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martedì 9 dicembre 2014

MITICO!!

Non dovrei ma lo faccio ugualmente: metto in pausa, nuovamente, il post che stavo scrivendo quando ho scritto il post sugli espatriati, e ora metto in pausa anche il post che i vostri commenti hanno generato - nella mia testa, per il momento - perché diciamocelo, io 40 commenti, senza che la meta' di questi  fossero miei, sul blog non li ho mai ricevuti, a testimonianza che e' un argomento che tocca, in modo diverso ma con una certa intensità, tante persone, e vi ringrazio per aver espresso la vostra opinione.

Ma in attesa di appiopparvi i miei pensieri riguardo l'argomento Expats vs. Italy: yea or nay, devo assolutamente segnalarvi un evento troppo divertente e significativo, per me (dite che devo scrivere sempre "per me", adesso? Facciamo cosi', ogni volta che scrivo un post, immaginatevi che ogni paragrafo inizi con le parole "secondo me", okie dokie?)

Un evento televisivo non da poco e' successo ieri sera al The Colbert Report, la trasmissione di satira politica e sociale che menziono ogni tanto. E' condotta dall'attore/comico Stephen Colbert, che in questa trasmissione fa' la parte del conduttore/commentatore politico (political pundit) di destra/repubblicano (ovviamente in realta e' un democrat liberale/progressivo) e che analizza le notizie del giorno mettendo in rilievo le incongruenze, le idiozie e anche il marcio che c'e' in giro (ma sempre di riflesso perche' il suo carattere ovviamente e' serissimo nel suo disprezzo verso tutto cio' che e' politicamente e socialmente liberale e anche solo leggermente favorevole al progresso) e ieri sera ha avuto un ospite straordinario.

The Colbert Report purtroppo e' alla fine della sua "vita": con David Letterman (altro comico leggendario qui) che sta per lasciare il Late Show with David Letterman su CBS (trasmissione che va in onda da 21 anni), Stephen Colbert e' stato assunto per rimpiazzarlo, quindi questa settimana e' l'ultima settimana del Report (lacrimuccia!) e invece di trasmettere lo show da "casa" (cioè New York City), ha traslocato a Washington, D.C., per l'esattezza alla George Washington University, una delle università politicamente più attive degli US.

E li' ieri, di fronte a un pubblico di circa 1500 spettatori, The Colbert Report ha avuto come ospite il mio presidente, Barack Obama.

Photo Credit: www.eonline.com

Che come prima cosa si e' sostituito a Colbert per condurre la parte dello show chiamata The Word, una sorta di giro di pensieri che parte da una parola (o frase) e finisce, puntellato da altre battute/giochi di parole/modi di dire.  con la parola/frase iniziale, che alla fine e' stravolta, o ridefinita se vogliamo.
Lo spezzone invece di essere chiamato The Word, ieri sera e' stato trasformato, per renderlo più presidenziale, in The Decree (il decreto): e si e' concentrato sulla legge sulla sanità chiamata comunemente Obamacare. Il titolo era To Health in a Handbasket, che gioca sul modo di dire "to hell in a handbasket", che significa andare all'inferno velocemente e con facilita', quindi tradotto molto malamente (si tratta di giochi di parole difficili da rendere in un'altra lingua) The Word, no, The Decree di ieri sera era "Andare in salute velocemente".
Per questo spezzone, Obama ha fatto finta di essere Colbert (anche perche' si chiede, quanto e' difficile fare il tuo lavoro?), usando persino i gesti tipici che lui fa' con la penna, e siccome in teoria era una parte scritta per Colbert, il fatto che la leggesse lui ha creato momenti ridicolissimi… come quando Obama ha detto "As you know I, Stephen Colbert, have never cared for our president… a guy so arrogant, I bet he talks about himself in the third person…" Come sapete a me, Stephen Colbert, non e' mai fregato mai del nostro presidente… un tipo cosi' arrogante che scommetto parla di se stesso nella terza persona…"

Qui potete vederne il video, spero (e se cliccate su cc nel quadratino -closed captions- potete leggere e seguire quello che viene detto, sicuramente più facile per chi l'americano parlato non riesce a seguirlo bene..)

J ed io abbiamo riso come dei matti, assieme al pubblico dei ragazzi universitari in delirio…  le battute erano divertentissime certamente, ma di sicuro e' stato riconfermato che l'autoironia in un politico e' importantissima e anche molto "attraente", soprattutto quando dietro le battute c'e' riassunta tanta verità, ma senza presunzione, senza la boria del "Lei non sa chi sono io", perché inutili e patetici.

Poi c'e' stata l'intervista vera e propria, ed e' stata assolutamente ilare: sono stati toccati argomenti interessanti e importanti, ad esempio le ultime elezioni, in cui e stata votata una maggioranza repubblicana, probabilmente perché molti giovani non hanno votato…la creazione di più di 300 mila posti di lavoro, la crescita economica… e anche la conduttura petrolifera conosciuta come XL Keystone pipeline, che trasporterebbe petrolio canadese attraverso gli Stati Uniti (inclusi numerosi territori appartenenti ai nativi, che vi si oppongono ferocemente) fermandosi in raffinerie in Illinois, Oklahoma e infine in  Texas, e che, pur creando forse un paio di migliaia di posti di lavoro (temporanei), metterebbe a rischio di fuoriuscite di petrolio tutti gli stati coinvolti, distruggendone la natura e gli ecosistemi .
L'intervista e' stata condita dalle battute di Obama e di Colbert e dalla sua ridicola e ostentatissima irriverenza.
E la classica domanda di Colbert alla fine dell'intervista, richiesta dal suo pubblico attraverso i social media, e' stata "Barack Obama: great president, or the greatest president?", usando la sua famosa formula per le domande retoriche, e' stato come fare un occhiolino a chi a questo presidente non ha mai una chance, dal momento in cui e' stato eletto nel 2008.

Ovviamente uno degli scopi di questo intervento presidenziale in una trasmissione comica seguitissima dai giovani (gli spettatori di mezz'età come noi sono la seconda categoria di audience) era galvanizzarli e ricordar loro di partecipare ad Obamacare (i ragazzi son coperti dall'assicurazione dei genitori fino ai 26 anni, poi devono farlo indipendentemente), se non hanno un'assicurazione sanitaria attraverso il loro lavoro.
Ma e' stata una mossa intelligente: si sa che la maggior parte degli elettori republicans sono bianchi e di mezza eta o pensionati, mentre i democrats hanno molti più giovani nel loro elettorato, e la possibilita' di attingere in massa a questo blocco votante e' stato uno dei fattori che ha reso possibile l'elezione di Obama… quindi lui sa benissimo che il modo più facile per toccare i giovani e' di partecipare a programmi che i giovani seguono, e farlo con umiltà, strizzando l'occhio a se stesso, così come aveva fatto a marzo quando aveva partecipato al programma Between Two Ferns condotto da Zach Galifianakis, in seguito al quale il numero di persone iscritte ad Obamacare era incrementato esponenzialmente.

Io, come italiana diventata americana, adoro questi momenti, in cui una persona importante, un politico, si prende in giro… pur avendo un lavoro serio, e' capace di non prendersi troppo sul serio. Almeno in questi momenti.

Qui la prima parte dell'intervista ad Obama, e qui la seconda.

Qui invece trovate l'intero episodio.

martedì 4 novembre 2014

Omofobia? No, grazie. (E no, Halloween non e' la festa di satana…)

Oggi e' il giorno delle lezioni, ma io ho votato due settimane fa, visto che in Arizona, e diversi altri stati, e' possibile farlo via posta in anticipo, o persino di persona, come Obama che ha votato nel suo seggio in Illinois il 20 ottobre.
Pragmatici o pigri? Non importa, la mia speranza e' che con queste votazioni cambi qualcosa al congresso, e siccome non abbiamo più CNN, che Dish Network ha litigato con Turner, che e' il provider appunto di CNN per chi ha il satellite, ho difficoltà ad avere notizie live dei risultati elettorali

La lettera contenente la scheda elettorale, il ballot
La scheda compilata


Il mio voto, e quello di mio marito, pronti a partire...

Quando vivevo in Italia, non esisteva niente di simile: il "libro" con descritti tutti i candidati, distretto per distretto,  e la descrizione di tutti i vari referendum, locali o statali. Molto utile!

Anyway, giovedi' scorso sono poi andata a pranzo con L., la mia (ex) amica, moglie del razzista, protagonista di questo post, dopo più di un mese di tira e molla, che hanno dimostrato ulteriormente la relazione tossica di sottomissione che ha con il marito: le dicevo "Facciamo domani? O dopodomani?" E lei sempre, no, non posso fare questa settimana perché devo preparagli il pranzo prima che va al lavoro, la prossima devo aspettare che rientri dal turno di notte per metterlo a letto… insomma, cazzo, tu hai 45 anni, lui ne ha 47, siete sposati da 10 anni, e' possibile che non sia in grado di farsi un panino o riscaldarsi una minestra,  togliersi la divisa, farsi una camomilla e rimboccarsi le coperta da solo? Ovviamente quando l'ho raccontato a mio marito, lui mi ha detto che e' un bel gesto da parte di una moglie, sottintendendo forse che io non li faccio… più (gli ho grugnito un vaffanculo senza problemi), ma io, se ci fosse di mezzo un'amicizia cui evidentemente tengo (e visto che e' stata lei a ricontattarmi, pensavo che lo fosse) e avessi voglia di trovarmi con questa persona, per una volta farei un'eccezione, o no?

Vabbe', scelgo il "ristorante", Chipotle, il cui menu e' provvidenziale per i vegani, e ci troviamo li' fuori alle 12 (io avevo proposto alle 11:30, perché alle 12 arrivano tutti i militari della base ed e' un casino, ma ovviamente mi aveva detto "Devo mettere R. a letto", manco avesse 3 anni…). Le offro il pranzo e di sediamo.

La mia testa era piena di pensieri, anche dei vostri suggerimenti, dei vostri commenti… chi diceva yea e chi diceva nay, vale la pena o no, e' giusto o meno… sinceramente io volevo davvero cercare di rammendare questa relazione, rattoppare questo strappo nel tessuto della nostra amicizia, che diversamente da altre mie relazioni con parenti/amici, terminate perché la fiducia su cui si basa normalmente un rapport era stata rovinata,  era invece stato causato da un disaccordo tra le mie convinzioni e quelle del marito. Certo anche questa e' una motivazione importante, ma volevo dare il beneficio del dubbio ad una persona che francamente non mi aveva fatto del male direttamente, presumevo solo per interposta persona che fosse un'ignorante razzista, ma non ne avevo conferma diretta.

Chi mi conosce sa che sono una che parla, sempre e tanto (con qualche eccezione ovviamente) e di tutto, quindi non ho avuto nessun problema ad iniziare una conversazione neutra su figli, vacanze, Legoland, ottovolanti, scuola, cibo… e durante il pranzo, che e' durato un bel 45 minuti, l'atmosfera tra noi sembrava distesa, quasi normale, così ho suggerito di andare a farci una tazza di te' da Starbucks, che qui da noi si trova all'interno dei 2 supermercati e di Target, anche per continuare a chiacchierare. Ma forse inconsciamente mi aspettavo che qualcosa sarebbe successo.

Questa volta e' lei ad offrirmi il te', ci sediamo un'altra volta… lei mi guarda e dice che le dispiace tanto per quello che e' successo con il marito, mi dice che e' impossibile avere una discussione con lui, che lui non sente ragione… io annuisco perché ha proprio ragione, poi mi dice che lei, ogni volta che lui comincia a parlare di politica, si chiude le orecchie tant'è che, quando le avevo detto nel mio email di come mi ero sentita offesa dalle parole razziste del marito, lei non se le ricorda perché non le aveva sentite. Non aveva sentito niente.
Urca, davvero? Ho pensato subito: o ha un dono incredibile di auto-isolamento di cui mi deve spiegare il segreto, oppure sento odore di bullshit, di stronzate perché se e' vero che capita anche a me, più spesso di quanto vorrei, di dimenticarmi di informazioni che mio marito mi butta addosso, specialmente se me le dice mentre sono presa e sto facendo qualcos'altro, se c'e' una discussione in atto, ed io sono seduta allo stesso tavolo, mi e' assolutamente impossibile non ascoltare quello che viene detto. Opure se proprio non voglio ascoltare, devo alzarmi ed andarmene.
Abbozzo un sorrisetto e le confermo che certo, suo marito e' molto testardo, ma che comunque pur rispettando in generale opinioni politiche diverse, non le rispetto quando diventa una scusa per glorificare razzismo e omofobia.

Vi giuro che non avevo nessuna intenzione di provocare o di ricominciare niente, volevo solo godermi un bicchiere di te' verde freddo alla pesca in pace con un'amica, ma lei mi dice:

"If we allow gays to get married, who can prevent people from marrying their dogs? Or their cats? Just look at the per store, look at the clothes people buy for their pets..." 
(Se consentiamo ai gay di sposarsi, chi puo fermare la gente che vuole sposarsi col suo cane? O gatto? Va a vedere nei negozi per animali, vai a vedere i vestiti che la gente compra per i propri animali domestici….)

Fate un momento di pausa, così da assorbire, come ho dovuto fare io, l'immensità iperbolica della mancanza di buon senso nascosta dietro queste parole. La profonda idiozia di tale "ragionamento"...

Vabbe', io comunque sono scema, avrei dovuto ancora una volta, guardare l'orologio, alzarmi e dire "OMYGOD e' tardi, devo andare a farmi pulire i canali auricolari perché continuo a sentire cose che non vorrei.." ed andarmene.
E invece non l'ho fatto e ho cercato invece di "ragionare" con un'idiota che, ora ne sono convinta, passa la giornata ad ascoltare gli idioti che conducono le trasmissioni e i notiziari di FOX News Channel (canale di notizie che funge da megafono per i Republicans e la destra conservatrice americana, in mano ovviamente alla cariatide internazionalmente conosciuta come Rupert Murdoch)…

Non ho potuto esimermi dal darle una piccola lezione di come usare quel poco di cervello che siamo capaci di utilizzare:
"Ok, anzitutto, la gente che spende montagne di soldi per comprare un tutù da $50 per Fifi' o il tapis-roulant fatto apposta per cani per Fido, lo fa' perché questi animali rappresentano o sostituiscono molto probabilmente dei figli che magari non hanno avuto o che sono cresciuti, certamente non perché li considerano dei trombamici a quattro zampe e debbano ricordarsi del loro anniversario! Comunque se questo e' un tuo timore vero, per rassicurare chi come te pensa che innamorarsi di una persona equivalga all'affetto che uno prova per il proprio pesce rosso, mettiamo nella legge una clausola: matrimonio tra persone dello stesso sesso OK, purché della stessa specie.  Andrebbe meglio così?"

"Well, they can call it a marriage, but it's not a real marriage anyway…" (Lo possono chiamare matrimonio, ma non e' un vero matrimonio comunque…)

"Vabbe' allora, stiamo facendo elucubrazioni semantiche: tu chiamalo quello che vuoi, chiamalo sedia o tavolo o "Homarriage"… in generale si usa la parola matrimonio perché tutti sanno di cosa si tratta, cioè la certificazione dell'intenzione e dell'impegno di voler passare la vita insieme alla persona che ami, chissenefrega del nome alla fine, no? purché questa unione sia ufficializzata e riconosciuta dalla legge, dal governo, purché vengano riconosciuti alle due persone che ne fanno parte gli stessi diritti di due persone di sesso diverso unite in matrimonio, come ad esempio il diritto alla pensione del proprio sposo/a, il diritto di visitarsi in ospedale, e il diritto (e qui sono stata cattiva, ma pure i buoni si rompono i coglioni, e io proprio buona non sono) di avere figli e crescere una famiglia, se così vogliono."

Silenzio.

Il mio te' a quel punto era pure pure finito.

"Ma guarda un po' che ora si e' fatta… ora devo proprio andare a fare un paio di spesucce… Ci sentiamo più avanti? Ti chiamo quando vado a correre al parco…." (Mica ho mentito perche' secondo voi, quand'e' che vado a correre al parco? wink link…)

Cosi' e' finita un'amicizia. Magari ci troveremo anche da qualche parte, ma il mio tempo e' molto limitato e la mia pazienza molto sottile, quando si tratta avere a che fare con ignoranti. E forse sono ignorante anche io perché davvero, certe idee non le tollero.

Ma a parte il discorso che riguarda l'impossibilita' di coltivare e mantenere un'amicizia degna di tal nome con una persona che ha idee sociali che sono diametralmente opposte alle mie, volevo sottolineare l'importanza per tutti di vagliare le fonti delle informazioni che si ricevono, specialmente negli ultimi anni, dove grazie a mezzi di comunicazione sociale come Facebook, Twitter, etc. veniamo bombardati da un numero fantasmagorico di cagate informazioni che vengono disseminate con lo scopo di impaurirci, di farci rimanere, proprio come i Croods, dentro alla nostra caverna, circondati dal falso senso di sicurezza che in realtà non fa' altro che impedirci di aprire la mente e il cuore, come ad esempio essere convinti che consentire anche alle persone gay di sposarsi rovini l'istituzione del matrimonio (come se già non fosse messa in ridicolo dal numero di divorzi), e che apra le porte alla possibilità che si possano sposare cani e gatti… ma SUL SERIO, tra di loro….

Questo fear-mongering, l'atto di suscitare deliberatamente nella gente paure e allarmi su un "problema" particolare, e' una tecnica che viene usata quotidianamente dalle varie religioni… e quale esempio più a proposito di Halloween e del terrore che in Italia vi e' stato trasmesso da personaggi ecclesiastici di poca intelligenza e ragione?
Ho visto che parroci, esorcisti (si' perche se c'e' qualcuno che proprio ispira fiducia e' uno che per lavoro caccia i demoni, eh?), monache e catechisti… tutte questa autorità della fede cattolica hanno deciso di spaventare i fedeli, o almeno quelli che hanno perso la capacita', o magari non l'hanno mai avuta, di usare il proprio cervello e fare domande di fronte a ciò che non capiscono e ragionare autonomamente, e garantirgli una visita di Satana nel caso avessero messo una zucchetta sul pianerottolo o dato una caramella ad un bambino che la chiedeva la notte del 31 ottobre.
Ormai non uso Facebook molto, se non con la pagina di questo blog (e se volete seguire i miei deliri con una frequenza più giornaliera, cliccate su "mi piace" a fianco e vi tedierò quotidianamente), ma il giorno prima di Halloween mi e' capitato di leggere su una bacheca di un amico un post sui pericoli di Halloween, pubblicato da un "famoso esorcista", tale Padre Amorth (che comunque cazzo, con un cognome così, solo l'esorcista poteva fare… o aprire delle pompe funebri…) che rifacendosi a questo post del blog di un altro oscurato Don (leggete questo post a vostro rischio e pericolo, e' qualcosa di paurosamente ignorante), ha causato in migliaia di italiani questo terrore di Halloween, perché…  Satana. Perché… gli scheletri e le bare.  Perché… i cartomanti e i lettori di tarocchi.

Se c'e' qualcuno dei miei lettori fedeli o novelli che fa' parte del gruppo di fondamentalisti religiosi … pazzi… ingenui che si e' fatto convincere che Halloween sia una celebrazione di Satana, allora vi invito qui per il prossimo 31 ottobre, perché davvero, non siete mai stati in America ad Halloween: non c'e' proprio niente di satanicamente celebratorio nel vedere bambini e adulti vestiti da principesse, Ninja Turtles, e altri personaggi (e includo anche diavoletti e angeli, scheletri e mostri) camminare per ore, spesso al freddo, per ricevere caramelle e dolciumi gratis. L'unica cosa diabolica in questa festa e' sapere che a casa loro in questo momento, tutti i dentisti stanno pianificando la prossima in crociera nei Caraibi. Con famiglia.

La famiglia di satanisti all'opera…..




Questo e' il nostro "cimitero" di Halloween… niente paura, sono amica di satana, ci troviamo a giocare ogni tanto a battaglia navale e Trivial Pursuit….


lunedì 20 ottobre 2014

Il Festival d'Autunno all' Amerind Museum

Metto da parte l'argomento razzismo, almeno temporaneamente. Ne riparlero' di sicuro, sappiatelo.

Intanto voglio condividere con voi un pomeriggio molto bello, quello di sabato appena trascorso, che quasi non succedeva.
Settimana scorsa le scuole d'obbligo erano chiuse per la pausa autunnale, così abbiamo cercato di fare qualcosa insieme alle ragazze, ma a parte un paio di giretti locali che includono shopping e cibo, le ragazze ormai sono un mattone, per farle venire con noi dobbiamo trascinarle, quindi spesso le lasciamo a casa per evitare lo sforzo. Violet invece e' sempre entusiasticamente pronta a tutte le "avventure" che proponiamo, e ce la godiamo sapendo che non durerà per sempre il fatto che voglia accompagnarci nelle nostre mini-avventure ed escursioni.

Avendo scoperto che sabato c'era il Festival d'Autunno all'Amerind Museum, a mezz'oretta da casa, avevo espresso il desiderio di andarci, desiderio che e' stato subito accompagnato dal solito sguardo che dice "devo venire anche io?" di mio marito. Si tratta di uno dei musei dedicati alla promozione e comprensione dei popoli nativi delle Americhe, attrazione che, in 7 anni che siamo qui, non avevamo mai visitato, quindi avevo deciso che questo festival era l'occasione giusta per farvi visita. Così con Violet pronta all'avventura, ci siamo andati, un po in ritardo visto che abbiamo dovuto aspettare che J tornasse dalla palestra. Il Festival iniziava alle 10, noi siamo arrivati alle 12:30, perdendoci l'invocazione Apache e un paio di altri musicisti… Ma poco importava, perché siamo stati compensati da un pomeriggio indimenticabile.

Anzitutto, la localita' e' incantevole:



In mezzo al Texas Canyon, caratterizzato da enormi massi depostati uno sopra l'altro come da un bambino gigante, circondati da una natura selvaggia e incantevole, esplorabile attraverso i numerosi sentieri,  sorgono i vari edifici che costituiscono il museo, costruiti tra gli anni '30 e gli anni '60.
Il museo contiene un'ottima collezione di artefatti nativi, scoperti durante scavi sponsorizzati dal museo (prima che diventasse museo) tra gli anni '30 e '80 in Arizona, New Mexico e Messico, ed altri donati da collezionisti.
Il museo organizza continuamente eventi, per me interessantissimi ed unici, come corsi di tessitura Navajo oppure di ceramica Apache, viaggi in zone archeologiche in Messico e Arizona, tutte attività cui adorerei partecipare… un giorno quando saro' ricca e libera di impegni famigliari.
Di sicuro so che dovremo tornarci per esplorare meglio il museo, perché sabato ci siamo ovviamente concentrati su quanto succedeva all'esterno.
Queste sono solo un paio di immagini dall'interno del museo:




Il festival consisteva in diversi banchetti di arti native, diversi di gioielli, alcuni a prezzi abbordabili (io mi sono comprata 2 paia di orecchini carinissimi dalla jewelry maker Priscilla Nieto che appartiene al Pueblo di Santo Domingo in New Mexico, vicino ad Albuquerque); molto bello e interessante il banco dell'artista Shelden Nunez-Velarde, un Apache Jicarilla (una tribù del nord New Mexico) che porta avanti l'arte della sua trisnonna, creando vasi a scopo utilitario e non, secondo l'arte della ceramica Apache, usando argilla ricca di mica, che spiega il nome di quest'arte Jicarilla Apache Micaceous Pottery

Shelden Nunez-Velarde mentre spiega il processo di creazione della ceramica, dalla raccolta dell'argilla micacea, alla creazione del pezzo,  fino alla cottura in fuochi enormi fatti all'esterno. Sul suo sito potete vedere diverse foto dell'intero processo.
Alcuni esempi di vasi di ceramica micacei, che hanno la caratteristica di essere shiny grazie alla mica, appunto. I vasi possono essere usati sui fornelli e al forno, e l'anno prossimo me ne compro uno.

Altri esempi di ceramica Apache (non micacea) e gioielli.



C'era il banchetto del Casino Hon-Dah, che distribuiva i soliti souvenir gratis, e che mi piacerebbe visitare, non per il gioco d'azzardo, ma per gli eventi che vengono organizzati…

Siamo in America, la gente qui magna sempre, quindi c'erano anche un paio di bancarelle che vendevano indian fry bread, la classica frittella indiana, solitamente cosparsa di zucchero a velo, oppure usata per fare gli indian tacos, ripieni di carne, fagioli, chili peppers e altre verdure. Inutile dirvi le dimensioni non solo delle persone in fila per comprare questo cibo, ma anche quelle dei nativi che lo vendevano… Ormai ci siamo abituati, qui in America, e le persone obese quasi non le notiamo più, ma voglio menzionare il fatto che 1 nativo su 5 soffre di diabete e che gli adolescenti nativi sono la categoria demografica che dimostra la crescita più grossa di diabete mellito. I nativi americani, come tante popolazioni indigene, ad esempio gli Hawaiiani, hanno messo da parte la loro tradizione culinaria ed assimilato quella americana moderna, basata sull'abuso di carne e formaggio, degli ultimi 30 anni. E' molto triste, e' certamente peggio di qualsiasi epidemia che esiste in questo momento.
Ma sara' anche questo argomento di un prossimo post, penso.

Per nostra fortuna, c'era anche un food truck dove abbiamo potuto prendere un paio di burritos fatti solo con una tortilla ripiena di fagioli, verza e pomodori crudi e salsa (quella messicana, non italiana!).

Il sole era abbagliante e faceva un caldo, vabbe' siamo in Arizona... ma tutto ciò non ha minimamente rovinato l'esperienza che stava per iniziare, quando la melodia incantatrice di un flauto indiano ha iniziato a trasportarci in un altro mondo, un mondo di comunione col pianeta, un mondo dove esiste la consapevolezza che tutto e' connesso con tutto.

Abbiamo così conosciuto Tony Duncan, un flautista nativo e campione (5 volte) di hoop dance, la danza dei cerchi, originariamente una danza dei nativi del Pueblo di Taos, New Mexico, ma che ora e' parte della tradizione di tutte le tribù native. Con Darrin Yazzie alla chitarra acustica (Navajo Dine' nato Chinle, AZ) e Jeremy "Dancing Bull" (dal Nord Dakota) alle percussioni, formano gli Estun-Bah, nome che significa, in Apache, "per la donna", riferimento al fatto che originariamente il flauto era usato per "catturare" l'attenzione della donna e dimostrarle, suonando la più bella canzone che riusciva, il rispetto che aveva per lei, e sono un gruppo piuttosto famoso tra chi ascolta questo tipo di musica (e dovremmo tutti!
Tony Duncan, specialmente, ha danzato alla Casa Bianca, al David Letterman Show e quest'estate con i fratelli, anche loro hoop dancers, ha partecipato al Festival "Spirito del Pianeta" che si tiene a Chiuduno in provincia di Bergamo, esperienza di cui ha brevente parlato durante l'esibizione sabato.
Tony e' meta' Apache della tribu di San Carlos in Arizona da parte del padre, e meta' Harikara/Hiadatsa/Mandan in North Dakota da parte materna (ci sono più di 500 tribù registrate negli US e altre 500 circa in Canada), e' nato e cresciuto in Arizona e il padre, che costruiva e suonava il flauto, gli ha insegnato a suonare quando aveva 10 anni. Musicalmente parlando, gli Apache sono gli unici ad usare flauti costruiti con canne di fiume (cane river flutes), mentre gli altri nativi usano flauti di legno, più durevoli ovviamente ma meno "dolci" e delicati come suono.
Gli Apache, diversamente da altre tribù che vivono in Arizona come i Tohono O'odham, hanno una tradizione nomadica e sono famosi per essere principalmente guerrieri, sempre pronti a saccheggiare altre tribù (non più ovviamente!), infatti Tony ci raccontava che suo padre, quando era triste o giù di morale, gli diceva "be Apache!" sii Apache! Cochise e Geronimo erano Apache, e la loro storia e' per sempre connessa con questa zona dove vivo, e i loro sforzi per cacciare i soldati e vari cercatori d'argento e di fortuna sono leggendari.

Questo e' un pezzo del primo brano, tradizionale, che ha suonato da solo:



Poi hanno iniziato a suonare insieme, chitarra, flauto e percussione.
Giuro che e' come se fossi stata colpita da un fulmine, e all'improvviso riuscissi a sentire la musica non solo con le orecchie, ma col cuore, anzi con tutte le cellule del corpo. Non so come spiegarlo, amo la musica, ne ascolto di tutti i tipi e apprezzo musiche di tanti stili diversi, ma questa musica mi ha "fatto vibrare", mi ha fatto sentire con tutto il corpo. Immagino che capiti a tutti, prima o poi. Per me e' stata la prima volta, la prima volta almeno in cui sono stata cosciente che stesse succedendo. Forse e' stato anche il trovarci proprio sul suolo "sacro" di altri popoli, e forse e' stato che ogni canzone era preceduta dalla spiegazione del suo significato, della sua storia, mai banale devo aggiungere, ma e' stata un'esperienza unicamente spirituale, dove ho provato un'unione tra corpo e spirito inaspettata e nuova.

Questo sotto e' il primo brano e include la musica e la prima hoop dance, danza dei cerchi.
Mi scuso anticipamente, per prima cosa perche' non vedevo un tubo per via del sole e con la mia macchinetta fotografica tremolavo come se avessi il Parkinson's, ma poi anche perché verso la fine non so come mi sia presa l'idea di girare la macchina fotografica, quindi spero non vi venga il torcicollo guardando questo video. Vale la pena comunque.



Qui potete ascoltare la canzone Singing Lights, ispirata dalla leggenda Apache di come sono state create le stelle. Durante i primi 5 minuti, potete far pratica del vostro inglese ascoltando la storia di come Tony e suo padre vanno alla ricerca delle migliori canne per costruire i flauti, e poi la leggenda stessa..

Questa sotto e' la danza Hunt of the Buffalo, fatta da un altro rappresentante dei Navajo, Brandon Sanchez del New Mexico


Brandon Sanchez, che indossa i regalia, l'abbigliamento tipico Navajo.

Un altro paio di canzoni che ho videato sono Spirit of Mother Earth e, sorpresa sorpresa, Violet, che Tony Duncan ha scritto dedicandola alla moglie,  anche lei Violet, seguita da un'altra Hoop Dance! Ovviamente, Violet era assolutamente estasiata dalla dedica!

Dopo una pausa per bere acqua a litrate e mangiare un altro burrito, siamo stati deliziati dalle favole native raccontate da Violet Duncan, la moglie appunto di Tony, il flautista. Violet e' della tribu Cree in Alberta, Canada, ed e' una raccontastorie bravissima e bellissima. Cosi' bella che qualche anno fa ha anche vinto Miss Indian Nation, l'equivalente di Miss Italia, solo che le partecipanti vengono "grigliate" da giudici che sono anche "elders", gli anziani di varie tribù e devono essere intelligenti oltre che "belle". Anche lei e' una danzatrice e hoop dancer, e la potete vedere, insieme al marito e al cognato nel video di Nelly Furtado "Big Hoops".

Le favole per i nativi sono lezioni di vita, e vengono modificate e modernizzate a seconda dell'audience. Uno dei protagonisti di tutte, o quasi, le favole native e' Trickster, spesso identificato con un coyote o un leprotto, oppure un procione in altre tribù, sempre pronto a fare qualche scherzo o imbroglio e sempre finendo nei pasticci.

Questo e' il video con la storia di come Trickster ha perso gli occhi, raccontata da Violet Duncan e qui potete ascoltarne la fine, perche' mi stava finendo la batteria ….



La mia Violet ascoltava rapita, e ora continua a chiederci quando "l'altra Violet" verra a raccontarci favole a casa nostra!

Violet Duncan, raccontastorie straordinaria

Le due Violet

Abbiamo ovviamente comprato un paio di cd's degli Estun-Bah (che potete anche trovare su iTunes o Amazon) e il libro scritto dalla principessa indiana (ormai la chiamiamo così…) intitolato When We Dance.
Siamo tutti e 3 così entusiasti che pensiamo di andare al Red Mountain Eagle Pow Wow, che si tiene l'1 e il 2 novembre a Scottsdale, ed e' uno dei migliori nel sud-ovest, con più di 400 danzatori dagli US e Canada.
Vi terro' aggiornati.


p.s. educativo: La parola APACHE e' pronunciata "APACI", non "apash" o "apasce", e NAVAJO si dice "NAVA-HO' " con l'accento sulla "o". Ci tengo ai miei lettori, non fatemi fare figuracce se doveste mai venire da queste parti…. (mi ricordo una coppia italiana anni e anni fa, quando eravamo in viaggio fuori San Francisco che ci disse "domani andiamo a visitare "IOSEMAIT"… Mio marito mi aveva guardato con uno sguardo allucinato… "Yosemite", gli avevo dovuto spiegare che cosa intendevano questi poverelli, perché si pronuncia "IOSEMITI", con accento sulla "e").                                                                                                          

mercoledì 3 settembre 2014

La mia sfida

Ne hanno parlato e straparlato tutti.
E' stato il tormentone internazionale di questa estate. Abbiamo visto, e sopportato, tutti centinaia di video, alcuni normali, alcuni divertenti ed altri da vergognarsi all'infinito.
Da questa parte dell'oceano, dove e' nata, in Italia e ovunque esiste acqua da sprecare, tante, tantissime persone hanno accettato "la sfida", in pratica una catena di santantonio ma "col cuore", e si sono buttate addosso da sole o con l'aiuto di qualche amico o fotomodello che capitava di li' per caso (come la Versace ridicolissima nel suo inglese biascicato), esortando amici e il mondo intero a donare per l'ALS. E' stata una sfida in cui hanno partecipato un po' tutti, ricchi e "poveri" (i veri poveri manco hanno i soldi per pagarsi l'acqua, quindi penso non li vedremo in nessun video), donne e uomini, in carriera o a casa, anche tanti bambini ... tanti che sono "nessuno" ma anche tantissimi di quelli "che contano", o che vorrebbero farlo, hanno scelto questo tipo di stunt philantropy, gesto filantropico mischiato a montatura pubblicitaria (lo intendo non con una connotazione negativa di per se) e lo hanno fatto principalmente per due motivi:
  • raccogliere fondi per supportare la ricerca scientifica per trovare la cura per una malattia piuttosto rara che offre altrimenti pochissime speranze di sopravvivenza
  • sensibilizzare l'opinione pubblica dell'esistenza di una malattia che colpisce circa 5000 americani ogni anno: le stime sono imprecise, perché non esiste un registro nazionale unico, e si presume che esistano circa 30000 malati di ALS negli US. Questo ad esempio, e' un registro ufficioso di pazienti con ALS. Nel mondo si stima che esistano circa 400000 persone con questa malattia. Tra i nomi più famosi di persone colpite ricordo Lou Gehrig (in America l'ALS e' conosciuta comunemente come Lou Gehrig's Disease) un idolo del baseball che ha giocato nei New York Yankees per quasi 20 anni, con moltissimi record, e Stephen Hawking, forse il più importante fisico teorico dei nostri giorni, che a 72 anni e' uno dei pazienti che ha sopravvissuto più a lungo con questa malattia, più di 50 anni … e ovviamente, Morrie Schwartz, protagonista del libro, che adoro, Tuesdays With Morrie. 
Sono entrambe motivazioni nobilissime e importanti.
Qui in America nel giro di 2 mesi di secchiate, sono stati raccolti più 100 milioni di dollari per l'ALSA, l'associazione dietro questa iniziativa, non male per un'organizzazione che in media, raccoglie forse 5 milioni di dollari all'anno di donazioni! Il tutto grazie ai contributi generosi di circa 3 milioni di persone (il che equivale a circa 3 milioni di video… diomiscampi!)

Dopo aver applaudito questa iniziativa e la generosità degli americani (e di tutti quelli che hanno donato nel mondo), mi sono anche io come tanti chiesta perché milioni di persone, che non solo non hanno nessun interesse personale o civile verso l'ASL, ma che in particolare o non donano mai oppure quando lo fanno, e' un evento anonimo, hanno donato in questo caso con video di contorno…  mi da' un po' l'impressione che si tratti di un atto di generosità "pelosa", che si fa' perché ci da' l'opportunità di metterci un po' in mostra, un'iniziativa benefica che solletica il nostro desiderio represso di "fama".  Forse. Oltre allo strazio estivo di vedere persone cercare di affogarsi prima di prendere in mano la carta di credito, stuzzicando altre persone a fare lo stesso, siamo stati testimoni di una varietà di situazioni che hanno poco a che fare col desiderio di aiutare questi 30000 malati, e più con la ricerca di notorietà tra i propri pari, con gente che ha cercato di essere creativa e "divertente" nel realizzare questa sfida, con risultati spesso ilari e a volte pericolosi. Ma il fine giustifica i mezzi, in fondo e' un'iniziativa "divertente", e ha superato qualsiasi altra campagna di qualsiasi altra organizzazione. Quindi, kudos a chi l'ha creata e congratulazioni all'ALSA.

Poi pero' mi chiedo quale sarà l'effetto per tutte le altre migliaia di charities, di organizzazioni altrettanto meritevoli che possono offrire un bang for your buck, cioè rapporto contributo/effetto, molto superiore a quello che offre l'ALSA… ad esempio, quanto ricevera' quest'anno la National MS Society, la Societa Nazionale per la Sclerosi Multipla, perché trovare una cura per questa malattia avrebbe un impatto 10 volte maggiore paragonato ad una cura per la ALS, come minimo, visto che solo negli US le persone affette da quest a malattia sono circa 300000.  Oppure la Croce Rossa, che e' sempre in prima linea in tutti i paesi nei momenti più difficili, oppure Meals on Wheels, che ogni giorno provvede a dar da mangiare a 2 milioni e mezzo di persone anziane in America…  Migliaia di organizzazioni che probabilmente perderanno molti dei contributi su cui contavano, perché su 3 milioni di contribuenti, immagino che la maggior parte siano persone come me, con un budget limitato per donazioni.
E non e' che uno debba solo donare a cause che hanno un effetto globale e tangibile, perché e' proprio attraverso donazioni individuali più che contributi governativi che malattie rare vengono considerate "meritevoli" di intensa ricerca scientifica. Pero', come riportato in questo articolo, i benefici di 100 milioni per la ricerca sull'ALS saranno per forza limitati a breve termine, e se e quando ci saranno dei benefici a lungo termine, saranno limitati al numero di persone che l'ASLA potrà aiutare.
Poi e' vero che i contributi della ricerca scientifica in un campo spesso "tracimano" in altri, pero' si parla sempre di anni di attesa incrociando le dita...

Per quanto riguarda la "consapevolezza sociale", che e' una delle ragioni citate da tutti per questa sfida,  pensateci bene, essere consapevoli che esiste l'ALS ha un effetto molto minimo. Non e' come, ad esempio, sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza, chesso', di mettere i bambini nei seggiolini appositi in macchina, o sulla discriminazione che le persone gay ricevono quotidianamente, o magari una campagna per creare attenzione verso l'autismo in tutte le sue "configurazioni"… Ora so che esiste questa malattia terribile che colpisce 5000 persone all'anno, e …?
Tra l'altro qui si sono verificate delle scene ipocrite in cui alcuni congressmen che avevano votato in favore di leggi che tagliano i fondi pubblici per la ricerca per l'ASL, hanno senza nessun problema accettato la sfida. Non necessariamente persone ipocrite, ma se ci fossero più fondi pubblici, ci sarebbe meno bisogno di raccolte di fondi privati...

Poi comunque mi da' fastidio l'obbligo di fare quello che fanno tutti, dare dove danno tutti. Ma forse sono solo io fatta così...

Quindi visto che in qualche modo mi trovo, come spesso mi capita, ad applaudire e criticare contemporaneamente questa iniziativa, ho deciso di auto-nominarmi e parteciparvi, ma con un paio di modifiche, perché e' giusto aiutare tutti i nostri "compagni di viaggio" che vivono con noi su questo pianeta, quelli che cercano di sopravvivere a difficoltà ed ostacoli quotidianamente, ma e' ancora più giusto fare una scelta personale, sentita. Donare dei propri soldi e del proprio tempo a cause in cui crediamo davvero e' fondamentale in una società civile, e stranamente, aiuta non solo chi riceve, ma anche e soprattutto chi dona. Al di la' del momento registrato su un video.








p.s.: non c'era il sole, quindi senza l'aiuto dei pannelli solari l'acqua era sui 24 gradi centigradi… 
p.p.s: ho donato al santuario per animali della mia amica Toni, Whisper's Ranch e al PCRM, Physicians COmmittee for Responsible Medicine.


Ice Bucket Challenge "famose"
Stephen Hawking
Homer Simpson
E la collezione di IBC fallimentari...


martedì 26 agosto 2014

Video-stralci dalla mia vita qui

Magari non ve ne frega una cippa, io pero' spesso mi chiedo come sarebbe se conoscessi dal vivo chi mi legge, se vivessimo vicini, se ci frequentassimo di persona, perché io scrivo quando posso, di quello che mi colpisce o di cui vorrei parlare, delle mie esperienze quotidiane, e voi leggete di fretta o magari anche no, e magari commentate, qui o su facebook, e si creano queste conversazioni veloci e in qualche modo mi illudo che esista una relazione tra di noi, che mi conosciate davvero. 

Così per darmi e darvi un'idea della mia vita qui, ho pensato di portarvi con me in 4 situazioni diverse che sono la normalità, o quasi, per me.
Non e' la prima volta che pubblico dei video personali, diomio no, pero' questa volta davvero vi pensavo tutti mentre li facevo!

Siete pronti?

Allora, sedetevi nel mio catorci... pulmino che andiamo in autostrada insieme, con accompagnamento musicale di uno dei miei gruppi preferiti! (avete notato il traffico e l'affollamento edilizio?)





Imparate la fonetica con Violet, cosi' come avevo fatto io a suo tempo con Chris...




Venite a vedere da vicino un paio di ospiti temporanei del mio giardino >> 2 roadrunners, i famosi Bip-Bip tanto odiati/bramati da Vil Coyote… (questo video l'avevo già pubblicato qualche giorno fa su fb, ma incontri così ne capitano spesso)




Godetevi con me uno dei tanti arcobaleni nel cielo incazzoso che i monsoni ci regalano…




Vi abbraccio tutti virtualmente, che magari un giorno ci incontreremo davvero, magari qui così sul catorcio ci salite davvero!
Alla prossima!

mercoledì 6 agosto 2014

Si ricomincia!

Lunedì e' ricominciata la scuola.
Era il giorno che stavo aspettando da quando avevo visto quel + azzurrino sul test di gravidanza quella mattina dei primi di ottobre 2008… e quindi da lunedì sono ufficialmente IN VACANZAAA… Scherzo, ovvio che noi mamme non si va mai in vacanza.
Diciamo che ho circa 7 ore in cui posso cazzeggiare indisturbata, pur sapendo che dovrei usarle per cercare di recuperare questa casa in cui tutto e' stato messo più o meno in attesa da diversi anni.
Be', l'attesa e' finita. si tratta ora solo di darsi da fare… io comincio dal blog!
Per il momento davvero mi godo queste ore di libertà', questo sapermi priva di costrizioni temporali e di sensi di colpa per essere sempre indietro con tutto e non essere la meravigliosa madre creativa dalla casa perfetta che sognavo di essere, prima che avessi una casa, o figli, ovviamente.

Inizio col dirvi che il riposo del mattino e' stato subito rovinato dai compiti, non quelli delle figlie, ma i miei!!  Infatti mi sto ancora riprendendo da un crampo al polso, perché i primi giorni di scuola per noi genitori significano una caterva di moduli da completare e firmare: a partire dal contratto per il trasporto con lo scuolabus (con tutte le regole e i vari gradi di "punizione", fino alla perdita del privilegio dell'uso dello schoolbus) poi tutti gli insegnanti delle medie e superiori mandano a casa il syllabus della loro materia, una traccia a grandi linee di quello che insegneranno, e una mini guida sulla condotta degli studenti, sul modo in cui i voti verranno conteggiati, cosa e' consentito o meno, che studenti e genitori devono leggere e firmare, per far si' che  siano tutti coinvolti e responsabili ed evitare poi problemi durante l'anno.

Emily e' tornata da scuola contenta, sono 2 giorni che e' di ottimo umore, sarà che forse si e' scrollata di dosso la maledizione dell'untore... del freshman, e quindi per il momento si gode il fatto di essere una sophomore (o come le ho suggerito io, una suffer-more) con i taciti privilegi che comporta il non vivere più nel fondo della gerarchia della high school. Non e' che esistano nella nostra high school atti eclatanti di bullismo vero e prorpio verso i freshmen, e nemmeno le innocue ma umilianti attività di hazing come quando facevo il ginnasio (com'era? San Firmino firma il quartino?), la differenza e' che ora può guardare lei dall'alto al basso i ragazzetti  del primo anno e dire con superiorità "he's a freshman" come se dicesse "he's a cockroach".
 Le piacciono quasi tutti i suoi insegnanti, 2 sono gli stessi dell'anno scorso,  eccetto quella di Honors Algebra/Trig che le e' parsa "noiosa"… Cosa si aspettava, Algebra/Trigonometria, The Party? Kids today….

Vivian come sempre ama la scuola ma soffre la folla di studenti, e quest'anno, con la chiusura delle 2 charter school di Sierra Vista, la popolazione studentesca di tutte le scuole pubbliche e' aumentata parecchio, ed e' quindi tornata a casa spossata, ma le sono piaciuti tutti gli insegnanti, soprattutto quello di scienze (una classe dove oltre ad essere tutti studenti Discovery, quindi ragazzi che sono almeno interessati ad imparare), Mr. Graeme che e' molto carismatico e amato dai suoi studenti (lo ha avuto anche Emily, e lo adorava!). A detta di Vivian,  e' molto cool. Io incrocio le dita e spero in un semestre senza troppi problemi emotivi.
Piccola parentesi, forse ne ho già parlato in precedenza: faccio fatica a chiamare gli insegnanti di medie e superiori "professori", perché qui gli unici cui viene dato tale appellativo sono quelli universitari, gli altri sono tutti Mr. o Ms./Mrs. Chiusa parentesi.

Ovviamente tutti eravamo in attesa di vedere Violet nel suo primo giorno di questa carriera scolastica d'obbligo, 13 anni che iniziano con il Kindergarten a 5 anni e finiscono con la graduation dalla high school.
Lei era pronta, prontissima: sveglia alle 6:30 (cosa durissima per una che, a differenza dei fratelli alla stessa eta', e' una grande dormigliona), colazione, scelta del vestito, spazzolamento capelli, preparazione pranzo (a quel punto io ero già stressata e pronta a tornare in "vacanza", o almeno a letto) e via verso la fermata dello scuolabus, che sarebbe arrivato, secondo la schedule alle 7:26.
Ora, quando Chris,  Emily e Vivian avevano iniziato il Kindergarten, eravamo in New Jersey, e la loro scuola aveva un sistema diverso: anzitutto, l'orario d'inizio scuola per il Kindergarten era leggermente più tardi di quello per il resto della scuola, quindi i bambini avevano un loro schoolbus separato da quello degli altri bambini più grandi (bene!).  Poi tutti i kindergarteners dovevano indossare, per la prima settimana di scuola, un cartellino con il loro nome e nome della maestra, così che se si fossero persi nei meandri della scuola, chiunque avrebbe saputo aiutarli. Io li ho sempre salutati alla fermata, sapendo che sarebbero stati sicuri, e non ci sono mai stati problemi con nessuno dei 3.
Qui invece non esiste un trattamento differenziale, ma suggeriscono ai genitori di portare a scuola i bambini il primo giorno, per aiutarli a trovare il punto di ritrovo della propria classe (la maestra l'avevamo conosciuta venerdì scorso all'Open House, l'evento in cui si "scopre" la propria maestra, si visita la classe nuova, perché ricordatevi che qui ogni anno si cambia maestra/classe): tutti gli studenti si radunano nel campo giochi della scuola per giocare e rilassarsi prima che inizi la giornata scolastica (lo chiamano morning recess, intervallo mattutino) e quando suona la prima campanella, si mettono in fila a seconda della maestra (il cui nome e' dipinto per terra)… ovvio che da soli, questi poveri piccolini non saprebbero mai cosa fare.
Vabbe', fin qui mi sembra che tutto sia fattibile, eccetto che io lunedì mattina, avendo dovuto prestare il mio pulmino a Chris, che doveva essere al lavoro alle 4:30 (apriva la piscina), visto che la sua Juliette era dal meccanico, di farmi 2 km a piedi con Violet, prima che iniziasse la scuola per la prima volta  non ne avevo voglia (si', sono una viziata pigrona americana, che vi posso dire?), così le ho fatto prendere lo scuolabus, dopodiché io, pedalando come una matta, sono andata in bici ad incontrarla mentre scendeva dal bus a scuola, e l'insieme siamo andate al posto del line-up.
E' stato li' che ho visto in lei i segni di quell'ansietà che precede l'inizio di qualcosa di nuovo, di cui non si ha esperienza, in un posto sconosciuto… ma quando e' suonata la campanella e Mrs Pierre, la maestra, l'ha presa per mano e le ha detto "You're the line-leader", visto che era lei la prima della fila, e l'ho vista marciare un po' impaurita verso la sua classe, che ho avuto la conferma che sarebbe tutto andato bene!
E cosi' e' stato! Una mia amica che lavora come para-professional (una sorta di maestra di sostegno, ma senza la qualifica di maestra) per un'altra insegnante del K, mi ha detto che ha visto Violet durante il pranzo e fuori durante il recess, ed correva scatenata e felice! Come suo fratello, anche lei non ama parlare di quello che ha fatto in classe appena tornata da scuola, e così aspetto un po', e poi le faccio qualche domanda finche lei non mi racconta quello che si ricorda della giornata! Per il momento so che ha conosciuto una bambina, si chiama Isabel, che e', qui ripeto le sue parole "smart like me", furba come lei! Come fai a saperlo, le ho chiesto? Me lo ha detto lei. Ah, ecco!
Cosa darei per essere una mosca nella sua classe una volta!!

Ieri, secondo giorno, ha fatto tutto da sola, ma mi ha detto che non riusciva a trovare la fila giusta e "le lacrime avevano cominciato a scendere", ma la sua maestra l'ha vista, l'ha abbracciata e l'ha portata con il resto della classe!
Oggi dovrebbe andare meglio, mi ha detto che si ricorda dove deve andare!

Evviva la scuola!

Ecco alcune immagini di lunedì:


Pronte!

Alla fermata dello scuolabus

E' salita cosi di fretta che non sono riuscita a farle una foto!

La Fagiolina e Ms. Heidi, che dal 2007 porta avanti e indietro da scuola i miei figli!

Aspettando che suoni la campanella...

… si va a giocare un po'...

… e a consumare un po' di energie….

La campanella e' suonata, tutti in fila...

Si entra a scuola, finalmente! Da notare in questo video, come la mia bici, che pensavo di aver parcheggiato fuori dai piedi di tutti, invece stia intralciando tutti! E no, non ho detto una parolaccia di fronte a bambini, genitori ed insegnanti: come tutti i genitori americani, ho imparato a sostituire "shoot" all'equipresente "shit"…





Tutti seduti ad ascoltare la maestra che legge un libro: The Kissing Hand, che tra l'altro e' uno dei nostri preferiti e che raccomando a chi ha figli (che parlano inglese) e iniziano la scuola...
Dopo averli salutati, noi genitori dei kindergarteners ci siamo diretti al "Boo-Hoo Bash", la festicciola piagnisteo, dove una colazione in piedi era la scusa per genitori tristi trovarsi e abbandonarsi ai ricordi e lamentarsi di come vola il tempo, etc. etc.




Per me sarebbe stata più pertinente una "Woo-Hoo Fest", la festa della gioia! Premetto che non ho pianto nemmeno quando Chris, il mio primogenito, ha iniziato il Kindergarten (allora evento ancora più desiderato che adesso se vogliamo, visto che avevo Emily che aveva meno di 2 anni ed ero incinta di 7 mesi di Vivian!), e che capisco la sensazione del tempo che sfugge, lo sconforto che ci prende quando realizziamo che quei pargoletti dolci e belli che ci tenevano in piedi di notte, che non volevano mai lasciarci andare, che chiedevano sempre il nostro aiuto, stanno crescendo, ma questo e' esattamente il nostro scopo come genitori, quello che siamo stati "chiamati" a fare: crescerli in modo che diventino adulti indipendenti e responsabili, capaci di vivere senza la nostra presenza costante, possibilmente in un posto loro, capaci di decidere con la loro testa in modo preferibilmente razionale. Qui si dice be your own woman (or man)
Niente lacrime, solo gioia: la Fagiolina sta crescendo, e io trovo solo motivi per celebrare… a parte le nuove rughette che mi sono spuntate a lato occhi!

venerdì 25 luglio 2014

The Guard, The Nerd, The Artist and the Rockstar: parte II di un altro capitolo sulla Scuola Americana…. e sui figli che crescono...

Cosa avevo scritto alla fine del post precedente? "Domani"… o 2 mesi dopo… e' uguale, no?!
Anche quest'estate ziobono e' stata una frenesia, almeno per il primo mese! Poi sono riuscita a cambiare l'orario della mia sveglia, e a svegliarmi un pochino più tardi delle solite 6. Ma non le chiamerei "vacanze", almeno per me, perché quando si hanno figli, il concetto di "vacanza" o "pausa estiva" assume un significato completamente diverso da quando si andava con amici al Club Med. Una "vacanza" con i figli sarebbe meglio definita con termini come tour de force oppure trasloco temporaneo di tutto il casino domestico, dopo la quale sarebbe necessaria una vacanza.
Quest'anno pero', rimanendo a casa causa finanze stressate, non ho avuto nemmeno il cambio di località da aspettare con impazienza prima e ricordare con nostalgia dopo… anche se, grazie alla generosità di un'amica, sono riuscita invece a godermi una mini-vacanza vera, senza figli, marito, animali… quasi 24 ore a casa della carissima Letizia a Tucson, dove alla sua compagnia deliziosa si e' abbinata la tranquillita' di una casa bellissima…  mini-vacanza in cui riuscita a: dormire indisturbata fino alle 8:30, cosa che non succede dal secolo scorso; fare colazione (da sola perché lei e' dovuta andare al lavoro, povera) leggendo il giornale, cosa che non succede penso dal 2009; passare la mattina alternando lettura, arrostimento e ammollo. Un'esperienza indimenticabile di cui saro' grata a Letizia per i prossimi 50 anni! E' stato come essere in un B&B di classe con il bonus dell'amicizia.
Non ci credete? Allora vi faccio vedere il luogo del mio ritiro... spirituale … (durante la cena ci siamo bevute una bottiglia di non so bene che vino in 2… io che non bevo mai, se non in compagnia…)

Il giardino, la piscina e la "mia" sdraio...
… mi viene nostalgia… 


Vabbe', continuo il post precedente,  e cosi' dopo The Guard e The Nerd e' il turno di...

THE ARTIST - Vivian


Non si vuole MAI fare fotografare… ugh...
Vivian continua a stupirmi per la sua intelligenza, non solo quella "accademica": le volte che si apre e parliamo, mi sembra di fare conversazione con una persona molto più grande, la trovo spesso più stimolante di persone della mia eta'; lei si pone domande a livello esistenziale che non so quanti ragazzi di 13 anni si facciano. Ad esempio, siccome molti suoi insegnanti e compagni sono religiosi (mormoni e evangelici) e come tali esprimono sentimenti ed idee sessiste e omofobiche  e razziste che lei trova sbagliate ed offensive, ha iniziato a ponderare sul valore delle religioni e sulla loro origine e soprattutto,  e sulla loro utilità, nonché sulla presenza o meno di un'entità divina…  mi ha detto che a questo punto della sua vita si sente agnostica. Io alla sua eta' non ricordo bene a cosa pensassi, di sicuro ero meno autonoma intellettualmente, meno "free-thinker" di mia figlia.
Ovviamente, con delle idee così, si trova, e si troverà sempre, nella minoranza, cosa che la rende ancora più stravagante rispetto alla massa di adolescenti che si trova intorno. Da adulta ritengo non credo sia una brutta posizione, ma spero che per lei non sia una scelta troppo pesante.

L'anno passato e' stato il suo primo anno nella Middle School (qui a Sierra Vista, diversamente dalla maggior parte delle scuole americane, il sixth grade che corrisponde alla prima media italiana, rimane nella scuola elementare, e quindi il seventh grade, ovvero la seconda media, e' in pratica il primo anno nella middle school), e siccome solitamente negli ultimi 2/3 anni, tutto quello che e' nuovo la gettava nel panico, mi aspettavo una transizione difficile… e così e' stato.

Lei e' sempre stata, sin da quando andava alla preschool, molto sensibile, forse troppo, e a questa sensibilità crescendo si sono aggiunte ansietà "sociali" causate anche dalla sua esperienza con le piccole crudeltà e cattiverie dei coetanei (a quanti bambini purtroppo non viene insegnata l'empatia, o almeno ad avere un filtro!), o le piccole e grandi batoste personali a livello di amicizie, che l'hanno trasformata da una bambina solare e felice, pur se sensibile, ad una quasi timida, spesso incapace di adattarsi a situazioni sociali impreviste. Un paio d'anni fa, non so se ne avevo parlato sul blog, eravamo preoccupati (la maestra, la counselor, la preside ed io) che stesse soffrendo di depressione, soprattutto dopo aver letto alcune pagine del suo diario su cui all'epoca scriveva sporadicamente, e dopo aver "scoperto" questo articolo, che parla di come spesso i bambini/adolescenti gifted,  quelli dotati insomma, soffrono di depressione esistenziale perché, riassumendo banalmente, sono bambini/ragazzi che hanno la capacita' di analizzare i 4 concetti di base dell'esistenza, morte, libertà, isolamento e "mancanza di scopo/senso nella vita" e siccome tendono ad essere degli idealisti e soffrono di conseguenza la frustrazione di scoprire che il mondo non e' "come potrebbe essere", ho capito che in effetti, se non era una vera e propria depressione esistenziale che la tormentava e intristiva, era qualcosa di molto simile.

Di positivo c'e' stato che che quest'anno, o meglio l'anno scorso (2013-2014), con il cambiamento di scuola e l'ampliamento del pool da cui scegliere amici (la scuola media "raccoglie" bambini di tutte le 6 scuole elementari locali), lei ha trovato un gruppetto nuovo di amici/e con cui si trova discretamente bene, anche se mi ha confessato che le interazioni sociali di gruppo la lasciano spesso spossata. Nonostante questo "problema",  lei aveva deciso di buttarsi un po "allo sbaraglio" scegliendo come materia elettiva Student Council, cioè il consiglio studentesco, che nelle scuole americane consente ad un gruppo scelto di studenti di coinvolgere il resto del corpo studentesco nell'andamento della scuola, di mantenere aperta e organizzata la comunicazione tra studenti e insegnanti/l'amministrazione, e in particolare organizzare attività sociali come feste, pep rallies (assemblee dove viene incoraggiato l'orgoglio per la scuola o school spirit, soprattutto in connessione ad eventi sportivi se si tratta della high school, con particolare enfasi dedicata al morale degli studenti), eventi di beneficenza per la scuola o la comunità, come ad esempio la raccolta di giacche invernali usate da dare alle associazioni che aiutano famiglie in difficoltà, e raccolte di fondi per finanziare tutte queste attività. Nella nostra middle school Student Council e' considerata una materia vera e propria, e il voto e' valido come qualsiasi altra. Chi partecipa a Student Council ha come goal la leadership, cioè imparare sviluppare l'attitudine al comando, e una delle attività più comuni e' lo  speech writing, scrivere e tenere discorsi di fronte alla classe o a gruppi, ed e' stata proprio questa l'attività che alla fine ha scocciato Vivian di più e che l'ha spinta, tra altri motivi, a cambiare elective per il prossimo anno scolastico: questa e il fatto che molti dei ragazzi in questa classe sono parte della cricca dei ragazzi popular, quelli che sono "amati" da tutti (o così sembra), quelli che tutti riconoscono, quelli che si vestono nel modo giusto, acoltano la musica giusta… gruppo cui ovviamente Vivian non appartiene ne' vorrebbe mai farlo, così per l'ottava, la terza media, oltre alle materie d'obbligo (anche per lei corsi honors, come per Emily), ha scelto Art 2D e Art 3D, e Applied Industrial Technology, un semestre ciascuna, da abbinare all'obbligatoria Technology Foundation. Queste sono materie che la interessano tremendamente, e le ha scelte proprio in preparazione alla High School dove si concentrerà su quanto di artistico li' viene offerto. Se sapeste le decine e decine di sketch books, di album, le migliaia di disegni che ha nella sua parte di camera… ogni volta che c'e' un'occasione, vuoi che sia un compleanno o Natale, lei vuole come regalo art supplies, prodotti per l'arte…

L'anno scolastico passato non e' stato molto facile per noi come genitori, e certamente nemmeno per lei: durante il primo semestre ha sofferto di diversi episodi di "ansietà sociale", in cui situazioni normali che richiederebbero una scelta risolutiva noncurante, come ad esempio il cambiare banco, la mettevano i crisi, lei si bloccava e iniziava a piangere irrefrenabilmente, tanto da non poter continuare a rimanere in classe e dover andare dall'infermiera o dalla counselor.
La sua reazione di fronte ai minuscoli imprevisti che costellano il quotidiano, preoccupava tutti, gli insegnanti e noi genitori per primi, e la loro impossibilita di aiutarla nonostante la volontà di sostenerla e' culminata a novembre con un meeting con loro, noi, il preside, l'infermiera e la counselor dove ci hanno consigliato di farle fare della terapia per aiutarla ad affrontare con successo queste sfide quotidiane. Trovare una terapista locale che abbia esperienza con adolescenti non e' facile, per fortuna ho scoperto che una nostra conoscente e' psicologa ed offre la EAP, Equine-Assisted Psychotherapy, psicoterapia basata sull'interazione umana con i cavalli, cosa che per la mia/nostra sensibilità vegana e' un valore aggiunto (questo tipo di terapia non prevede il cavalcare i cavalli). Dopo aver parlato con Toni (adoro l'informalita' degli americani!) c'eravamo messi d'accordo di portare Vivi al santuario, dove vivono i cavalli (e gli altri animali da lei salvati) per un paio di sessioni, con l'inizio dell'anno nuovo.
Fortunatamente, dopo la pausa natalizia e il rientro a scuola a gennaio, qualcosa e' cambiato perché le crisi di pianto, i mal di pancia (psico-somatici, ovviamente) sono scomparsi... basta email dai vari insegnanti dal titolo "another meltdown today" oppure "Vivian in class", e noi siamo riusciti a rilassarci un attimino, proprio fino a due settimane dalla fine dell'anno scolastico, quando sono dovuta andare a prenderla a scuola perché durante il gruppo di supporto cui e' stata invitata a far parte dalla counselor, gruppo dove ragazzi che vivono situazioni molto difficili si trovano per condividere ed aiutarsi e dove Vivian, che si preparava ogni volta prima del meeting come se fosse una materia di scuola, era molto apprezzata da tutto il gruppo a detta della counselor, aveva iniziato a piangere disperata spiegandoci poi che appena i ragazzi e erano entrati nell'aula, lei aveva percepito come un'ondata di tristezza proveniente da loro e non era più stata in grado di continuare il meeting normalmente.
Un episodio in quasi 6 mesi era indubbiamente un miglioramento rispetto al primo semestre, ma continuavo a chiedermi perche',  cos'era che avrebbe potuto causare questa marea, per lei inarrestabile, di sensazioni… finche' mi sono imbattuta in questo articolo, e mi sono detta eureka!, perché l'autspiega esattamente chi e' Vivian, le ragioni dietro i suoi comportamenti e le sue difficoltà….  mi sono tranquillizzata, perché non c'e' niente di "sbagliato" in lei: Vivian e' senza dubbio una delle persone, una minoranza ma da non ignorare, considerate ad "alta sensibilità"! Nell'articolo vengono descritti 16 abitudini che le persone altamente sensibili hanno in comune, e la prima volta che l'ho letto, mi e' venuto un ematoma sulla fronte perché per ognuna di queste caratteristiche che leggevo , mi sono sbattuta la palma sulla fronte dicendo "e' lei! E stato come se l'autrice avesse scritto un articolo su mia figlia…. e mi sono rassicurata e rasserenata:  non c'e' niente di sbagliato in lei, ne' siamo da colpevolizzare, almeno non per queste sue caratteristiche, noi genitori. Mi ha aiutato tantissimo, anche perché ora so che posso aiutarla, ma devo per così dire, ricalibrare il mio modo di interagire con lei. Sto imparando a trattarla nel modo più "corretto", senza proteggerla troppo o troppo poco.
Fosse anche solo per aver "scovato" questo articolo, vorrei urlare "Grazie, Google!"
Ammetto che e' la figlia che, al momento, trovo più difficile crescere, proprio perché io sono una che agisce d'istinto anche come madre, e spesso con Vivian l'istinto sarebbe quello di arrabbiarmi e strillare, e invece cerco di fare l'opposto di quello che vorrei fare, e magari la abbraccio o la complimento per qualcosa di positivo…  Voglio così tanto avere con loro un rapporto diverso da quello che ho avuto con  i miei quando avevo la loro eta'...
Chi ha detto che crescere i figli e' facile? Come, nessuno? Ah, ecco.



THE ROCKSTAR - VIOLET

Tra 2 settimane arriva il giorno cui ho pensato quasi 6 anni fa, quando ho scoperto di essere incinta: il primo giorno di Kindergarten di Violet!!!!!
Lo so, lo so, sono una pessima madre… scopro di essere incinta (del quarto figlio, fuori programma n.d.a.) e uno dei primi pensieri che mi vengono in mente e' rivolto al giorno in cui la saluterò mentre sale sullo scuolabus giallo… il giorno in cui tornerò ad avere un po' di libertà con regolarità… Anche se  non ho mai sostenuto diversamente, mi voglio giustificare mandandovi indietro nel tempo, a quando ero libera di seguire il corso di stained glass, oppure mi offrivo come volontaria per fare la presidente del PTSO della scuola media… ma anche avevo tempo di dedicare a leggere o scrivere, o persino a prendermi cura della casa….

La Fagiolina e' eccitata per l'inizio della scuola quanto me, e pur non essendo "pronta" quanto lo erano le sue sorelle, che sapevano scrivere e leggere prima di entrare in Kindergarten, sicuramente sarà felice di avere la possibilità di stare insieme a bambini della sua eta per 6 ore al giorno, così come ha adorato andare alla preschool.
Ho parlato stamattina con la segretaria della scuola, che ha appena finito di mettere insieme le classi, e mi ha detto che Violet sarà con un insegnante collaudata, calma e organizzata, ha usato la parola "structured", parola che adoro soprattutto in relazione alla vita che fanno a casa i miei figli, che e' completamente un-structured  (conosco questa maestra di nome, ha una buona fama…) e, come da mia richiesta, non nella stessa classe dove ci sarà la figlia del mio ex-vicino razzista (se ne sono andati dalla casa nella mia via), così da limitare per quanto possibile la loro interazione e spingerla a fare nuova amicizie.
Dal canto mio, so che sarà difficile cominciare una nuova routine, soprattutto considerando che dovra' prendere lo scuolabus alle 7:26 del mattino (la scuola inizia alle 8), quindi dovra' alzarsi alle 6:30 (un attimo, che mi e' scesa una lacrima… I think I can, I think I can, I think I can…) ma vi riconfermo che il solo pensiero di poter essere libera dalle 8 fino alle 2:30 spinge automaticamente e con forza le mie guance all'insu'.

Sulla Fagiolina, fortunatamente, non c'e' molto da dire, anche perché al momento i suoi problemi e successi sono simili a quelli di tutti i bambini del mondo, siamo ancora nella fase di crescita dove i traguardi da raggiungere sono generali e standard, anche se cominceranno ad assumere una loro identità più personale proprio in questo periodo.
Sapete cos'e' la cosa più strana di questo mio essere mamma per la quarta volta? Spesso non mi capacito di quanto siano diversi, eppure uguali. E come anche noi siamo diversi dai genitori che eravamo, eppure sempre uguali.  Grazie a loro, abbiamo imparato ad adattarci ai cambiamenti (molto velocemente, aggiungo) e ci hanno pazientemente cambiato.
Sono sicura che anche il fatto di essere più vecchia di quando ero madre dei primi 3 alla stessa eta di Violet, ha cambiato il modo in cui considero certe situazioni e agisco di conseguenza: per fare un esempio banale, a parte certe occasioni (malattia o incubo da paura), ai miei primi 3 non ho mai concesso di venire a dormire nel lettone, mentre invece da 3 anni, nonostante abbia avuto il suo lettino da principessa (col baldacchino) da quando aveva 2 anni, e da 8 mesi a questa parte, un suo letto "da grande", tutte le sante notti, eccetto rarissime eccezioni, verso l'una lei si auto-trasferisce nel nostro letto: spesso non me ne accorgo nemmeno che mi scavalca e si piazza in mezzo, ma il risultato e' che ovviamente dormo male perché averla a fianco e' esattamente come dormire vicino all'incrocio creato da qualche scienziato dall'immaginazione satanica tra un forno ed una piovra epilettica. 10 /12 anni fa, mi sarei alzata e l'avrei riportata nel suo letto, ma non ce la faccio, sono stanca e voglio dormire… e tra l'altro so che più prima che poi anche lei non vorrà avere molto a che fare con me/noi, quindi calo le braghe accetto la situazione sapendo che e' temporanea. Quando mi sveglierò per 2 notti consecutive senza averla a fianco, ho deciso che celebrerò con una festa virtuale, e siete già tutti invitati: ognuno si porti la sua bevanda preferita, possibilmente alcolica, che io vi dispenserò generosamente i miei consigli di madre multipla, ispirati dalla mia esperienza e dall'ingestione smodata di  quantitativi elevati (per me) di Mike's Hard Lemonade (vi avevo già detto di cosa si tratta, ma ho rimesso il link per sicurezza)

Una cambiamento super-positivo rispetto a quando i primi 3 (devo trovare un altro modo di chiamarli!) erano piccoli e' che rispetto a loro, Violet ha una salute incredibile, e si' che sia Chris che Emily e Vivian si ammalavano raramente!
Come sapete, Violet e' vegan ancora prima del concepimento. L'unico alimento di origine animale che abbia mai mangiato (o meglio, bevuto) e' stato il mio latte, per i primi 2 anni della sua vita, ma a parte quello, tutto ciò che mangia e ha mangiato e' sempre di origine vegetale. L'ultima volta che non e' stata bene e' stato a febbraio 2013 quando le era venuta la tosse con febbriciattola; da allora non ha più avuto niente, infatti e' stata l'unica bambina nell'intera preschool che non ha perso nessun giorno di scuola causa malattia durante lo scorso anno scolastico. E' più di un anno che non si ammala. Coincidenza? Forse, ma intanto, quando sento le lamentazioni di quei poveri genitori di figli sempre malaticci, dal medico o in ospedale con una frequenza che uno penserebbe che vengano distribuite tessere frequent flyer (o meglio frequent patient), bambini con asma o polmonite a mesi alterni, con febbre o tosse a frequenza regolare, io penso sempre : grazie, dieta vegana!
Quest'anno ha portato altri cambiamenti per la Fagiolina, uno degli ultimi e' che ha imparato a nuotare, no niente bracciate coordinate e ritmate, ma va sopra e sott'acqua senza paura, toccando il fondo che sembra una pescatrice di perle polinesiana. Dandole tempo (3 "stagioni") di diventare completamente a suo agio in acqua coi braccioli, quando e' stato il momento giusto tutto ciò che le e' servito e' stato un paio di occhialini: un giorno glieli ho messi su, e lei si e' buttata in acqua così, senza nemmeno darmi tempo di entrare con lei, e e' così iniziata la sua curva d'apprendimento. Qui la vedete in uno dei primi video che documentano la sua indipendenza natatoria…



Ah! Vi ricordate di quella volta in cui vi ho implorato che votaste per Violet per il premio Cutest Vegan Kid di PETA… e' stato un momento di debolezza materna, diciamolo pure, e pur non avendo vinto (non mi ricordo se l'ho già fatto, penso di no quindi un enorme GRAZIE a chi ha votato per lei ed ha perso tempo per condividere la mia richiesta), il mio mitico capo mi ha ricordato che lei e' comunque quasi-leggermente-un-pochino-localmente famosa!! Si' perché sulla brochure della Co-op c'e' la sua foto mentre  mangia dei seaweed, i quadratini di alga nori, uno dei suoi snack preferiti! Non pensate male, non e' stata una mia idea, ma del mio capo che non avendo figli suoi trova la Fagiolina non solo carinissima ma anche leggermente bizzarra visto che chiede delle alghe come merenda!!
Eccola qui all'interno della brochure…

Adoro questa foto, se non fosse per il mio spropositato didietro, fortunatamente in secondo piano...

Lei cresce e io imparo a conoscerla, e a riconoscere le differenze con le sorelle. Ad esempio, a diversità di sia Emily che Vivian, lei ha quasi sempre un'opinione sull'abbigliamento che indossa: con le altre 2, ed anche con Chris ma pensavo che fosse stato così perché era maschio (stereotipizzo anche i miei figli…), non e' mai importato, fino a pochi anni fa si mettevano quello che più o meno volevo io, senza troppi problemi. Ma con lei e' diverso, ora sto sperimentando personalmente la rottura di avere un figlio che sa quello che vuole mettersi, e non solo, che vuole cambiarsi 2 o 3 volte al giorno… per il momento riesco anche a indirizzarla dandole l'impressione di scegliere, ma spesso non funziona e devo accettare le combinazioni colorate che crea, come questa qui, floreale al neon...

… oppure questo look classico-principesco….


… o ancora questo ensemble un po' hip e meteo-fusion (solo i piu' coraggiosi abbinano la sciarpa al vestito sbracciato estivo!)!


Insomma, avete capito con chi ho a che fare. Non ha nessuna remora e si butta in tutto di testa, un po' come la mamma… Le lezioni ZumbaKids sono state uno spasso, per lei che si sbatteva e per me che guardavo (lei e' la più piccola, almeno in altezza, sempre come la mamma…)



E' certamente una bambina che ama essere al centro dell'attenzione e, come tutti i bambini, ha un livello di "pudore" o meglio auto-coscienza praticamente inesistente, quindi e' sempre pronta ad esibirsi. Come ballo moderno, siamo a livelli raggiunti solo da Elaine nel telefilm Seinfeld (per chi non l'ha mai visto o non si ricorda, qui un brevissimo video)…


Qui ad esempio, elargisce al largo pubblico una sua interpretazione al parco mentre si aspettava la proiezione all'aperto di Frozen (duh?!)



E qui invece, anche lei ammaliata dal charm di Elsa & compagnia, ci regala la mitica Let It Go, completa di "costume". Ok, a fare la mamma ci si diverte anche tanto….




Così quando le ho recentemente chiesto cosa vuole fare da grande, non mi sono per niente stupita quando mi ha risposto "The rockstar". Signore e signori, questo il suo esordio internazionale!



Se avete letto tutto l'intero post, con magari anche una sbirciatina a uno dei video (o più…) congratulazioni! Siete degli incalliti, fantastici Mokysfan!!


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