martedì 26 novembre 2013
Cosa c'e' di più sexy di Kanye e Kim nuda su una moto? James e Seth nudo su una moto, ovvio.
Secondo me, Seth Rogen si merita un Oscar per questa interpretazione.
Da guardare dopo essersi svuotati la vescica, onde evitare problemi (parlo per esperienza diretta…)
Siete pronti? Non credo, comunque sia eccovi Bound3, starring James Franco e Seth Rogen.
(Il video di cui questo fa' la parodia si trova qui… ma vi avverto che questo invece può indurre sintomi diversi, come nausea, conati e voglia di piangere incessantemente…)
mercoledì 11 luglio 2012
In coro con me, please?
La tecnica con cui suona la chitarra e' riconoscibilissima, basta mezzo accordo per capire che la musica che sta per sbocciare e' sua, o un suo arrangiamento di pezzi scritti da altri artisti, come ad esempio "You've got a friend" e "Up on the roof" entrambe scritte da Carole King ma diventate suo cavallo di battaglia e da lui elevate all'olimpo dei grandi successi di tutti i tempi.
Tutte le canzoni di JT sono poesie capaci di toccarmi sempre, e non con la leggerezza di una carezza, ma con la forza dei monsoni (e qui in Arizona ne sappiamo qualcosa!!), perché i testi sono sempre ispirati alle battaglie con i suoi demoni personali, la depressione adolescenziale che lo spinse ad auto-ricoverarsi in un ospedale psichiatrico, la dipendenza dall'eroina, le storie d'amore finite... ogni poesia e' una confessione, lui racconta del suo sentirsi sempre "mai arrivato", sempre in viaggio, sempre alla ricerca di un posto dove fermarsi, anche se sembrerebbe che finalmente nel 2001 abbia trovato il luogo dove mettere radici, grazie alla terza moglie con cui ha avuto due gemelli (grazie ad una surrogate, considerata l'eta' di Kim). Questa lotta tra il voler rimanere e il "dover" partire e' raccontata benissimo in questa canzone per me bellissima, che ho nella testa da 2 giorni, quando dice "I knew I should stay, I knew I would go" sapevo che sarei dovuto rimanere, sapevo che sarei partito....
Spesso anche io mi sento così, e non potendo andare, mi accontento si farmi trasportare via da canzoni come "My Traveling Star" (con una "elle" non due come nel titolo del video qui sotto!!)
Se vi interessa approfondire "la storia" di JT, questa e' un'intervista molto bella fatta un paio d'anni fa.
Allora cantiamo tutti insieme, non importa se siamo stonati, non importa se siamo lontani...
(segue testo originale e la mia traduzione tentativa)....
(al minuto 1:14 si vede Kim, la moglie, anche lei che canta nel coro che e' parte della Boston Symphony Orchestra)
MY TRAVELING STAR
lunedì 25 giugno 2012
Questa la dedico a me, ...
p.s: Carrie Underwood potrebbe farvi interessare della musica country-rock, vero? ... e a proposito, e' vegan anche lei!!
sabato 9 giugno 2012
Muddy Buddies (gli "amichetti infangati", versione vegan)
E' una ricetta che girava sulle scatole di certi cereali anni fa, mi e' stata passata da Kelly, io l'ho veganizzata ed e' sempre un successo quando la preparo, cosa che succede raramente visto la mia propensita' a far della mia panza una capanna per questa "merenda". E' anche un ottimo dessert da portare ai potluck (pranzi o cene dove gli invitati portano un piatto da condividere), ed ho scoperto giovedì, grazie ad Allison che e' nata nel sud-est degli US, che vengono chiamati anche "Texas Trash", cioè spazzatura del Texas... Non temete, sono una delizia, niente a che vedere con la spazzatura di nessuno stato...
Io vi avviso: se avete la tendenza a diventare cibo-dipendenti, cercate di non rimanere da soli con il contenitore di Muddy Buddies... e' difficile smettere di farseli saltare in bocca! E non ditemi poi che non vi avevo avvisato!
Moky's Muddy Buddies (grassi si', ma senza colesterolo dietetico!)
Ingredienti:
- 9 cups di cereali quadrati. Io uso "Barbara's Puffins" al burro di arachidi, perche' non contengono vitamina D3, che e' un derivato animale. La ricetta originale richiede credo i Chex, ma trovo i Puffins molto piu' "sani". 9 cups sono all'incirca il contenuto di una scatola di cereali, nel caso dei Puffins sono circa 11 once, quindi 320g circa. Se sono di più, va bene lo stesso.
- 1 cup chocolate chips (le chicche di cioccolato) semi-dolci. Uso le Ghiradelli perche' non contengono latte vaccino (230g circa)
- 1/2 cup burro di arachidi (115g circa)
- 1/4 cup burro vegan; qui si trova la marca Earth Balance. (50 g circa)
- 1 1/2 cup zucchero a velo. E' tanto: più di 3 etti, anche un po' meno va bene.
giovedì 15 marzo 2012
Stasera, su American Idol...
Questa sera questo ragazzo di 19 anni della Louisiana, Joshua Ledet, mi ha fatto venire i brividi. Stavo stirando mentre guardavo la trasmissione e mi sono fermata col ferro a mezz'asta e, senza che potessi esercitare il minimo controllo, mi e' uscito un grido, "HALLELUIA!", di bocca. Ci sono persone che nascono con una voce incredibile, e questo ragazzo senza dubbio per me sara' uno dei finalisti, se continuera' a scegliere canzoni "giuste". Il tema della serata era cantare una canzone uscita nell'anno in cui ogni partecipante e' nato, e Joshua ha scelto la "rendition" fatta da Michael Bolton di "When a man loves a woman" nel 1993, canzone che invece originariamente era uscita nel 1966, anno della mia di nascita. Comunque sia, per me questa e' una versione bellissima!!
domenica 19 febbraio 2012
Whitney, Amy, Michael... the damage done.
"Every junkie's like a settin' sun", ogni tossico e' come un sole che tramonta... la sua bellezza passa velocemente e torna l'oscurita'.
(Questa canzona mi scaraventa indietro di 35 anni, quando mia sorella Marinella la suonava e cantava, e io la canticchiavo senza capirne il significato...)
mercoledì 1 febbraio 2012
Red
venerdì 20 gennaio 2012
Il duetto di James Taylor e Stephen Colbert
Parlo spesso di Colbert che, con Jon Stewart del Daily Show, e' il mio punto di riferimento per tutto cio' che riguarda gli eventi politici e di cultura americani.
Per capire un po' il video, domani ci sono le primaries in South Carolina, e con Rick Perry ormai anche lui "eliminato" dalla corsa alla candidatura repubblicana, rimangono in battaglia i "3 patetici moschettieri", uno peggio dell'altro, Romney, Santorum e Gingrich. Mi dimentico sempre di Ron Paul, ma cosi' fanno anche gli elettori, anche perche tutti sappiamo che Romney ricevera' l'unzione "by default", visto che Gingrich probabilmente verra' decapitato dai fatti emergenti dalla ex-moglie, Santorum e' troppo di destra (e i voti di centro sono i piu' ricercati) e Paul non ha l'aspetto di un presidente ed e' troppo moderato. E sono tutti elementi che contano.
Comunque sia, in South Carolina 4 anni fa Stephen Colbert si era candidato alla presidenza come Republican (ovviamente una seria presa per i fondelli) e aveva ricevuto anche una buona percentuale di voti, piu' di altri candidati "veri", ma quest'anno non avendo inviato i moduli in tempo, il suo nome non e' presente nella scheda elettorale (parlo solo del South Carolina), ma il nome di Herman Cain lo e' perche' invece Cain aveva inviato tutta la documentazione in tempo, ovviamente prima che si togliesse dalla corsa alla nomina, anche lui vessato dal problema di aver avuto amanti (consenzienti) ed altri problemi di mano morta con donne non consenzienti, durante gli anni in cui aveva avuto una posizione di potere - e soprattutto durante i 40 anni e piu' di matrimonio felice con la povera moglie, con cui e' ancora sposato (chissa' che bel Natale avranno avuto!!)...
Tornando alle primarie e al video, Colbert ha deciso di prendere due piccioni con una fava, e rispolverare la campagna elettorale di Cain (solo in South Carolina) e spingere il suo nome dicendo che un voto per Cain e' un voto per Colbert... e oggi Colbert e Cain saranno insieme in Charleston (SC) per un rally chiamato "ROCK ME LIKE A HERMAN CAIN SOUTH CAIN-OLINA PRIMARY RALLY"....
Il video e' un collage di immagini usate da Cain durante la sua campagna, mischiate ad immagini "simili" di Stephen Colbert... Totally hilarious!!
Non vedo l'ora di sapere quanti voti ricevera' Cain domani, voti che sappiamo, sono per Colbert!!
lunedì 5 dicembre 2011
Bad Day
- Aveva la gomma a terra stamattina e l'acquisto di due ruote nuove + un cambio d'olio che ci voleva e' costato la mera cifra di $200
- La nuova capsula dentale a rimpiazzo di quella che si e' persa da qualche parte (si', lo so anch'io dove ma non lo dico...), invece degli $800 che preventivamo (con qualche lacrima) e' costata 1100 "effing" dollars.
Mentre aspetto Colin Firth che mi venga a portare via (il collega che mi faceva impazzire vent'anni fa andrebbe altrettanto bene...), ecco che per fortuna la radio mi regala questa canzone, che amo e che, cantata a squarciagola, mi fa sempre sentire meglio!
Provate anche voi, se la vostra giornata (o settimana, mese, anno) non e' stata proprio perfetta:
venerdì 7 maggio 2010
Gitarzan
Per mia fortuna, il mio cicerone personale ama condividere e spesso io mi ritrovo a pensare di essere cresciuta guardando il Dolly Parton Show o Leave it to Beaver, invece del carosello o lo Zecchino d'Oro! Spesso le amiche mi chiedono: "Do you remember that show on tv with...?" e io che penso "Yes, I remember" tanto sono profonde le informazioni ricevute in merito...
Cosi' anche per la musica, e anche se ovviamente siamo tutti cresciuti con musica proveniente da qui, con Il Bruce e James Taylor, i Supertramp e i Fleetwood Mac, vi garantisco che noi in Italia ci siamo persi cose belle o divertenti o solo ridicole.
Ad esempio, io non sapevo chi fosse Ray Stevens, finche' J ha portato a casa, piu' di una decina di anni fa perche' vivevamo ancora a Ventura, California, una cassetta (si', si', quel dinosauro ormai estinto) di cotal Stevens. Tutto eccitato, gasato persino... gliela aveva data il suo collega Larry e dovevamo ascoltarla tutti e 3 insieme (J, Chris piccolino ed io)...
Appena parte la musica, non si puo' far altro che muoversi, o ciodolare... e poi le risate!!
La mia parte preferita? Quando Jane sta cercando di cantare e "lui" continua ad interromperla col suo urlo e lei si incazza!! A Violet piace la scimmia...
Non esiste un video, essendo la canzone del 1969 e Stevens e' ormai morto da una quindici anni.
Ora me la riascolto anche io!!
mercoledì 14 gennaio 2009
Facebook e la mia evoluzione
Inizialmente la mia impressione era molto simile a quella di Regina che QUI aveva espresso la sua reticenza o comunque mancanza di interesse a rientrare in contatto con chi non si era mai preoccupato di lei per anni e ora si faceva avanti con la richiesta di diventare "amico" (come dice la mia amica Monica, tanto per fare "gruppone"...)
Probabilmente, se fossi stata una decina d'anni piu' giovane, FB per me sarebbe "morto" cosi'
come era nato, senza che me ne accorgessi.
Ma giovincella non sono piu', ho superato la fatidica soglia, ho fatto il giro alla rotonda dei quaranta, rallentato, mi sono guardata attentamente in giro e ho deciso che ripercorrere il proprio passato non e' poi un'idea cosi' bislacca. Ed ecco che all'improvviso mi si e' accesa la lampadina e ho capito che FB puo' essere 100000 volte meglio di una ricerca su google, e poteva diventare un modo veloce ed efficace per riconnettermi con chi, intenzionalmente o meno, avevo messo nello scatolone in soffitta con l'etichetta "better forget these"...
La prima persona a "trovarmi", inaspettatamente, e' stata la mia ex-vicina della California... come ha fatto, ancora non ho capito, perche' qui sono conosciuta solo con il mio cognome da sposata, mentre su FB almeno inizialmente, avevo solo il cognome da nubile. Mi ha detto che aveva pensato che fossi ormai divorziata, come il 60% delle coppie americane (inclusi i suoi due matrimoni andati sfortunatamente a rotoli).
Comunque sia, da li' ogni giorno anche la mia lista di "amici" e' lentamente aumentata, compagne di liceo, "vecchie" colleghe, conoscenze dal NJ e dalla CA, un paio di boob-friends (niente di sporcaccione, solo compagne di allattamento...), poi gli amici conosciuti attraverso il blog.... insomma, la mia modestissima lista di "amici" piano pianino si allunga, e rimango stupita alla ragnatela di contatti che si crea attraverso questo network. Mi stupisco ancora di piu' al numero di "amici" nella lista di "amici".... 200, 300, 400... cacchio, in Italia uno potrebbe organizzarsi un partito, con tutti 'sti seguaci!!
Ho chiesto spiegazioni a chi e' piu' veterano di me e mi e' stato detto che spesso uno ha il "dovere" di accettare l'invito di "amicizia" di chiunque si metta in contatto, se lo conosce per lavoro, o in ambiti sociali, anche se cio' che si ha in comune e' piu' sottile della suddetta carta igienica. Allora, se ho capito bene, un invito a connettersi su FB spesso e' come un viaggio in ascensore con uno dei vicini, con cui si e' costretti a spendere quei 2 minuti insieme... come sta? Bene grazie, e lei? Come stanno i figli? E lavora sempre il quel posto la'?
Arrivati al proprio piano, si scende ringraziando il cielo di non vivere al 20mo piano e sperando di non dover ri-incontrare questa persona almeno per un altro mese. Il tuo dovere di bravo vicino l'hai fatto. Mission accomplished. (Note to self: ricordarsi di fargli gli auguri a Natale...)
Devo ammettere che nel mio caso esiste anche una forte dose di curiosita', quasi morbosa: voglio sapere cos'e' successo a questo e quella, voglio sapere se sono invecchiati bene, se si sono sposati, se hanno perso i capelli o se hanno guadagnato qualche chilo... onestamente, lo stesso tipo di curiosita' che ti fa rallentare sull'autostrada per osservare un incidente, per vedere forse se conosci i malcapitati, o forse per la possibilita' di essere testimoni di qualcosa di insolito da raccontare piu' tardi durante il coffee-break.... Non sono sicura.
Non tutti gli amici sono uguali e un po' mi da fastidio che FB utilizzi la parola amico con tanta superficialita'. Penso ad una mia "cara" amica in NJ che piangeva, PIANGEVA perdindirindina, quando sono partita per l'Arizona.... in un anno e mezzo, non mi ha MAI telefonato... l'ho chiamata io 4/5 volte, l'ultima prima di Natale per raccontarle della gravidanza e farle le auguri... ho ricevuto dopo Natale il suo biglietto di auguri, prestampato e nemmeno firmato personalmente. Ma allora? E le lacrime?
Non esiste uno "standard" per l'amicizia... la parola stessa e' volatile, su FB e' ovvio che voglia dire chiunque conosce il tuo nome, qualsiasi persona con cui tu abbia avuto qualsiasi tipo di contatto... pare, per chi ha ancora piu' tempo da perdere o abbia voglia di approfondire la conoscenza di tutti i suoi vari meandri, che sia possibile su Facebook "catalogare" gli amici, quelli di prima categoria, quelli di seconda e poi la fuffa!
Amicizia e' un termine inadeguato, utilizzato con leggerezza, sia in italiano che in inglese. Essere amici comporta responsabilita' e doveri, credo: e' come un orticello, che va zappato, fertilizzato, i semini vanno curati, ci sono da togliere le erbacce, bisogna ricordarsi di bagnarlo... La superficialita' con cui viene utilizzata questa parola mi sconforta.
Questo il mio giudizio su Facebook: e' uno strumento efficace per ritrovare persone che hanno lasciato un'impronta nella mia vita, tentare di riallacciare l'amicizia... ma e' totalmente inadeguato per mantenerla e/o svilupparla, a causa della sua natura superficiale...
Meglio utilizzare skype.
E per tutte le persone che hanno "camminato" anche brevemente sulle mie spiagge, lasciando un'impronta "in my life", dedico questa canzone...
There are places I'll remember
All my life though some have changed
Some forever not for better
Some have gone and some remain
All these places have their moments
With lovers and friends I still can recall
Some are dead and some are living
In my life I've loved them all
But of all these friends and lovers
There is no one compares with you
And these memories lose their meaning
When I think of love as something new
Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life I love you more
Though I know I'll never lose affection
For people and things that went before
I know I'll often stop and think about them
In my life I love you more
In my life I love you more
(Questa la versione di Bette Midler, tratta dal film "For the boys"... anche se preferisco quella originale dei Beatles...)
martedì 2 dicembre 2008
Non vedo l'ora... quasi....
E' vero, sono italiana e sono cresciuta in Italia, con Topo Gigio e il Mago Zurli', pero' devo ancora una volta confermare che anche quando sono coinvolti i bambini, gli americani sono avanti anni luce (e se mi capita di acchiappare qualche trasmissione per bambini su RAI International, mi vergogno...)
Confesso che non vedo l'ora di accendere la TV al mattino e sentire le famose parole "Sunny days, sweeping the... clouds away...."
SESAME STREET, nata nel 1969, quasi 40 anni fa, dalla fantasia e immaginazione di Jim Henson, si' quello dei Muppets, ha fatto da colonna sonora dei miei anni di mamma, e posso confermare che tutti gli americani miei coetanei sono cresciuti con Sesame Street, ascoltando Kermit cantare "It's not easy being green", imparando che essere diversi non e' poi cosi' brutto, che siamo tutti diversi, in una strada "finta" di NY dove i pupazzi sembrano veri e dove c'e' sempre la possibilita' di essere intrattenuti da James Taylor, o Itzak Perlman, o Gladys Knight, o Paul Simon...
Grazie a Youtube ho "ritrovato" alcune delle mie canzoni preferite, che avro' guardato/ascoltato migliaia di volte con Chris, Emily e poi Vivian. E presto con Fagiolino #4!
PUT DOWN THE DUCKY chissa' se riconoscete alcuni dei personaggi che cantano con Root e Ernie... (ok, vi aiuto... Wynton Marsalis, Jeremy Irons, Danny DeVito, Itzak Perlman, Peewee Herman..)
PATTI LABELLE canta l'alfabeto... ma quando mai in Italia?? Chi ci metterebbero? Jovanotti?? Mah....
Ray Charles canta "IT'S NOT EASY BEING GREEN"... troppo bella!
venerdì 21 novembre 2008
Me and my skeleton...
Ieri sera nuovo episodio, sempre molto vero per me, in quanto gli argomenti mi toccano, in qualche modo, sempre da vicino.
Denny Duquette e' tornato, il "fiance'" morto di Izzie... a parte tutto, che gran pezzo di uomo!! Poi il ritorno di un "vecchio amore", in questo caso un po' assurdo perche' deceduto (nello show...) mi ha fatto pensare, ai "fantasmi del passato" agli "skeletons in the closet" che tutti abbiamo, io per prima.
Chi non ha un angolo del proprio passato, ben nascosto di solito in fondo in fondo al cuore e al cervello, che a volte torna a visitare magari prima di addormentarsi, o mentre e' in fila al supermercato, e che scatena ricordi felici e dolorosi, sensazioni spesso cosi' reali che si ride e si piange come se fossero vere e tangibili, invece di essere frutto di vecchi rimpianti, di inutili "se"? ...
Sara' che invecchiare, ok, maturare comporta la revisione della propria vita, l'accettazione e il perdono dei propri errori e il tentativo di cambiare rotta, se quella passata si e' rivelata erronea, pero' perche' continuiamo a tornare dove fa ancora male? La lingua batte dove il dente duole... perche'???
Un'iniezione di amnesia, una volta ogni tanto, sarebbe molto terapeutica...
Me and Mrs.Jones
We got a thing goin'on
We both know that it's wrong
But it's much too strong
To let it go now
We meet every day at the same cafe
Six-thirty and no one knows she'll be there
Holding hands, making all kinds of plans
While the juke box plays our favorite songs
Me and Mrs.Jones
We got a thing goin'on
We both know that it's wrong
But it's much too strong
To let it go now
We gotta be extra careful
That do we don't build our hopes up too high
Because she's got her own obligations
And so, and so, do I
Me and Mrs.Jones
We got a thing goin'on
We both know that it's wrong
But it's much too strong
To let it go now
Well, it's time for us to be leaving
It hurts so much, it hurts so much inside
Now she'll go her way snd I'll go mine
Tomorrow we'll meet
The same place, the same time
Me and Mrs.Jones
We got a thing goin'on
We both know that it's wrong
But it's much too strong
To let it go now
lunedì 22 settembre 2008
The long and winding road
The long and winding road
That leads to your door
Will never disappear
I've seen that road before
It always leads me here
Lead me to you door
The wild and windy night
That the rain washed away
Has left a pool of tears
Crying for the day
Why leave me standing here
Let me know the way
Many times I've been alone
And many times I've cried
Anyway you'll never know
The many ways I've tried
To the long winding road
You left me standing here
A long long time ago
Dont leave me waiting here
Lead me to your door
But still they lead me back
To the long winding road
You left me standing here
A long long time ago
Dont leave me waiting here
Lead me to your door
giovedì 10 luglio 2008
Home
Considerato che in 15 anni ho vissuto in 3 posti che, pur se parte dello stesso paese, sono assolutamente diversi, quando mi chiedono "Where are you from?"... di dove sono... da dove vengo... be', vediamo... 27 anni in Italia... vengo da li'... pero' poi 5 anni in California... sono venuta anche da li'... 9 anni in New Jersey, certo che hanno lasciato il segno. E ora, 1 anno in Arizona....
Dove mi sento "a casa"? Bella domanda. "home is where your heart is", tipica frase da biglietto Hallmark. Il mio cuore e' con la mia famiglia, quella italiana e quella americana, con i miei amici, quelli italiani e quelli americani, con la mia citta' di nascita (con cui ho un rapporto di odio-amore), e con le varie cittadine che mi hano adottato qui in terra straniera. Vorrei poter dire che ho nostalgia di "casa", ma non e' cosi' semplice. Dove appartengo, where do I belong? Appartengo all'Italia, il paese dove la gente ha sempre voglia di fare baldoria, rassegnata alla propria miseria? Oppure appartengo ormai all'America, il paese dell'eterno ottimismo, la terra delle possibilita', dove la gente ha "paura" del contatto umano?
Vorrei poter ritornare in Italia frequentemente, per riscoprire le mie radici, i profumi, i suoni che mi saranno sempre famigliari, e per poi stufarmi e voler ritornare "a casa", qui in questo luogo magico, dove l'inverno e' corto, la gente per strada ti saluta e ti offre una mano quando hai troppe borse in mano e stai correndo sotto la pioggia, dove so che i miei figli avranno possibilita' che in Italia non avrebbero mai...
Allora dedico a me e chi si trova "a casa" lontano da casa, questa canzone che mi piace molto di Chris Daughtry (un altra scoperta di American Idol, questa canzona e' stata #1 nell'American Top 40 di di Casey Kasem per un anno!!).
mercoledì 30 aprile 2008
LET IT BE
Let it be e' probabilmente una delle canzoni piu' belle mai scritte, per me. A parte la mia passione bruciante per i Beatles, di cui conosco praticamente ogni canzone mai cantata/scritta (e mi fa un piacere enorme sentire Em e Viv cantare con me quando sentiamo Lady Madonna oppure Help... Chris purtroppo ascolta un altro tipo di merd... volevo dire musica, grazie al suo amichetto e ai suoi genitori... Iron Maiden, Metallika, Judas Priest... io non sapevo neanche cosa fossero... ora ho i loro poster appesi in una stanza della mia casa!! Again, that's life!!), le parole di questa canzone sono cosi' piene di speranza, e saranno sempre attuali per me. E Paul.... be', insomma... sempre un' emozione sentirlo dal vivo (2 volte a Milano per me). Un mito.
La mia filosofia di vita negli ultimi anni e' cambiata radicalmente: quando vieni scosso nel profondo da esperienze difficili, quando tutto cio' in cui credi, le tue sicurezze e cio' che su cui si basa la tua sanita' mentale e fisica viene sconvolto, come ad esempio quando una malattia mentale entra senza invito, quasi di nascosto nel tuo mondo per sconvolgerlo, qualcosa anzi molto cambia. Vorrei usare la parola maturazione, ma non e' ampia abbastanza. Gli ultimi 2/3 anni per me sono stati come una rivelazione. Finalmente ho realizzato che si', a volte la vita e' ingiusta. Invece di tentare disperatamente di cancellare le cause di queste ingiustizie, e' meglio "lavorare con" le ingiustizie (e traduco letteralmente dall'inglese, to work with) invece di piangerci sopra. E' forse una perdita di tempo cercare di individuare le cause di certe situazioni. Ci sono. Punto. E anche se conosci i motivi, il fatto non cambia: hai schiacciato involontariamente una cacca, inutile incazzarsi o piangere. Qual'e' il miglior corso d'azione? Ultimamente non combatto e mi agito piu' come mi succedeva una volta, e mi sforzo di giocare con le carte che la vita mi da (e parafraso ancora un detto americano). "If life gives you lemons, make lemonade", una filosofia un po' pollyannesca, magari, ma vivo meglio. Alla fine davvero, le cose importanti nella vita sono poche. pochissime. Non e' solo una quatione riducibile a "vivo meglio con o senza ... ?" La salute, un classico, e' importante, anche se come Mitch Albom ci insegna in Tuesdays with Morrie (di cui ho parlato qui) e' possibile avere una vita piena e positiva anche come malato terminale. La famiglia e' importante (da leggersi come una battuta de "The Soprano's"), ma non solo quella "di sangue" anche quella che si forma nel cerchio delle amicizie importanti... per me e' importantissimo amare se stessi. Il resto? Let it be...
When I find myself in times of trouble,
mother Mary comes to me,
speaking words of wisdom,
let it be.
And in my hour of darkness
she is standing right in front of me,
speaking words of wisdom, let it be.
Let it be, let it be,
let it be, let it be.
Whisper words of wisdom, let it be.
And when the broken hearted people
living in the world agree,
there will be an answer, let it be.
For though they may be parted
there is still a chance that they will see,
there will be an answer, let it be.
Let it be, let it be,
let it be, let it be.
And when the night is cloudy,
there is still a light that shines on me,
shine until tomorrow, let it be.
I wake up to the sound of music,
mother Mary comes to me,
speaking words of wisdom, let it be.
Let it be, let it be,
let it be, let it be.
Ther will be no sorrow, let it be.
venerdì 28 marzo 2008
How do you keep...
Succede a tutti, dopo i primi mesi di passione, il cosiddetto fuoco comicia ad affievolirsi... moltissime le ragioni... non e' possibile elencarle tutte.... e si prova in mille modi diversi a tenerlo bello scoppiettante, non e' facile... spesso e' solo un componente della coppia che ci prova, l'altro e' contento di essere scontento... non voglio addentrarmi in una dissertazione di parte su come risolverei questo problema, in fondo ne ho parlato spesso nei miei post precedenti... sin da quando ho iniziato questo blog: invece di fare una fatica inumana a tenere questo sacro fuoco vestale acceso, pena una lettera scarlatta da portare quale segno di disonore, io lo terrei al minimo e passerei a nuove fiamme... ma pare che questo comportamento sia considerato "less than saintly"! In ogni caso, io ascolto spesso questa canzone, nella versione di Tony Bennet con George Michael (anche se James Ingram e' fantastico con Dionne Warwick!), e cerco sempre di capire se tra le righe della canzone e' nascosta una formula segreta, una sorta di Da Vinci Code, un' indicazione per aiutarmi far continuare la musica...
How do you keep the music playing? by James Ingram
How do you keep the music playing
How do you make it last
How do keep the song from fading
Too fast
How do you lose yourself to someone
And never lose your way
How do you not run out of new things
To say
And since you know we're always changing
How can it be the same
And tell me how year after year
You're sure your heart will fall apart
Each time you hear her name
I know the way I feel for you is now or never
the more I love the more that I’m afraid
That in yours eyes I may not see forever, forever
If we can be the best of lovers
yet be the best of friends
If we can try with every day
To make it better as it goes
With any luck than I suppose
The music never ends
lunedì 10 marzo 2008
Wide Open Spaces
sabato 23 febbraio 2008
... dove il mondo non ti puo' toccare!
lunedì 11 febbraio 2008
Seasons of love
Proprio in tempo per la Festa di S.Valentino (che qui e' l'ennesima scusa per riempire i bambini di caramelle, lecca-lecca e carie), ho nello stereo della macchina questa canzone "on repeat", cioe' continuo ad ascoltarla e a cantarla...un'ossessione, che sto trasmettendo anche a Emily e Vivian che la cantano con me (tutte belle stonatine, degne figlie di J!!)
RENT, il musical, nato dalla mente fertile di Jonathan Larson, (il quale mori' a 36 anni proprio la sera precedente l'opening della sua opera) affronta diversi argomenti che almeno negli anni 90, ma per molti versi ancora oggi, erano taboo: l'omosessualita', l'AIDS, la tossicomania... e ispirandosi a La Boheme, ha prodotto un capolavoro (secondo me) musicale e teatrale, che dipinge con molta sensibilita' personaggi tormentati, al margine della societa' e discriminati. Una lezione di umanita' che dovrebbe essere insegnata nelle scuole... o almeno all'universita'.
Le parole sono molto semplici: 525600 minuti... come si puo' misurare un anno nella vita di un uomo o di una donna? In albe o tramonti, in mezzanotti o tazze di caffe'... in pollici, in miglia, in risate, in conflitti? Che ne dici di misurarlo in "amore"?
Il valore di una vita, di un essere umano non puo' e non deve essere misurato nel numero di miliardi che ha prodotto, o in quante verita' ha imparato, o nel numero ponti che si e' tagliato, non ha niente a che vedere con il modo in cui e' morto.... solo dal modo in cui ha amato. Secondo me questa canzone dovrebbe essere la colonna sonora che accompagna la nostra vita, che ci guida nei momenti di indecisione e che illumina la nostra via alla ricerca della felicita' e della realizzazione del nostro "compito" finale, e' la risposta alla domanda "Cosa ci faccio qui?" ...
... How about love?
P.S.: Ecco le parole, per aiutarvi a cantarla tutti insieme, in un coretto virtuale:
Five hundred twenty five thousand six hundred minutes
Five hundred twenty five thousand moments so dear
Five hundred twenty five thousand six hundred minutes
How do you measure , measure a year?
In daylights, in Sunsets
In midnights,in cups of coffee
In inches, in miles
In laughter, in Strife
In five hundred twenty five thousand six hundred minutes
How do you measure
A year in the life?
How about love? (3x)
Measure in love
Seasons of love, seasons of love.
Five hundred twenty five thousand six hundred minutes
Five hundred twenty five thousand journeys to plan
Five hundred twenty five thousand six hundred minutes
How do you measure the life
Of a woman or a man
In truth that she learned
Or in times that he cried
In bridges he burned
Or the way that she died
It's time now - to sing out
Though the story never ends
Let's celebrate, remember
A year in the life of friends
Remember the love, remember the love,
remember the love
Measure in love
Oh you got to you got to remember the love
You know that love is a gift from up above
Share love, give love, spread love
Measure, measure your life in love
Seasons of love
Measure your life, measure your life in love
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