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martedì 3 luglio 2012

I veg-burger più facili e più buoni

Domani avremo circa una quindicina di persone qui per celebrare il 4 luglio: sono tutti o vegan o "con tendenze vegan", per così dire.
Mi piace tanto l'idea di fare festa qui, la casa e' abbastanza grande e si presta proprio a un party.
Sara' un potluck quindi ognuno porterà qualcosa da condividere.
Noi prepareremo i veggie-burger,  e ora che ci e' stata data la ricetta PERFETTA, doverne preparare almeno una trentina non e' un compito che mi spaventa piu', sono anzi molto contenta di far provare ad altre persone quelli che sono probabilmente i burger migliori e più facili e più perfetti dal punto di vista nutritivo.
Questa ricetta e' una creazione di Jeff Novick, dietologo piuttosto famoso nel mondo "plant-based", che ha lavorato nella clinica di Dr. McDougall a Santa Rosa e che ora invece collabora con Rip Esselstyn (l'autore di The Engine 2 diet) e Doug Lisle Ph.D. (co-autore del libro "The Pleasure Trap", con un cv impressionante) e Whole Foods per incoraggiare una dieta a base di piante per ottenere una salute ottimale, ed e' ormai diventata una "staple" a casa nostra, tanto e' vero che e' stata la protagonista del mio ultimo articolo sulla newsletter della co-op. Ma ora la passo ufficialmente anche a voi.


JEFF'S VEGGIE BURGER

Ingredienti per 4 burgers (la ricetta puo' essere raddoppiata o triplicata, i burger si congelano benissimo)


  • 1 latta di fagioli "kidney" preferibilmente, o di altro tipo, scolati e sciacquati. Qui le latte hanno un peso di 15 once, circa mezzo chilo Se raddoppiate la ricetta, la seconda latta di fagioli può essere di un altro tipo,  anche ceci o lenticchie vanno bene, per cambiare il sapore.
  • 1/2 Cup di avena in fiocchi (circa 43 g)
  • 1/2 Cup riso integrale cotto (circa 100 g)
  • 2 Tablespoons "liquido" (circa 30 g) può essere ketchup, o del sugo avanzato, o salsa messicana...
  • verdure a pezzetti piccoli o grattate, opzionale (Prezzemolo, cilantro, aglio, cipolla sono sempre un'ottima scelta)
  • pizzico di sale, opzionale
  • spezie a piacere, se si vuol dare un gusto messicano, usare cumino e polvere di chili, per un gusto indiano, curry e garam masala, se i burger sono "italiani", basilico, origano... Insomma, vi ho dato l'idea, no? Siate creativi, questa ricetta e' un modello!
Per prima cosa, schiacciare bene i fagioli, ok i pezzetti di buccia, ma niente fagioli interi. Aggiungere gli altri ingredienti e amalgamare bene.
Fare un "pagnottone" col miscuglio, e tagliarlo in 4 parti uguali. Bagnandosi le mani d'acqua, fare una palla con 1/4 del mix poi schiacciarla fino ad avere un burgerino di circa 5 o 6 cm di diametro. 

Questi burger richiedono un tempo di cottura velocissimo, perche' tutti gli ingredienti (eccetto le verdure grattate come le carote) sono già precotti, inclusa l'avena.  Circa 2 o 3 minuti per parte. Vanno sulla griglia benissimo e si riesce anche ad ottenere dei "grill marks", le righe del grill.... 
Possono essere messi nel freezer pre o post cottura.

Nel "bun", il panino di scelta, e' possibile poi condirli con i soliti ketchup e senape, e poi "vestirli" con fettine di pomodoro, foglie di lattuga o rucola, cipolle a fettine sottili... 

** Buon Independence Day!  ** 
(Il mio primo da americana...)







giovedì 26 aprile 2012

E' patentato!!

Da stamattina alle 9 Chris ha la patente!! Non sono sicura sia ragione di gioia ed tripudio.
Ieri pomeriggio ha fatto il road test, che non ha passato perché ha esitato troppo a lungo in un "right on red", cioè svoltare a destra col semaforo rosso. Era nervoso e poi mi ha detto che continuava a sentire le mie parole "Always be safe", non fare niente di azzardato..
Siccome vuole assolutamente essere lui a guidare per la Prom, ci ha riprovato stamattina (ha 3 tentativi in un anno...) e ha passato il test, anche se secondo me ha bisogno di tanta, tanta pratica.

Ed era ieri che si sedeva sul vasino....

mercoledì 6 ottobre 2010

Facebook, ovvero l'incredibile inutilita' del "social network"

"Socializing on the internet is to socializing what reality tv is to reality" Aaron Sorkin, regista di "The Social Network" intervistato da Stephen Colbert
("Socializzare su internet sta a socializzare come la reality tv sta alla realta' ")

Chi mi legge da un po' sa che, sin dal momento in cui mi ci sono iscritta, Facebook mi ha contemporaneamente eccitato e confuso e, tantalizzando la mia anima estroversa con la possibilita' di riconnettermi con il passato, mi ha derubato di tanto tempo ed energie preziosi; ciononostante, non riuscivo a staccarmici o a farne un uso limitato.
Nel momento in cui pero' mi sono resa conto che delle parole scritte da "amici" mi stavano turbando troppo, ho capito che era arrivato il momento di finalmente chiudere il mio "account". Facebook era diventato quasi una droga: la prima cosa che fai al mattino e l'ultima prima di andare a dormire, con molteplici puntatine durante la giornata. Francamente, con 4 figli, un marito, una casa e una vita da vivere, era una dipendenza distruttrice.
La cronaca della mia "avventura" su Facebook sembra davvero il resoconto di un'esperienza da tossicodipendente: ho iniziato perche' qualcuno me l'ha offerto e subito sono stata risucchiata nel vortice della curiosita', subito mi sono trovata coinvolta ed eccitata dalla prospettiva di tutti questi "amici" di cui avevo perso le tracce da decenni, e pur sapendo che aprendo Facebook avrei perso tempo importante in michiate, lo facevo ugualmente perche' la curiosita', il voyeurismo e francamente l'interesse morboso verso la vita (o assenza di tale) altrui erano irresistibili.
Proprio come una droga.
E come per una droga, ho dovuto toccare il fondo. Ho dovuto leggere un passato riassunto malamente in 4 righe, senza contesto, senza elaborazioni, senza soluzioni... e ho dovuto leggere, mordendomi le labbra, i commenti di risposta di persone che conosco bene per essere ottimo esempio di inettitudine e ingratitudine, giudici con le loro parole banali di situazioni private o comunque su cui non hanno nessuna giurisdizione morale; ho dovuto toccare con mano per cosi' dire, l'immaturita' di persone che ritenevo mature e la banalita' di questo sistema di botta e risposta, che non da' la possibilita' si un approfondimento e dove spessissimo manca un vero interesse, per capire che era giunta per me l'ora di dire addio a Facebook.

Presenti esclusi, Facebook per me si e' rivelato come un conclave di coglioni... vabbe', magari solo cretini e stupidi, che lo usano come piattaforma per strombazzare le loro scoregge mentali... e mi includo pure io, non credete!! Ho pensato al fatto che anche questo blog e' la piattaforma per le mie stupidate, con la differenza che qui esiste un contesto, una storia, che ho la possibilita' di spiegarmi, di elaborare le mie opinioni, invece di starnutirle in 1 secondo e mezzo, lasciando che infettino tutti coloro che sono caduti nella "ragnatela".
Forse sono troppo vecchia per questo tipo di socializzazione; e' vero che preferisco di gran lunga contatti piu' "veraci", quindi il "social network" virtuale mi ha coinvolto come se fosse una serie di amicizie vere. Invece e' solo un palcoscenico per insicuri. Come ha detto Sorkin nell'intervista con Colbert qui sotto, su Facebook, e' tutta una performance. Siamo tutti attori.
E a parte pochi esempi in cui la sua utilita' e' stata comprovabile, ad esempio quando Betty White e' stata richiesta come "host" di Saturday Night Live a furor di (FB) popolo, per il resto non credo che molte delle petizioni di Facebook siano finite in niente piu' di una bolla di sapone.

Di buono c'e' che questa esperienza mi ha consentito di realizzare l'inutilita' di Facebook nella mia vita. Inutilita' totale.

Morale: lasciato Facebook, sono riuscita a coltivare la mia bellezza sa interiore che esteriore, cioe' da quando mi sono disintissicata, riesco a leggere un pochino di piu'... e mi sono pure depilata per bene!! ("simia docet"...)

The Colbert ReportMon - Thurs 11:30pm / 10:30c
Aaron Sorkin
http://www.colbertnation.com/
Colbert Report Full Episodes2010 ElectionMarch to Keep Fear Alive

martedì 11 maggio 2010

Sogno avverato!!

Da bambina, desideravo ardentemente delle ciabattine infradito, quelle da mare, le flip-flops insomma. Mia madre le aveva proibite a casa nostra per paura che ci facessimo male, e ci raccontava storie di bambine mutilate dopo aver avuto le dita dei piedi intrappolate in tutta una serie di oggetti "pericolosi": le scale mobili, i tombini... GOOD GRIEF, direbbe Charlie Brown! In estate, pur supplicando di poter comprare questo accessorio importante ad ogni occasione possibile, la situazione era questa: le mie amiche in cortile sfoggiavano questi accessori plasticosi comprati al mercato, mentre io le invidiavo terribilmente.

Nel frattempo, sono cresciuta con incubi assurdi da far tremare Hannibal Lechter, incubi in cui io, giocando in cortile con delle super-favolose ciabattine proibite, inciampavo nelle grate dei tombini del nostro cortile, il mignolino mi si inceppava nel buchetto della grata e veniva strappato a forza dal piede, tutto sanguinante. Nel frattempo, aspettavo con terrore di sentire storie di bambine ferite, con amputazioni e mutilate dalle ciabattine, con coretto materno di "te l'avevo detto"; si' perche' alle mamme si crede, anche quando raccontano storie implausibili. Devo dire che, a quasi 44 anni, sto ancora aspettando....

Racconto cio' perche', da adulta, ho compensato esponenzialmente questa deprivazione ed ora, Carrie Bradshaw dei poveri, ho circa una decina di ciabattine che indosso tutto l'anno (alternandole, in inverno, con le Crocs che pero' mi fanno sudare = puzzare i piedi). L'ultime arrivate mi sono costate una settimana fa ben $2.50 da Target (una sorta di Upim americana), sono arancioni e totalmente di gomma. Fanno "slap slap slap" quando sciabatto in giro e mi piacciono tanto!
La decisione di comprarle e' durata circa un quarto d'ora, una parentesi di tempo incredibilmente lunga per un investimento cosi' basso, anche per una handicappata della moda come me.

Come dire, anche barbone, noi donne siamo capaci di trasformare il semplice atto d'acquisto di una paio di cheap-o flip-flops in una dichiarazione di indipendenza.

mercoledì 6 febbraio 2008

Come andare ad iscrivere i bambini a nuoto e trovare lavoro!

Per prima cosa, oggi ho finito il mio primo pezzo d'arte vetraia: sono estremamente fiera e gongolo di soddisfazione (APPLAUSE, CLAP CLAP!!)



Il tramonto e le montagne dopo la nevicata...



Cosi' e' la mia vita: niente, niente, niente, tutto normale, niente di nuovo, mamma-che-noia-monica, niente... poi all'improvviso casino, corro, corro, novita', casino, corro, agitazione, casino, corro ancora, cervello in over-drive....
Avevo appena finito di scrivere il mio articoletto per la newsletter della cooperativa cui faccio parte, dopodiche' sono andata a lezione per finire il mio progetto e siccome ero gia' in "centro" (!) citta', sono poi andata al Parks and Leisure Center per iscrivere Chris e Vivi al prossimo corso di nuoto, cosa che, ho scoperto, non potro' fare fino a lunedi' prossimo. Mentre chiacchieravo con le impiegate, una mi ha chiesto di dove era il mio accento. Le ho chiesto"Where do you think it's from?" La prima risposta, che e' quella che ricevo sempre, e' stata Germany. No... ok, France? Hell no! Czechoslovakia? What?... no... Ho dovuto alla fine rivelarmi e quando ho detto Italy c'e' stato un coro "OOOHHH, Italy!" (forse ricevono i programmi RAi via satelliti e hanno provato compassione... no no, scherzo!) Tutte contente mi hanno fatto presente che all'inizio di marzo ci sara' una Cultural Diversity Fair, cioe' una fiera dove verranno esposti tutte le diverse culture, mestieri, cibi rappresentati a SV e che potrei aggregarmi al tavolo che rappresentera' l'Italia (sono tra l'altro curiosa di sapere chi sono gli altri compatrioti qui)... allora, siccome sono una chiacchierona di natura, deve essermi sfuggito che mi piacerebbe insegnare italiano e immediatamente e' uscito dal suo ufficio l'Instruction Coordinator e abbiamo iniziato a chiacchierare (ancora!) e alla fine mi ha detto di creare un corso di italiano, riempire un modulo con i miei dati e... bam! Iniziero' ad insegnare italiano. Ovviamente tutto dipendera' dal numero di persone che si iscriveranno, ma Jon e' convinto che, essendo un corso totalmente nuovo e poi con il fatto che ci sono moltissimi militari con mogli etc che vengono mandati in Italia (Vicenza principalmente) oppure che tornano dall'Italia etc, dovrebbe esserci una buona risposta di pubblico. Ovviamente, vista l'esperienza con J, li martellero' tutti sulla pronuncia dei suoni,non ne posso piu' di sentire ordinare "bruscetta" invece di bruschetta, "parmesan" invece di parmigiano, "baloni" invece di bologna.... insomma, ci sara' da ridere!! La coincidenza piu' strana e' stata che ieri Vivian mi ha detto, cosi', out of the blue, "Mommy, you need to get a job!" Sono rimasta a bocca aperta, poi ho capito perche': la mamma della sua amichetta preferita, Scarlett, lavora come infermiera dal pediatra che usiamo e che aveva appena visto durante una visita, cosi' probabilmente Vivi vorrebbe che anche io fossi "importante", ed ho dovuto spiegarle che non posso lavorare perche' non c'e' nessuno che puo' aiutarci in caso di malattie, mal di pancia, vacanze... non c'e' "Grandma" che mi puo' aiutare in casi di emergenza, etc. Sembrava fosse finito tutto li'.
Stamattina invece, si vede che aveva un tarlo nel cervello che non la lasciava stare e mi dice: "Mommy, you need to go to college!"... UH? Perche'? "Because you will have a better job!" 'azzolina, ma allora non molla!!!

Allora il destino ha voluto che mi cadesse tra le braccia la possibilita' di un lavoro che mi piace, che potro' svolgere alla sera, probabilmente solo alcuni mesi all'anno e che mi garantira' la possibilta' di conoscere persone nuove, bisogno cruciale per chi si e' appena trasferito in un posto nuovo!! Le vie del Signore sono infinite!!!

mercoledì 4 luglio 2007

La Festa dell'Indipendenza

Siamo tornati in New Jersey oggi, 4 luglio, Festa dell'Indipendenza: coincidenza o premonizione? Arrivo con tempo minaccioso di temporale, una temperatura fredda, non mi ricordo un 4 luglio cosi' da quando sono negli US. Tutto mi sembra un "segno divino", quasi un segnale di avvertimento. Non credo di stare per diventare pazza... credo di esserlo gia'! La mia Indipendenza, e' solo un sogno per il momento.
Nei prossimi 15 giorni avro' un migliaio di cose da fare, mi terranno occupata e mi aiuteranno a "non pensarci", come mi e' stato suggerito da un amico. Quante volte mi e' successo che un singolo momento mi abbia cambiato la vita? Il singolo minuscolo granello di sabbia che fa muovere l'ago della bilancia... Ascoltare le infelicita' altrui mi sta dando sempre piu' forza, magari serviro' da esempio ad altre prigioniere del certificato matrimoniale, che a questo punto serve solo a legalizzare la quotidiana prostituzione di moltissime donne, noi, quelle infelici, costrette ad accontentarsi e a giustificare la loro triste situazione perche' potrebbe essere peggio... ok, certo, almeno non mi mena... be' no, non si ubriaca al bar... e poi ha un buon lavoro e guadagna bene... e' un bravo padre, non mi fa mancare niente, non va a puttane.... e allora, cos'e' che non va? Se tutto in apparenza sembra quasi perfetto, perche' ho trovato cosi' tante di noi mogli di mezz'eta' (mamma mia, come fa vecchio dire cosi'), cosi' spente, senza piu' vitalita'...
Meglio che vada a dormire, se fossi in Italia sarebbero le 4 e mezzo di mattina... mi sa che sto delirando!!!

Amicizie sbilanciate: una miniserie.

Quello dell'amicizia e' un argomento cui penso spesso, e di cui ho parlato anche nel blog frequentemente. Sin da bambina ho vissuto ...