Visualizzazione post con etichetta sissy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sissy. Mostra tutti i post

lunedì 10 febbraio 2014

Figlia di un dio minore

UPDATE: dopo aver chiamato tutti i gironi dell'inferno i reparti del Policlinico, e dopo aver parlato con mia madre, che cerca di essere forte ma sta già crollando, e dopo aver richiesto via email di ricevere aggiornamenti su mio padre alla sorella brianzola, ho scoperto che si trova in geriatria, che molto probabilmente non era un ictus, ma era una conseguenza di una polmonite e della febbre alta, che e' stabile e sotto antibiotici. Nessuna di queste informazioni mi e' stata dispensata senza mia previa richiesta, sottolineo. 
Ho anche ricevuto un suo messaggio dal cellulare (che pensavo non potesse usare in ospedale).
Quindi sta meglio, e se riesco domani verso le 11 (le 2 di notte per me) cercherò' di chiamarlo. 
Ma se non avessi passato 2 ore o più al telefono a rompere, sarei rimasta in limbo. 

Ci risiamo: succede qualcosa a mio padre, e nessuno si prende la briga di dirmi niente dall'Italia. La notizia mi arriva di seconda mano dalle Hawaii. Dalle Hawaii, perdinci, peggio delle poste italiane, dove per mandare una lettera da Milano a Bergamo, la fanno prima passare dalla Sicilia… Mio padre pare che abbia avuto un ictus stamane, e dall'Italia nemmeno un email, non un sms, niente. Posso capire mia madre, la preoccupazione (pero' dai, quando si e' in ospedale ad aspettare per ore, tempo per farmi una telefonata, o mandarmi un messaggio c'e', e fanculo la spesa, stai al telefono 1 minuto e pagherai un euro… mi pare una spesa sopportabile, no?) ma mia sorella che vive in Brianza ancora una volta si e' comportata con la classe e cortesia che sono il suo marchio inconfondibile. Si' perché vedete, mia sorella alle Hawaii, invece, e' stata debitamente informata di quello che stava succedendo nel giro di 5 minuti dall'accaduto, lei poi molto generosamente mi ha chiamato (ero fuori in giardino e solitamente durante il weekend il cellulare lo "perdo" per casa, tanto non mi chiama nessuno) perché pensava, parole sue, "che avrei voluto saperlo".  No, perché un figlio non vuole sapere se un genitore e' in ospedale a rischio di vita, vero? Il cuore mi si espande di gratitudine per la sua umanità (alla Fantozzi, ma senza nessuna risata).

Oltre al mio dispiacere nel venire a sapere che mio padre e' in ospedale, con tutte i vari scenari che mi immagino, paralizzato, incapace di suonare (e suonare e' la sua vita), incapace di comunicare…. mi si riempie l'anima ancora una volta di tanta amarezza perché, porcazzalamiseria, di tutte le sorelle che mi potevano capitare, a me sono toccate Drizella e Anastasia, esempio di decenza e generosità!

Un deja-vu più classico non poteva succedere, perché si e' ripetuta la stessa identica storia successa quando mia madre aveva avuto l'ischemia 4 anni e mezzo fa: anche allora, la notizia mi era arrivata dalle Hawaii… E anche allora mi aveva scocciato infinitamente, ed era stato solo l'inizio. 
A questo punto avrei un paio di domande legittime da fare a mia sorella brianzola: al di la' di quello che pensi di me, siccome la situazione e' grave o potrebbe diventarlo, perché chiami una sorella e non l'altra? Per quale motivo a me le notizie devono arrivare di seconda o terza mano? Non potresti chiudere momentaneamente in un cassetto la tua grettezza e insensibilità naturali, e comportarti invece come una persona con un'anima?

Pensate che quando qualche settimana fa avevo saputo (dai miei, ovviamente) che Marta, la sorella che vive in Italia, aveva il figlio in ospedale, nonostante lo stringimento allo stomaco che mi assale se penso a lei, avevo messo da parte la mia ostilità e le avevo mandato un email di incoraggiamento…  mentre lei, che vive col cellulare come un'estensione della mano, lei che fa' tutto col telefono, non e' riuscita a trovare 30 secondi per mandarmi un messaggio?

Mah. 

Non ditemi che esiste il beneficio del dubbio, perché e' un'assoluta impossibilita' scientifica in questo caso. Mi rimangono in mente le parole di Jim che, dopo che gli ho raccontato la storia, mi ha detto "What did you expect from them?"
E' vero: cosa mi aspettavo da loro? Le persone non cambiano, e se lo fanno e' perché il loro modo di essere e' diventato per loro scomodo e inconveniente…  per il momento sembrerebbe che la stronzaggine che caratterizza entrambe (una e' stronza apertamente, l'altra invece lo fa velando tutto con sorrisi e abbracci e "lol" "yep" e "fabulous" a go-go, coprendo la vilta' delle sue azioni con il suo abbondante charm naturale) funzioni a loro favore, quindi continuerò ad essere "snobbata" messa in una posizione di inferiorità e minoranza… 

Sono io che me la prendo oppure anche a voi 'sta storia puzza? 

Ora aspetto di poter chiedere notizie direttamente a mia madre. Immagino non sia morto, o avrei forse ricevuto un'altra telefonata dal mezzo del Pacifico (mio padre so che riderebbe e si toccherebbe gli zebedei se leggesse questa frase…), quindi spero che tutto si stia sistemando. Non che comunque da qui possa fare niente. 

Sono disgustata, anche perché mi torna in mente il fatto che avrei potuto andare a trovare i miei 2 anni fa con Violet, visto che non si sono mai conosciuti e a questo punto non succederà mai, e la sorella alle Hawaii aveva reso quella possibilità impossibile. Sempre con il suo charm passivo-aggressivo, perché quella e' la sua firma.

Ho poi una domanda finale che rivolgo a me stessa: oh, ma quante volte le devo perdonare? Perché mi sto un po' stufando.

mercoledì 21 novembre 2012

The elephant in the room.

"The elephant in the room" e' una metafora che si riferisce ad un problema o situazione ovvi ma di cui nessuno vuole parlare, che tutti riconoscono ma che tutti fanno finta di non vedere, quando invece e' li' bello grosso e cospicuo, proprio come un elefante in salotto.                                                                      

Questo post non e' facile. Non e' mai facile raccontare i propri "shortcomings", mettere in mostra le proprie mancanze, parlare di situazioni irrisolte e' sempre un po' imbarazzante, come spogliarsi in pubblico, mettendo a nudo le proprie imperfezioni fisiche che altrimenti teniamo saggiamente coperte sotto strati di vestiario. Ma e' anche molto terapeutico.

L'elefante nel mio salotto puo' essere riassunto con questa frase: e' da circa 4 mesi che non parlo con i miei genitori.
Per scelta, la mia.
Niente skype, niente email, niente posta, niente segnali di fumo, niente telefono. A parte un paio di messaggi email/skype da parte di mio padre cui ho risposto, niente. Zip. Nada. Zilch.  Not. One. Word.

Ho anche finalmente completamente tagliato i contatti con mia sorella, quella che ha sposato il fratello di mio marito e vive alle Hawaii: amputare relazioni incancrenite e' una necessita' che spesso evitiamo per un senso idealizzato di "famiglia", per paura di essere stigmatizzati, etichettati come "pecore nere". In questo caso, almeno per me, e' stato liberatorio oltre che necessario.

Ma iniziamo dal principio: e' una storia un po' lunghetta vi avviso, se volete leggerla, mettetevi comodi, altrimenti cambiate pagina e tornate al prossimo post, che sara' piu' conciso. Munitevi di un caffettone all'americana o un bel tazzone di te', magari una scodella di popcorn se l'orario si addice, e appoggiate il didietro su una bella poltrona comoda...

Devo elencare alcune premesse importanti, per inquadrare lo scenario (alcuni di voi ne hanno già sentito parlare diverse volte... scusatemi!)

  • Mio suocero, che e' ovviamente suocero anche di mia sorella, avendo lavorato per American Airlines, ha disponibili ogni anno, parte del "pacchetto pensione", 12 biglietti andata e ritorno che puo' far usare a "chiunque" (purche' faccia parte di una lista approvata). Avendo 4 figli, ogni figlio in teoria puo' usare 3 biglietti roundtrip all'anno per andare dove vuole, o comunque dove arriva American.
  • Quando avevamo deciso di venire in vacanza in Italia nell'estate del 2007, avevamo chiesto a mio suocero se potevamo usare tali biglietti (avremmo cercato di fare scambio con uno dei fratelli/sorelle per i 2 extra che ci sarebbero serviti, visto che allora eravamo in 5), ma lui ci aveva detto che sarebbe stato meglio trovare delle tariffe superscontate in internet, visto che comunque il costo dei biglietti e' si' gratis per noi che li usiamo, ma e' per lui piuttosto alto. E cosi' abbiamo fatto, siamo tornati in Italia comprandoci il biglietto.
  • Nel 2010 mia sorella, con marito e figlio, ha usato invece i biglietti "gratis" per tornare in Italia. Forse perche' erano in 3 invece di 5, o forse, come sospetto, non avranno nemmeno chiesto a mio suocero se potevano usarli (conoscendoli...).
  • Tale permanenza in Italia, di 5 settimane, non e' stata piacevole per i miei e nemmeno per mia sorella, in quanto suo figlio (allora dodicenne),  per dirla con mia sorella, e' uno "spirito indipendente", in pratica faceva quel che voleva (dal semplice rutto a tavola fatto apposta e quasi in faccia a mia madre, alla costante intromissione a sproposito durante le "telefonate" skype, spesso vestito solo in mutande [ok, era estate e a Milano faceva un caldo boia, ma non avevo mai conosciuto un ragazzino di 12 anni senza filtri sociali cosi'], al toccare la chitarra adorata di mio padre, le sue casse nuove,  ad andarsene in giro per il quartiere da solo, con mia madre preoccupatissima visto che anche lui non parla italiano; mio padre e' notoriamente un "fastidioso", ma noi come figlie lo sappiamo da sempre, tant'e' vero che prima della nostra visita 3 anni prima, avevo spiegato bene ai miei 3 figli che eravamo ospiti dei nonni, e che, come tali, dovevano rispettare le loro regole, i loro orari, dovevano chiedere prima di toccare, mangiare, etc....  Penso siano richieste normali di genitori normali con figli normali. Insomma, alla fine delle 5 settimane, pare che mia madre abbia detto a mia sorella che se avesse voluto tornare, sarebbe stato meglio si non si portava il figlio. Una nonna italiana, per dire cosi', deve averne proprio le palle piene. 
  • Come conseguenza di questa vacanza da dimenticare, mia sorella ha interrotto le comunicazioni con i nostri genitori per due anni, e quando era al telefono con me e aveva cominciato a parlare male di loro, io li avevo difesi, e come conseguenza, dopo avermi chiuso la telefonata in faccia con il classico "Devo andare. CLICK.", ha interrotto le comunicazioni anche con me per quasi 2 anni.

E' risaputo che, per ovvie ragioni finanziarie, non potremo tornare in Italia in vacanza per un bel po' di tempo/anni (il costo medio di un biglietto a tariffa stracciata, con 2 o 3 soste, da Tucson o Phoenix a Milano e' di circa $1500 a testa, moltiplicato per 6 persone, solo di volo sarebbero $9000!), ed e' altrettanto risaputo che quest'estate avevo in progetto, un'idea vaga perche' aspettavo la cittadinanza e il passaporto, di tornare solo con Violet, proprio chiedendo a mio suocero i biglietti, su consiglio di mio marito. Ero un po' reticente perche' ultimamente le voci di famiglia che giravano erano che Poppi (nomignolo di mio suocero) non aveva piu' i soldi "di una volta" (come la gran tetta di una balia, da cui hanno succhiato tutti senza sosta, in diverse proporzioni, per anni...), ma avevo comunque accennato a questa possibilita' proprio ai miei. Era a parer mio la sola opzione viabile affinche' Violet potesse conoscerli.

Verso meta' aprile, "out of the blue", la sorella che non mi parlava ... ok, siccome non mi parlano entrambe, chiamiamola la sorella hawaiana, ricomincia a telefonarmi, frequentemente. Ma non per riallacciare la relazione, bensi' perche' aveva bisogno di parlare con una persona che non l'avrebbe giudicata. Dico cosi' perche' in queste telefonate era praticamente 0 la percentuale di interesse che mostrava verso quello che succedeva nella mia vita.
Ok, aveva bisogno di parlare, le sorelle esistono anche per questo, non mi lamento anzi, ammetto che l'esperienza mi ha aiutato a perfezionare la tecnica che chiamerò "mindful un-listening", dove ascolti il tono della voce senza badare alle parole, e periodicamente intercali suoni di approvazione/stupore/angoscia/felicita'... i vari "oh no!" e "oh wow!" che soddisfano l'interlocutore senza in effetti interferire con i propri pensieri.

Poi un giorno mi telefona e mi dice che deve tornare in Italia in estate, DEVE! Prima che diciate che magari aveva delle motivazioni importanti e irrimandabili per tornare in Italia, vi assicuro senza entrare nei dettagli che in una ipotetica classifica, la sua motivazione non valeva una cicca succhiata confronto alla mia, cioè di fare conoscere ai nonni che non possono/vogliono viaggiare piu' la nuova nipotina, e viceversa.

Vi assicuro che non pensavo lo avrebbe davvero fatto. Ma con l'eta' mi sto rincoglionendo, si vede.
Dopo diverse telefonate quasi ossessive dove non mi parla d'altro che di andare in Italia, comincio a sospettare che, cazzo, quella ci sarebbe andata davvero e, non dovendo aspettare il passaporto, mi avrebbe battuto sul tempo.
Che c'e di male, no?
Be', non avendo nemmeno lei soldi per il viaggio, ovviamente deve chiedere al suocero il biglietto, e vista la sua situazione finanziaria precaria.... Ecco, il mio errore e' stato quello di aver taciuto IN QUEL MOMENTO, di no aver espresso la mia opinione, e di non averle detto quello che pensavo. Invece sono stata zitta e ho continuato ad ascoltare. La ciliegina e' stata mia cognata Nancy, un'idiota per natura, che alla mia richiesta di verificare la "lista dei possibili passeggeri", si e' scatenata in una serie di sms in cui mi ha detto che suo padre non ha piu' soldi, e come oso chiedergli di usare i biglietti (non avevo ancora chiesto niente in realta') e mi chiama meschina...
Mentre quella mi chiama meschina, mia sorella, proprio nel giro di poche ore, chiama mio suocero con una "sob story" ("voleva andare a trovare i genitori" secondo Poppi... forse perche' la visita di 2 anni prima era stata cosi' fantastica!), e siccome mio suocero e' un buono, ed ha 87 anni quindi certi famigliari hanno ormai sviluppato il talento di manipolazione dell'anziano a perfezione, nel giro di pochi giorni, tipo meno di una settimana dallo scambio di messaggi isterici di mia cognata, mia sorella era a Milano. A farsi i cazzi suoi, lasciandomi con il fiele in bocca e senza possibilita' di tornare in Italia. Con Violet. Probabilmente per i prossimi 15 anni, almeno. L'importante e' che lei sia andata, pero'

Non c'e' stata una briciola di buona fede in questo suo maneggiare, lei sapeva benissimo che, facendo tutto di fretta, mi stava fregando, sapete perche'? Durante una di quelle telefonate in cui fungevo da orecchio, mi aveva detto che, quando sarebbe tornata da questo viaggio, lei e il marito ci avrebbero "dato i loro 3 biglietti, cosi' l'anno prossimo noi avremmo potuto andare tutti insieme in Italia". Siccome non solo erano anni che non chiedevamo scambio biglietti con nessuno, ma specificamente in questa situazione era un'eventualita' che non avrei nemmeno considerato (se mio suocero non aveva soldi per pagare i nostri 5 biglietti del 2007, come avrei potuto pensare che avesse i soldi per 6 persone nel 2013? Bisogna essere o cretini o completamente egoisti ed incoscienti anche solo a immaginare uno scenario del genere!)
Eccolo, lo "smoking gun", la prova che il suo comportamento non era innocente ne' inconsapevole dell'effetto che avrebbe avuto su di me, ma che invece ha agito solo ed esclusivamente nel suo interesse sapendo benissimo che me lo stava mettendo in quel posto: e cosi',  per cercare di lenire i suoi sensi di colpa, mi ha fatto un'offerta che non solo non avevo richiesto, ma che non avrei mai potuto accettare. Per pacificarmi.

Ho detto sopra che forse mi sto rincoglionendo, non che mi sono rincoglionita, e il senso dell'olfatto mi funziona ancora, e questa sua "trovata" puzzava!

E ovviamente, una volta a Milano, ecco le sue belle immagini apparire su fb, lei e mia mamma in un abbraccio,  lei, mia mamma, e l'altra sorella, quella che ci aveva minacciati morte, ricordate? ritratte felici e piene d'amore... e io qui, inchiappettata. E fumante. Se mi leggete da un po', sapete che se esiste una cosa che mi fa infuriare, e' l'ingiustizia. E per me, forse sbaglio, questa e' una situazione ingiusta.

Inutile dire che, per rimanere in tema di immaturita', ho inserito anche questa sorella nel mio elenco mentale delle personae non gratae, e non ho nessun interesse ad avere nessun contatto con lei: come con l'altra sorella, non mi interessa avere un rapporto con persone, famiglia o no, che vivono la vita fingendo di essere queste eroine d'altruismo, queste persone dal gran cuore, persone che offrono al mondo questa facciata stupenda di positivita' esemplare, di pace e amore... No, il re e' nudo, l'aureola ha smesso di risplendere. Non mi fregate piu'.  "Fool me once, shame on you. Fool me twice, shame on me." Mi freghi una volta, devi vergognarti. Mi freghi una seconda, sono io a dovermi vergognare.

Davvero, molto meglio soli che male accompagnati.
L'amarezza che mi rimane nel cuore e' che ancora una volta, anche se le azioni sono fatte contro di me, sono i miei figli a riceverne le conseguenze. E questo si', lo trovo ingiusto.

Ma, e i miei? Che c'entrano i miei con le azioni piuttosto vili di mia sorella?
Purtroppo, quando questo stava avvenendo, ho provato a parlare con i miei e a suggerire che forse avrebbero potuto intervenire, dire qualcosa a mia sorella che avrebbero voluto magari conoscere Violet... Probabilmente le loro parole sarebbero cadute nel vuoto dell'anima ossessionata di mia sorella, ma non sarebbero cadute nel vuoto della mia di anima. Io avrei apprezzato il loro sforzo e il loro "provarci". E invece...

Mica gli chiedevo di impedire ad una loro figlia di andare a trovarli, solo di metterne in questione la tempistica, e di chiedere se questo suo viaggio avrebbe potuto interferire con il mio, e quello di Violet.

E' vero che non c'entravano direttamente, e' vero anche che mia sorella e' un'adulta e la loro opinione non avrebbe cambiato il risultato finale ma per una volta mi sarebbe piaciuto che difendessero attivamente la mia posizione, i "miei diritti", la mia famiglia, invece di nicchiare ed insabbiare, come avevano gia' fatto nel 2009 con l'altra sorella, quando (mo' la rimeno, eh?), dopo la sua visita qui di 4 giorni, meno di 3 settimane dopo la nascita di Violet, se ne era tornata a casa lamentandosi (minimo) che non mi ero comportata come una sorella, etc. Questa sua forma molto personale di ringraziamento era arrivata poi alle mie orecchie, non perche' i miei me ne avessero parlato, chiedendomi spiegazioni, cercando magari di mediare, ma grazie all'animo sempre inculatore altruista della sorella hawaiana, che premettendo la spiata con il classico "non t'arrabbiare", mi aveva generosamente portato a conoscenza delle assurdita' proclamate dall'altra.

Ecco spiegato il perche' non ho voglia di parlare con i miei. Non ho niente da dire loro. La delusione mi ha tolto ogni interesse. Mio marito mi dice sempre "Honor your father and your mother, that's what you need to do", onorare mio padre e mia madre. Mi dice di chiamarli e chiedere come stanno, scambiare 2 chiacchiere. Ma sono veramente bloccata dall'amarezza. Quando penso a quanto e' successo quest'estate, e nell'estate 2009, mi si riempie il cuore di delusione.

La prima morale della storia e' che perbacco,  il livello di immaturita' di tutta la mia famiglia, io inclusa, e' stupefacente.

La seconda morale di questa storia e' che se avete un rapporto buono e reale, basato su fiducia e comprensione con i vostri fratelli e sorelle, ritenetevi fortunati.

La terza morale della storia e' se avete anche voi un elefante in salotto, riconoscetelo, parlatene, non fate finta di niente.
Mi sento molto meglio. L'elefante se ne e' andato... 

lunedì 26 ottobre 2009

e bastala'....

Non mi sono spiegata bene.

Io avrei voluto poterci parlare di persona a Voldemort-a, lei che non voglio nominare. Invece tutte le sue rimostranze nei miei confront, perche' non le ho "fatto le feste" quando e' venuta a trovarci, perche' non mi ero comportata come una sorella (forse prendendo esempio da llei, che non mi ha MAI MAI MAI nemmeno telefonato o mandato un bigliettino congratulatorio per l'arrivo dei primi 3 figli?? Mah... e ripeto che avevo partorito 19 giorni prima del loro arrivo, avevamo dovuto affrontare una sttimana nel reparto neonatale intensivo perche' Violet aveva un polmone collassato)... insomma tutte le sue rimostranze non me le ha mica dette in faccia, no!
Io non capivo come mai, dopo il ritorno in Italia, tutte le volte che cercavo di chiamarla sul cellulare o via skype, lei non risppondeva o mi diceva che era presa... sara' presa, pensavo io. Be', tutto il veleno che aveva dentro non ha ovviamente avuto il coraggio di sbattermelo in faccia, no. Ha usato l'altra sorella come tramite, come messaggero. Tra l'altro durante la permanenza in ospedale di mia mamma. Invece di parlare con me, ha urlato con l'altra sorella.
E le minacce di morte e di querela? Ha usato i miei. Tipico comportamento da vigliacca.
E tra l'altro, io dico che i miei invece di difenderla come hanno sempre fatto, avrebbero forse dovuto dirle di andarsene, lei e le sue minacce, ormoni o non ormoni.

QUINDI LO DICO QU,I, FORTE E CHIARO:

VOLDEMART-A, CHIAMAMI E DIMMELOIN FACCIA, invece di servirti dello scudo di chi ancora ti vuole bene. Se hai qualcosa da dirmi, chiamami e dimmelo ... ripetimi in faccia cosa ti ho fatto quando sei stata qui, dimmelo in faccia che non mi sono comportata da sorella, quando vi ho aperto la porta di casa e vi abbiamo benvenuto,vi abbiamo lasciato prendere in braccio la nostra piccolina, abbiamo cercato di farvi vedere in giro, vi abbiamo portato a mangiare sushi, quando J ha preparato muffins e scones per voi per colazione... il tutto con 3 ore di sonno a notte, ricucita come una salsiccia, con 3 altri figli cui badare, la casa da far andare avanti, J al lavoro...

Chiamami e dimmelo in faccia. Non aspetto altro.

Memo per me: chiamare il 911/113 quando una persona fa minacce di morte.... anche se, dopo una vita di pazzie, alcuni si abituano.... io le minacce di morte le prenderei seriamente, soprattutto se coinvolgono famigliari e bambini.

Per questo motivo, ho gia dato nome e cognome delle persone che ci hanno minacciato a chi di dovere, tanto per essere proattiva... se dovesse succedere qualcosa ad uno di noi, i mandanti sono gia' conosciuti...

Uomo avvisato....

domenica 16 agosto 2009

Mi dispiace... ovvero parenti serpenti....

Mi dispiace non averti ringraziato propriamente per i regali che hai portato. Non avresti dovuto, davvero non non avresti dovuto. Ho paura siano diventati un'arma a doppio taglio.

Mi dispiace che quelle 3 settimane da sola, siano poi diventate 2, poi una... e alla fine sei venuta a trovarmi per solo 4 giorni... e non da sola, bensi' con uno sconosciuto per noi. Sconosciuto cui pero' abbiamo aperto la porta di casa nostra. Sarebbe stato bello avere avuto il tempo di parlare, ri-connettersi. dopo 2 anni .... invece no, e mi dispiace.

Mi dispiace tu non abbia apprezzato il fatto che io abbia capito che il tuo lavoro e il lavoro di chi ti ha sovvenzionato il viaggio sono importanti... piu' importanti, ovvio, della visita ad una sorella e ai nipoti.

Mi dispiace di non essere riuscita a fare capriole e salti mortali al tuo arrivo, 19 giorni dopo la nascita di Violet.... Mi dispiace tu non sia riuscita a capire che, dopo 9 mesi di sonno interrotto ogni notte, seguiti da ore di travaglio seguite da un sforzo indescrivibile, seguito da una settimana in ospedale, piena di preoccupazioni e pensieri per la bambina, seguita da giorni e notti passate alla merce' di un altro essere umano, sopravvivendo con una media di 5 ore di sonno (non di seguito), forse non ne avevo la forza ne' la voglia... Sai, io non ho bisogno di farmi i cannoni alla sera per rilassarmi... sono cosi' stanca che appena appoggio la testa vicino al cuscino mi addormento!

Mi dispiace di averti aspettato alle 9:30 del mattino per fare colazione, poi vedervi arrivare a mezzogiorno, perche' siete stati in piscina, oppure dall'estetista o dal chiropratico...

Mi dispiace non aver scritto su un cartellone bello in grande quello che ti avevo ripetuto decine di volte, e cioe' che non sarei riuscita a portarti in giro a farti vedere i posti, visto le condizioni di cui sopra. Forse te lo saresti ricordato e non mi avresti rinfacciato quei 4 giorni striminziti di visita, che comunque mi avevano resa felice, un passo avanti nella nostra relazione, visto che per la nascita degli altri 3 nipoti, sto ancora aspettando una telefonatina o un sms di congratulazioni!

Mi dispiace che tu abbia scelto la via della codardia per comunicarmi come sia tu che il tuo fidanzato (?) siate rimasti sorpresi dalla mia mancanza di entusiasmo, invece di parlarne con me: ti assicuro che sono io quella sorpresa, e con me J, perche' mi e' sembrato di aver fatto uno sforzo non da poco considerate le condizioni in ci ci trovavamo (J al lavoro, io con 3 figli a casa in vacanza e una neonata di nemmeno 3 settimane) per farvi sentire benvenuti... mi dispiace vedere come la memoria ti serva malaccio e ti sia dimenticata del pranzo al ristorante giapponese, la visita a Tombstone, la visita alla base...

Quando avrai fatto 3 passi nelle mie scarpe, quando avrai 4 figli, una casa casa da tirare avanti, un matrimonio nel bene e nel male, DA SOLA, senza avere gli "odiati" genitori alle spalle che ti vengano a fare la firma per comprare la macchina, o che ti diano da usare l'appartamentino che avevano comprato per generare un minimo di profitto e che tu rifiuti perche' troppo piccolo e non alla tua altezza, quando vivrai senza avere mamma' che ti cucina la cena o ti faccia il bucato per quando rientri dal lavoro.... (e tu ci sputi pure dentro il piatto in cui mangi!...), dicevo, quando avrai dimostrato di saperti prendere le tue responsabilita', senza incolpare "gli altri" dei tuoi errori, perche' guarda che tutti abbiamo avuto la nostra parte di merda da spalare , quando sarai disponibile a considerare le tue mancanza, prima ancora di rivolgere la tua attenzione a quelle degli altri, allora forse ci parleremo ancora.

Fino a quel momento mi dispiace non aver ancora perso la speranza che forse forse, dietro la facciata, sotto la superfice, esista una persona che sia veramente interessata a comportarsi da sorella.

Se tu sei stata delusa da questa vista, immaginati se puoi come mi posso sentire io. Alla fine viviamo tutti la vita che decidiamo.

mercoledì 3 dicembre 2008

Per Marinella...

Mari, l'ho trovata cercando youtube... e te la dedico ... ti ricordi?????!!!!!
(vintage James Taylor DOC...)

domenica 16 marzo 2008

HAPPY BIRTHDAY MARTAAAAAA!!!


Questa foto e' gia' stata pubblicata sul blog, ma non ne ho altre recenti, vista la distanza che ci separa!!!
Marta, ho provato a chiamarti stamattina, ma il tuo cellulare ha suonato a vuoto... allora no ho potuto farti di persona gli auguri... lascia perdere gli anni, sono solo un numero che ci viene appiccicato per convenzione... tu sei tutto fuorche' convenzionale...
Io se ti penso, ti ricordo quando ti sei venuta a casa dall'ospedale, infagottata tra le braccia della mamma... ti ricordo nel lettino che ti tiravi su per cercare di uscirne....mi ricordo che ti "odiavo" perche' strillavi tutta la notte e al mattino la mamma dormiva e io mi dovevo alzare da sola, vestirmi da sola e fare colazione da sola (da qui il mio amore per il pane secco intinto nel te'...).... ti ricordo quando giocavi per ore e ore alla Barbie con la Marta Rizzi... quando poi andavi alla Scala e ti venivo (qualche volta) a prendere, a guardarmi in giro e odiare tutte le altre mamme con la puzza sotto il naso, perche' pensavo al mondo in cui ti trovavi a dover vivere.... insomma, voglio solo ricordarti che non sei determinata dagli anni che hai vissuto e che comunque non dimostri, e non e' vero che non hai fatto "niente" oppure che non "hai" niente... lo sappiamo tutti che nel mondo dello spettacolo soprattutto in Italia, non ha nessuna importanza il talento hai, ma piuttosto "chi" conosci, chi "ti fai", a chi lo lecchi furiosamente....
Ti ho gia detto di mollare tutto e venire qui, anche solo per qualche mese... troveresti da lavorare piu' facilmente che non a Milano.....
Insomma, non importano gli anni, per me sei e sarai sempre la mia "sorellina" ed e' mio dovere aiutarti se possibile.... e poi comunque ricordati, io ne ho sempre 8 in piu'!!!! (e ora possiamo piangere insieme!!!!)
La tua big sissy, Monica

Amicizie sbilanciate: una miniserie.

Quello dell'amicizia e' un argomento cui penso spesso, e di cui ho parlato anche nel blog frequentemente. Sin da bambina ho vissuto ...