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martedì 28 agosto 2012

La prima volta (che ho votato)

Oggi in Arizona si sono svolte le primarie, elezioni in cui vengono scelti i candidati locali/statali che si faranno battaglia per il seggiolino a novembre. Io ho ovviamente votate per le primarie democratiche.
Votare in America e' un processo facilissimo... a meno che non vivi in uno degli stati che ha recentemente cambiato le leggi elettorali per rendere piu' complicato e difficile l'accesso ai seggi (QUI un articolo con i dettagli dei cambiamenti apportati da leggi recentissime in Mississippi, Virgina, South Carolina, etc.), rendendo a tutti gli effetti "disenfranchised", privi del diritto di voto, milioni di elettori che non hanno una i.d. card  o altro documenti di identificazione con foto. Il tutto con lo scopo di togliere ad Obama milioni di elettori, principalmente minoranze etniche.
Qui in Arizona, la patente o un altro documento con foto, oppure due documenti senza foto sono sufficienti... io avevo la mia patente e la tesserina elettorale. 
Da notare che quando votavo in Italia, me ne fregavo altamente dei risultati, e anche dei candidati, forse  era l'eta' piu' giovane, la poca maturita' civica, o il generale scazzo dell'elettore medio italiano.... Qui mi sono persino fatta fare le foto!! La mia prima volta!

Dovevo votare per il marito di una mia amica, che e' candidato per il city council, ma e' un repubblicano arci-convinto, e all'ultimo momento ho votato per 3 donne democratiche... oh, voi non dite niente, ok??

Mi controllano il documento al polling place, il seggio elettorale, nel nostro caso la palestra di una chiesa metodista: cosi', siccome le elezioni sono sempre di martedi', le scuole non vengono interrotte.

Una cosa molto semplice, invece dei "confessionali italiani" che mi ricordo io....
Le volontarie del seggio

La signora mi da' il mio ballot, la mia scheda (quando abbiamo scoperto che si chiama anche lei Violet come la Fagiolina, immaginatevi la lunga chiacchierate che ne e' seguita

Pronta...

.... via!!

La scheda compilata viene fagocitata dalla macchina che sembra una fotocopiatrice

Dopo avermi dato un adesivo che dice "I voted for the first time!", mi faccio scattare un'ultima foto...

Ora aspettiamo i risultati. Novembre arrivera' piu' in fretta che mai, ma i prossimi 3 mesi saranno un gran casino.

sabato 25 agosto 2012

Foto-aggiornamento

Ecco, non ho tempo di scrivere un post come si deve, allora vi beccate qualche foto nuova.
Anzitutto, a dimostrazione che sono davvero americana.....

... ecco il mio passaporto e la mia tessera elettorale. Martedi' 28 votero' per la prima volta nelle elezioni primarie locali e d'Arizona...

La Fagiolina artista disegna "Daddy". Gli assomiglia anche, a parte la struttura ossea... Le figure umane lei le disegna all'insu', poi gira il foglio o la lavagnetta... che genio!! (obbiettivita' materna...)

Smile!

Don't smile....


A Tombstone per il "Vigilantes weekend"... tutti vestiti d'epoca,  Violet non poteva essere troppo da meno....


"I'm your Huckleberry..." 
QUI
la scena dal film "Tombstone" che ha reso la frase ancora famosa...

Grazie al clima, qui le moto sono molto popolari, soprattutto le Harley... trikes!! I tricicli Harley sono molto utili, considerata l'eta' media di chi puo' permettersi una Harley... wink, wink....

Il nuovo taglio di Emily, di cui e' estremamente fiera!!

Facendo i compiti...

Pretzel (addormentato) umano....

Una delle spese piu' azzeccate, in saldo per di piu': il costume da bagno col tutu'!!


Per la serie "You know you're in Arizona when..." sai di essere in Arizona quando...

...sei in macchina e ti sembra di vedere qualcosa di strano in uno dei veicoli di fronte... 

.... sono cani quegli animali con la testa fuori dal finestrino?.... Non vedo bene, cacchiolina....

... Ma va'..... non puo' essere....

...ora li inseguo, cercando di non schiantarmi....

... ma allora sono proprio 2 cavalli, che si godono il viaggio in macchina (nel camperino equestre...)...

... con la criniera la vento....

...come altrove si vedono i cani!!! 


Questa e' stata una delle pizze piu' buone mai fatta: nell'impasto il pizzaiolo (J) ha aggiunto dell'okara fresca (ora che ci facciamo i nostri "latti" di piante, ne abbiamo tantissima...) che ha reso la pasta della pizza piu' leggera e morbida internamente, lasciando che diventasse ben croccante all'esterno..., e come toppings, zucchine, peperoni, capperi e.... broccolini di Bruxelles arrostiti (buonissimi, nonostante quello che pensate...)
E finalmente, vi presento la mia nuova figlia pelosa (con noi da una settimana)...

BUTTERSCOTCH!!!

Dolcissima dormigliona... vive nella camera delle ragazze, visto che dimostra pochissimo affetto verso gli altri 2 gatti e il cane....

martedì 26 giugno 2012

Il mio "discorso" durante la cerimonia

A gentil richiesta di Chiara, ecco il "discorsino" da me fatto durante la cerimonia di naturalizzazione, così come l'ho scritto in macchina, in viaggio verso Tucson: anche se poi al momento ho improvvisato qui e li' e mi sono dimenticata pure un paio di frasi... la sostanza e' questa:

"My name is Monica and I'm from Italy.
If someone, 20 years ago, had asked me where would I see myself in 20 years, THIS would have never been my answer.
But as it happens, 19 years ago I fell in love with an American, moved here, and then I fell in love with this country.
For me, today is much more than becoming American and embracing back this country that has welcomed and embraced me for many years, today I feel like I'm closing a circle, bringing closure to my Grandmother's unfinished "dream". 
She left Italy with her family as a child, came to this country at the beginning of the last century and lived in New York for a decade. She went back to Italy and never got to come back, and I grew up listening to her tales about the wonderful "life in America" and I've heard her complain several times about the fact that they had to go back to Italy.
In a way, I feel like her dream of living here is now being fulfilled by me and my children, her great-grandchildren. I know each one of us in this room is here today because of a dream, that for some it is now a reality thanks to this ceremony, while others may have just begun dreaming; but whatever our dream might be, let's not stop dreaming: I know that sometimes it might seem like our dreams will never be fulfilled, but I also know now that sometimes it won't be us, but perhaps our children or grandchildren or even our great-grandchildren who will make them a reality.
So congratulations and let's keep on dreaming.
Thank you."

"Mi chiamo Monica e vengo dall'Italia.
Se qualcuno, 20 anni fa, mi avesse chiesto dove mi sarei vista in vent'anni, QUESTA (indicando la sala) non sarebbe mai stata la mia risposta.
Ma come vuole il destino, 19 anni fa mi sono innamorata di un americano, mi sono trasferita qui, e mi sono poi innamorata di questo paese.
Per me oggi rappresenta molto più che non diventare americana e abbracciare a mia volta questo paese che mi ha benvenuta e abbracciata per molti anni, oggi sento che sto chiudendo un cerchio, portando a termine il "sogno" incompiuto di mia nonna. Lei aveva lasciato l'Italia con la sua famiglia, da bambina, era venuta in questo paese all'inizio del secolo scorso e aveva vissuto a New York per un decennio. Tornata in Italia, non e' mai più riuscita a tornare qui, ed io sono cresciuta  ascoltando le sue storie sulla meravigliosa "vita in America" e l'ho sentita spesso lamentarsi del fatto che fossero dovuti tornare in Italia.
In un certo senso, sento che il suo sogno di vivere qui venga ora realizzato da me e dai miei figli, i suoi pronipoti. So che ognuno di noi in questa sala e' qui oggi a causa di un sogno, che per alcuni e' ora una realtà grazie a questa cerimonia, mentre altri forse hanno appena iniziato a sognare; qualsiasi sia il nostro sogno, non smettiamo di sognare: so che alcune volte potrebbe sembrare che i nostri sogni non si realizzeranno mai, ma so anche che qualche volta non saremo noi, ma forse i nostri figli o nipoti, o persino i nostri pronipoti a renderli realta' .
Congratulazioni allora, e continuiamo a sognare.
Grazie."

lunedì 25 giugno 2012

Questa la dedico a me, ...

... alle mie figlie e alle americane, per nascita o scelta, che conosco!!

 



p.s: Carrie Underwood potrebbe farvi interessare della musica country-rock, vero? ... e a proposito,  e' vegan anche lei!! 



giovedì 14 giugno 2012

Diventare americani: l'attesa e' quasi finita (sesto aggiornamento)

Dall'intervista dell'11 aprile non avendo più sentito o ricevuto niente dall'USCIS, devo confessarvi che, nonostante il mio ottimismo, avevo cominciato ad entrare nel tunnel del panico "E se per caso hanno cambiato idea?"; "E se per caso la lettera si e' persa in posta? O qualcuno l'ha rubata?"
Insomma, quando sei al buio, e' facile diventare paranoici.

Tanta era la paura che ho persino indagato con un paio di amiche che avevano già percorso questo tragitto, sulla tempistica del loro processo, perché sul sito USCIS la media di giorni tra intervista e giuramento e' indicata a 45. Loro mi hanno invece detto che per loro erano passati poco più' di 2 mesi. Mi hanno rassicurato, ma ero sempre comunque leggermente stressata.

Io, che quando vivevo in Italia e per i primi 15 anni di vita qui, di votare non me n'e' mai fregato niente,  volevo proprio votare alle elezioni speciali per eleggere il rappresentante al congresso del nostro distretto, in sostituzione di Gabrielle Giffords che qualche mese fa aveva dato le dimissioni per potersi concentrare sul suo ricovero dalla ferita alla testa ricevuta nel gennaio 2011, di cui avevo parlato qui, e di cui potete trovare dettagli su questa pagina di wikipedia.
Fortunatamente, le elezioni si sono tenute il 12 giugno e Ron Barber, democrat e anche lui vittima della sparatoria, ha vinto sul candidato republican, lo stesso Jesse Kelly che aveva perso contro la Giffords nel 2010, (uno con una facca un po' da sveglione, porello), quindi l'assenza del mio voto non e' stata determinante.

Davvero, ero un po' preoccupata. Ma ieri quando ho prelevato la mia posta, con mia grande gioia ho trovato la lettera con la data e l'ora del giuramento che ufficializzerà la mia americanizzazione.

Venerdi' 22 giugno, alle 12:50, downtown Tucson, prometterò la mia fedelta' a questo paese e proclamerò la mia volontà di combatterne i nemici. Whatever.


Tutto questo per votare per Obama a novembre. Mi sa che gli scrivo una lettera per dirglielo!!
Ma anche il poter lasciare gli US per più di 6 mesi senza perdere la residenza e' certamente un ottimo beneficio. Chissa' magari un domani potrò fare il giro del mondo. 

giovedì 12 aprile 2012

Diventare americani: l'intervista (quinto aggiornamento)

Ieri mattina, dopo aver lasciato Violet a casa di un'amica, sono partita alla volta dell'USCIS di Tucson. Una giornata di sole come solo il sud Arizona ti regala, tanto vento, il cielo bluissimo. Ero vagamente nervosa, continuavo a pensare alle 100 domande "Who wrote the Constitution? Who wrote the Federalist Papers? How many representatives are in the House?" e pur sapendo le risposte, mi sentivo impreparata. Mi veniva in mente che questa era la tipica tensione pre-esami, ma di mezz'età.


L'appuntamento era alle 11 e siccome il Department for Homeland Security si trova dietro l'aeroporto, in poco più' di un'ora sono arrivata "nell'area" dell'edificio: dico "l'area generale" perché "Britney", la voce del GPS, non mi dava una "location" esatta (piccola storiella: la voce scelta dal marito e' quella che dice "baby" ogni volta che ti da' un'indicazione... apparentemente perché la sottoscritta non lo "baby-a" abbastanza... le sue insicurezze sono peggio delle mie!) ma continuava a dirmi "Baby, you made it!" ma io questo USCIS non lo trovavo... così dopo una veloce esplorazione della zona, finalmente confermata la posizione dell'ufficio, ho trovato un piccolo deli/coffee bar dove mi sono seduta a "ripassare".

L'ingresso dell'ufficio, fatta di passaggio visto che non si possono fare foto.

Con l'agitazione mascherata dagli occhiali da sole, mi accingo ad uscire dal pulmino ed entrare per l'intervista.
Verso le 10:35 torno all'USCIS, dove esistono misure di sicurezza quasi all'altezza di quelle aeroportuali: dopo aver levato orologio, chiavi, collana, braccialetto e cellulare (che mi fanno spegnere) passo sotto il metal detector e mi siedo nella stanza d'attesa, insieme ad altre 3 persone, di cui 2 aspettavano parenti intervistati, e una chiamata prima di me. Ero ovviamente l'unico non ispano-americana :)
Puntualissima, alle 11 mi chiama una signora, Mrs. Beier, che mi saluta gentilissima, e mi porta nel suo ufficio, mi fa giurare di dire la verità e comincia l'intervista. Nella lettera mi avevano avvertito che l'intervista poteva durare circa 2 ore e invece dopo 40 minuti era finita!!


In pratica e' stata una revisione della mia application, punto per punto, una verifica che tutto cio' che avevo scritto era corretto e ancora valido o se c'erano dei cambiamenti.
A parte il fatto che alla domanda "Have you ever been cited by law enforcement?" avevo risposto "no", quando invece ho ricevuto una multa nell'agosto del 2007 (l'unica che abbia mai ricevuto e presa dopo 2 settimane di vita qui), tutto e' andato lissio come l'olio, abbiamo anche scambiato qualche chiacchiera sulla vita in America, a Sierra Vista etc. Ovviamente ho passato l'esame "informale" sulla lingua inglese, poi mi ha fatto leggere una frase e scriverne un'altra ("Who was the first President?" letta; "Washington was the first President" scritta) e poi e' passata alle domande di storia/educazione civica: mi avrebbe fatto 10 domande, dovevo risponderne correttamente almeno 6. Appena raggiunte le 6 corrette, si sarebbe fermata. Le domande erano quelle sulla House of Representatives, che sapevo tutte, ormai non ero più' agitata e abbiamo "shot the breeze", abbiamo parlato di Gabby Giffords....


Poi mi dice "We're done. I will recommend you for the naturalization. Congratulations!". Mi dice che ricevero' tra poco la lettera con la data per il giuramento, che avverra' nel Federal Building in downtown Tucson (entro 90 giorni, ma i tempi sono decisamente veloci). Finito il giuramento, mi ritireranno la Green Card e mi daranno il certificato di naturalizzazione con il quale potro' iscrivermi per le elezioni e richiedere il passaporto. Tutto qui.
Diciamo che il fatto di essere sposata da più' di 18 anni con 4 figli ha reso la pratica facile per l'immigrazione, perché non si può certo dire che mi sono sposata per ricevere la green card o la cittadinanza!!


Felice, sono andata a pranzo al ristorante vegan Lovin' Spoonfuls e da sola!, che e' un'esperienza notoriamente diversa che non con 1,2,3,4 bambini e/o marito a seguito. Poi mi sono fermata a curiosare per più di un'ora in un bel negozio di "antiquariato", o meglio oggetti/mobili/libri usati, poi un'altra sosta a visitare negozi che non abbiamo a Sierra Vista, e poi da Whole Foods per un paio di cosucce che ci mancavano in casa....

Al ritorno mi aspettava la famiglia pronta a celebrare, in anticipo, la mia americanizzazione quasi finita, con delle fantastiche cupcakes a stelle strisce!!

Yum yum yum!!

lunedì 12 marzo 2012

Diventare americani: quarto aggiornamento.

Il mio Acer Notebook e' defunto. Sono costretta ad usare il desktop di J, e non sono piu' abituata alla tastiera gigante, cosi' scrivo parole che sembrano uscite dalla bocca di Salvatore nel Nome della Rosa e continuo a controllare e a correggere, ma non c'e' verso: la frustrazione alla fine di ogni frase e' su su a livelli ARRGH!.
Mi piacerebbe rimpiazzarlo con una Mac-something, ma i prezzi sono da vendita di un paio di organi sul mercato nero, e cosi' per il momento mi adatto.

Intanto sto studiando le 100 domande di storia ed educazione civica americana "come una matta" (da interpretarsi liberamente...) perche' settimana scorsa ho ricevuto la lettera con la data per l'intervista: l'11 aprile alle 11 verro' "grigliata" dall'USCIS, e sembrerebbe che dovro' aspettare per il giuramento, nel senso che non verra' fatto subito dopo... e mi sta meglio, perche' vorrei aver tutta la sacra famiglia al seguito nel momento in cui "abiurero' " ufficialmente ad ogni fedelta' all'Italia.... (Lacrimuccia? Risata satanica?... Probabilmente la prima...)

Ora, non c'entra niente, o forse un pochino, col diventare americani, ma leggevo un post in un blog italiano (nessuno che mi segue, si tatta di un blog eco/vegan) e l'autrice, che usa spesso l'inglese non so bene perche'( forse perche' da un certo tocco di internazionalita', diversamente dalla sottoscritta, che usa l'inglese perche'- si' e' vero!- non si ricorda la corrispondente parola italiana...,o forse per "tirarsela" un po', non saprei bene), ha scritto una parola che mi ha fatto lo stesso effetto di quando uno scrive "ano" invece di "anno"... una cosa inavvertitamente ridicola che ha subito sgonfiato il pallone, per me.

Ecco, secondo me se una persona decide di utilizzare una lingua straniera per nessun altro motivo che non quello di fare scena, sarebbe opportuno che verificasse quello che scrive, onde evitare di dire fregnacce!!

Non puoi scrivere REMAINDER (avanzo, cio' che resta) quando la parola che dovresti usare e' REMINDER (una cosa che causa a qualcuno di ricordar qualcosa), perche' allora invece di fare la figa, fai la figura del celentano da blogosfera!!

Sono un po' troppo "OCD" quando si tratta di fare editing?
Fossi cosi' nelle "faccende" di casa, avrei certamente una casa piu' ordinata....


mercoledì 15 febbraio 2012

Diventare americani: terzo aggiornamento

Lunedi' mattina, dopo aver fatto la classe di Step ed aver lasciato Violet con un'amica, sono partita alla volta di Tucson: alle 14 avevo l'appuntamento per prendere (o dare? non saprei...)  le impronte digitali "digitalizzate" e la foto che andra' sul mio certificato di naturalizzazione. Ovviamente nel rispetto del multi-tasking che e' diventato per necessita' il mio modo di vivere (in questo momento, ad esempio, mentre digito sulla tastiera, sto lavorando a maglia coi piedi....) una visita a Tucson significa anche trovarmi con Letizia, quando non e' in giro per il mondo!

Non vi dico come ero felice di potermi trovare da sola con lei, l'amica italiana di cui ho parlato quiperche' i figli son belli e tutto, ma quando hai voglia di chiacchierare con un'amica, sono anche una gran rottura:  a loro delle tue di amicizie non gliene importa niente (mentre le loro A NOI importano tanto... ) e tendono ad interrompere il flusso del racconto una trentina di volte minimo all'ora. Invece stavolta sarei stata sola ,e durante il tragitto gia' mi pregustavo un paio d'orette di chiacchiere italiane senza dovermi preoccupare della peste che voleva toccare i gatti, salire sul tavolino, etc.
La realta' e' stata anche meglio della previsione, non solo perche' abbiamo sempre tanto da raccontarci, ma anche perche' abbiamo pranzato sulla terrazza di casa sua, al sole (che mi sono pure arrossata il decollete'... ), nel silenzio che incredibilmente circonda la sua villa situata in una della zone piu' "trafficate" di Tucson, l'area universitaria!! C'e' da dire che a me Tucson piace sempre di piu', probabilmente perche' per essere una "metropoli" conserva sempre il carattere di piccolo avanposto nel deserto (comunque ad 1 milione di abitanti e' la seconda citta' per grandezza in Arizona).  Sono anche riuscita a conoscere, grazie al benedettissimo Skype, sua sorella che, momentaneamente seppellita sotto le palate di neve che sono cadute a Bologna negli scorsi giorni, conoscevo ancora solo virtualmente. Ciao Chiara!! :)

Ci siamo lasciate purtroppo sempre troppo presto, ma lei doveva tornare a scoprire qualche altra molecola strana in qualche pianeta lontano migliaia di anni luce, e io dovevo andare a farmi "improntare".

La prima volta che mi presero le impronte digitali, di digitale non c'era niente: nel 1993 le impronte erano ancora prese ad inchiostro, roba che ti lasciava sempre un po' sporca, mentre negli ultimi anni e' tutto computerizzato, e a vedere come funziona e' anche una cosa interessante. Anche gli uffici dell'USCIS di Tucson sono molto diversi non solo da quelli di Newark, dove 6 anni fa ho rinnovato la "carta verde", che si trovano in un edificio vecchio che mi ricordava tanto un ospedale psichiatrico del primo '900; sono anche completamente diversi da quelli dell'INS di Los Angeles degli anni novanta, situati in un un palazzone federale  "in centro" citta' dove mi ricordo c'erano centinaia di persone in fila fuori e dentro, dove gli impiegati erano scocciati e non molto gentili e dove si usciva sempre con la sensazione di aver contratto qualche malattia esotica solo col sedersi in sala d'attesa.

Il mio apputamento era alle 14 ed io sono arrivata con 5 minuti di anticipo munita di Kindle, ricordandomi di quanto avevo dovuto aspettare le volte precedenti. Sedute nella sala d'attesa a Tucson c'erano 4 persone. Quattro. Un'impiegata, gentilissima, mi ha dato da compilare un modulo, ha controllato le mie carte e mi ha dato un numero. Mi sono messa ad aspettare, ho tirato fuori il Kindle e alle 14:02 hanno chiamato il mio numero. Per prendere le impronte e fare la foto (le ho chiesto se poteva, cortesemente, fotografarmi cosi' da farmi sembrare la cugina non troppo cessa di Angelina Jolie, richiesta che funziona sempre, l'ho fatto anche per le varie foto di patente, passaporto, etc. e in quest'ultime foto non ho piu' lo sguardo da assassina alcolizzata appena uscita da San Vittore) ci sono voluti 15 minuti. La "signora delle impronte" mi ha detto che l'intervista verra' fatta nel giro di uno o due mesi, e che spesso la cerimonia del giuramento viene fatta subito dopo l'intervista.
Alle 14:30 ero gia' in una delle Mall di Tucson ad aprofittare dei saldi invernali (per l'anno prossimo)!!



Il processo e' finora indolore e veloce. Non mi posso proprio lamentare, se non del fatto che mi sono ancora una volta dimenticata di fare una foto con Letizia!!

lunedì 6 febbraio 2012

Diventare americani: secondo aggiornamento

Ebbene, oggi mi e' arrivata la lettera con la data e l'ora in cui mi devo presentare a Tucson per i cosiddetti "biometrics", cioe' la presa delle impronte digitali: il 13 febbraio alle 2pm. L'ho gia detto nell'aggiornamento precedente, ma lo ripeto: PERBACCO!!

Se tutto va cosi' veloce, magari riusciro' a votare per l'elezione del nuovo representative del nostro distretto al congresso a giugno, visto che Gabby Giffords si e' dimessa, nonostante lo straordinario recupero fisico fatto da quel famigerato mattino di gennaio 2011. Incrocio le dita ora devo per forza mettermi a studiare!!!

venerdì 27 gennaio 2012

Diventare americani: primo aggiornamento

Oggi mi e' arrivata la conferma, via posta, che l'USCIS ha ricevuto la mia richiesta di naturalizzazione e che, non appena incassato l'assegno e fatte le prime verifiche, la mia intervista verra' pianificata... siccome non c'e' menzione delle impronte digitali, presumo che o quelle che hanno dall'ultima visita a Newark per il rinnovo della green card sono sufficenti, o che le ri-scanneranno contemporaneamente all'interview.

Nemmeno io mi aspettavo tanta velocita'. Perbacco.

domenica 22 gennaio 2012

Diventare americani

Ne ho parlato in questo post il settembre scorso, e finalmente l'ho fatto.
La busta con tutti i documenti (e l'assegno di $680) e' stata spedita, l'indirizzo una casella postale di Phoenix che sono sicura riceve centinaia se non migliaia di simili buste al giorno, richieste di persone provenienti da tutti gli angoli del pianeta che, per motivi diversissimi, decidono di fare della loro permanenza negli US una scelta permanente ed ufficialmente irrevocabile. Il dado e' tratto.

L'U.S. Citizenship and Immigration Service ovvero USCIS, una volta (stavo per dire ai miei tempi) conosciuto come INS, Immigration and Naturalization Service, offre un sito utilissimo che spiega il processo da seguire per la naturalizzazione cioe' per diventare cittadino americano, passo per passo, rendendolo in pratica "foolproof".
Avrei potuto scegliere 2 motivi per naturalizzarmi, quello del matrimonio con un cittadino americano da almeno 3 anni (ha ha ha...) e quello della permanenza negli US per almeno 5 anni (ha ha ha...), e ho scelto il secondo perche' mi sembrava quello che a questo punto del mio percorso di vita identifica meglio le ragioni dietro questa scelta.

Nella "application", oltre a tutte le informazioni relative alla mia vita qui,  ho dovuto rispondere a domande tipo:
  • Sei mai stata membro o in qualsiasi modo associata al partito comunista?
  • Sei mai stata un'ubriaca abituale?
  • Sei mai stata una prostituta? Hai reclutato qualcuno per la prostituzione?
  • Hai mai venduto o contrabbandato sostanze controllate, droghe illegali o narcotici?
  • Hai mai commesso un crimine o un reato per cui non sei stata arrestata?
  • Sei mai stata arrestata, citata o detenuta da un ufficiale della legge per qualsiasi ragione?
  • Sostieni la Costituzione e il governo degli Stati Uniti?
  • Sei pronta a fare l'intera Promessa di Lealta' (Oath of allegiance) agli Stati Uniti?
  • Se richiesto dalla legge, sei pronta ad armarti per gli Stati Uniti?
  • Se richiesto dalla legge, sei pronta a prestare servizio nelle Forze Armate degli Stati Uniti come non-combattente?
E' chiaro che il tentativo dell'ufficio di naturalizzazione e' quello di "scremare" criminali e comunisti!

Ora devo aspettare che mi chiamino per le impronte digitali (che hanno gia', dal 1994, ma devono ricontrollare con l'FBI), dopodiche' dovro' fare "The Interview", il colloquio con l'ufficiale USCIS, che verifichera' oltre al mio background, la mia storia, anche la mia conoscenza dell'inglese parlato, scritto e letto, e verro' testata con 10 domande sulla mia conoscenza del governo americano, della sua storia, della sua geografia, simboli e festivita' nazionali. Dovro' rispondere correttamente almeno 6 su 10. Questa la lista completa delle 100 domande che potrebbero essermi fatte e questa tutta la lista di risorse (inclusi file mp3) per aiutare il candidato a prepararsi per il test.  E' una "barzelletta" risaputa che la maggior parte di americani "per nascita" non saprebbero rispondere a probabilmente la meta' delle domande! Infatti ho testato J che a un certo punto tirava risposte a caso, roba da pisciarsi dal ridere (chi era presidente durante la Prima Guerra Mondiale? La sua risposta e' stata Teddy Roosevelt...)

Se passo "The Interview", mi verra' data la conferma che la mia richiesta di naturalizzazione e' stata accettata e verra' confermata la data della cerimonia in cui dovro' fare il giuramento di lealta' verso gli Stati Uniti, l'ultima formalita' prima che mi venga consegnato il certificato di naturalizzazione.
Il testo del giuramento:

"I hereby declare, on oath, that I absolutely and entirely renounce and abjure all allegiance and fidelity to any foreign prince, potentate, state or sovereignty, of whom or which I have heretofore been a subject or citizen; that I will support and defend the Constitution and laws of the United States of America against all enemies, foreign and domestic; that I will bear true faith and allegiance to the same; that I will bear arms on behalf of the United States when required by the law; that I will perform noncombatant service in the armed forces of the United States when required by the law; that I will perform work of national importance under civilian direction when required by the law; and that I take this obligation freely without any mental reservation or purpose of evasion; so help me God."

"Io qui dichiaro, sotto giuramento, di rinunciare ed abiurare assolutamente ed interamente tutta la lealta' e fedelta' verso qualsiasi principe, potentato, stato o sovranita' straniero di cui o a cui prima io sia stato soggetto o cittadino; che sosterro e difendero' la Costituzione e le leggi degli Stati Uniti d'America contro tutti i nemici, stranieri ed interni; che prestero' servizio non combattente nelle forze armate degli Stati Uniti quando richiesto dalla legge; che eseguiro' lavoro di importanza nazionale sotto la direzione civile quando richiesto dalla legge; e che prendo questo obbligo liberamente senza alcuna riserva mentale o scopo di evasione; che Dio mi aiuti"

(E' disponibile su richiesta [che deve essere comprovata] una versione modificata per chi, per motivi religiosi o di cio' in cui crede,  non puo' pronunciare alcune parti del giuramento, come il "che Dio m'aiuti")

Il processo, da quello che ho sentito da altri emigrati, dura circa 6/7 mesi da inizio a fine.

Tanto per curiosita' ho controllato: per ricevere la cittadinanza italiana, uno straniero sposato con un cittadino italiano,  deve presentare la solita caterva di documenti e sborsare la cifra di 200 euro. Niente altro e' necessario, e il processo dura circa 2 anni...

giovedì 1 settembre 2011

Era ora?

Tra pochi giorni "compio" 18 anni che vivo negli ol' USofA. Sono tanti, cosi' tanti che ormai per pensare in italiano devo sforzarmi, non viene piu' spontaneo, da anni a dire il vero. Sono cosi' tanti che i miei ricordi dell'Italia sono ormai quasi permeati da quell'alone di "santita' " che viene dato a chi e' morto, un'amnesia involontaria che mi porta a ricordare principalmente solo quello che e' bello e positivo e fantastico dell'Italia.

Ormai anche le parolacce sono da anni in inglese. I sogni, in inglese. Quando parlo da sola, e capita spesso, parlo in inglese a me stessa.
E' giunta ormai l'ora di legalizzare la mia posizione di americana e iniziare le pratiche per la naturalizzazione, soprattutto ora che mi e' stato confemato da diverse fonti che, a differenza da come era 15 anni fa, ora posso mantenere la cittadinanza italiana con quella americana (ma non credo che gli americani debbano saperlo,  vero?, visto che uno dei requisiti per la naturalizzazione e' la "fedelta' ", l'allegiance con gli US... )
Ovviamente, l'obiettivo principale e' quello di poter votare in Novembre 2012!!

I moduli sono pronti. Ora devo solo trovare quei $680 in eccesso per iniziare la pratica...

lunedì 23 marzo 2009

The Diversity Visa Lottery Program

Tanto per chiarire (non ne avevo neanche io sentito parlare, Zion), copio pari pari dal sito USCIS.gov (United States Citizenship and Immigration Services):

What is the Diversity Visa Lottery Program?
Each year, 50,000 immigrant visas are made available through a lottery to people who come from countries with low rates of immigration to the United States. None of these visas are available for people who come from countries that have sent more than 50,000 immigrants to the United States in the past five years. The State Department's National Visa Center holds the lottery every year, and chooses winners randomly from all qualified entries. Anyone who is selected under this lottery will be given the opportunity to apply for permanent residence. If permanent residence is granted, then the individual will be authorized to live and work permanently in the United States. You will also be allowed to bring your spouse and any unmarried children under the age of 21 to the United States.


E dal sito del Department of State :

The Department of Labor (DOL) O*Net Online database groups job experience into five "job zones." While many occupations are listed on the DOL Website, only certain specified occupations qualify for the Diversity Visa Program. To qualify for a Diversity Visa on the basis of your work experience, you must, within the past five years, have two years of experience in an occupation that is designated as Job Zone 4 or 5, classified in a Specific Vocational Preparation (SVP) range of 7.0 or higher.


Quindi, tutto legittimo, anche se comunque difficile. A legger i dettagli, il processo e' semplice ma i criteri per essere ammessi alla lotteria sono strettissimi: e' necessario avere la qualifica per trovare un lavoro e potersi mantenere etc.

..."If you are selected to apply for a DV visa, you will be required, before you are issued a visa, to provide evidence that you will not become a public charge in the United States. This evidence may be in the form of a combination of your personal assets, an Affidavit of Support (Form I-134) from a relative or friend residing in the United States, and/or an offer of employment from an employer in the United States."

50mila visti divisi per le 5 regioni del mondo, divisi poi per tutte le varie nazioni ammesse a questa lotteria (in Europa, solo la Gran Bretagna e la Polonia non sono ammesse: mandano troppi emigranti comunque!!!)...

La mia modestissima opinione e' che e' piu' facile sognarlo che farlo. A parte la fortuna, ci vuole un coraggio non da poco, mollare tutto cio' che e' famigliare e "confortevole" per venire in un paese straniero, senza lavoro, generalmente con una conoscenza dell'inglese inadeguata ("ottimo inglese" in Italia non vuol dire niente qui...), senza un a rete di supporto....
Io personalmente, se non fosse stato che avevo J che mi faceva da cicerone/supporto/enciclopedia, non credo l'avrei mai fatto. Anche se il sogno c'era da sempre. E' stato piu' facile trovarmi un marito (wink, wink...)

Amicizie sbilanciate: una miniserie.

Quello dell'amicizia e' un argomento cui penso spesso, e di cui ho parlato anche nel blog frequentemente. Sin da bambina ho vissuto ...