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lunedì 16 marzo 2015

Una sola scelta, che puo' salvarci la vita, salvare quella degli animali e del nostro pianeta.

Traduco e condivido il mio articolo appena pubblicato nella Newsletter della Co-op, edizione Primavera 2015,
Lo faccio perché vorrei che tutti avessero l'opportunità di essere informati, per poter scegliere poi con coscienza. Tutti dovrebbero guardare il documentario che menziono, tutti.
(L'articolo originale lo trovate sotto il trailer del documentario, mentre potete leggere quello pubblicato (l'editore ha apportato un paio di modifiche) qui a pagina 6 se vi interessa...)


"Con il bombardamento di informazioni sulla nutrizione di cui siamo sommersi su riviste, libri e internet, non c'e' da meravigliarsi che la gente sia ogni giorno sempre più confusa su cosa sia una "dieta sana": dalle "50 sfumature" della dieta Atkins (paleo, low-carb, cioe' a basso contenuto di carboidrati, etc.), a quella senza glutine, dalla dieta DASH (dieta contro l'ipertensione) a quella "tutto in moderazione", e' difficile sapere cosa costituisca davvero una "buona" dieta, una dieta che non solo ci mantenga in vita, ma che ci consenta di prosperare.

Naturalmente, siccome ho appena celebrato il mio nono anniversario da quando sono diventata vegan (conosciuto come "veganniversario"), vi dico che da quel sabato di febbraio 2006 quando dissi alla mia famiglia che non avrei più comprato o cucinato prodotti animali, ho sperimentato la mia migliore salute (spariti sono le emicranie e i mal di testa che mi tormentavano diverse volte alla settimana, ad esempio), ho avuto una gravidanza assolutamente inaspettata e meravigliosamente senza problemi dopo i 40 anni (la migliore di 4), sono stata testimone di miglioramenti fenomenali nella salute di mio marito e, lo so che questo sembrera' un esempio puramente aneddotico, ma i miei figli davvero non si ammalano quanto (o del tutto) i loro compagni e amici e quando lo fanno, la guarigione e' generalmente veloce.
Quindi per me, e per molte altre centinaia di migliaia di americani, una dieta fatta di cibo a derivazione vegetale e il meno possibile trasformato e' non solo una "buona" dieta,  ma definitivamente la dieta migliore, l'unico modo per alimentare e nutrire il corpo umano e prevenire malattie di origine alimentare (come il diabete mellito, l'obesità, le malattie cardiocircolatorie, la gotta.etc.) ed invertirne il decorso.

So che ci sono molti "seguaci" di altri modi di alimentarsi che possono vantarsi che la loro salute e' migliorata, che hanno perso peso, etc. ma ciò che rende l'alimentazione a base di vegetali/amidi completamente unica e' il fatto che e' la sola che non solo e' "buona" per gli essere umani, ma e' anche "buona" per gli animali, e nessuno può contestare questo. Se teniamo in considerazione il benessere degli animali e la durata media della loro vita, una dieta vegan e' veramente l'unico modo compassionevole di mangiare (e vivere, se decidi di estendere questa compassione in altre aree della tua vita, come il vestiario, la cura del corpo, etc.)

E cosa dire del nostro pianeta? Esiste una dieta che non danneggi la nostra "casa", c'e' una dieta veramente sostenibile, una che utlizzi il minor numero di risorse (terra, acqua) e che contemporaneamente possa dar da mangiare al mondo intero?
Be', esiste e sono sicura che avete indovinato, e' la dieta a base vegetale.

Ho visto recentemente il documentario Cowspiracy (potete scaricarlo dal sito www.cowspiracy.com per $9.95, ha sottotitoli in più di 15 lingue, incluso l'italiano!!) e sono rimasta scioccata. Non conoscevo il livello di distruzione che sta attraversando il nostro pianeta. Ma la buona notizia e' che si tratta di qualcosa che può essere completamente rovesciato, proprio come la nostra salute, da una singola scelta: cambiare la nostra dieta.

Incoraggio tutti a guardare questo documentario e prendersi la responsabilità di imparare cosa sia che danneggia di più il nostro pianeta, e cosa possiamo fare per avere davvero un impatto positivo, e conservare la nostra "casa" per i nostri figli e le generazioni future.
Eccola allora, l'unica dieta che ha un effetto positivo sulla salute umana, sul benessere degli animali e quello del pianeta e' la dieta vegan."







With the barrage of information on nutrition flooding magazines, books and the internet, it's no wonder people are more and more confused every day as to what is a "healthy diet":  from the "50 shades" of the Atkins diet (paleo, low-carb, etc.), to the gluten-free, from the DASH diet to the "everything in moderation" diet, it's hard to know what really constitutes a "good" diet, a diet that would not only keep us alive but allow us to thrive.

Of course, having just celebrated my ninth anniversary of being vegan (a.k.a. "veganniversary"), I will tell you that since that Saturday in Februrary 2006 when I told my family that I would not buy or cook any more animal products, I have experienced the best health (gone are the migraines and the headaches that used to torment me several times a week, for instance), I had a wonderfully uneventful, totally unexpected pregnancy in my 40's (the best one of four), I have witnessed phenomenal health improvements in my husband and, I know this sounds probably purely anecdotal,  my kids really do not get sick as much (or at all) as their peers and when they do, their recovery is generally quick.

So for me, and for several hundreds of thousands of Americans, a low-fat, whole food plant-based diet is not only a "good" diet, but definitely the best diet, the only way to feed and nourish the human body and prevent "food-borne" diseases (like Type II Diabetes, obesity, cardio-vascular diseases, gout, etc.) and reverse many of them. 

I know there are many "followers" of other ways of eating who can claim their health has improved, they've lost weight, etc. but what makes a plant/starch-based diet completely unique is the fact that it's the only one who is not only "good" for humans, but also "good" for the animals, and nobody can contest this. If we're taking the animals well being and lifespan into consideration,  a vegan diet is truly the only compassionate way of eating (and living, if you wish to extend that compassion to other areas of your life, like clothing, body care, etc.).
And how about our planet? Is there a diet that doesn't harm our "home", is there a truly sustainable diet, one that uses the least amount of resources (land, water) while feeding the entire world?
Well, there is and I'm sure you have guessed it, it's a plant-based diet.I have recently watched the documentary Cowspiracy (you can download it online at www.cowspiracy.com) and I was shocked. I didn't know the extent of the destruction our planet is going through. But the good news is that it's something that can be completely reversed, just like out health, by a single choice: changing our diet. I encourage everyone to watch this documentary and take it upon yourself to learn about what is causing the most damage to our planet, and what we can do to truly have a positive impact and preserve our home for our children and future generations. So here it is, the only diet that has a positive effect on the human health, the animals' well-being and the planet's is  the vegan diet. 

mercoledì 14 dicembre 2011

33 fatti relativi alla vivisezione - e ne conoscevo solo uno...

I commenti di Alex (che stimo tanto e di cui mi considero amica) e di MJ al mio post precedente devo ammettere che sono, almeno in superficie, argomentazioni logiche e ragionevoli, in tutta onesta' le ho pensate anche io, non solo in passato, come dicevo nel post, ogni volta che sentivo il peso della contraddizione "amo gli animali, eccetto quelli che mangio, indosso, etc.", ma anche dopo aver letto la lettera di Gary Smith, che, hai ragione Alex, ha davvero un tono aggressivo e diciamo, poco adatto ad una conversazione, tono che comunque capisco: le sperimentazioni sugli animali sono giustificate dal "bene comune" o, usando un'analogia potteriana, sono fatte "per il bene piu' grande" (e' stato tradotto cosi' in italiano "for the greater good"?). Se il fine e' quello di salvare vite umane, allora e' possibile, anzi necessario accettare la tortura e la morte di altri esseri, che comunque da tanti sono considerati inferiori e quindi sacrificabili; non ho bisogno del supporto delle idee di  Machiavelli di quasi 600 anni fa, o dell'esempio storicamente piu' recente degli esperimenti condotti dal Dott. Mengele sugli esseri da lui ed altri psicopatici ritenuti inferiori (copio da wikipedia parte della definizione della sperimentazione umana condotta durante l'Olocausto: "I prigionieri erano costretti a partecipare: non si erano offerti come volontari di buon grado, e non c'era mai stato un accordo informato. Tipicamente, gli esperimenti terminavano in morte, sfiguramento o invalidita' permanente, e come tali possiamo considerarli come esempio di tortura medica."  Esattamente cio' che succede nel tipico laboratorio per la ricerca animale), basta che chiediate a qualsiasi genitore "Vuoi salvare tuo figlio o 'sto "stupido" furetto?" che il 99% delle risposte sarebbe "fanculo il furetto, il cane e il gatto, salvate mio figlio!", non e' nemmeno una questione da scelta di Sophie: di fronte a due scelte, una orribile ed una catastrofica, umanamente sceglieremmo tutti quella orribile.

L'enorme problema con il ragionamento del "fine giustifica i mezzi" relativamente alla vivisezione sta nel fatto che la vivisezione non solo non e' ASSOLUTAMENTE l'unico mezzo disponibile per sperimentare medicine e i loro effetti,  ma e' un metodo che ha creato e crea problemi e ritardi nell'applicazione di tecnologie innovative (come ad esempio, trattamenti per la sclerosi multipla), e in tanti casi da' meno certezza di una scelta fatta tirando una moneta:  nella ricerca "contro" il cancro ad esempio (visto che tutti sono convinti che senza i test sugli animali non si sarebbe mai potuti arrivare alla chemioterapia!!), la ricerca su animali da' risultati erronei piu' frequentemente che se si facesse "testa o croce'!!

Questi sono i 33 fatti (e alla fine dell'articolo potrete trovarne le referenze) riguardanti la vivisezione che scommetto non conoscete. E' una lista fatta da Vivisection Information Network, un gruppo britannico fondato una decina di anni fa da un tecnico di laboratorio con lo scopo di  discutere e disputare la validita' medica della sperimentazione su una specie per imparare biologia, malattie e trattamenti di  un'altra specie. Una frase che, se non comportasse la sofferenza di altri esseri, sarebbe ridicola solo a dirla!

Io sono anni che cerco di stare lontano da ospedali, studi medici e farmacie, perche' molte di queste medicine siamo onesti, hanno degli effetti collaterali che sono peggio dei sintomi che mascherano!!
Ad esempio ditemi, con franchezza, se uno usa il Viagra (medicina sperimentata ampiamente sugli animali, sui cani per essere precisi, che venivano mutilati per consentirvi un'ultima patetica erezione), perche' ha dei problemi "in the sack", quali pensate siano le sue possibilita' di "successo", quando gli si gonfia la faccia, la bocca, le labbra o la lingua (alcuni degli effetti collaterali)? A quel punto, una mancata erezione e' l'ultimo dei suoi problemi: la prima preoccupazione dovrebbe essere, secondo me, il trovarsi una,cieca, che voglia andarci a letto insieme!

Ne traduco alcuni, di questi fatti, tra i piu' interessanti secondo me. Come ha scritto Dora nei commenti, con la passione che la contraddistingue, bisogna informarsi bene, e possibilmente da fonti non "coinvolte" nei profitti generati dalla vivisezione, ed e' importante evitare anche i luoghi comuni, di cui a volte pecco anche io.
Poi ovviamente, ognuno e' libero di continuare a credere a quello che vuole credere, anzi volendo proprio guardare, il credere che tutte le medicine che utilizziamo oggi e che verrano create domani non esisterebbero se non fosse per la vivisezione sembra tanto credibile quanto la le "mutande magiche" in cui credono 2 dei candidati alla presidenza americana in questo momento!

  •  Meno del 2% delle malattie "umane" (1.16%) sono viste negli animali. Piu' del 98% non ha alcun effetto sugli animali.
  • Secondo uno degli ex-dirigenti dell'Huntingdon Life Sciences (societa' britannica che conduce esperimenti sugli animali) i test sugli animali e i risultati sugli umani corrispondono "dal 5% al 25% delle volte".
  • Tra le centinaia di tecniche disponibili invece della sperimentazione animale, i metodi di tossicologia su culture cellulari hanno un'accuratezza dell'80-85%
  • Il 92% delle medicine che passano i test sugli animali falliscono immediatamente non appena provate sugli esseri umani, perche' inutili, pericolose o entrambi.
  • Le due malattie piu' comuni nel mondo occidentale sono il cancro ai polmoni, per il fumo, e le malattie del cuore. Nessuna delle due puo' essere riprodotta negli animali da laboratorio.
  • Il Vioxx aveva dimostrato di proteggere il cuore di topi, cani, scimmie e altri animali di laboratorio. E' stato collegato a 139mila infarti e ictus umani.
  • In America, 106mila morti all'anno sono attribuite a reazioni a medicine.
  • Seconod uno studio esaustivo, l'88% di parti di bambini morti in utero sono causati da medicine che hanno passato test su animali.
  • Secondo lo stesso studio, il 61% di difetti alla nascita sono dovuti alla stessa causa.
  • Il vaccino per la polio e' stato ritardato di 40 anni a causa degli esperimenti su scimmie.
  • Le trasfusioni di sangue sono state ritardate di 200 anni a causa di esperimenti su animali.
  • 30 vaccini contro l'HIV, 33 medicine contro i danni al midollo spinale, e oltre 700 trattamenti per l'ictus sono stati sviluppati in animali. Nessuno funziona negli umani.
  • Al direttore della Research Defence Society (Societa' per la Difesa della Ricerca) , il cui solo scopo e' quello di difendere la vivisezione, fu chiesto se il progresso medico avrebbe potuto essere raggiunto senza l'uso di animali. La sua risposta SCRITTA e' stata  "Sono sicuro che potrebbe".
Ulteriori informazioni possono essere trovate sui siti (sempre britannici) http://www.drhadwentrust.org/
e http://vivisectioninformation.com/

venerdì 17 giugno 2011

Che rientro!!

Pubblichero' quando posso il resoconto con foto della nostra vacanza, per il momento siamo tutti preoccupati con l'incendio che sta andando avanti da domenica - noi siamo rientrati lunedi' e abbiamo trovato la sorpresa
(questa foto l'ho scattata dalla macchina martedi', mentre tornavo a casa dal dentista...)

A causa dell'estrema aridita' e dei venti fortissimi, non sono riusciti ancora a contenerlo, cosi' negli ultimi 2 o 3 giorni diverse aree residenziali sono state evacuate e circa 40 abitazioni sono letteralmente andate in fumo. Ci sentivamo abbastanza al sicuro, finche' oggi verso l'una, mentre andavo a comprare carta igienica, ho notato un fumazzo nero nero nell'area di deserto di fronte a casa, che pero' fa parte della base. Mentre ero da Target a completare le mie compere, mi chiama Emily in lacrime dicendomi che era venuta la polizia dicendoci di evacuare la casa!! Mi ci e' voluta quasi un'ora per tornare a casa, di solito ci metto 7 minuti! J mi ha detto che l'ordine di evacuazione era dovuto all'intenso fumo che poteva creare problemi di salute, piu' che alla minaccia del fuoco... anche se l'incendio era/e' a circa 5 km da casa...
Per fortuna che sono pigra e la peggior casalinga al mondo, perche' avevo ancora le due valige con i vestiti puliti nel conchiglione sul tetto del pulmino, il lettino portatile e vari giochi ancora nel pulmino... Chris, come al solito bravissimo in situazioni che richiedono maturita', ed Emily, hanno messo i gatti nelle gabbiette e preparato il cane (solo uno ora, raccontero' i dettagli in un atro post), con cibo etc, tutti pronti per la fuga. Arrivata a casa, ho caricato tutti in macchina e ci siamo messi in direzione nord, opposta a quella degli incendi... Ovviamente non sarebbe stata un'avventura completa senza l'intervento di merda (proprio) di uno dei gatti, Jack, che si vede preso dall'emozione ha deciso di cagare e pisciare nella gabbietta... mentre Chris la teneva in braccio!!!!!
Una puzza che vi lascio solo immaginare, anche Violet piangeva e diceva "PEEW, STINKY"... ci siamo fermati nel parcheggio di Target (con noi, un'altra ventina tra macchine e furgoni )e siamo riusciti a pulire il peggio ed abbiamo aspettato J. Dopodiche' abbiamo chiamato la polizia per chiedere come avremmo potuto sapere quando era "safe" rientrare, e l'agente mi dice "right now!!"

Anche questa storia ha, almeno per il momento, un lieto fine: siamo a casa, Chris si e' fatto la doccia, Jack il gatto emotivo e' stato pulito per bene, prima dalla sottoscritta, poi da lui stesso (yuk!), la gabbietta e' stata lavata e siamo tutti stanchi morti emotivamente...  La macchina pero' puzza ancora come una stalla su 4 ruote!

Continuamo a sperare nei monsoni, che dovrebbero arrivare settimana prossima, e nell'abilitra' dei pompieri... se pregate, recitatene una per noi e per la gente di Sierra Vista... o mandate "good vibes" nella nostra direzione!!

p.s.: J mi ha appena ricordato, mentre si dirigeva in bagno, che non abbiamo carta igienica... Il mio commento (l'ho pensato, non detto) e' stato che puo' far sempre come Jack...

martedì 1 febbraio 2011

Don't call him pig!

Sono appena tornata dalla solita passeggiatina con i due delinquenti (a.k.a. Kudo e Zen) e devo assolutamente raccontarvi dell'incontro notturno inaspettato. Anzitutto, e' arrivato il freddo anche qui, seppur in ritardo, quindi alle 9:30 di sera ci si deve coprire bene. Niente a che vedere con le mega buferone del midwest o della east coast, ma si scende sottozero di notte, e qui e' una temperatura ben rispettabile.

La scena: la sottoscritta e' bella (oddio..) intabarrata, i cani al guinzaglio tirano, per poi fermarsi a sniffare e pisciottare sui soliti cespugli e alberi quando all'improvviso si fermano e cominciano a sniffare l'aria, con attenzione.... Io li tiro e vado avanti, ho freddo e voglio tornare in fretta in casa a guardarmi un po' di tv nel silenzio creato dall'assenza degli altri cuccioli, quelli a due zampe, quand'ecco che vedo dall'altra parte della strada, dove inizia il lembo di deserto di fronte a casa, sbucare da uno dei sentieri un "cane" scuro,  senza guinzaglio (qui obbligatorio) ne' padrone. Strano, penso. Poi metto a fuoco la visione e mentre lancio un urletto soffocato "IT'S A JAVELINA!!", i due terroristi canini si lanciano in mezzo alla strada per andare a vedere da vicino esattamente di cosa si trattava....

Una scena da commedia,  se avessi avuto una slitta, darebbe stata una copia dell'Iditarod a 6000 km di distanza. Riprendo comando della "banda bassotti pelosi" e finisco la passeggiata su vie piu' interne, riprendendomi dallo spavento e dall'emozione per aver finalmente visto uno dei pochi animali tipici della zona che mi "mancava" dalla collezione (francamente, avevo gia' visto dei javelina all'Arizona Sonora Desert Museum, ma fa tutto un altro effetto quandi li incontri "fuori" senza cancellate che ti dividono.)

A dire il vero, non sono animali pericolosi di per se, ma lo diventano per proteggere i piccoli  o se spaventati...


... infatti ogni tanto si legge sul giornale di cani ammazzati da javelina, quindi in retrospettiva, meno male che sono riuscita a contenere l'impeto dei due rascal!!
Cosi' dopo aver incontrato diversi serpenti a sonagli, roadrunner, coyote, tacchini selvatici, vari lizardi,  i "mule deer"( i cervi locali) in questi 3 anni e mezzo qui, ora posso aggiungere lo javelina alla lista.

Ora mi manca di incontrare l'orso bruno e il puma... ma ne faccio volentieri a meno!

(Il titolo del post fa riferimento ad un libro per bambini "Don't call me pig! A javelina story" scritto da Conrad Storad che racconta appunto la storia di questo animale)

sabato 7 agosto 2010

Frogs Rescue Mission.... again!

Con il ritorno dei monsoni, sono tornate anche le ranocchiette che, alla ricerca del loro laghetto temporaneo, si buttano in piscina e cosi' affogano...

.... per fortuna, la nostra Missione di Salvataggio Rane (Frogs Rescue Mission) e' pronta, cosi' come era successo 2 estati fa

E ora tocca a noi andare a buttarci in acqua anche se, con la pioggia tremenda di ieri notta, la temperatura e' persino freschina!!


Il Ranocchiario di quest'anno: non si vedono tutte, ma ci sono 8 ranocchie qui (e da 2 minuti a questa parte, 10!!)


mercoledì 4 agosto 2010

Cosi' come sono arrivate...

... sono partite, lasciando sotto l'albero un centinaio di api morte. Conferma che bere l'acqua salata e clorinata della piscina non fa bene!!
Totale permanenza: circa 30 ore.
Livello sconforto nostro durante la permanenza (scala da 1 a 10): 9,5

E se comprassi un biglietto della lotteria? Mi sa che e' il momento...

sabato 14 novembre 2009

Eco-idee spicciole americane

Per quanto gli US siano la Patria con la P maiuscola del consumismo, c'e' qui un'abitudine che incarna la natura frugale che forse discende ancora dai pellegrini puritani sbarcati dal Mayflower, o forse e' solo un'altro modo per capitalizzare su tutto, ma che comunque rappresenta una forma facile facile di pratica eco-sociale... ed e' quella di riciclare nel mercato cio' di cui non facciamo piu' uso. Il commercio dell'usato insomma.

Non so bene se in Italia ha preso piede, ma qui da sempre credo esistono i cosiddetti "garage/yard sales", in cui una famiglia apre il proprio garage o giardino per sbarazzarsi a prezzi ragionevolissimi di cio' di cui non sa piu' che farsene. Sembra forse un po' una cosa strana, immagino gia' qualcuno fare le facce e dire "Io non riuscirei mai a mettermi/usare etc. etc", ma qui e', specialmente in "suburbia" un fenomeno normalissimo, una tradizione di tutti i weekend. Cartelli sui pali con frecce che indicano dov'e' la vendita, annunci sui giornali tipo : "Sat/Sun 6a-1p yard sale toys, baby items, couch, microvawe, knick-knacks and more, 1234 Sesame Street. No early birds" Cioe' "Sabato/domenica dalle 6 alle 13 vendita di giocattoli, cose per bambini, divano, microonde, soprammobili e di piu' in via Tal dei tali. Non arrivare in anticipo".

Spesso si passano weekend interi girando da garage sale a garage sale, e ovviamente l'esperienza suggerisce che le vendite nei quartieri piu' "ricchi" sono quelle dove si possono fare affari piu' grossi. La mia amica E., che vive in Ojai, Calif. mi ha raccontato della garage sale di Ted Danson e Mary Steenburgen e di altri attori che vivono laggiu'... ho anche sentito raccontare di persone che transitano periodicamente nella spazzatura delle ville di Malibu, proprio perche' e' verissimo che "your trash is my treasure"... ma questo e' argomento per un altro post!

Essendo noi vicinissimi al Messico, il sabato e la domenica siamo "invasi" dai nostri vicini con furgoni alla ricerca di affari anche loro. Nonostante il cambio non sia in loro favore niente batte un passeggino usato poco per $10 o un servizio di piatti natalizi per $15!!

Tanto per farvi un paio di esempi, quando ero in attesa di Chris, 15 anni fa o giu di li', non avendo molti soldi, J ed io siamo diventati frequentatori assidui di garage sales e siamo riusciti a comprare di tutto per il bebe', spesso pagando una frazione del costo. Il seggiolone era della Little Tykes, un bel plasticone solido solido che ci e' durato per tutti e tre i pargoli, il lettino anche quello l'abbiamo regalato poco prima del trasloco in Arizona, il passeggino, la marea di giocattoli che ha intrattenuto i nostri primi 3... insomma la maggior parte degli oggetti "necessari" per l'allevamento di un bambino l'abbiamo trovata usata.
Anche per Violet abbiamo trovato il lettino, la culla, il passeggino da lasciare in casa ed altri oggetti, usati... una scelta assolutamente necessaria per me, soprattutto pensando che in questo caso non saranno passati ad altri fratelli/sorelle...

Con l'avvento dell'internet, il concetto del garage sales si e' trasformato in un mega-business chiamato e-bay, con l'aggiunta dell'idea della competizione, ovviamente, quindi dell'asta. Ma l'idea di base e' sempre la stessa: prima di buttarla via, vediamo se la mia merda puo' interessare qualcuno... e di solito cosi' succede!!

Sempre in questo spirito, io adoro frequentare i "thrift stores", cioe' i negozi di cose usate, dove si trova di tutto, da mobili a libri a dischi 33 giri, a prezzi ridicoli (ma bisogna essere "savvy consumer", cioe' informati); spesso sono negozi il cui profitto e' devoluto a entita' caritatevoli, ad esempio The Salvation Army, cioe' l'esercito della salvezza, che si occupa di aiutare i poveri, i disabili insomma i meno fortunati in citta'. E' uno dei thrift stores che preferisco: quindi il bellissimo tavolo da cucina da 12 che abbiamo comprato al Salvation Army store di qui per $60, usato ma assolutamente nuovo, senza un graffio che fosse uno, oltre ad aiutare noi, e' andato ad aiutare persone in citta' che hanno bisogno. Inoltre, la persona che lo ha donato, ha ricevuto un modulo che potra' usare nel momento in cui dovra' fare la dichiarazione dei redditi per una deduzione.

Devo ammettere che io in 16 anni, di garage sales ne ho fatta una, e mi e' bastata: un sacco di lavoro, mettere in ordine tutta la "roba", prezzarla, metterla in "esposizione" per poi dover fare contrattazioni ridicole "How much for that?" ..." 50 cents".... "How 'bout I give you 25 cents?"... Ma allora te lo regalo, no? Infatti, noi preferiamo donare tutto, invece di impazzire... tutti i vestiti, le scarpe etc. li doniamo, e la parte piu' bella e' la deduzione dalle tasse... Se poi si tratta di un oggetto non proprio in ottime condizioni, lo mettiamo nella stradina d'ingresso davanti al garage con la scritta "FREE" e senza neanche aspettare tanto, ecco che arriva qualcuno a suonare alla porta per chiederci se possono prenderlo...

E' per me un concetto semplice con ripercussioni sia immediate che a lungo termine e che ha insegnato sia a me che ai miei un modo concreto per "essere verdi" e mettere in pratica le 3 "R", Reduce, Reuse and Recycle.

p.s.: negli ultimi 2 giorni pensavo di aver contratto l'influenza, con tutta la paura che c'e' qui ultimamente (mi e' venuto un febbrone da cavallo all'improvviso, senza altri sintomi), invece penso si tratti di una mastite, quindi ben meno pericolosa, e siccome l'ho gia avuta con Emily, so come curarla... PHEW!

Amicizie sbilanciate: una miniserie.

Quello dell'amicizia e' un argomento cui penso spesso, e di cui ho parlato anche nel blog frequentemente. Sin da bambina ho vissuto ...