martedì 28 gennaio 2014

Non posso più procrastinare, ovvero il Liebster Award

Anni fa giravano nella blogosfera tutta una serie di premi e giochetti, un giorno si' ed uno no qualcuno dei blog che leggevo riceveva un premio con una catena di santantonio una richiesta di rispondere a delle domande, il tutto con l'encomiabile scopo di fare conoscere blog "minori" ad un pubblico più vasto, o dare agli autori di blog più conosciuti l'opportunità di rivelarsi.  
Poi un giorno, così come erano arrivati, sparirono. Io almeno non ne ho visti più finche' e' tornato il Liebster Award e nel giro di 2 giorni ho ricevuto 3 nomine! A dire il vero, avevo ricevuto la prima nomina quasi un anno fa (il 27 marzo 2013), da Fra, l'autrice di Parole Per Aria , e avevo momentaneamente messo il post sul back burner, in attesa di trovare il momento giusto… 
Direi che un anno dopo, con 4 nomine, non posso più procrastinare! Sono stata nominata per ben quattro volte, diamine!
Ok, vi assicuro che non mi sono montata la testa, anche se tendenzialmente avrei potuto: capisco che questo blog non e' poi così straordinario (anche se potrebbe esserlo, non mi butto giù del tutto), ma più che altro immagino che tra chi nomina e chi e' già stato nominato, alla fine di blog nominabili ce ne fossero rimasti pochi… comunque sia, sono stata unta ed eccomi qui, a sudare (letteralmente) per rispondere a domande alcune delle quali, sono sincera, non mi sarei mai posta. 

Ringrazio quindi Fra, Valentina autrice torino-texana del blog Parole Sparse, Koala che ci "diletta" coi suoi tormenti e le sue gioie dall'Idaho sul blog Back to the USA e Annalisa del blog Mom With Backpack, per avermi nominata e per avermi dato l'occasione di raccontarvi dettagli sulla mia vita e mie aspirazioni che manco io sapevo. Siccome morivate tutti dalla voglia comunque… 

Queste le regole per partecipare (devo seguirle tutte?)

            .    ringraziare e linkare il blogger che ti ha nominato e il suo blog;  fatto
            .    rispondere alle 10 domande poste da chi ti ha nominato; 10 X 4… son 40 DOMANDE, porcaccia..
            .    nominare altri 10 blog che hanno meno di 200 followers; passo questa
            .    ricreare 10 domande; passo anche questa, abbiate pietà ...
            .    comunicare ai tuoi nominati la loro la nomina. idem

Queste le (11) domande che mi sono state poste da Parole Per Aria (http://paroleperaria.blogspot.it/2013/03/liebster-award.html)

1. Ricordi i tuoi sogni?
Ogni tanto. Alcuni sarebbero imbarazzanti da ricordare, non so se e' perché  sto invecchiando… E aggiungo che i sogni che vorrei ricordare con più dovizia di particolari,  sono quelli che dimentico più velocemente. Ovviamente.

2. Hai mai fatto qualcosa per cui provi rimorso?
Certamente! Chi e' senza peccato…  no, davvero: chi?

3. Sei amico/a dei tuoi ex?
No, ma vorrei esserlo di un paio (quelli che mi hanno "mollata", ovviamente...). Purtroppo pero' anche via Facebook si rifiutano di "amicizzarmi"… 

4. A che età hai dato il primo bacio?
Gesummaria, che domanda imbarazzante. Sono una late bloomer, sono sbocciata tardi… avevo 18 anni. E ora non osate chiamarmi Tardona!!

5. Hai mai "rubato" il ragazzo/ragazza a un amico/a?
No. Non avrei potuto ne' ci sarei riuscita anche volendo: le mie amiche erano tutte troppo fighe e i loro ragazzi non mi avrebbero guardato una seconda volta! 

6. Suoni uno strumento musicale?
Si', la chitarra. Ma non la tocco da almeno un anno. 

7. Ti capita di piangere leggendo un libro/guardando un film?
Non spesso, ma mi capita. Non mi ricordo quale libro, ma rammento anni fa questa scena: io seduta in metropolitana, a Milano, che sto leggendo un libro e sono in lacrime come una scema! Mi e' capitato altre volte, più recentemente quando ho letto "My Sister'sKeeper" di Jodi Picoult, "A Dog's Purpose" di Bruce Cameron (ne avevo parlato qui), e "The Bridges Of Madison County" di Robert Waller. Per quanto riguarda i film, anche li' dipende. A me commuovono le scene dei bambini che cantano, e' possibile? Sia dal vero che sullo schermo…

8. Ti sei mai esibito/a su un palcoscenico?
Da bambina diverse volte, anche se non sono sicura che conti. Se fate questa domanda a mio padre, vi darebbe una lunga e dettagliata, nonché melensa risposta.  Comunque anche se non si trattava di un'esibizione vera e propria, ho dato delle presentazioni negli ultimi anni sul vivere vegan. 

9. Cosa pensi dell'informazione ai tempi di internet?
Eccezionale da una parte e massacrante dall'altra: quando mi sono trasferita negli US, nel '93 e per i primi 8/10 anni anni, prima della diffusione del web, per ricevere notizie dall'Italia dovevamo andare da Ventura (casa) a Los Angeles e andare a caccia di giornali e riviste italiani, in particolare frequentavamo l'edicola sulla Third Street Promenade in Santa Monica, che aveva qualche giornale italiano, solitamente di qualche giorno prima… Ora, accendo il computer e migliaia di notizie di tutti i tipi fanno a gara per invadermi il cervello… troppa informazione, non ce la faccio!! Ancora non sono riuscita a raggiungere un equilibrio che funzioni  tra l'oscuramento informativo assoluto di vent'anni fa, e l'inondazione sempiterna di notizie di oggi.

10. Scrivi un diario?
Questo blog e' il mio diario. 

11. Sei mai stato vittima di episodi di bullismo e/o discriminazione per qualunque ragione?
Non personalmente. Ma se consideriamo le molestie sessuali una forma di bullismo, mi ricordo benissimo gli anni alle medie quando le mie compagne di classe già e meglio sviluppate al piano di mezzo (considero il cervello il "piano di sopra"…) passavano i cambi di professori e gli intervalli cercando di evitare le manate dei compagni di classe, e di fronte a tutti, come se fosse una gara! Una cosa che qui sarebbero stati sospesi per una settimana! Pur non essendo "toccata" (scusate il bisticcio di parole) direttamente visto che il mio piano di mezzo e' sempre stato scarsino, a me ha sempre dato un fastidio enorme ed avevo cercato di andare a parlare con la preside in merito, se mi ricordo bene senza troppi risultati. E' un aspetto dell'Italia che mi ha sempre urtato tremendamente: la benevolenza con cui si accettano comportamenti sessisti, abusivi e in qualche modo discriminatori nei confronti delle donne, anche da parte delle donne stesse, in tutti gli ambienti. Come se essere considerate degli oggetti che esistono per il piacere degli uomini sia un complimento. 


Queste le domande poste da Parole Sparse  (http://psparse.blogspot.com/2014/01/liebster-award-2_19.html)

1. Come sei arrivata dove sei ora? Amore, lavoro, voglia d'avventura...
Amore! Sono andata a giugno '93 al matrimonio della mia penpal di Chicago, e li' ho conosciuto suo cugino,  che poi ad agosto e' venuto a trovarmi in Italia. Da cosa nasce cosa, giro a Venezia e al Lago di Como per un paio di settimane, aggiungici lui che si ammala e deve rimanere in Italia altre 2 settimane… ed e' successo che il 7 settembre 1993 sono atterrata con lui a Los Angeles, il 6 novembre 1993 ci siamo sposati nella County Courthouse di Ventura, CA e il 4 dicembre abbiamo comprato la nostra prima casetta…  20 anni, 2 traslochi "cross-country", 4 figli e 2 case dopo, sono in Arizona! 
Ok, aggiungi all'amore anche un pizzico di voglia d'avventura.


2. Il cibo che ti manca di più dell'Italia e che ora non riesci proprio a trovare
Il pane fresco appena fatto, bello caldo e profumato e una bella pentolona di polenta! Per il resto, vivendo qui da più di 20 anni, ed essendo vegan da 8 anni, molti cibi italiani non li mangerei più ne mi attraggono più.   



3. Un cibo locale che, di fronte a un bel piatto si spaghetti, non potresti mai  confessare di adorare

Mmmm… Tra un piatto di spaghetti e un burrito farcito di fagioli pinto, verdure grigliate, salsa e un po' di guacamole… io lo confesso: scelgo il burrito! Gli spaghetti sono anche buoni ma….


4. E quello che proprio non trovi il coraggio di assaggiare?

Il "mac 'n cheese". A me il formaggio ha sempre fatto schifo e non l'ho mai provato prima di diventare vegan. Da quando sono vegan li faccio senza formaggio perché tutti li adorano (posterò presto la ricetta), ma siccome ha lo stesso odore, sapore e consistenza del formaggio vaccino, mangio raramente anche quello "cruelty-free", che faccio io! 
Il 
P         5. La prima consuetudine quotidiana che hai acquisito nel paese dove vivi ora
            Mi fai esplorare nei meandri più lontani della mia vita qui…. Penso che sia la facilita', la casualità con cui ci si veste… io mi sono subito sentita a casa!!  Poi ovvio che ci sia chi esagera, ma il non dover sentirmi obbligata ad essere sempre messa come se andassi ad un colloquio di lavoro anche quando invece devo andare a fare la spesa, e' decisamente liberatorio per me.
    
            6. Un termine locale che ti colpisce per il suo significato? 
            Penso sia "open carry", che si riferisce a chi indossa un'arma senza nasconderla, cosa che e' perfettamente legale in alcuni stati, inclusa l'Arizona. VI assicuro che vedere un panzone in fila davanti a Starbucks con una fondina e una pistola non mi fa' sentire per niente sicura, anzi!

7. La cosa che più ti ha stupito appena arrivata? 
La facilita' con cui si interagisce per strada, in giro, nei negozi, ovunque e in tutte le
situazioni con gli estranei. A confronto, in Italia, o forse solo a Milano, sono tutti snob… o
comunque se ne stanno molto sulle loro! Forse e' un problema di tutte le grandi metropoli,
ma qui non mi sono mai stata considerata "strana" perché parlo con tutti!

8. Se potessi espatriare in un paese a tua scelta senza preoccuparti di lavoro,
distanza, tenore di vita...dove andresti?
La mia risposta e' banale, ma sono esattamente dove vorrei essere. 

9. Dicono che se si impara a contare un una lingua non si cambia più anche se
si inizia a pensare in un altra. In quale lingua pensi? Ed é vero conti sempre
in italiano?
Penso sempre in inglese, eccetto quando scrivo sul blog o leggo qualcosa scritto in italiano, 
o quando parlo in italiano (ma in tutti questi casi, devo spesso usare un vocabolario
inglese-italiano o rassegnarmi ad intercalare termini inglesi). Non e' per fare quella che se 
la tira, e' che proprio faccio fatica ad esprimermi in italiano. E mi dispiace smentire il luogo 
comune, ma conto in inglese quando sono in situazioni pubbliche, occasionalmente se sono
da sola, allora conto in italiano! :-)

10. 1 cosa che é nella tua lista delle cose assolutamente da provare nel paese 
dove vivi ora? 
Andare a visitare il Grand Canyon. Ora che vivo a qualche ora di macchina, e'
assolutamente una gita che voglio fare. Forse questa primavera? Chissa'.


E ora le domande di Back to the USA  
(http://koalainusa.blogspot.com/2014/01/nomination.html)

1. quale data imposteresti nella macchina del tempo?

Nessuna: se fosse una data del passato, vorrei avere la garanzia di non rivivere i periodi duri e brutti; se fosse una data nel futuro, mi perderei tutto quello che sta per succedere, e allora rimango nel presente.

2. che arma useresti per abbattere l'ostacolo che ti impedisce di realizzare il
tuo GRANDE SOGNO

Siccome il mio grande sogno e' quello di pubblicare un libro, ecco userei come arma il tempo a mia disposizione senza interruzioni e tanto riposo, anche quello ininterrotto.

3. teletrasporto: dove andresti in questo istante?

Sono tanti i posti dove vorrei andare, ma in questo istante penso in Giappone a ritrovare Chiara, la mia migliore amica degli anni del liceo: siamo state una il sostegno dell'altra per 5 anni, poi ci siamo perse di vista e ora che la ritrovo, si trova a 12mila chilometri di distanza...

4. quale libro vorresti poter vivere?

Contrariamente a quello che potreste pensare, non e' "50 Shades Of Grey"! La risposta per
questa domanda e' la stessa della numero 5.

5. di quale film vorresti essere protagonista?

Ok, non ridete, ma vorrei essere Bridget Jones… ok, c'e' stato un periodo nella mia vita in
cui ero lei, con una  storia senza futuro con collega che incarnava tutto ciò cui ogni donna
intelligente dovrebbe stare lontana, e qui quoto sa il libro che il film:
Equally important, will find sensible boyfriend to go out with and not continue to form
romantic attachments to any of the following: alcoholics, workaholics, commitment
phobic's, peeping toms, megalomaniacs, emotional fuckwits or perverts. And
especially will not fantasize about a particular person who embodies all these things” 
Alla fine poi, Bridget finisce con Mark Darcy, cioè Colin Firth, quindi finalone romantico.
Ecco, lo vorrei anche io.

6. il piatto che hai sempre sognato di riuscire a fare ma non sei mai riuscito/a
non hai mai osato provare?

La polenta con la cassoela: non l'ho mai preparata prima di diventare vegan, e ora vorrei
prepararla veganizzata, ma non oso.

7. il piatto da condividere in due?

Una bella pizza fatta con farina intergrale, un casino di verdure grigliate e rucola!!

8. un elettrodomestico per la cucina che hai sempre sognato e che non puoi
permetterti?

Premetto che non ho "sempre sognato di averlo", ma da quando siamo vegan/low-fat e
dobbiamo prepararci praticamente tutto, mi sono resa conto che avere questo aiuterebbe
molto. Mi piacerebbe anche avere questo. Acquistabili insieme per la modica cifra di più di
mille dollari!

9. hai a disposizione per 2 ore un grande chef, cosa gli chiederesti di
prepararti?

Vedi #6: vorrei che mi preparasse una bella polenta e cassoela vegan e senza grassi.  Mi
rendo conto che dovrebbe essere davvero un grande chef!!

10. devi scegliere fra un magnifico quadro e una magnifica fotografia, quale
sceglieresti?

Probabilmente un quadro. Contornato da bellissime fotografie!


E last but not least, le domande di  Mom With Backpack 
(http://momwithbackpack.blogspot.it/2014/01/1-liebster-award.html)

1. Perché hai iniziato il tuo blog?

Per 2 motivi: tenermi in contatto con gli amici italiani che avevo appena rivisto in Italia, e
documentare la mia vita, visto che stavo lasciando il New Jersey, dopo 9 anni, ed
ero contemporaneamente nel vortice di una crisi personale e di coppia così profonda che
pensavo avrebbesegnato l'inizio della fine del nostro matrimonio e della nostra famiglia.
Non avrei immaginato che avrei continuato a scrivere dopo quasi 7 anni! 

2. Dove trovi l'ispirazione?

Ho sempre almeno 10 idee di post che mi frullano in mente continuamente, e altrettanti
post mezzi scritti che attendono revisione e pubblicazione. Nascono tutti dalla mia
quotidianità, da notizie che mi colpiscono, persone che mi ispirano (nel bene e nel male),
ricette che mi stuzzicano... Se non lo scrivessi, sicuramente seguirei il mio blog, perché non
lo trovo (troppo) noioso come altri blog monotematici… 

3. Se non ora quando?

Ora, ora… "no day but today" e' una dell mie canzoni preferite dalla colonna sonora di Rent,
ed e' sempre una delle mie guide. Non abbiamo tempo, adesso e' sempre il momento
giusto. Va, vi copio il testo e ve lo traduco. Per me e' un mantra bellissimo.


            The heart may freeze or it can burn  (Il cure pup' congelarsi o bruciare)
            The pain will ease if I can learn  (Il dolore diminuira se posse imparare)

            There is no future  (Non c'e' futuro)
There is no past   (Non c'e' passato)
Thank God this moment's not the last  (Grazie a Dio quest moment non e' l'ultimo)

There's only us  (Ci siamo solo noi)
There's only this  (C'e' solo questo)
Forget regret-- or life is yours to miss.  (Diménticati i rimpianti - o ti perdi la vita)

            No other road  (non un'altra strada)
            No other way  (non un altro modo)
No day but today (non altro giorno ma oggi)

There's only yes  (c'e' solo si')
Only tonight  (solo stasera)
We must let go  (dobbiamo lasciare andare)

            To know what is right  (per sapere bio' che e' giusto)
            No other course  (non un altro corso)
No other way  (non un altro modo)
No day but today  (non altro giorno ma oggi)

I can't control  (non posse controllare)
My destiny  (il mio destino)
I trust my soul  (mi fido della mia anima)
My only hope  (la mia sola speranza)
is just to be  (e' solo di essere)



4. Un luogo dove vivere e perché?

Oltre agli US, probabilmente vivrei bene in un altro paese anglosassone (Australia, New
Zealand), purché non sia l'Inghilterra che e' troppo fredda!!

5. Se avessi un biglietto RTW-Round The World  che giro del mondo faresti e
perché?

Un biglietto senza restrizioni e tanti soldi per sopravvivere? Io vorrei visitare tutti i
continenti, a partire da questo, da nord a sud… sono di bocca buona, mi girerei l'Europa per
bene, dalla Lapponia a Malta, poi l'Africa, il medio Oriente, l'Asia, Australia, Nuova
Zelanda… ecco forse l'unica zona che non mi attrae e' la Russia. Ma penso sia perche' sono
ignorante in merito. 

6. La tua Bucket List.

Ripeto qualcosa già scritto sopra, vorrei pubblicare un libro.
Salire in cima al Carr Peak (che e' la vetta più alta delle Huachuca di fronte a casa).
Imparare un'altra lingua o 2. 
Portare la mia famiglia a fare un lungo e bellissimo giro dell'Italia e dell'Europa.
Finire un (mini) triathlon o una maratona.
Fare una mega riunione di tutti gli amici da qualche parte nel mondo.
Andare a trovare tutti i blog-amici sparsi per il mondo.
Imparare a cucire decentemente e creare qualcosa di bello, davvero.
Pulire la casa decentemente!! (Non e' uno scherzo…).
Avere un orto.

7. Sport estremo, quale?

Nessuno, grazie. Sono arrivata ad un punto della vita che non mi serve rischiare la vita per
provare un brivido e sentirmi viva. Mi sento viva ogni mattina che mi sveglio e so ancora
chi sono e chi sono queste 5 persone che vivono nella mia casa!!

8. Racconti dal mondo, quello che ti è rimasto più impresso.

Probabilmente la storia tragica di Christopher McCandless, scritta da Krakauer e diventata
film, dal titolo Into The Wild. Ammiro tantissimo chi compie scelte così coraggiose e nuota
controcorrente, perche' io non penso di averne il coraggio.

9. Il film della tua adolescenza.

Il Vizietto. Quante risate che mi sono fatte. E Il Buio Oltre La Siepe, di cui avro' letto il
libro 100 volte e che finalmente qualche anno fa ho letto in lingua originale. Poi comunque
mi piacevano tutti i film americani classici, con Cary Grant, Sandra Dee, William Holden,
Audrey Hepburn...

10. Il tuo cibo preferito.

Non saprei scegliere tra la pizza (veg, naturalmente), un qualsiasi dal indiano (ne faccio
diversi, tutti ovviamente non autentici, ma deliziosi) o quello che preparo per la cena che
chiamiamo "Rice and Beans Night", in pratica una sorta di "burrito self-service": fagioli
refried, riso (integrale), tortilla e tutta una serie di toppings, come salsa (che preparo io..)
avocado, pomodori freschi, cipolline, cilantro, verza a listarelle sottili, peperoni a listarelle,
etc.etc.




Ecco, finito. Phew. Non so bene chi nominare, sono ancora alla ricerca di un equilibrio,
faccio fatica a leggere i blog consistentemente … quindi mi sa che il premio si ferma qui.
Ma se avete un blog e ve la sentite di rispondere a 10 domande, fatemi sapere che aggiungo
la nomina dopo!








giovedì 23 gennaio 2014

In Messico per un sorriso smagliante!

Viviamo qui a Sierra Vista, praticamente al confine col Messico, da quasi 7 anni,  ma il confine non lo abbiamo mai attraversato. Lo so, e' una vergogna, anche se a dire il vero ci siamo arrivati davvero vicino nell'agosto 2007, quando siamo andati a Nogales per una gita (se avete visto il film We Are The Miller's con Jennifer Aniston, la dogana dove attraversano il confine nel film e' quella li', appunto di Nogales), ma vuoi perche' non avevamo portato il passaporto (che ora e' necessario anche per gli americani, anche se ufficiosamente ho sentito dire che chiudono un occhio al rientro in patria se non ce l'hai), vuoi perché mio marito non può uscire dagli US senza averlo prima detto alla security e ricevere il solito briefing, siamo rimasti solo dalla parte americana della città.
Certo, ci piacerebbe prima o poi andare al mare con la tribù a Puerto Peñasco (a.k.a. Rocky Point), sul Mar di Cortez, ma non voglio farlo senza avere acquisito prima una certa conoscenza dello spagnolo, e comunque una volta che le lotte interne tra i vari drug cartels si siano un po' placate. 

Ma da un mese circa posso con orgoglio includere il Messico alla lista di paesi che ho visitato… ma non pensate a una Moky con una margarita nella destra, delle maracas nella sinistra e in testa un sombrero, mentre canto Besame Mucho accompagnata da una banda mariachi… no, non e' stato quel tipo di visita! 
Il 20 dicembre e il 20 gennaio sono andata in Messico, la prima volta per circa 2 ore e mezzo, la seconda per 1 ora.
Curiosi, vero?

Cominciamo dall'inizio.
La prima volta che ne avevo sentito parlare, e' stato quando la nipote di mio marito (si', lo so che sarebbe anche mia nipote, ma ho zero rapporto con lei e non mi sento di essere sua "zia") qualche anno fa andò a rifarsi i denti in Tijuana, Messico (la città che sta a ridosso di San Diego)… lei che viveva sulla Big Island in Hawaii, mica dietro l'angolo! All'epoca a me era sembrata un'idea assurda, perche' Tijuana, con Ciudad Juarez,  e' una delle citta' messicane di confine con il tasso di violenza più elevato, e a parer mio aggiungere il rischio di finire decapitata o violentata al costo di un viaggio aereo, per risparmiare qualche dollaro su una dentiera (or whatever), non mi pareva valesse la pena.

Poi ho scoperto, vivendo in Arizona, che il turismo "medico" o meglio "dentistico" e' molto popolare qui: moltissimi americani attraversano ogni giorno una delle 3 frontiere principali per andare dal dentista, e lo fanno senza (troppi) problemi, risparmiando una paccata di soldi, non soltanto per lavori dentali (dentistici?) grandi, ma anche solo per pulizia e piccole riparazioni. Mi ricordo che quando avevo chiesto in giro, qualche anno fa,  in tanti mi avevano detto che "lo facevano", assicurandomi anche che questi dentisti "di frontiera" hanno preso la laurea dentistica o approfondito gli studi negli USA, quindi non solo sono preparati quanto i colleghi gringos, ma ovviamente parlano inglese, hanno personale bilingue e usano le stesse tecniche e macchinari che vengono usati qui. A me comunque allora non interessava, anzi mi spaventava un po' l'idea, proprio per i timori generati creati dalle notizie che arrivano dall'altra parte del muro, di guerre tra i vari cartelli, di polizia corrotta e di un pericolo generale per gli americani/stranieri che vanno nelle zone di frontiera (ad Agua Prieta ad esempio, che e' la città dall'altra parte di Douglas, AZ a circa 85 km da qui, recentemente c'e' stata una serie di sparatorie dove sono rimaste uccise 4 persone, questo l'articolo). 
Mio padre ha lavorato in Svizzera per 30 anni e sono cresciuta con gente che chiedeva a mio padre di portare a casa stecche di sigarette, cioccolato e persino medicine, ma in qualche modo l'idea di andare a Naco mi ispirava meno di quella di andare a Chiasso, e così ho continuato a dare i nostri sudati dollari ai dentisti yankee. E mi andava bene così.

Ovviamente, come tante altre idee preconcette e piani fermamente preparati, anche questa reticenza e' stata spazzata via da eventi non pianificati...
Chissa' se vi ricordate dei miei "travagli" con la mia dentista locale… e' da allora che ho smesso di usare il suo studio e ho iniziato ad andare da un altro gruppo di dentisti, senza infamia e senza lode, finche' dopo un paio d'anni come loro paziente, mi sono resa conto che non c'era nessuna differenza sostanziale tra il loro studio e quello della dentista-strozzina, e che anche questi erano più interessati a mantenere le loro tasche traboccanti che a mantenere il mio sorriso semi-decente, e che come la nazi-dentista, anche questi usavano una tecnica di "preventivismo dentistico" che va tanto di moda adesso che specialmente in questo paese, (dove la gente si cura dei denti molto meglio che in Italia, i miei figli inclusa Violet ad esempio si lavano i denti 1 o 2 volte al giorno, usano il filo interdentale tutte le sere… cose che io quando avevo 4 o 5  o anche 12/13 anni mica facevo!) eliminando molto dei lavori più remunerativi di "riparazione" che venivano fatti in gran numero anni fa; ora molti dentisti hanno sempre qualche suggerimento per aggiustare qualcosa prima che sia rotto; sono a favore della prevenzione credetemi, ma nel caso dei denti, visto che ogni volta che mi siedo sulla poltrona sono centinaia di dollari, preferirei che mi venissero date diverse opzioni, invece che sempre quella del "You need a root canal and a crown. It'll be 2000$!" E sono contenta che abbiate la tv appesa all'ingiu' cosa' posso guardarmela mentre sono a bocca spalancata con picconi, pale e trapani a ravanarmi dentro, ma a me sembra esagerato doverti ripagare in 2 visite il finanziamento fatto per acquisire macchinari e strumenti che sembrano il risultato dall'accoppiamento tra una cabina di pilotaggio dello Space Shuttle e una delle sale operatorie di Grey's Anatomy. Se la capsula che avevo comprato 10 anni fa per la modica cifra di $800 funziona ancora, anche se vecchia, non mi spaventare con l'idea che potrebbe spezzarsi o spostarsi tra qualche anno e spingermi a comprarne una nuova. Aspettiamo che si rompa e poi ne parliamo!
Così ho smesso di usare il loro servizio, ho smesso anche di andare per la pulizia dentale, cosa che prima facevo senza errore ogni 6 mesi, proprio perché mi sono resa conto che ogni volta erano radiografie a destra e manca, e "questo dente deve essere rifatto", "quest'altro un domani potrebbe aver bisogno di una nuova capsula, quindi ti consiglio di farla adesso onde evitare di dover farlo quando ne avrai bisogno"…. in più, la ciliegina mia personale, tutti i dentisti di quella pratica erano mormoni e porcavacca, piuttosto che alimentare le loro finanze e di conseguenza finanziare indirettamente le loro campagne omofobiche e misogine, vado in giro sdentata!

In molti mi hanno confermato che praticamente tutti dentisti locali sono degli strozzini e praticano in questo modo, così ho cominciato a riconsiderare i miei timori e le mie remore.
Il colpo di grazia e' successo a settembre, quando masticando un maledetto pezzo di ananas secca che e' gommosa e zuccherosa, mi si e' spaccato un dente, e nemmeno un dente vero e proprio, ma una sorta di mozzicone che era stato lasciato in attesa di essere ricoperto da una capsula quando avrei avuto $1200 extra nel portafogli. 
Fortunatamente non mi faceva male, era una robetta devitalizzata oltre che bruttarella, e così da procrastinatrice professionale che sono,  ho aspettato, aspettato, e aspettato … la scusa era che  non volevo andarci da sola, ma con la mia amica Marlis che parla spagnolo (e' tedesca ma parla perfettamente tedesco e inglese, ovvio, più francese e spagnolo, inoltre sta imparando l'italiano e il russo… e ha compiuto poco fa 75 anni!!), ma lei e' sempre molto presa, così mi sono fatta coraggio e qualche giorni prima di Natale ho chiamato il numero locale (americano) per prendere un appuntamento.

Il numero locale e' quello di un cellulare cui risponde una delle donne al front desk. Ha risposto in spagnolo ovviamente, ma appena ha sentito la mia voce esitante, ha subito iniziato a parlare in inglese. Dopo le solite domande, più qualcuna insolita tipo "Devo comprare un'assicurazione messicana per la macchina?", memore dei miei anni a lavorare per la Hertz Autonoleggio (e no, per fare una visita così veloce, non c'e' bisogno dell'assicurazione messicana, basta quella americana), prendo l'appuntamento, per il 20 dicembre.

Era una giornata nuvolosa e piovosa, e dopo aver controllato per la decima volta che avevo il passaporto (quello blu!!) in borsa, sono partita in direzione Bisbee/Naco.

Il cielo si presentava cosi (e mi scuso delle foto fatte malissimo, con il mio telefono che nel mondo dei cellulari potrebbe essere considerato un pezzo d'antiquariato), aveva piovuto tutta la mattina e il traffico era come al solito orrendo (sentite il mio tono sarcastico, vero?).


In macchina. Sullo sfondo Cerro San Jose, più comunemente conosciuto come San Jose Peak, un vulcano estinto al confine tra lo stato di Sonora e lo stato di Chihuahua

Naco Highway, tra Bisbee e Naco (San Jose peak da questa prospettiva)

Lungo la Naco Highway non c'era un'anima, e un pelino di tensione ce l'avevo.
Ad un certo punto, sulla sinistra e' apparso il muro divisorio…

Il muro che separa il Messico dagli US.  
E dopo un paio di centinaia di metri, gli edifici degli ufficiali della dogana...

Oh, almeno ero sicura di andare nella direzione giusta: sono una cozza a girare, anche con direzioni etc.



















La dogana di Naco deve essere stata architettata da uno che era ubriaco o, molto più probabilmente, fatto fino al midollo perché invece di essere una cosa bella dritta, come ero abituata, e' una specie di gincana tra blocconi di cemento, stop e cancellate. Gia ero sudata, figurarsi dopo le grandi manovre!
Arrivata finalmente al punto di transizione, l'ingresso vero e proprio, mi avvicino alla sbarra, aspettando di venire fermata ed inquisita, e invece la sbarra si e' alzata magicamente, mentre due membri della policia in un angolo si facevano i pifferi loro. Phew, il peggio e' passato, ho pensato. E invece poverina, mi ero dimenticata che il mancato contatto verbale con Paco e Pedro significava anche mancate indicazioni finali per trovare Calle Libertad. Perché vi dico, questa potrebbe essere la frontiera creata da Dumb and Dumber.
Passo la sbarra e … where the hell do I go? Dove cazzo vado? Non un segnale, non un cartello, solo un edificio di fronte con scritto Inspeccion, o una cosa del genere, e li' parcheggiati un paio di furgoni e 5 o 6 persone. Che fare? Io mi piazzo li' di fianco a questi furgoni, abbasso il finestrino e con una faccia di merda che non pensavo di avere, approccio queste persone con il mio spagnitalinglese. In pratica, Toto' in Piazza Duomo, versione riveduta e trasportata 50 anni nel futuro.
Avevo persino la pagina della rivista con la pubblicità dello studio dentale, che ha una cartina stilizzata, che sembrava chiarissima sulla carta, ma dal vivo non c'entra una mazza.
Io chiedo "Dottor Martinez? Dentista? Do you know?" e quelli che si guardano e dicono "no no no no no". Fanculo. "Calle Libertad? No?" E grazieaddio arriva questa tipa che guarda la paginetta (ormai umidiccia di sudore) e  dice "Si', si'…" e punta in una direzione e dice "ischierda.. ratatatata'… ischierda… tarattarattatta', dentista".
Gracias, gracias, e mi sarei persono sbilanciata in un "che dios la bendiga", ma avevo paura di incepparmi e finire per insultarla, cosi' vado su questa strada, che sembra di essere in una paese del terzo mondo di 20 anni fa. Ovviamente, pur avendo la cartina stilizzata di fronte, io sono sempre in uno stato di tensione di livello elevato++, quindi invece di prendere la seconda a sinistra (Benito Juarez), sbaglio e continuo. Così devo pure farmi un'inversione a U, in una zona che mi sembra di essere un'idiota ma forse qui sono proibiti, e se mi becca la policia, sono senza assicurazione messicana e finisco in prigione, e mi vedo disperata e diventare la moglie di qualche ergastolana pelosa, e tutta una scena tipo Fuga Di Mezzanotte in Messico invece che in Turchia…


Questa e' l'unica foto fatta su questo vialone, di cui non esiste il nome nemmeno su google maps, ma credo sia il prolungamento di Naco Highway. 
Cambio direzione, giro nella Benito Juarez, dove non c'e' niente eccetto una discoteca e dei peones seduti sulle rotaie ferroviarie. Giro a sinistra e vedo sulla destra il nuovo edificio del dentista, studio chiamato C.E.R.O. (Centro Especializado en Rehabilitacion Oral), a fianco una palestra di Zumba (!) e dall'altra parte della strada, sterrata ovviamente, delle catapecchie fatiscenti…
Tra l'altro, essendo il 20 dicembre alle 2 del pomeriggio, non c'era proprio in giro nessuno e uscita dal pulmino dopo averlo parcheggiato, non c'era un rumore se non forse in sottofondo la colonna sonora di Il Buono, Il Brutto, Il Cattivo.

Be', all'interno dell'edificio le donne allo sportello erano gentilissime, ho dovuto aspettare meno di 5 minuti prima di trovarmi seduta in una stanza sobria, senza televisore appeso al soffitto, ma con quello che ci si aspetta in uno studio dentistico.
Dopo aver raccontato il mio problema all'assistente, entra il Dottor Alvaro Martinez (a proposito, sono tutti Martinez i dentisti di questo studio…), mi controlla il dente e mi conferma che avevo bisogno di una capsula, cosa che sapevo. Mi viene un po' di ansietà, e chiedo quanto sarebbe costata. Ricordatevi che l'ultima capsula che avevo messo mi era costata $1200 (tra capsula e lavoro per preparare il dente).
Mi risponde "Se la vuoi di porcellana fusa al metallo, $350. Se la vuoi tutta di porcellana pero' costa di più. $450. Più il costo della preparazione del dente."

Lo avrei baciato, giuro. Ovviamente ho scelto quella più costosa, che non ho mai fatto prima perché era sempre troppo cara.
E cosi' ha cominciato a lavorare sul mio "dente", o ciò che rimaneva, per circa 2 ore. Anestesia, radiografia, paletto di supporto, impronta, capsula temporanea, il tutto condito dalla conversazione in ispano-messicano tra il dottore e l'assistente, di cui capivo qualche parolina, e mi rassicurava che tutto andava bene.
"Ci rivediamo non appena la capsula e' pronta, tra 2 settimane".
Ok. Vado a pagare e mi chiede meta' della capsula più il costo delle due ore. $225 per la capsula + $60 per le 2 ore di lavoro. E quella bestia che mi aveva fatto pagare $55 per sedermi nella poltroncina 3 minuti!!!
Avrei baciato pure la tipa, ve lo giuro un'altra volta!!

Decidiamo la data del prossimo appuntamento, saluto con un fierissimo "Feliz Navidad" ed esco. A questo punto sono cosi' esilarata che non ho nemmeno bisogno della cartina, mi sembra di avere googlemaps in testa, trovo la frontiera dove questa volta vengo fermata dall'agente della dogana americana che mi controlla il passaporto e mi chiede cosa riportavo a casa. Con un gran sorrisone faccio la battuta "Nothing, except a new tooth!" Ridi tu che rido anche io, vorrei abbracciare pure lui.
E mi rendo conto che tutte le nuvolazze che avete visto nelle foto precedenti sono sparite!
Basta, sono una convertita credente al 100%: in Messico dal dentista da ora in poi, e ovviamente anche J vuole andarci (anche i suoi denti sono high maintenance come i miei!)…  ci porterei pure la prole, se non fosse che dovrebbero perdere troppe ore di scuola (il viaggio da casa a Naco e' di circa 35/40 minuti).

Ecco altre foto fatte lunedì, niente nuvole e caldo che sembrava di essere in Messico (ha ha!)

Il muro, ancora

Parte del labirinto per entrare/uscire dal Messico

Un negozio, di quelli di lusso...
Ecco la palestra di Zumba a fianco del dentista

Questa e' una delle catapecchie di fronte allo studio dentistico. Notate il cagnetto randagio che si aggira,
 spisciottando per strada… 

Per finire, sono riuscita a tornare per mettere la capsula permanente (che e' perfetta, non si nota per niente e sembra che abbia sempre fatto parte del mio sorriso)  invece di due settimane dopo, solo lunedì che era festa da questa parte del muro (Martin Luther King Day), perché non potendo portarmi Violet che non ha ancora il passaporto, devo lasciarla a casa con uno dei grandi e tornano tutti a casa troppo tardi per farle da babysitter e darmi tempo di arrivare a Naco prima che chiudano e soprattutto prima che arrivi il buio (su suggerimento di molti).

Ho già preso un appuntamento per la pulizia, a febbraio e gioisco all'idea che da ora in poi forse non dovrò piu' scegliere tra andare in giro senza denti o vendere un rene, e magari questa esperienza mi servirà come stimolo per imparare un po' di spagnolo, nel tempo libero che, come sapete, abbonda dalle mie parti!

¡Que viva México!