Visualizzazione post con etichetta Vita e morte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vita e morte. Mostra tutti i post

martedì 12 agosto 2014

Mork e la scintilla di pazzia che lo ha riportato su Ork

Non so con esattezza perché, ma la morte di Robin Williams mi ha colpito piuttosto fortemente. Sara' che anche io, come milioni di persone, sono cresciuta con Mork & Mindy, sarà che amo le persone che mi fanno ridere, e sicuramente Robin Williams e' nell'Olimpo dei comici, ma appena saputa la notizia, mi e' venuto un po' il magone. Perché in qualche modo lo sapevamo un po' tutti che dietro quella comicità irrefrenabile, esistevano tormenti e demoni profondi (come spesso capita con i comici, la loro comicità ha radici in sofferenze), lo sapevamo tutti, almeno qui in America che ne seguivamo gli ups and downs, i saliscendi fatti di grandi successi professionali e cadute e ricadute personali tra gli artigli dell'alcol, che qualcosa sarebbe potuto succedere. E ne aveva accennato in tante interviste negli ultimi anni specialmente.
Nella sua ultima intervista con Jon Stewart del Daily Show, Robin Williams parla apertamente della sua lotta contro l'alcolismo (oltre all'alcol, aveva anche abusato di cocaina negli anni '70 e '80), e dice, rispondendo a Jon che menziona la sua paura, una volta che aveva smesso di farsi, di non essere più capace di creare, di far ridere la gente, "the main operative word is fear… the fear is there, and you're try to overcome it with that, but if you can deal with fear and realize that some of it  is real and some isn't, and then come throughout that…" "La parola operativa e' paura… la paura e' li', e tu cerchi di superarla con quella (la sostanza chimica), ma se riesci a trattare con lei e realizzare che un po' e' reale e un po' no, e poi riesci a passarci attraverso…"

Paura di non essere adeguato, di non farcela, di aver bisogno di alcol… Depressione.

E' difficile per noi "comuni mortali" concepire che una persona che verosimilmente ha raggiunto l'apice di successo, fama, soldi, sia depressa o viva paralizzata dalla paura… Eppure e' la realtà di tante persone, persone meno famose e ricche, persone "normali", con una vita che sembrerebbe perfetta, o comunque una vita che vale la pena vivere.

La mia prima esperienza con la depressione risale a una trentina di anni fa, mi ricordo un Natale in cui mia madre era sdraiata sul divano non so se piangesse o meno, ma non era felice. Non capivo perché e pensavo, vabbe' ma perché deve fare cosi' a Natale? Perche non si alza e si unisce al resto della famiglia?
E' un ricordo vago, ero un'adolescente penso, e ricordo le parole "esaurimento" e "depressione"…

La seconda esperienza che ho avuto con la depressione e' stata molto più drammatica e difficile, e l'ho vissuta quando mio marito e' stato diagnosticato come bipolare/depresso, 12 anni fa. La stessa diagnosi di Williams, tra l'altro.
L'intervento della polizia, il ricovero in un ospedale psichiatrico seguito da mesi, anni di medicine, terapia, gruppo di supporto.. mentre io con 3 figli piccoli (Vivian non aveva nemmeno 2 anni) mi ubriacavo di informazioni su cause, cure, pericoli… lo sapevate che il 25% di persone diagnosticate bipolari commettono suicidio? Io ho vissuto con questa spada di Damocle per anni.
Oltre al trovarmi a dover imparare a convivere con una malattia di cui si parla poco, una menzione particolare va allo stigma che qualsiasi malattia mentale porta con se e all'isolamento che ne consegue... sono convinta di essere riuscita a sopravvivere a quegli anni un po' perché non avevo scelta e un po' grazie al mio piccolo gruppo di amiche locali che erano a conoscenza di quello che mi succedeva, e sono state presenti nonostante lo stigma appunto.
Prima del mio incontro ravvicinato con la depressione, anche io facevo parte del gruppo di persone che, di fronte ad una persona depressa, pensava Snap out of it!,  Riprenditi!
Ora so che non basta schioccare le dita o battersi i tacchi delle scarpette rosse, non si esce dal tunnel della depressione con un colpo di bacchetta magica...
Non vi tedio con i dettagli, ma e' stata una lunga battaglia combattuta da parte sua, con me al margine…Tanto lavoro che lui ha fatto su se stesso, dall'imparare a riconoscere i "momenti giù" e i sintomi, quando tornavano, all'accettare la propria imperfezione, la propria immaturità emotiva ed essere disposto ad accettarsi e a cambiare, ogni giorno… tanto lavoro anche da parte mia… una battaglia dove la sua "fortuna" e' stata anche quella di non avere mai avuto problemi di abuso di sostanze chimiche.

Quali fossero i demoni interiori che tormentavano Robin Williams, probabilmente non lo sapremo mai, non possiamo capire in quale oscurità vivesse, per noi e' inconcepibile, ma guardatevi intorno, perché siamo tutti circondati da persone che soffrono silenziosamente. E se avete qualcuno nella vostra vita che soffre di depressione, che vive una paura che voi non capite, ma che per lui e' così forte e potente da dominargli la vita, non accantonate questi suoi sentimenti come insignificanti, o facili da superare, perché per questa persona non lo sono. Che almeno sappiano che sono amati. E che riconosciamo che i loro dolori sono veri e non un parto della loro immaginazione o un modo perverso per cercare attenzione (questo e' quello che si sente spesso dire in relazione alla depressione).

Robin Williams ha toccato in modo indelebile la fantasia e le vite di milioni di persone nel mondo. Che la sua morte prematura ricordi a tutti che la depressione e' una malattia vera, che non c'e' niente di intrinsecamente sbagliato o marcio in una persona che soffre di una malattia mentale, qualsiasi essa sia. Che esiste aiuto (anche se spesso quello che possiamo dare noi come famigliari o amici e' solo la nostra presenza e il nostro affetto) e che possono vivere una vita normale, e persino guarire.
Parliamone apertamente, cosi come parliamo di diabete e asma.

Perché alla fine siamo tutti un po' pazzi.

"You're only given one little spark of madness. You mustn't lose it."  (Robin Williams)

"Ti viene data solo una piccola scintilla di pazzia. Non devi perderla."


Qui l'intervista di cui vi parlavo dello scorso settembre con Jon Stewart:

lunedì 21 ottobre 2013

Romeo e Giulietta esistono davvero, ancora, oggi.



Ho il cuore pesante, e' come se fossi coperta da un velo di tristezza. Martedi', grazie ai fili infiniti dei social media, mi e' arrivata la notizia che Amy e Derrick Ross non ci sono piu'.

Nowhere Man and a Whiskey Girl sono... erano un duo di musicisti "locali", dallo stile un po' folk un po' indie, che suonavano spesso a Bisbee e a Tucson, ed io ho avuto la fortuna di sentirli dal vivo un paio volte durante i nostri pranzi a Poco. L'ultima volta e' stata a giugno, l'ultimo giorno tra l'altro, per aggiungere tristezza alla tristezza, in cui Poco, uno dei nostri ristoranti preferiti, era aperto, e alla fine del loro concerto J ha voluto comprare uno dei loro cd. Lui li avrebbe voluto comprare tutti (ne hanno pubblicati 3, se non mi sbaglio), ma io, sempre preoccupata per i soldi, o meglio per la loro mancanza, ne ho comprato solo uno. Ed e' da lunedi' che lo faccio suonare in macchina e spesso non posso trattenere le lacrime: Amy, "Whiskey Girl", era malata di lupus da anni, da 6 era in dialisi e la sua vita era da tanto sospesa ad un filo. A causa di un'infezione al sangue contratta facendo la dialisi, era in ospedale a Tucson da una settimana e avrebbe dovuto sottoporsi ad un'operazione, ma lunedì non ce l'ha fatta. Derrick, "Nowhere Man", non solo partner musicale ma marito da 13 anni, dopo aver detto ai genitori, suoi e di lei, che lei stava bene, tornando da Tucson a Bisbee si e' fermato per comprare una pistola. Martedi' mattina sua mamma, dopo aver ricevuto una telefonata di un amico che le diceva che Amy era morta, e' corsa subito nell'appartamento di Bisbee della coppia, ed ha scoperto il figlio, morto.
In un podcast recente fatto con il loro amico, il comico Doug Stanhope, anche lui residente di Bisbee, Derrick, parlando dei problemi di salute della moglie, aveva detto chiaramente che se Amy se ne fosse andata, lui si sarebbe ucciso. E cosi' ha fatto. Amy aveva 40 anni, Derrick 39.

Amy e Derrick da Poco, la primavera scorsa (photo credit: Camillus Fly)
Sulla pagina facebook di Amy, lunedi' mattina scorso e' apparso questo post : "Hey kids! Bad news! I died this morning and Derrick didn't know how to tell you. I love you all and hope you go out and be nice to someone. Funerals are a bore so hopefully I don't have one. Give Derrick some space... He stinks at this stuff so leave him be for now. Thanks for all the kindness... Please spread it around.  Whiskey 
"Hey ragazzi! Brutta notizia! Sono morta questa mattina e Derrick non sapeva come dirvelo. Vi voglio bene e spero che usciate e siate carini verso qualcuno. I funerali sono una noia cosi' spero di non averne uno. Date a Derrick un po' di spazio.... fa pena in queste cose e lasciatelo in pace per ora. Grazie per la gentilezza... per favore, spargete la notizia. Whiskey."
E la mattina seguente, sempre sulla pagina di Amy, questo post:  "Sorry to bring more bad news but Derrick decided to join me at some point in the night last night. I thought it best you heard it from me. Enjoy every sandwich. We love and will miss you all. Go be nice to someone for us."  
"Mi dispiace di portarvi altre brutte notizie, ma Derrick ha deciso di unirsi a me a un certo punto della notte. Ho pensato che sarebbe stato meglio se aveste ricevuto la notizia da me. Godetevi ogni panino. Vi vogliamo bene e ci mancate tutti. Andate e siate gentili verso qualcuno per noi."


Anche dopo che si e' saputo che questi 2 post erano stati scritti da Doug, il loro amico comico, cui Derrick aveva dato la password della pagina di Amy dopo avergli dato la notizia della morte di Amy, questi post hanno un sapore soprannaturale, misteriosamente strano... 

Gli amici hanno dipinto questo murale sul muro della loro casa (photo credit: Bridget Ivy Rose)

L'onda di dolore che ha stretto Bisbee, una comunita' minuscola di artisti ed ex-hippie dove tutti si conoscono e dove la perdita di questa amata coppia e' sentitissima, in una morsa gelida ha avuto ripercussioni anche in giro per gli US, perche' questi moderni Romeo e Giulietta sono veri, la loro storia tristemente reale e finale, come solo la morte puo' esserlo, la loro musica ferma nel tempo.

Per me soprattutto, l'impatto di questa storia e' al limite dell'ossessione perche' il loro amore "oltre la morte" contraddice il cinismo che permea la mia visione delle relazioni a lungo termine.
L'amore nasce solitamente come una reazione chimica esplosiva che ti fa' sbandare, ti fa perdere ogni contatto con la realtà, scaraventandoti in un universo parallelo fatto di farfalle nello stomaco, sogni ad occhi aperti e spinte sessuali poderose... per poi trasformarsi col tempo in una relazione dove "mutua compagnia e responsabilità condivise" sono le ragioni-pilastro, quando va bene, e quando va male diventa una serie di momenti di noia, rabbia o lacrime.
E l'amore di Amy e Derrick non riesco a collocarlo nella mia concezione deromanticizzata dell'amore e del suo "degrado" temporale. Dove li piazzo ora io, Amy e Derrick?

Se ci penso bene, con il tasso di divorzio tra il 40/50% dei matrimoni (per il primo matrimonio, perché  poi sale al 60% col secondo matrimonio), una coppia come Amy e Derrick e' davvero l'eccezione che conferma la regola: ne parlavo con il mio capo mercoledì e dicevo che secondo me la scelta del suicidio e' egoista e codarda. Lui mi ha risposto che lo pensava anche lui, finche' non e' successo quello che e' successo con questa coppia: nel caso di Derrick il suicidio non e' una scelta vigliacca, ma una scelta d'amore. E forse ha ragione.

E comunque e' una storia struggente d'amore senza fine, come quelle che si vedono al cinema, e non posso far altro che suggerirvi di guardare questi due video e lasciare che la musica di NMWG vi trasporti nel loro mondo e che la voce languida e ammaliante di Whiskey Girl vi guidi dove l'amore e' eterno. Perché io fino a settimana scorsa non ci credevo.

Questa e' la mia canzone preferita, forse per le parole premonitrici: "If only I could stop a heart from breaking, I would not have lived in vain... "






Tumbleweed by Nowhere Man and a Whiskey Girl from Photographic Memoria on Vimeo.


p.s.: domani a Bisbee ci sara' il Memorial Service per Amy e Derrick, e tra le richieste c'e' quella di indossare vestiti colorati, niente nero.. "If you plan to attend please wear bright colors, no sad all black shit. We are all gathering after service everyone is welcome please bring either food or drinks or both." 

p.p.s.: la musica di Nowhere Man and a Whiskey Girl la si puo' trovare su iTunes, in caso qualcuno fose interessato.

domenica 19 febbraio 2012

Whitney, Amy, Michael... the damage done.

Un'altra artista, con un talento enorme bruciato prima del tempo. E ascoltando questa vecchia canzone di Neil Young mi accorgo di non capire le ragioni della scelta di un lento, inevitabile suicidio. Non capisco. E' un peccato.
"Every junkie's like a settin' sun", ogni tossico e' come un sole che tramonta... la sua bellezza passa velocemente e torna l'oscurita'.

(Questa canzona mi scaraventa indietro di 35 anni, quando mia sorella Marinella la suonava e cantava, e io la canticchiavo senza capirne il significato...)




The needle and the damage done


I caught you knockin'

at my cellar door

I love you, baby,

can I have some more

Ooh, ooh, the damage done.



I hit the city and

I lost my band

I watched the needle

take another man

Gone, gone, the damage done.



I sing the song

because I love the man

I know that some

of you don't understand

Milk-blood

to keep from running out.



I've seen the needle

and the damage done

A little part of it in everyone

But every junkie's

like a settin' sun.







mercoledì 5 ottobre 2011

La fine di un'era?

Non sono una fan di Apple, ma ho sempre apprezzato chi riesce a cambiare il mondo grazie ad innovazioni e creativita'. Steve Jobs rappresenta l'American Dream, e la sua morte a 56 anni lascia tutti un po' tristi. Una vita ben vissuta non si rimpiange, si ricorda.

"Remembering that you are going to die is the best way I know to avoid the trap of thinking you have something to lose." - Steve Jobs, 2005

sabato 3 ottobre 2009

Goodbye, Lady, and farewell!

Ieri pomeriggio alle 5, abbiamo detto addio a Lady. Negli ultimi 3 giorni aveva iniziato ad avere la diarrea, e siccome era incontinente, abbiamo passato ore a pulire e disinfettare e a cercare di eliminare l'odore da stalla dalla casa.
La veterinaria ci ha detto, considerati i dolori di cui soffriva per via dell'artrite (a fatica riusciva ad alzarsi), la mancanza di appetito, la perdita di peso :"I think it's time to let her go"... penso sia ora di lasciarla andare. E cosi' se ne e' andata, velocemente, due punture, una per rilassarla e una per farla morire, mentre J ed io la accarezzavamo e Violet urlacchiava come fa ultimamente....


Cosa si puo' dire di una cagna che per piu' di 12 anni ti e' stata amica, la tua ombra, che ti ha protetto, ha protetto i tuoi bambini come se fossero stati i suoi cuccioli, che ti ha amato sempre tanto nonostante tutto?
Spero che di ritrovarti un giorno, Lady, per andare ancora a passeggio inseme negli infiniti sentieri del cielo.

lunedì 28 gennaio 2008

Farewell

Ne' 2 mesi, ne' 25 giorni... mio zio si e' spento sabato notte alle 3:30. Oggi alle 2pm ora italiana il funerale. Sto cercando di scrivere 2 righe su un biglietto di condoglianze, ma mi trovo un po' senza parole (strano ma vero): cosa scrivi a dei parenti che non vedi o senti da 14 anni in un momento cosi' difficile? Il classico "anche se lontani, vi siamo vicini"... il che poi e' vero... ieri sera ho pregato extra per i miei cugini e mia zia...

Io mi ricordo mio zio che rideva durante le varie cene fatte a casa di mia nonna (la nonna di nome America), poi mi ricordo di quando, tutto fiero dei suoi figli, (lo capisco adesso, ma allora lo trovavo totalmente scompisciante), metteva in mostra mio cugino, che probabilmente aveva gia' 12 anni o giu di li' e mi immagino fosse estremamente imbarazzato, e gli chiedeva di far vedere a tutti com'era bravo a far funzionare l'accendino, e io che ridacchiavo... questo zio e' il fratello maggiore di mia mamma, che e' l'unica femmina di 4 figli (sto per raccontare una storia, non sbadigliate...) e credo che abbia sempre avuto i baffi; quando era giovane una volta ha chiesto a mio papa' (suo cognato) di spuntarglieli. Mistake, HUGE one, visto che mio padre e' una delle persone piu' imprecise che conosco in piu' e' "malato" di un umorismo letale. Anyway, lo zio chiede aiuto a mio papa', errore colossale. Mio padre comincia a spuntare a destra, poi a sinistra, poi un po' di piu' a destra... poi un pelino di piu' a sinistra... no, e' un po' storto, cia' che spunto un po' di piu di qui... aaahhh, finalmente, perfetti! Mio zio si alza, si guarda allo specchio... e manda a cagare mio padre.... "Ma sembro Hitler!!" (ovviamente dovete immaginarvelo raccontato in milanese, che non so parlare ne' tantomeno scrivere).

L'amore, l'affetto che proviamo per chi non e' piu' con noi, non finiscono quando il cuore finisce di battere. Ci sono i ricordi delle risate, dei momenti belli, di quando non si pensava alla fine...

e da un punto di vista egoistico, almeno i miei riusciranno a venire qui per Pasqua o giu di li'.



Stanotte e' arrivata una bella tempesta, con acqua e ventaccio. Ha smesso di piovere adesso, ma il vento c'e' sempre. E fa freddino. Ho le mani congelate, anche in casa, mi sa che mi faccio un altro te' e ci ficco le dita dentro. Oggi e' il turno di Chris di stare a casa con il mal di pancia.. dubballe! Miss Heidi, l'autista dello scuolabus, ha riconfermato che di solito ci vuole un anno per acclimatizzarsi a questa altitudine... allora, sono passati 6 mesi...
Il cielo e' terso e di un blu quasi finto, le montagne e' come se mi sorridessero, dalla finestra della sala... ieri degli agenti del Border Patrol hanno trovato una bambina di 5 anni che si era persa, mentre i genitori, illegali, cercavano di attraversare le Huachuca Mountains per entrare negli US... cerco di immaginarmi, persa a 5 anni sulle montagne fredde, con i coyote che ululano, in un paese straniero... ma tale e' la voglia di scappare dal loro paese che rischiano tutto. Facevo notare a J l'altro giorno un dato incredibile: Douglas e Agua Prieta, citta' gemelle confinanti, divise dal confine US/Mexico... Douglas 2000 abitanti circa, Agua Prieta 250000... Why?- chiede J. Ovvio, quanti americani desiderano vivere attaccati al Messico e quanti Messicani desiderano vivere attaccati agli U.S.? Take a look at the numbers...
Mi viene una voglia di prendere la mia mia mountain bike e' cominciare a pedalare verso le montagne, e invece sono in casa a fare la crocerossina.. anche se lo vedo che sta meglio, si e' gia' incollato al computer e gioca Jedi Academy... mah! XO

venerdì 18 gennaio 2008

Tuesdays with Morrie

Mio zio sta morendo. Ho parlato con i miei oggi e pare che gli abbiano dato dai 25 giorni ai 2 mesi di vita, grazie al cancro al pancreas. Ne' lui ne' mia zia lo sanno, solo i miei cugini (che tra l'altro non vedo dal mio matrimonio). Ovviamente mi dispiace, ma mi chiedo primaditutto: come cacchi fanno ad essere cosi' precisi nel determinare la durata di una vita? "25 giorni, 3 ore e 12 secondi", mi immagino un professorone pomposo dire ai miei cugini sconvolti, mentre al paziente, alla persona di cui e' stata determinata la condanna, non viene detto niente. A parte che uno anche se malato, non e' scemo: si vede dimagrire a vista d'occhio, tutti i parenti che non sente o vede da anni, all'improvviso ti chiamano e vengono a visitarti settimanalmente... a meno che poi uno scelga di far finta che sia tutto normale, ma insomma... Qui negli US e' diverso, il paziente viene informato, a meno che non venga richiesto diversamente, delle sue condizioni. Il motivo per cui la persona viene invece lasciata nell'ignoranza in Italia e', secondo i miei (e presumo che abbiano ragione) per non creare paure e sconvolgimenti che possano indurre al suicidio...

Non sono d'accordo. Io vorrei sapere quanto tempo mi rimane da vivere, penso che sarebbe interessante: utilizzerei il tempo rimastomi per viaggiare, se possibile, e visitare i posti di cui leggo e che mi immagino, mi metterei DAVVERO in contatto con tutte le persone che ho conosciuto e che hanno lasciato un'impronta nel mio cuore, farei pace con tutte le persone (poche) con cui ho fatto guerra , cercherei di imparare un'altra lingua, riprenderei a suonare la chitarra (papi??), sfiderei i miei limiti scalando una montagna, passerei il tempo libero ad osservare i miei bambini, a parlare, cantare e giocare con loro... tutto quello che pospongo, vorrei farlo, e con una fretta e una passione da lasciarmi senza fiato e senza rimpianti. E chissa'? Forse la gioia di vivere potrebbe "buy me some extra time", potrei "guadagnarmi dei giorni extra...

Ho allora suggerito a mio papa' di leggere un bellissimo libro di Mitch Albom, di cui e' stato fatto un film con Jack Lemmon (quindi e' di qualche annetto fa). Il libro e' ovviamente piu' profondo del film, e si intitola "Tuesdays with Morrie". Morrie sta morendo di ALS (Lou Gehrig's disease, non so in italiano come si dica) e, invece di compiangersi e passare il tempo in depressione aspettando la morte inevitabile, sceglie di condividere la sua esperienza con un suo ex-studente (lui e' un professore universitario)... e la comicita' straziante con cui affronta il progredire della malattia, la perdita della dignita'... Nel parlare della morte come fatto che accomuna tutte le cose viventi, dice" Here's how we are different from these wonderful plants and animals. As long as we can love each other, and remember the feeling of love we had, we can die without ever really going away. All the love you created is still there. All the memories are still there. You live on - in the hearts of everyone you have touched and nurtured while you were here. Death ends life, not a relationship."

giovedì 17 gennaio 2008

Briciole di vita quotidiana al "Ventosa Ranch"...

Stamattina e' iniziata alla ricerca del cavetto che collega la macchina fotografica al computer, e porcaccia la vaccaccia non riesco a trovarlo!! Ieri mattina ho fatto una foto bella dell'alba e voglio postarla... vabbe', sara' per un'altra volta. Dunque, cosa mi e' successo di interessante negli ultimi giorni? Lunedi' ho fatto una specie di intervista con una investigatrice del FBI... no, non ho fatto niente di male, ma a J e' stato chiesto di ottenere un livello di sicurezza superiore (moolto superiore!) che non posso dire e quindi stanno facendo un'investigazione di quelle da film... magari verrete chiamati anche voi, mami e papi, ma non credo, anche se il vostro nome ora e' nelle loro mani!!! Mi ha fatto un sacco di domande, dove l'ho conosciuto, che tipo di persona e', reliable, se ama il suo paese etc, poi ovviamente le domande hanno anche coinvolto la sua permanenza all'ospedale, le medicine che non prende piu'... per ovvie ragioni ho dovuto un po' nascondere certe situazioni, ho detto che e' un ottimo padre (vero) e un ottimo marito (bugia)... vedremo cosa succede!
Martedi' niente di straordinario, eccetto la cena che e' consistita di TAMALES , un piatto tipico del Messico e praticamente di tutta l'America Latina (anche con nome diverso). Ovviamente oltre alla "masa de maiz", una specie di farina di mais con sapore di lime, abbiamo aggiunto la nostra farcitura vegetariana ed e' stata una cosa FANTASTICA!!
Ieri ho fatto la seconda lezione per imparare la tecniche di vetri decorativi e mi diverto troppo. Ho una foto del mio progetto pronto per essere saldato, ma per il problema di cui sopra, per il momento rimane un mistero. Posso solo dire che sono estremamente fiera di me stessa!
Stamattina, freddo e nuvoloso, ma le nuovole sono sempre cosi'... artistiche qui da noi! Speriamo che piova un po', piu' tardi, ma ho i miei dubbi. Non mi sembra vero che tra poco inizieranno a fare il buco in giardino per la piscina... e con il riscaldamento sia solare che a gas, potremo probabilmente usarla (almeno l'idromassaggio) tutto l'anno... ormai chiamiamo la nostra casetta "Ventosa Ranch" (non ha nessun riferimento a funzioni corporali, ma al nome della via)... non vedo l'ora che i miei vengano a trovarci... e poi spero che altri amici si facciano vedere... incrocio le dita! M.

mercoledì 12 dicembre 2007

Magico!

Ieri alle 3 ho portato Simba dal veterinario, ho pagato per l'iniezione e la cremazione di gruppo, e un'assistente l'ha portato via... Verso le 3:15, tornata a casa, J ha chiamato per sentire come era la situazione (Chris era molto sconvolto, soprattutto perche' non ha avuto modo di salutarlo) e ci dice che dalla montagna dove lavora si vedeva un arcobaleno... l'arcobaleno di Simba!! Ma questo e' davvero un posto magico!!! Il doppio arcobaleno di Heidi e adesso quello di Simba...

Amicizie sbilanciate: una miniserie.

Quello dell'amicizia e' un argomento cui penso spesso, e di cui ho parlato anche nel blog frequentemente. Sin da bambina ho vissuto ...