venerdì 11 gennaio 2013

C'e' una mamma...

Durante la lunghissima campagna elettorale appena passata, estenuante per il continuo bombardamento di dichiarazioni, opinioni, sondaggi, articoli, video, interviste che hanno invaso i media, specialmente quelli "social", a mio parere la parte piu' indimenticabile, e non in positivo, e' stato lo stillicidio implacabile di fregnacce passate per "scienza" ma anche per "religione" che ci siamo dovuti succhiare tutti i santi giorni; queste assurdita', spesso articolate in contesti non religiosi ma quasi sempre "benedette" dalle svariate autorita' religiose di turno, sono state la portata principale servitaci quotidianamente, e ad nauseam, dal rappresentante della destra di turno che si sia trovato davanti ad una telecamera, o ad un microfono o di un computer ...  e ovviamente e' stato inevitabile: mi e' venuta la nausea. 
La nausea per tutte le organizzazioni religiose, in particolare quelle cristiane, che da tanto tempo, in alcuni casi da millenni, continuano propinarci intolleranza, ineguaglianza, bigottismo, omofobia e misoginia come "Parola di Dio" o, ancor peggio, persino come verita' scientifiche, dimenticandosi, per scelta o per caso, di accennare che queste "leggi divine" sono invece dei volubili capricci, le interpretazioni di comodo di un numero di uomini, intendo maschi, di epoche antiche, ormai strasepolti, storicamente corrotti e peccatori in primis... Ma no, ancora oggi, nel 2013, "noi cristiani di oggi" rimaniamo soggetti ad una propaganda che forse i cristiani "di una volta" potevano accettare e tollerare, non avendo la possibilita' di verificare, di confrontare, di indagare anche solo superficialmente l'origine e la ragione dietro ogni "dogma", dietro ogni regola, rendendole indiscutibili una volta che siano cosparse di pixie dust religiosa: la fede.
E no, cari cristiani di tutte le denominazioni, forse non ci siamo accorti, ma il terzo millennio e' gia' iniziato, il medioevo e' finito da un pezzo e non possiamo piu' invocare ignoranza come scusa all'inazione, come ragione per il mantenimento dello status quo. Non possiamo piu' aderire ciecamente al messaggio anti-amore, anti-progresso che la maggior parte dei rappresentanti delle varie religioni, quella cattolica per prima, strombazzano dai loro pulpiti, perche' il medioevo e' finito da un pezzo, l'inquisizione pure, e noi donne, nonché le varie minoranze oppresse da sempre, abbiamo finalmente ritrovato la voce che, nel nome di Dio, era stata soffocata e resa trascurabile tanto tempo fa. 

Parliamo allora del messaggio del Papa in occasione della Giornata della Pace, uscito qualche settimana fa, messaggio che ha scatenato tante (giuste a mio parere) polemiche per le "implicazioni" che le parole hanno avuto, parole attentamente articolate cosi' da potersi "parare il culo" con la classica scusa codarda "non ho detto con esattezza quello",  parole che anche un bambino di 10 anni, leggendole, interpreterebbe esattamente come sono state interpretate praticamente da tutti. Ho riletto diverse volte il paragrafo che copio qui sotto, e non riesco ad interpretarlo diversamente: secondo il Papa, le unioni omosessuali sono delle ferite alla pace. 

"Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale.
Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. 
L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace."

Non che avessi mai creduto nell'infallibilita' del pontefice perche' porcavacca, mi sembra un tantino facile e di parte, inventarsi regole e qualificazioni cosi' perentorie ed assolute quando ti fa comodo, ma questa ne e' la prova. Vale la pena ricordare che storicamente la chiesa e' sempre stata un freno a mano nel confronto di qualsiasi tipo di progresso scientifico e culturale (due nomi, Bruno e Galilei mi vengono in mente cosi' di getto... lasciamo stare la posizione della chiesa verso la fecondazione artificiale, le madri surrogato e i metodi contraccettivi...) ma speravo che, con il passo (ridicolissimo) di "modernizzarsi" e aprire un conto Twitter per il Papa, la chiesa avesse deciso finalmente di aprire un pelino la finestra per lasciare entrare anche solo una brezzolina di progresso nei meandri polverosi e coperti di ragnatele del suo corpo "bradiposo". 
Povera illusa: il rappresentante di Dio in terra continua a volerci far credere, sempre perche' abbiamo fede nella sua infallibilita' e non perche' esista una prova scientifica o persino una frase pronunciata da Gesu', che il matrimonio tra un uomo e una donna sia un principio della natura umana, e una struttura naturale riconoscibile da tutti (e non menzionatemi la Bibbia perche' proprio nella Bibbia vengono sanciti come "naturali" matrimoni che ci farebbero raccapricciare oggi: ad esempio, in 1 Re, la poligamia e' ok; secondo il Deuteronomio, un uomo deve sposare la vedova di un fratello, se senza figli, e produrre una bella prole; sempre nel Deuteronomio e' proibito un matrimonio inter-razziale; Continuo? Ok, in Genesi, il matrimonio arrangiato da un proprietario di schiavi per i suoi schiavi non e' un problema {e nemmeno una parolina negativa sulla schiavitu', eh? Non mi sembra proprio il caso di usare la Bibbia come Manuale di Vita Moderna...}; sempre il Deuteronomio definisce matrimonio tradizionale quello tra un violentatore e la sua vittima? Mi fermo, che mi torna la nausea...)  e che, per controparte,  le unioni omosessuali, anche quelle giuridiche create con un vincolo laico, sono un'offesa alla verita' della persona umana e una ferita grave alla giustizia e alla PACE.  A parte il fatto che tutte le democrazie che si rispettino hanno un articolo in cui la separazione tra stato e chiesa viene codificata, ma poi... what the hell?

A parere mio, non c'e' niente di peggio di un'istituzione religiosa con milioni di seguaci che continua a rimanere ancorata saldamente al passato, il suo passato, non solo quello delle tradizioni significative, quello di chiese adorne di opere d'arte che il mondo ci invidia, ma specificatamente quello di cui vergognarsi eternamente, quello dell'intolleranza codificata, delle conversioni forzate, dell'autodafe', degli atti di pedofilia ignorati e coperti da una gerarchia ecclesiastica disonesta e impaurita, incapace di accettare ed accogliere cambiamenti civili, culturali e scientifici... se non decenni o persino centinaia di anni dopo che sono diventati la normalita'.

E' ora di farci sentire, di scrivere e telefonare, boicottare (si', sono sicura che se anche non mettete piede in chiesa per un po', Dio capisce che le motivazioni sono giuste, le intenzioni sono buone)  Se nessuno mettesse piede in chiesa, se nessuno mollasse l'obolo nel cesto, qualcosa mi dice che il messaggio arriverebbe chiaro e diretto.
E' ora di svegliarci, non fosse altro per i figli, i nostri e quelli dei nostri amici, quelli dei nostri vicini, quelli delle persone cui vogliamo bene. E' ora di incazzarci. Seriamente.

Io lo faccio per prima. Questa e' la mia lettera per il Papa:

Caro Benedetto XVI, 

c'e' una mamma, una mamma che conosco, che in questo momento e' molto arrabbiata. E' infuriata, imbestialita dalle sue parole sulle unioni gay e sugli omosessuali in generale.

Vede, questa mamma ha una figlia in quell'eta' spesso difficile che coincide con l'ingresso nell'adolescenza, una ragazzina che sta passando un momento difficile, pieno di tristezza e di dubbi...
Inizialmente questa mamma pensava che la causa di questa tristezza ed inquietudine fosse un problema solo di crescita, amicizie che vanno e vengono... poi una serie di disegni, la memoria di domande passate ("Mamma, ma gli omosessuali e' vero che sono peccatori e andranno all'inferno?" "Mamma, io penso che i gay siano carini" "Sono contenta che i gay si possano sposare"), frasi lasciate a mezz'aria hanno fatto intuire che questa tristezza avesse radici piu' profonde.   
Questa mamma, dopo diverse settimane di pianti, suoi e della figlia, dove sembrava che il mondo stesse crollando, ha capito che c'era qualcos'altro che tormentava la figlia e, utilizzando quel sesto senso che noi madri sviluppiamo, ha chiesto alla figlia se pensava di essere omosessuale. 
La risposta della ragazza e' stata, tra le lacrime, "Non so cosa sono. Non voglio parlarne adesso". Questa mamma ha riaffermato alla figlia, senza nessun dubbio, che essere gay non e' un peccato, che se fosse gay non cambierebbe l'amore che prova per lei, che a Dio non frega niente delle preferenze sessuali degli esseri umani, che la qualita' di un essere umano non si giudica dal suo orientamento sessuale... 
La figlia le ha detto allora che si sentiva meglio, come se un macigno le si fosse sollevato dal petto.

Caro Benedetto XVI, questa mamma come tutte le mamme, vuole nel suo cuore il benessere, la felicita' della figlia, vuole per la figlia gli stessi diritti che hanno tutte le altre persone, incluso quello di poter sancire giuridicamente un'unione con la persona che amera' un domani, sia essa uomo o donna, e formare una famiglia insieme, se cosi' decideranno. 
Il fatto che oggi, nonostante le centinaia di migliaia, forse milioni, di unioni omosessuali, moltissime con figli felici e soprattutto normali, lei, ex-cathedra, dichiari "una ferita grave alla pace" la possibilita' per la figlia di avere un futuro felice, all'aperto, normale, rende questa mamma incapace di continuare a professarsi cristiana, e cattolica. Questa mamma non accetta piu' di essere parte di una chiesa fatta di intolleranza e di "caste umane", una chiesa che continua a predicare una pace che non include tutti gli esseri umani, una chiesa il cui capo supremo dichiara l'unione tra due persone dello stesso sesso, dannosa e destabilizzante per le unioni piu' "naturali", "dimenticandosi" di dichiarare una ferita grave per la pace anche le migliaia di abusi perpetrati per decenni e immagino secoli da parte di sacerdoti verso bambini. Mi dica quale pace hanno vissuto e vivono le vittime di tali abusi?
La vera offesa contro la verita' della persona umana consiste nei milioni di esseri umani che muoiono di fame, mentre la chiesa possiede ricchezze spropositate. La vera ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace consiste invece, secondo questa mamma, proprio nelle sue parole piene di ingiustizia e ostilità.

Caro Benedetto XVI, questa mamma trova le sue parole degne piu' di un manifesto neonazista che del capo di una chiesa che si basa sul messaggio di amore, accettazione e universalita' di Gesu'.  Questa mamma se ne va, lasciando aperta la porta ad un ritorno quando la chiesa sara' degna di chiamarsi cristiana.

Questa mamma non ci sta più, e lo so bene perche' questa mamma sono io.