venerdì 25 luglio 2014

The Guard, The Nerd, The Artist and the Rockstar: parte II di un altro capitolo sulla Scuola Americana…. e sui figli che crescono...

Cosa avevo scritto alla fine del post precedente? "Domani"… o 2 mesi dopo… e' uguale, no?!
Anche quest'estate ziobono e' stata una frenesia, almeno per il primo mese! Poi sono riuscita a cambiare l'orario della mia sveglia, e a svegliarmi un pochino più tardi delle solite 6. Ma non le chiamerei "vacanze", almeno per me, perché quando si hanno figli, il concetto di "vacanza" o "pausa estiva" assume un significato completamente diverso da quando si andava con amici al Club Med. Una "vacanza" con i figli sarebbe meglio definita con termini come tour de force oppure trasloco temporaneo di tutto il casino domestico, dopo la quale sarebbe necessaria una vacanza.
Quest'anno pero', rimanendo a casa causa finanze stressate, non ho avuto nemmeno il cambio di località da aspettare con impazienza prima e ricordare con nostalgia dopo… anche se, grazie alla generosità di un'amica, sono riuscita invece a godermi una mini-vacanza vera, senza figli, marito, animali… quasi 24 ore a casa della carissima Letizia a Tucson, dove alla sua compagnia deliziosa si e' abbinata la tranquillita' di una casa bellissima…  mini-vacanza in cui riuscita a: dormire indisturbata fino alle 8:30, cosa che non succede dal secolo scorso; fare colazione (da sola perché lei e' dovuta andare al lavoro, povera) leggendo il giornale, cosa che non succede penso dal 2009; passare la mattina alternando lettura, arrostimento e ammollo. Un'esperienza indimenticabile di cui saro' grata a Letizia per i prossimi 50 anni! E' stato come essere in un B&B di classe con il bonus dell'amicizia.
Non ci credete? Allora vi faccio vedere il luogo del mio ritiro... spirituale … (durante la cena ci siamo bevute una bottiglia di non so bene che vino in 2… io che non bevo mai, se non in compagnia…)

Il giardino, la piscina e la "mia" sdraio...
… mi viene nostalgia… 


Vabbe', continuo il post precedente,  e cosi' dopo The Guard e The Nerd e' il turno di...

THE ARTIST - Vivian


Non si vuole MAI fare fotografare… ugh...
Vivian continua a stupirmi per la sua intelligenza, non solo quella "accademica": le volte che si apre e parliamo, mi sembra di fare conversazione con una persona molto più grande, la trovo spesso più stimolante di persone della mia eta'; lei si pone domande a livello esistenziale che non so quanti ragazzi di 13 anni si facciano. Ad esempio, siccome molti suoi insegnanti e compagni sono religiosi (mormoni e evangelici) e come tali esprimono sentimenti ed idee sessiste e omofobiche  e razziste che lei trova sbagliate ed offensive, ha iniziato a ponderare sul valore delle religioni e sulla loro origine e soprattutto,  e sulla loro utilità, nonché sulla presenza o meno di un'entità divina…  mi ha detto che a questo punto della sua vita si sente agnostica. Io alla sua eta' non ricordo bene a cosa pensassi, di sicuro ero meno autonoma intellettualmente, meno "free-thinker" di mia figlia.
Ovviamente, con delle idee così, si trova, e si troverà sempre, nella minoranza, cosa che la rende ancora più stravagante rispetto alla massa di adolescenti che si trova intorno. Da adulta ritengo non credo sia una brutta posizione, ma spero che per lei non sia una scelta troppo pesante.

L'anno passato e' stato il suo primo anno nella Middle School (qui a Sierra Vista, diversamente dalla maggior parte delle scuole americane, il sixth grade che corrisponde alla prima media italiana, rimane nella scuola elementare, e quindi il seventh grade, ovvero la seconda media, e' in pratica il primo anno nella middle school), e siccome solitamente negli ultimi 2/3 anni, tutto quello che e' nuovo la gettava nel panico, mi aspettavo una transizione difficile… e così e' stato.

Lei e' sempre stata, sin da quando andava alla preschool, molto sensibile, forse troppo, e a questa sensibilità crescendo si sono aggiunte ansietà "sociali" causate anche dalla sua esperienza con le piccole crudeltà e cattiverie dei coetanei (a quanti bambini purtroppo non viene insegnata l'empatia, o almeno ad avere un filtro!), o le piccole e grandi batoste personali a livello di amicizie, che l'hanno trasformata da una bambina solare e felice, pur se sensibile, ad una quasi timida, spesso incapace di adattarsi a situazioni sociali impreviste. Un paio d'anni fa, non so se ne avevo parlato sul blog, eravamo preoccupati (la maestra, la counselor, la preside ed io) che stesse soffrendo di depressione, soprattutto dopo aver letto alcune pagine del suo diario su cui all'epoca scriveva sporadicamente, e dopo aver "scoperto" questo articolo, che parla di come spesso i bambini/adolescenti gifted,  quelli dotati insomma, soffrono di depressione esistenziale perché, riassumendo banalmente, sono bambini/ragazzi che hanno la capacita' di analizzare i 4 concetti di base dell'esistenza, morte, libertà, isolamento e "mancanza di scopo/senso nella vita" e siccome tendono ad essere degli idealisti e soffrono di conseguenza la frustrazione di scoprire che il mondo non e' "come potrebbe essere", ho capito che in effetti, se non era una vera e propria depressione esistenziale che la tormentava e intristiva, era qualcosa di molto simile.

Di positivo c'e' stato che che quest'anno, o meglio l'anno scorso (2013-2014), con il cambiamento di scuola e l'ampliamento del pool da cui scegliere amici (la scuola media "raccoglie" bambini di tutte le 6 scuole elementari locali), lei ha trovato un gruppetto nuovo di amici/e con cui si trova discretamente bene, anche se mi ha confessato che le interazioni sociali di gruppo la lasciano spesso spossata. Nonostante questo "problema",  lei aveva deciso di buttarsi un po "allo sbaraglio" scegliendo come materia elettiva Student Council, cioè il consiglio studentesco, che nelle scuole americane consente ad un gruppo scelto di studenti di coinvolgere il resto del corpo studentesco nell'andamento della scuola, di mantenere aperta e organizzata la comunicazione tra studenti e insegnanti/l'amministrazione, e in particolare organizzare attività sociali come feste, pep rallies (assemblee dove viene incoraggiato l'orgoglio per la scuola o school spirit, soprattutto in connessione ad eventi sportivi se si tratta della high school, con particolare enfasi dedicata al morale degli studenti), eventi di beneficenza per la scuola o la comunità, come ad esempio la raccolta di giacche invernali usate da dare alle associazioni che aiutano famiglie in difficoltà, e raccolte di fondi per finanziare tutte queste attività. Nella nostra middle school Student Council e' considerata una materia vera e propria, e il voto e' valido come qualsiasi altra. Chi partecipa a Student Council ha come goal la leadership, cioè imparare sviluppare l'attitudine al comando, e una delle attività più comuni e' lo  speech writing, scrivere e tenere discorsi di fronte alla classe o a gruppi, ed e' stata proprio questa l'attività che alla fine ha scocciato Vivian di più e che l'ha spinta, tra altri motivi, a cambiare elective per il prossimo anno scolastico: questa e il fatto che molti dei ragazzi in questa classe sono parte della cricca dei ragazzi popular, quelli che sono "amati" da tutti (o così sembra), quelli che tutti riconoscono, quelli che si vestono nel modo giusto, acoltano la musica giusta… gruppo cui ovviamente Vivian non appartiene ne' vorrebbe mai farlo, così per l'ottava, la terza media, oltre alle materie d'obbligo (anche per lei corsi honors, come per Emily), ha scelto Art 2D e Art 3D, e Applied Industrial Technology, un semestre ciascuna, da abbinare all'obbligatoria Technology Foundation. Queste sono materie che la interessano tremendamente, e le ha scelte proprio in preparazione alla High School dove si concentrerà su quanto di artistico li' viene offerto. Se sapeste le decine e decine di sketch books, di album, le migliaia di disegni che ha nella sua parte di camera… ogni volta che c'e' un'occasione, vuoi che sia un compleanno o Natale, lei vuole come regalo art supplies, prodotti per l'arte…

L'anno scolastico passato non e' stato molto facile per noi come genitori, e certamente nemmeno per lei: durante il primo semestre ha sofferto di diversi episodi di "ansietà sociale", in cui situazioni normali che richiederebbero una scelta risolutiva noncurante, come ad esempio il cambiare banco, la mettevano i crisi, lei si bloccava e iniziava a piangere irrefrenabilmente, tanto da non poter continuare a rimanere in classe e dover andare dall'infermiera o dalla counselor.
La sua reazione di fronte ai minuscoli imprevisti che costellano il quotidiano, preoccupava tutti, gli insegnanti e noi genitori per primi, e la loro impossibilita di aiutarla nonostante la volontà di sostenerla e' culminata a novembre con un meeting con loro, noi, il preside, l'infermiera e la counselor dove ci hanno consigliato di farle fare della terapia per aiutarla ad affrontare con successo queste sfide quotidiane. Trovare una terapista locale che abbia esperienza con adolescenti non e' facile, per fortuna ho scoperto che una nostra conoscente e' psicologa ed offre la EAP, Equine-Assisted Psychotherapy, psicoterapia basata sull'interazione umana con i cavalli, cosa che per la mia/nostra sensibilità vegana e' un valore aggiunto (questo tipo di terapia non prevede il cavalcare i cavalli). Dopo aver parlato con Toni (adoro l'informalita' degli americani!) c'eravamo messi d'accordo di portare Vivi al santuario, dove vivono i cavalli (e gli altri animali da lei salvati) per un paio di sessioni, con l'inizio dell'anno nuovo.
Fortunatamente, dopo la pausa natalizia e il rientro a scuola a gennaio, qualcosa e' cambiato perché le crisi di pianto, i mal di pancia (psico-somatici, ovviamente) sono scomparsi... basta email dai vari insegnanti dal titolo "another meltdown today" oppure "Vivian in class", e noi siamo riusciti a rilassarci un attimino, proprio fino a due settimane dalla fine dell'anno scolastico, quando sono dovuta andare a prenderla a scuola perché durante il gruppo di supporto cui e' stata invitata a far parte dalla counselor, gruppo dove ragazzi che vivono situazioni molto difficili si trovano per condividere ed aiutarsi e dove Vivian, che si preparava ogni volta prima del meeting come se fosse una materia di scuola, era molto apprezzata da tutto il gruppo a detta della counselor, aveva iniziato a piangere disperata spiegandoci poi che appena i ragazzi e erano entrati nell'aula, lei aveva percepito come un'ondata di tristezza proveniente da loro e non era più stata in grado di continuare il meeting normalmente.
Un episodio in quasi 6 mesi era indubbiamente un miglioramento rispetto al primo semestre, ma continuavo a chiedermi perche',  cos'era che avrebbe potuto causare questa marea, per lei inarrestabile, di sensazioni… finche' mi sono imbattuta in questo articolo, e mi sono detta eureka!, perché l'autspiega esattamente chi e' Vivian, le ragioni dietro i suoi comportamenti e le sue difficoltà….  mi sono tranquillizzata, perché non c'e' niente di "sbagliato" in lei: Vivian e' senza dubbio una delle persone, una minoranza ma da non ignorare, considerate ad "alta sensibilità"! Nell'articolo vengono descritti 16 abitudini che le persone altamente sensibili hanno in comune, e la prima volta che l'ho letto, mi e' venuto un ematoma sulla fronte perché per ognuna di queste caratteristiche che leggevo , mi sono sbattuta la palma sulla fronte dicendo "e' lei! E stato come se l'autrice avesse scritto un articolo su mia figlia…. e mi sono rassicurata e rasserenata:  non c'e' niente di sbagliato in lei, ne' siamo da colpevolizzare, almeno non per queste sue caratteristiche, noi genitori. Mi ha aiutato tantissimo, anche perché ora so che posso aiutarla, ma devo per così dire, ricalibrare il mio modo di interagire con lei. Sto imparando a trattarla nel modo più "corretto", senza proteggerla troppo o troppo poco.
Fosse anche solo per aver "scovato" questo articolo, vorrei urlare "Grazie, Google!"
Ammetto che e' la figlia che, al momento, trovo più difficile crescere, proprio perché io sono una che agisce d'istinto anche come madre, e spesso con Vivian l'istinto sarebbe quello di arrabbiarmi e strillare, e invece cerco di fare l'opposto di quello che vorrei fare, e magari la abbraccio o la complimento per qualcosa di positivo…  Voglio così tanto avere con loro un rapporto diverso da quello che ho avuto con  i miei quando avevo la loro eta'...
Chi ha detto che crescere i figli e' facile? Come, nessuno? Ah, ecco.



THE ROCKSTAR - VIOLET

Tra 2 settimane arriva il giorno cui ho pensato quasi 6 anni fa, quando ho scoperto di essere incinta: il primo giorno di Kindergarten di Violet!!!!!
Lo so, lo so, sono una pessima madre… scopro di essere incinta (del quarto figlio, fuori programma n.d.a.) e uno dei primi pensieri che mi vengono in mente e' rivolto al giorno in cui la saluterò mentre sale sullo scuolabus giallo… il giorno in cui tornerò ad avere un po' di libertà con regolarità… Anche se  non ho mai sostenuto diversamente, mi voglio giustificare mandandovi indietro nel tempo, a quando ero libera di seguire il corso di stained glass, oppure mi offrivo come volontaria per fare la presidente del PTSO della scuola media… ma anche avevo tempo di dedicare a leggere o scrivere, o persino a prendermi cura della casa….

La Fagiolina e' eccitata per l'inizio della scuola quanto me, e pur non essendo "pronta" quanto lo erano le sue sorelle, che sapevano scrivere e leggere prima di entrare in Kindergarten, sicuramente sarà felice di avere la possibilità di stare insieme a bambini della sua eta per 6 ore al giorno, così come ha adorato andare alla preschool.
Ho parlato stamattina con la segretaria della scuola, che ha appena finito di mettere insieme le classi, e mi ha detto che Violet sarà con un insegnante collaudata, calma e organizzata, ha usato la parola "structured", parola che adoro soprattutto in relazione alla vita che fanno a casa i miei figli, che e' completamente un-structured  (conosco questa maestra di nome, ha una buona fama…) e, come da mia richiesta, non nella stessa classe dove ci sarà la figlia del mio ex-vicino razzista (se ne sono andati dalla casa nella mia via), così da limitare per quanto possibile la loro interazione e spingerla a fare nuova amicizie.
Dal canto mio, so che sarà difficile cominciare una nuova routine, soprattutto considerando che dovra' prendere lo scuolabus alle 7:26 del mattino (la scuola inizia alle 8), quindi dovra' alzarsi alle 6:30 (un attimo, che mi e' scesa una lacrima… I think I can, I think I can, I think I can…) ma vi riconfermo che il solo pensiero di poter essere libera dalle 8 fino alle 2:30 spinge automaticamente e con forza le mie guance all'insu'.

Sulla Fagiolina, fortunatamente, non c'e' molto da dire, anche perché al momento i suoi problemi e successi sono simili a quelli di tutti i bambini del mondo, siamo ancora nella fase di crescita dove i traguardi da raggiungere sono generali e standard, anche se cominceranno ad assumere una loro identità più personale proprio in questo periodo.
Sapete cos'e' la cosa più strana di questo mio essere mamma per la quarta volta? Spesso non mi capacito di quanto siano diversi, eppure uguali. E come anche noi siamo diversi dai genitori che eravamo, eppure sempre uguali.  Grazie a loro, abbiamo imparato ad adattarci ai cambiamenti (molto velocemente, aggiungo) e ci hanno pazientemente cambiato.
Sono sicura che anche il fatto di essere più vecchia di quando ero madre dei primi 3 alla stessa eta di Violet, ha cambiato il modo in cui considero certe situazioni e agisco di conseguenza: per fare un esempio banale, a parte certe occasioni (malattia o incubo da paura), ai miei primi 3 non ho mai concesso di venire a dormire nel lettone, mentre invece da 3 anni, nonostante abbia avuto il suo lettino da principessa (col baldacchino) da quando aveva 2 anni, e da 8 mesi a questa parte, un suo letto "da grande", tutte le sante notti, eccetto rarissime eccezioni, verso l'una lei si auto-trasferisce nel nostro letto: spesso non me ne accorgo nemmeno che mi scavalca e si piazza in mezzo, ma il risultato e' che ovviamente dormo male perché averla a fianco e' esattamente come dormire vicino all'incrocio creato da qualche scienziato dall'immaginazione satanica tra un forno ed una piovra epilettica. 10 /12 anni fa, mi sarei alzata e l'avrei riportata nel suo letto, ma non ce la faccio, sono stanca e voglio dormire… e tra l'altro so che più prima che poi anche lei non vorrà avere molto a che fare con me/noi, quindi calo le braghe accetto la situazione sapendo che e' temporanea. Quando mi sveglierò per 2 notti consecutive senza averla a fianco, ho deciso che celebrerò con una festa virtuale, e siete già tutti invitati: ognuno si porti la sua bevanda preferita, possibilmente alcolica, che io vi dispenserò generosamente i miei consigli di madre multipla, ispirati dalla mia esperienza e dall'ingestione smodata di  quantitativi elevati (per me) di Mike's Hard Lemonade (vi avevo già detto di cosa si tratta, ma ho rimesso il link per sicurezza)

Una cambiamento super-positivo rispetto a quando i primi 3 (devo trovare un altro modo di chiamarli!) erano piccoli e' che rispetto a loro, Violet ha una salute incredibile, e si' che sia Chris che Emily e Vivian si ammalavano raramente!
Come sapete, Violet e' vegan ancora prima del concepimento. L'unico alimento di origine animale che abbia mai mangiato (o meglio, bevuto) e' stato il mio latte, per i primi 2 anni della sua vita, ma a parte quello, tutto ciò che mangia e ha mangiato e' sempre di origine vegetale. L'ultima volta che non e' stata bene e' stato a febbraio 2013 quando le era venuta la tosse con febbriciattola; da allora non ha più avuto niente, infatti e' stata l'unica bambina nell'intera preschool che non ha perso nessun giorno di scuola causa malattia durante lo scorso anno scolastico. E' più di un anno che non si ammala. Coincidenza? Forse, ma intanto, quando sento le lamentazioni di quei poveri genitori di figli sempre malaticci, dal medico o in ospedale con una frequenza che uno penserebbe che vengano distribuite tessere frequent flyer (o meglio frequent patient), bambini con asma o polmonite a mesi alterni, con febbre o tosse a frequenza regolare, io penso sempre : grazie, dieta vegana!
Quest'anno ha portato altri cambiamenti per la Fagiolina, uno degli ultimi e' che ha imparato a nuotare, no niente bracciate coordinate e ritmate, ma va sopra e sott'acqua senza paura, toccando il fondo che sembra una pescatrice di perle polinesiana. Dandole tempo (3 "stagioni") di diventare completamente a suo agio in acqua coi braccioli, quando e' stato il momento giusto tutto ciò che le e' servito e' stato un paio di occhialini: un giorno glieli ho messi su, e lei si e' buttata in acqua così, senza nemmeno darmi tempo di entrare con lei, e e' così iniziata la sua curva d'apprendimento. Qui la vedete in uno dei primi video che documentano la sua indipendenza natatoria…

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Ah! Vi ricordate di quella volta in cui vi ho implorato che votaste per Violet per il premio Cutest Vegan Kid di PETA… e' stato un momento di debolezza materna, diciamolo pure, e pur non avendo vinto (non mi ricordo se l'ho già fatto, penso di no quindi un enorme GRAZIE a chi ha votato per lei ed ha perso tempo per condividere la mia richiesta), il mio mitico capo mi ha ricordato che lei e' comunque quasi-leggermente-un-pochino-localmente famosa!! Si' perché sulla brochure della Co-op c'e' la sua foto mentre  mangia dei seaweed, i quadratini di alga nori, uno dei suoi snack preferiti! Non pensate male, non e' stata una mia idea, ma del mio capo che non avendo figli suoi trova la Fagiolina non solo carinissima ma anche leggermente bizzarra visto che chiede delle alghe come merenda!!
Eccola qui all'interno della brochure…

Adoro questa foto, se non fosse per il mio spropositato didietro, fortunatamente in secondo piano...

Lei cresce e io imparo a conoscerla, e a riconoscere le differenze con le sorelle. Ad esempio, a diversità di sia Emily che Vivian, lei ha quasi sempre un'opinione sull'abbigliamento che indossa: con le altre 2, ed anche con Chris ma pensavo che fosse stato così perché era maschio (stereotipizzo anche i miei figli…), non e' mai importato, fino a pochi anni fa si mettevano quello che più o meno volevo io, senza troppi problemi. Ma con lei e' diverso, ora sto sperimentando personalmente la rottura di avere un figlio che sa quello che vuole mettersi, e non solo, che vuole cambiarsi 2 o 3 volte al giorno… per il momento riesco anche a indirizzarla dandole l'impressione di scegliere, ma spesso non funziona e devo accettare le combinazioni colorate che crea, come questa qui, floreale al neon...

… oppure questo look classico-principesco….


… o ancora questo ensemble un po' hip e meteo-fusion (solo i piu' coraggiosi abbinano la sciarpa al vestito sbracciato estivo!)!


Insomma, avete capito con chi ho a che fare. Non ha nessuna remora e si butta in tutto di testa, un po' come la mamma… Le lezioni ZumbaKids sono state uno spasso, per lei che si sbatteva e per me che guardavo (lei e' la più piccola, almeno in altezza, sempre come la mamma…)

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E' certamente una bambina che ama essere al centro dell'attenzione e, come tutti i bambini, ha un livello di "pudore" o meglio auto-coscienza praticamente inesistente, quindi e' sempre pronta ad esibirsi. Come ballo moderno, siamo a livelli raggiunti solo da Elaine nel telefilm Seinfeld (per chi non l'ha mai visto o non si ricorda, qui un brevissimo video)…


Qui ad esempio, elargisce al largo pubblico una sua interpretazione al parco mentre si aspettava la proiezione all'aperto di Frozen (duh?!)

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E qui invece, anche lei ammaliata dal charm di Elsa & compagnia, ci regala la mitica Let It Go, completa di "costume". Ok, a fare la mamma ci si diverte anche tanto….

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Così quando le ho recentemente chiesto cosa vuole fare da grande, non mi sono per niente stupita quando mi ha risposto "The rockstar". Signore e signori, questo il suo esordio internazionale!

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Se avete letto tutto l'intero post, con magari anche una sbirciatina a uno dei video (o più…) congratulazioni! Siete degli incalliti, fantastici Mokysfan!!