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martedì 31 gennaio 2012

Lo spettro BRAC ritorna

BRAC e' un acronimo che crea una certa paura nella nostra famiglia: the Base Realignment And Closure e' il nome di un processo nato da un atto del governo, firmato dal Presidente US nel 1990, creato con lo scopo di ridimensionare o chiudere basi militari domestiche per ragioni ambientali ed economiche, atto che e' stato messo in esecuzione in 5 fasi nel corso degli ultimi 20 anni e che e' terminato, con la chiusura definitiva delle ultime basi scelte, nel settembre 2011, tra queste basi anche quella in New Jersey dove aveva lavorato J per 9 anni. O cosi' pensavo.

Abbiamo lasciato la California nel 1998 perche' la situazione nella base dove J lavorarava allora (Point Mugu, base navale e bellissimo pezzo di "real estate" sull'oceano, un'estensione di Malibu ad una cinquantina di chilometri a sud di Santa Barbara) gli era diventata stretta e un trasferimento in New Jersey sembrava offrisse una possibilita' di crescita professionale maggiore e in aggiunta ci piaceva l'idea che Chris, che allora aveva 2 anni e mezzo e il nuovo baby (ero incinta di circa 2 mesi di Emily) avrebbero avuto la possibilta' di conoscere bene i nonni americani e altri famigliari risedenti nell'area NY/NJ invece di essere completamente isolati dalla famiglia come in California. L'idea ha funzionato per un po', ma poi Fort Monmouth e' finita sulla lista delle basi selezionate per la chiusura nel 2002 e nel 2005 e' arrivata la conferma che la chiusura sarebbe iniziata nel 2008 con l'ultima fase terminata nel settembre 2011. Invece di aspettare di essere traslocati in Maryland, dove la posizione di J sarebbe stata trasferita, dopo una visita di una settimana nell'area dove avremmo dovuto andare a vivere (carina, ad essere sincera), ci siamo detti : visto che dobbiamo comunque trasferirici, perche' non farlo in un posto che scegliamo noi? Io sinceramente non ne potevo piu' dei lunghissimi inverni della east coast, del clima super-competitivo del nord della costa orientale USA, dell'aria inquinata, del costo della vita esorbitante... e ho chiesto se possibile, di trovare lavoro in un posto "piu' caldo" e piu' a passo d'uomo... e cosi' dopo circa 6 mesi e diversi colloqui telefonici, gli sono arrivate 2 offerte di lavoro, a distanza di un giorno l'una dall'altra: una in California, nella Silicon Valley e una qui a Sierra Vista. Una ricerca veloce su internet ci ha confermato quello che gia sapevamo e cioe' che nella zona di Santa Clara sarebbe stato impossibile trovare una casa con 3 o 4 camere da letto e due bagni per meno di mezzo milione di dollari o piu' (e io di andare a vivere in un appartamento con 3 figli, 3 gatti e un cane non me la sentivo proprio), quindi abbiamo scelto di venire a vivere qui, in un angolino sperduto dell'Arizona... e non ce ne siamo pentiti...

Ora pero', con la crisi economica e i continui tagli nel budget per la difesa che hanno gia' colpito centinaia di migliaia di lavoratori del dipartimento della difesa (tutti i lavoratori non militari hanno avuto lo stipendio congelato per almeno 2 anni), la parola BRAC e' riaffiorata per darci un po' di ansieta', e anche se le voci di corridoio in merito sono discordanti, il timore che un nuovo giro di "chiusure" ricominci nel 2015 esiste.

Fortunatamente, tra i vari elementi che la commissione BRAC considera nel suggerire quali basi chiudere, l'impatto economico e sociale sulla comunita' adiacente alla base e' uno dei piu' importanti, oltre alla presenza di piste aeree, impatto ambientale, presenza fisica di personale militare... e se Fort Huachuca dovesse chiudere, la citta' di Sierra Vista andrebbe da 42mila abitanti a 500: chi vive e lavora qui o lavora direttamente nella base, o lavora per aziende che suppliscono la base, o per infrastrutture create per supportare la base.
In questo articolo troverete informazioni un po' piu' dettagliate.

Pur non preoccupandomi piu' di tanto, se dovesse succedere di doverci trasferire un'altra volta, mi dispiacerebbe molto per la casa, che adoro, e la zona, che mi piace tantissimo. Per il resto, la vita e' un'avventura e a non accettare le sfide e i rischi che ti propone, si rischia proprio di vivere una vita monotona e moscia.
 E chissa' mai che J non riesca a coronare il suo sogno e farci trasferire per il solito giro di 3 o 5 anni in una base in Europa, magari in Italia... ma anche quelle saranno soggette a riduzione e magari chiusura...

lunedì 9 luglio 2007

Lo scambio

Ieri J ha comprato un laptop, dietro mia insistenza, visto che gli ho detto che voglio mantenere questo blog durante la traversata verso l'Arizona. Ovviamente voglio usarlo solo io, per cui per me questo acquisto e' un regalo, anzi una forma di pagamento, uno scambio. Io gli do quello che vuole e ricevo in cambio quello che voglio. La linea di demarcazione tra moglie e "mantenuta" si sta assottigliando, la mia dignita' sta diventando un bene di lusso, e si tira avanti cosi' in nome della famiglia, in nome del pezzo di carta, perche' ormai cosa voglio, dopo quasi 14 anni? Oppure perche' i figli sono, come mi e' stato ricordato ieri, un pezzo del cuore. Pero' la chiave sta nella parola "pezzo": cosa diventa del "resto" del cuore, quando si fa' tutto per i figli?? Cosa rimane di me, raggrinzita in questo ruolo di mamma che ho scelto di fare al 100%, per amore e perche' ci credo (niente babysitter, niente nanny o nonne per aiutarmi)? Perche' il ruolo di madre non puo' essere integrato con quello di donna che ancora ha una vita da vivere? Sono soffocata dal peso di una relazione che ormai e' alla fine, ho paura della finalita' della scelta che voglio fare, mi sento sola, come se stessi lottando per galleggiare nell'oceano e l'unica imbarcazione che puo' salvarmi e' lontanissima...
Pero' avevo ragione quando dicevo che, quando abbiamo un progetto in comune, andiamo piu' d'accordo del solito: e' la causa comune che ci unisce, e la complicita' che esisteva all'inizio fa' ancora capolino. Vendere la casa, l'itinerario, la macchina dal meccanico, il veterinario, i dottori vari... c'e' tanto da fare, meno tempo per guardarsi in faccia (o no) in silenzio... oppure urlando.
Ogni giorno e' un buogiorno.

sabato 7 luglio 2007

Come Pretty Woman

Ieri sera, cedendo a continue richieste, ho compiuto il mio "dovere" di moglie, mentre ad occhi chiusi pensavo di essere altrove con qualcun altro... con la mente in un'altra dimensione, ero felice, ma la realta' e che ieri sera, in quel momento mi sono sentita come Pretty Woman (ok, la somiglianza con Julia Roberts finisce li'...), hooker anche io, al lavoro!! Che tristezza e che vergogna. E poi non e' servito a niente perche' non riesco a mentire e cosi' la sceneggiata e' ricominciata. E ancora questa mattina, le lacrime perche' sono cattiva... e io che pensavo di fargli un piacere (e anche di avere un po' di pace per qualche giorno). Sono esausta. Devo ancora finire con le valige, e domani arrivano delle persone a vedere la casa... quando mi sembra di non farcela piu', mi rifugio nei miei ricordi o nei miei progetti e tiro avanti un po'.
Mi chiedo quante mogli come me si ritrovano involontariamente nella parte di Julia Roberts e far finta.... ma perche' deve essere cosi'?? e poi perche' giudichiamo le persone che si prostituiscono quando legalmente, a causa del certificato matrimoniale, moltissime donne si prostituiscono tutti i giorni?? Sono cosi' stanca e sola... Buona notte a me...
p.s.: Spero presto di avere il portatile, cosi' da poter continuare a sfogarmi durante "La mitica attraversata".

venerdì 6 luglio 2007

Preparativi

Oggi ho iniziato alcuni preparativi inerenti la nostra partenza per l'Arizona. Il 21 luglio all'alba partiremo alla volta di Sierra Vista, cittadina di 40mila abitanti sperduta nella contea di Cochise. E' come se il mio cervello funzionasse in una dimensione diversa da quella dove il mio corpo si muove. Sono circondata da "cose da fare", la mia lista "to do" e' lunghissima, infinita. Molte persone mi hanno chiesto il motivo per cui vado in AZ e non rimango qui, magari iniziando le pratiche di divorzio. Ho bisogno di tempo per definire chiaramente la mia posizione e per creare un piano a prova di errore per proteggere i bambini. Il mio scopo ultimo sarebbe quello di poter tornare in Italia definitivamente, ma pare che sia estremamente difficile, forse impossibile. Per questo tutte le mie azioni dovranno essere calcolate. Ho scoperto anche di avere un'arma che potrebbe servirmi, e che utilizzero' solo se necessario, ma che mi garantirebbe la fine di questa tragicommedia.
Dal punto di vista della vita di coppia, stamattina e' stato tutto molto strano, ma ho avuto la conferma del poter che noi donne abbiamo quando decidiamo di utilizzare l'arma del diniego... non so pero' per quanto potro continuare cosi'... tutte le mattine e' la stessa storia... che palle.
Ora torno alle mie faccende domestiche. Spero proprio di potermi comprare un laptop prima della partenza, cosi' da continuare questo blog durante l'attraversamento degli US.

Amicizie sbilanciate: una miniserie.

Quello dell'amicizia e' un argomento cui penso spesso, e di cui ho parlato anche nel blog frequentemente. Sin da bambina ho vissuto ...