mercoledì 26 settembre 2012

Le buone italiane, le buste di plastica e la upper class americana: una (povera) analisi

Uno dei commenti sul mio post precedente merita un approfondimento, perche' mi sembra che la persona che ha commentato mi abbia frainteso: non e' l'uso della tovaglia che e' provinciale, ma e' il presumere che chi non la usa e' inferiore/incivile/barbaro.
Faccio allora anche io un po' di inferenza da questo commento:

"No comment... da buona italiana preferisco una tavola ben apparecchiata.. tovaglia o tovagliette fa lo stesso.. certo è che sedersi intorno ad un tavolo con tante belle buste di plastica, riscaldare nel microonde, innaffiarle di ketchup e coca cola non è la mia provincialismo cultura ... ma mi spiegate perché la uppper class americana ama così tanto le provinciali abitudini della provinciale Italia?.
God bless America!"


Sembrerebbe da queste parole, solo per opposizione di valori, che:
  1. non sono una "buona italiana"
  2. sono io la provinciale che non vede il declino della civiltà americana rappresentato anche da, e permettetemi di ri-quotare, "sedersi intorno ad un tavolo con tante belle buste di plastica, riscaldare nel microonde, innaffiarle di ketchup e coca cola "
  3. non capisco la upper class americana
Vale la pena di esplorare questi 3 punti.
  1. Si', e' vero, non sono una buona italiana. Dopo quasi 20 anni qui, fortunatamente a mio parere, ho perso la puzza sotto il naso tipica di tanti italiani. Non so nemmeno se chiamare questo snobismo "provincialismo" sia sufficiente, perché nella sua forma più radicale diventa condiscendenza ed e' veramente sgradevole. 
  2. Per essere chiari, le tovagliette qui (e nel mondo) esistono fatte di tutte le stoffe e materiali che uno puo' immaginarsi (ne ho alcune di bamboo, recentemente e accidentalmente decorate con pennarello permanente dalla mini-artista di casa), ma quando hai figli, o comunque una vita piena (figli, lavoro oppure volontariato, studio, hobbies...) le "buste di plastica" sono la scelta piu' intelligente, no? O avete mai provato a togliere le macchie lasciate sulle "buste di stoffa" o sulla tovaglia di pizzo della nonna da un'orda di selvaggi, o anche solo da chi mangia come un essere umano? Non so da dove arrivino queste idee, ma gli Americani che mangiano i "convenience foods" riscaldati nel microonde e accompagnati da coca cola e ketchup sono solitamente i milioni di Americani che vivono con i food stamps, i sussidi del governo perché guadagnano ad esempio, in una famiglia di 4 persone, meno di 25mila dollari all'anno, oppure gli anziani che sopravvivono con l'assegno del social security che in media e' di $1200 al mese, e grazie alla meravigliosa macchina pubblicitaria americana, quando uno ha 10$ al giorno per dar da mangiare alla famiglia, invece di comprarsi 1 kg di riso e 1 di fagioli, si rivolge a MacDonalds o alla sezione congelata del supermercato! Quando uno vive in un paese dove, come ho scritto nel post precedente, grazie alle lobby interessate, costa meno comprare un hamburger  e un sacchetto di patatine fritte che una libbra di pasta, allora capisci che milioni di americani non hanno scelta. Gli esseri umani sono "calibrati" per cercare cibo "ricco" di grassi (suggerisco di leggere il libro di Dr. Lisle e Dr. Goldhamer "The Pleasure Trap" per una interessante lezione antropologica sulle cause del declino della salute degli americani) e una volta che "la trappola del piacere" e quella economica sono state tese, la caduta nella spazzatura gastronomica e' praticamente inevitabile. Conosco tante persone, americane d'America, che usano la tovaglia ogni sera, ma non e' l'uso della tovaglia o meno in discussione nel post di ieri (hey, magari quando i figli saranno fuori di casa, la mia casa diventera' soggetto di un articolo su Better Homes and Gardens, tutto e' possibile, no?), in discussione era il ragionamento dietro "uso della tovaglia = superiorita' culturale", che rende impossibile osservare un'abitudine diversa magari cercando di capirne le motivazioni oppure, se proprio uno lo sforzo non ha voglia di farlo, almeno catalogarla come una peculiarita' locale. Credetemi, capisco che per alcune persone preparare la tavola e' una forma di arte, e' l'espressione magari del proprio amore per se stessi e le persone della propria famiglia, oppure anche l'estensione della creativita' culinaria, ma e' pericoloso lanciarsi in un'analisi culturale basandosi solo su quello che piace e da' piacere soggettivamente, ad una generalizzazione oggettiva. Ci sono tante ragioni per apprezzare l'Italia, e "ridimensionare" l'idea di un'America da sogno (basta leggere il blog ad esempio di Silvia o di Basilico o di Valeria, ed altri che raccontano le loro esperienze di un'America imperfetta, spesso conditi da quella nostalgia che mi  colpisce ormai solo dopo un ritorno in Italia, cosa che non succede da piu' di 5 anni...), lasciamo la tovaglia dove serve, sulla tavola di chi ha voglia e tempo di usarla. 
  3. "Conosco" la upper class americana. Be', non personalmente, ma so chi sono. La cosiddetta "upper class" e' una frazione minuscola della popolazione americana. In caso vi fossero sfuggiti gli eventi degli ultimi 12 mesi, parliamo di 1% contro il 99%, visto che la middle class, il vero "cavallo da lavoro" americano, e' ormai in via d'estinzione: in particolare, nel 2009 meno del 3% di tutte le dichiarazione dei redditi americane (140 milioni di "returns") ha dichiarato un reddito di piu' di $200.000 all'anno, e considerando che il numero usato sia dal presidente che dal congresso per definire le persone "wealthy" e' $250.000 all'anno, logicamente le persone sopra i $250mila all'anno sono meno del 3%. Ecco chi e' la "upper class": sono pochissimi americani,  anche se 2 milioni e mezzo di persone sembrano tante, se le suddividiamo in un paese che ha un'area di 3.794.000 miglia quadrate o 9.827.000 chilometri quadrati,  non bisogna essere geni in  matematica per capire che parliamo quasi dell'araba fenice. Si' questa upper class che tanto ama le abitudini "provinciali" italiane... principalmente perche' i suoi "membri" seguono The Food Network e una volta alla settimana, quando Juan il cuoco ha la serata libera, si mettono a spadellare nelle loro cucine corredate di doppio frigorifero e doppio forno in acciaio inossidabile della Viking che costano piu' di quanto un americano non della upper class guadagna in un anno... ecco si, questa e' la "upper class" americana. Vi dico che questi americani non rappresentano gli altri 297 milioni.
Molti americani sono interessati alla buona cucina, italiana ma non solo (uso il termine "buona cucina" anche se per me non lo e', ma e' quella che convenzionalmente viene considerata tale) e partecipano a classi di cucina, seguono le trasmissioni sul Food Network, imparano, integrano... a mettere 300 milioni di persone sotto lo stesso ombrello si rischia di correre il rischio di fare la figura di provinciali...

Correggetemi se sbaglio, ma ho la strana impressione che nessuno vada a vivere in Giappone per poi dichiararne gli abitanti incivili o inferiori culturalmente agli Italiani, perche' mangiano sul tatami, in pratica per terra. Perche' invece con gli americani, si'?

La tovaglia e lo snobismo italiano

Premetto che, prima di Moky's blog, durante i primi 16 anni della mia vita qui non ho mai conosciuto nessun italiano d'Italia, e ancora oggi l'unica italiana che ho conosciuto (a Sierra Vista nel 2009), e' tornata in Italia e le poche altre che ho incontrato quaggiu' (circa 5, quasi tutte mogli o ex-mogli di soldati americani), dopo il primo contatto casuale, non si sono piu' fatte sentire. Delle tante conclusioni possibili,  ho sempre pensato che le piu' probabili siano queste 3:

  • emano un odore spiacevole che non avverto personalmente ma che evidentemente spaventa chi mi si avvicina (mi puzza l'alito? mah.)
  • dico inconsapevolmente qualcosa di offensivo oppure sono proprio antipatica (possibilissimo, e credo che alla fine di questo post potrei esserlo ancora di piu'!)
  • ho trascorso cosi' tanti anni vivendo per necessita' senza amicizie italiane "locali", che trasmetto la sensazione di non essere interessata a fare comunella solo perche' proveniamo dallo stesso paese
Grazie a questo blog ho invece conosciuto, la maggioranza virtualmente ed alcuni di persona, tanti italiani in diaspora, tra cui diversi qui negli US: anche se sicuramente la scintilla iniziale che ha dato inizio a queste amicizie blogghifere e' stata quella della comune patria d'origine, sono convinta che se l'unica connessione valida fosse stata solo l'Italia, avrei perso l'interesse in 3 secondi.

Allora si', galeotto fu questo blog, perche' grazie ad esso ho avuto la possibilita' di aprire la porta di casa e  stringere la mano, spesso solo virtuale, a tante persone interessanti! Molte sono arrivate a questo blog per prime, altre ci sono arrivate per interposta persona (o sorella, vero Letizia?), altre ancora le ho visitate io per prima, grazie allo "sport" del "saltablog": balzare di blog in blog attraverso i commenti e' un'attivita' stimolante, ma un passatempo anche pericoloso, per la sua forte similitudine alla roulette russa, visto che non sai mai se incontrerai un blog leggibile e continuerai a vivere, oppure se ti troverai a doverti chiudere forzatamente la bocca, rimasta aperta dopo la lettura di parole senza senso. Peggio di un proiettile nel cervello.
I blog che frequento con la costanza determinata dal tempo che ho, sono tutti stimolanti, interessanti, divertenti, istruttivi e mi danno sempre, anche quando mi trovano in disaccordo, uno spunto per riflettere, per approfondire le mie opinioni.

Poi ogni tanto ti imbatti casualmente in un blog qualunque, e sfortuna vuole che il primo post che ti capita di leggere diventa automaticamente l'ultimo, a causa della vacuita' delle considerazioni espresse e della sensazione di incredulita' che ti lascia : per darvi una descrizione piu' accurata,  immaginatemi con la fronte aggrottata, gli occhi puntati in altro, e la bocca che pronuncia, senza che esca nessun suono dalla gola, "REALLY?"

Un momento "REALLY?" mi e' capitato qualche settimana o mese fa (il tempo lo scandisco solo in relazione ai compleanni, e sinceramente non riesco a ricordarmi se questo incontro e' stato prima o dopo il mio compleanno...), ma comunque penso nel 2012.

Scusate la vaghezza, ma davvero non ricordo tutti i dettagli: sapendo, dal tipo di commento, che il blog era scritto da una espatriata recentemente in America, ero gia' un po' prevenuta, perche' spesso -non sempre, eh?-  li trovo noiosi per la ripetitivita' (almeno per me) e la banalita' (sempre una mia sensazione personale). Devo esere sincera, quante volte una persona puo' leggere del modo ridicolo in cui gli americani pronunciano "mozzarella" e "bruschetta" e "cappuccino"? (E a pensarci un po' bene,  abbiamo mai considerato come noi italiani pronunciamo parole semplicissime come "weekend" oppure "business" o "gossip"? Ma gli americani o gli inglesi che vivono in Italia si fanno 4 risate per come pronunciamo le parole inglesi, oppure e' solo una snobberia degli italiani che vengono/vivono qui? Non saprei rispondere...)

Mi trovo in questo blog e inizio a leggere; l'intero post e' finito nel dimenticatoio, ma il succo mi e' rimasto impresso per la sua completa assurdita': parlando di vicini o amici (americani) che quando si siedono a tavola a mangiare (quando non si trovano a mangiare in piedi) non usano mai la tovaglia, tutt'al piu' solo le misere tovagliette, la persona che scrive si auto-inneggia perche' lei, la tovaglia, la usa sempre e per questo, ecco la sostanza del post, gli americani sono degli incivili, a tavola in primis, e la mancanza della cultura della tovaglia ne e' la dimostrazione.

"REALLY?"

Poteva scrivere di come mangiano male gli americani, come sono grassi, come sono superficiali, come sono bacchettoni, non studiano a scuola come gli italiani... avrei valutato la provenienza del messaggio e l'avrei considerato solo il solito post dell'italiano all'estero, scombussolato perche' da Starbucks non gli sanno fare l'espresso come al bar sotto casa, e avrei acccantonato questo post assieme a tutte le idee lette e stralette, tutte le banalita' e gli stereotipi che si basano su un'osservazione sommaria da neo-emigrato e che non tengono in nessun conto di fattori fondamentali, come ad esempio la politica del lobbysmo nell'industria alimentare che ha abbassato, grazie a sussidi multimiliardari alle industrie della carne e dei latticini distribuiti per decenni dal governo federale, il prezzo di carne e formaggio appunto a livelli forse pre-seconda guerra,  di fatto rendendoli l'unico cibo che si puo' permettere chi guadagna poco o niente (anche secondo Romney, il 47% degli americani).

Ma la Tovaglia, quella no, non l'avrei mai immaginato. La Tovaglia, come simbolo della superiorita' degli italiani. La Tovaglia, come segno di una civilta' di cui noi italiani siamo ormai rimasti i soli paladini e protettori...
I placemats, le tovagliette, altro non sono che delle Tovaglie-wannabe, dei sostituti patetici, quando vengono usate,  perche' si', questi americani a volte mangiano sulla tavola senza niente che separi il tavolo dai piatti, posate e bicchieri!!! Oddio!
Che incivili! Americani ignoranti e senza creanza.

"REALLY?"

Ancora piu' interessante e' stato leggere i commenti: c'era quello di chi l'America l'ha visitata una volta, da turista italiano (immaginatevi!), non e' mai manco entrato nella casa di una famiglia americana e conferma che si', e' vero gli americani sono incivili; c'era il commento di chi l'America la odia non vi ha mai messo piede e si rallegrava di ricevere la conferma che gli americani sono incivili ed ignoranti; c'era il commento di chi in America ci vive, ma soffre di nostalgia ed insoddisfazione, e conferma che si', vivere come gli americani e' un gradino sopra gli animali, e che loro la tovaglia la usano anche quando bevono il cappuccino, che si fanno al mattino perche' qui non sanno nemmeno pronunciarlo correttamente, e come si fa a vivere senza bidè, 'sti zozzoni di americani...

"REALLY?"

E scusate se mi incazzo un po'. Perche' io sono una di quegli americani che la tovaglia la usa a Thanksgiving e a Natale, sono una di quegli americani incivili che per anni non usava nemmeno le tovagliette ma che era felice di essere riuscita a preparare qualcosa di decente da mangiare per la famiglia, nonostante i tanti impegni della giornata; sono una di quegli americani che se ne sbatte delle formalita' e che apprezza la sostanza, che dopo tanti anni in America ha finalmente imparato a rispettare le tradizioni, e spesso apprezzare i salti nel futuro, di altre persone e culture, che ha finalmente perso lo snobismo italiano che ti impedisce di apprezzare la diversita' e magari imparare qualcosa di nuovo (garantisco che il cibo ha lo stesso sapore, con o senza tovaglia!) Mi direte che gli occhi hanno il loro ruolo quando si mangia, ma e' una teoria che smantello facilmente perche', da vegan, mi fanno completamente schifo, mi fanno rivoltare piatti che per altri sarebbero l'apice gastronomico di estetica,  ma che per me rappresentano solo la sofferenza di un altro essere e un contributo all'indurimento del mio endotelio.
Vado a mangiare a casa da amici per la compagnia primo, per il cibo secondo. Della tovaglia me ne sbatto!

Anni fa, ad uno dei primi La Leche League meeting cui ho partecipato, mi ricordo ancora una delle leader che disse, ad una neo-mamma preoccupata perche' non riusciva piu' a pulire la casa come faceva prima, che aveva polvere dappertutto... "Put people before things", le persone vengono prima delle cose.

Utilizzare la Tovaglia a cena ha per me lo stesso valore di usare un reggiseno push-up: fara' anche una bella scena da lontano, ma se la sostanza e' scarsa, chi "assaggia il prodotto" alla fine se ne accorge!

p.s.: Non ho assolutamente niente contro l'uso di tovaglie, tovagliette, tovaglioli di stoffa (io uso quelli di carta) e tutti gli altri imbellimenti e decorazioni. Mi scoccia vederla usata come elemento discriminante contro un'intera popolazione...

domenica 23 settembre 2012

"It's not official...



.... till it's facebook official" Chris

E ora che lo e'... e' ufficiale anche per la mokysblogosfera!



venerdì 21 settembre 2012

Aggiornamento homecoming

Alla fine Chris e' riuscito a farsi dare il permesso dal preside per partecipare alla Homecoming!! Ma giuro che se i voti non salgono, questa volta gli togliamo la Camaro e potra' andare a fare il figo con la Ford Escort station wagon del padre, anno 1996!

Anyway, oggi pomeriggio andrò con lui a comprare una camicia nuova da indossare domani, visto che l'abbigliamento e' infomal, quindi forunatamente, no tuxedo.
Una coincidenza: come per la prom, domani J ed io saremo a Tucson per una conferenza! E come per la prom mi sono fatta promettere di venire qui, prima di riaccompagnare la pulzella a casa... Dovro' pure fare i complimenti e qualche foto alla giovine coppia, no?
J ha suggerito a Chris, vista la mia intensa curiosita' (sono madre, moderna ma pur sempre madre!), di comprare un biglietto anche per me e portarmi con loro!!

Magari quando sara' il turno di Emily, tra 4 anni...

giovedì 20 settembre 2012

Il valore delle ultime parole famose

Ma quanto tempo e' passato? Giorni, settimane... e l'ultimo post era pieno di promesse e speranze per il futuro (di mio figlio)....
Io pero' me lo sentivo perche', controllate, avevo parlato del barlume d'uomo che intravedo guardandolo, mica fuochi d'artificio e faro nella notte, e avevo parlato di incrociare dita...
E' che non abbiamo incrociato le dita con convinzione.
Si' perche' proprio dopo aver scritto quel post, sono arrivate a casa le "progress report", le pagelle ufficiose di meta' trimestre, strumento utilissimo a studenti e genitori: sono la conferma che si', tuo figlio e' sulla strada giusta oppure, come nel caso di Chris, campanello d'allarme, anzi sirena che scatena le ire di mommy e daddy, che incazzatissimi fanno la caccia al tesoro nella camera del figlio in questione per decidere quale gadget elettronico sequestrare a tempo indeterminato!

E' un po' una perversa tradizione di tutti gli inizi di scuola, da quando era in 7th grade (la settima, o seconda media):  durante le prime 6 settimane, Chris decide sempre di provare il famoso metodo di studio conosciuto internazionalmente come "fucking off", in italiano "fancazzo", nella speranza che ogni volta riesca per qualche miracolo a cavarsela, senza fare compiti (o facendoli mentre gioca a minecraft) e senza studiare (il che mi ricorda che la definizione di pazzia e' ripetere le stesse azioni, ogni volta sperando in risultati diversi). E allora mi chiedo: e' pazzo, o solo un adolescente immaturo? Tutte le volte, dopo il primo progress report, si trova a dover lavorare come un matto per recuperare i voti, per riacquistare la nostra fiducia e quella degli insegnanti.

Le materie scelte di quest'anno per far pratica di fucking off? Ovviamente sono proprio quelle piu' difficili per lui, Physics (fisica) e Precalculus/Trygonometry (precalcolo/trigonometria).

Ovviamente furiosi per questa dimostrazione di pigrizia e immaturita', abbiamo subito contattato l'insegnante, il quale e' davvero uno con le palle, ha offerto di aiutarlo pre e post scuola. Fortunatamente, proprio contemporaneamente all'arrivo delle pre-pagelle, la scuola di Sierra Vista ha lanciato (finalmente, perche' ne parlavano da 2 anni) il sito ParentVue che consente a genitori e studenti di controllare quello che succede a scuola, quali assignments, test, quiz, projects sono stati fatti, voti, etc. e quindi possiamo ora monitorare quotidianamente i suoi progressi verso un GPA migliore di quello di un babbuino!

Fin qui, tutto nella norma christopheriana se vogliamo, niente di nuovo, anche se quest'anno mi aspettavo un figlio finalmente piu' maturo, e' un Senior, perbacco! ....La situazione si e' invece complicata ulteriormente per i seguenti motivi:

  • se un voto scende sotto alla "C", non puo' gareggiare in nelle competizioni di nuoto (normalmente per gli altri sport, il voto discriminante e' la "D", per il nuoto e' diverso, penso che sia perche' solitamente gli atleti che praticano gli sport "importanti", come football e baseball, sono notoriamente dump completamente dedicati allo sport e hanno poco tempo per studiare..)
  • se un voto scende sotto alla "D", non puo' partecipare alla Homecoming Dance, cioe' il primo ballo della stagione scolastica, il corrispondente autunnale della Prom, di cui ho parlato in questi post
Nel primo caso, non solo noi ma anche il suo coach e quello di tuffo (la squadra, in caso non l'avessi scritto in precedenza, si chiama "Buena Swim and Dive Team"), gli abbiamo tutti fatto una ramanzina, del tipo "You're not just letting yourself down, you're letting your team down!", non stai fregando solo te stesso, ma anche la squadra. Penso si sia giustamente sentito una merdaccia.

Ma e' sicuramente il non poter andare alla Homecoming che gli brucia di piu' perche' quest'anno dal punto di vista sentimentale le cose stanno andandogli bene, anzi benissimo! Con l'inizio degli allenamenti di nuoto, si e' riavvicinato a Mackenzie, una ragazza di un anno in meno, che conosce da quando era un sophomore, lei ovviamente una freshman: si piacevano allora, ma lei dopo qualche settimana di corteggiamento inesperto da parte di Chris, timido e nuovo al gioco del corteggiamento, gli ha detto "You're  boring" e non ha piu' voluto aver niente a che fare con Chris.
L'anno scorso avevano ricominciato a parlarsi, ma lei, biondina carina, aveva sempre un ragazzo e uno stuolo di ammiratori.
Be', quest'anno, complice il trasloco del boyfriend in Hawaii, Chris ha ricevuto l'opportunita' di redimersi, il tutto reso piu' facile dal fatto che ha la macchina, i soldi perche' lavora... cosi' finalmente, habemus (quasi!) girlfriend!!  Dico quasi perche' per il momento sono usciti diverse volte, l'ha portata a casa a guardarsi qualche film (and snuggle, parole sue...), hanno usato l'idromassaggio diverse volte, quasi sempre in compagnia di Violet... e una settimana fa le ha portato un mazzo di fiori a scuola e le ha chiesto se voleva essere la sua "date" per homecoming, ma la richiesta ufficiale la riserva appunto per the homecoming date!!
(Si', sono detti "I love you"diverse volte... Awww...)
E cosi', essendo "ineligible" accademicamente e non potendo comprare il biglietto per la serata, sta cercando di ricevere il permesso del preside, dopo aver scritto il suo piano per riportare il voto a livelli umani e dopo aver ricevuto la benedizione del suo insegnante. Vedremo, e intanto Kenzie ha comprato un vestito per il ballo e, parole sempre di mio figlio, "It's damn sexy!". Il potere dell'amore!

In tutto questo, oltre a sperare che il suo cuore non venga infranto, mi rendo conto che,  se c'e' una cosa che avrei anche io dovuto imparare in 17+ anni che sono genitore, e' che ogni parola che diciamo potrebbe facilmente diventare ultima e famosa,
Continuiamo ad incrociare le dita...

In questa foto di un anno fa, Mackenzie e' la prima a destra





giovedì 6 settembre 2012

In velocita'....

Con la scuola "in full swing", tempo ne ho poco. Come sempre, ho in mente una decine di post/argomenti di cui vorrei scrivere, ma a parte quando tutti dormono, non posso mettermi di fronte al computer seriamente, per piu' di 20 minuti. E quando lo faccio di notte, il giorno dopo sono, ovviamente, una zombie. A Violet (e tutti i bambini piccoli) una mamma zombie serve poco...

Intanto, The Scoop, la newsletter della Sierra Vista Food Co-op, ha pubblicato il mio nuovo articoletto (qui, a pagina 5), Violet ha finito il potty training da circa 1 mese, Chris ha ricominciato a nuotare con la Buena High School Swim and Dive team, e ha, udite udite, vinto la sua specialita', 100yd breaststroke (100mt rana) contro entrambe le prime due High School che hanno "incontrato": la prima, settimana scorsa, aveva una squadra sgangheratissima, poverini, averli polverizzati sembrava normale,  ma la squadra di ieri, "CDO", ovvero Canyon Del Oro High School (di Oro Valley, una cittadina a nord di Tucson) e' una squadra notoriamente forte: ma anche ieri Chris ha schiacciato tutta la competizione! E non e' cosa da poco, considerato non e' il piu' alto ne' il piu' muscoloso della/e squadra/e. Sembrerebbe proprio che sia maturato quasi in un battito, va a scuola in maccchina (e guida bene, molto attento... l'abbiamo seguito una volta, senza che lo sapesse, e abbiamo verificato!), dopole 6 ore di scuole seguono tutti i giorni 2 ore in vasca, un paio di volta alla settimana ci sono altri 45 minuti di "dry land exercise" stretching, pilates, yoga, con la squadra, torna a casa, fa i compiti (spero...), e ogni sabato e domenica lavora una media di 7/8 ore, per giorno. Mi ha detto che quest'anno vuole farcela nel campionato regionale e possibilmente in quello dell'Arizona. E quest'anno penso proprio che possa farcela.
E' dura fare i genitori, ma quando ogni tanto scorgo in lui un barlume dell'uomo che sara', sono fiera del lavoro fatto.
Ovviamente continuo ad incrociare le dita, per scaramanzia...