lunedì 10 febbraio 2014

Figlia di un dio minore

UPDATE: dopo aver chiamato tutti i gironi dell'inferno i reparti del Policlinico, e dopo aver parlato con mia madre, che cerca di essere forte ma sta già crollando, e dopo aver richiesto via email di ricevere aggiornamenti su mio padre alla sorella brianzola, ho scoperto che si trova in geriatria, che molto probabilmente non era un ictus, ma era una conseguenza di una polmonite e della febbre alta, che e' stabile e sotto antibiotici. Nessuna di queste informazioni mi e' stata dispensata senza mia previa richiesta, sottolineo. 
Ho anche ricevuto un suo messaggio dal cellulare (che pensavo non potesse usare in ospedale).
Quindi sta meglio, e se riesco domani verso le 11 (le 2 di notte per me) cercherò' di chiamarlo. 
Ma se non avessi passato 2 ore o più al telefono a rompere, sarei rimasta in limbo. 

Ci risiamo: succede qualcosa a mio padre, e nessuno si prende la briga di dirmi niente dall'Italia. La notizia mi arriva di seconda mano dalle Hawaii. Dalle Hawaii, perdinci, peggio delle poste italiane, dove per mandare una lettera da Milano a Bergamo, la fanno prima passare dalla Sicilia… Mio padre pare che abbia avuto un ictus stamane, e dall'Italia nemmeno un email, non un sms, niente. Posso capire mia madre, la preoccupazione (pero' dai, quando si e' in ospedale ad aspettare per ore, tempo per farmi una telefonata, o mandarmi un messaggio c'e', e fanculo la spesa, stai al telefono 1 minuto e pagherai un euro… mi pare una spesa sopportabile, no?) ma mia sorella che vive in Brianza ancora una volta si e' comportata con la classe e cortesia che sono il suo marchio inconfondibile. Si' perché vedete, mia sorella alle Hawaii, invece, e' stata debitamente informata di quello che stava succedendo nel giro di 5 minuti dall'accaduto, lei poi molto generosamente mi ha chiamato (ero fuori in giardino e solitamente durante il weekend il cellulare lo "perdo" per casa, tanto non mi chiama nessuno) perché pensava, parole sue, "che avrei voluto saperlo".  No, perché un figlio non vuole sapere se un genitore e' in ospedale a rischio di vita, vero? Il cuore mi si espande di gratitudine per la sua umanità (alla Fantozzi, ma senza nessuna risata).

Oltre al mio dispiacere nel venire a sapere che mio padre e' in ospedale, con tutte i vari scenari che mi immagino, paralizzato, incapace di suonare (e suonare e' la sua vita), incapace di comunicare…. mi si riempie l'anima ancora una volta di tanta amarezza perché, porcazzalamiseria, di tutte le sorelle che mi potevano capitare, a me sono toccate Drizella e Anastasia, esempio di decenza e generosità!

Un deja-vu più classico non poteva succedere, perché si e' ripetuta la stessa identica storia successa quando mia madre aveva avuto l'ischemia 4 anni e mezzo fa: anche allora, la notizia mi era arrivata dalle Hawaii… E anche allora mi aveva scocciato infinitamente, ed era stato solo l'inizio. 
A questo punto avrei un paio di domande legittime da fare a mia sorella brianzola: al di la' di quello che pensi di me, siccome la situazione e' grave o potrebbe diventarlo, perché chiami una sorella e non l'altra? Per quale motivo a me le notizie devono arrivare di seconda o terza mano? Non potresti chiudere momentaneamente in un cassetto la tua grettezza e insensibilità naturali, e comportarti invece come una persona con un'anima?

Pensate che quando qualche settimana fa avevo saputo (dai miei, ovviamente) che Marta, la sorella che vive in Italia, aveva il figlio in ospedale, nonostante lo stringimento allo stomaco che mi assale se penso a lei, avevo messo da parte la mia ostilità e le avevo mandato un email di incoraggiamento…  mentre lei, che vive col cellulare come un'estensione della mano, lei che fa' tutto col telefono, non e' riuscita a trovare 30 secondi per mandarmi un messaggio?

Mah. 

Non ditemi che esiste il beneficio del dubbio, perché e' un'assoluta impossibilita' scientifica in questo caso. Mi rimangono in mente le parole di Jim che, dopo che gli ho raccontato la storia, mi ha detto "What did you expect from them?"
E' vero: cosa mi aspettavo da loro? Le persone non cambiano, e se lo fanno e' perché il loro modo di essere e' diventato per loro scomodo e inconveniente…  per il momento sembrerebbe che la stronzaggine che caratterizza entrambe (una e' stronza apertamente, l'altra invece lo fa velando tutto con sorrisi e abbracci e "lol" "yep" e "fabulous" a go-go, coprendo la vilta' delle sue azioni con il suo abbondante charm naturale) funzioni a loro favore, quindi continuerò ad essere "snobbata" messa in una posizione di inferiorità e minoranza… 

Sono io che me la prendo oppure anche a voi 'sta storia puzza? 

Ora aspetto di poter chiedere notizie direttamente a mia madre. Immagino non sia morto, o avrei forse ricevuto un'altra telefonata dal mezzo del Pacifico (mio padre so che riderebbe e si toccherebbe gli zebedei se leggesse questa frase…), quindi spero che tutto si stia sistemando. Non che comunque da qui possa fare niente. 

Sono disgustata, anche perché mi torna in mente il fatto che avrei potuto andare a trovare i miei 2 anni fa con Violet, visto che non si sono mai conosciuti e a questo punto non succederà mai, e la sorella alle Hawaii aveva reso quella possibilità impossibile. Sempre con il suo charm passivo-aggressivo, perché quella e' la sua firma.

Ho poi una domanda finale che rivolgo a me stessa: oh, ma quante volte le devo perdonare? Perché mi sto un po' stufando.

18 commenti:

  1. In tutta uqesta brutta storia, c'è da dire che sono coerentemente stronze, ma in certe occasioni un passo indietro è d'obbligo.
    Sappi che ti capisco, purtroppo ti capisco.
    Spero che tuo papà si possa rimettere quanto prima.
    Ma le tue sorelle sanno di questo blog? Sei così esplicita nelle tue esternazioni...

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    1. Hai ragione, almeno sono coerentemente stronze, ieri oggi e domani, a prescindere dall'occasione!!
      Per quanto riguarda il blog, lo sanno, ma non lo leggono, a meno che non ci sia una richiesta fatta da qualcun altro, ad esempio mio padre, di leggere un post. E ne sono sicura perché ho inserito un software che mi dice chi arriva al blog, da dove arriva, con che "strumento" ci arriva, etc.
      Grazie del supporto, meno male che tutto e' finito bene!

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  2. Credo che arrivata a questo punto dovresti proprio smettere di pensare che esistono e vivere la tua vita come se non esistessero, anche in casi come questo. Insomma, se tu fossi figlia unica come saresti venuta a sapere di questo fatto? Chiamando tua madre per caso? Da una vicina? Cancellale dalla tua vita e basta, perché sennò continuerai a starci male ... Un po' drastico forse, ma arrivati a un certo punto non c'è più rimedio.

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    1. CC, ottima domanda: mi chiedo chi mi avrebbe contattata. Non ho nessun contatto comune con i miei, e forse dovrei instaurarlo. Bisognera' che faccia richiesta a mio padre di creare una sorta di catena di comunicazioni nel caso, facendo tutti gli scongiuri, succeda ancora una cosa simile. Io pero' non avrei MAI agito così, ne' 4 anni fa, ne' una settimana fa. L'unico anello di congiunzione con le mie sorelle e' l'esistenza dei miei.Un domani remoto che non ci saranno più, cesseranno di esistere completamente anche le mie sorelle. Sicuramente.

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    1. e' vero, Claudia. E' triste e ingiusto.

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  4. Ma perchè non chiami tua sorella in Italia e non le chiedi perchè non ti ha avvisato?
    Non so ma in questo periodo mi sembra che esprimere direttamente i propri pensieri sia la cosa che più porti sollievo... Non cambierai tua sorella ma forse tu ti libererai di un peso!

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    1. Roberto da Rimini13 febbraio 2014 08:54

      Sono d'accordo con Sabina.
      Ok, la sorella in Italia è quel che è, si comporta come si comporta, ma piuttosto che eliminarla dalla tua vita le chiederei perchè non ti ha avvisata. Insomma, oltre che scriverlo sul blog diglielo a lei (magai è proprio incazzata perchè lo scrivi sul blog e non lo dici a lei).
      Rimane il fatto che il sangue non è acqua.

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    2. Sabina e Roberto, e' vero potrei chiamarla e chiederle perche', ma ho l'impressione che
      1- non risponderebbe alla mia chiamata
      2- sarebbe difficile farlo mantenendo il tono civile che devo per forza avere, perché al momento e' lei quella che ha la scopa dalla parte del manico (esiste questo detto o me lo sono inventata in questo momento? Scusate, ma e' tardi e sono esausta…). Le ho mandato un email, chiedendole di tenermi informata.

      Roberto, e' vero che il sangue non e' acqua, ma secondo me interpretiamo questo detto nel modo sbagliato: sentirsi legati ad una persona solo perché si condivide parte del patrimonio genetico non basta. O almeno, per me non basta. Il fatto di avere gli stessi genitori non e' importante abbastanza per rendere una relazione con delle persone che non hanno a cuore il tuo interesse e il tuo star bene importante o utile. Un po' come avere un dito in gangrena: certo, ha fatto parte della tua mano, del tuo corpo per un certo numero di anni, e ti e' anche stato util,e ma nel momento che comincia a marcire, non c'e' ragione di tenerlo. Lo si deve amputare. Purtroppo.

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  5. mi spiace per tuo padre e per le sorelle che ti sono toccate in sorte :(

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    1. Yey me… Ho vinto la lotteria delle famiglie disfunzionali!!!

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  6. Sottoscrivo in pieno quel che dice CeciliaChristine. Meglio fare come se fossi figlia unica e cercare qualche altra persona da cui avere notizie. A questo punto avrai necessità di essere informata e aggiornata e sarà un'occasione buona per fare a meno di loro e non pensarci più

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    1. Devo parlare con i miei e vedere se troviamo una soluzione. Il fatto e' che loro penso che soffrano di questa situazione, ma ovviamente le sorelle sono loro figlie, in particolare quella che vive a Milano e' l'unica che vive vicino abbastanza da poterli aiutare, e non se la sentono di dire niente di "compromettente" verso queste figlie. Atteggiamento che un po' capisco e un po' trovo codardo, ma io sono diversa. Come dicevo sopra, finche' ci sono i miei, e spero che sia così' per altri 50 anni!!, eliminare ogni rapporto con loro sarà impossibile. L'ho ridotto pero' al minimo di sicuro...

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  7. Sì, sono d'accordo, sei figlia unica.
    Sono contenta che non fosse un ictus, spero che la polmonite e gli strascichi siano curati a dovere. In bocca al lupo al papà di Moky!

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    1. Grazie Zion! E' a casa da ieri, gli antibiotici hanno fatto effetto! Spero proprio di poter dirgli prima o poi esattamente quello che penso della situazione. Magari insieme troviamo una soluzione..

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  8. Sono contenta di aver letto che sembrerebbe meno grave di quanto si pensava all'inizio. speriamo che tuo padre si rimetta presto!

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    1. Si' Brioscina, grazie! Come dicevo a Zion, e' a casa e sta bene. Anzi a dire il vero l;ho visto su skype e non aveva nessun segno fisico esterno che denotasse una permanenza ospedaliera! Meno male!

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  9. Un abbraccio a te e anche al tuo papà :) (e con questo la smetto di stalkerarti su tutti i messaggi ma mi sono affezionata a come scrivi *__*! Eheh!)

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