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martedì 8 novembre 2016

La notte prima dell'apocalisse.

Tra qualche ora inizieranno le elezioni presidenziali più controverse della storia americana.
Domani potrebbe essere l'inizio dell'apocalisse sociale ed economica di questo paese.
Sono esagerata? Non credo.
Mi voglio sfogare perché gli ultimi mesi qui negli US sono stati durissimi, da incubo...  in Italia le notizie arrivano sicuramente filtrate dopo che sono gia state filtrate attraverso i media americani, e vi voglio dire come e' la situazione.

Inizio con un enorme MEA CULPA, mi sento in qualche modo almeno parzialmente responsabile perché 4 anni fa avevo cantato vittoria troppo presto: in questo mio post del 2012 avevo parlato della cortissima campagna elettorale di Donald Trump con un sorrisetto mezzo trionfante, e con la certezza di averla scampata bella e di aver chiuso quel capitolo ridicolo della storia politica americana una volta per tutte. L'avevo fatto, lo confesso, con la tracotanza di chi era sicuro che certe cose negli US non succedono, che il successo politico di personaggi-macchietta come Berlusconi fosse limitato all'Italia, dove si creano partiti politici come fossero ricette per fare la pasta al sugo, e invece Karma mi ha fatto un gran pernacchione, e siamo ora qui ad un centimetro da prendercelo tutti in quel posto senza vaselina (come si direbbe nelle cerchie politiche più sofisticate dei supporter di Trump).

Dio come mi sbagliavo!

Donald Trump e' passato da magnate immobiliare/truffatore/protagonista di un reality, a clear and present danger, pericolo chiaro ed attuale non solo per noi qui negli US ma per l'intero pianeta, in pochi mesi, grazie ai media che hanno acchiappato al volo la possibilità di far esplodere i propri ratings per la prevedibile imprevedibilità di questo personaggio (per fare un esempio facile, immaginatevi un episodio del WWF, del wrestling americano quello dove tutto e' messa in scena, ogni atto e' falso e la gente lo sa ma ugualmente guarda affascinata) trasmettendo in continuazione discorsi e interviste senza mai almeno soffermarsi e chiedere "ma e' normale questo?", e grazie soprattutto ad un clima di diffidenza e odio verso lo status quo politico che pervade l'elettorato americano.
L'ascesa di Trump e il suo percorso ad un passo dalla Casa Bianca e' il risultato degli ultimi anni di politica della divisione e dell'odio, da quando cioè nella politica americana e' entrato l'ostilità verso il proprio avversario, da quando la divisione tra destra e sinistra e' diventato un baratro impossibile da attraversare. E il tutto e' iniziato con l'elezione a presidente di un uomo di origine africana. Se vi interessa capire bene come l'elezione di Obama sia stata la scintilla che ha causato l'incendio che chiamiamo Trump, vi consiglio il libro Over the cliff: how Obama's election drove the American right insane (Oltre il precipizio: come l'elezione di Obama ha fatto impazzire la destra americana): scritto nel 2010, sembra quasi una profezia di quanto sta accadendo oggi in America, di come sia stato possibile che un uomo senza alcuna esperienza politica, un uomo incapace di auto-controllo, un uomo disgustoso moralmente ed eticamente sia diventato il paladino delle masse più pigre ed ignoranti (pigre ed ignoranti perche e' più facile puntare il dito verso un capro espiatorio facilmente identificabile e perseguibile perché senza potere, che cercare di capire la complessita' di problemi economici creati principalmente da politiche che da anni favoriscono i ricchi e i mega-ricchi, cui vengono dati strumenti legali per non pagare tasse quando non gli vengono eliminate del tutto) che hanno incanalato il loro malcontento sociale generale verso il solito capro espiatorio, il "diverso", l'immigrato, il non cristiano, il non bianco, il non eterosessuale. E Trump, da demagogo dilettante dal carisma che solo i soldi può dare ha soffiato su questo fuoco e cosi facendo s'e' trovato al comando dell'armata Brancaleone di "veri patrioti" (sinonimo di "bianchi armati fino ai denti"), difensori della vita (sinonimo di anti aborto e pro-pena di morte) e della religione (solo quella cristiana con Gesu' bianco come un lenzuolo candeggiato con gli occhi azzurri, ovviamente, perché se assomigliasse ad un rifugiato siriano se ne stia a casa sua!) pronti a tutto per difendersi dal pericolo che un altro presidente democratico comporterebbe (incluso minacciare di accettare i risultati delle elezioni solo se Trump  vince!!)

E la possibilità che possa diventare presidente e' terrificante. Mi ricordo quando, durante alla campagna elettorale del 2008, alcune mie conoscenti dicevano tra loro che Obama era l'anticristo... sarebbe da rispolverare questa idea... perché se Trump non e' l'anticristo e' certamente quanto di più anti-cristiano si sia mai avvicinato alla Casa Bianca. Trump non ha rispetto per nessuno eccetto se stesso. Trump non ha interesse per niente eccetto in quanto sia in relazione al suo interesse, in altre parole vuole diventare presidente non per servire il paese, ma per servire il suo ego.

Non e' possibile elencarle tutte, ma volevo condividere alcune delle mie ragioni per NON votare l'obeso col Muppet in testa:

  • ha preso in giro pesantemente un giornalista perché disabile. E non si tratta di "dire quello che pensa", perché certe cose una persona che aspira a diventare presidente di una nazione non dovrebbe nemmeno pensarle. E' un omuncolo spregevole che non si scusa mai di niente di quello che dice o fa. In altre parole, una merda che cammina.
  • Non ha nessun rispetto per le donne, riducendoci ad un numero legato alla misura delle poppe, (se sono piccole, di sicuro la donna non e' un "10") o al nostro peso, chiamandoci maiali o cagne (ha chiamato Alicia Machado, vincitrice Venezuelana del concorso di bellezza Miss Universe di cui era proprietario, Miss Piggy dopo che aveva messo su un po' di peso, umiliandola di fronte alle telecamere mentre era in palestra...), insultandoci se osiamo contraddirlo (della giornalista Kelly che gli aveva fatto domande "dure" durante uno dei dibattiti,  aveva detto che le usciva il sangue dal sappiamo dove, sottintendendo con la sua solita classe che fosse mestruata quindi particolarmente cattiva..), vantandosi senza vergogna di  cominciare a baciare le donne cui e' attratto senza averne il permesso (infatti dice che prima di incontrare una donna attraente si succhia qualche Tic-Tac; la Tic-Tac, parte della Ferrero italiana, si e' poi distanziata il più possibile da Trump e dalle sue dichiarazioni!)  e di "prenderci per la figa" quando vuole perché e' una star e accettiamo di essere assaltate sessualmente perché lui e' famoso (solo se siamo un "10", ovviamente)       
  • ha dichiarato bancarotta per i suoi casino' in Atlantic City e recentissimamente, anche la Trump Tower di Toronto e' stata messa ad un passo dalla bancarotta dopo che per più di 3 anni (ha aperto nel 2012!) il proprietario, non Trump, che ha pagato fior fiore di soldi per usare il nome Trump per attirare compratori, non ha avuto il successo che si aspettava. Molti business che ha lanciato sono falliti, tra cui: Trump Airlines, Trump The Game (gioco di società), Trump Magazine, Trump Mortgage (society bancaria che offre mutui), Trump Steaks (bistecche di Trump... lasciamo stare), GoTrump.com, una sorta di Travelocity, Trump Vodka, e ultimo ma non per importanza, Trump University, università solo di nome dove con una serie di seminari gli "studenti" avrebbero dovuto imparare l'arte di fare soldi con investimenti immobiliari ma che in realtà ha fatto perdere centinaia di migliaia di dollari a poveri cretini pensavano di ricevere informazioni da persone laureate e invece erano solo motivational speakers ad cazzum. Trump University si trova ora ad essere la parte convenuta di diverse cause civili/class actions in New York a California.
  • Ha più volte fatto commenti come minimo non appropriati sull'apparenza fisica della figlia Ivanka,  a partire da quando era una ragazzina di 16/17 anni (chiedeva ad altre persone se la trovavano "hot"), passando al commento fatto nel 2006 durante un talk show, in cui disse che se non fosse stato sposato e lei non fosse stata sua figlia, ci sarebbe uscito insieme (ovvero, le avrebbe afferrato la figa, visto che per sua ammissione lui fa cosi con le donne che gli piacciono), fino al più recente (mai trasmesso) commento fatto durante un altro talk show, in cui ha detto che la bacia il più possibile. Ewww... non si tratta di una bambina di 3 anni, ma di una donna sposata di 30! Parentesi: cari uomini se avete una figlia e questi sono i pensieri che avete su di lei, fatevi ricoverare subito, perché non e' normale! E' perverso e raccapricciante, se poi includiamo i commenti fatti su Paris Hilton quando aveva forse 12 anni... che vomito...  e non entro nemmeno nel merito della causa civile iniziata da una donna che dice di essere stata violentata da Trump quando a 13 anni era stata invitata  ad una festa nel palazzo dell'amico miliardario di Trump, Epstein (poi condannato per pedofilia), causa che e' stata  recentemente ritratta per le troppe minacce di morte da parte dei simpaticissimi seguaci del Trombone col parrucchino.
  • Mente sempre, su tutto. Controllato da diversi website che si occupano di verificare i fatti  dietro le affermazioni fatte dai candidati, e' stato confermato che in media Trump spara cazzate enormi il 78% delle volte che parla. Pinocchio a lui ci fa una pompa (ma essendo un burattino, maschio e piallato, probabilmente no...) 
  • Nemmeno i suoi colleghi miliardari lo sopportano perché, come direbbero in Sicilia, e' un gran quaquaraqua',  perché sanno bene che non e' ricco quanto dice di esserlo (infatti e' il primo candidato alla presidenza in decenni a non rendere pubblica la sua dichiarazione dei redditi, perché probabilmente confermerebbe che 1- non paga le tasse attraverso qualche scappatoia legale o al limite del legale e che 2- non guadagna quanto dice.). E' molto interessante scoprire, grazie al famoso economista Robert Reich, che Donald Trump non e' assolutamente un businessman di successo, anzi! Perché se e' vero che il suo patrimonio netto oggi e' di 4 miliardi e mezzo di dollari, e che nel 1976 all'inizio della sua carriera il suo patrimonio era di 200 milioni, se avesse investito quei 200 milioni semplicemente in un fondo indicizzato, senza fare nient'altro,  oggi invece di avere un patrimonio di 4 miliardi e mezzo ne avrebbe uno di 12 miliardi! Senza dover dichiarare nessuna bancarotta, defraudare appaltatori e fregare impiegati! Godetevi anche voi Mark Cuban, miliardario che s'e' davvero fatto da se', fare uno stupendo bitch-slapping di Trump al Late Show with Stephen Colbert!

  • Amici e famigliari che fanno parte della comunità LGBTQ: Trump ha confermato diverse volte che eliminerebbe la legalizzazione federale dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, lasciando che ogni stato se ne occupasse individualmente, aprendo cosi le porte alla discriminazione in stati dove chi e' al governo e' governato dalla religione.
  • I suoi supporter, che sono nella stragrande maggioranza o apertamente razzisti e omofobi... Tra l'altro il giornale ufficiale del Ku Klux Klan, il Crusader, ha dato il suo appoggio ufficiale a Trump, senza che nessuno, ne' lui ne' lo staff della sua campagna elettorale abbia denunciato tale endorsement, e se questa non e' ragione sufficiente per evitare un candidato come se fosse la peste bubbonica, ragazzi, siete messi male. Anche volendo abbassare i propri standard elettorali, diciamo che mi farebbe schifo votare per lo stesso candidato sanzionato dall'organizzazione razzista più conosciuta nel mondo! 
  • Hillary Clinton ha ricevuto l'approvazione ufficiale di testate giornalistiche importanti in tutti gli stati, anche di alcune che non avevano MAI fatto l'endorsement di un candidato democratico prima (come ad esempio l'Arizona Republic, quotidiano notoriamente di tendenze repubblicane). 
  • Infine non potrei mai votarlo perché semplicemente e' uno stronzo disgustoso, anzi per usare le sue parole, e' "un maiale" fisicamente e mentalmente (e mi scuso profusamente con i maiali, che ho imparato recentemente, sono intelligenti più dei cani). 
Ovviamente, queste sono solo alcune ragioni importanti secondo me per non votarlo. 
Ma poi esiste anche il fatto che sinceramente si trova a competere contro un candidato che e' qualificato come pochi, e lo dico da Bernie supporter, e se c'e' una cosa che mi fa incazzare come una biscia avvelenata e' quando sento dire, specialmente da persone che non vivono qui, che non c'e' nessuna differenza tra Clinton e Trump, perché cazzo, o vi siete addormentati per gli ultimi18 mesi oppure ci siete proprio, perché e' come paragonare un raffreddore alla lebbra. O l'ebola.

E lo dico da fan di Bernie Sanders, io che non solo ho partecipato ad un suo rally (il primo rally della mia vita, ottobre 2015!)




ma mi sono sbattuta per fare telefonate agli elettori prima delle elezioni primarie in Arizona, assieme ad un bel gruppetto di sostenitori...



... ve lo dico da supporter di Bernie e ve lo riconfermo che la Clinton non era la mia prima scelta, principalmente perché il messaggio di Sanders risuonava più forte e più vicino al mio pensiero di quello di Hillary. E come a tanti, anche a me Hillary dava l'impressione di essere non sincera, di essere una entitled, una che ha ricevuto titolo, fama, soldi senza meritarli...  ex-first lady, senatore, segretario di stato... vabbe' dai, se non fossi stata la moglie di Bill Clinton, col cavolo che...

Ovviamente quando Sanders non ha ricevuto la nomina ed ha chiesto ai suoi supporters di votare per Hillary, sono stata "costretta" a rivedere la mia posizione su di lei e ad approfondire la mia analisi fino ad allora superficiale di questa donna, ed ho scoperto diversi fatti che non conoscevo, alcuni banali ma interessanti, ad esempio che lei, figlia di una famiglia middle class molto conservative, ha frequentato scuole obbligatorie pubbliche (in opposizione a Trump che invece ha frequentato scuole private) e si e' sempre sbattuta sin dall'università per i diritti civili delle minoranze a partire dagli afro-americani alle donne. Ho scoperto che ha sempre lavorato tanto a scuola, e avrei dovuto immaginarlo perché per essere stata invitata, primo studente nella storia della sua università, a fare un discorso (lo trovate qui) alla cerimonia di Commencement (la cerimonia della laurea) deve essere stata quanto meno una studentessa speciale. Il suo curriculum post laurea e' altrettanto impressionante, e ricordiamoci che parliamo dei primi anni '70, quando le donne erano ancora principalmente relegate in cucina, certo non nelle università o in tribunali.
Come First Lady si e' distinta per aver portato avanti la causa dell'eguaglianza dei diritti delle donne anche in paesi dove il trattamento delle donne non era esattamente stellare (e' stata sua la frase "Human rights are women's rights and women's rights are human rights")

No, Hillary non e' un candidato perfetto ma diciamocelo, per quanto ami Sanders, non lo era nemmeno lui (anche se le sue mancanze erano davvero minime secondo me) ma da li' ad affermare che non ci siano differenze con Trump? Say what? Dai su, pensiamo con il cervello e non con altre parti del corpo! Diciamo che il problema di Hillary Clinton e' che e' stata la moglie di un presidente democratico discretamente amato dagli americani, un presidente che, nonostante lo scandalo di Monica Lewinsky e del pompino nella stanza ovale (che a noi europei ci fece un pippa, scusate il giro di parole poco elegante, poi a noi italiani che avevamo eletto Cicciolina aveva pure fatto un po' di tenerezza...) e' ancora riconosciuto come uno dei presidenti moderni di più successo, per le sue vittorie in campo economico e sociale, e i republicans intuendo le sue brame per la casa bianca, quando ha terminato il suo servizio come segretario di stato (durante il quale, cosi come durante gli anni da senatore di New York e' sempre stata elogiata da colleghi di entrambi i partiti), hanno subito cercato di rovinarla in qualche modo, prima con lo "scandalo" di Benghazi (dopo non so quante investigazioni e una spesa di una decina di milioni di dollari, hanno confessato che lei si era comportata in modo giusto o comunque non aveva tradito il paese e che queste numerose inchieste erano state create apposta per diffamarla e bloccarla dal candidarsi) e poi incessantemente con lo scandalo delle email. Roba che gia' durante il primo dibattito in ottobre Sanders con il suo solito fare sincero e diretto aveva detto che gli americani sono stufi di queste dannate email. Ebbasta!
E invece...
Per i repubblicani le email della Clinton sono diventate la pistola fumante, il capo d'accusa principale... Criminale, traditrice, bugiarda... ho cercato di capire meglio questa storia delle email e sono andata su Wikipedia, che per quanto sia Wikipedia e quindi con certi limiti, aiuta certo a capire come la sostanza di tutte queste accuse sia poca e labile a dire poco. Ma non c'e' niente da fare, la Clinton e' colpevole di tutto, infatti sui Clinton ma specialmente su di lei circolano delle teorie complottiste che ci sarebbe da farci un documentario! E' stata accusata nel corso degli anni dell'omicidio di più di 90 persone (ma e' parente dei Soprano?), di gatticidio, di essere lesbica, di essere bisessuale, di aver coperto la presenza di un figlio illegittimo di Bill da donna afro-americana ovviamente, di aver condotto con Bill l'importazione di cocaina, di essere una mussulmana lesbica che segretamente sta cercando di imporre la legge di sharia negli US, di aver condotto un fallito colpo di stato marxista, ispirata da Gramsci... non vi sto a pigliare per il culo, sono tutti complotti di cui lei e' protagonista...

Non mi meraviglio che la gente, inclusa io, non si fidi di lei!

Alla fine la piattaforma elettorale finale della Clinton e' molto simile a quella di Sanders (università statali tuition-free per studenti le cui famiglie hanno un reddito sotto i $120.000, ad esempio) e se domani riusciamo non solo a fermare Trump ma anche a ribaltare il senato e la camera dei rappresentanti, c'e' la speranza non solo che l'apocalisse venga sventata ma che il progresso sia assicurato almeno per i prossimi 4 anni.
E non dimentichiamoci della SCOTUS, la Corte Suprema, e del fatto che gia un membro sia mancante dopo la morte non prematura di Antonin Scalia e che almeno altri 3 sia puri-settantenni potrebbero mancare nei prossimi 4 anni: se l'idea che Trump nomini giudici anti-aborto, anti-gay non vi spaventa, state leggendo il blog sbagliato.

Lo so che molti in Italia sono convinti che la Clinton voglia iniziare una guerra con la Russia, vi dico solo di controllare le fonti di queste notizie (spesso sono siti pseudo-giornalistici come Breitbart oppure riportano quanto detto da Trump come se fosse l'analisi fatta da esperti di diplomazia internazionale o militare), e di considerare invece che e' un fatto che Trump passa le notti su Twitter a mandare iatture a trasmissioni come SNL per averlo preso in giro. Trump passa ore su Twitter ad insultare comici che lo usano per fare satira, donne che raccontano che tipo di persona sia... (infatti la sua campagna gli ha bloccato l'accesso a Twitter negli ultimi 2 giorni!) Immaginatevi per un secondo che questa persona che si incazza per una presa in giro da parte di un comico sia a conoscenza dei codici per lanciare le testate nucleari...


Per il resto tra 24 ore sapremo se avremo 4 anni certamente di lotte per spingere in avanti il paese, e con noi speriamo il resto del mondo o 4 anni da incubo.

p.s.: io ho votato 2 settimane fa e il mio voto e' gia' stato registrato (che bello poterlo controllare online!).




















martedì 4 novembre 2014

Omofobia? No, grazie. (E no, Halloween non e' la festa di satana…)

Oggi e' il giorno delle lezioni, ma io ho votato due settimane fa, visto che in Arizona, e diversi altri stati, e' possibile farlo via posta in anticipo, o persino di persona, come Obama che ha votato nel suo seggio in Illinois il 20 ottobre.
Pragmatici o pigri? Non importa, la mia speranza e' che con queste votazioni cambi qualcosa al congresso, e siccome non abbiamo più CNN, che Dish Network ha litigato con Turner, che e' il provider appunto di CNN per chi ha il satellite, ho difficoltà ad avere notizie live dei risultati elettorali

La lettera contenente la scheda elettorale, il ballot
La scheda compilata


Il mio voto, e quello di mio marito, pronti a partire...

Quando vivevo in Italia, non esisteva niente di simile: il "libro" con descritti tutti i candidati, distretto per distretto,  e la descrizione di tutti i vari referendum, locali o statali. Molto utile!

Anyway, giovedi' scorso sono poi andata a pranzo con L., la mia (ex) amica, moglie del razzista, protagonista di questo post, dopo più di un mese di tira e molla, che hanno dimostrato ulteriormente la relazione tossica di sottomissione che ha con il marito: le dicevo "Facciamo domani? O dopodomani?" E lei sempre, no, non posso fare questa settimana perché devo preparagli il pranzo prima che va al lavoro, la prossima devo aspettare che rientri dal turno di notte per metterlo a letto… insomma, cazzo, tu hai 45 anni, lui ne ha 47, siete sposati da 10 anni, e' possibile che non sia in grado di farsi un panino o riscaldarsi una minestra,  togliersi la divisa, farsi una camomilla e rimboccarsi le coperta da solo? Ovviamente quando l'ho raccontato a mio marito, lui mi ha detto che e' un bel gesto da parte di una moglie, sottintendendo forse che io non li faccio… più (gli ho grugnito un vaffanculo senza problemi), ma io, se ci fosse di mezzo un'amicizia cui evidentemente tengo (e visto che e' stata lei a ricontattarmi, pensavo che lo fosse) e avessi voglia di trovarmi con questa persona, per una volta farei un'eccezione, o no?

Vabbe', scelgo il "ristorante", Chipotle, il cui menu e' provvidenziale per i vegani, e ci troviamo li' fuori alle 12 (io avevo proposto alle 11:30, perché alle 12 arrivano tutti i militari della base ed e' un casino, ma ovviamente mi aveva detto "Devo mettere R. a letto", manco avesse 3 anni…). Le offro il pranzo e di sediamo.

La mia testa era piena di pensieri, anche dei vostri suggerimenti, dei vostri commenti… chi diceva yea e chi diceva nay, vale la pena o no, e' giusto o meno… sinceramente io volevo davvero cercare di rammendare questa relazione, rattoppare questo strappo nel tessuto della nostra amicizia, che diversamente da altre mie relazioni con parenti/amici, terminate perché la fiducia su cui si basa normalmente un rapport era stata rovinata,  era invece stato causato da un disaccordo tra le mie convinzioni e quelle del marito. Certo anche questa e' una motivazione importante, ma volevo dare il beneficio del dubbio ad una persona che francamente non mi aveva fatto del male direttamente, presumevo solo per interposta persona che fosse un'ignorante razzista, ma non ne avevo conferma diretta.

Chi mi conosce sa che sono una che parla, sempre e tanto (con qualche eccezione ovviamente) e di tutto, quindi non ho avuto nessun problema ad iniziare una conversazione neutra su figli, vacanze, Legoland, ottovolanti, scuola, cibo… e durante il pranzo, che e' durato un bel 45 minuti, l'atmosfera tra noi sembrava distesa, quasi normale, così ho suggerito di andare a farci una tazza di te' da Starbucks, che qui da noi si trova all'interno dei 2 supermercati e di Target, anche per continuare a chiacchierare. Ma forse inconsciamente mi aspettavo che qualcosa sarebbe successo.

Questa volta e' lei ad offrirmi il te', ci sediamo un'altra volta… lei mi guarda e dice che le dispiace tanto per quello che e' successo con il marito, mi dice che e' impossibile avere una discussione con lui, che lui non sente ragione… io annuisco perché ha proprio ragione, poi mi dice che lei, ogni volta che lui comincia a parlare di politica, si chiude le orecchie tant'è che, quando le avevo detto nel mio email di come mi ero sentita offesa dalle parole razziste del marito, lei non se le ricorda perché non le aveva sentite. Non aveva sentito niente.
Urca, davvero? Ho pensato subito: o ha un dono incredibile di auto-isolamento di cui mi deve spiegare il segreto, oppure sento odore di bullshit, di stronzate perché se e' vero che capita anche a me, più spesso di quanto vorrei, di dimenticarmi di informazioni che mio marito mi butta addosso, specialmente se me le dice mentre sono presa e sto facendo qualcos'altro, se c'e' una discussione in atto, ed io sono seduta allo stesso tavolo, mi e' assolutamente impossibile non ascoltare quello che viene detto. Opure se proprio non voglio ascoltare, devo alzarmi ed andarmene.
Abbozzo un sorrisetto e le confermo che certo, suo marito e' molto testardo, ma che comunque pur rispettando in generale opinioni politiche diverse, non le rispetto quando diventa una scusa per glorificare razzismo e omofobia.

Vi giuro che non avevo nessuna intenzione di provocare o di ricominciare niente, volevo solo godermi un bicchiere di te' verde freddo alla pesca in pace con un'amica, ma lei mi dice:

"If we allow gays to get married, who can prevent people from marrying their dogs? Or their cats? Just look at the per store, look at the clothes people buy for their pets..." 
(Se consentiamo ai gay di sposarsi, chi puo fermare la gente che vuole sposarsi col suo cane? O gatto? Va a vedere nei negozi per animali, vai a vedere i vestiti che la gente compra per i propri animali domestici….)

Fate un momento di pausa, così da assorbire, come ho dovuto fare io, l'immensità iperbolica della mancanza di buon senso nascosta dietro queste parole. La profonda idiozia di tale "ragionamento"...

Vabbe', io comunque sono scema, avrei dovuto ancora una volta, guardare l'orologio, alzarmi e dire "OMYGOD e' tardi, devo andare a farmi pulire i canali auricolari perché continuo a sentire cose che non vorrei.." ed andarmene.
E invece non l'ho fatto e ho cercato invece di "ragionare" con un'idiota che, ora ne sono convinta, passa la giornata ad ascoltare gli idioti che conducono le trasmissioni e i notiziari di FOX News Channel (canale di notizie che funge da megafono per i Republicans e la destra conservatrice americana, in mano ovviamente alla cariatide internazionalmente conosciuta come Rupert Murdoch)…

Non ho potuto esimermi dal darle una piccola lezione di come usare quel poco di cervello che siamo capaci di utilizzare:
"Ok, anzitutto, la gente che spende montagne di soldi per comprare un tutù da $50 per Fifi' o il tapis-roulant fatto apposta per cani per Fido, lo fa' perché questi animali rappresentano o sostituiscono molto probabilmente dei figli che magari non hanno avuto o che sono cresciuti, certamente non perché li considerano dei trombamici a quattro zampe e debbano ricordarsi del loro anniversario! Comunque se questo e' un tuo timore vero, per rassicurare chi come te pensa che innamorarsi di una persona equivalga all'affetto che uno prova per il proprio pesce rosso, mettiamo nella legge una clausola: matrimonio tra persone dello stesso sesso OK, purché della stessa specie.  Andrebbe meglio così?"

"Well, they can call it a marriage, but it's not a real marriage anyway…" (Lo possono chiamare matrimonio, ma non e' un vero matrimonio comunque…)

"Vabbe' allora, stiamo facendo elucubrazioni semantiche: tu chiamalo quello che vuoi, chiamalo sedia o tavolo o "Homarriage"… in generale si usa la parola matrimonio perché tutti sanno di cosa si tratta, cioè la certificazione dell'intenzione e dell'impegno di voler passare la vita insieme alla persona che ami, chissenefrega del nome alla fine, no? purché questa unione sia ufficializzata e riconosciuta dalla legge, dal governo, purché vengano riconosciuti alle due persone che ne fanno parte gli stessi diritti di due persone di sesso diverso unite in matrimonio, come ad esempio il diritto alla pensione del proprio sposo/a, il diritto di visitarsi in ospedale, e il diritto (e qui sono stata cattiva, ma pure i buoni si rompono i coglioni, e io proprio buona non sono) di avere figli e crescere una famiglia, se così vogliono."

Silenzio.

Il mio te' a quel punto era pure pure finito.

"Ma guarda un po' che ora si e' fatta… ora devo proprio andare a fare un paio di spesucce… Ci sentiamo più avanti? Ti chiamo quando vado a correre al parco…." (Mica ho mentito perche' secondo voi, quand'e' che vado a correre al parco? wink link…)

Cosi' e' finita un'amicizia. Magari ci troveremo anche da qualche parte, ma il mio tempo e' molto limitato e la mia pazienza molto sottile, quando si tratta avere a che fare con ignoranti. E forse sono ignorante anche io perché davvero, certe idee non le tollero.

Ma a parte il discorso che riguarda l'impossibilita' di coltivare e mantenere un'amicizia degna di tal nome con una persona che ha idee sociali che sono diametralmente opposte alle mie, volevo sottolineare l'importanza per tutti di vagliare le fonti delle informazioni che si ricevono, specialmente negli ultimi anni, dove grazie a mezzi di comunicazione sociale come Facebook, Twitter, etc. veniamo bombardati da un numero fantasmagorico di cagate informazioni che vengono disseminate con lo scopo di impaurirci, di farci rimanere, proprio come i Croods, dentro alla nostra caverna, circondati dal falso senso di sicurezza che in realtà non fa' altro che impedirci di aprire la mente e il cuore, come ad esempio essere convinti che consentire anche alle persone gay di sposarsi rovini l'istituzione del matrimonio (come se già non fosse messa in ridicolo dal numero di divorzi), e che apra le porte alla possibilità che si possano sposare cani e gatti… ma SUL SERIO, tra di loro….

Questo fear-mongering, l'atto di suscitare deliberatamente nella gente paure e allarmi su un "problema" particolare, e' una tecnica che viene usata quotidianamente dalle varie religioni… e quale esempio più a proposito di Halloween e del terrore che in Italia vi e' stato trasmesso da personaggi ecclesiastici di poca intelligenza e ragione?
Ho visto che parroci, esorcisti (si' perche se c'e' qualcuno che proprio ispira fiducia e' uno che per lavoro caccia i demoni, eh?), monache e catechisti… tutte questa autorità della fede cattolica hanno deciso di spaventare i fedeli, o almeno quelli che hanno perso la capacita', o magari non l'hanno mai avuta, di usare il proprio cervello e fare domande di fronte a ciò che non capiscono e ragionare autonomamente, e garantirgli una visita di Satana nel caso avessero messo una zucchetta sul pianerottolo o dato una caramella ad un bambino che la chiedeva la notte del 31 ottobre.
Ormai non uso Facebook molto, se non con la pagina di questo blog (e se volete seguire i miei deliri con una frequenza più giornaliera, cliccate su "mi piace" a fianco e vi tedierò quotidianamente), ma il giorno prima di Halloween mi e' capitato di leggere su una bacheca di un amico un post sui pericoli di Halloween, pubblicato da un "famoso esorcista", tale Padre Amorth (che comunque cazzo, con un cognome così, solo l'esorcista poteva fare… o aprire delle pompe funebri…) che rifacendosi a questo post del blog di un altro oscurato Don (leggete questo post a vostro rischio e pericolo, e' qualcosa di paurosamente ignorante), ha causato in migliaia di italiani questo terrore di Halloween, perché…  Satana. Perché… gli scheletri e le bare.  Perché… i cartomanti e i lettori di tarocchi.

Se c'e' qualcuno dei miei lettori fedeli o novelli che fa' parte del gruppo di fondamentalisti religiosi … pazzi… ingenui che si e' fatto convincere che Halloween sia una celebrazione di Satana, allora vi invito qui per il prossimo 31 ottobre, perché davvero, non siete mai stati in America ad Halloween: non c'e' proprio niente di satanicamente celebratorio nel vedere bambini e adulti vestiti da principesse, Ninja Turtles, e altri personaggi (e includo anche diavoletti e angeli, scheletri e mostri) camminare per ore, spesso al freddo, per ricevere caramelle e dolciumi gratis. L'unica cosa diabolica in questa festa e' sapere che a casa loro in questo momento, tutti i dentisti stanno pianificando la prossima in crociera nei Caraibi. Con famiglia.

La famiglia di satanisti all'opera…..




Questo e' il nostro "cimitero" di Halloween… niente paura, sono amica di satana, ci troviamo a giocare ogni tanto a battaglia navale e Trivial Pursuit….


lunedì 29 settembre 2014

Quando il razzismo ti aspetta dietro la porta accanto: The Sequel (ovvero vale la pena chiarirsi, sempre)

Vi ricordate della mia vicenda col marito razzista della mia amica?
Se non ve la ricordate, questo e' il post in cui descrivevo l'altamente sgradevole pomeriggio di più di 9 mesi fa, in cui il marito della mia amica L. si era rivelato una delle persone più ignoranti e razziste con cui abbia mai avuto a che fare personalmente, creando così una situazione difficile: preservare la mia dignità e quello in cui credo, e per evitare future conversazioni evitare lui e famiglia, quindi a tutti gli effetti tagliare non solo i miei ponti con la mia amica, ma anche quelli di Violet con la sua figlia, oppure continuare a frequentarli facendo finta di niente.

Ovviamente avevo scelto la prima opzione, ormai un ponte in più o uno in meno...

Ancora oggi, quando ripenso a quel pomeriggio, mi sconvolge non solo il pensiero che esistano persone di tale ignoranza (e che procreino!), ma anche il fatto di essermi comportata un po' da codarda, scegliendo la fuga invece del confronto (ho persino richiesto alla segretaria della scuola di mettere Violet in una classe diversa della figlia)… proprio io, che non sopporto le persone che agiscono e parlano alle spalle, mi sono trovata a fare la la stessa cosa.
Ma considerando che il marito e' armato e secondo me, leggermente instabile, ho preferito la dipartita silenziosa, piuttosto che rischiare di trovarmi nel mezzo di un'altra discussione inutile (never argue with stupid) e finire per fare quello che dentro di me avrei voluto davvero, e cioè dirgli esattamente quello che pensavo di lui. Difficile dire ad una persona che le sue idee ti fanno vomitare e sono la disgrazia dell'umanità, senza offenderla personalmente e magari scatenarne le ire.

Tutto procedeva tranquillamente secondo il mio piano vigliacco, finche' 2 settimane fa ricevo questa email:

Hi Monica,  It's L.  I don't know if this email is going to come out correctly.  
But I hope it does, because I miss you. If I have done anything to offend you, I truly did not mean to.  I didn't think we had parted badly when we had the political conversation with R., but it's the last time I saw you and I was hoping that wasn't the case.  But if you were offended or felt like we "ganged" up on you I apologize from the bottom of my heart.

I was hoping we would've gotten together sooner knowing that Violet and S. are in the same school.  And I was hoping that when we moved you would've said something to me.  But speaking to my sister and gripping that I miss you, she said well maybe you were waiting for me to tell you that we moved and that your feelings are hurt that I didn't tell you which furthered the feeling of you being offended.


Either way I don't like having this feeling of something bad between us.  Now if you feel we've grown apart, I understand and will be sorry we did.  But hope if we bump into each other I can still say "Hi." .

If you want you can text me or call me back.
- L.

Ciao Monica. Sono L. Non so se questa email uscira' correttamente. Ma lo spero, perche' mi manchi.
Se ho fatto qualcosa per offenderti, davvero non era la mia intenzione. Non pensavo ci fossimo salutate malamente quando avevamo fatto la conversazione politica con R. (il marito - n.d.M.), ma e' stata l'ultima volta che ti ho visto e speravo che questo non fosse il caso. Ma se ti sei offesa, o se ti sei sentita come se ci fossimo coalizzati contro di te, ti schiero scusa dal profondo del mio cuore. 
Speravo che ci saremmo potute trovare prima, sapendo che Violet e S. sono nella stessa scuola. e speravo che quando ci siamo trasferiti (hanno traslocato a giugno in un'altra casa nella zona - n.d.M.)tu mi avresti detto qualcosa. Ma parlando con mia sorella e colpita dal fatto che mi manchi, lei ha detto che forse tu ti aspettavi che ti avessi detto che c'eravamo trasferiti e che i tuoi sentimenti sono feriti perché non te l'ho detto, che a sua volta ha aumentato il tuo sentirti offesa.
In ogni caso non mi piace avere questa sensazione che ci sia qualcosa di brutto tra di noi. Ora se ti senti che ci siamo allontanate, capisco e mi dispiace che sia successo. Ma spero che se dovessimo incontrarci per caso, posso ancora dirti "Ciao".
Se vuoi puoi mandarmi un messaggio o chiamarmi.
L.                


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Bel messaggio, vero? Bello e accorato… tant'e' che io mi sono detta: e ora? Cosa rispondo? 
Di fronte ad una persona che si espone e che mi parla col cuore in mano, almeno in apparenza, devo rispondere onestamente, provare a spiegarle cosa ho provato e farlo cercando di non offendere le sue opinioni pur difendendo le mie; con tatto spiegarle la mia posizione, senza attaccare il marito e metterla sulla difensiva, ma anche senza compromettere quello in cui credo profondamente.

Non e' stato facile: avete presente camminare su un filo?

Ho cosi' iniziato a scrivere una risposta, cercando di esprimere quello che avevo provato e che provavo, e anche quello che volevo ho scritto e riscritto, tagliato e incollato, una fatica immane… 

Ho invitato anche Emily a leggere la bozza e dirmi cosa ne pensava (sia a lei che a Vivian conoscevano tutta la storia): in tutte le differenti versioni del mio messaggio, riuscivo a comunicare bene il mio pensiero, finche' non arrivavo alla chiusura, perché visto il suo approccio assolutamente nonconflittuale, non volevo finire questa lettera con una dichiarazione di guerra. Il mio intento iniziale, quello di proteggere me stessa e soprattutto proteggere Violet da ideologie razziste e bigotte, rimaneva forte ma mi sembrava giusto offrirle l'occasione di spiegarsi, visto che lei per prima l'aveva data a me.
Alla fine ho deciso che la cosa migliore era dare a lei l'opportunità di decidere cosa fare, come si dice qui "to put the ball in her court": in altre parole, questa e' la mia posizione, decidi tu.

Alla fine, dopo tanto editing, questa e' l'email che le ho inviato, a mio modesto parere quasi un capolavoro di "diplomazia intransigente":

Hi L.,
thank you so much for writing this. It has taken me some time to reply to your message, because while I need to explain what happened, I'm trying to do it with consideration to your opinions, as I truly valued your friendship and that of our girls.

First let me tell you that I have missed you as well but you are right: after the "conversation" we had a few months ago, which I wouldn't call "political" as I felt it was more like a weird quasi-apology of racism, I went home flabbergasted. I had never before being confronted by such prejudices from people I personally knew.

I'm going to be honest, I was really upset, I couldn't reconcile what I knew about you with all those awful ideas and stereotypes... no, I didn't really think that you guys "ganged up" on me, because you didn't say one word during the entire time R. and I were talking, so I was actually hoping that perhaps you were silently disagreeing with your husband, just like sometimes I do with mine.

Everybody has a right to their own opinions, I understand this and I respect it, but when these opinions are harmful to minorities, I find it really hard to ignore them and pretend all is normal. They become the elephant in the room. 

In hindsight, I made the mistake to take the bait and perhaps antagonize R., while I should have just grabbed any excuse, and leave as soon as the "all blacks have something wrong in their brain" idea was brought up. But I felt the need to somehow "defend" my black friends and all the people who do not have something wrong in their brain but just so happen to have a skin of a darker shade.

I understand we all have different (political) views, but in this case, it was beyond a political disagreement.
I truly believe that there are no racial hierarchies, that not one race is better than the other, and I don't believe for a second that there is something inherently or genetically flawed in any race, and that is what I want my kids to learn and live by. This is kind of one of my core beliefs, actually.

I would like to get together again, but I feel a bit uncomfortable, and especially I feel protective of Violet, in case any of those views are passed on to your kids: maybe you would feel the same if someone said to you that all South Americans and people of South American descent were inferior, or lazy or had something wrong in their genes.  
I'm not sure what to do.  
What do you suggest?


Monica



Ciao L., ti ringrazio tanto per avermi scritto. Mi ci e' voluto un po' di tempo per rispondere al tuo messaggio perché, mentre ho bisogno di spiegare cosa e' successo, sto cercando di farlo tenendo in considerazione le tue opinioni, visto che ho apprezzato la tua amicizia e quella delle nostre figlie.

Anzitutto lasciami dire che mi sei mancata anche tu ma hai ragione: dopo la "conversazione" che abbiamo avuto alcuni mesi fa, che non chiamerei "politica" , visto che mi e' sembrata più una semi-apologia del razzismo, sono tornata a casa a bocca aperta. Non mi era mai capitato prima di venire confrontata da tali pregiudizi da persone che conosco personalmente.

Devo essere onesta, ero davvero sconvolta, non riuscivo a riconciliare ciò che sapevo di te con tutte quelle terribili idee e stereotipi… no, non ho pensato che vi foste coalizzati contro di me, perché tu noi hai detto una parola durante tutto il tempo in cui R. ed io parlavamo, quindi io speravo che tu fossi silenziosamente in disaccordo con tuo marito, così come faccio talora io. 

Ognuno ha diritto alla propria opinione, lo capisco e lo rispetto, ma quando queste opinioni sono nocive alle minoranze, trovo molto difficile ignorarle e far finta che tutto sia normale. Diventano l'elefante in salotto.

In retrospettiva, ho commesso l'errore di abboccare e forse oppormi a R., mentre avrei dovuto trovare una scusa qualsiasi ed andarmene non appena l'idea che "tutti i neri hanno qualcosa di sbagliato nel cervello" e' stata introdotta. Ma ho provato il bisogno di "difendere" in qualche modo i miei amici "neri" e tutte le persone che per caso hanno la pelle di una gradazione più scura.
Capisco che abbiamo tutti diverse opinioni (politiche), ma in questo caso si tratta di qualcosa oltre al disaccordo politico.
Credo davvero che non esistano gerarchie razziali, che non esista una razza migliore di un'altra, e non credo per un istante che esista qualcosa di inerentemente o geneticamente difettato in nessuna razza, e questo e' quello che voglio che imparino i miei figli e che lo vivano. Questo e' tipo una delle mie convinzioni essenziali.
Mi piacerebbe che ci trovassimo ancora, ma mi sento un po' a disagio, e specialmente mi sento protettiva nei confronti di Violet, nel caso alcune di queste opinioni venissero passate alle tue figlie: forse anche tu proveresti le stesse cose se qualcuno ti dicesse che tutti i sud americani e i discendenti di sud americani sono inferiori, o pigri o hanno qualcosa di sbagliato nei loro geni. (il marito e' cileno n.d.M.)

Non sono sicura di cosa fare.
Tu cosa suggerisci?
Monica

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La sera seguente (sabato) mi e' arrivata la sua email di risposta:

Thank you so much for your insight Monica. I did keep myself out of the conversation on purpose.  1) because I don't like politics - I feel like I really never get the whole story about what the government is doing so I won't go out of my way to read what's going on like R. does. So when he starts talking politics I keep one ear open. 

But I thought maybe you thought I was in support of everything Rob was saying, I'm not but 2), I have mixed feelings about the other subject. 

Like you I don't think that any one race is superior to another and I surely am not teaching that to my children. And to be honest with you I don't even really remember that part of the conversation. I kinda tune-out R. when he gets to talking that way because, I've found, there is no true discussion with him. But I will say we as a society are doing something wrong when there is a majority of one race that is violent towards themselves and towards everyone else and they are making up the majority of our jail system and live off the government. 

I wish I knew how to help, but it doesn't seem like (them, as a majority) want help. That they don't want better lives for themselves other than selling drugs and being in gangs.  Now I know that sounds racist and it is. But at the same time I look at individuals and what's inside not the outside and I love it when I see someone succeed "against-all-odds". Maybe I'm not making sense. It be easier if I were talking with you. I hope we can get together sans R. and discuss whatever you'd like, You do know me, I am not a bigot.  I'm very open-minded to things and have an east spirit when it comes to other peoples opinions. I wish everyone could just get along!

I hope we can meet and have lunch together and just put this behind us and laugh at the absurdity that conversation was!!.   

Hope to hear from you soon.

L.

Ti ringrazio tanto per la tua perspicacia, Monica. Mi sono tenuta fuori dalla conversazione apposta per due motivi. 1) perché non mi piace la politica - mi sembra che non si riesca mai avere una storia completa di cosa stia facendo il governo, quindi non faccio uno sforzo extra per cercare di capire cosa stia succedendo, come fa' R. Così quando comincia a parlare di politica, ho solo un orecchio aperto. 2) Ho sentimenti contrastanti sull'altro argomento. Come te, non pensi che una razza sia superiore ad un'altra e sicuramente non insegno questo alle mie figlie. E ad essere onesta con te, non mi ricordo nemmeno quella parte della conversazione (perché evidentemente aveva solo un orecchio aperto  n.d.M.) In pratica smetto di ascoltare R. quando comincia a parlare in quel modo perché mi sono resa conto che non si può discutere con lui. Ma ti dirò che noi come società stiamo facendo qualcosa di sbagliato quando c'e' la maggioranza di una razza che e' violenta verso se stessa e verso tutti gli altri e che costituisce la maggioranza del nostro sistema carcerario e che vive di sussidi del governo. Vorrei sapere come aiutare, ma non sembra che loro, la maggioranza, voglia aiuto. Che non vogliano una vita migliore per se stessi a parte vendere droga e essere in una gang. Ora so che questo sembra razzista e lo e'. Ma nello stesso tempo guardo l'individuo  e cosa c'e' dentro e non fuori e amo quando vedo qualcuno che ce la fa' "contro ogni speranza". Forse quanto dico non ha senso. Sarebbe più facile se stessi parlando on te. Spero che ci possiamo trovare senza R. e discutere qualsiasi cosa tu voglia. Mi conosci, non sono una bigotta. Sono molto aperta ad altre idee e ho uno spirito serene quando si tratta delle opinioni di altre persone. Vorrei che tutti andassero d'accordo!
Spero che ci possiamo incontrare e pranzare insieme e semplicemente dimenticarci di questo e dire all'assurdità che e' stata quella conversazione.
Spero di sentirti presto.
L.



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Penso proprio di chiamarla più tardi e magari andare a pranzo insieme in settimana, visto che siamo entrambe "sfigliate" fino alle 14:30. 
Non so nemmeno se varrà la pena, ma forse cercherò di di darle un corso accelerato di storia coloniale, sia europea che americana, appellandomi alla sua umanità: non possiamo certo risolvere noi singolarmente l'immenso problema della violenza tra giovani afro-americani, ma non ci vuole un genio per realizzare che e' naive aspettarsi che un'intera etnia che e' stata per secoli sottoposta ad invasioni, rapimenti, torture, stupri, schiavitù e in generale, considerata inferiore e schiacciata da un'altra etnia, all'improvviso diventi fiduciosa e confidente nel governo fatto di persone che, per la maggioranza, appartengono proprio all'etnia che li aveva schiacciati… soprattutto quando le opportunità sono ancora minori, quando l'accesso all'educazione (istruzione) e' reso quasi impossible da una società che continua a valutare diverse gradazioni di colore della pelle in modo diverso. 
Basta pensare a quello che e' successo recentemente a Ferguson, dove un adolescente nero senza nessun'arma e con le mani alzate, e' stato assassinato da un poliziotto… certo non voglio fare la buonista, fare il poliziotto e' un mestiere difficile non c'e' dubbio, ma spiegatemi perché in Texas, ed altri stati, gruppi di bianchi possono andare in giro armati fino ai denti, per dimostrare il loro diritto di portare armi (pistole, fucili e armi automatiche), mentre un ragazzo di 18 anni disarmato viene falciato mentre ha le mani azate.

Al di la' del contesto storico e sociale che forse le manca, solo per il fatto che L. ha voluto cercare di capire e di chiarire, la sua amicizia vale la pensa di essere salvata, secondo me.
Perché di persone così nella mia vita, disposte a comunicare e dialogare e magari anche esporsi nella loro vulnerabilità e imperfezione, ne ho trovate pochissime.


Se vi interessa approfondire l'argomento (della violenza tra i giovani neri, americani e non), questo articolo spiega bene perché, nonostante il numero di atti violenti (rapina, omicidi, stupri, etc.) tra i giovani afro-americani sia sceso negli ultimi 25 anni, dietro le statistiche che mettono i neri sia in America che in altri paesi in testa alla classifica come esecutori di atti di violenza ci sono 5 motivazioni importanti. Penso sia un articolo che tutti dovrebbero leggere, perché la soluzione ad un problema di violenza, creato dalle violenze causate da una maggioranza che anche inconsciamente, si ritiene migliore, si può risolvere solo comprendendo la nostra responsabilità come membri della società per un passato violento, un passato di segregazione ed oppressione, ed eliminando i pregiudizi e gli ostacoli che chi vive in una pelle più scura vive quotidianamente, pregiudizi e ostacoli che noi, che siamo "più chiari" non sappiamo nemmeno che esistano.









giovedì 27 febbraio 2014

Quando il razzismo ti aspetta dietro la porta accanto

Vivo in uno stato dove la religione ha preso in ostaggio la politica, il buon senso e la civiltà da sempre, uno stato che si oppone ad ogni passo, anche minuscolo, verso uguaglianza e parità sociale e umana.

Chiaro esempio e' stata ad esempio la resistenza data alla legge che proclamava il terzo lunedì di gennaio festa nazionale dedicata a Martin Luther King, legge firmata da Reagan nel 1983: in Arizona ci sono voluti 8 anni di tira e molla (referendum, rescissioni, boicottaggi, un casino!) prima che venisse messa sul calendario ed osservata! Oppure rivanghiamo la famigerata legge SB 1070 che autorizza la polizia a richiedere, a chiunque fermi per un qualsiasi controllo non correlato e basandosi solo sull'aspetto della persona, di mostrare i documenti di immigrazione (carta verde, permesso di lavoro o certificato di naturalizzazione), in pratica rendendo legale il racial profiling. La legge e' stata "sfidata" da gruppi che lottano contro la discriminazione, ed alcune parti sono state trovate anti-costituzionali dalla corte suprema, eppure esiste ancora perché supportata da molti.  
Non entro nemmeno nel merito dell'ultimissimo tentativo di legalizzare la discriminazione contro i gay, con la scusa di "proteggere" i diritti religiosi di chi ha un business, perché  fortunatamente questa proposta di legge e' stata bocciata ieri dalla nostra governatrice.

Siamo uno stato razzista e omofobo, la cui bellezza naturale e' inversamente proporzionale all'apertura mentale della maggior parte dei suoi abitanti, dove il fascino di una natura ancora selvaggia e della inconcepibile liberta' di questi spazi infiniti e di paesaggi mai visti, si mischia con una mentalità razzista e bigotta che a noi gli altri stati notoriamente ass-backwards (per intenderci, quelli situati a sud della Mason-Dixon Linela linea topografica che segna il confine tra il nord-est e il sud degli Stati Uniti) come l'Alabama o il West Virginia ci fanno una pippa. Il tutto ovviamente condito da una dose pesante di fanatismo religioso che rende il clima spesso difficile da sopportare per le persone più aperte come penso di essere io.

Nella vita di tutti i giorni vi assicuro pero' che il razzismo non lo si vede e non lo si sente, la gente lavora, socializza, va a scuola, insomma vive senza discriminazioni apparenti. Ovviamente questa e' la mia constatazione di donna "bianca" che forse vive in una situazione di beata ignoranza: nel mio mondo, o meglio tra le persone che in qualche modo fanno parte del mio mondo, pur avendo opinioni politiche estremamente diverse, non ho mai pensato esistessero dei razzisti sfegatati e aperti come spesso si incontrano nell'anonimita del web. E' come se il fatto che fanno parte del mio "cerchio di amicizie" sia garanzia della loro rettitudine e moralità. Una sorta di don't ask, don't tell, ma per razzisti: non voglio sapere se sei razzista quindi non te lo chiedo. Se lo sei, non farmelo sapere, tieni le tue opinioni chiuse nell'armadio così continuo a vivere nella mia "beatitudine".

In altre parole, pur vivendo da più di vent'anni in questo paese, e da quasi 7 in quest'area estremamente destro-tendente, non avevo mai testimoniato direttamente le farneticazioni isteriche apertamente razziste di cui leggevo e sentivo parlare. 

Fino a qualche settimana fa.

Ho impiegato un po' di tempo a razionalizzare quello che mi e' successo, la sequenza degli eventi, le cose dette e quelle sottintese, perché volevo cercare di evitare di perdere un'amica (un'altra, devo avere un record personale!)
Poi sono arrivata alla conclusione che certe situazioni, ci vuole qualche settimana per digerirle, ma le persone che le causano, sono per me indigeribili.  

Premetto che uno degli svantaggi di avere un figlio ad una "certa" eta', soprattutto se non e' il primo, e' il fatto che trovare bambini coetanei di tuo figlio che abbiano una madre tua coetanea e' difficile, quasi impossibile, specialmente se si vive in zone rurali come questa. 
Giuro che non sono una snob pero' faccio fatica a legare con donne (bambine!) di 22/23 anni con cui l'unico tratto in comune e' che siamo madri di dei 4enni… perché non e' sufficiente, deve esserci qualcos'altro e, solitamente, non c'e' nient'altro (e sono sicura che molte 25enni hanno lo stesso problema con me. Mi sembra ragionevole e capisco benissimo.) 
Così quando 2 anni fa al parco, mi sono imbattuta con una mamma che aveva pochi anni meno di me, con una figlia dell'eta' di Violet, mi e' sembrato quasi di aver vinto la lotteria! Laura ed io siamo diventate amiche, ci siamo scambiate i numeri di telefono, e mentre le nostre bambine giocavano, abbiamo scoperto di piacerci, lei apparentemente pacata e dolce, e io… non proprio! 
Ci siamo frequentate nei vari parchi in città, ci siamo aiutate e scambiate favori, ospitando una la figlia dell'altra, sono venute (madre e figlie) a mangiare da noi diverse volte, le ho guardato il cane quando sono andati in vacanza. Pensate che lo scorso giugno si sono trasferiti in una casa in affitto nella mia via, a 4 case di distanza dalla mia! 
Insomma nonostante alcuni indizi di stranezza nel loro rapporto, mi trovavo bene con lei, e immagino lei si trovasse bene con me. Unico problemino era il fatto che la sua bambina e' sempre stata piuttosto prepotente con Violet, tant'e' che persino la madre mi chiedeva di farle sapere se la figlia la tiranneggiava quando era qui a casa nostra. Lei e' la bambina che dice che ha fame, e apre il frigorifero di casa mia cercando cibo da mangiare, cosa che mi da' fastidio. 

Nel corso dello sviluppo di questa amicizia, sono venuta a conoscere il marito, un uomo anche lui intorno ai 40 anni, e devo essere sincera, mi avevano anche fatto un po' pena, perché lui, dopo diversi anni come autista per la MTA, la Metropolitan Transit Authority di New York (la ditta che gestisce il trasporto pubblico a New York, metropolitana, autobus, treni per Long Island, etc.), aveva perso lavoro e casa e si era trovato a trasferirsi in Arizona per iniziare la Border Patrol Academy, l'accademia per la polizia di frontiera. Rob(erto), pur essendo nato in America, e' cresciuto coi nonni in Cile ed e' poi "rientrato" qui da adulto,  conservando ovviamente tutte le caratteristiche stereotipiche del macho sudamericano… tra cui la "dominazione" della moglie, che avevo testimoniato in tanti piccoli eventi, in cui mi dicevo "se ero io, col cacchio che avrei fatto questo!": immaginatevi lei che interrompe un playdate particolarmente di successo con la figlia e Violet perché deve correre a preparargli il pranzo da portare al lavoro! Fosse stato Jim, probabilmente non mi avrebbe nemmeno chiamato…
E non sono stata l'unica ad accorgersene, anche Jim e altre mie amiche che li hanno conosciuti, persino Titti quando e' venuta qui a trovarmi a novembre, avevano subodorato una relazione"all'antica", dove la donna e' in qualche modo sottomessa al marito. 
Ma non erano ovviamente fatti miei, e come ho scritto sopra, apprezzavo la sua amicizia anche se da alcuni commenti sia di lei che di lui,  avevo capito che fossero, o almeno lo fosse lui, repubblicani (un agente della polizia di frontiera, davvero??!!??), e dal canto mio ero sicura che loro sapessero, non fosse altro perché ho una foto di Obama e un adesivo che dice "Women for Obama" sul frigo, che io invece sono una fiera democrat. Ad essere sincera, pensavo che anche lei lo fosse, almeno moderatamente, perché spesso facevamo discorsi in cui echeggiavano sentimenti di compassione per chi ha meno (considerando che anche loro NON navigano nell'oro, mi sembrava normale), per chi si trova in difficoltà. Abbiamo comunque sempre cercato di stare lontani da argomenti politici, finche'...

Il 2 gennaio vado da lei per chiederle se avrebbe potuto guardarmi Violet qualche giorno dopo, quando sarei dovuta andare in Messico per il dentista, e i miei altri 3 sarebbero stati a scuola.
Doveva essere il suo giorno di riposo, perché c'e' anche il marito. Mi invitano a bere una tazza di te' e accetto, ovviamente. Siamo amici, giusto?

Appena seduta, arriva lui e come sempre inizia a parlare, monopolizzando la conversazione. Solitamente ci racconta di cose che gli succedono al lavoro, tipo "abbiamo trovato 10 milioni di dollari in marijuana in un furgone nel deserto" e altre amenità simili, ma quel giorno no. L'argomento lo sceglie lui. E per non so quale motivo, decide di parlare delle armi. 

Lui "Obama vuole toglierci il diritto di avere armi per difenderci e difendere le nostre famiglie."

Io "No guarda, nessuno vuole toglierti il diritto di possedere un'arma per difenderti… ma una, magari due. Che te ne fai di 10? Che te ne fai di AR15, se non sei un soldato in guerra?"

Lui "Poi non capisco perché devono esserci tutti questi controlli prima di comprare un'arma. I delinquenti mica devono sottoporsi a questi controlli. Le persone per bene si invece. Quante volte una persona ha potuto fermare una rapina, o una violenza perché aveva un'arma"

Ecco, qui avrei dovuto capire. Raccogliere questo suo segnale che si stava per scendere nel girone dei pazzi, salutare ed andarmene. 
E invece ho scelto di rispondere:

Io "Cosa suggerisci, allora, di eliminare i controlli per tutti?"

Lui "Ma ci hai fatto caso che i quartieri nelle città americane dove il tasso di violenza e' più elevato sono quartieri di afro-americani? E nel mondo, i paesi dove la gente si ammazza tra di loro, sono tutti africani".

Io, dopo essermi accorta di avere la bocca aperta, dico "Ma no, cosa dici… "

Lui "Non vedi che tutti gli afro-americani e gli africani sono violenti e pericolosi? Come lo spieghi? Come li spieghi tutti gli omicidi e la droga… E il fatto che si ammazzino l'uno con l'altro… Altri gruppi hanno sofferto la schiavitù, ma si sono stretti insieme e l'hanno superata, hanno lavorato duro, non come gli africani e gli afro-americani…C'e' qualcosa che manca nel loro cervello..."

Ai miei tentativi di dargli una velocissima spolveratina storica, menzionando la segregazione razziale americana, le crociate e il colonialismo, oppure di fargli notare come in Italia ci si ammazza l'uno con l'altro da 150 anni per la mafia, come lo spiega LUI questo fatto? (lui, che ama gli italiani in particolare Raffaella Carra' e Riccardo Cocciante, ha risposto che e' un paragone sbagliato perché noi abbiamo avuto Leonardo Da Vinci), Rob proclama che l'unica ragione per cui gli afro-americani vivono ancor nei ghetti, sono poveri, violenti, criminali e drogati e' perché sono difettati. Perché gli manca qualcosa nel cervello, che non e' risolvibile. 

E questo e' stato il secondo enorme segnale. Dovevo alzarmi, salutare ed andarmene. Ma ero paralizzata dall'orrore di quello che stavo ascoltando. E mi sono sentita la paladina virtuale dai miei amici afro-americani (o sposati con afro-americani) che non potevano difendersi… magari potevo cercare di aiutare questo ignorante a capire. 

E così ho scelto di rimanere.

Per due ore. 

In queste due ore, questo tripudio di ignoranza ha toccato di tutto, dall'eugenetica e l'idea che ci sono razze che hanno difetti genetici e che non possono vivere con le razze che invece questi difetti non ce li hanno;  a Hitler e il fatto che pur avendo sbagliato, aveva qualche buona idea; poi ovviamente non poteva mancare la sbrodolata sul fatto che l'unica religione giusta sia il cristianesimo, perché i mussulmani sono tutti violenti anche loro, e non ci sarebbero guerre se il mondo fosse unito nel nome di Gesu'; per poi parlare del suo paese, il Cile, che viene invaso da quei bastardi pigri dei colombiani e peruviani, che entrano in Cile per ricevere il welfare, istruzione, case, servizio sanitari gratis, e che durante il "governo" di Pinochet, allora si' che si prosperava, ma da quando c sono i socialisti al governo, tutto va male; ha persino osato dire, dopo aver vomitato 2 ore di idee razziste, che il razzismo in America e' finito, perché e' stato eletto Obama. Ed altre perle di asineria assoluta che nemmeno mi ricordo.

Durante queste due ore, la mia amica non ha detto una parola, nemmeno una sillaba. E' rimasta seduta zitta. 
Non so bene quando (sono un po' cozza), ma ad un certo punto ho finalmente capito che era impossibile ragionare con lui, e sinceramente mi stava anche venendo il mal di testa, così mi sono finalmente alzata, ho salutato e mi sono congedata, e mentre lui mi seguiva alla porta, mi ha salutato assicurandomi che siamo ancora amici, che stavamo solo parlando. Si', si', gli ho risposto, e mentre entravo in macchina tra me e me mi sono detta "Col cazzo. Questo e' pazzo. Non voglio più aver niente a che fare con lui."

Sono passati quasi 2 mesi. Ed ogni giorno che e' passato io mi sono personalmente tormentata, ho cercato di trovare una soluzione che non fosse quella di chiudere la porta completamente, non solo per me, ma anche e soprattutto per Violet. Ne ho parlato con Jim, che ovviamente mi e' venuto contro dicendomi anzitutto "never argue with stupid", mai discutere con uno stupido, e facendomi notare che da uno che decide di fare il poliziotto di frontiera a 40 anni, probabilmente con pochissima istruzione, cosa mi aspettavo?. Secondo lui avrei dovuto evitare di antagonizzarlo, e invece dire frasi come "Oh, I didn't know. Do you have any proof of that?", cioè chiedergli la prova di quello che diceva… Ha ragione, ma in quel momento mi sono sentita offesa personalmente, mi sono sentita presa in un'imboscata e provocata personalmente, per i miei amici afro-americani, e le minoranze etniche in generale, per tutte le persone che vengono discriminate quotidianamente perché sono diverse in qualsiasi modo (razza, colore, religione, orientamento sessuale) da chi si crede l'unto del signore.

Ne ho parlato con delle amiche perché non mi sembrava fosse possibile che qualcuno la pensasse così,  e in particolare volevo sapere l'opinione di Marlis, che e' tedesca ed e' sposata con un afro-americano da 40 anni, quindi ha vissuto situazioni simili, e ben peggiori di questa… Mi ha confermato che con persone così, cercare di ragionare e' una perdita di tempo, e ha suggerito di riallacciare i contatti con la mia amica e farlo almeno per Violet… e anche secondo lei, Laura e' sottomessa e non osa esprimere la sua opinione. 

Ho continuato a pensarci, finche' sono arrivata alla conclusione che una cosa e' sicura al 100%: non voglio avere niente a che fare con lui, niente. Se rimanere in contatto con la sua famiglia, anche solo per Violet, significa frequentare la loro casa e dovermi incontrare con lui, non voglio. Non voglio. Questo omuncolo mi fa' schifo. Poi e' anche vero che se io non ho contattato lei in tutte queste settimane, lei non ha contattato me. Non sono sicura che sia una sua scelta, ma se lo e', allora e' anche lei ignorante come il marito. Aggiungiamo che ora ho la conferma che lui ha diverse armi in casa e che, come ho detto prima, la figlia e' molto bossy con Violet… il risultato e' che la sua amicizia non vale la pena. E' stato bello finche' e' durato, ma non voglio compromettere la mia integrità morale e quello in cui credo per qualcosa di cui posso comunque fare a meno. 

Questa esperienza mi ha svegliato come una doccia fredda, una bella dose di realtà: non che ne avessi bisogno, dopo tutto le mie esperienze di vita personali mi hanno già insegnato abbondantemente che spesso quello che vedi di una persona e' solo una facciata, una maschera per coprire le brutture della loro vera personalità.

E' vero che il razzismo, odiare e discriminare una persona in base alla sua etnicita', e' una lezione che noi genitori insegnamo ai nostri figli, perché i bambini non odiano niente (ok, magari odiano fare il bagnetto), ma la verità e' che si può "guarire" dal razzismo, se una persona ha un barlume di intelligenza può usarlo per riconoscere che quello che rende un altro essere umano inferiore e' la qualità delle sue azioni e dei suoi pensieri e non la quantità di melanina presente nella sua epidermide.

Il razzismo e' un cancro che riduce l'essere umano ad una merda, un cancro che tuttavia si puo' scegliere di continuare ad alimentare, o fermarne la crescita. 

E la mia vita e' piena e complicata abbastanza senza aggiungerci il dover ascoltare ai rantoli folli di un razzista.




Amicizie sbilanciate: una miniserie.

Quello dell'amicizia e' un argomento cui penso spesso, e di cui ho parlato anche nel blog frequentemente. Sin da bambina ho vissuto ...