martedì 26 agosto 2014

Video-stralci dalla mia vita qui

Magari non ve ne frega una cippa, io pero' spesso mi chiedo come sarebbe se conoscessi dal vivo chi mi legge, se vivessimo vicini, se ci frequentassimo di persona, perché io scrivo quando posso, di quello che mi colpisce o di cui vorrei parlare, delle mie esperienze quotidiane, e voi leggete di fretta o magari anche no, e magari commentate, qui o su facebook, e si creano queste conversazioni veloci e in qualche modo mi illudo che esista una relazione tra di noi, che mi conosciate davvero. 

Così per darmi e darvi un'idea della mia vita qui, ho pensato di portarvi con me in 4 situazioni diverse che sono la normalità, o quasi, per me.
Non e' la prima volta che pubblico dei video personali, diomio no, pero' questa volta davvero vi pensavo tutti mentre li facevo!

Siete pronti?

Allora, sedetevi nel mio catorci... pulmino che andiamo in autostrada insieme, con accompagnamento musicale di uno dei miei gruppi preferiti! (avete notato il traffico e l'affollamento edilizio?)





Imparate la fonetica con Violet, cosi' come avevo fatto io a suo tempo con Chris...




Venite a vedere da vicino un paio di ospiti temporanei del mio giardino >> 2 roadrunners, i famosi Bip-Bip tanto odiati/bramati da Vil Coyote… (questo video l'avevo già pubblicato qualche giorno fa su fb, ma incontri così ne capitano spesso)




Godetevi con me uno dei tanti arcobaleni nel cielo incazzoso che i monsoni ci regalano…




Vi abbraccio tutti virtualmente, che magari un giorno ci incontreremo davvero, magari qui così sul catorcio ci salite davvero!
Alla prossima!

lunedì 18 agosto 2014

Vegan Hot Dogs: due ricette sane E buone!

Devo scrivere il nuovo articolo per l'edizione autunnale della Newsletter della Co-op, e mi sono resa conto che l'articolo che avevo scritto per l'edizione estiva conteneva 2 ricette che potrebbero interessarvi. Quindi in ritardo quanto l'estate italiana, ve le passo adesso, nella speranza sempre che proviate anche voi a mangiare almeno una volta alla settimana con compassione!

Qui trovate l'articolo con le ricette in inglese, a pag. 4

Prima ricetta:

HEALTHY VEGAN HOT DOGS

INGREDIENTI
1/2 Cup (125g) fagioli cotti o in scatola (scolati e risciacquati). Io uso i Pinto, ma penso che i borlotti vadano bene.
1/2 tsp (2,5g) aglio in polvere
1/2 tsp cipolla in polvere
1 tsp (5g) coriandolo in polvere
1/4 tsp (125g) maggiorana in polvere
1/4 tsp (125g) macis  Se non lo trovate, va bene anche la noce moscata.
1/2 tsp (2,5g) farina di senape
1 tsp ( 5g) paprika spagnola (affumicata)
pepe q.b.
1 Cup (250g) farina d'avena (avena in fiocchi passata nel robot da cucina oppure farina integrale)
1/4 Cup (63g) glutine
1/4 Cup  (63g) lievito in scaglie
2 Tbs (30g) salsa di soia
1/2 Cup (125g) acqua
pellicola d'alluminio e carta da forno


PROCEDURA
Passare i fagioli nel robot da cucina finche' non diventano praticamente un impasto che metterete in una ciotola. Mescolare tutte le spezie insieme, e aggiungerle ai fagioli. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e mescolare bene. Io uso le mani per impastare il tutto bene.
Preparare 6 (dipende da quanto saranno grandi i vostri hot dog) rettangoli di foglio d'alluminio e di carta da forno, di circa 20cmx15cm.
Prendete un pezzo dell'impasto, per un hot dog normale circa 1/4 Cup/65g, e rotolatelo su un tavolo e tra le mani e create un salsicciotto tipo würstel di circa 13 o 14 cm di lunghezza. Arrotolate l'alluminio attorno all'hot dog (se siete come me e il contatto del cibo con l'alluminio non vi piace, potete prima avvolgerlo in un rettangolo di carta da forno, poi nell'alluminio), e chiudetene le estremità come se fosse l'incarto di una caramella. Continuate a creare altri hot dogs con il resto dell'impasto, poi metteteli belli incartocciati in una pentola con cestello a vapore, incoperchiatela, fate bollire l'acqua e fateli cuocere a vapore per circa 40 minuti.
Metteteli poi a "riposare" nel frigorifero per 4 ore, o durante la notte.
Ora saranno pronti per essere grigliati, se volete,  per qualche minuto, oppure riscaldati in padella. Mettere l'hot dog nell' hot dog bun, il panino lungo apposta (noi li troviamo integrali), "condire" con senape, ketchup e crauti o pickle relish, che in pratica e' un condimento creato tagliando a pezzettini minuscoli i cetriolini sottaceto, e mangiare.


L'impasto di fagioli, spezie, farina e glutine

Eccolo pronto per essere avvolto nella carta da forno...

… tutti gli hot dog sono pronti per la cottura a vapore.
Eccolo pronto ad essere "scartato"!
Con l'hot dog bun
Il prodotto finale, coperto con i miei topping preferiti!


Seconda ricetta:

BUNNY-DOGS (gli hot dog del coniglietto)

Due parole di introduzione a questa: la prima volte che ho mangiato un bunny dog e' stato durante un evento vegan a Tucson, uno dei ristoranti vegani era presente con un hot dog cart, un carrettino come quelli che si vedono a New York City, per darvi un'idea, e non ci credevo che non fosse il solito hot dog vegano che si trova nei negozi qui, tipo Tofurky o LightLife, fatto solitamente con proteine vegetali idrolizzate ed olio, ma una carota. Ho scoperto poi che e' un'idea stra-usata nel mondo vegan/salutista, e vi posso assicurare che oltre ad essere originale, e' davvero buona! 

INGREDIENTI

4 carote tagliate della stessa lunghezza dei buns
1/4 Cup (63g) aceto di riso o aceto di sidro di mele
1/4 Cup (60ml) acqua
2 Tbs salsa di soia (o tamari, che e' senza glutine)
1/4 tsp aglio in polvere o 1/2 spicchio d'aglio schiacciato
una spruzzatina o due  di estratto di fumo (liquid smoke, lo potete trovare penso in negozi specializzati in aromi/spezie strane)
pepe a piacere


PROCEDURA
Riempite (quasi) una pentola d'acqua e portatela ad ebollizione. Aggiungete le carote ed abbassate la fiamma a medio. Quando le carote sono cotte abbastanza che si possono bucare facilmente con una forchetta, in pratica al dente, toglietele dall'acqua di bollitura e passatele sotto acqua fredda per fermarne la cottura.
Unite tutti gli altri ingredienti in un contenitore ermetico e mettevi a marinare le carote per almeno 3 ore. Scuotetelo ogni tanto, per muovere la marginatura bene in giro. Sappiate che più a lungo marinate le carote, e più prenderanno il sapore dell'aceto.
Passatele al forno riscaldato a 175C, o su una griglia per 10/15 minuti.
Mettetele nel bun e, come per gli altri dogs, copritele con i condimenti che volete. Enjoy!

(Mi dimentico sempre di fare le foto quando li preparo, quindi niente immagini… dovrete prepararli voi!)

martedì 12 agosto 2014

Mork e la scintilla di pazzia che lo ha riportato su Ork

Non so con esattezza perché, ma la morte di Robin Williams mi ha colpito piuttosto fortemente. Sara' che anche io, come milioni di persone, sono cresciuta con Mork & Mindy, sarà che amo le persone che mi fanno ridere, e sicuramente Robin Williams e' nell'Olimpo dei comici, ma appena saputa la notizia, mi e' venuto un po' il magone. Perché in qualche modo lo sapevamo un po' tutti che dietro quella comicità irrefrenabile, esistevano tormenti e demoni profondi (come spesso capita con i comici, la loro comicità ha radici in sofferenze), lo sapevamo tutti, almeno qui in America che ne seguivamo gli ups and downs, i saliscendi fatti di grandi successi professionali e cadute e ricadute personali tra gli artigli dell'alcol, che qualcosa sarebbe potuto succedere. E ne aveva accennato in tante interviste negli ultimi anni specialmente.
Nella sua ultima intervista con Jon Stewart del Daily Show, Robin Williams parla apertamente della sua lotta contro l'alcolismo (oltre all'alcol, aveva anche abusato di cocaina negli anni '70 e '80), e dice, rispondendo a Jon che menziona la sua paura, una volta che aveva smesso di farsi, di non essere più capace di creare, di far ridere la gente, "the main operative word is fear… the fear is there, and you're try to overcome it with that, but if you can deal with fear and realize that some of it  is real and some isn't, and then come throughout that…" "La parola operativa e' paura… la paura e' li', e tu cerchi di superarla con quella (la sostanza chimica), ma se riesci a trattare con lei e realizzare che un po' e' reale e un po' no, e poi riesci a passarci attraverso…"

Paura di non essere adeguato, di non farcela, di aver bisogno di alcol… Depressione.

E' difficile per noi "comuni mortali" concepire che una persona che verosimilmente ha raggiunto l'apice di successo, fama, soldi, sia depressa o viva paralizzata dalla paura… Eppure e' la realtà di tante persone, persone meno famose e ricche, persone "normali", con una vita che sembrerebbe perfetta, o comunque una vita che vale la pena vivere.

La mia prima esperienza con la depressione risale a una trentina di anni fa, mi ricordo un Natale in cui mia madre era sdraiata sul divano non so se piangesse o meno, ma non era felice. Non capivo perché e pensavo, vabbe' ma perché deve fare cosi' a Natale? Perche non si alza e si unisce al resto della famiglia?
E' un ricordo vago, ero un'adolescente penso, e ricordo le parole "esaurimento" e "depressione"…

La seconda esperienza che ho avuto con la depressione e' stata molto più drammatica e difficile, e l'ho vissuta quando mio marito e' stato diagnosticato come bipolare/depresso, 12 anni fa. La stessa diagnosi di Williams, tra l'altro.
L'intervento della polizia, il ricovero in un ospedale psichiatrico seguito da mesi, anni di medicine, terapia, gruppo di supporto.. mentre io con 3 figli piccoli (Vivian non aveva nemmeno 2 anni) mi ubriacavo di informazioni su cause, cure, pericoli… lo sapevate che il 25% di persone diagnosticate bipolari commettono suicidio? Io ho vissuto con questa spada di Damocle per anni.
Oltre al trovarmi a dover imparare a convivere con una malattia di cui si parla poco, una menzione particolare va allo stigma che qualsiasi malattia mentale porta con se e all'isolamento che ne consegue... sono convinta di essere riuscita a sopravvivere a quegli anni un po' perché non avevo scelta e un po' grazie al mio piccolo gruppo di amiche locali che erano a conoscenza di quello che mi succedeva, e sono state presenti nonostante lo stigma appunto.
Prima del mio incontro ravvicinato con la depressione, anche io facevo parte del gruppo di persone che, di fronte ad una persona depressa, pensava Snap out of it!,  Riprenditi!
Ora so che non basta schioccare le dita o battersi i tacchi delle scarpette rosse, non si esce dal tunnel della depressione con un colpo di bacchetta magica...
Non vi tedio con i dettagli, ma e' stata una lunga battaglia combattuta da parte sua, con me al margine…Tanto lavoro che lui ha fatto su se stesso, dall'imparare a riconoscere i "momenti giù" e i sintomi, quando tornavano, all'accettare la propria imperfezione, la propria immaturità emotiva ed essere disposto ad accettarsi e a cambiare, ogni giorno… tanto lavoro anche da parte mia… una battaglia dove la sua "fortuna" e' stata anche quella di non avere mai avuto problemi di abuso di sostanze chimiche.

Quali fossero i demoni interiori che tormentavano Robin Williams, probabilmente non lo sapremo mai, non possiamo capire in quale oscurità vivesse, per noi e' inconcepibile, ma guardatevi intorno, perché siamo tutti circondati da persone che soffrono silenziosamente. E se avete qualcuno nella vostra vita che soffre di depressione, che vive una paura che voi non capite, ma che per lui e' così forte e potente da dominargli la vita, non accantonate questi suoi sentimenti come insignificanti, o facili da superare, perché per questa persona non lo sono. Che almeno sappiano che sono amati. E che riconosciamo che i loro dolori sono veri e non un parto della loro immaginazione o un modo perverso per cercare attenzione (questo e' quello che si sente spesso dire in relazione alla depressione).

Robin Williams ha toccato in modo indelebile la fantasia e le vite di milioni di persone nel mondo. Che la sua morte prematura ricordi a tutti che la depressione e' una malattia vera, che non c'e' niente di intrinsecamente sbagliato o marcio in una persona che soffre di una malattia mentale, qualsiasi essa sia. Che esiste aiuto (anche se spesso quello che possiamo dare noi come famigliari o amici e' solo la nostra presenza e il nostro affetto) e che possono vivere una vita normale, e persino guarire.
Parliamone apertamente, cosi come parliamo di diabete e asma.

Perché alla fine siamo tutti un po' pazzi.

"You're only given one little spark of madness. You mustn't lose it."  (Robin Williams)

"Ti viene data solo una piccola scintilla di pazzia. Non devi perderla."


Qui l'intervista di cui vi parlavo dello scorso settembre con Jon Stewart:

sabato 9 agosto 2014

Le persone sempre polemiche (mini-sfogo)

Un post veloce, uno sfogo più che altro, per ritrovare il ritmo di quando scrivevo frequentemente.

Ho riscontrato che trovo sempre più difficile avere una relazione normale con persone polemiche per natura, quelle che sono sempre pronte a dichiarare l'opposto di quello altri dicono o scrivono, quelle che, ogni cosa tu scriva o dica, sono sempre aggressivamente pronte a contraddire tutto e tutti, con la coda di paglia come se fosse sempre tutto detto o scritto "contro" di loro o la loro opinione… ti correggono per tutto e non in maniera simpatica e divertente, ma col tono che dice "sei scema"… pero' quando tu correggi loro (perché ancoro loro dicono e scrivono troiate, eh?), allora si inalberano subito. Diomio! Come si fa' a vivere sempre così comunque? Mica e' uno stato d'animo, il loro, un momento così... Sono sempre sempre sempre così. Senza sosta.

Ma fosse solo la natura polemica! Spesso, anzi quasi sempre, alla natura polemica si aggiunge una evidentissima assenza di senso dell'umorismo e dell'autoironia (quella vera, quella che e' leggera come il battito d'ali di un colibrì e non pesante ed esagerata come la cavalcata degli elefanti), e questa e' per me una combinazione catastrofica ed assolutamente insopportabile. Non le reggo per più di mezzo minuto, se le reggo.
Morale? Le evito quando e quanto posso e mi chiedo: ma loro lo sanno quanto sono insopportabili? Mah.


mercoledì 6 agosto 2014

Si ricomincia!

Lunedì e' ricominciata la scuola.
Era il giorno che stavo aspettando da quando avevo visto quel + azzurrino sul test di gravidanza quella mattina dei primi di ottobre 2008… e quindi da lunedì sono ufficialmente IN VACANZAAA… Scherzo, ovvio che noi mamme non si va mai in vacanza.
Diciamo che ho circa 7 ore in cui posso cazzeggiare indisturbata, pur sapendo che dovrei usarle per cercare di recuperare questa casa in cui tutto e' stato messo più o meno in attesa da diversi anni.
Be', l'attesa e' finita. si tratta ora solo di darsi da fare… io comincio dal blog!
Per il momento davvero mi godo queste ore di libertà', questo sapermi priva di costrizioni temporali e di sensi di colpa per essere sempre indietro con tutto e non essere la meravigliosa madre creativa dalla casa perfetta che sognavo di essere, prima che avessi una casa, o figli, ovviamente.

Inizio col dirvi che il riposo del mattino e' stato subito rovinato dai compiti, non quelli delle figlie, ma i miei!!  Infatti mi sto ancora riprendendo da un crampo al polso, perché i primi giorni di scuola per noi genitori significano una caterva di moduli da completare e firmare: a partire dal contratto per il trasporto con lo scuolabus (con tutte le regole e i vari gradi di "punizione", fino alla perdita del privilegio dell'uso dello schoolbus) poi tutti gli insegnanti delle medie e superiori mandano a casa il syllabus della loro materia, una traccia a grandi linee di quello che insegneranno, e una mini guida sulla condotta degli studenti, sul modo in cui i voti verranno conteggiati, cosa e' consentito o meno, che studenti e genitori devono leggere e firmare, per far si' che  siano tutti coinvolti e responsabili ed evitare poi problemi durante l'anno.

Emily e' tornata da scuola contenta, sono 2 giorni che e' di ottimo umore, sarà che forse si e' scrollata di dosso la maledizione dell'untore... del freshman, e quindi per il momento si gode il fatto di essere una sophomore (o come le ho suggerito io, una suffer-more) con i taciti privilegi che comporta il non vivere più nel fondo della gerarchia della high school. Non e' che esistano nella nostra high school atti eclatanti di bullismo vero e prorpio verso i freshmen, e nemmeno le innocue ma umilianti attività di hazing come quando facevo il ginnasio (com'era? San Firmino firma il quartino?), la differenza e' che ora può guardare lei dall'alto al basso i ragazzetti  del primo anno e dire con superiorità "he's a freshman" come se dicesse "he's a cockroach".
 Le piacciono quasi tutti i suoi insegnanti, 2 sono gli stessi dell'anno scorso,  eccetto quella di Honors Algebra/Trig che le e' parsa "noiosa"… Cosa si aspettava, Algebra/Trigonometria, The Party? Kids today….

Vivian come sempre ama la scuola ma soffre la folla di studenti, e quest'anno, con la chiusura delle 2 charter school di Sierra Vista, la popolazione studentesca di tutte le scuole pubbliche e' aumentata parecchio, ed e' quindi tornata a casa spossata, ma le sono piaciuti tutti gli insegnanti, soprattutto quello di scienze (una classe dove oltre ad essere tutti studenti Discovery, quindi ragazzi che sono almeno interessati ad imparare), Mr. Graeme che e' molto carismatico e amato dai suoi studenti (lo ha avuto anche Emily, e lo adorava!). A detta di Vivian,  e' molto cool. Io incrocio le dita e spero in un semestre senza troppi problemi emotivi.
Piccola parentesi, forse ne ho già parlato in precedenza: faccio fatica a chiamare gli insegnanti di medie e superiori "professori", perché qui gli unici cui viene dato tale appellativo sono quelli universitari, gli altri sono tutti Mr. o Ms./Mrs. Chiusa parentesi.

Ovviamente tutti eravamo in attesa di vedere Violet nel suo primo giorno di questa carriera scolastica d'obbligo, 13 anni che iniziano con il Kindergarten a 5 anni e finiscono con la graduation dalla high school.
Lei era pronta, prontissima: sveglia alle 6:30 (cosa durissima per una che, a differenza dei fratelli alla stessa eta', e' una grande dormigliona), colazione, scelta del vestito, spazzolamento capelli, preparazione pranzo (a quel punto io ero già stressata e pronta a tornare in "vacanza", o almeno a letto) e via verso la fermata dello scuolabus, che sarebbe arrivato, secondo la schedule alle 7:26.
Ora, quando Chris,  Emily e Vivian avevano iniziato il Kindergarten, eravamo in New Jersey, e la loro scuola aveva un sistema diverso: anzitutto, l'orario d'inizio scuola per il Kindergarten era leggermente più tardi di quello per il resto della scuola, quindi i bambini avevano un loro schoolbus separato da quello degli altri bambini più grandi (bene!).  Poi tutti i kindergarteners dovevano indossare, per la prima settimana di scuola, un cartellino con il loro nome e nome della maestra, così che se si fossero persi nei meandri della scuola, chiunque avrebbe saputo aiutarli. Io li ho sempre salutati alla fermata, sapendo che sarebbero stati sicuri, e non ci sono mai stati problemi con nessuno dei 3.
Qui invece non esiste un trattamento differenziale, ma suggeriscono ai genitori di portare a scuola i bambini il primo giorno, per aiutarli a trovare il punto di ritrovo della propria classe (la maestra l'avevamo conosciuta venerdì scorso all'Open House, l'evento in cui si "scopre" la propria maestra, si visita la classe nuova, perché ricordatevi che qui ogni anno si cambia maestra/classe): tutti gli studenti si radunano nel campo giochi della scuola per giocare e rilassarsi prima che inizi la giornata scolastica (lo chiamano morning recess, intervallo mattutino) e quando suona la prima campanella, si mettono in fila a seconda della maestra (il cui nome e' dipinto per terra)… ovvio che da soli, questi poveri piccolini non saprebbero mai cosa fare.
Vabbe', fin qui mi sembra che tutto sia fattibile, eccetto che io lunedì mattina, avendo dovuto prestare il mio pulmino a Chris, che doveva essere al lavoro alle 4:30 (apriva la piscina), visto che la sua Juliette era dal meccanico, di farmi 2 km a piedi con Violet, prima che iniziasse la scuola per la prima volta  non ne avevo voglia (si', sono una viziata pigrona americana, che vi posso dire?), così le ho fatto prendere lo scuolabus, dopodiché io, pedalando come una matta, sono andata in bici ad incontrarla mentre scendeva dal bus a scuola, e l'insieme siamo andate al posto del line-up.
E' stato li' che ho visto in lei i segni di quell'ansietà che precede l'inizio di qualcosa di nuovo, di cui non si ha esperienza, in un posto sconosciuto… ma quando e' suonata la campanella e Mrs Pierre, la maestra, l'ha presa per mano e le ha detto "You're the line-leader", visto che era lei la prima della fila, e l'ho vista marciare un po' impaurita verso la sua classe, che ho avuto la conferma che sarebbe tutto andato bene!
E cosi' e' stato! Una mia amica che lavora come para-professional (una sorta di maestra di sostegno, ma senza la qualifica di maestra) per un'altra insegnante del K, mi ha detto che ha visto Violet durante il pranzo e fuori durante il recess, ed correva scatenata e felice! Come suo fratello, anche lei non ama parlare di quello che ha fatto in classe appena tornata da scuola, e così aspetto un po', e poi le faccio qualche domanda finche lei non mi racconta quello che si ricorda della giornata! Per il momento so che ha conosciuto una bambina, si chiama Isabel, che e', qui ripeto le sue parole "smart like me", furba come lei! Come fai a saperlo, le ho chiesto? Me lo ha detto lei. Ah, ecco!
Cosa darei per essere una mosca nella sua classe una volta!!

Ieri, secondo giorno, ha fatto tutto da sola, ma mi ha detto che non riusciva a trovare la fila giusta e "le lacrime avevano cominciato a scendere", ma la sua maestra l'ha vista, l'ha abbracciata e l'ha portata con il resto della classe!
Oggi dovrebbe andare meglio, mi ha detto che si ricorda dove deve andare!

Evviva la scuola!

Ecco alcune immagini di lunedì:


Pronte!

Alla fermata dello scuolabus

E' salita cosi di fretta che non sono riuscita a farle una foto!

La Fagiolina e Ms. Heidi, che dal 2007 porta avanti e indietro da scuola i miei figli!

Aspettando che suoni la campanella...

… si va a giocare un po'...

… e a consumare un po' di energie….

La campanella e' suonata, tutti in fila...

Si entra a scuola, finalmente! Da notare in questo video, come la mia bici, che pensavo di aver parcheggiato fuori dai piedi di tutti, invece stia intralciando tutti! E no, non ho detto una parolaccia di fronte a bambini, genitori ed insegnanti: come tutti i genitori americani, ho imparato a sostituire "shoot" all'equipresente "shit"…





Tutti seduti ad ascoltare la maestra che legge un libro: The Kissing Hand, che tra l'altro e' uno dei nostri preferiti e che raccomando a chi ha figli (che parlano inglese) e iniziano la scuola...
Dopo averli salutati, noi genitori dei kindergarteners ci siamo diretti al "Boo-Hoo Bash", la festicciola piagnisteo, dove una colazione in piedi era la scusa per genitori tristi trovarsi e abbandonarsi ai ricordi e lamentarsi di come vola il tempo, etc. etc.




Per me sarebbe stata più pertinente una "Woo-Hoo Fest", la festa della gioia! Premetto che non ho pianto nemmeno quando Chris, il mio primogenito, ha iniziato il Kindergarten (allora evento ancora più desiderato che adesso se vogliamo, visto che avevo Emily che aveva meno di 2 anni ed ero incinta di 7 mesi di Vivian!), e che capisco la sensazione del tempo che sfugge, lo sconforto che ci prende quando realizziamo che quei pargoletti dolci e belli che ci tenevano in piedi di notte, che non volevano mai lasciarci andare, che chiedevano sempre il nostro aiuto, stanno crescendo, ma questo e' esattamente il nostro scopo come genitori, quello che siamo stati "chiamati" a fare: crescerli in modo che diventino adulti indipendenti e responsabili, capaci di vivere senza la nostra presenza costante, possibilmente in un posto loro, capaci di decidere con la loro testa in modo preferibilmente razionale. Qui si dice be your own woman (or man)
Niente lacrime, solo gioia: la Fagiolina sta crescendo, e io trovo solo motivi per celebrare… a parte le nuove rughette che mi sono spuntate a lato occhi!