giovedì 29 maggio 2014

The Guard, The Nerd, The Artist and the Rockstar, ovvero: un altro capitolo sulla Scuola Americana… parte I

L'ho scritto tante volte, la caratteristica secondo me più importante che un genitore deve avere e' la flessibilità…  non voglio dire che dobbiate saper mettervi il tallone dietro l'orecchio e trasformavi in un pretzel, intendo l'essere pronti a cambiare piani, progetti e soprattutto, aspettative: e' una lezione che ho imparato per esperienza, e mi aiuta a sopravvivere al costante cambiamento e non abituarmi (troppo) a niente quando si tratta dei figli (ma questo vale anche per altre relazioni, come posso testimoniare…)

La scuola e' finita una settimana fa per le ragazze, mentre sia il college per Chris che la preschool per Violet sono finiti  un paio di settimane fa, quindi siamo in "vacanza", che per me significa principalmente una cosa sola: non dovermi alzare alle 6 per rassicurarmi che Emily sia in piedi, collazionata e pronta a prendere lo scuolabus munita di pranzo "al sacco".

Questo anno scolastico e' stato un anno di grandi cambiamenti e si e' presentato con diverse difficoltà, non ultima il fatto che il mio lavoro, pur se part-time, ha rubato spazio nel mio cervello che prima era dedicato quasi esclusivamente a ricordare orari, appuntamenti, e tutto quello che concerne la vita dei figli, più uno spaziettino minuscolo dedicato a me, e questo ha creato non pochi momenti di panico (solitamente il mio…). Siccome tutti e tre i grandi hanno iniziato una scuola nuova (Chris il college, Emily la High School e Vivian la Middle School), i cambiamenti sono stati tanti e contemporanei e posso ora dire che siamo sopravvissuti a nuove emozioni, nuovi atteggiamenti, dove e' stato necessario usare tutta le flessibilità mentale che posseggo.

Stanno crescendo, questi figli, ed e' un fatto che non posso negare, ne' far finta che non succeda:  ci troviamo tutti a dover affrontare questa crescita, che ormai non cambia più le dimensioni fisiche dei figli, ma inevitabilmente cambia le interazioni personali e i rapporti che esistono tra i vari membri della famiglia: io sto vivendo questi cambiamenti con un misto di felicita', orgoglio e un pochino di tristezza. Ho imparato tempo fa che quando un figlio cresce, e' inutile continuare a rimpiangere gli anni in cui …. (e qui metteteci voi quello che volete: "ti dava sempre i baci" o "ti cercava per confortarsi" o "guardavate i film Disney insieme", oppure ancora "eri il mondo per lui/lei"...), bisogna invece accettare la realtà di questi cambiamenti, e favorirne la loro attuazione sapendo che, come in una tempesta in mare, i momenti di calma arrivano. Sempre.

Cresciamo anche noi e cambiamo, come genitori: in questi quasi 19 anni da quando sono diventata madre, ho dovuto imparare a riconoscere che un figlio non e' una mia appendice, ne' e' diventato parte della mia vita per soddisfare il mio bisogno di essere amata e di amare (anche se poi e' proprio quello che succede, ma e' un effetto collaterale, se vogliamo), ne' tantomeno quello di realizzare eventuali sogni e desideri che sono stata incapace di realizzare durante la mia vita… quanti genitori ho incontrato che avrebbero voluto diventare ballerini, cantanti, musicisti, campioni di baseball, etc. e che hanno proiettato questi loro sogni non realizzati sui figli, creando delle aspettative quasi impercettibili, eppure pesantissime: a volte queste "spinte" funzionano, e i bambini nel realizzare il sogno di mamma o papa' realizzano poi anche il loro potenziale, ma spesso queste situazioni diventano degli incubi segreti, e se il figlio "fallisce" nel tentativo di realizzare il sogno del padre o della madre, questi sogni irrealizzati o realizzati controvoglia, possono diventare il punto di rottura della relazione genitore-figlio.

Ultimamente mi trovo nella classica situazione di tanti genitori con figli adolescenti: non so mai bene se spingere o tirare o mettermi le mani in tasca (o mordermi la lingua)... voglio rimanere coinvolta nella loro vita, ma loro cominciano a spingermi via, e pur accettando il distacco, vorrei che sapessero che io ci sono, qualora avessero bisogno di piangere/parlare..

Insomma, tante parole per dirvi che e' stato un anno scolastico sicuramente impegnativo, per i tanti cambiamenti dei figli, cambiamenti che li stanno preparando al momento che aspetto con impazienza condita di trepidazione: il momento in cui se ne andranno dal nido.

Ho tanto da scrivere, visto che non scrivo da tanto, così divido questo post, di cui spero abbiate colto il riferimento al libro di C.S. Lewis, in 2 parti: la prima The Guard and The Nerd, e la seconda The Artist and The Rockstar


THE GUARD - Chris

Chris ha finito il primo anno al Cochise College con una piacevole sorpresa: almeno alla fine del primo semestre, i suoi voti lo hanno collocato nella Dean's List, la cosiddetta "lista del decano" di cui fanno parte gli studenti che hanno un GPA di almeno 3,5 (aspettiamo di vedere i risultati del secondo semestre).
Niente di grandioso, ovviamente: Chris sta facendo l'università al Cochise College, il community college della nostra contea, quindi non un'università statale più prestigiosa e difficile…  pero' intanto sono contenta che stia studiando abbastanza per ottenere voti decenti. Il tutto mentre continua a lavorare come bagnino, pagandosi la rata della macchina, la benzina e tutte le spese che non sono necessarie.  Sembra che sia maturato rispetto allo scorso anno, e la nostra preoccupazione ora, come genitori, e' principalmente il suo futuro, e lui da parte sua sembrerebbe aver capito che l'idea di fare l'università non e' per fare felici noi, ma sia il mezzo per procurarsi un lavoro decente che gli permetta di guadagnare abbastanza da poter andare a vivere la sua vita per conto suo, senza che mamma e papa' gli tengano la manina. Noi poi il  "discorso" glielo abbiamo fatto così tante volte,  e il contenuto penso sia chiaro ormai a tutti, anche al cane: siccome fare l'università non e' obbligatorio e costa parecchio, e facciamo tutti, come famiglia, dei sacrifici affinché lui possa frequentarla, se non ha voglia di studiare, ci sono tante alternative che non prevedono spendere migliaia di dollari ogni anno. Per rendere il concetto ancora più chiaro, l'accordo e' che se non porta a casa dei voti che siano "B" o "A", si paga lui la classe in cui ha deciso di non studiare.
Intanto ha forse deciso che indirizzo prendere: inizialmente, ne avevo credo già parlato, la sua intenzione era quella di fare 2 anni generici al Cochise College (Transfer Program) e poi trasferirsi ad una delle università statali in Arizona… dietro suggerimento di J, si e' andato ad informare con un counselor e ora vorrebbe prendere la laurea in Computer Science, che e' un corso di laurea offerto dalla University of Arizona nel campus di Sierra Vista… quindi potrebbe fare tutto senza doversi trasferire a Tucson, cosa che comporterebbe spese di appartamento o dorm, etc.  Prima di trasferirsi dovra' finire i corsi di base di matematica (e' indietro perché ha dovuto fare dei corsi per mettersi in pari con gli altri studenti) e due corsi tecnologici che gli mancano, poi potra' trasferire i sui crediti e finire il corso di laurea con UofA. Io incrocio sempre le dita, perché come ho scritto sopra, uno fa' piani e progetti, poi quello che succede nella vita e' tutta un'altra cosa!
Infatti, ultimissime notizie, di ritorno da 3 giorni di vacanza con un amico al Grand Canyon/Flagstaff (vacanza che si sono organizzati e finanziati da soli!) mi ha annunciato che si informerà su quali corsi di laurea sono offerti alla NAU, e deciderà cosa fare! ARGH!

Apro una parentesi per dire che sono piuttosto fiera di come sia cresciuto, nonostante gli smadonnamenti di percorso, le preoccupazioni e le incazzature varie, che comunque paragonate ad altri genitori di ragazzi che conosco o di cui ho sentito parlare, sono state davvero minime e quasi sempre relative alle nostre aspettative del suo andamento scolastico (anche li', sarebbe stato meglio non spingerlo e non chiedere risultati? No, non credo…), nonostante tutto, ne e' valso la pena, visto che sta dimostrando di essere un adulto piuttosto responsabile, in grado di fare l'università e continuare a lavorare, cosa che trovo tremendamente positiva. Non so se e' solo una cosa americana, ma sicuramente non e' una situazione tipica in Italia: qui la maggior parte di ragazzi americani che conosco, amici dei miei figli o figli di amici e conoscenti, iniziano a lavorare appena possono, a 16 anni solitamente, mentre sono ancora in high school, e spesso continuano a farlo durante l'università soprattutto se magari non hanno ricevuto borse di studio, oppure solo borse parziali. Li vediamo tutti i giorni, spesso lavorano nei supermercati come baggers (le persone che ti mettono la spesa nei sacchetti nei supermercati), oppure come camerieri o lavapiatti in ristoranti; alla Co-op ad esempio ci sono almeno 4 ragazzi che lavorano part-time e fanno l'università. Emily ha già espresso interesse di lavorare anche lei alla quando compie 16 anni, cioè tra un anno, proprio per avere dei soldi suoi e non soffrire il dover dipendere dalle nostre finanze.

A me questo piace tantissimo, mi riporta indietro a quando avevo finito il liceo e, trovandomi di fronte alla scelta di fare l'università e dipendere dai miei anche per comprarmi un biglietto del tram (come succedeva a mia sorella, situazione che aborrivo), o diventare in qualche modo indipendente, ho scelto la seconda, con grande rammarico dei miei. Mi fosse stata offerta l'alternativa di fare l'università lavorando, penso che avrei scelto questa opportunità.
Chris lavora da maggio 2012, quando aveva quasi 17 anni e, oltre alle sue spese personali, ha anche iniziato a contribuire alla sua pensione privata, e sta imparando l'importanza del risparmio, per potersi poi permettere gli sfizi che vuole…  Spero!
Dimostra anche iniziativa: da poco ha concluso il corso per diventare WSI, Water Safety Instructor, istruttore di nuoto per conto della Croce Rossa Americana, e il suo capo lo ha "promosso" a NS (Non-Standing Guard), cioè supervisore… e questo ha portato un piccolo aumento nel suo stipendio (guadagna più di me…)
Si fa il bucato da solo, cucina qualcosina quando ha fame, e anche se un po' mi manca, visto che tra lavoro, scuola e ragazza quando c'era lo vediamo poco, sono felice di vederlo diventare un uomo, in grado di vivere una vita indipendente e, se succederà, pronto ad essere un compagno/marito capace di fare la sua parte nella conduzione della sua famiglia.

Legalmente e' un adulto ed e' responsabile per le sue scelte, ma noi siamo ancora qui per guidarlo, quando pensiamo ne abbia bisogno o quando ce lo chiederà…

Per me tutto questo e' nuovo, e affascinante. 

E poi, quando ha bisogno di parlare di situazioni sentimentali di cui non e' sicuro, viene da me: Mackenzie non c'e' più, o meglio c'e' sempre perché lavorano insieme, ma si sono lasciati per l'ultima volta proprio male (insulti e fuck you a go-go), e dopo un periodo dove al lavoro la situazione era quanto meno strana (visto che ovviamente lei si e' subito messa con un altro ragazzo, anche lui bagnino…), lui ha superato la difficoltà ed e' ora tranquillo… ed interessato in un'altra ragazza (si', anche lei e' una lifeguard!), che pero' a settembre andrà all'università in Texas…
I grandi casini d'amore sono una caratteristica familiare allora!


THE NERD - Emily


Emily e' sempre stata la figlia super-dolce, sempre pronta ad aiutare (ne ho parlato tante volte sul blog)… ma anche lei sta cambiando, e laddove il suo buon cuore la mette sempre in prima fila quando ho bisogno di aiuto, l'adolescenza l'ha trasformata nella regina del sarcasmo! In particolare, credo che essere una freshman in high school abbia gonfiato l'atteggiamento da adolescente verbalmente ribelle che si incominciava a intravedere un paio d'anni fa. Sapete di cosa parlo, vero? Se dico che qualcosa e' bello, spesso lei deve discuterne il valore estetico, dimostrando una capacita dialettica di cui il suo prof di Social Study dello scorso anno sarebbe indubbiamente fiero.Tutto normale, non mi preoccupo anche perché mi ricordo della mia adolescenza.

Questo suo primo anno di high school e' stato duro: su 6 classi, 4 sono honors o AP -Advancement Placing (ne avevo già parlato, ma qui Wikipedia spiega cosa sono gli honors students)  e cioè:  Honors EnglishHonors GeometryHonors Biology e Intro to Engineering (che ha scelto come elective, corso facoltativo, insieme a Latino, e che e' considerata una classe honors). Le lezioni sono più difficili di quelle normali, adattate alle esigenze di studenti di livello avanzato, e potremmo forse paragonarle a lezioni di un liceo italiano.
Come con Chris, la abbiamo "obbligata" a partecipare ad un'attività extra-curriculare, e dove lui aveva scelta di partecipare alla squadra di nuoto della high school, Emily ha scelto il Robotics Club, il club di Robotica, la cui squadra e' simpaticamente chiamata "N.E.R.D.S. - Nifty Engineering Robotics Design Squad", nome che non avrebbe potuto essere più adatto!
Mi fermo un momento per sottolineare l'impegno e la dedizione di questi ragazzi che, dopo i primi 3 mesi in cui si fermavano tutti i giovedì dopo la scuola per disegnare il robot da portare nelle varie competizioni (iniziate a marzo), per fare da volontari e preparare i vari fundraisers (raccolte fondi) durante eventi pubblici organizzati dalla scuola o dal comune (durante la fiera più grossa di Sierra Vista, che dura 3 giorni, tutti i ragazzi della squadra oltre ad avere un banchetto dove vendevano bottiglie d'acqua e HexBugs, hanno trascorso molte ore ad aiutare gli altri espositori, ce ne erano centinaia, a preparare le loro tende, trasportare oggetti, etc. per raccogliere mance = fondi!)

La squadra e' composta da circa una trentina di ragazzi, di cui solo 3 sono ragazze: Emily, una sua amica, e un'altra ragazza un paio d'anni più grande, ma certo questa non e' una cosa che le ha sconcertate! Sono attive e presenti, anche se sono i ragazzi più grandi e i vari mentors a guidare la squadra tecnicamente.

Ogni anno il robot deve essere in grado di adempiere determinate azioni durante una gara: l'anno scorso ad esempio, i N.E.R.D.S hanno vinto il campionato regionale con il loro robot, un lancia-frisbee fighissimo!!  La competizione di quest'anno invece prevedeva la costruzione di un robot capace di raccogliere una palla di circa 60 cm. di diametro (tipo quelle che si usano per fare esercizi in palestra) e tirarla dentro ad una porta sospesa a diversi piedi di altezza… una cosa complicata che dopo che mi e' stata spiegata 2 volte, ho rinunciato a capire nei dettagli, ma se vi interessa, potete leggere qui come funziona.  Emily ha partecipato alle due competizioni, una a Phoenix (dove siamo andati a fare il tifo) e un'altra a Las Vegas, dove pur essendosi classificati nella finale, non sono riusciti ad avanzare a livello nazionale (che avrebbe previsto un viaggio a St. Louis).
Qui un piccolo video di parte della competizione… Per me, da italiana cresciuta in un ambiente rigidamente accademico, questi eventi sono una cosa bellissima. Sono la parte mancante che avrebbero reso i miei anni di scuola meno noiosi e più memorabili. E forse più completi.


Tra i ricordi più divertenti di questo evento, per me rimane il video fatto da una delle squadre utilizzando il tormentone la canzone "Do you want to build a showman?" di Frozen, trasformata a proposito "Do you want to build a robot?" Troppo carina! Eccola:


Ovviamente, partecipare alle competizioni (e agli incontri del club) e sempre e solo possibile se i voti sono almeno una C (sufficienza).

I voti finali di Emily sono arrivati (hanno avuto esami fino all'ultimo giorno) e anche quest'anno una bella pagella, nonostante gli ostacoli. Speriamo continui così perché ci sono tante borse di studio che potrebbe ricevere solo avendo ottimi voti…. poi comunque dipenderà da lei, e nei prossimi 3 anni sono sicura che cambieranno tante cose per lei…

Nel settore sentimentale (visto che ha 15 anni, quasi 16…), uno degli ultimi giorni di scuola uno dei N.E.R.D.S. "asked her out", le ha chiesto di uscire insieme… lei ha trovato la situazione molto imbarazzante, perché questo ragazzo non le interessa (ma a detta sua, non le interessa nessun ragazzo in generale) e lo ha "rifiutato", cosa che poi a casa l'abbiamo scongiurata di non farlo mai scortesemente o con cattiveria, ricordandole quanto aveva sofferto Chris quando anche lui era stato rifiutato da una ragazza che gli piaceva (o due..)…soprattutto considerando che non si può mai sapere, col tempo potrebbero cambiare non solo le persone, ma anche il modo in cui le vediamo…. Vedremo!

Per lei comunque le vacanze sono state brevissime, perché da lunedì ha iniziato un corso di educazione fisica/raquetball attraverso il Cochise College, che le dara' il 1/2 credito di Physical Education necessario per diplomarsi: in pratica, invece di fare ginnastica a scuola per un semestre, lei facendo questo corso estivo si e' "liberata" un semestre come freshman per fare un corso elettivo extra, mentre l'altro semestre obbligatorio, Health, lo ha fatto l'estate scorsa online, consentendole così di completare un intero anno, e credito, di lingua straniera, per lei Latino. Il tutto nella speranza che finisca i requirements per diplomarsi in anticipo, e riesca poi a frequentare corsi universitari mentre e' ancora in high school, come fanno tanti ragazzi… per poi riuscire a ricevere abbastanza borse di studio da rendere la sua carriera universitaria un peso finanziario sopportabile per la famiglia.

Solo a scrivere questo post, mi sono sfinita…
La seconda parte domani (o giù di li'…)

Amicizie sbilanciate: una miniserie.

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