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martedì 26 novembre 2013

Cosa c'e' di più sexy di Kanye e Kim nuda su una moto? James e Seth nudo su una moto, ovvio.

Scusate, ho un paio di post in preparazione, ma devo condividere questa chicca, perché sono 2 giorni che rido ogni volta che penso a questo video: la presa per i fondelli/capolavoro di comicità dell'estremamente immodesto Kanye, della sua fidanzoccola, Kim Kardashian e del video della canzone (orribile peraltro) Bound2.

Secondo me, Seth Rogen si merita un Oscar per questa interpretazione.
Da guardare dopo essersi svuotati la vescica, onde evitare problemi (parlo per esperienza diretta…)

Siete pronti? Non credo, comunque sia eccovi Bound3, starring James Franco e Seth Rogen.

(Il video di cui questo fa' la parodia si trova qui… ma vi avverto che questo invece può indurre sintomi diversi, come nausea, conati e voglia di piangere incessantemente…)

mercoledì 11 luglio 2012

In coro con me, please?

Amo James Taylor, non e' una novità, infatti ne ho parlato sul blog diverse volte, e le sue canzoni sono parte importante della colonna sonora delle mie giornate; quando non capivo bene le parole, anche solo la musica era sufficiente ad incendiarmi l'anima, ma ora che riesco a capirne i testi, la sua musica e' diventata un'esperienza totale, "a full body experience" che coinvolge cuore e cervello: quando JT  inizia a cantare, devo cantare anche io, battere il piede, schioccare le dita, muovermi in sincrono (insomma...) con le onde sonore...

La tecnica con cui suona la chitarra e' riconoscibilissima, basta mezzo accordo per capire che la musica che sta per sbocciare e' sua, o un suo arrangiamento di pezzi scritti da altri artisti, come ad esempio "You've got a friend" e "Up on the roof" entrambe scritte da Carole King ma diventate suo cavallo di battaglia e da lui elevate all'olimpo dei grandi successi di tutti i tempi.
Tutte le canzoni di JT sono poesie capaci di toccarmi sempre, e non con la leggerezza di una carezza, ma con la forza dei monsoni (e qui in Arizona ne sappiamo qualcosa!!), perché i testi sono sempre ispirati alle battaglie con i suoi demoni personali, la depressione adolescenziale che lo spinse ad auto-ricoverarsi in un ospedale psichiatrico, la dipendenza dall'eroina, le storie d'amore finite... ogni poesia e' una confessione, lui racconta del suo sentirsi sempre "mai arrivato", sempre in viaggio, sempre alla ricerca di un posto dove fermarsi, anche se sembrerebbe che finalmente nel 2001 abbia trovato il luogo dove mettere radici, grazie alla terza moglie con cui ha avuto due gemelli (grazie ad una surrogate, considerata l'eta' di Kim). Questa lotta tra il voler rimanere e il "dover" partire e' raccontata benissimo in questa canzone per me bellissima, che ho nella testa da 2 giorni, quando dice "I knew I should stay, I knew I would go" sapevo che sarei dovuto rimanere, sapevo che sarei partito....


Spesso anche io mi sento così, e non potendo andare, mi accontento si farmi trasportare via da canzoni come "My Traveling Star" (con una "elle" non due come nel titolo del video qui sotto!!)
Se vi interessa approfondire "la storia" di JT, questa e' un'intervista molto bella fatta un paio d'anni fa.

Certo, James Taylor e' un'icona musicale che copre 4 decenni e come tale si potrebbe pensare che la sua musica non sia più attuale, ma anche e soprattuto di fronte ai vari Ce-Lo e Lady Gaga, il ruolo di James Taylor come menestrello della vita e' ancora oggi valido e contemporaneo, per chi come me ha bisogno ogni tanto di non sentirsi solo e di sognare.

Allora cantiamo tutti insieme, non importa se siamo stonati, non importa se siamo lontani...
(segue testo originale e la mia traduzione tentativa)....



(al minuto 1:14 si vede Kim, la moglie, anche lei che canta nel coro che e' parte della Boston Symphony Orchestra)


MY TRAVELING STAR 


Watch my back and light my way                            
 My traveling star, my traveling star
 Watch over all of those born St. Christopher's day
 Old road dog, young runaway
 They hunger for home but they cannot stay
 They wait by the door
 They stand and they stare
 They're already out of there
 They're already out of there

 My daddy used to ride the rails
 So they say, so they say
 Soft as smoke and as tough as nails
 Boxcar jones, old walking man
 Coming back home was like going to jail
 The sheets and the blankets and babies and all
 No he never did come back home
 Never that I recall

 Never mind the wind
 Never mind the rain
 Never mind the road leading home again
 Never asking why
 Never knowing when
 Every now and then
 There he goes again

 She had a cat and a dog named Blue
 My traveling star, my traveling star
 A big old stove and a fireplace, too
 Old road dog, young runaway
 She told me she loved me like it was true
 I knew I should stay, I knew I would go
 Run run run away
 Run run run away, boy
 Run before the wind
 Run before the rain
 Over yonder hill
 Just around the bend
 Never asking why
 Never knowing when
 Every now and then
 There you go again

 Tie me up and hold me down
 Oh, my traveling star
 Bury my feet down in the ground
 Oh, old road dog
 Claim my name from the lost and found
 And let me believe this is where I belong
 Shame on me for sure
 Sing me one more highway song
 My traveling star
 My traveling star

Proteggimi e illumina la mia strada
Mia stella viaggiatrice, mia stella viaggiatrice
Proteggi tutti quelli nati nel giorno di S. Cristoforo       (protettore dei viaggiatori)
Vecchio compagno di viaggio, giovane fuggitivo
Hanno fame della loro casa ma non possono rimanere
Aspettano vicino alla porta
Stanno li' e ti fissano
Se ne sono già andati
Se ne sono già andati

Mio papa' aveva l'abitudine di viaggiare sui treni
Così  dicono, così dicono
Soffice come del fumo, duro come dei chiodi
Un chiunque da vagone merci, vecchio camminatore
Tornare a casa era come andare in prigione
Le lenzuola, le coperte, i bambini e tutto il resto
no, non e' mai ritornato a casa
Non che mi ricordi

Senza curarsi del vento
Senza curarsi della pioggia
Senza curarsi della strada che lo avrebbe portato ancora a casa
Senza mai chiedere perché
Senza mai sapere quando
Ogni tanto 
ecco che se ne va ancora

Lei aveva un gatto e un cane chiamato Blue
Mia stella viaggiatrice, mia stella viaggiatrice
Una grande e vecchia cucina ed anche un caminetto
Vecchio compagno di viaggio, giovane fuggitivo
Mi disse che mi amava come se fosse vero
Sapevo che sarei dovuto rimanere, sapevo che sarei partito

Corri, corri, corri via
Corri, corri, corri via, ragazzo
Corri davanti al vento
Corri davanti alla pioggia
Oltre la collina laggiu'
Subito dopo la curva
Senza mai chiedere perché
Senza mai sapere quando
Ogni tanto 
ecco che te ne vai ancora

Legami e tienimi fermo giù 
Oh, mia stella viaggiatrice
Seppellisci i miei piedi giù nella terra
Oh, vecchio compagno di viaggio
Reclama il mio nome tra le cose smarrite
E fammi credere che e' qui che appartengo
Mi vergogno di sicuro
Cantami un'altra canzone da strada
Mia stella viaggiatrice
Mia stella viaggiatrice










lunedì 25 giugno 2012

Questa la dedico a me, ...

... alle mie figlie e alle americane, per nascita o scelta, che conosco!!

 



p.s: Carrie Underwood potrebbe farvi interessare della musica country-rock, vero? ... e a proposito,  e' vegan anche lei!! 



sabato 9 giugno 2012

Muddy Buddies (gli "amichetti infangati", versione vegan)

Sapete che questo non e' un blog di cucina, sono una modestissima cuoca che cucina perché deve, anche se ogni tanto mi diverto a farlo. Come nel caso di questa ricettina, facile facile e buonissima che piace sempre a tutti, che ho preparato per la festa di Violet.
E' una ricetta che girava sulle scatole di certi cereali anni fa, mi e' stata passata da Kelly, io l'ho veganizzata ed e' sempre un successo quando la preparo, cosa che succede raramente visto la mia propensita' a far della mia panza una capanna per questa "merenda". E' anche un ottimo dessert da portare ai potluck (pranzi o cene dove gli invitati portano un piatto da condividere), ed ho scoperto giovedì, grazie ad Allison che e' nata nel sud-est degli US, che vengono chiamati anche "Texas Trash", cioè spazzatura del Texas... Non temete, sono una delizia, niente a che vedere con la spazzatura di nessuno stato...
Io vi avviso: se avete la tendenza a diventare cibo-dipendenti, cercate di non rimanere da soli con il contenitore di Muddy Buddies... e' difficile smettere di farseli saltare in bocca! E non ditemi poi che non vi avevo avvisato!

Moky's Muddy Buddies (grassi si', ma senza colesterolo dietetico!)


Ingredienti:
  • 9 cups di cereali quadrati. Io uso "Barbara's Puffins" al burro di arachidi, perche' non contengono vitamina D3, che e' un derivato animale. La ricetta originale richiede credo i Chex, ma trovo i Puffins molto piu' "sani". 9 cups sono all'incirca il contenuto di una scatola di cereali, nel caso dei Puffins sono circa 11 once, quindi 320g circa. Se sono di più, va bene lo stesso.
  • 1 cup chocolate chips (le chicche di cioccolato) semi-dolci. Uso le Ghiradelli perche' non contengono latte vaccino (230g circa)
  • 1/2 cup burro di arachidi (115g circa)
  • 1/4 cup burro vegan; qui si trova la marca Earth Balance. (50 g circa)
  • 1 1/2 cup zucchero a velo. E' tanto: più di 3 etti, anche un po' meno va bene.
Mettere i cereali in una scodellona capace. In una scodella più piccola, mescolare il cioccolato, il burro di arachidi e il burro, e farli sciogliere nel microonde ad alta temperatura per 1 minuto circa (ogni forno e' diverso, quindi tenere d'occhio lo scioglimento. In alternativa, scioglierli in una padellina a fuoco medio, mescolando). Mescolare e ri-microondarli per altri 30 secondi, dopodiche' mescolare finche' si ottiene una composto quasi liquido o comunque morbidissimo e senza grumi. Spargerlo sui cereali e mescolare finche' tutti i cereali sono stati ricoperti dal miscuglio. Utilizzando un sacchetto richiudibile tipo Ziploc di quelli grossi (da noi 1 gallone), unire meta' zucchero a velo e meta' dei cereali e scuotere per bene, finche' i cereali saranno ricoperti di zucchero. Ripetere con l'altra meta' di zucchero e cereali. I bambini solitamente amano questa attivita'...
I Muddy Buddies sono ora pronti ad essere divorati! Se pensate di non finirli nel giro di un paio d'ore, metteteli in frigorifero in un contenitore tipo Tupperware.

Da consumare canticchiando la canzone dei Doobie Brothers "Oh black water"....




giovedì 15 marzo 2012

Stasera, su American Idol...

Sono 10 anni che da gennaio a maggio dedichiamo 2 o 3 sere alla settimana ad American Idol, dove ogni anno viene data l'opportunita' a ragazzi dai 15 ai 28 anni di competere vocalmente e farsi sentire da decine di milioni di americani . Ogni anno mi stupisco dalla vastita' di talento canoro e musicale che esiste.

Questa sera questo ragazzo di 19 anni della Louisiana, Joshua Ledet, mi ha fatto venire i brividi. Stavo stirando mentre guardavo la trasmissione e mi sono fermata col ferro a mezz'asta e, senza che potessi esercitare il minimo controllo, mi e' uscito un grido, "HALLELUIA!", di bocca. Ci sono persone che nascono con una voce incredibile, e questo ragazzo senza dubbio per me sara' uno dei finalisti, se continuera' a scegliere canzoni "giuste". Il tema della serata era cantare una canzone uscita nell'anno in cui ogni partecipante e' nato, e Joshua ha scelto la "rendition" fatta da Michael Bolton di "When a man loves a woman" nel 1993, canzone che invece originariamente era uscita nel 1966, anno della mia di nascita. Comunque sia, per me questa e' una versione bellissima!!

domenica 19 febbraio 2012

Whitney, Amy, Michael... the damage done.

Un'altra artista, con un talento enorme bruciato prima del tempo. E ascoltando questa vecchia canzone di Neil Young mi accorgo di non capire le ragioni della scelta di un lento, inevitabile suicidio. Non capisco. E' un peccato.
"Every junkie's like a settin' sun", ogni tossico e' come un sole che tramonta... la sua bellezza passa velocemente e torna l'oscurita'.

(Questa canzona mi scaraventa indietro di 35 anni, quando mia sorella Marinella la suonava e cantava, e io la canticchiavo senza capirne il significato...)




The needle and the damage done


I caught you knockin'

at my cellar door

I love you, baby,

can I have some more

Ooh, ooh, the damage done.



I hit the city and

I lost my band

I watched the needle

take another man

Gone, gone, the damage done.



I sing the song

because I love the man

I know that some

of you don't understand

Milk-blood

to keep from running out.



I've seen the needle

and the damage done

A little part of it in everyone

But every junkie's

like a settin' sun.







mercoledì 1 febbraio 2012

Red

... e oggi mi sento cosi', con questa canzone in testa!! (Grazie alla classe di Group Step e grazie, Daniel Merriweather!!)

venerdì 20 gennaio 2012

Il duetto di James Taylor e Stephen Colbert

Divertentissimo, grazie all'umorismo di Colbert, e sempre stupendo per chi, come me, adora James Taylor,  il pezzo "Carolina in my mind" duettato ieri sera da Stephen e James durante il Colbert Report.

Parlo spesso di Colbert che, con Jon Stewart del Daily Show, e' il mio punto di riferimento per tutto cio' che riguarda gli eventi politici e di cultura americani.

Per capire un po' il video, domani ci sono le primaries in South Carolina, e con Rick Perry ormai anche lui "eliminato" dalla corsa alla candidatura repubblicana, rimangono in battaglia i "3 patetici moschettieri", uno peggio dell'altro, Romney, Santorum e Gingrich. Mi dimentico sempre di Ron Paul, ma cosi' fanno anche gli elettori, anche perche tutti sappiamo che Romney ricevera' l'unzione "by default", visto che Gingrich probabilmente verra' decapitato dai fatti emergenti dalla ex-moglie, Santorum e' troppo di destra (e i voti di centro sono i piu' ricercati) e Paul non ha l'aspetto di un presidente ed e' troppo moderato. E sono tutti elementi che contano.

Comunque sia, in South Carolina 4 anni fa Stephen Colbert si era candidato alla presidenza come Republican (ovviamente una seria presa per i fondelli) e aveva ricevuto anche una buona percentuale di voti, piu' di altri candidati "veri", ma quest'anno non avendo inviato i moduli in tempo, il suo nome non e' presente nella scheda elettorale (parlo solo del South Carolina), ma il nome di Herman Cain lo e' perche' invece Cain aveva inviato tutta la documentazione in tempo, ovviamente prima che si togliesse dalla corsa alla nomina, anche lui  vessato dal problema di aver avuto amanti (consenzienti) ed altri problemi di mano morta con donne non consenzienti, durante gli anni in cui aveva avuto una posizione di potere - e soprattutto durante i 40 anni e piu' di matrimonio felice con la povera moglie, con cui e' ancora sposato (chissa' che bel Natale avranno avuto!!)...

Tornando alle primarie e al video, Colbert ha deciso di prendere due piccioni con una fava, e rispolverare la campagna elettorale di Cain (solo in South Carolina) e spingere il suo nome dicendo che un voto per Cain e' un voto per Colbert... e oggi Colbert e Cain saranno insieme in Charleston (SC) per un rally chiamato "ROCK ME LIKE A HERMAN CAIN SOUTH CAIN-OLINA PRIMARY RALLY"....

Il video e' un collage di immagini usate da Cain durante la sua campagna, mischiate ad immagini "simili" di Stephen Colbert...  Totally hilarious!!

Non vedo l'ora di sapere quanti voti ricevera' Cain domani, voti che sappiamo, sono per Colbert!!

lunedì 5 dicembre 2011

Bad Day

Gia' e' un momento un po' giu, uno "slump", quando ovviamente, per la famosa Legge di Murphy, mi arriva la telefonata di J che mi dice che:
  1. Aveva la gomma a terra stamattina e l'acquisto di due ruote nuove + un cambio d'olio che ci voleva e' costato la mera cifra di $200
  2. La nuova capsula dentale a rimpiazzo di quella che si e' persa da qualche parte (si', lo so anch'io dove ma non lo dico...), invece degli $800 che preventivamo (con qualche lacrima) e' costata 1100 "effing" dollars.  
Continuo a non avere la piu' pallida idea di dove ho nascosto l'Ipod per Emily.

Mentre aspetto Colin Firth che mi venga a portare via  (il collega che mi faceva impazzire vent'anni fa andrebbe altrettanto bene...), ecco che per fortuna la radio mi regala questa canzone, che amo e che, cantata a squarciagola, mi fa sempre sentire meglio!

Provate anche voi, se la vostra giornata (o settimana, mese, anno) non e' stata proprio perfetta:

"Bad Day"

Where is the moment we needed the most

You kick up the leaves and the magic is lost

They tell me your blue skies fade to grey

They tell me your passion's gone away

And I don't need no carryin' on



You stand in the line just to hit a new low

You're faking a smile with the coffee to go

You tell me your life's been way off line

You're falling to pieces everytime

And I don't need no carryin' on



Cause you had a bad day

You're taking one down

You sing a sad song just to turn it around

You say you don't know

You tell me don't lie

You work at a smile and you go for a ride

You had a bad day

The camera don't lie

You're coming back down and you really don't mind

You had a bad day

You had a bad day



Well you need a blue sky holiday

The point is they laugh at what you say

And I don't need no carryin' on


You had a bad day

You're taking one down

You sing a sad song just to turn it around

You say you don't know

You tell me don't lie

You work at a smile and you go for a ride

You had a bad day

The camera don't lie

You're coming back down and you really don't mind

You had a bad day


(Oh.. Holiday..)


Sometimes the system goes on the blink

And the whole thing turns out wrong

You might not make it back and you know

That you could be well oh that strong

And I'm not wrong


So where is the passion when you need it the most

Oh you and I

You kick up the leaves and the magic is lost



Cause you had a bad day

You're taking one down

You sing a sad song just to turn it around

You say you don't know

You tell me don't lie

You work at a smile and you go for a ride

You had a bad day

You've seen what you like

And how does it feel for one more time

You had a bad day

You had a bad day

venerdì 7 maggio 2010

Gitarzan

Quando vivi in terra straniera senza un cicerone locale personale, ti perdi le chicche, i "best kept secrets", le migliaia di dettagli che fanno la differenza tra nativo ed emigrato.

Per mia fortuna, il mio cicerone personale ama condividere e spesso io mi ritrovo a pensare di essere cresciuta guardando il Dolly Parton Show o Leave it to Beaver, invece del carosello o lo Zecchino d'Oro! Spesso le amiche mi chiedono: "Do you remember that show on tv with...?" e io che penso "Yes, I remember" tanto sono profonde le informazioni ricevute in merito...

Cosi' anche per la musica, e anche se ovviamente siamo tutti cresciuti con musica proveniente da qui, con Il Bruce e James Taylor, i Supertramp e i Fleetwood Mac, vi garantisco che noi in Italia ci siamo persi cose belle o divertenti o solo ridicole.

Ad esempio, io non sapevo chi fosse Ray Stevens, finche' J ha portato a casa, piu' di una decina di anni fa perche' vivevamo ancora a Ventura, California, una cassetta (si', si', quel dinosauro ormai estinto) di cotal Stevens. Tutto eccitato, gasato persino... gliela aveva data il suo collega Larry e dovevamo ascoltarla tutti e 3 insieme (J, Chris piccolino ed io)...

Appena parte la musica, non si puo' far altro che muoversi, o ciodolare... e poi le risate!!

La mia parte preferita? Quando Jane sta cercando di cantare e "lui" continua ad interromperla col suo urlo e lei si incazza!! A Violet piace la scimmia...

Non esiste un video, essendo la canzone del 1969 e Stevens e' ormai morto da una quindici anni.

Ora me la riascolto anche io!!




GITARZAN Ray Stevens

He's free as the breeze

He's always at ease

He lives in the jungle and hangs by his knees

As he swings through the trees

With a trapeze

in his B.V.D.s

He's got a union card and he's practicing hard

To play, the guitar, gonna be a big star

Yeah, he's gonna go far

And carry moonbeams home in a jar

He ordered Chet's guitar course C.O.D.

Like A and E and he's working on B

Big W&W and R&B and even the chimpanzees agree

That someday soon he'll be a celebrity

Get it, get it, get it.

Gitarzan, he's a guitar man

He's all you can stand

Give him a hand, gitarzan

He's got a girl named Jane

With no last name

Kinda homely and plain

But he loves her just the same

Cause she kindles the flame

And it drives him insane

When he hears her sing

She really does her thing

It's her claim to fame

Come on sing one Jane

Baby, baby, oh babyBaby, oh baby

(How about that folks)

They've got a pet monkey who likes

To get drunk and sing boogie woogie

And it sounds real funky

Come on your turn boy

Sing one monkey

Let's hear it for the monkey

On Saturday night they need some excitement

Jane gets right and the monkey gets tight

And their voices unite

In the pale moonlight

And it sounds all right

Yeah, it's dynamite, it's out of sight

Let's hear it right now

Baby, baby oh baby

Yeah, shut up baby, I'm trying to sing

Get it, get it, get it

mercoledì 14 gennaio 2009

Facebook e la mia evoluzione

Lo ammetto senza problemi, sono una "rookie" di Facebook, non ne avevo mai sentito parlare ne' tanto meno sentito il bisogno (o cosi' credevo...) prima di un paio di mesi fa. Sono stata in contatto, con le ovvie difficolta' che esistevano prima che email/skype etc divenissero piu' comuni della carta igienica, con chi voglio stare in contatto, del resto chissenefrega. E fino ad un paio di anni fa, ero certa che il mio passato, e quindi tutte le persone che vi avevano preso parte, sarebbe rimasto tale: passato. Mi sono iscritta su FB perche' Marta mi ha "invitato": "what the heck", speravo, "magari e' un altro modo per stare in contatto con lei'".

Inizialmente la mia impressione era molto simile a quella di Regina che QUI aveva espresso la sua reticenza o comunque mancanza di interesse a rientrare in contatto con chi non si era mai preoccupato di lei per anni e ora si faceva avanti con la richiesta di diventare "amico" (come dice la mia amica Monica, tanto per fare "gruppone"...)

Probabilmente, se fossi stata una decina d'anni piu' giovane, FB per me sarebbe "morto" cosi'
come era nato, senza che me ne accorgessi.

Ma giovincella non sono piu', ho superato la fatidica soglia, ho fatto il giro alla rotonda dei quaranta, rallentato, mi sono guardata attentamente in giro e ho deciso che ripercorrere il proprio passato non e' poi un'idea cosi' bislacca. Ed ecco che all'improvviso mi si e' accesa la lampadina e ho capito che FB puo' essere 100000 volte meglio di una ricerca su google, e poteva diventare un modo veloce ed efficace per riconnettermi con chi, intenzionalmente o meno, avevo messo nello scatolone in soffitta con l'etichetta "better forget these"...

La prima persona a "trovarmi", inaspettatamente, e' stata la mia ex-vicina della California... come ha fatto, ancora non ho capito, perche' qui sono conosciuta solo con il mio cognome da sposata, mentre su FB almeno inizialmente, avevo solo il cognome da nubile. Mi ha detto che aveva pensato che fossi ormai divorziata, come il 60% delle coppie americane (inclusi i suoi due matrimoni andati sfortunatamente a rotoli).

Comunque sia, da li' ogni giorno anche la mia lista di "amici" e' lentamente aumentata, compagne di liceo, "vecchie" colleghe, conoscenze dal NJ e dalla CA, un paio di boob-friends (niente di sporcaccione, solo compagne di allattamento...), poi gli amici conosciuti attraverso il blog.... insomma, la mia modestissima lista di "amici" piano pianino si allunga, e rimango stupita alla ragnatela di contatti che si crea attraverso questo network. Mi stupisco ancora di piu' al numero di "amici" nella lista di "amici".... 200, 300, 400... cacchio, in Italia uno potrebbe organizzarsi un partito, con tutti 'sti seguaci!!

Ho chiesto spiegazioni a chi e' piu' veterano di me e mi e' stato detto che spesso uno ha il "dovere" di accettare l'invito di "amicizia" di chiunque si metta in contatto, se lo conosce per lavoro, o in ambiti sociali, anche se cio' che si ha in comune e' piu' sottile della suddetta carta igienica. Allora, se ho capito bene, un invito a connettersi su FB spesso e' come un viaggio in ascensore con uno dei vicini, con cui si e' costretti a spendere quei 2 minuti insieme... come sta? Bene grazie, e lei? Come stanno i figli? E lavora sempre il quel posto la'?
Arrivati al proprio piano, si scende ringraziando il cielo di non vivere al 20mo piano e sperando di non dover ri-incontrare questa persona almeno per un altro mese. Il tuo dovere di bravo vicino l'hai fatto. Mission accomplished. (Note to self: ricordarsi di fargli gli auguri a Natale...)

Devo ammettere che nel mio caso esiste anche una forte dose di curiosita', quasi morbosa: voglio sapere cos'e' successo a questo e quella, voglio sapere se sono invecchiati bene, se si sono sposati, se hanno perso i capelli o se hanno guadagnato qualche chilo... onestamente, lo stesso tipo di curiosita' che ti fa rallentare sull'autostrada per osservare un incidente, per vedere forse se conosci i malcapitati, o forse per la possibilita' di essere testimoni di qualcosa di insolito da raccontare piu' tardi durante il coffee-break.... Non sono sicura.

Non tutti gli amici sono uguali e un po' mi da fastidio che FB utilizzi la parola amico con tanta superficialita'. Penso ad una mia "cara" amica in NJ che piangeva, PIANGEVA perdindirindina, quando sono partita per l'Arizona.... in un anno e mezzo, non mi ha MAI telefonato... l'ho chiamata io 4/5 volte, l'ultima prima di Natale per raccontarle della gravidanza e farle le auguri... ho ricevuto dopo Natale il suo biglietto di auguri, prestampato e nemmeno firmato personalmente. Ma allora? E le lacrime?


Non esiste uno "standard" per l'amicizia... la parola stessa e' volatile, su FB e' ovvio che voglia dire chiunque conosce il tuo nome, qualsiasi persona con cui tu abbia avuto qualsiasi tipo di contatto... pare, per chi ha ancora piu' tempo da perdere o abbia voglia di approfondire la conoscenza di tutti i suoi vari meandri, che sia possibile su Facebook "catalogare" gli amici, quelli di prima categoria, quelli di seconda e poi la fuffa!

Amicizia e' un termine inadeguato, utilizzato con leggerezza, sia in italiano che in inglese. Essere amici comporta responsabilita' e doveri, credo: e' come un orticello, che va zappato, fertilizzato, i semini vanno curati, ci sono da togliere le erbacce, bisogna ricordarsi di bagnarlo... La superficialita' con cui viene utilizzata questa parola mi sconforta.

Questo il mio giudizio su Facebook: e' uno strumento efficace per ritrovare persone che hanno lasciato un'impronta nella mia vita, tentare di riallacciare l'amicizia... ma e' totalmente inadeguato per mantenerla e/o svilupparla, a causa della sua natura superficiale...

Meglio utilizzare skype.

E per tutte le persone che hanno "camminato" anche brevemente sulle mie spiagge, lasciando un'impronta "in my life", dedico questa canzone...
IN MY LIFE

There are places I'll remember
All my life though some have changed
Some forever not for better
Some have gone and some remain
All these places have their moments
With lovers and friends I still can recall
Some are dead and some are living
In my life I've loved them all

But of all these friends and lovers
There is no one compares with you
And these memories lose their meaning
When I think of love as something new
Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life I love you more

Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life I love you more
In my life I love you more


(Questa la versione di Bette Midler, tratta dal film "For the boys"... anche se preferisco quella originale dei Beatles...)



martedì 2 dicembre 2008

Non vedo l'ora... quasi....

Non so se ci crederete, ma uno dei motivi che rende questa gravidanza piu' accettabile e' il fatto che, per i prossimi 5/6 anni avro' la scusa per guardare le trasmissioni per bambini, perche' adesso anche Vivian e' "graduated" anche lei su Cartoon Network, e' finita con PBS Kids , purtroppo.

E' vero, sono italiana e sono cresciuta in Italia, con Topo Gigio e il Mago Zurli', pero' devo ancora una volta confermare che anche quando sono coinvolti i bambini, gli americani sono avanti anni luce (e se mi capita di acchiappare qualche trasmissione per bambini su RAI International, mi vergogno...)

Confesso che non vedo l'ora di accendere la TV al mattino e sentire le famose parole "Sunny days, sweeping the... clouds away...."

SESAME STREET, nata nel 1969, quasi 40 anni fa, dalla fantasia e immaginazione di Jim Henson, si' quello dei Muppets, ha fatto da colonna sonora dei miei anni di mamma, e posso confermare che tutti gli americani miei coetanei sono cresciuti con Sesame Street, ascoltando Kermit cantare "It's not easy being green", imparando che essere diversi non e' poi cosi' brutto, che siamo tutti diversi, in una strada "finta" di NY dove i pupazzi sembrano veri e dove c'e' sempre la possibilita' di essere intrattenuti da James Taylor, o Itzak Perlman, o Gladys Knight, o Paul Simon...

Grazie a Youtube ho "ritrovato" alcune delle mie canzoni preferite, che avro' guardato/ascoltato migliaia di volte con Chris, Emily e poi Vivian. E presto con Fagiolino #4!

PUT DOWN THE DUCKY chissa' se riconoscete alcuni dei personaggi che cantano con Root e Ernie... (ok, vi aiuto... Wynton Marsalis, Jeremy Irons, Danny DeVito, Itzak Perlman, Peewee Herman..)


PATTI LABELLE canta l'alfabeto... ma quando mai in Italia?? Chi ci metterebbero? Jovanotti?? Mah....



Ray Charles canta "IT'S NOT EASY BEING GREEN"... troppo bella!





It's not that easy being green
Having to spend each day the color of the leaves
When I think it could be nicer being red, or yellow or gold
Or something much more colorful like that
It's not easy being green
It seems you blend in with so many other ordinary things
And people tend to pass you over 'cause you're
Not standing out like flashy sparkles in the water
Or stars in the sky
But green's the color of Spring
And green can be cool and friendly-like
And green can be big like an ocean, or important
Like a mountain, or tall like a tree
When green is all there is to be
It could make you wonder why, but why wonder why
Wonder, I am green and it'll do fine, it's beautiful
And I think it's what I want to be

venerdì 21 novembre 2008

Me and my skeleton...

Ali mi ha chiesto, tempo fa, aggiornamenti su uno degli show che guardiamo tutte e due, e che mi piace sin dalla prima scena che ho visto, Grey's Anatomy.

Ieri sera nuovo episodio, sempre molto vero per me, in quanto gli argomenti mi toccano, in qualche modo, sempre da vicino.

Denny Duquette e' tornato, il "fiance'" morto di Izzie... a parte tutto, che gran pezzo di uomo!! Poi il ritorno di un "vecchio amore", in questo caso un po' assurdo perche' deceduto (nello show...) mi ha fatto pensare, ai "fantasmi del passato" agli "skeletons in the closet" che tutti abbiamo, io per prima.

Chi non ha un angolo del proprio passato, ben nascosto di solito in fondo in fondo al cuore e al cervello, che a volte torna a visitare magari prima di addormentarsi, o mentre e' in fila al supermercato, e che scatena ricordi felici e dolorosi, sensazioni spesso cosi' reali che si ride e si piange come se fossero vere e tangibili, invece di essere frutto di vecchi rimpianti, di inutili "se"? ...

Sara' che invecchiare, ok, maturare comporta la revisione della propria vita, l'accettazione e il perdono dei propri errori e il tentativo di cambiare rotta, se quella passata si e' rivelata erronea, pero' perche' continuiamo a tornare dove fa ancora male? La lingua batte dove il dente duole... perche'???

Un'iniezione di amnesia, una volta ogni tanto, sarebbe molto terapeutica...
(e Ali no, Derek e Meredith non costruiscono la casa, lui va a vivere nell'appartamento di lei... Callie prova un'esperienza gay con Dr. Hahn e non finisce troppo bene, Cristina ha un nuovo interesse sentimentale, Dr. Hunt, che arriva direttamente dalla US Army.... insomma, tanta carne al fuoco... e intendo proprio carne!!!)

Ora vi beccate questa canzone che mi piace da tantissimo, forse per via di Bidget Jones (la versione originale di Billy Paul e' parte della colonna sonora del mio film preferito...)... chissa'...



Me and Mrs.Jones
We got a thing goin'on
We both know that it's wrong
But it's much too strong
To let it go now

We meet every day at the same cafe
Six-thirty and no one knows she'll be there
Holding hands, making all kinds of plans
While the juke box plays our favorite songs

Me and Mrs.Jones
We got a thing goin'on
We both know that it's wrong
But it's much too strong
To let it go now

We gotta be extra careful
That do we don't build our hopes up too high
Because she's got her own obligations
And so, and so, do I

Me and Mrs.Jones
We got a thing goin'on
We both know that it's wrong
But it's much too strong
To let it go now

Well, it's time for us to be leaving
It hurts so much, it hurts so much inside
Now she'll go her way snd I'll go mine
Tomorrow we'll meet
The same place, the same time

Me and Mrs.Jones
We got a thing goin'on
We both know that it's wrong
But it's much too strong
To let it go now

lunedì 22 settembre 2008

The long and winding road

Per anni ho interpretato questa canzone come una canzone d'amore, di amore perso e poi ritrovato.
Oggi, finalmente, ho capito che la strada lunga e tortuosa e' il sentiero che noi tutti percorriamo, e che la porta di partenza e quella di arrivo, sono la metafora dell'inizio e della fine. La vita e la morte, Alpha e Omega... La fine e' l'inizio. Forse una metafora religiosa, per chi accetta di crederci. Senza dubbio, una delle canzoni piu' belle mai scritte...
THE LONG AND WINDING ROAD



The long and winding road
That leads to your door
Will never disappear
I've seen that road before
It always leads me here
Lead me to you door

The wild and windy night
That the rain washed away
Has left a pool of tears
Crying for the day
Why leave me standing here
Let me know the way

Many times I've been alone
And many times I've cried
Anyway you'll never know
The many ways I've tried
But still they lead me back
To the long winding road
You left me standing here
A long long time ago
Dont leave me waiting here
Lead me to your door

But still they lead me back
To the long winding road
You left me standing here
A long long time ago
Dont leave me waiting here
Lead me to your door

giovedì 10 luglio 2008

Home

Il 7 settembre 2008 e' il 15mo anniversario della mia dipartita dall'Italia. 15 anni, come ho gia scritto da qualche altra parte, cioe' la maggior parte della mia vita da adulta l'ho vissuta qui. Negli US of A, il mio sogno di bambina, che o per destino, per caso o perche' come si dice, chi cerca trova, si e' avverato. Anche se l'italiano rimane la mia lingua madre, sono 15 anni che parlo, penso, sogno e "cuss" in inglese (dico le parolacce..). I primi giorni a Milano, l'estate scorsa, dopo 7 anni senza toccare il suolo italiano, mi hanno vista alle prese con il problema di non ricordarmi molte parole nella mia lingua, ma nonostante cio', la sensazione di essere tornata "a casa" e' stata incredibile, come se non fossi mai partita.
Considerato che in 15 anni ho vissuto in 3 posti che, pur se parte dello stesso paese, sono assolutamente diversi, quando mi chiedono "Where are you from?"... di dove sono... da dove vengo... be', vediamo... 27 anni in Italia... vengo da li'... pero' poi 5 anni in California... sono venuta anche da li'... 9 anni in New Jersey, certo che hanno lasciato il segno. E ora, 1 anno in Arizona....
Dove mi sento "a casa"? Bella domanda. "home is where your heart is", tipica frase da biglietto Hallmark. Il mio cuore e' con la mia famiglia, quella italiana e quella americana, con i miei amici, quelli italiani e quelli americani, con la mia citta' di nascita (con cui ho un rapporto di odio-amore), e con le varie cittadine che mi hano adottato qui in terra straniera. Vorrei poter dire che ho nostalgia di "casa", ma non e' cosi' semplice. Dove appartengo, where do I belong? Appartengo all'Italia, il paese dove la gente ha sempre voglia di fare baldoria, rassegnata alla propria miseria? Oppure appartengo ormai all'America, il paese dell'eterno ottimismo, la terra delle possibilita', dove la gente ha "paura" del contatto umano?
Vorrei poter ritornare in Italia frequentemente, per riscoprire le mie radici, i profumi, i suoni che mi saranno sempre famigliari, e per poi stufarmi e voler ritornare "a casa", qui in questo luogo magico, dove l'inverno e' corto, la gente per strada ti saluta e ti offre una mano quando hai troppe borse in mano e stai correndo sotto la pioggia, dove so che i miei figli avranno possibilita' che in Italia non avrebbero mai...

Allora dedico a me e chi si trova "a casa" lontano da casa, questa canzone che mi piace molto di Chris Daughtry (un altra scoperta di American Idol, questa canzona e' stata #1 nell'American Top 40 di di Casey Kasem per un anno!!).



"Home"
I'm staring out into the night,
Trying to hide the pain.
I'm going to the place where love
And feeling good don't ever cost a thing.
And the pain you feel's a different kind of pain.
Well I'm going home,
Back to the place where I belong,
And where your love has always been enough for me.
I'm not running from.
No, I think you got me all wrong.
I don't regret this life I chose for me.
But these places and these faces are getting old,
So I'm going home.Well I'm going home.
The miles are getting longer, it seems,
The closer I get to you.
I've not always been the best man or friend for you.
But your love remains true.
And I don't know why.
You always seem to give me another try.
So I'm going home,
Back to the place where I belong,
And where your love has always been enough for me.
I'm not running from.
No, I think you got me all wrong.
I don't regret this life I chose for me.
But these places and these faces are getting old,
Be careful what you wish for,
'Cause you just might get it all.
You just might get it all,
And then some you don't want.
Be careful what you wish for,
'Cause you just might get it all.
You just might get it all, yeah.
Oh, well I'm going home,
Back to the place where I belong,
And where your love has always been enough for me.
I'm not running from.No, I think you got me all wrong.
I don't regret this life I chose for me.
But these places and these faces are getting old.
I said these places and these faces are getting old,
So I'm going home.
I'm going home.

mercoledì 30 aprile 2008

LET IT BE

Let it be e' probabilmente una delle canzoni piu' belle mai scritte, per me. A parte la mia passione bruciante per i Beatles, di cui conosco praticamente ogni canzone mai cantata/scritta (e mi fa un piacere enorme sentire Em e Viv cantare con me quando sentiamo Lady Madonna oppure Help... Chris purtroppo ascolta un altro tipo di merd... volevo dire musica, grazie al suo amichetto e ai suoi genitori... Iron Maiden, Metallika, Judas Priest... io non sapevo neanche cosa fossero... ora ho i loro poster appesi in una stanza della mia casa!! Again, that's life!!), le parole di questa canzone sono cosi' piene di speranza, e saranno sempre attuali per me. E Paul.... be', insomma... sempre un' emozione sentirlo dal vivo (2 volte a Milano per me). Un mito.


La mia filosofia di vita negli ultimi anni e' cambiata radicalmente: quando vieni scosso nel profondo da esperienze difficili, quando tutto cio' in cui credi, le tue sicurezze e cio' che su cui si basa la tua sanita' mentale e fisica viene sconvolto, come ad esempio quando una malattia mentale entra senza invito, quasi di nascosto nel tuo mondo per sconvolgerlo, qualcosa anzi molto cambia. Vorrei usare la parola maturazione, ma non e' ampia abbastanza. Gli ultimi 2/3 anni per me sono stati come una rivelazione. Finalmente ho realizzato che si', a volte la vita e' ingiusta. Invece di tentare disperatamente di cancellare le cause di queste ingiustizie, e' meglio "lavorare con" le ingiustizie (e traduco letteralmente dall'inglese, to work with) invece di piangerci sopra. E' forse una perdita di tempo cercare di individuare le cause di certe situazioni. Ci sono. Punto. E anche se conosci i motivi, il fatto non cambia: hai schiacciato involontariamente una cacca, inutile incazzarsi o piangere. Qual'e' il miglior corso d'azione? Ultimamente non combatto e mi agito piu' come mi succedeva una volta, e mi sforzo di giocare con le carte che la vita mi da (e parafraso ancora un detto americano). "If life gives you lemons, make lemonade", una filosofia un po' pollyannesca, magari, ma vivo meglio. Alla fine davvero, le cose importanti nella vita sono poche. pochissime. Non e' solo una quatione riducibile a "vivo meglio con o senza ... ?" La salute, un classico, e' importante, anche se come Mitch Albom ci insegna in Tuesdays with Morrie (di cui ho parlato qui) e' possibile avere una vita piena e positiva anche come malato terminale. La famiglia e' importante (da leggersi come una battuta de "The Soprano's"), ma non solo quella "di sangue" anche quella che si forma nel cerchio delle amicizie importanti... per me e' importantissimo amare se stessi. Il resto? Let it be...

When I find myself in times of trouble,

mother Mary comes to me,

speaking words of wisdom,

let it be.

And in my hour of darkness

she is standing right in front of me,

speaking words of wisdom, let it be.

Let it be, let it be,

let it be, let it be.

Whisper words of wisdom, let it be.

And when the broken hearted people

living in the world agree,

there will be an answer, let it be.

For though they may be parted

there is still a chance that they will see,

there will be an answer, let it be.

Let it be, let it be,

let it be, let it be.

And when the night is cloudy,

there is still a light that shines on me,

shine until tomorrow, let it be.

I wake up to the sound of music,

mother Mary comes to me,

speaking words of wisdom, let it be.

Let it be, let it be,

let it be, let it be.

Ther will be no sorrow, let it be.

venerdì 28 marzo 2008

How do you keep...

Succede a tutti, dopo i primi mesi di passione, il cosiddetto fuoco comicia ad affievolirsi... moltissime le ragioni... non e' possibile elencarle tutte.... e si prova in mille modi diversi a tenerlo bello scoppiettante, non e' facile... spesso e' solo un componente della coppia che ci prova, l'altro e' contento di essere scontento... non voglio addentrarmi in una dissertazione di parte su come risolverei questo problema, in fondo ne ho parlato spesso nei miei post precedenti... sin da quando ho iniziato questo blog: invece di fare una fatica inumana a tenere questo sacro fuoco vestale acceso, pena una lettera scarlatta da portare quale segno di disonore, io lo terrei al minimo e passerei a nuove fiamme... ma pare che questo comportamento sia considerato "less than saintly"! In ogni caso, io ascolto spesso questa canzone, nella versione di Tony Bennet con George Michael (anche se James Ingram e' fantastico con Dionne Warwick!), e cerco sempre di capire se tra le righe della canzone e' nascosta una formula segreta, una sorta di Da Vinci Code, un' indicazione per aiutarmi far continuare la musica...

How do you keep the music playing? by James Ingram

How do you keep the music playing

How do you make it last

How do keep the song from fading

Too fast

How do you lose yourself to someone

And never lose your way

How do you not run out of new things

To say

And since you know we're always changing

How can it be the same

And tell me how year after year

You're sure your heart will fall apart

Each time you hear her name

I know the way I feel for you is now or never

the more I love the more that I’m afraid

That in yours eyes I may not see forever, forever

If we can be the best of lovers

yet be the best of friends

If we can try with every day

To make it better as it goes

With any luck than I suppose

The music never ends

lunedì 10 marzo 2008

Wide Open Spaces

Primaditutto, e' con molto orgoglio che annuncio la pubblicazione del mio primo articoletto vegetariano sulla newsletter della cooperativa. Potete leggerlo cliccando su http://www.sierravistamarket.com/scoop/20080304_v1.pdf
La mia colonna (!) si intitola Vegetarian Tidbits e non e' stata edita neanche un pelino!!! Non male, eh? La mia foto non e' esattamente la mia preferita, ma sono quel che sono, e non potrei trasformarmi neanche con Photoshop!!!
E' giunto il momento di cambiare la mia "canzone della settimana", e questa volta prendo in prestito le parole di una canzone delle Dixie Chicks, le cui parole a mio parere mi rappresentano moltissimo. Quest'estate piu' di un'amica/o mi ha chiesto se non mi manca Milano, la citta' dove sono nata, oppure l'Italia, la mia (e qui uso un termine usato pochissimo nel nostro bel paese) patria... e la risposta come al solito non e' mai un si' o un no.... 8 mesi fa, se avessi potuto sarei scappata via dal New Jersey e tornata a Milano. Oggi, sono felice di essere qui, in un posto dove c'e' spazio tra un essere umano e un altro, dove non ci si fa a botte per un parcheggio, dove e' possibile trovare spazi aperti, dove la natura e' ancora regina ed e' possibile ascoltare i suoi suoni, mescolati al silenzio. Avere spazio intorno a me mi rilassa e mi rende di buon umore e no, non mi manca il casino di Milano, il 15 strapieno, dove non ci si puo' aggrappare da nessuna parte e a dire il vero non ti serve neanche, visto che non c'e spazio per muoversi.
Non mi manca l'olezzo del sudore mescolato a quello del deodorante, fermentati insieme per 10 ore, per il dis-piacere di chi e' sfortunato e deve sugarsi un viaggio da capolinea a capolinea pregando che il vicino scenda alla prossima fermata. No, non mi manca la sensazione di soffocamento che si prova in metropolitana, o le file per comprarsi un panino o bersi il caffe'.... la nostalgia che provo per Milano nasce dalla distanza che rende difficile coltivare le amicizie, e che non facilita il rapporto tra nonni e nipoti, per esempio...
per il resto, il mio sogno di ragazzina ha ormai preso la forma di un posto nel west... un posto dove il mio bisogno fortissimo di ampi spazi aperti viene soddisfatto!
WIDE OPEN SPACES
Who doesn't know what I'm talking about
Who's never left home, who's never struck out
To find a dream and a life of their own
A place in the clouds, a foundation of stone
Many precede and many will follow
A young girl's dream no longer hollow
It takes the shape of a place out west
But what it holds for her, she hasn't yet guessed
(chorus)
She needs wide open spaces
Room to make her big mistakes
She needs new faces
She knows the high stakes
She traveled this road as a child
Wide eyed and grinning, she never tired
But now she won't be coming back with the rest
If these are life's lessons,
she'll take this test
(repeat chorus)
She knows the high stakes
As her folks drive away, her dad yells, "Check the oil!"
Mom stares out the window and says, "I'm leaving my girl"
She said, "It didn't seem like that long ago"
When she stood there and let her own folks know
(Repeat Chorus)
She knows the highest stakes

sabato 23 febbraio 2008

... dove il mondo non ti puo' toccare!

Quando il mondo diventa un peso che ti trascina in basso, quando non riesci a sopportare la gente intorno a te, c'e' un posto dove ti rifugi... in questa canzone, scritta da Carole King ma resa famosa dal mitico James Taylor, questo angolo di paradiso, di tranquillita' si trova sul tetto, dove la citta' in basso continua nei suoi ritmi vorticosi... io sul tetto ci salivo per lo stesso motivo, nelle lunghe estati a Caglio... osservavo la gente passare senza che loro sapessero della mia esistenza. Ora che sui tetti non ci salgo piu' per ovvi motivi (anche se spesso mi viene ancora una voglia di farlo...), trovo rifugio nei libri, nello scrivere, nella musica, nel silenzio... e' fondamentale per la mia sanita' mentale, ma credo per quella di tutti, il riuscire a disconettersi in qualche modo dal mondo esterno anche se purtroppo moltissime persone, giovani e vecchie, non sono in grado di farlo senza l'aiuto di miscugli chimici o dell'alcohol. Io ho sempre preferito farlo mantenendo sia il mio equilibrio che la mia integrita' mentale, essendo cosi' una control-freak di quello che entra nel mio corpo!!!
Oggi celebro il mio "roof" e anche il vostro, qualunque esso sia!!
UP ON THE ROOF by Carole King
When this old world starts getting me down

And people are just too much for me to face

I'll climb way up to the top of the stairs

And all my cares just drift right into space

On the roof, its peaceful as can be

And there the world below dont bother me

No, no

So when I come home feeling tired and beat

Ill go up where the air is fresh and sweet

Ill get far away from the hustling crowd

And all the rat-race noise down in the street

On the roof, that's the only place I know

Look at the city, baby

Where you just have to wish to make it so

Lets go up on the roof

And at night the stars they put on a show for free

And, darling, you can share it all with me

Thats what I said

Keep on telling you

That right smack dab in the middle of town

I found a paradise thats troubleproof

And if this old world starts a getting you down

Theres room enough for two

Up on the roof...




lunedì 11 febbraio 2008

Seasons of love

Proprio in tempo per la Festa di S.Valentino (che qui e' l'ennesima scusa per riempire i bambini di caramelle, lecca-lecca e carie), ho nello stereo della macchina questa canzone "on repeat", cioe' continuo ad ascoltarla e a cantarla...un'ossessione, che sto trasmettendo anche a Emily e Vivian che la cantano con me (tutte belle stonatine, degne figlie di J!!)

RENT, il musical, nato dalla mente fertile di Jonathan Larson, (il quale mori' a 36 anni proprio la sera precedente l'opening della sua opera) affronta diversi argomenti che almeno negli anni 90, ma per molti versi ancora oggi, erano taboo: l'omosessualita', l'AIDS, la tossicomania... e ispirandosi a La Boheme, ha prodotto un capolavoro (secondo me) musicale e teatrale, che dipinge con molta sensibilita' personaggi tormentati, al margine della societa' e discriminati. Una lezione di umanita' che dovrebbe essere insegnata nelle scuole... o almeno all'universita'.

Le parole sono molto semplici: 525600 minuti... come si puo' misurare un anno nella vita di un uomo o di una donna? In albe o tramonti, in mezzanotti o tazze di caffe'... in pollici, in miglia, in risate, in conflitti? Che ne dici di misurarlo in "amore"?

Il valore di una vita, di un essere umano non puo' e non deve essere misurato nel numero di miliardi che ha prodotto, o in quante verita' ha imparato, o nel numero ponti che si e' tagliato, non ha niente a che vedere con il modo in cui e' morto.... solo dal modo in cui ha amato. Secondo me questa canzone dovrebbe essere la colonna sonora che accompagna la nostra vita, che ci guida nei momenti di indecisione e che illumina la nostra via alla ricerca della felicita' e della realizzazione del nostro "compito" finale, e' la risposta alla domanda "Cosa ci faccio qui?" ...

... How about love?

P.S.: Ecco le parole, per aiutarvi a cantarla tutti insieme, in un coretto virtuale:

Five hundred twenty five thousand six hundred minutes

Five hundred twenty five thousand moments so dear

Five hundred twenty five thousand six hundred minutes

How do you measure , measure a year?

In daylights, in Sunsets

In midnights,in cups of coffee

In inches, in miles

In laughter, in Strife

In five hundred twenty five thousand six hundred minutes

How do you measure

A year in the life?

How about love? (3x)

Measure in love

Seasons of love, seasons of love.

Five hundred twenty five thousand six hundred minutes

Five hundred twenty five thousand journeys to plan

Five hundred twenty five thousand six hundred minutes

How do you measure the life

Of a woman or a man

In truth that she learned

Or in times that he cried

In bridges he burned

Or the way that she died

It's time now - to sing out

Though the story never ends

Let's celebrate, remember

A year in the life of friends

Remember the love, remember the love,

remember the love

Measure in love

Oh you got to you got to remember the love

You know that love is a gift from up above

Share love, give love, spread love

Measure, measure your life in love

Seasons of love

Measure your life, measure your life in love

Amicizie sbilanciate: una miniserie.

Quello dell'amicizia e' un argomento cui penso spesso, e di cui ho parlato anche nel blog frequentemente. Sin da bambina ho vissuto ...