripiego, ho proposto di andare a visitare The Children's Museum di Tucson. E come immaginavo, ho ricevuto sguardi di compatimento da parte di Emily, che mi ha detto con onesta' che non le sembrava un posto interessante e attraente per una teenager. 
Onde evitare musi, ho annunciato che, a parte Violet, gli altri potevano scegliere se accompagnarci o meno. Chris comunque doveva lavorare, e sia Emily che Vivian avevano così' deciso di rimanere a casa.
Come chi ha figli (piccoli o meno) sa bene, riuscire ad uscire di casa prima delle 11 e' praticamente impossibile (ma forse sono solo io), così sono gia' le 11:10 quando finisco di preparare tutto, inclusa me stessa e un sacchetto con dell'acqua (dopotutto, dobbiamo guidare attraverso il deserto con una macchina di 13 anni...) e delle mele, e mentre mi accingo a cinturare la Fagiolina nel seggiolino vedo Vivian che si mette le ciabattine, seguita da Emily, ed entrambe ci annunciano che, nonostante l'idea di visitare un museo per bambini non le attragga, hanno deciso di farci compagnia e, quoto "try and have fun", provare a divertirsi!

E ci siamo tutti davvero divertiti!!

Sul camion dei pompieri

Chiamerei questa bestia "cop hog"...

Questa zona e' dedicata alla nutrizione, con "alberi da frutta" dove si possono raccogliere mele, arance, pere, limoni e lime e un finto supermercato.

Lo "studio veterinario"

Dr. Fagiolina alle prese con delle lastre
Tutte e 3 giocano insieme...

... e si capisce che per fortuna, sono ancora bambine....
Cosi' come le mamme....

Nella zona dedicata al corpo umano, cerco invano di "pull a booger" dal nasone....

Nella zona dedicata alla nutrizione, c'e' anche un "juice bar" (tutto finto, ovviamente) e riappare uno dei detti che preferisco:
"When life gives you lemons, make lemonade"... quango la vita ti da' dei limoni, facci una limonata!

La pre-adolescente matura, Vivian...
Pres. Obama da tempo spinge tutte le scuole a dedicare fondi ed iniziative per  aumentare l'interesse (e la conoscenza) degli studenti americani nel campo S.T.E.M., scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, quindi e' giusto che il museo dedichi una zona a STEM...


Vari congegni per spiegare la forza dell'aria.

Non ho fotografato l'area dove si poteva costruire un rollercoaster per palline da ping pong, il congegno per visualizzare le onde sonore, l'area "costruzioni" con una tavolo con i mattoncini duplo, un altro con asticelle di legno, un'area per l'arte, un'area per la musica, una zona dedicata solo ai bambini da 0 a 4 anni... C'era davvero tanto fa fare ed esplorare.

Dopo quasi 3 ore, il museo chiudeva e siamo usciti... solo per fermarci fuori un'altra mezz'ora a "giocare" con questi cosoni blu



Inutile dire che abbiamo fatto l'abbonamento annuale, così quando veniamo a Tucson, avremo sempre un posto dove portare Violet per farla stancare prima di tornare a casa.


Aggiungo a questo post le poche foto fatte durante il potluck del 4 luglio.
Sono poche ma non e' interamente colpa mia: avevo comprato per il party, oltre alla birra che in generale non mi piace tantissimo, anche delle bottiglie di "Mike's Hard Lemonade"... se non sapete cosa sia, imparatelo qui. Fatto sta che non essendo una che beve spesso, lo faccio solo in compagnia,  dopo 3 "Mike's" ero bella contenta e mi sono completamente dimenticata delle foto!!!



The Star Spangled Banner... 100% vegan!!!

I veg-burger di un paio di post fa (questo post)

Alcuni contorni

Pieni di cibo e di alcohol, alcuni rimangono in casa a chiacchierare....

... altri sfidano i temporali portati dai monsoni e starnazzano in piscina...

Alla fine siamo usciti a guardare i fuochi d'artificio in giardino. Chris si e' persino arrampicato sul muro di casa e Jack (suo fratello peloso) lo ha accompagnato. Show off!!

Al prossimo 4 luglio!!

venerdì 6 luglio 2012

Rifarsi una vita... pero' non vicino alla mia!

Qualche giorno fa ricevo una telefonata da un'amica che ha 4 figli, 3 maschi di eta' varie e l'ultima arrivata che ha un paio di mesi più di Violet, amica che cerco di prendere in piccole dosi per via della sua tendenza al pessimismo e alla tragedia: ogni volta che la chiamo al telefono, non e' spesso, io inizio sempre con "Hey! How are you?" e la sua risposta immancabilmente inizia SEMPRE con un sospirone pesante, pausa ad effetto, e poi una notizia più o meno triste/tragica/strappalacrime di qualcuno nel suo circolo famigliare o di amici, e sinceramente io persone così cerco di evitarle quando e per quanto posso.
Quindi rispondendo alla sua chiamata, sapevo che stavo per ricevere qualche "sob-story" ed ero preparata... o così pensavo.

"Hai per caso trovato una lettera dal dipartimento della polizia oggi?", mi chiede.

"No. Perche'?" rispondo, cercando di mantenere un tono neutrale.

"Hanno notificato la nostra area perche' un "sex offender" a categoria rischio 3 si e' trasferito sulla mia via. Affitta una camera da una parente."

"Cosa?" (la sua casa si trova a 5 minuti a piedi dalla mia.)

"E' appena uscito dopo 18 anni di galera, ha molestato 2 bambini", dice ...

E all'improvviso, l'idea di garantire diritti civili a tutti (anche persone così) va a ramengo.

Nel 1996, a seguito di un caso orribile in cui una bambina di 7 anni, Megan Kanka, era stata violentata e uccisa da un vicino di casa, uno che era stato accusato di diversi altri abusi e violenze sessuali verso minori, e che si era trasferito in una casa vicina con altri predatori, vennero passate diverse leggi federali, chiamate informalmente "Megan's law",  che richiedono alle autorità locali in ogni stato e contea (polizia e sceriffo) di informare le comunità affette della presenza nel vicinato di un predatore sessuale, e l'instaurazione di una registro pubblico di predatori sessuali non più in custodia, cui questi ex-convicts devono registrarsi, pena il ritorno in carcere. Ogni stato regola il modo di comunicazione alla comunità, le distanze minime che devono esistere tra la residenza del predatore e scuole, asili, child-care, chiese, piscine pubbliche, e in tanti, forse tutti i casi si presentano sempre dei problemi con il vicinato che si trova ad "ospitare" un vicino che e' (giustamente) meno desiderato delle piattole o di un serpente a sonagli incazzato: spesso in tv si vedono proteste di mamme e bambini contro la presenza indesiderata, proteste che in alcuni casi si trasformano in attacchi verbali e fisici contro il predatore. La legge pero' cerca di proteggere anche i diritti di questi "low-life's" ad una riabilitazione  e a vivere una vita "normale".
L'idea della legge era di dare ai cittadini la possibilita' di proteggere i propri figli, grazie all'informazione. L'effetto collaterale e' stato quello di massivi atti di harassment nei confronti dei predatori e spesso anche di chi affitta loro una casa. E viste le restrizioni geografiche, diventa molto difficile per questi predatori trovare un posto dove vivere, tant'e' che, la necessita' aguzza l'ingegno. esistono in alcune città persino agenti immobiliari specializzati nella ricerca di case e appartamenti per "registered sex offenders".
La percentuale di recidivita' sembrerebbe bassa, ma quando consideriamo chi sono le vittime, solitamente bambini, anche una percentuale dello 0.5% e', per me, troppo alta. E allora? Che fare?

"Non dovrebbero vivere in un vicinato pieno di bambini", dico io "Dovrebbero vivere in posti isolati, in mezzo al deserto... Anzi, l'idea della castrazione chimica non e' proprio malaccio..."
Non mi sembra vero, ma quelle parole escono dalla mia bocca. E' che (mi) e' difficile sostenere le libertà civili di chi commette violenze sessuali nei confronti di un bambino.

L'amica mi dice il nome del predatore, e lo trovo subito nella lista pubblica dei predatori in Arizona. Questo il link con foto e livello di rischio recidivita', nel caso di questo "coso" (faccio fatico a chiamarlo "uomo") e' 3, il massimo (da notare che l'area del rettangolo della mappa include anche la mia casa...). Questo articolo spiega bene come viene calcolato il rischio e le differenze  tra le 3 categorie "rischio". Ho fatto un po' di ricerca ed ho scoperto che il nuovo vicino ha avuto almeno 2 condanne per molestie contro un minore, e diversi arresti per DUI, driving under influence, guidando mentre era ubriaco o fatto (o entrambi, nel suo caso...); sono persino riuscita a trovare il "docket" con le accuse.

Finita la telefonata, ho riflettuto. Ho 4 figli, i primi 3 vanno e vengono dalla fermata dello schoolbus da soli, spesso vanno fuori a fare camminate senza di noi adulti, o in bici a casa di amici... Allora ho deciso di parlarne con loro, anche se il marito era contrario perché non voleva spaventarli e poi, mi dice, sai quanti ce ne saranno qui nel vicinato che non sono mai stati presi?
Grazie, ora dormo più tranquilla...

Stamane ricevo un'altra telefonata, sempre dall'amica sospirante. Mi dice che la polizia non si era resa conto che la casa dove vive il "coso" si trova a meno di 1000 piedi (300 m) da uno dei child-care della zona, e così deve spostarsi! Momento di giubilo! Sospirone di sollievo, il mio!!! Mi sono sentita più leggera, e contemporaneamente una merdaccia... un'ipocrita. Sono qui che mi arrabbio per come le donne vengono ultimamente considerate dai rappresentanti al governo della destra, mi infurio per come i diritti umani vengano quotidianamente calpestati da chi pensa di averne il diritto, ma quando si tratta della mia vita e di quella dei miei figli ad essere messa a rischio, divento il ritratto dell'ipocrisia.

Come avreste reagito voi? Una volta che un predatore sessuale, specialmente contro i bambini, ha finito la sua condanna in carcere, ha veramente saldato il conto con la societa'? Ha diritto a rifarsi una vita simil-normale, o deve per sempre portare la lettera scarlatta?

Sono sincera, non so cosa rispondere....