Non scrivo da 10 giorni circa, ma ho una scusa, anzi 4, valide: gli ultimi 10 giorni di scuola sono sempre un gran casino. Ogni anno e' la stessa storia, e quest'anno non e' diverso. Faccio un esempio: una (io) si programma la giornata, palestra, parco o giardino con la Fagiolina, pranzo, bucato, magari un libro... e all'ultimo momento una figlia si ricorda che c'e' un party durante l'ultima ora a scuola, "Mom, I told them I'd bring some cookies... Pleease!" Il programma va a farsi benedire. Oppure una (sempre io) dopo aver portato alla pizzeria all'angolo un pacchetto nuovo di mozzarella vegan per far si' che Vivian possa partecipare al "pizza party" con la sua classe, sta facendo la spesa, che già non e' impresa facile con la Fagiolina addietro, quando arriva una telefonata dell'infermiera della scuola elementare che dice che probabilmente Vivian ha la congiuntivite, per favore venirla a prendere... Per strada una (sempre io, ne'?) chiama il pediatra, va a prendere Vivian, la porta a casa (ormai non parteciperà più al pizza party) la lascia a casa con Violet, poi va a prendere la pizza ordinata, la porta a casa, pranza e poi provvede a portare la sospetta occhiorosata dal pediatra, il quale conferma che non si tratta di congiuntivite. Insomma posso dirlo senza vergogna, ho voglia (bisogno) di vacanza anche io!!
Ultimamente Violet e' in vena di leggere, soprattutto di sera, visto che siamo finalmente tornate, dopo qualche mese, ad avere una routine pre-letto accettabile (per lei e per me), routine che coinvolge ovviamente la lettura di diversi libri (4 o 5 e' il limite o mi addormento leggendo!) di cui un paio sono fissi ("Hop on pop" di Dr. Seuss e "The napping house" di Audrey Wood) e gli altri 2/3 variano.... In particolare, c'e' un libretto per bambini della serie "The Berenstain Bears", serie di cui siamo tutti follemente innamorati per il modo dolce e divertente in cui insegna lezioni importanti di vita, che si intitola "The Berenstain Bears - Trick or Treat" e che piace molto sia a lei e a me: ovviamente la storia si svolge ad Halloween, ma il tema principale, la morale della storia e' "appearances can be deceiving", cioè l'apparenza inganna. E imparare a giudicare una persona non dalla prima impressione "fisica" che riceviamo, e' per me una lezione importantissima: pur considerandomi una persona aperta e senza troppi pregiudizi, mi trovo a volte, istintivamente, a dare giudizi "di pelle" di persone che non conosco, ed e' un errore.
L'apparenza inganna. Mai questa frase e' stata più vera di quando penso al mio vicino Freddy. Non e' quello di cui avevo parlato qui: Rich, il mio unico "vero" vicino, fortunatamente lo vedo pochissimo, e solitamente incrociamo lo sguardo e gli "hello" di cortesia quando siamo entrambi nei nostri rispettivi driveway...
Freddy e' il vicino di Rich, vive quindi a due case di distanza dalla nostra, e per i primi mesi dopo aver traslocato qui, a me faceva un po' paura.
Vedete, Freddy e' anziano, pelato e rotondetto, e tutte le sere verso le 5 si fa una passeggiata verso il deserto di fronte a casa mia, camminando lento lento, spesso in calzoncini e canottiera, e quando mi vedeva, perché io facevo di tutto per non incrociarlo, borbottava qualcosa di incomprensibile, mi sembrava farneticasse in una lingua scomparsa, quasi sembrava che parlasse da solo. E io, fermandomi solo all'apparenza, mi ero creata l'immagine di una persona quantomeno strana, un po' fuori o magari proprio pazza...
Per tanti mesi ho cercato sempre di evitarlo, finche' un giorno, durante la prima estate qui in Arizona (2008), all'inizio del suo "driveway" compare un cartello scritto a mano, una mano tremolante a dire il vero:
"Hijos: 10 x 2$ - Figs: 10 x 2$"
Fichi freschi? What?
Io, amante dei fichi, non ho potuto resistere, anche perché quelle rare volte che i supermercati locali hanno fichi freschi, costano 1$ l'uno... 10 per 2$? Suonerei alla porta dell'inferno...
E cosi' finalmente, ho conosciuto Freddy, gli ho dato la mano, mi ha detto il suo nome, che non conoscevo, e io il mio e dopo aver insacchettato i 10 fichi, mi ha offerto anche delle pesche, gratis.
E ho scoperto che lui e la moglie sono messicani (ecco spiegato il farfugliare in un inglese ancora un po' stentato, nonostante i tanti anni vissuti qui) e sono due persone squisite, timide, deliziose...
Qualche giorno dopo, e qualche altro sacchetto di fichi dopo, Freddy ha invitato J e me a vedere il suo giardino, un backyard un po' più piccolo del nostro ma completamente utilizzato come frutteto (pere, mele, pesche, limoni e, ovviamente, fichi) e orto... Freddy cresce di tutto, con naturalezza, e ci ha riempito di frutta e verdura appena colte...
Eravamo frastornati!
Da quell'estate, ogni tanto io trovo fuori dalla porta di casa dei sacchetti con i suoi "doni" del giardino, lasciati quasi di nascosto, senza fanfare, in una dimensione quasi "boo-radley-esca"
E ora quando lo incrocio mi fermo a parlare, parliamo dei suoi nipotini, del tempo, della moglie che non sta bene, ho scoperto che lui ha anche l'hobby dello "stock trading", compra e vende in borsa, online... e noi cerchiamo di ricambiare le sue gentilezze quando possiamo, abbiamo regalato al figlio la nostra televisione quando J ha deciso di fare l'upgrade con il flat-screen, ogni tanto gli portiamo i "famosi" muffins domenicali di Jim....
Come si sbaglia a giudicare dalle apparenze! Pensavo fosse un matto e invece e' l'opposto, un uomo molto sensibile: una mattina di un paio di anni fa, mentre andavo con Emily e Vivian alla fermata dello scuolabus (ero ancora incinta di Violet), lo vedo vicino ad una delle palme che circondano il suo front yard... ci chiama e ci dice di avvicinarci piano... e li', tra le varie "basi" potate delle foglie di palma, vediamo un nido di colomba e dentro una "mamma" (per gli amici che mi tacciano di femminismo cieco... ahem... avrebbe potuto anche essere un papa', difficile da verificare...) che covava! Freddy osservava questa scena con la curiosità e l'attenzione quasi di un bambino.
Conoscere Freddy e' stato uno schiaffo alla mia presunzione ed una lezione da cui spero anche i miei figli possano imparare.
p.s.: qualche giorno fa mi ha portato una pianta di patate, due di lattuga romana, e una di menta... per il momento sono ancora vive!! Sono curiosa di raccogliere le patate!!
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mercoledì 23 maggio 2012
martedì 17 aprile 2012
Il peso delle parole e la politica del razzismo (american bumper stickers)
Uno dei miei libri preferiti, ed anche film, e' "Il buio oltre la siepe", impropriamente tradotto dal titolo originale "To kill a mockingbird" di Harper Lee. Dico impropriamente perché nella traduzione italiana, la metafora dell'uccisione del mockingbird (in italiano pare sia il tordo beffeggiatore, ed ecco perché il cambio nel titolo!) come inutile uccisione di un essere innocente, viene persa completamente, ma e' fondamentale per capire la visione dell'autrice.
Lo amavo quando lo leggevo e rileggevo in italiano, ma ho finalmente potuto apprezzarne l'incisività e profondità, e modernità solo quando l'ho letto in lingua originale.
E' un libro toccante ma anche molto "diretto", qui si direbbe "matter-of-factly", una storia che intreccia temi diversi con il ritratto della vita nel sud degli US all'epoca della Grande Depressione; il tema principale e' quello dell'ineguaglianza razziale, della segregazione come forma accettata di convivenza, e di come le ingiustizie verso un'intera razza non fossero finite con l'abolizione della schiavitù, anzi.
Se non l'avete mai letto, e' un libro che raccomando caldamente, viene letto nelle scuole medie e superiori qui perché ritrae con una certa oggettività un mondo che sembra remoto e lontano, ma che purtroppo e' ancor vivo.
Nel libro la parola "nigger", che scrivo qui solo questa volta e al suo posto userò "the N word" (mi da' fastidio ripeterla, anche solo per iscritto), viene usata con nonchalance nelle conversazioni di tutto il racconto, la usano i ragazzi protagonisti, la usano gli abitanti di Maycomb con "naturalezza", per descrivere ovviamente gli afro-americani (termine più corretto), ed ogni volta che la leggo e la "sento" usare, anche solo mentalmente, il suo suono riverbera nella mia mente con tutto il peso delle ingiustizie, delle umiliazioni, delle torture subite da centinaia di migliaia, forse milioni, di essere umani strappati dalla loro terra, dalle loro famiglie, dalla loro cultura, dalle loro tradizioni... dalla parola traspare il peso dell'ignoranza e del disprezzo riservato agli ex-schiavi e che, in generale vengono ancora riservati a chiunque appartenga ad una etnia diversa, a chi abbia un nome dal suono ostico, il taglio degli occhi diverso e, ovviamente, il colore della pelle più scuro.
Oggi "the N word" e' una parola scorretta, politicamente e emotivamente, e' una parola incendiaria, e' una parola polemica e provocatrice che, per lo stesso motivo per cui quando noi italiani ci auto-deprechiamo va bene, ma se uno straniero osa ripetere le stesse lamentele viene preso a sassate, solo gli afro-americani possono pronunciare impunemente. Molti membri dell' "intellighenzia" afro-americana, ad esempio Bill Cosby (conosciuto in Italia per il telefilm "I Robinson", ma qui famoso per numerosissime altre trasmissioni e attività) sono apertamente e vocalmente contro l'uso della "the N word" tra membri della comunità afro-americana, soprattutto nel mondo della musica rap, perché auto-degradante, e perché in un certo senso autorizza il perpetuare dell'uso della parola stessa a chiunque.
Nonostante il progresso fatto verso l'integrazione, nonostante i grandi passi in avanti fatti dagli anni in cui Martin Luther King Jr. marciava e diffondeva le sue idee "rivoluzionarie" di non giudicare gli uomini dal colore della pelle ma dal contenuto del loro carattere, la tensione razziale in America e' sempre presente, e eventi come l'uccisione di Travyon Martin, il 17enne ucciso da un colpo d'arma da fuoco sparato da un "volontario" che faceva la pattuglia del suo vicinato, armato, scatenano la rabbia di milioni di persone, di chi ancora e' vittima di discriminazione e "segregazione", di chi si porta sulle spalle il peso di centinaia d'anni di abuso e schiavitù.
Nonostante la schiavitu' e la segregazione razziale siano ufficialmente nel passato e nonostante dal 2008 abbiamo un Presidente molto "abbronzato', per dirla con Berlusconi, in America siamo ancora ben lontani dal vivere in una società come quella sognata da Martin Luther King.
Perché, nonostante il progresso fatto finora, il razzismo in America e' ancora un male diffuso, soprattutto in alcune aree che di solito coincidono con aree ad alta concentrazione di conservative republicans, come ad esempio il mio stato, l'Arizona, dove la foto di questo bumper sticker e' stata scattata, non da me.
Il bumper sticker dice "DON'T RE-NIG IN 2012" cioe' con un gioco di parole dice non rivotare per un "the N word" nel 2012.
Non solo probabilmente a casa, al bar, magari anche nella chiesa di trogloditi che probabilmente frequenta la domenica, ma il razzista padrone di questo furgone ha chiamato il Presidente con la parola probabilmente più offensiva del vocabolario, per iscritto e incollato sul suo veicolo!!
Fosse stato l'opposto, il proprietario del furgone avrebbe avuto qualche problemuccio con l'opposizione...
Se vi interessa vedere la "creativita'" dei razzisti, questo articolo ha una serie di foto da brividi.
L'ho scritto spesso in altri post, nessun presidente e' mai stato trattato con così tanta mancanza di rispetto, così apertamente. Il motivo e' uno solo, e chi lo fa lo maschera con parole come "socialista", "comunista", "mussulmano", "radicale", "nazista".... quando invece la parola che vorrebbero usare, ma non possono perché sono bravi cristiani e ogni domenica si succhiano il sermone del pastore e organizzano picnic per la loro comunita' di bravi cristiani (in)tolleranti, e' "the N word".
Questo invece e' il bumper sticker che mi voglio comprare e che voglio mettere sul mio paraurti, anche se so che potrei trovarmi le gomme a terra:
![]() |
| Obama non e' uno straniero, dalla pelle scura, socialista anti-guerra che regala la sanita'. Stai pensando a Gesu' AMEN! |
lunedì 19 settembre 2011
Lo scopo di un cane.
Amo leggere e sono felice di aver trasmesso questo amore ai miei figli.. di sicuro alle ragazze. Negli ultimi anni, il ruolo di "consigliera di libri" si e' spesso ribaltato e diversi libri hanno trovato le mie mani, dopo aver passato le loro. Chris ad esempio mi consiglio' un paio d'anni fa "The Giver", di Lois Lowry, un libro letto solitamente qui negli US alle medie. Devo dire che mi e' piaciuto molto, e lo consiglio spesso ad amiche/i adulti, soprattutto considerando il clima "pecorone" che esiste in questo momento negli US, con la speranza che un libro cosi' incoraggi non solo i giovani ma anche i "vecchi" come me a mettere in questione lo status quo, a pensare ed agire indipendentemente, ... e continuo a dimenticarmi di noleggiarne il film!
Questo giugno, a Ventura, abbiamo passato 2 ore nel Barnes & Noble enorme della citta' (credetemi, non facile con una bambina di 2 anni...) e le ragazze hanno speso piu' di $300 in libri e uno degli acquisti mi e' stato depositato in mano qualche giorno fa da Emily, accompagnato dalle laconiche parole "READ IT!".
L'ho letto in pochi giorni, anche questa impresa difficile quando si ha una bambina di 2 anni, e mi sono trovata a passare dalla risata piu' grassa a lacrime e singhiozzi in 3 secondi, e a pensare a come noi esseri umani camminiamo su questo pianeta con la biblica tracotanza di essere la "specie superiore" ignorando oppure solo intuendo la profondita' di sensazioni che giace dietro gli occhi degli animali,. E se avete la fortuna di aver amato ed essere stati amati da un cane, questo libro vi commuovera' e vi fara' pensare allo scopo della loro presenza nella nostra vita, che va al di la' di quello che noi umani, egoisti e self-centered, possiamo immaginare.
Il libro e' "A dog's purpose" di W. Bruce Cameron. E' stato tradotto in italiano in "Dalla parte di Bailey. Una storia per umani", che secondo me non rende come titiolo quanto il titolo originale...... Se vi capita di leggerlo in autobus o metropolitana, ricordatevi di mettere in tasca gli occhialoni da sole stile Jackie O., a meno che non vi scocci piangere copiosamente in pubblico....
p.s.: sono situazioni cosi' che mi rendono fiera del "lavoro" fatto fino ad ora come madre (e J come padre) pur con i tanti errori commessi, e mi rendono fiduciosa che stiano diventando adulti intelligenti, compassionevoli e capaci di "amare"; spero che continuino a coltivare questa sensibilita' verso gli animali, che dimostrano ogni giorno dalle scelte letterarie cosi' come quelle culinarie, e che questa poi diventi la guida e il metro con cui misurare le loro scelte future.
Questo giugno, a Ventura, abbiamo passato 2 ore nel Barnes & Noble enorme della citta' (credetemi, non facile con una bambina di 2 anni...) e le ragazze hanno speso piu' di $300 in libri e uno degli acquisti mi e' stato depositato in mano qualche giorno fa da Emily, accompagnato dalle laconiche parole "READ IT!".
L'ho letto in pochi giorni, anche questa impresa difficile quando si ha una bambina di 2 anni, e mi sono trovata a passare dalla risata piu' grassa a lacrime e singhiozzi in 3 secondi, e a pensare a come noi esseri umani camminiamo su questo pianeta con la biblica tracotanza di essere la "specie superiore" ignorando oppure solo intuendo la profondita' di sensazioni che giace dietro gli occhi degli animali,. E se avete la fortuna di aver amato ed essere stati amati da un cane, questo libro vi commuovera' e vi fara' pensare allo scopo della loro presenza nella nostra vita, che va al di la' di quello che noi umani, egoisti e self-centered, possiamo immaginare.
Il libro e' "A dog's purpose" di W. Bruce Cameron. E' stato tradotto in italiano in "Dalla parte di Bailey. Una storia per umani", che secondo me non rende come titiolo quanto il titolo originale...... Se vi capita di leggerlo in autobus o metropolitana, ricordatevi di mettere in tasca gli occhialoni da sole stile Jackie O., a meno che non vi scocci piangere copiosamente in pubblico....
p.s.: sono situazioni cosi' che mi rendono fiera del "lavoro" fatto fino ad ora come madre (e J come padre) pur con i tanti errori commessi, e mi rendono fiduciosa che stiano diventando adulti intelligenti, compassionevoli e capaci di "amare"; spero che continuino a coltivare questa sensibilita' verso gli animali, che dimostrano ogni giorno dalle scelte letterarie cosi' come quelle culinarie, e che questa poi diventi la guida e il metro con cui misurare le loro scelte future.
mercoledì 13 aprile 2011
Love my Kindle!!
E' da quasi un anno che mi accompagna in giro, con la sua bella "borsina" che lo protegge, pieno di parole... un regalo APPREZZATISSIMO di J, che ovviamente quando ho detto "My friend Kelly loves it", l'ha immediatamente comprato, ovviamente quello piu' costoso, che oltre ad essere wi-fi (quindi a casa sono sempre connessa), e' anche 3G....
Oltre a portare con me decine di libri che ho comprato, in forse una libbra di peso, Amazon offre tantissimi libri gratis, alcuini classici, altri di autori meno noti, e persino alcuni giochi!
Ha un problema abbastanza grosso, le lettere della tastiera dopo poche ore di uso cominciano a non vedersi chiaramente, finche' sono quasi interamente svanite. Quando e' successo la prima volta, ho chiamato il customer service e mi hanno detto che erano consapevoli del problema e che me ne avrebbero mandato subito un altro, nuovo. Free of charge and overnighted, gratis ed arrivato il giorno seguente. Purtroppo anche il secondo aveva lo stesso problema, ed una volta verificato attraverso diversi siti web che era un problema comune di quel modello specifico, ho optato per una ganzissima "pelle" di silicone che, oltre a coprire e proteggere le lettere, le ha pre-stampate, quindi quando gioco a "Every Word" o a "Shuffled Row" o a "Scrabble", riesco a diteggiare (o digitare?) velocemente senza chiedermi "Ma questa e' la lettera E o R?"
Insomma, adoro il mio Kindle, lo consiglio caldamente a chiunque ami leggere. L'accesso al Kindle Store poi permette di ricercare centinaia di migliaia di libri in secondi, ricevere un "sample" gratis e con un semplice click, comprarli, in un istantei, senza mai lasciare la casa, anzi il divano. E grazie al 3G, si riesce anche a connettersi con l'internet quando si e' in giro. Alcuni libri poi possono essere "ascoltati", grazie al reader (che pesno sia ancora in fase "beta", ma non lo uso, quindi non ne sono sicura) e si puo' persino ascoltare musica!
Ammetto che ogni tanto mi manca la sensazione delle pagine di carta in mano, e continuo a comprare (di solito di seconda mano) libri che mi interessano e che trovo per pochi dollari. Un problema che intravedo e' questo: come faro' a fine mese, quando andro' al simposio "Healthy You" e conoscero' Dr. Campbell e Dr. Esselstyn, e il figlio Rip Esselstyn, un altro gran pezzo d'uomo, pompiere e vegan (ho detto tutto!!), a farmi autografare i loro libri, compressi ed esistenti per me solo nel mondo virtuale?
My baby.... di fronte....
... e dietro...
Oltre a portare con me decine di libri che ho comprato, in forse una libbra di peso, Amazon offre tantissimi libri gratis, alcuini classici, altri di autori meno noti, e persino alcuni giochi!
Ha un problema abbastanza grosso, le lettere della tastiera dopo poche ore di uso cominciano a non vedersi chiaramente, finche' sono quasi interamente svanite. Quando e' successo la prima volta, ho chiamato il customer service e mi hanno detto che erano consapevoli del problema e che me ne avrebbero mandato subito un altro, nuovo. Free of charge and overnighted, gratis ed arrivato il giorno seguente. Purtroppo anche il secondo aveva lo stesso problema, ed una volta verificato attraverso diversi siti web che era un problema comune di quel modello specifico, ho optato per una ganzissima "pelle" di silicone che, oltre a coprire e proteggere le lettere, le ha pre-stampate, quindi quando gioco a "Every Word" o a "Shuffled Row" o a "Scrabble", riesco a diteggiare (o digitare?) velocemente senza chiedermi "Ma questa e' la lettera E o R?"
Insomma, adoro il mio Kindle, lo consiglio caldamente a chiunque ami leggere. L'accesso al Kindle Store poi permette di ricercare centinaia di migliaia di libri in secondi, ricevere un "sample" gratis e con un semplice click, comprarli, in un istantei, senza mai lasciare la casa, anzi il divano. E grazie al 3G, si riesce anche a connettersi con l'internet quando si e' in giro. Alcuni libri poi possono essere "ascoltati", grazie al reader (che pesno sia ancora in fase "beta", ma non lo uso, quindi non ne sono sicura) e si puo' persino ascoltare musica!
Ammetto che ogni tanto mi manca la sensazione delle pagine di carta in mano, e continuo a comprare (di solito di seconda mano) libri che mi interessano e che trovo per pochi dollari. Un problema che intravedo e' questo: come faro' a fine mese, quando andro' al simposio "Healthy You" e conoscero' Dr. Campbell e Dr. Esselstyn, e il figlio Rip Esselstyn, un altro gran pezzo d'uomo, pompiere e vegan (ho detto tutto!!), a farmi autografare i loro libri, compressi ed esistenti per me solo nel mondo virtuale?
My baby.... di fronte....
... e dietro...
lunedì 19 maggio 2008
Sul caldo, il pendolo ed altre....
Allora, e' arrivato il caldo anche qui ma, a differenza di altri posti, e' secco secco secco, il che vuol dire che si riesce a respirare senza la sensazione di avere una coperta di lana bagnata sopra il naso e la bocca (per chi vive a Milano oppure "back east" in luglio e agosto, sapete cosa intendo!!). La cosa che fa piu' effetto e' che "senti" il sole sulla pelle, come quando sei al mare e senti la pelle cuocere come se fossi in un fornetto, ma in realta' siamo a 1500 metri e l'aria e' piu' sottile e piu' pulita...
Oggi dicono che a Tucson si toccheranno i 101F, cioe' circa 38C, qui siamo sempre a circa 5/10 gradi in meno, quindi fara' caldo ma sopportabile. E c'e un bel venticello, quindi il sunscreen e' indispensabile perche' non ci si rende conto di quello che sta succedendo alla pelle!!!
THANKGODFORTHEPOOL!!!! Non vi descrivo neanche il weekend, perche' alla fine non e' stato niente di speciale, ma basti sapere che, per la prima volta in quasi 42 anni ho una bella bella abbronzatura NATURALE!!
Sono persino riuscita a finire di leggere "Il pendolo di Foucault" di Umberto Eco. E' la seconda volta che provo a leggerlo, questa volta sono riuscita a portarlo a termine; devo dire che mi e' piaciuto molto piu' della prima volta, ovviamente sono cambiata, maturata (forse) ma la sensazione di camminare in salita per tutte le 500 pagine o giu' di li' c'e' stata ancora.
Per chi non avesse letto questo libro, cerchero di spiegare il perche' la lettura e' cosi' difficile: leggere il Pendolo e' come cercare di avere un orgasmo con uno che non ci sa fare (NON CHE MI SIA MAI CAPITATO....), si va avanti per ore ed ore ed ore... continui... ci sei quasi... no, non ancora... aspetta che continuo... tanto lavoro ma non si arriva mai al climax... niente. Uno spreco di tempo, tante belle sensazioni senza THE BIG O!!
Comunque sia, ci sono un sacco di informazioni sui templari e compagnia bella, molti i riferimenti a temi poi sviluppati in modo mooolto piu' interessante dal punto di vista narrativo da Dan Brown. Non c'e' da meravigliarsi che Hollywood, dopo aver sceneggiato e reso Il nome della rosa un bel giallo monastico e di successo, non si e' neanche avvicinata al Pendolo... in Angels e Demons di D. Brown oppure anche in Da Vinci Code, nelle prime 10 pagine BAM! sei li', nel mezzo dell'azione il cervello comincia a fare congetture... e per tutta la durata del libro ci si sente coinvolti....climax, appunto. Nel Pendolo, ogni pagina che leggi, speri che sia "quella buona"...
Ora ho iniziato a leggere Life of Pi, di Yann Martel, un autore canadese che non conoscevo: ho trovato il libro nel Salvation Army Store per $.50 e non potevo NON comprarlo. Dopo le prime 2 pagine (di solito e' la media di quanto riesco a leggere prima di crollare addormentata) sono gia' presa...
Per il resto, per fortuna la scuola finisce giovedi'!!! Emily ha passato il test per il programma "Discovery" per gifted and talented (per la parte verbale del programma) per cui iniziera' ad agosto (la scuola ricomincia il 5), Vivian ha ricevuto l'Honor Student Award dalla preside (in prima?? vabbe' siamo tutti superfelici per lei) e Chris credo venga promosso!! Risultato del primo anno di scuola in AZ: non male, tutto considerato! Anzi, devo dire che ci siamo trovati meglio qui il pochi mesi che non in 9 anni in New Jersey. Sara' il clima diverso, sara' la gente diversa...
E prima di finire, volevo fare una lista di cose importanti per Toto' e Peppino da fare o da comprare prima che comincino la loro avventura nel Far West:
Oggi dicono che a Tucson si toccheranno i 101F, cioe' circa 38C, qui siamo sempre a circa 5/10 gradi in meno, quindi fara' caldo ma sopportabile. E c'e un bel venticello, quindi il sunscreen e' indispensabile perche' non ci si rende conto di quello che sta succedendo alla pelle!!!
THANKGODFORTHEPOOL!!!! Non vi descrivo neanche il weekend, perche' alla fine non e' stato niente di speciale, ma basti sapere che, per la prima volta in quasi 42 anni ho una bella bella abbronzatura NATURALE!!
Sono persino riuscita a finire di leggere "Il pendolo di Foucault" di Umberto Eco. E' la seconda volta che provo a leggerlo, questa volta sono riuscita a portarlo a termine; devo dire che mi e' piaciuto molto piu' della prima volta, ovviamente sono cambiata, maturata (forse) ma la sensazione di camminare in salita per tutte le 500 pagine o giu' di li' c'e' stata ancora.
Per chi non avesse letto questo libro, cerchero di spiegare il perche' la lettura e' cosi' difficile: leggere il Pendolo e' come cercare di avere un orgasmo con uno che non ci sa fare (NON CHE MI SIA MAI CAPITATO....), si va avanti per ore ed ore ed ore... continui... ci sei quasi... no, non ancora... aspetta che continuo... tanto lavoro ma non si arriva mai al climax... niente. Uno spreco di tempo, tante belle sensazioni senza THE BIG O!!
Comunque sia, ci sono un sacco di informazioni sui templari e compagnia bella, molti i riferimenti a temi poi sviluppati in modo mooolto piu' interessante dal punto di vista narrativo da Dan Brown. Non c'e' da meravigliarsi che Hollywood, dopo aver sceneggiato e reso Il nome della rosa un bel giallo monastico e di successo, non si e' neanche avvicinata al Pendolo... in Angels e Demons di D. Brown oppure anche in Da Vinci Code, nelle prime 10 pagine BAM! sei li', nel mezzo dell'azione il cervello comincia a fare congetture... e per tutta la durata del libro ci si sente coinvolti....climax, appunto. Nel Pendolo, ogni pagina che leggi, speri che sia "quella buona"...
Ora ho iniziato a leggere Life of Pi, di Yann Martel, un autore canadese che non conoscevo: ho trovato il libro nel Salvation Army Store per $.50 e non potevo NON comprarlo. Dopo le prime 2 pagine (di solito e' la media di quanto riesco a leggere prima di crollare addormentata) sono gia' presa...
Per il resto, per fortuna la scuola finisce giovedi'!!! Emily ha passato il test per il programma "Discovery" per gifted and talented (per la parte verbale del programma) per cui iniziera' ad agosto (la scuola ricomincia il 5), Vivian ha ricevuto l'Honor Student Award dalla preside (in prima?? vabbe' siamo tutti superfelici per lei) e Chris credo venga promosso!! Risultato del primo anno di scuola in AZ: non male, tutto considerato! Anzi, devo dire che ci siamo trovati meglio qui il pochi mesi che non in 9 anni in New Jersey. Sara' il clima diverso, sara' la gente diversa...
E prima di finire, volevo fare una lista di cose importanti per Toto' e Peppino da fare o da comprare prima che comincino la loro avventura nel Far West:
- Guardatevi il film "Sfida all'OK Corral", "Tombstone" e "Wyatt Earp", cosi' vi fate una bella cultura sul posto dove vi troverete...
- Compratevi delle buone scarpe da tennis (se conosco bene mia mamma, lei avra' ancora le scarpe comprate 11 anni fa per venire in California!)
- Portatevi un bel cappello per coprirvi la testa (o la boccia, per Toto'/papa'...)
- Portatevi un costume da bagno, ma non mutandine da bagno, papi, che qui e' una cosa che fa ridere gli Americani e non vorrei mai aggiungere altri motivi di scompisciamento oltre alla tua spiccata pronuncia ammerigana. Calzoncini che arrivano almeno a mezza coscia oppure al ginocchio... se non li trovi in Italia, li compri qui. Peppino/mamma, siccome non vuoi neanche toccare l'acqua, ti mettiamo a sedere all'ombra con Lady!!
- Non preoccupatevi delle creme di protezione solare, ne abbiamo a bottigliate, visto l'uso giornaliero che ne facciamo.
- Per precauzione, portatevi una giacchina leggera, un po' perche' a volte alla sera fa ancora freschino, ma anche e soprattutto per andare a fare la spesa nei supermercati e negozi vari... dove l'aria condizionata e' sempre a manetta (e non voglio sentire lamenti!!)
- e dulcis in fundo: ricordatevi la frase chiave per sopravvivere a 15 ore su un aereo americano: NO ICE, THANK YOU!!
Tutto qui... buona settimana a tutti! M.
venerdì 1 febbraio 2008
Aspetto...
Ho appena "scoperto" che il libro che ho finito da poco, "My sister's keeper" di questa autrice di 41 anni, Jodi Picoult, libro che tocca argomenti di estrema attualita' con sensibilita'e profondita' e che mi ha fatto pensare molto (wow!) e commuovere, sta per diventare un film. Nella versione di Hollywood, le due sorelle verrano interpretate da Elle e Dakota Fanning e la madre da Cameron Diaz. Non vedo l'ora che esca, cosi' come il "prequel" di "the Da Vinci Code", cioe' "Angels and Demons", che io ho letto prima di leggere the Code e che mi e' piaciuto molto di piu'. Uscira' qui da noi a dicembre. Al cinema o a casa qualche mese dopo... grazie a Netflix...
venerdì 18 gennaio 2008
Tuesdays with Morrie
Mio zio sta morendo. Ho parlato con i miei oggi e pare che gli abbiano dato dai 25 giorni ai 2 mesi di vita, grazie al cancro al pancreas. Ne' lui ne' mia zia lo sanno, solo i miei cugini (che tra l'altro non vedo dal mio matrimonio). Ovviamente mi dispiace, ma mi chiedo primaditutto: come cacchi fanno ad essere cosi' precisi nel determinare la durata di una vita? "25 giorni, 3 ore e 12 secondi", mi immagino un professorone pomposo dire ai miei cugini sconvolti, mentre al paziente, alla persona di cui e' stata determinata la condanna, non viene detto niente. A parte che uno anche se malato, non e' scemo: si vede dimagrire a vista d'occhio, tutti i parenti che non sente o vede da anni, all'improvviso ti chiamano e vengono a visitarti settimanalmente... a meno che poi uno scelga di far finta che sia tutto normale, ma insomma... Qui negli US e' diverso, il paziente viene informato, a meno che non venga richiesto diversamente, delle sue condizioni. Il motivo per cui la persona viene invece lasciata nell'ignoranza in Italia e', secondo i miei (e presumo che abbiano ragione) per non creare paure e sconvolgimenti che possano indurre al suicidio...
Non sono d'accordo. Io vorrei sapere quanto tempo mi rimane da vivere, penso che sarebbe interessante: utilizzerei il tempo rimastomi per viaggiare, se possibile, e visitare i posti di cui leggo e che mi immagino, mi metterei DAVVERO in contatto con tutte le persone che ho conosciuto e che hanno lasciato un'impronta nel mio cuore, farei pace con tutte le persone (poche) con cui ho fatto guerra , cercherei di imparare un'altra lingua, riprenderei a suonare la chitarra (papi??), sfiderei i miei limiti scalando una montagna, passerei il tempo libero ad osservare i miei bambini, a parlare, cantare e giocare con loro... tutto quello che pospongo, vorrei farlo, e con una fretta e una passione da lasciarmi senza fiato e senza rimpianti. E chissa'? Forse la gioia di vivere potrebbe "buy me some extra time", potrei "guadagnarmi dei giorni extra...
Ho allora suggerito a mio papa' di leggere un bellissimo libro di Mitch Albom, di cui e' stato fatto un film con Jack Lemmon (quindi e' di qualche annetto fa). Il libro e' ovviamente piu' profondo del film, e si intitola "Tuesdays with Morrie". Morrie sta morendo di ALS (Lou Gehrig's disease, non so in italiano come si dica) e, invece di compiangersi e passare il tempo in depressione aspettando la morte inevitabile, sceglie di condividere la sua esperienza con un suo ex-studente (lui e' un professore universitario)... e la comicita' straziante con cui affronta il progredire della malattia, la perdita della dignita'... Nel parlare della morte come fatto che accomuna tutte le cose viventi, dice" Here's how we are different from these wonderful plants and animals. As long as we can love each other, and remember the feeling of love we had, we can die without ever really going away. All the love you created is still there. All the memories are still there. You live on - in the hearts of everyone you have touched and nurtured while you were here. Death ends life, not a relationship."
Non sono d'accordo. Io vorrei sapere quanto tempo mi rimane da vivere, penso che sarebbe interessante: utilizzerei il tempo rimastomi per viaggiare, se possibile, e visitare i posti di cui leggo e che mi immagino, mi metterei DAVVERO in contatto con tutte le persone che ho conosciuto e che hanno lasciato un'impronta nel mio cuore, farei pace con tutte le persone (poche) con cui ho fatto guerra , cercherei di imparare un'altra lingua, riprenderei a suonare la chitarra (papi??), sfiderei i miei limiti scalando una montagna, passerei il tempo libero ad osservare i miei bambini, a parlare, cantare e giocare con loro... tutto quello che pospongo, vorrei farlo, e con una fretta e una passione da lasciarmi senza fiato e senza rimpianti. E chissa'? Forse la gioia di vivere potrebbe "buy me some extra time", potrei "guadagnarmi dei giorni extra...
Ho allora suggerito a mio papa' di leggere un bellissimo libro di Mitch Albom, di cui e' stato fatto un film con Jack Lemmon (quindi e' di qualche annetto fa). Il libro e' ovviamente piu' profondo del film, e si intitola "Tuesdays with Morrie". Morrie sta morendo di ALS (Lou Gehrig's disease, non so in italiano come si dica) e, invece di compiangersi e passare il tempo in depressione aspettando la morte inevitabile, sceglie di condividere la sua esperienza con un suo ex-studente (lui e' un professore universitario)... e la comicita' straziante con cui affronta il progredire della malattia, la perdita della dignita'... Nel parlare della morte come fatto che accomuna tutte le cose viventi, dice" Here's how we are different from these wonderful plants and animals. As long as we can love each other, and remember the feeling of love we had, we can die without ever really going away. All the love you created is still there. All the memories are still there. You live on - in the hearts of everyone you have touched and nurtured while you were here. Death ends life, not a relationship."
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