giovedì 17 aprile 2008

That's me!

Gli estremismi, i radicalismi di qualsiasi sorta non mi piacciono, mi danno i brividi, mi fanno paura. Non c'e' niente di piu' ottuso di una persona che ha un'opinione, un credo tatuato sul cervello, qualsiasi esso sia. Sin dagli anni del liceo, dove nel nome di un'ideologia presa in prestito da qualcun altro, gli studenti (non me!) si infervoravano, si incazzavano, urlavano e sollevavano i pugni al cielo proclamando di voler cambiare il mondo e distruggere i porci borghesi, in realta con la speranza neanche tanto segreta di uno sciopero che spostasse il maledetto compito in classe di greco... insomma, sin dall'alba dei tempi ho sofferto nella mia moderazione, ed ho sempre provato a vivere secondo la regola d'oro del "in medio stat virtus". E visto che ne ho parlato, mi piacerebbe sapere dove sono oggi questi rivoluzionari figli della borghesia, 30 anni dopo, quegli studenti che scendevano in piazza con spranghe e rabbia... me li immagino oggi nel loro appartamento, con la big screen tv nella sala, a cena con la famiglia, a raccontarsi la giornata con la moglie o il marito e i bambini, e me li immagino alla sera, prima di addormentarsi, mentre pregano velocemente che non ci siano mai pazzi con spranghe nelle scuole dei loro figli.

Non voglio dire che non abbia anche io opinioni, idee in cui credo con convinzione, ma di solito sono basate sulla mia esperienza personale, e non su sentito dire altrui. Ad esempio le mie convinzioni vegane, nate direi dal tentativo di vivere una vita eticamente meno compromessa, ora sono corroborate dalla mia salute che non e' mai stata cosi' forte (e tocco ferro pure!). Oppure la mia opinione sugli Americani, che non e' frutto di una permanenza qui negli US di uno o due anni, ma di una convivenza ed assimilazione di quasi 15 anni. Quando sento criticare gli americani per il loro patriottismo (che in Italia, chissa' perche' e' considerato una forma di fascismo!), allora TRUST ME, non avete capito molto degli americani. Perche' quando quando questo paese e' stato "fondato" ufficialmente nel 1776, i vari George Washington, John Adams, Ben Franklyn etc. non erano ottusi fascisti, ma uomini molto intelligenti che avevano capito che, per creare un paese da un mucchio di colonie e abitato da persone provenienti da altri paesi, non e' sufficiente firmare una dichiarazione di indipendenza, e POOF, ecco un nuovo paese con nuovi cittadini, no, doveva essere creato uno spirito di nazione, doveva nascere un orgoglio nazionale che avrebbe tenuto questo paese insieme come la colla in un puzzle non solo per i primi anni, ma per secoli a venire. Insomma, l'opposto di quello che e' successo in Italia, dove il patriottismo che c'era nel 1860 e' scemato poco per volta ed e' stato diluito fino al punto che, quando un italiano arriva negli US e vede le bandiere sventolare ovunque, all'ufficio postale, davanti alla porta di casa, in tutte le classi e nelle chiese, sulle magliette dei passanti, quando un italiano qui da poco tempo, magari uno o due anni, vede le scritte "I support our troops" in occasioni sportive etc. pensa che sia un segno di fascismo, sia il segno che gli americani siano guerrafondai ignoranti (confesso, alcuni lo sono, ma non la maggioranza!). Invece dovrebbero studiarsi un po' la storia americana, soprattutto quella degli ultimi 30/40 anni, per capire che l'amore che gli americani hanno per la loro patria e' vero e profondo, anche e soprattutto quando la criticano, quando criticano la guerra, e che il rispetto che hanno per le loro forze armate e' altrettanto profondo. Non e' fascismo, non e' essere di destra. Persino "Code Pink", un'organizzazione nata alcuni anni fa contro la guerra in Iraq e contro guerre future, ha uno slogan che dice "Love our troops. Hate the war". Ok, per un italiano che non conosce bene gli americani, questo potrebbe sembrare contraddittorio, persino blasfemo. Ne' l'uno, ne' l'altro. Odio le guerre, spreco enorme di soldi e risorse. Ma non odio le truppe. E non sono neanche americana! In medio stat virtus. Support our troops, bring them home (and keep them home).
A chi volesse approfondire questo argomento, consiglio di leggere il blog di Jayel Aheram, un marine di una ventina d'anni, le cui foto sono famose persino nelle liberal communities. Alcune delle sue foto sono usate nel video del single di Sam Harris "War on war"... contraddittorio? No, io direi che e' moderato e umano.

Ho paura degli estremismi, ho paura dei radicalismi. Forse la mia mediocrita' e' segno di codardia, ma io credo che sia il segno di crescita. A vent'anni tutto e' bianco o nero: se non sei di sinistra, allora sei di destra. Se non odi le truppe, allora sei guerrafondaio e fascista. Sono troppo vecchia per crederci. Gli opposti si annullano, questi punti cardinali politici, sono creati dall'uomo e mi fanno piu' paura di un film di Wes Craven. Alla fine, come diceva Toto', la morte e' una livella, ma non bisogna aspettare la morte per capire che siamo tutti uguali. E' meglio vivere senza essere catalogati secondo una bussola arbitraria... terrona polentona di destra di sinistra democratica repubblicana verde rossa cristiana mussulmana ebrea etero omo.... that's me!

13 commenti:

  1. dear moky, quanto hai ragione... e poi spesso "oppposite attract" e quindi si tende ad unirsi aldilà delle provenienze politiche solo allo scopo di proestare sterilmente o fare casini (vedi hooligans del calcio, che si alleano sebbene provenienti da frange estreme per combattere insieme contro altri...)

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  2. y: forse sono troppo razionalista, ma secondo me la cosa che ti irrita non e' l'*estremismo* inteso come prendere una posizione "estrema".

    La cosa che ti irrita, secondo me, e' il fatto che ai canoni della razionalita' (tentativo di basare le proprie idee su principi che siano motivati, disponibilita' ad argomentare in difesa delle proprie opinioni), viene sostituito un altro canone. Il canone del "poser", la persona che fa asserzioni non perche' ritiene di avere solide motivazioni alla loro base, ma a causa della posizione che occupa.

    Il "poser" e' lo stadio 1 dell'opportunismo politico.

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  3. Ovviamente mi sento chiamata in causa, sebbene quello che hai detto io non lo senta come realmente pertinente al mio post sul rodeo.
    Non commento oltre. Solo ti invito a fare attenzione a non cadere nella presunzione di voler correggere le opnioni altrui solo perché maturate in un minor numero di anni di residenza in un paese. Sono comunque contenta di provocato questa riflessione.

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  4. mi hai stordita di parole. tutto quello che registra è "la morte è una livella" ecco, magari mi fermo qua, almeno per un po'

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  5. ciao Moky,
    Credo che la protesta giovanile, quella vera e consapevole sia positiva, sinonimo di energia, di passione. Il discorso e' ampio, ma a me terrorizzano quei giovani che si adeguano, si adattano, stanno in silenzio. Il silenzio e' non solo l'equivalente di un vuoto, ma e' anche una bomba a orologeria. Quando esplode lo fa nei modi piu' violenti, il caso di Novi Ligure e' un esempio: una ragazza "normale" che massacra la madre e il fratello senza apparente motivo. C'e' un mondo di sofferenza li' dentro. Sofferenza taciuta. E allora benvenga la protesta e benvenga che qualcuno sia capace di ascoltarla la protesta smettendo di considerare l'adolescente soltanto un "consumatore". I tuoi ex compagni: alcuni saranno rimasti fedeli alle loro idee "alternative" del liceo, altri non piu'.

    Poi, e scusa se sto occupando tutto questo spazio, e' comprensibile che in Italia il patriottismo sia confuso con il fascimo, vent'anni di dittatura fascista hanno lasciato il segno, se il passato ha un senso nella storia collettiva e individuale. D'altronde ancora oggi purtropppo in Italia c'e' una discreta quantita' di giovani che nel nome della patria giustificano la violenza xenofoba. E' un terreno paludoso in cui l'amore per la propria terra scivola nella esaltazione dell'identita', nell'odio dello straniero, ed e' anche e purtroppo un terreno fertile proprio per la storia che abbiamo vissuto.
    Gli americano hanno bisogno di essere patriottici perche' sono una nazione giovane e attorno alla bandiera costruiscono la loro storia. Non so da quando queste bandiere siano spuntate, alcuni mi hanno detto dopo l'11 settembre e allora il discorso e' ancora piu' ampio: si riparte dalle ceneri dell'illusione di essere intoccabili, invincibili. Mi hanno pure detto che di solito sono i repubblicani a esporre le bandiere e allora c'e' ancora un'altra considerazione: questi sono proprio incazzati, piangono i loro morti e forse in qualcuno di loro c'e' anche desiderio di vendetta. (da qui il supporto alla guerra in Iraq).

    Infine, supportare le truppe e supportare la guerra credo siano due sentimenti differenti. Il primo e' doveroso, chi vorrebbe che un essere umano morisse?, il secondo e' criminale, che tipo di persona e' quella che appoggia una guerra?

    in linea di massima ho detto quello che pensavo omettendo le sfumature, che pure sono importanti.

    un saluto

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  6. Porcaccia che bel post!

    Ci sarebbe di risponderti per delle ore, del resto hai toccato parecchi temi perche' il discorso e' molto ampio, tutto sommato condivido il commento sul poser, che si appleca bene in un paese come l'Italia dove le mode si seguono in gregge.

    Semplificando, il patriottismo va, secondo me, di pari passo con il concetto di stato (anche come entita' burocratica), l'individio si affeziona allo stato che lo difende, che lo rispetta, che lo fa sentire a casa. Una collettivita' di individui con sfumature di uno stesso sentimento positivo verso questo stato, generano patriottismo.

    Ora in italia esistano due societa' parallele e conviventi, che a volte si incontrano. Una societa' fatta di individui (lupi) ed una societa' di persone che vogliono solo vivere tranquillamente. Entrambe pretendono dallo stato. Entrambe sono (in gran maggioranza) allergiche a dare allo stato quello che lo stato chiede. I lupi vanno anche oltre, danneggiando, quando possibile, la collettivita' a beneficio dell'individuo. Come in una nazione cosi' divisa ci si possa appellare ad un'unica bandiera resta un mistero per me.

    Confesso pero' che mi fa molta paura lo sdoganamento dell'ideologia fascista. Se ne parla quasi bene nei suoi aspetti piu' socialisti (si, tutto nasce da Marx, persino questo), se ne giustificano gli errori ed a volte gli orrori (scrittori come Pietrangelo ne sono l'esempio), si guarda con "ammirazione" chi esterna il suo "essere fascista" (Alemanno, Ciarrapico, Di Canio).

    Sono andato molto off-topic, penso, vorrei solo lanciare la mia provocazione sul dualismo estremismo/moderazione - radicalismi:

    - spesso l'eccellenza la trovi estremizzando, abilita', comportamenti, pensieri, attitudini;
    - anche nella moderazione si puo' essere estremisti.

    (Nel secondo punto, uno dei mali dell'Italia: voler mediare - sempre, per non dover prendere decisioni o cambiamenti).

    Enjoy!
    JJ

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  7. Carissima Moki, il tuo blog potrebbe essere fatto in TV...ma al posto dei politici dovrebbero partecipare tutti quelli che rispondono al blog medesimo. Ti leggo con ammirazione paterna ma vedo che i tuoi interlocutori hanno idee chiare, con contrasti esposti civilmente e con argomentazioni che mi lasciano di stucco. E' una delizia leggere te..e loro. Mi faccio una cultura moderna di tutto, anche della politica...senza piu' leggere ne libri ne giornali. Continua cosi'...continuate cosi'. mami e papi

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  8. @JJ : grazie per aver dato un altro punto di vista sul patriottismo. Molto verissimo quello che dici :)
    (gli italiani non credono nello stato oggi e non ci credevano nel 1860. Dice Gaber: abbiamo fatto l'Europa, ora facciamo anche l'Italia).

    D'accordo con te anche quando scrivi: uno dei mali dell'Italia: voler mediare - sempre, per non dover prendere decisioni o cambiamenti


    pero, quanto lo amo il mio paese :)
    (e quanto mi manca)

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  9. Il guaio è appunto che, come dici tu, moltissime persone qui da noi non basano le proprie idee e le proprie opinioni sull'esperienza vissuta o su qualcosa di solido e concreto, ma si lasciano trasportare da chi le idee le confeziona al posto loro. Sarà che viviamo in un paese dove la stampa non è veramente libera e dove il giornalismo è piegato ai voleri della cosiddetta "casta" (che in realtà somiglia assai più a una "cosca" mafiosa).

    Io credo che in Italia ci sia una fortissima crisi di idee e di valori condivisi, che manchi un vero e solido senso del bene comune e che la nostra classe politica non sia per nulla all'altezza della situazione. E' quindi molto più facile trincerarsi dietro gli estremismi e vedere la realtà tagliata a fette grosse.

    Sono sempre stato anche io un sostenitore della virtù della mediazione e dei "punti comuni". Trovare l'equilibrio personale e sociale è una cosa che richiede tempo e fatica e non è detto che ci si riesca durante una vita intera...

    Hugs and kisses!
    Mauri
    --

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  10. moky: caruccia la battuta canina... come dicevo in germania (ma questo dovresti saperlo vista la massiccia presenza us army in loco) tu faresti una vitaccia... anche se conosco vegetariani tedeschi, ma sono in una riserva tipo panda :-D

    Cu soon!! a Hug

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  11. Primaditutto, si puo' essere estremisti nella moderazione soltanto quando si estremizza la propria opinione e la si elegge "vangelo". Quando una persona diventa sorda alle opinioni altrui, allora e' un'estremista per me. Essere nel mezzo (e potete anche chiamarmi mediocre) significa che per esempio, alcune delle mie idee sono prettamente di liberali, altre piu' conservative, altre magari piu' puritane, altre ancora assolutamente scandalose. Soprattutto alla mia veneranda eta', non mi sento di essere definita da un'ideologia soltanto. Forse sono un'opportunista, cio' che mi va bene, lo raccolgo e rifiuto cio' che mi fa' schifo. Non mi importa da chi arriva. Le leggi le devo obbedire,non ho scelta, ma le ideologie come "pacchetto" all or nothing, no grazie!
    Non sono mai stata molto brava in storia, ma negli ultimi 5000 anni non c'e' stata un'ideologia che non abbia fallito. Persino la democrazia ha le sue falle. Forse per questo credo fermamente che se fossimo tutti un po' piu' nel mezzo, aperti come dei ventagli, ricettivi come spugne, empatici e pronti ad accettare, forse molti problemi verrebbero risolti. Non credo che ci siano state molte guerre, grandi e piccole, iniziate a causa di opinioni troppo moderate... chi erano i terroristi degli anni di piombo? Non ditemi che erano moderati...
    Per quanto riguarda Elisa, capisco il tuo punto di vista, ma non sono d'accordo. I miei commenti sul tuo post non sono stati fatti per correggere la tua opinione perche' sbagliata, in fondo la pensavo anche io come te 15 anni fa, ma solo per offrire il mio punto di vista di americanizzata, italiana anche io ma con piu' di un terzo della mia vita qui. Ho vissuto piu' anni da adulta negli US che non in Italia, dovra' pur contar qualcosa, no? Io credo che, a pari intelligenza e capacita' d'osservazione, la persona che ha vissuto in un paese straniero piu' a lungo ed ha avuto la possibilita' di osservare il paese piu' a lungo, ha una visione piu' profonda. Non si tratta di giusto o sbaglioato, e' solo una visione piu' ampia.

    Valeria, l'Italia come paese e' piu' giovane degli Stati Uniti. All'Italia manca un'identita' nazionale, siamo sempre, ancora un gruppuscolo di staterelli che si guardano di sott'occhio l'uno con l'altro. Non abbiamo un'identita' come nazione, non esisteva molto nel 1860, ed esiste ancora meno oggi. Un paese di grande cultura, tanti laureati, ma dove spoliticanti come Bossi (ancora vivo?? Mah!) sono considerati personaggi politici di rispetto....
    Per quanto rigurda il mio paese adottivo, le bandiere non sono solo sventolate dai repubblicani, ne' sono uscite solo dopo l'11 settembre. Ci sono sempre state, l'orgoglio nazionale esiste. Fortissimo. Scordati la dicotomia sinistra/destra all'italiana, perche' non esiste qui, o e' almeno molto diversa. Liberal/conservative: tutti e due amano il loro paese. E' vero che dopo il 9/11 l'orgoglio nazionale, fomentato dalla paura e dal dolore, e' stato esternato con bandiere ovunque, sulle macchine etc. Lo so che rompo, ma il Pledge of Allegiance e' sempre stato recitato all'inizio delle lezioni, l'inno e' sempre cantato in tutti gli eventi sportivi e in eventi in cui ci sia gente riunita. Non solo dopo l'undici settembre. In mancanza di un'identita' storica, gli Americani si sono creati una forte identita' nazionale. Magari troppo forte? Possiamo discuterne. Hai centrato in pieno sul support our troops vs. support the war. I soldati esistono, almeno in linea teorica, per difendere un paese, nel caso di un attacco. L'ideale sarebbe un mondo senza violenze ne' guerre, ma finche' ci saranno estremismi (religiosi, politici, etc), finche' viviamo in un mondo dove la moderazione e' vista come un handicap, un mondo di compassione e senza violenza, sara' sempre un'utopia.
    JJ ha come sempre scritto bene, tuttavia non sono sicura che l'eccellenza nasca dall'estremismo. Forse dall'estremizzazione razionale di un'idea e il tentativo di eseguirla, nel rispetto del benessere comune. Ovvio, mediare sempre puo' essere un male, nel senso che si vuole tener tutti buoni, non pestare i piedi a nessuno. Eppure si cresce molto di piu' ascoltando le varie opinioni e facendosene una propria, invece di seguire belando il capo del partito!

    E poi, com'e' che quando si vuole definire un atteggiamento un po' ottuso e testardo si dice "per partito preso"?

    Il mio lungo discorso si riferisce quasi totalmente alla mia visione degli US: manco dall'Italia da quando probabilmente la meta' di chi mi legge ancora faceva le medie o le elementari (agh!), mentre voi eravate in Italia a giocare con la Barbie o con il GI Joe, io ero qui a vivere, respirare, assorbire America, quindi ammetto la mia ignoranza sulla politica e la vita italiana... che e' stata rimpiazzata da quella americana!
    AMEN!

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  12. ciao, sono arrivato qui dal blog di jj e non ho potuto esimermi dal curiosare un po' in giro :)

    interessante il discorso (o meglio "i discorsi", visto che se ne intrecciano parecchi), ma sono un po' perplesso.

    un dubbio:
    perchè le idee "basate sulla mia esperienza personale" sarebbero a priori meglio di quelle basate sul "sentito dire altrui"?
    un paradosso (estremizzato e banalotto, ma non mi vengono improvvisazioni più brillanti)per spiegare il mio dubbio: io per fortuna non ho grandi difficoltà ad arrivare alla fine del mese. devo dedurne che in italia non esistono problemi economici per le famiglie?
    per fortuna sento altre persone che mi raccontano le loro esperienze, le soppeso, le incrocio, cerco di contestualizzarle. non penso che l'dea di Italia che ne ottengo sia meno valida, anzi.

    una provocazione:
    sarebbe più facile amare le truppe se evitassero di organizzare stupri di gruppo con massacro della famiglia annesso. certo sono episodi. certo non bisogna fare di tutta l'erba un fascio (parola causale, giuro). certo sono le solite poche bestie che fanno più rumore del resto del pacifico(??) gregge.
    però dai, sono un simbolo. in quel momento non sono solo persone, rappresentano un esercito, una bandiera, una nazione. non è difficile capire perchè "amare le truppe" non suoni così bene alle orecchie di molti.

    un'idea:
    uhm, estremismo e moderazione sono aspetti non scindibili nel progresso della società. il primo serve per sfondare le barriere, i confini, andare sempre avanti, scoprire nuovi territori della mente del singolo come della società; la seconda serve per evitare che una direzione diventi una deriva, che progresso diventi degenerazione, che evoluzione si confonda con destabilizzazione.
    tu sei la benedizione di ogni estremista, il suo contraltare, così come il mondo dove vivi è il frutto di qualche estremista che ha sfidato il dio tuono, poi di altri che hanno sfidato la legge del più forte, di altri estremisti che hanno spodestato il monarca benedetto da dio, dei loro successori che hanno impiccato la nobiltà corrotta, poi di quelli che senza nobili origini hanno osato dire che avevano diritto di produrre e accumulare capitale e di quelli che hanno osato dire che solo perchè non avevano capitale non erano bestie.
    per non dimenticare gli estremisti che hanno sfidato il voto per i soli uomini e quelli che hanno portato avanti la rivoluzione dei costumi e quella sessuale.
    ...beh, dai, senza entrare in troppa storia..."negli ultimi 5000 anni non c'e' stata un'ideologia che non abbia fallito" è un'affermazione verissima.
    hanno tutte fallito perchè sono state sorpassate da altre ideologie più avanguardistiche e innovative mentre i moderati delle rispettive epoche evitavano la deriva della loro società...

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