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mercoledì 9 novembre 2016

Requiem per gli Stati Uniti

Non ce l'ho fatta, alla fine sono andata a dormire alle 21:30 ieri sera, con un gran mal di pancia. Non ce la facevo, cosi come non ce la faccio adesso.
Ho dormito male e sapevo cosa stava succedendo perché se Trump fosse stato sconfitto, mio marito che e' rimasto in piedi mi avrebbe svegliato.
L'avevo chiamata l'apocalisse, e mi sento proprio cosi'... anche se ora sono in piedi a svolgere la stessa routine di ogni mattina quando c'e' scuola, perché e' un giorno come un altro. 
Ma non e' un giorno come un altro. E ho ancora il mal di pancia. E una sensazione di vuoto che non e' attribuibile solo a quando si perde un'elezione, che non e' mai una "bella" sensazione comunque. 
Mi sento come quando si perde una persona cara, magari sapevi che non stava proprio bene, ma tutto sommato sembrava che sarebbe sopravvissuta, e invece muore. E ti senti vuoto, nauseato... ti alzi e vai a svegliare tuo figlio più piccolo e usi la voce allegra perché altrimenti capirebbe che qualcosa non va... e quando vede la tua faccia triste e ti chiede "Cos'e' successo?", rispondi "Se n'e' andata la nonna". E trattieni le lacrime, ma ti senti morire dentro anche tu...  
Cosi'.
L'America che amavo, quella che pensavo di conoscere se n'e' andata. Soffocata da un odio generale, per il progresso e per il futuro...  e mi rendo conto troppo tardi che non e' a caso lo slogan "Make America great again", perche risuona tanto di nostalgia verso tempi andati, vero?, i bei tempi quando le donne stavano a casa a cucinare e mica a lavorare e fare carriera, e certamente non a cercare di diventare presidente; quando i negri e tutte le persone dalla pelle scura non si mischiavano con i bianchi, li si poteva discriminare e linciare liberamente e certamente non diventavano presidente, quando le checche, le lesbiche e i trans se ne stavano nascosti perché se fossero usciti all'aperto li si poteva prendere a botte impunemente, mica si sognavano di sposare la persona che amavano e farci una famiglia, o persino diventare politici... o magari persino presidente.... quei bei tempi... quando le ditte potevano inquinare ovunque, creare miniere per l'uranio nel Grand Canyon, scaricare merda nei fiumi senza problemi...  quando l'aborto era criminalizzato, la contraccezione inesistente e le donne morivano dissanguate nei vicoli? Ve li ricordate quei bei tempi? L'America are cosi' grande allora!

Non ho voglia ne' tempo di fare un'analisi su come e' possibile che sia successo, ma ripeto quanto sentito da un'analista politica di MTV che ieri sera diceva che questo messaggio di riportare il paese ad un'epoca in cui essere maschio e bianco era sufficiente per essere i primi in "ordine di beccata", ha fatto uscire a votare la "maggioranza silenziosa", quella che non vota da sempre perché considera le elezioni un affare elitista, e invece grazie a trump, si sono sentite coinvolte... 
Mi sembra un'osservazione corretta, infatti ieri a votare qui da noi al nostro seggio dove c'e' sempre poca gente (solitamente solo anziani), c'erano file di ore, Chris ci ha messo 3 ore per votare, meno male che non doveva lavorare...  (Chris mi ha appena detto che South Park ha predetto la stessa esatta cosa, citando le bacche member berries che rilassano le persone...)

Che poi pensare che gente medio-povera trovi il messaggio di uno COME TRUMP non-elitista e' ridicolo e assurdo (poverello, quando ha voluto iniziare il suo business, suo padre gli ha dato un piccolo prestito di un milione di dollari... nel 1975!)

Io tremo al pensiero di quale giudice verra appuntato alla corte suprema, e a come cambierà decisioni come quella della legalizzazione dei matrimoni tra omosessuali, o al fatto che Obamacare verra' abrogata, e persone come mio figlio, che grazie ad Obamacare era coperto fino a 26 anni dalla nostra assicurazione sanitaria, rimarrà senza copertura.,. e tra 3 anni anche Emily e poi Vivian, etc.

Chiudo dando soddisfazione a chi mi ha sempre criticato perché scrivo frasi tipo "mi vergogno di essere italiana", perché si sentono offese o messe in causa in qualche modo (boh?), perché non e' giusto, perché perché perché... tanti motivi che alla fine si riducono a quello famoso di cui avevo parlato qui (e avevo ricevuto il più alto numero di commenti, più di 40!) per cui se non vivi in Italia, non hai il diritto di dire niente di critico, quanto meno che te ne vergogni: al contrario, immagino che non ricevero' nessuna critica ma un sonoro applauso (meritato credo) quando dico che mi vergogno, e profondamente, di essere americana. Per me questa e' una verità assoluta: quando il paese, sia quello in cui sei vissuto che quello in cui vivi, si muove collettivamente in una direzione vergognosa, se non dici che te ne vergogni secondo me sei ipocrita. 

Mi vergogno e sono imbarazzata. E mi viene da piangere, perché il paese che amo e' morto.

Ora vado a portare il cane a fare una lunga lunga passeggiata. Nella speranza di ritrovare quell'ottimismo che mi spinge sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno.
Perche in questo momento lo vedo vuoto cosi' come mi sento.

p.s.: unica consolazione e' che la Clinton ha vinto il voto popolare, cioè la maggior parte degli americani non ha voluto Trump come presidente. Ma alla fine sempre in quel posto ce lo teniamo...


martedì 8 novembre 2016

La notte prima dell'apocalisse.

Tra qualche ora inizieranno le elezioni presidenziali più controverse della storia americana.
Domani potrebbe essere l'inizio dell'apocalisse sociale ed economica di questo paese.
Sono esagerata? Non credo.
Mi voglio sfogare perché gli ultimi mesi qui negli US sono stati durissimi, da incubo...  in Italia le notizie arrivano sicuramente filtrate dopo che sono gia state filtrate attraverso i media americani, e vi voglio dire come e' la situazione.

Inizio con un enorme MEA CULPA, mi sento in qualche modo almeno parzialmente responsabile perché 4 anni fa avevo cantato vittoria troppo presto: in questo mio post del 2012 avevo parlato della cortissima campagna elettorale di Donald Trump con un sorrisetto mezzo trionfante, e con la certezza di averla scampata bella e di aver chiuso quel capitolo ridicolo della storia politica americana una volta per tutte. L'avevo fatto, lo confesso, con la tracotanza di chi era sicuro che certe cose negli US non succedono, che il successo politico di personaggi-macchietta come Berlusconi fosse limitato all'Italia, dove si creano partiti politici come fossero ricette per fare la pasta al sugo, e invece Karma mi ha fatto un gran pernacchione, e siamo ora qui ad un centimetro da prendercelo tutti in quel posto senza vaselina (come si direbbe nelle cerchie politiche più sofisticate dei supporter di Trump).

Dio come mi sbagliavo!

Donald Trump e' passato da magnate immobiliare/truffatore/protagonista di un reality, a clear and present danger, pericolo chiaro ed attuale non solo per noi qui negli US ma per l'intero pianeta, in pochi mesi, grazie ai media che hanno acchiappato al volo la possibilità di far esplodere i propri ratings per la prevedibile imprevedibilità di questo personaggio (per fare un esempio facile, immaginatevi un episodio del WWF, del wrestling americano quello dove tutto e' messa in scena, ogni atto e' falso e la gente lo sa ma ugualmente guarda affascinata) trasmettendo in continuazione discorsi e interviste senza mai almeno soffermarsi e chiedere "ma e' normale questo?", e grazie soprattutto ad un clima di diffidenza e odio verso lo status quo politico che pervade l'elettorato americano.
L'ascesa di Trump e il suo percorso ad un passo dalla Casa Bianca e' il risultato degli ultimi anni di politica della divisione e dell'odio, da quando cioè nella politica americana e' entrato l'ostilità verso il proprio avversario, da quando la divisione tra destra e sinistra e' diventato un baratro impossibile da attraversare. E il tutto e' iniziato con l'elezione a presidente di un uomo di origine africana. Se vi interessa capire bene come l'elezione di Obama sia stata la scintilla che ha causato l'incendio che chiamiamo Trump, vi consiglio il libro Over the cliff: how Obama's election drove the American right insane (Oltre il precipizio: come l'elezione di Obama ha fatto impazzire la destra americana): scritto nel 2010, sembra quasi una profezia di quanto sta accadendo oggi in America, di come sia stato possibile che un uomo senza alcuna esperienza politica, un uomo incapace di auto-controllo, un uomo disgustoso moralmente ed eticamente sia diventato il paladino delle masse più pigre ed ignoranti (pigre ed ignoranti perche e' più facile puntare il dito verso un capro espiatorio facilmente identificabile e perseguibile perché senza potere, che cercare di capire la complessita' di problemi economici creati principalmente da politiche che da anni favoriscono i ricchi e i mega-ricchi, cui vengono dati strumenti legali per non pagare tasse quando non gli vengono eliminate del tutto) che hanno incanalato il loro malcontento sociale generale verso il solito capro espiatorio, il "diverso", l'immigrato, il non cristiano, il non bianco, il non eterosessuale. E Trump, da demagogo dilettante dal carisma che solo i soldi può dare ha soffiato su questo fuoco e cosi facendo s'e' trovato al comando dell'armata Brancaleone di "veri patrioti" (sinonimo di "bianchi armati fino ai denti"), difensori della vita (sinonimo di anti aborto e pro-pena di morte) e della religione (solo quella cristiana con Gesu' bianco come un lenzuolo candeggiato con gli occhi azzurri, ovviamente, perché se assomigliasse ad un rifugiato siriano se ne stia a casa sua!) pronti a tutto per difendersi dal pericolo che un altro presidente democratico comporterebbe (incluso minacciare di accettare i risultati delle elezioni solo se Trump  vince!!)

E la possibilità che possa diventare presidente e' terrificante. Mi ricordo quando, durante alla campagna elettorale del 2008, alcune mie conoscenti dicevano tra loro che Obama era l'anticristo... sarebbe da rispolverare questa idea... perché se Trump non e' l'anticristo e' certamente quanto di più anti-cristiano si sia mai avvicinato alla Casa Bianca. Trump non ha rispetto per nessuno eccetto se stesso. Trump non ha interesse per niente eccetto in quanto sia in relazione al suo interesse, in altre parole vuole diventare presidente non per servire il paese, ma per servire il suo ego.

Non e' possibile elencarle tutte, ma volevo condividere alcune delle mie ragioni per NON votare l'obeso col Muppet in testa:

  • ha preso in giro pesantemente un giornalista perché disabile. E non si tratta di "dire quello che pensa", perché certe cose una persona che aspira a diventare presidente di una nazione non dovrebbe nemmeno pensarle. E' un omuncolo spregevole che non si scusa mai di niente di quello che dice o fa. In altre parole, una merda che cammina.
  • Non ha nessun rispetto per le donne, riducendoci ad un numero legato alla misura delle poppe, (se sono piccole, di sicuro la donna non e' un "10") o al nostro peso, chiamandoci maiali o cagne (ha chiamato Alicia Machado, vincitrice Venezuelana del concorso di bellezza Miss Universe di cui era proprietario, Miss Piggy dopo che aveva messo su un po' di peso, umiliandola di fronte alle telecamere mentre era in palestra...), insultandoci se osiamo contraddirlo (della giornalista Kelly che gli aveva fatto domande "dure" durante uno dei dibattiti,  aveva detto che le usciva il sangue dal sappiamo dove, sottintendendo con la sua solita classe che fosse mestruata quindi particolarmente cattiva..), vantandosi senza vergogna di  cominciare a baciare le donne cui e' attratto senza averne il permesso (infatti dice che prima di incontrare una donna attraente si succhia qualche Tic-Tac; la Tic-Tac, parte della Ferrero italiana, si e' poi distanziata il più possibile da Trump e dalle sue dichiarazioni!)  e di "prenderci per la figa" quando vuole perché e' una star e accettiamo di essere assaltate sessualmente perché lui e' famoso (solo se siamo un "10", ovviamente)       
  • ha dichiarato bancarotta per i suoi casino' in Atlantic City e recentissimamente, anche la Trump Tower di Toronto e' stata messa ad un passo dalla bancarotta dopo che per più di 3 anni (ha aperto nel 2012!) il proprietario, non Trump, che ha pagato fior fiore di soldi per usare il nome Trump per attirare compratori, non ha avuto il successo che si aspettava. Molti business che ha lanciato sono falliti, tra cui: Trump Airlines, Trump The Game (gioco di società), Trump Magazine, Trump Mortgage (society bancaria che offre mutui), Trump Steaks (bistecche di Trump... lasciamo stare), GoTrump.com, una sorta di Travelocity, Trump Vodka, e ultimo ma non per importanza, Trump University, università solo di nome dove con una serie di seminari gli "studenti" avrebbero dovuto imparare l'arte di fare soldi con investimenti immobiliari ma che in realtà ha fatto perdere centinaia di migliaia di dollari a poveri cretini pensavano di ricevere informazioni da persone laureate e invece erano solo motivational speakers ad cazzum. Trump University si trova ora ad essere la parte convenuta di diverse cause civili/class actions in New York a California.
  • Ha più volte fatto commenti come minimo non appropriati sull'apparenza fisica della figlia Ivanka,  a partire da quando era una ragazzina di 16/17 anni (chiedeva ad altre persone se la trovavano "hot"), passando al commento fatto nel 2006 durante un talk show, in cui disse che se non fosse stato sposato e lei non fosse stata sua figlia, ci sarebbe uscito insieme (ovvero, le avrebbe afferrato la figa, visto che per sua ammissione lui fa cosi con le donne che gli piacciono), fino al più recente (mai trasmesso) commento fatto durante un altro talk show, in cui ha detto che la bacia il più possibile. Ewww... non si tratta di una bambina di 3 anni, ma di una donna sposata di 30! Parentesi: cari uomini se avete una figlia e questi sono i pensieri che avete su di lei, fatevi ricoverare subito, perché non e' normale! E' perverso e raccapricciante, se poi includiamo i commenti fatti su Paris Hilton quando aveva forse 12 anni... che vomito...  e non entro nemmeno nel merito della causa civile iniziata da una donna che dice di essere stata violentata da Trump quando a 13 anni era stata invitata  ad una festa nel palazzo dell'amico miliardario di Trump, Epstein (poi condannato per pedofilia), causa che e' stata  recentemente ritratta per le troppe minacce di morte da parte dei simpaticissimi seguaci del Trombone col parrucchino.
  • Mente sempre, su tutto. Controllato da diversi website che si occupano di verificare i fatti  dietro le affermazioni fatte dai candidati, e' stato confermato che in media Trump spara cazzate enormi il 78% delle volte che parla. Pinocchio a lui ci fa una pompa (ma essendo un burattino, maschio e piallato, probabilmente no...) 
  • Nemmeno i suoi colleghi miliardari lo sopportano perché, come direbbero in Sicilia, e' un gran quaquaraqua',  perché sanno bene che non e' ricco quanto dice di esserlo (infatti e' il primo candidato alla presidenza in decenni a non rendere pubblica la sua dichiarazione dei redditi, perché probabilmente confermerebbe che 1- non paga le tasse attraverso qualche scappatoia legale o al limite del legale e che 2- non guadagna quanto dice.). E' molto interessante scoprire, grazie al famoso economista Robert Reich, che Donald Trump non e' assolutamente un businessman di successo, anzi! Perché se e' vero che il suo patrimonio netto oggi e' di 4 miliardi e mezzo di dollari, e che nel 1976 all'inizio della sua carriera il suo patrimonio era di 200 milioni, se avesse investito quei 200 milioni semplicemente in un fondo indicizzato, senza fare nient'altro,  oggi invece di avere un patrimonio di 4 miliardi e mezzo ne avrebbe uno di 12 miliardi! Senza dover dichiarare nessuna bancarotta, defraudare appaltatori e fregare impiegati! Godetevi anche voi Mark Cuban, miliardario che s'e' davvero fatto da se', fare uno stupendo bitch-slapping di Trump al Late Show with Stephen Colbert!

  • Amici e famigliari che fanno parte della comunità LGBTQ: Trump ha confermato diverse volte che eliminerebbe la legalizzazione federale dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, lasciando che ogni stato se ne occupasse individualmente, aprendo cosi le porte alla discriminazione in stati dove chi e' al governo e' governato dalla religione.
  • I suoi supporter, che sono nella stragrande maggioranza o apertamente razzisti e omofobi... Tra l'altro il giornale ufficiale del Ku Klux Klan, il Crusader, ha dato il suo appoggio ufficiale a Trump, senza che nessuno, ne' lui ne' lo staff della sua campagna elettorale abbia denunciato tale endorsement, e se questa non e' ragione sufficiente per evitare un candidato come se fosse la peste bubbonica, ragazzi, siete messi male. Anche volendo abbassare i propri standard elettorali, diciamo che mi farebbe schifo votare per lo stesso candidato sanzionato dall'organizzazione razzista più conosciuta nel mondo! 
  • Hillary Clinton ha ricevuto l'approvazione ufficiale di testate giornalistiche importanti in tutti gli stati, anche di alcune che non avevano MAI fatto l'endorsement di un candidato democratico prima (come ad esempio l'Arizona Republic, quotidiano notoriamente di tendenze repubblicane). 
  • Infine non potrei mai votarlo perché semplicemente e' uno stronzo disgustoso, anzi per usare le sue parole, e' "un maiale" fisicamente e mentalmente (e mi scuso profusamente con i maiali, che ho imparato recentemente, sono intelligenti più dei cani). 
Ovviamente, queste sono solo alcune ragioni importanti secondo me per non votarlo. 
Ma poi esiste anche il fatto che sinceramente si trova a competere contro un candidato che e' qualificato come pochi, e lo dico da Bernie supporter, e se c'e' una cosa che mi fa incazzare come una biscia avvelenata e' quando sento dire, specialmente da persone che non vivono qui, che non c'e' nessuna differenza tra Clinton e Trump, perché cazzo, o vi siete addormentati per gli ultimi18 mesi oppure ci siete proprio, perché e' come paragonare un raffreddore alla lebbra. O l'ebola.

E lo dico da fan di Bernie Sanders, io che non solo ho partecipato ad un suo rally (il primo rally della mia vita, ottobre 2015!)




ma mi sono sbattuta per fare telefonate agli elettori prima delle elezioni primarie in Arizona, assieme ad un bel gruppetto di sostenitori...



... ve lo dico da supporter di Bernie e ve lo riconfermo che la Clinton non era la mia prima scelta, principalmente perché il messaggio di Sanders risuonava più forte e più vicino al mio pensiero di quello di Hillary. E come a tanti, anche a me Hillary dava l'impressione di essere non sincera, di essere una entitled, una che ha ricevuto titolo, fama, soldi senza meritarli...  ex-first lady, senatore, segretario di stato... vabbe' dai, se non fossi stata la moglie di Bill Clinton, col cavolo che...

Ovviamente quando Sanders non ha ricevuto la nomina ed ha chiesto ai suoi supporters di votare per Hillary, sono stata "costretta" a rivedere la mia posizione su di lei e ad approfondire la mia analisi fino ad allora superficiale di questa donna, ed ho scoperto diversi fatti che non conoscevo, alcuni banali ma interessanti, ad esempio che lei, figlia di una famiglia middle class molto conservative, ha frequentato scuole obbligatorie pubbliche (in opposizione a Trump che invece ha frequentato scuole private) e si e' sempre sbattuta sin dall'università per i diritti civili delle minoranze a partire dagli afro-americani alle donne. Ho scoperto che ha sempre lavorato tanto a scuola, e avrei dovuto immaginarlo perché per essere stata invitata, primo studente nella storia della sua università, a fare un discorso (lo trovate qui) alla cerimonia di Commencement (la cerimonia della laurea) deve essere stata quanto meno una studentessa speciale. Il suo curriculum post laurea e' altrettanto impressionante, e ricordiamoci che parliamo dei primi anni '70, quando le donne erano ancora principalmente relegate in cucina, certo non nelle università o in tribunali.
Come First Lady si e' distinta per aver portato avanti la causa dell'eguaglianza dei diritti delle donne anche in paesi dove il trattamento delle donne non era esattamente stellare (e' stata sua la frase "Human rights are women's rights and women's rights are human rights")

No, Hillary non e' un candidato perfetto ma diciamocelo, per quanto ami Sanders, non lo era nemmeno lui (anche se le sue mancanze erano davvero minime secondo me) ma da li' ad affermare che non ci siano differenze con Trump? Say what? Dai su, pensiamo con il cervello e non con altre parti del corpo! Diciamo che il problema di Hillary Clinton e' che e' stata la moglie di un presidente democratico discretamente amato dagli americani, un presidente che, nonostante lo scandalo di Monica Lewinsky e del pompino nella stanza ovale (che a noi europei ci fece un pippa, scusate il giro di parole poco elegante, poi a noi italiani che avevamo eletto Cicciolina aveva pure fatto un po' di tenerezza...) e' ancora riconosciuto come uno dei presidenti moderni di più successo, per le sue vittorie in campo economico e sociale, e i republicans intuendo le sue brame per la casa bianca, quando ha terminato il suo servizio come segretario di stato (durante il quale, cosi come durante gli anni da senatore di New York e' sempre stata elogiata da colleghi di entrambi i partiti), hanno subito cercato di rovinarla in qualche modo, prima con lo "scandalo" di Benghazi (dopo non so quante investigazioni e una spesa di una decina di milioni di dollari, hanno confessato che lei si era comportata in modo giusto o comunque non aveva tradito il paese e che queste numerose inchieste erano state create apposta per diffamarla e bloccarla dal candidarsi) e poi incessantemente con lo scandalo delle email. Roba che gia' durante il primo dibattito in ottobre Sanders con il suo solito fare sincero e diretto aveva detto che gli americani sono stufi di queste dannate email. Ebbasta!
E invece...
Per i repubblicani le email della Clinton sono diventate la pistola fumante, il capo d'accusa principale... Criminale, traditrice, bugiarda... ho cercato di capire meglio questa storia delle email e sono andata su Wikipedia, che per quanto sia Wikipedia e quindi con certi limiti, aiuta certo a capire come la sostanza di tutte queste accuse sia poca e labile a dire poco. Ma non c'e' niente da fare, la Clinton e' colpevole di tutto, infatti sui Clinton ma specialmente su di lei circolano delle teorie complottiste che ci sarebbe da farci un documentario! E' stata accusata nel corso degli anni dell'omicidio di più di 90 persone (ma e' parente dei Soprano?), di gatticidio, di essere lesbica, di essere bisessuale, di aver coperto la presenza di un figlio illegittimo di Bill da donna afro-americana ovviamente, di aver condotto con Bill l'importazione di cocaina, di essere una mussulmana lesbica che segretamente sta cercando di imporre la legge di sharia negli US, di aver condotto un fallito colpo di stato marxista, ispirata da Gramsci... non vi sto a pigliare per il culo, sono tutti complotti di cui lei e' protagonista...

Non mi meraviglio che la gente, inclusa io, non si fidi di lei!

Alla fine la piattaforma elettorale finale della Clinton e' molto simile a quella di Sanders (università statali tuition-free per studenti le cui famiglie hanno un reddito sotto i $120.000, ad esempio) e se domani riusciamo non solo a fermare Trump ma anche a ribaltare il senato e la camera dei rappresentanti, c'e' la speranza non solo che l'apocalisse venga sventata ma che il progresso sia assicurato almeno per i prossimi 4 anni.
E non dimentichiamoci della SCOTUS, la Corte Suprema, e del fatto che gia un membro sia mancante dopo la morte non prematura di Antonin Scalia e che almeno altri 3 sia puri-settantenni potrebbero mancare nei prossimi 4 anni: se l'idea che Trump nomini giudici anti-aborto, anti-gay non vi spaventa, state leggendo il blog sbagliato.

Lo so che molti in Italia sono convinti che la Clinton voglia iniziare una guerra con la Russia, vi dico solo di controllare le fonti di queste notizie (spesso sono siti pseudo-giornalistici come Breitbart oppure riportano quanto detto da Trump come se fosse l'analisi fatta da esperti di diplomazia internazionale o militare), e di considerare invece che e' un fatto che Trump passa le notti su Twitter a mandare iatture a trasmissioni come SNL per averlo preso in giro. Trump passa ore su Twitter ad insultare comici che lo usano per fare satira, donne che raccontano che tipo di persona sia... (infatti la sua campagna gli ha bloccato l'accesso a Twitter negli ultimi 2 giorni!) Immaginatevi per un secondo che questa persona che si incazza per una presa in giro da parte di un comico sia a conoscenza dei codici per lanciare le testate nucleari...


Per il resto tra 24 ore sapremo se avremo 4 anni certamente di lotte per spingere in avanti il paese, e con noi speriamo il resto del mondo o 4 anni da incubo.

p.s.: io ho votato 2 settimane fa e il mio voto e' gia' stato registrato (che bello poterlo controllare online!).




















giovedì 13 agosto 2015

Karma's a b*tch, e io a volte godo.

AGGIORNAMENTO: pochi giorni dopo la pubblicazione di questo post, ci sono stati sviluppi che mi hanno "costretto' a scriverne un altro.                                    

Credo profondamente nell'idea del karma, la forza equilibrante dell'universo, secondo cui quello che ci succede oggi e' il riflesso delle nostre azioni nel passato: un'idea che e' comune a tante culture e religioni, basti pensare alla golden rule cristiana - "do unto others...", non fare agli altri... dove da un concetto "passivo", karma diventa la regola secondo cui agire, o meglio l'incentivo per seguire certe regole, oppure pensiamo al concetto più prosaico espresso nel nostro detto "chi la fa, l'aspetti", e ancora meglio dall'inglese what goes around comes around, che riprende l'idea della circolarità delle nostre azioni, che e' forse più vicino all'idea di karma.

Io pero' vivo il karma meno meno filosoficamente: per me il karma non e' più solo un principio spirituale, io lo vedo come una forma di vendetta passiva, la garanzia che, anche senza il mio coinvolgimento attivo, prima o poi tutte le persone che hanno reso il mio mondo (o il mondo di qualcuno che amo) più difficile o di merda, vivranno momenti difficili e di merda pure loro. Non esattamente lo spirito di Madre Teresa incarnato, ma e' la verità.

Anzi vi dirò che ultimamente, in certe occasioni, ho sperimentato il karma ad un livello molto più perverso, come un cocktail fatto in parti uguali di Fato, Contrappasso e tanto Schadenfreude; ho trasformato il karma, involontariamente, da una legge spirituale a una forma di intrattenimento mentale, in cui l'attesa della mia rivendicazione, che so che arriverà ma non so quando, crea un'anticipazione ricca di possibilità e quando questa viene soddisfatta, mi provoca un livello di gioia e godimento indescrivibile. Ecco, vivo il karma così: sei un bastardo e non posso farci niente, pero' posso aspettare il momento in cui ti vedro' scivolare sulla buccia di banana che karma mettera' sul tuo cammino. E quando succedera', raggiungerò uno stato di assoluta goduria. 

Chiamo questo mio principio filosofico personale karmenfreude.

Karmenfreude per me e' la certezza che prima o poi questi stronzi si troveranno a navigare nella fogna anche loro... e mentre aspetto pazientemente che avvenga, vivo la mia quotidianità normalmente, anche se ho con me un sacchetto di popcorn sempre pronto nel caso venga trasmesso l'episodio di "E mo' tocca a te!" che aspettavo da tempo, sempre pronta a godere delle disgrazie di chi se le e' meritate. Invece di provare compassione, io sono quella che urla "Fuck, yeah!" o in alternativa "About fucking time!", con un gran sorrisone sulle labbra, quando seduta sulla riva della fogna vedo finalmente passare i miei nemici, magari non come cadaveri perché sono cattiva ma non così tanto, ma aggrappati disperatamente ad una vecchia asse di gabinetto, mentre cercano di non affogare. 


Karmenfreude richiede tanta pazienza, ma vale la pena aspettare, perché a volte il karma supera tutte le aspettative, e ragazzi, e' un orgasmo indimenticabile. Lo ammetto, non e' esattamente un lato ammirevole del mio carattere, ma a mio credito quasi sempre, dopo la gioia momentanea, provo una forte dose di vergogna. 

Ho scritto quasi sempre. 

Infatti non provo nessuna vergogna per aver goduto tremendamente durante gli ultimi eventi che hanno coinvolto i Duggar.

Ve li avevo "presentati" tre anni e mezzo fa, la famiglia super-religiosa con 19 figli che da quasi dieci anni ammorba i media, proclamandosi compasso morale e modello per milioni di americani e delle loro famiglie: in Italia il loro "reality" show (19 Kids And Counting) e' conosciuto col titolo 21 Sotto il Tetto e sono (erano) un fenomeno abbastanza nuovo (per vostra fortuna), ma qui da noi Michelle e JimBob, i genitori, da quasi un decennio ci propinano i loro sermoni settimanali, regalandoci immagini di famiglia perfetta con 19 figli perfetti, obbedienti, che pensate, amano fare i mestieri e andare in chiesa (e siamo onesti dai, vabbe' che comincio ad invecchiare e la mia adolescenza si trova offuscata tra il Giurassico e l'Eta' del Bronzo, pero' mi ricordo benissimo quanto poco amassi da ragazzina fare i mestieri o andare in chiesa! Anche adesso, eh?!)), vestiti sempre e solo con delle "divise"che andrebbero benissimo in convento oppure ad una convention di venditori porta a porta di saponette.

Per quasi dieci anni ci hanno convinto che per crescere "bene" i figli bisogna schiacciarne l'individualità e la libertà di pensiero, con tecniche di lavaggio di cervello che ricordano tanto l'indottrinamento delle dittature più repressive, e con una religiosità pedante fatta di regole soffocanti e assurde estrapolate da un libro scritto migliaia di anni fa da uomini che vivevano migliaia di anni fa per uomini che vivevano migliaia di anni fa; per dieci anni ci hanno convinto che e' giusto e legittimo "costringere" le figlie a prendersi cura della casa e dei fratellini più piccoli, in quanto le donne devono sempre servire la famiglia, perché così facendo si preparano al loro futuro di mogli, a tutti gli effetti schiave obbedienti e sottomesse ai desideri del marito, e naturalmente, sfornatrici future di figli; per dieci anni hanno propagandato l'idea (obsoleta gia' quando ero adolescente io) che purezza e castità vanno conservate fino al matrimonio, che avverra' ovviamente solo dopo che i genitori (principalmente il padre) approverà il futuro marito, "scelto" sempre e solo tra un gruppo ristretto di candidati provenienti da famiglie simili alla loro, candidato che dovrà corteggiare la ragazza, ovvero frequentarla sempre in compagnia di uno chaperone, senza mai baciarsi o toccarsi (solo abbracci "di lato", perché non sia mai che ci sia contatto tra il petto del ragazzo e quello della ragazza, eh?), mettendo i genitori in copia in tutti i messaggi sul cellulare... mi vengono i brividi solo a scriverle certe cose.
Che poi sono ridicoli al massimo: "niente baci ne' contatto fisico" prima del matrimonio... ma dove l'hanno tirata fuori questa regola? Ma non hanno senso comune? (Risposta: assolutamente NO) Cioe', due persone si sposano senza essersi mai baciate, senza aver mai avuto nessun contatto fisico importante, senza nemmeno un controllino minimo per vedere se l'altra persona quando bacia e' un succhia-labbra, per dire.... e queste stesse persone passano un pomeriggio intero a provare varie torte prima di scegliere quella per il matrimonio?! Fatemi capire, non vogliono assolutamente nessuna sorpresa per quanto concerne una torta, il cui consumo durera' si' e no 30 secondi, ma quando si tratta della persona che presumibilmente dovranno baciare e "consumare" frequentemente per i prossimi 50+ anni, e ricordatevi che la moglie, secondo Michelle, deve sempre essere disponibile, e felicemente, per il marito (come consiglia a tutte le neo-spose nel suo blog come potete leggere qui sotto)...



... quando si tratta della persona forse più importante della loro vita, decidono a scatola chiusa, senza aver mai verificato che l'altra persona almeno sappia baciare decentemente e che non abbia, ad esempio, un alito da chiavica??!! Siamo ad un livello forse ancora più ridicolo di chi si compra la moglie da un catalogo.

Per tutti questi anni, i Duggar hanno dipinto con maestria un'immagine di sacra famiglia contornata da putti e santi che nemmeno il Mantegna, e milioni di persone ci hanno creduto, e ancora oggi li adorano e seguono (sono più di 500 mila i loro fan su Facebook... certo non i 25 milioni di Kim Kardashian., pero'..). 
Come avevo scritto sul mio post del 2012 e' facile cascare in questa trappola mediatico-religiosa perché, diciamocelo onestamente, le famiglie "normali" sono spesso caotiche, le relazioni "normali" tra 2 genitori sono più da mare mosso che da calma piatta, e facciamo tutti una fatica immane ogni giorno a trattenerci dal prendere i nostri mariti (o mogli) a pedate, e' una lotta quasi costante con i nostri figli per fargli capire che e' importante farsi la doccia, andare a scuola, studiare, aiutare a tenere la camera in uno stato di pulizia che almeno consenta la cattura delle piccole creature multi-zampe che vivono nel deserto...  e questi mandano avanti una casa con 21 persone con la calma e la flemma di Mary Poppins (che sia forse nascosta sotto il gonnellone della madre?)... qual'e il loro segreto? Lo voglio anche io!!

Parentesi: qualcuno mi deve spiegare cosa c'e' dietro la vocina da bambina di Michelle, una voce "sussurro" assurda dal tono sempre leggermente paternalistico. Boh. Parentesi chiusa.

Tutti quelli che vedono la trasmissione si domandano "come fanno"? La risposta che ti danno i Duggar e', ovviamente, che e' grazie alla loro fede, sono le preghiere, e' Gesu' e la Madonna (no, sono battisti, la madonna non la venerano affatto)... pero' vi dico, io ho solo 4 figli e di madonne e santi ne tiro giu' tanti, e vi assicuro che a casa mia e' tutta un'altra cosa: i figli mi/ci mettono in questione, sbuffano pesantemente quando devono fare qualcosa in casa, e io e J abbiamo un rapporto amorevolmente incazzoso, dove io non sono sempre gioiosamente disponibile, diomio no (a sentire lui, non lo sono mai... ma non tiene il conto, io si' ;) ) dove si litiga spesso, si discute caldamente quotidianamente, e dove non mi vedrete mai sottomessa perché lo dice la bibbia o qualche pastore con problemi di insicurezza.

C'e' un detto qui, when something's too good to be true, then it probably is, quando qualcosa e' troppo bello per essere vero, allora probabilmente lo e': non importa quanto preghino e quanto volte nominino gesu' e tutti i santi, una famiglia così e' troppo perfetta, qualcosa non funziona. Non ci vuole molto per immaginare che che dietro questa immagine si nasconda qualcosa che di sacro o santo abbia ben poco, qualcosa che tutte le preghiere del mondo non avrebbero potuto nascondere per sempre. C'e' voluto un giornalista gay di una rivista di pettegolezzi per esporre la verità su questa famiglia.

C'e' del marcio in Arkansas, le voci circolavano da tempo, e la conferma e' arrivata il 19 maggio, quando e' iniziata la caduta dell'impero dei Duggar, un impero basato su ipocrisie e menzogne. E un profondo anti-femminismo.

La storia e' poi "esplosa" nei media il 21 maggio (alcune allusioni erano già uscite appunto il 19), quando eravamo appena partiti per la nostra vacanza, quindi avevo accesso al computer sporadicamente e molti dei dettagli non ero riuscita a leggerli, ma vi ripeto, non ne avevo bisogno per avere la certezza che era arrivato il loro moment of truth, il loro momento della verità.

Per riassumere, una rivista chiamata InTouch e' entrata in possesso (legalmente, perché esiste una legge chiamata Freedom of Information Act che obbliga certe agenzie governative, come la polizia ad esempio, a rivelare informazioni e documenti precedentemente inediti a chiunque tra il pubblico che ne faccia richiesta) del verbale della polizia (33 pagine ) di Springdale, Arkansas datato dicembre 2006 in cui, nonostante la redazione dei nomi dei minori, era chiaro che Josh, il figlio maggiore dei Duggar e padre di (ora) 4 figli, tra il 2002 e 2003 aveva molestato 5 bambine, 4 delle vittime erano sue sorelle più piccole, e l'altra una "babysitter". La vittima più piccola non aveva più di 5 anni (lo sappiamo perché un giudice della contea di Washington ha fatto, nei giorni seguenti alla pubblicazione della notizia, distruggere questo verbale, citando il fatto che una delle vittime e' ancora minorenne. Si tratta di fare due conti, le molestie sono avvenute circa 13 anni fa e l'unica figlia che era viva all'epoca e che e' minorenne oggi e' JoyAnna, che essendo nata nel 1997 aveva 5 anni). 

La linea temporale degli eventi e' in qualche modo complicata, perché le molestie sono successe nel 2002/2003 ma sono rimaste confinate nella famiglia e nel circolo della loro chiesa fino al 2006, quando poco prima che la famiglia Duggar apparisse nell'Oprah Winfrey Show, un email anonimo aveva raccontato ai produttori dello show delle molestie e di come tutto era stato coperto dalla famiglia e dalla loro chiesa; la produzione dell'Oprah Winfrey Show aveva allora contattato la polizia di Springdale, e da li' era nata una specie di investigazione che aveva portato al verbale di cui sopra.

Tra l'altro come avevo forse accennato anche nel mio post (o in un mio commento), su internet i "pettegolezzi" su Josh circolavano da anni, e infatti già nel 2007 in un commento su un blog sui Duggar una commentatrice aveva raccontato la verità: 

A quel punto (2006/2007)i termini di prescrizione per il crimine di abuso sessuale erano scaduti, così a parte 3 mesi di lavoro nell'impresa di costruzioni di un amico della famiglia (che non aveva nessuna certificazione come terapeuta o psicologo), e una ramanzina fattagli da un altro conoscente, uno State Trooper che ora sta scontando 56 anni di carcere per pedo-pornografia, Josh e' rimasto libero, nonostante avesse confessato i suoi crimini. In questo modo gli scaltrissimi Michelle e JimBob hanno evitato l'accusa di aver consentito/facilitato l'abuso di un minore, che in Arkansas comporta la pena di 6 anni in carcere, e hanno potuto continuare ad avere il diritto di fare indottrinamento homeschooling, perché se Josh fosse stato perseguito per molestie sessuali, avrebbe dovuto registrarsi come sex offender e secondo una legge in Arkansas, e' proibito fare homeschooling in una casa dove vive  un registered sex offender. 
L'investigazione e' così stata chiusa nel 2006 perché appunto era passato troppo tempo, e perché i Duggar avevano a quel punto assunto un avvocato per Josh, e si erano rifiutati di continuare gli interrogatori. 
Potete trovare più dettagli degli eventi qui.

Ovviamente, lo scandalo e' stato accolto con un coro di "I knew it!!" e di grugniti di soddisfazione (i miei) perché un gruppo di persone così bigotte e ipocrite, che si mettono sotto il riflettore per proclamare a piena voce il loro supporto per i valori della famiglia tradizionale, un uomo + una donna (in altre parole, sono assolutamente tutti anti-gay), utilizzando la fama per sostenere e diffondere i sentimenti contro le persone gay e transgender e fare attivamente propaganda per sconfiggere leggi locali che avrebbero protetto concittadini LGBTQ da discriminazioni, rompendoci contemporaneamente i maroni con la bibbia il vangelo e l'amore di dio, non può non diventare antipatica a chi ha almeno un piede piantato nella realtà e un cuore per il prossimo, ma davvero, e a chiunque stiano a cuore i diritti, per usare un termine evangelico, dei nostri fratelli e sorelle LGBTQ.

Mi chiedo con quale coraggio Michelle, la madre, abbia potuto insinuare pubblicamente che le persone gay e in particolare, le donne transgender, siano tutte dei pedofili predatori, quando ha protetto un predatore in casa sua per tanti anni, quando per proteggere le figlie da lui ha dovuto installare delle serrature nella porta della loro camera da letto... 

Mi chiedo con quale coraggio Josh stesso negli ultimi 2 anni abbia potuto essere Executive Director di FRC Action, la lobby politica dell'organizzazione Family Research Council, un gruppo pieno di odio che si dichiara "pro- marriage and pro-life", in altre parole, pesantemente contro matrimoni tra persone gay e contro l'aborto, con la scusa ovviamente di "proteggere i bambini". Proteggere i bambini? Josh? Fossi la moglie, me ne scapperei con i 4 figli su un altro continente.

Karmenfreude ha fatto gli straordinari, con i Duggar! Per prima cosa, Josh ha dato le dimissioni da FRC. Ed e' tornato a vivere in Arkansas... dove probabilmente gli sara' difficile trovare lavoro: il padre ha una ditta di rimorchio e avere un dipendente che ha molestato le sorelle non e' esattamente una mossa intelligente dal punto di vista del servizio clienti, e non so bene chi lo vorrebbe avere come dipendente. Ah, karmenfreude!!

Poi diverse settimane dopo la pubblicazione dell'articolo, dopo l'indignazione del pubblico (e delle ditte che una dopo l'altra hanno tolto la loro sponsorizzazione dello show) e nonostante l'intervista di Michelle e JimBob e quella di 2 delle figlie vittime di Josh, fatte per dire la loro "versione" dei fatti e cercare di riabilitare la loro brandTLC ha (finalmente) deciso di cancellare la trasmissione, togliendo così di fatto la fonte economica più importante della famiglia. Che ora si trova in varie situazione a chiedere aiuti economici!  Oh, ah, karmenfreude!!
Facile fare figli a mo' di conigli e dispensare consigli (compra usato e risparmia il resto... ma quale resto? Ci sono persone a cui, dopo aver comprato usato non rimane niente da risparmiare!) quando ricevete 25/30 mila dollari per episodio, uh? 

Ovviamente la maggior parte dei fan ha continuato a difenderli, ad esempio Mike Huckabee, un altro pazzo religioso dell'Arkansas (che sta cercando per l'ennesima volta di guadagnarsi la candidatura repubblicana alla presidenza del 2016), che su Facebook si e' schierato con i Duggar, parlando di "perdono" e del fatto che Josh fosse un minorenne e che quindi non sapeva quello che faceva... ed e' stato preso a calci nel didietro da tanti dei suoi "seguaci"... Altri hanno usato una serie di scuse oltre a quella dell'eta' di Josh: hanno detto che "era solo un adolescente curioso e pieno di ormoni" (vuoi dire che vestire le figlie da monache non ferma la curiosita' e i pruriti sessuali? Vuoi dire che tutte le preghiere non sono servite a fermare la manina curiosa del figlio? Gli avessero dato accesso ad un computer, magari si sarebbe concentrato sul masturbarsi guardando le modelle di Victoria's Secret, come fanno penso quasi tutti gli adolescenti americani, invece di andare a toccare le sorelline!), hanno detto che e' normale e capita in tante famiglie, che e' acqua sotto i ponti, non attuale, che ha peccato ma si e' pentito, che si e' scusato, che Dio e le vittime l'hanno perdonato e che, e questa e' la scusa più patetica e schifosa perché uscita dalle labbra di JimBob, il padre di 4 delle bambine molestate, durante l'intervista, "non e' stato uno stupro, non c'e' stata penetrazione... le bambine non sapevano cosa stesse succedendo e Josh le ha toccate solo sopra i vestiti" (cosa non vera, secondo il verbale,  perché in almeno un incidente Josh aveva messo la mano sotto la gonna della sorella, ma facciamo finta che lo sia) Be', il furbissimo JimBob ha ragione, non c'e' stata penetrazione e questo lo salva da essere il più grande ipocrita in esistenza, visto che nel 2002, quando era candidato per il senato ed in piena campagna elettorale, aveva scritto sul suo sito che "chi commette stupro o incesto dovrebbe ricevere la pena di morte". Wow. 

Perche vedete le stesse persone che hanno difeso Josh e i suoi genitori per aver aspettato più di un anno prima di coinvolgere qualcuno al di fuori della loro famiglia (un qualcuno senza nessuna qualifica professionale, tra l'altro), le stesse persone che hanno giustificato queste azioni dicendo che era solo "un adolescente curioso" o che e' stato solo un errore (o sette o dieci) di gioventù, ecco queste stesse persone, fossero stati i genitori di Josh una coppia gay, li avrebbero crocifissi, messi al rogo, e usato l'intera situazione come prova che i gay non dovrebbero mai diventare genitori. Mi chiedo quale sarebbe stata la reazione di JimBob e Sussurrina se la persona che aveva toccato, senza penetrarle e mentre dormivano, le loro bambine, fosse stato un'adolescente transgender, anche lei curiosa, anche lei con ormoni impazziti. Capite il double standard? Capite l'ipocrisia?
Ma siccome sono cristiani (e non omosessuali), e siccome Josh ha chiesto perdono a dio e alle vittime, che ovviamente lo hanno perdonato, almeno 4 su 5 (visto che sono le sorelle, la quinta vittima, invece, sembrerebbe che abbia iniziato una causa civile contro Josh per abuso sessuale e severo trauma emotivo), siccome pregano tutti insieme e hanno fatto entrare dio nella loro vita, allora in questo caso e' stato solo un errore di un ragazzino che stava attraversando la pubertà ed era curioso. Chi di voi lo vorrebbe in casa a fare da babysitter ai vostri figli? Alzate la mano, dai.

Ho guardato l'intervista di Michelle e JimBob e ci sono stati dei momenti in cui ho provato persino un po' di pena per loro, perché mi sono immaginata nei loro panni... se fossero stati i miei figli... cosa avrei fatto? 
Ma sono stati solo dei momenti, perche' so con sicurezza che con un passato simile, non avrei mai avuto i cojones di mettere la mia famiglia sotto il microscopio, dando lezioni su come crescere i figli in modo sano...  E certamente sarei andata da un un esperto per aiutare le vittime per prima cosa, poi il molestatore e tutta la famiglia, non da qualche ciarlatano la cui qualifica e' che porta una croce al collo... mi capite? Hanno detto che hanno fatto del loro meglio... ma il loro meglio non ha incluso l'intervento di un esperto per aiutare le figlie di 5, 9, 10 e 11 anni? Altro che pena, a quel punto il puzzo di marcio e' diventato insopportabile.

Quindi le sorelle, le vittime, non sono MAI state portate da un terapista, qualcuno con esperienza nel campo, anche solo per parlare (perché anche ammettendo che non avessero saputo cosa stava succedendo, una volta che la polizia e' stata coinvolta, nel 2006, a quel punto sapevano che qualcosa era successo, e invece niente.... invece preghiamo e impariamo un altro versetto...). Perché se e' vero che la recidività e' bassa tra adolescenti che commettono molestie sessuali su altri minorenni più giovani, e' anche vero che i danni sulle vittime sono duraturi. E per loro ammissione durante l'intervista, Michelle e JimBob erano più preoccupati per Josh che per le sue vittime (perché, ovviamente, erano inconsapevoli di quello che stava succedendo. Che schifo.)

Capitemi bene, quando penso alle vittime, karmenfreude scompare, soprattutto quando penso alle 4 Duggar cui e' stato insegnato sin da bambine che il loro destino e' quello di servire la figura maschile di turno, che il loro corpo e' qualcosa da nascondere per non "tentare" gli uomini... queste ragazze mi fanno una pena infinita, vivere nella casa con il loro molestatore per anni... senza aver mai avuto nessun'altra scelta se non quella di doverlo perdonare, ovviamente negando tutti gli altri sentimenti che non fossero gioia, e continuare a sorridere di fronte alle telecamere, di fronte ai genitori, perché ricordiamoci che e' parte dell'insegnamento dei Duggar imparare a tenere sotto controllo tutte le emozioni (l'unica emozione che e' consentito dimostrare e' la gioia), perché se non hai a joyful countenance, un volto gioioso, stai pubblicamente svergognando la tua autorità, i tuoi genitori e in particolare, il patriarca, Daddy Dearest. Dopo anni di lavaggio del cervello, per questi ragazzi e' diventata seconda natura, ci credono sinceramente che se dimostrano scontentezza, peccano di ingratitudine e ribellione. Poi ovviamente, nel caso delle sorelle Duggar nei confronti di Josh, parliamo anche di amore per un famigliare, il fratello maggiore, e il desiderio di in qualche modo "proteggerlo".

Capisco benissimo la situazione, perché anche io, da bambina, sono stata vittima di molestie sessuali da parte di un famigliare e anche se, diversamente dalle Duggar, il mio molestatore era un adulto, per anni ho pensato che forse non sapeva cosa stava facendo. Perché anche io come le Duggar, dormivo, o almeno stavo dormendo finche' non sono stata svegliata in un modo che non dimenticherò mai. 
Come per le Duggar, anche il mio molestatore era molto religioso, messa tutte le domeniche, tante preghiere e menzioni del vangelo... immagino che credere in un dio che ti perdoni se ti penti, come un gran bel mocio che toglie la sporcizia dal pavimento della vita, ti aiuti a vivere senza sentirti una merda ogni volta che incroci le tue vittime o ti guardi nello specchio. Forse ti ferma dal buttarti da un ponte, non so.

La caratteristica comune degli abusi all'interno dei circoli famigliari e' che chi molesta sa benissimo che la vittima, solitamente sotto i 10 anni, non solo e' difficilmente capace di difendersi fisicamente, ma soprattutto, ed e' questa la parte che mi fa più ribrezzo, sa con certezza che il bambino si fida delle persone che fanno parte del circolo famigliare, perché gli viene insegnato ad amarli e rispettarli, e difficilmente andra' a raccontare a qualcuno in famiglia o fuori quello che e' successo, per lealtà e per amore. 
Per diversi anni non sono stata in grado di elaborare la mia esperienza, il mio trauma, anche io non sapevo bene cosa mi era successo, e l'ho tenuto dentro, nascosto: con chi ne potevo parlare? Poi in Italia, più di 40 anni fa? E così per anni e' rimasto il mio "segreto", come se fosse una mia colpa. E' qualcosa cui oggi penso raramente, non dico che l'ho rimosso dalla memoria, ma e' sicuramente relegato ai suoi confini, ma so con certezza che ha avuto un grande effetto su di me, sicuramente e' alla base delle mie paranoie mentali e ha condizionato il modo in cui mi sono sempre relazionata con i miei famigliari, con gli uomini e in generale, il mondo. 
E non e' nemmeno questione di perdonare chi ti ha molestato: io l'ho fatto, spontaneamente, non perché dovevo ma perché era il modo più facile per andare avanti, ma e' impossibile dimenticare;  quando poi sono diventata madre sono stata ancora più consapevole della mia esperienza, e del fatto che, come genitore, era mia responsabilità proteggere i miei figli dalla possibilita' che potesse capitare anche a loro. Protezione che era mancata a me.

Karma's bitch, e grazie a karmenfreude sono felice di sapere che i Duggar sono stati esposti per quello che sono, dei gran bigotti omofobi, degli ipocriti ignoranti, e messi alla gogna da molti. 
Ma ho aggiunto uno strato di disprezzo verso di loro: il motivo per cui ora mi fanno completamente schifo e' che hanno confermato che nella loro famiglia, e in tutte le famiglie Quiverful/religiose/patriarcali, in questo loro mondo dove gli uomini dominano e le donne sono sottomesse, alla fine una figlia vittima, o quattro, contano meno di un figlio molestatore.
Che schifo.

mercoledì 24 settembre 2014

A cosa servono le mani

Diverse settimane fa, Valeria ha scritto un post che ha scatenato in me un'ondata di reazioni e ricordi… in questo post racconta alcune sue esperienze durante la sua recente vacanza in Italia.
Leggo:

"Qualche giorno fa un mio contatto fb scrive qualcosa su un comportamento sbagliato di un bambino nei confronti della madre e tutti i suoi contatti hanno deliberato che l’unica soluzione e’ lo schiaffo. Una generazione di picchiatori. Non riesco a capire come un adulto possa alzare le mani su un bambino, per definizione indifeso, senza considerare quel gesto violento, senza considerarlo un abuso, come possa poi guardarsi allo specchio senza farsi schifo.
Qualche settimana fa ero in un locale all’aperto, era tardi, circa mezzanotte. Arriva una coppia, il figlio dorme nel passeggino, ma la musica ad alto volume lo sveglia quasi subito. Comincia a piangere, la mamma letteralmente gli ordina di mettersi il ciuccio e chiudere gli occhi, lui piange piu’ forte e lei con un gesto delle mani gli fa capire che se avesse continuato, lo avrebbe picchiato.
E mi sento lontana anni luce."

Non e' questo il primo post in cui Valeria paragona i genitori italiani che incontra quando torna in visita in Italia con i genitori che ha incontrato/incontra a L.A.: apprezzo molto la sua opinione perché lei, che vive a Los Angeles da 11 anni, diversamente da me tollera gli Stati Uniti e gli americani (pur apprezzandone alcune delle diversità positive), subisce la distanza geografica e culturale con l'Italia come se fosse l'effetto collaterale di una medicina amara, e vive la dicotomia dell'espatriato come una ferita che non si può cicatrizzare. 
Quello che nota e' che i genitori italiani sono più propensi non solo all'uso delle mani per disciplinare i figli, ma anche all'uso frequente di etichette e nomignoli denigratori, che non hanno nessuno scopo se non quello di far evaporare l'autostima dei figli. Come in quest'altro post la cui frase finale e' uno schiaffo virtuale al modo di pensare di tanti genitori, italiani di sicuro ma non solo: "E con buona pace del mio amore per l’Italia, penso che un paese che parla cosi’ ai bambini, e’ un paese che ha poche speranze per il futuro."

Non voglio commentare se sia vero o meno che in Italia i genitori siano generalmente più maneschi o più calunniatori nei confronti dei figli di quelli americani, perché essendo americana e filo-americana, potrei essere tacciata anche giustamente di partisanship, di essere prevenuta... ma nella mia esperienza di 21 anni di vita qui, di cui 19+ da mamma, non ho mai visto un genitore usare toni derogatori o usare le mani con la stessa frequenza, nonchalance e tacita approvazione di chi e' testimone casuale, che ho visto e vissuto personalmente in Italia. 
Generalmente qui si tratta di violenze/maltrattamenti nascosti, la cui esistenza, se scoperta, diventa competenza dello stato, del Department of Child Safety (conosciuto comunemente come CPS, Child Protective Services): la violenza sui bambini in ambito famigliare quando viene portata alla luce del sole (e sotto la lente di ingrandimento dei social media) viene denunciata e generalmente punita. O come minimo apre un dibattito intenso.

Prendiamo ad esempio quello che sta succedendo in questo momento qui: Adrian Peterson, uno dei running back dei Minnesota Vickings (una delle posizioni del football più prestigiose e remunerate) qualche giorno fa e' stato accusato di aver picchiato (abusato) il figlio di 4 anni (quattro, eh?) perché il bambino aveva spinto uno dei fratelli giù dalla moto parte di un videogioco. Adrian, da bravo papa' cresciuto in Texas a suon di whupping, di menate da parte dei genitori, armatosi allora di uno switch, un ramo (si', proprio un bel rametto cui ha tolto le foglie), dopo aver tirato giù i pantaloni al bambino, lo ha "disciplinato" una ventina di volte, e lo ha fatto così bene che quando e' tornato a casa dalla mamma, il bambino e' stato subito portato dal pediatra (la distribuzione famigliare non e' chiara, ma penso che Peterson abbia diversi figli con diverse donne) che, quando lo ha visto, ha dovuto chiamare la polizia/servizi sociali.  
Queste sono alcune delle foto fatte dai servizi sociali:


Tra le varie ferite, oltre a quelle che vedete nelle foto sulle gambe, ce ne erano diverse simili sui testicoli ed anche su mani, braccia e polsi. Ferite da autodifesa insomma.
Tutto questo e' successo a fine maggio. 
Con lentezza, finalmente a settembre e' arrivata l'accusa di maltrattamento/abuso da parte dello stato del Texas contro Peterson e agli inizi di ottobre, Peterson tornerà in tribunale per il processo. Nel frattempo la contea in Minnesota, dove Peterson vive, sta cercando di limitare i contatti tra l'amorevole padre e il bambino, che durante l'intervista con la polizia, ha detto che il papa' tira anche pugni in faccia e, oltre a rami e verghe, usa spesso anche le cinture, di cui ha una vasta collezione nell'armadio Ah, ha persino una whooping room, una stanza per le botte. Lovely.

Ora, non mi voglio soffermare sulla reazione patetica della squadra e della NFL, la lega nazionale di football, che inizialmente lo avevano sospeso per una domenica, e che solo dopo la minaccia della perdita di sponsor hanno realizzato che forse sospenderlo per una sola giornata non era abbastanza e che avrebbero dovuto quantomeno applicare al loro giocatore una misura disciplinaria proporzionale al modo vergognoso con cui lui aveva disciplinato il figlio, sospendendolo così indefinitivamente (ma con paga… )
L'indignazione pubblica ha dato il peso che si merita ad una vicenda allucinante, se pensiamo che siamo nel 2014 e non nel 1800, e dopo gli sponsor che hanno minacciato (e uno lo ha fatto) di cancellare il contratto con i Vikings e con la lega, anche il governatore del Minnesota si e' fatto sentire sollecitando la sospensione. C'e' da aggiungere che il caso di Peterson si somma ad altri casi che si stanno dipanando contemporaneamente e che coinvolgono diversi giocatori professionisti colti in flagrante o denunciati per maltrattamenti e abusi verso figli/fidanzate/mogli/compagne vari, anche questi casi che le squadre/lega avevano cercato di coprire in un primo momento, ma che invece, grazie a giornali/media curiosi ed assetati di audience, sono stati scaraventati giustamente di fronte all'opinione pubblica…

… voglio concentrarmi invece sulle reazioni suscitate da questo caso, dove un padre il cui lavoro e' quello di spingere, correndo, dei panzer incazzati di 150 kg l'uno tutto il giorno, ha deciso , per insegnare ad un figlio di 4 anni a non spingere i fratelli e fare il prepotente, di picchiarlo usando un ramo: c'e' stato chi, inorridito da questa violenza verso un figlio/bambino, ha accusato Peterson di essere un cattivo genitore, e poi ci sono stati quelli (tanti…) che lo hanno pubblicamente difeso citando tradizioni culturali, religiose, etniche, oppure l'indebolimento della figura del genitore che vuole essere amico più che genitore, e chi più ne ha, più ne metta  … 
Una discussione che sta mettendo in luce una cultura di violenza contro i nostri figli così pervasiva e internazionalmente diffusa, che c'e' da stupirsi che, come specie, non ci siamo ancora annientati.

Sono interessanti da notare i punti di "difesa" usati da Peterson durante le interviste con la polizia e attraverso il suo avvocato, a giustificazione del suo violento attacco contro il figlio, perché sono esattamente le stesse giustificazioni usate da quanti, americani, italiani e sapessi leggere altre lingue, immagino di qualsiasi altra nazionalità, credono fermamente che picchiare/sculacciare/alzare le mani contro i figli funzioni come metodo educativo e disciplinare:
  1. la sua intenzione non era quella di far male al figlio, ma di insegnargli una lezione. Di disciplinarlo insomma. 
  2. prima di sculacciare i figli, lui comunque gli parla, gli spiega cosa hanno fatto di sbagliato. 
  3. se il figlio avesse pianto, lui si sarebbe reso conto che stava andando troppo pesante. (In altre parole, la colpa per le ferite multiple sanguinanti  e' del bambino.)
  4. non si era accorto, durante la "sessione educativa", che il ramo usato si "avvolgeva" intorno alle cosce del bambino, causando così più danni di quelli che solitamente, dice lui, vengono lasciati durante uno switching, una pestata con una verga/ramo
  5. per lui sculacciare (usa il termine whooping) fa' parte del suo ruolo di genitore, e pur scusandosi per aver fatto più male di quello che intendeva (che cosa intendeva fare comunque con un ramo?), lui continuerà a disciplinare i figli nello stesso modo, anche se probabilmente senza lo switch, perché   "I know how being spanked has helped me in my life.” Lui sa che l'essere stato picchiato lo ha aiutato nella vita. 
Ognuna di queste giustificazioni parte dalla premessa che alzare le mani contro un figlio sia diverso da alzare le mani contro chesso', un collega cui dovete spiegare per la centesima volta come fare qualcosa o il room mate che beve la bottiglia di vino che avevate messo da parte per un'occasione speciale, o l'amico che esce con la vostra ex-ragazza, l'estraneo che vi pesta i piedi, o il vicino con la musica a tutto volume. Certo, anche in questi casi, potreste benissimo prendere un ramo da un albero del giardino e insegnare loro una lezione, ma il risultato sarebbe molto probabilmente una denuncia con arresto, magari accompagnata da un occhio nero. E se viveste qui in America e' altamente probabile un vostro futuro come dimostrazione umana di groviera. 
Ma non e' assolutamente diverso, e' lo stesso atto, fatto solo contro una persona che non può difendersi, non solo perché e' fisicamente più piccola, ma perché in questa relazione col genitore, il figlio ha perso il diritto di essere protetto. Perché comunque un adulto e' protetto dalla legge e ha il diritto di difendersi dalla violenza di un altro adulto. Un figlio invece no. Fosse stato un estraneo a marchiare con un bastone il bambino, nessuno avrebbe messo in dubbio che si tratta di abuso (pensate che un altro figlio di Peterson di 2 anni e' stato ucciso dal boyfriend della madre del bambino un anno fa …) 
I nostri figli, di cui dovremmo essere i primi difensori, possono diventare il nostro punching bag, e tutti fanno spalluccia e anzi, applaudono, perché e' così che si disciplinano i figli che sbagliano. E perché, come una tradizione perversa che si passa da padre in figlio, "anche io sono stato picchiato, e mi ha fatto tanto bene".

E questa, fatevelo dire da una che e' stata "sculacciata" e che ha brevemente sculacciato, e' una stronzata colossale.

Premessa importante: voglio bene a mia mamma, ai miei genitori, quello che sto per raccontare fa' parte della mia infanzia, mi ha influenzato profondamente, e non posso purificare la mia esperienza e trasformarla in qualcosa che non e'. Ho tantissimi ricordi belli che mi hanno aiutata ad accettare quelli che vorrei dimenticare, quelli che preferirei non avere. Come sempre nella vita non possiamo cambiare quello che ci capita, le carte che ci sono state distribuite, quello che possiamo fare e' affrontarlo con coraggio, ed imparare dalle avversità ad essere diversi e migliori. E spezzare il ciclo di violenza.

Mia madre era la disciplinaria di casa e io ero quella che, penso, la disturbavo/provocavo/facevo arrabbiare di più, certamente più spesso delle mie sorelle. E' un talento, eh? non ce l'hanno mica tutti… Mia mamma mi suonava come un tamburino e il suo target preferito era il mio posteriore. I miei ricordi sono in generale piuttosto sfocati (per fortuna), non saprei dirvi se venivo sculacciata tutti i giorni o meno, pero' mi ricordo benissimo di come la sua faccia si trasformava quando era pronta all'attacco alla disciplina/punizione, e io sapevo senz'ombra di dubbio che avevo combinato qualcosa di sbagliato: le labbra le si contraevano un po' a culo di gallina, qui si dice pucker up ma non mi viene in mente se esiste un termine simile in italiano, come se stesse per darmi un bacio (ha ha!), e così facendo le si allungava un po' il mento, mentre il suo corpo intero si contraeva come una corda di chitarra… sapevo allora che stavano per arrivare. Quando si trasformava, avevo paura di mia madre. In casa si usavano eufemismi tipo darmi le to'-to', dal suono che accompagnava le battute "to', to', to'". Io ero convinta che non ci fossero altre alternative e che in fondo, me le meritassi tutte. 
Solitamente usava la mano nuda, mi ricordo di una sola volta che abbia ha usato uno strumento, il battipanni che mi aveva lasciato un bell'ematoma, pero' la mano la sapeva usare bene… 
Un evento cruciale e' successo quando avevo circa 10 anni: mi ero arrabbiata con mia mamma non mi ricordo bene per cosa, e avevo deciso di scappare di casa, un desiderio che ho avuto spesso specialmente durante l'adolescenza. Ovviamente, prima di scappare di casa, mi sono presa quelle due cosine che mi sarebbero servite nella mia"nuova vita". Una di queste era la scatolina in cui mettere l'apparecchio che portavo tutto il giorno. Questo particolare e' importante perché da' un contesto temporale al mio ricordo.
E dove si scappa a 10 anni? Nel parcheggio dietro casa, "nascosta" dietro una macchina, duh! Non chiedetemi perché . E' la logica ferrea di ogni decenne.
Mia madre mi poteva vedere dal balcone al quinto piano, ma io non lo sapevo, dopotutto ero una bambina. 
Lei dopo un po' e' scesa, mi ha afferrato e mi ha praticamente tirato/fatto marciare fino a casa a colpi di sberle sul didietro. Dal parcheggio, alla nostra scala e poi i cinque piani in ascensore, e' un bel tragitto, soprattutto se fatto al ritmo di sculacciate. Se qualcuno aveva visto, nessuno e' intervenuto, ma d'altronde si tratta di 40 anni fa, non era certamente l'unica a comunicare la sua frustrazione e disappunto con le sberle. 
Mia mamma era sicuramente stanca, con una bambina di 2 anni circa cui stare a dietro oltre a me e all'altra mia sorella, non ho nessun dubbio; ma la sua reazione al mio exploit di bambina e' stata esagerata, non credo che debba spiegarlo a nessuno… Questo cocktail di stanchezza, frustrazione e rabbia mi ha sbrindellato le mutande. Per non parlare poi del colore delle mie chiappe, che era cambiato da rosa a viola.
Francamente non mi ricordo che lezione avrei dovuto imparare, pero' mi ricordo benissimo di aver giurato che me ne sarei andata di casa prima o poi, quando avrei potuto. Cosa che ho poi fatto, almeno temporaneamente, una decina d'anni dopo. 
E' stato da allora una rapporto in discesa, quello con i miei, specialmente mia mamma, una relazione molto difficile e complicata. Non sono mai riuscita ad avere un rapporto disteso, di confidenza e fiducia con loro, finche' non sono andata a vivere per conto mio (vabbe', col mio ragazzo). Si e' poi normalizzato e livellato tutto quando sono andata a vivere in California e mi sono sposata. 

Non la giustifico, ma la capisco, anzi c'e' voluto che mi sposassi e avessi figli per capire quanto sia difficile navigare nel mare fatto di amore infinito e frustrazioni che e' l'essere genitore, cercando di stare a galla durante frequenti tempeste, nella speranza di non sbagliare, ma sbagliando sempre e comunque.
Ho sempre pensato che i miei avessero fatto del loro meglio con noi figlie, ma capisco adesso che ho 4 figli, che fare del proprio meglio non basta: va bene se devi preparare una torta, ma e' un limite quando parliamo della responsabilità che abbiamo nei confronti dei figli.
Col tempo ho capito che fear-based parenting che mi era stato indirettamente insegnato attraverso le tante sculacciate, questo basare il proprio lavoro di genitore sull'essere temuti dai figli forse andava bene 100 anni fa, ma e' assolutamente disfunzionale oggi.

Per molti anni, inclusi i primi anni in cui sono diventata madre, anche io, come Peterson e tutti quelli che sono a favore della violenza (intesa come "ogni atto o comportamento che faccia uso della forza fisica (con o senza l’impiego di armi o di altri mezzi di offesa) per recare danno ad altri nella persona o nei suoi beni o diritti" - Treccani) perpetrata contro i figli, giustificavo le sculacciate e sberle ricevute per 3 motivi principali: 
  1. mi meritavo quelle botte, visto che probabilmente avevo una boccaccia e "rispondevo" e facevo tutto quello che non dovevo fare. 
  2. anche mia madre era probabilmente cresciuta a suon di schiaffi, e usava gli strumenti che aveva imparato a casa, utilizzando i modelli che aveva ricevuto. Quindi non era colpa sua di per se'.
  3. alla fine tutte quelle battute mi sono state utili, perché sono cresciuta "bene". 
Quello che mi disgusta di più e' che il discorso del "meritarsi" una sberla e' anche supportato da chi usa la bibbia come libro supremo di tutte le scienze, inclusa la pedagogia. Organizzazioni come Focus On The Family, nata 40 anni fa con l'intenzione di promuovere idee conservatrici e il modello tradizionale della famiglia (in altre parole, niente sesso fino al matrimonio, matrimonio ovviamente solo tra un uomo e una donna, adozioni solo per coppie eterosessuali sposate, preghiera nelle scuole, insegnamento del creazionismo, sculacciare come forma positiva di disciplina… avete capito i tipi, no?) continuano a giustificare lo spanking, ovvero la sculacciata, come forma di disciplina necessaria. Che dire poi dei seguaci delle dottrine di Michael e Debi Pearl, autori del vendutissimo libro To Train Up a Child (e di loro seguaci ce ne sono centinaia di migliaia qui, se non milioni, tra cui i famosi Duggar, che suggeriscono questo libro nel loro sito, tra le "risorse per genitori") in cui raccomandano l'uso di una bacchetta, il rod of training, anche su bambini di 6 mesi. 
Vi invito, se non avete appena mangiato, a leggere questo articolo della merda umana pastore Pearl (e si', perché ovviamente e' un pastore cristiano) in cui con un turbinio di citazioni bibliche a supporto, vi spiegherà la differenza tra castigo e punizione, vi spiegherà come e perché bisogna usare la bacchetta per "castigare" i figli anche di 6 mesi (leggasi "pestarli con un bastone", proprio come Dio ci castiga quando usciamo dalla sua gloria; a proposito di questo rod of training, in un'intervista Mr. Pearl suggerisce che un'ottima "arma" da usare coi figli consiste di un tubo idraulico flessibile di mezzo cm di diametro, che può essere facilmente arrotolato e tenuto in tasca, pronto in ogni momento, e il cui materiale fa male ma e' soffice abbastanza da non lasciare segni sul muscolo o sulle ossa.) 

Con la bibbia in mano, tutte queste persone a favore delle punizioni corporali - ok, castighi - sostengono che sculacciare un figlio come castigo non e' un abuso, in quanto dovrebbe essere fatto a mente fredda, con forza ma non eccessivamente, e' un castigo che deve "pungere, ma non fare male". Lasciamo stare che la differenza tra "punizione" e "castigo" esiste solo nella loro mente distorta da versetti biblici scritti millemila anni fa, quando i sacrifici umani erano ancora considerati ok e si seguiva legge del taglione, ma non ci vuole una laurea in psicologia per capire che l'uso di rami/bastoni/battipanni/mani poteva forse andare bene quando la bibbia e' stata scritta, ma oggi che sappiamo che i bambini hanno la possibilità di imparare e confrontarsi col mondo esterno molto più che nel passato, questi metodi di punizione/castigo creano il risultato opposto, a lunga scadenza. La violenza genera violenza, e i figli imparano più osservandoci, come ci comportiamo quando comunichiamo con loro e con il resto del mondo che con mille sberle.
Altri continuano la loro apologia della violenza contro i figli evidenziando come i bambini insopportabili, quelli che testano la pazienza e l'udito di tutti, sono i figli di genitori che non usano punizioni corporali, e citando situazioni che abbiamo vissuto tutti, dove i bambini sono out of control,  raccontano di bambini che urlano buttandosi a terra nei supermercati, che spingono gli amici giù dallo scivolo, mentre i genitori inutilmente li rincorrono implorando "devi rispettarmi, ti ho detto di smetterla". E di genitori così ne abbiamo incontrati tutti, al parco giochi, al ristorante e persino quando ci si ritrova nel gruppo esteso famigliare. Mia sorella ad esempio, ha avuto un figlio che e' stata incapace per anni di guidare. Quando lo aveva portato in Italia la prima volta, quando aveva due anni, i miei erano rimasti esterrefatti perché i lei e il marito gli lasciavano fare tutto, senza mai intervenire con fermezza. L'altra sorella, quella che vive in Italia, quando ancora mi parlava mi aveva detto a proposito di nostro nipote "se quello era mio figlio, giuro gli avrei dato uno sberlone". Chissà se ora che anche lei ha 2 figli suoi, ha mantenuto la promessa… 
Questo per dirvi che e' vero, ci sono genitori che sono dei molloni coi figli, come appunto mia sorella, ma non perché non li menano quando si comportano in modo improprio, ma perché invece di guidarli, questi genitori hanno frainteso il loro ruolo, hanno lasciato il timone in mano ai figli. Hanno scelto una via d'uscita, invece di accettare la responsabilità di dare ai figli una direzione da seguire,  
"Menarlo o mandarlo alla deriva" non sono mica le uniche alternative per crescere un figlio. Sono di sicuro i metodi dei genitori più pigri, quelli più facili.  
Ma non ci sono scorciatoie quando si cresce un figlio. Lo so, perché le ho provate anche io, e non funzionano.

Chris ha ricevuto qualche sculacciata quando era piccolo, e si ricorda bene della volta che gli ho lanciato, mancandolo ovvio, un pettine. O era una spazzola? Whatever. 
Dopo ogni sculacciata, mi ricordo che mi sentivo un verme, mi immaginavo con la faccia trasformata, magari anche a me veniva il mento lungo e la bocca a culo di gallina… Ma continuavo a pensare che non ci fossero alternative, quando un figlio "si comporta male", bisogna fargli capire chi comanda, e lo si può fare solo accompagnando alle parole una pacca. Che male c'e' vero?

Ho smesso di sculacciarlo dopo che un'estranea in un ristorante dove ero andata sola con Chris ed Emily che aveva pochi mesi, mi ha sentito sgridarlo in italiano… Di sicuro aveva schiacciato tutti i pulsanti giusti e di sicuro io ero super-stanca, avendo un bambino di nemmeno 4 anni e una di pochi mesi. Sono anche sicura che non dovevo essere qualcosa di bello. Questa signora deve essersi spaventata per Chris, mi si e' avvicinata e mi ha guardato negli occhi e mi ha detto "I don't know what you do in your country, but in this country, we don't talk to children like that." Non so cosa tu faccia nel tuo paese, ma in questo paese, non parliamo così ai bambini. 
E' stata una doccia fredda, e ne avevo bisogno. Mi sono spaventata tantissimo e abbiamo finito di pranzare in velocità, aspettandomi l'arrivo della polizia o del CPS.
Vorrei potervi dire che l'istinto di alzare le mani e' evaporato quel giorno, ma non e' stato così: mi trovo ogni giorno a combattere contro me stessa e contro l'idea di "pungere" i miei figli quando non si comportano come dovrebbero (secondo me), ora non tanto usando le mani ma la lingua. 
Ne parlo con i miei figli ora che sono più grandi, della mia fatica quotidiana di essere una madre fair, aperta e disponibile ad ascoltarli… e loro me lo dicono, me lo fanno notare quando sbaglio. E non vi sto nemmeno a dire quante volte mi scuso. Perché così come stanno crescendo loro, sto crescendo anche io come madre, spero.  Ci aiutiamo a vicenda in questo viaggio, che non finirà con me o con loro, ma continuerà con i loro futuri figli, se ne avranno.

Non ho nessuna credenziale psicologica o pedagogica ovviamente, se non la mia esperienza, sia da figlia che da madre, ma vorrei comunque offrirvi alcuni suggerimenti, alcune idee che mi hanno aiutato nei momenti difficili, una sorta di 12 Passi per il genitore che sta per oltrepassare il limite (sono solo 5 per vostra fortuna…), per il genitore che magari vuole cambiare metodo lasciando da parte il rod of training, o la mano nuda:

  • nei momenti di maggiore frustrazione o di lotta o rabbia con una figlia (o figlio), fate l'opposto di quello che vorreste fare istintivamente. Ad esempio, quando vi verrebbe voglia di urlare o alzare le mani, abbracciatela e ditele "ti voglio bene". La situazione si calmerà immediatamente e sarà più facile parlare e ragionare. E questo funziona sia con figli piccoli che con figli grandi
  • il "time out", il periodo di isolamento dato ai figli per calmarsi e ripensare alle loro azioni, non e' solo per i figli: una pausa per riflettere e pensare a come agire, a cosa dire e' fondamentale anche per i genitori (accompagnati magari da un bicchiere di pinot grigio… scherzo!). Spesso una pausa di 10 secondi e' sufficiente per fermare il treno di emozioni che potrebbero portare all'uso delle mani
  • non etichettare i figli, non importa quanto ripetano lo stesso errore o quanto frustrati voi siate con un certo loro modo di fare! Non fateli vergognare. Immaginate di essere voi dalla parte ricevente di "Sei sempre pigra!" "Sei stupido!"  "Sei grassa!" Vi dico qual era la mia di etichetta:  i miei erano molto creativi e durante la mia adolescenza, siccome secondo loro ero sempre triste (e immagino lo fossi anche, principalmente a casa, ovvio… e poi comunque quanti adolescenti conoscete che non siano lunatici e imbronciati almeno un po'?) mi avevano appioppato il famoso nomignolo "Gufon Face". Quanto l'ho odiato e soprattutto quanto ho odiato il fatto che la loro fonte di ridicolo era la mia fonte di umiliazione.
  • il rispetto e la fiducia non sono strade a senso unico: per riceverli, bisogna darli. Nello stesso modo, se vuoi essere ascoltato dai figli, devi imparare ad ascoltarli. Il che non vuol dire cedere a ricatti e richieste, vuol dire solo che diamo validità ai loro sentimenti, che e' molto importante.
  • sbagliare e' parte della nostra condizione umana, e va bene così, sia per noi che per i nostri figli. L'importante e' chiedere scusa sinceramente.

Credetemi, non e' facile cambiare, non e' facile interrompere il ciclo di violenza che si impara da piccoli. 
Ma e' possibile, basta davvero volerlo, ed essere umili abbastanza da riconoscere di essere imperfetti e voler migliorare. Non c'e' bisogno di picchiare nessuno per essere ascoltati, anche se in certe situazioni verrebbe proprio voglia di farlo (su, su, non mentite: quante volte avreste voluto usare un bastone per disciplinare l'impiegata dell'anagrafe che vi sbaglia il documento o quello delle poste che si muove con la velocità  di uno bradipo-zombie?)  Ricorrere alla violenza, sia essa provocata e meritata o meno, e' un segno di fallimento, comunque lo vogliate imbellire, farlo benedire dal pastore di turno o coprirlo di pailettes e gloria postuma.

Ogni volta che ho alzato una mano verso mio figlio e non era per dargli una carezza, ho fallito nel mio ruolo di genitore. 
Ogni volta invece che ho alzato una mano verso uno dei miei figli e gli ho dato una carezza e non una sberla, ho vinto una battaglia. E siamo tutti migliori per questo.

Violet e' tornata a casa un paio di giorni fa con questo "lavoro" fatto in classe. E' appeso al muro, per ricordarmi a cosa servono le mani.



Vi lascio con la bellissima poesia di Dorothy Law Nolte (ho anche il libro…) Qui la traduzione.





p.s.: un ottimo libro che mi ha aiutato tanto e' Men Are From Mars, Women Are Form Venus…Children Are From Heaven di John Gray. E' stato tradotto in italiano, e lo trovate qui

Amicizie sbilanciate: una miniserie.

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