martedì 26 giugno 2012

Il mio "discorso" durante la cerimonia

A gentil richiesta di Chiara, ecco il "discorsino" da me fatto durante la cerimonia di naturalizzazione, così come l'ho scritto in macchina, in viaggio verso Tucson: anche se poi al momento ho improvvisato qui e li' e mi sono dimenticata pure un paio di frasi... la sostanza e' questa:

"My name is Monica and I'm from Italy.
If someone, 20 years ago, had asked me where would I see myself in 20 years, THIS would have never been my answer.
But as it happens, 19 years ago I fell in love with an American, moved here, and then I fell in love with this country.
For me, today is much more than becoming American and embracing back this country that has welcomed and embraced me for many years, today I feel like I'm closing a circle, bringing closure to my Grandmother's unfinished "dream". 
She left Italy with her family as a child, came to this country at the beginning of the last century and lived in New York for a decade. She went back to Italy and never got to come back, and I grew up listening to her tales about the wonderful "life in America" and I've heard her complain several times about the fact that they had to go back to Italy.
In a way, I feel like her dream of living here is now being fulfilled by me and my children, her great-grandchildren. I know each one of us in this room is here today because of a dream, that for some it is now a reality thanks to this ceremony, while others may have just begun dreaming; but whatever our dream might be, let's not stop dreaming: I know that sometimes it might seem like our dreams will never be fulfilled, but I also know now that sometimes it won't be us, but perhaps our children or grandchildren or even our great-grandchildren who will make them a reality.
So congratulations and let's keep on dreaming.
Thank you."

"Mi chiamo Monica e vengo dall'Italia.
Se qualcuno, 20 anni fa, mi avesse chiesto dove mi sarei vista in vent'anni, QUESTA (indicando la sala) non sarebbe mai stata la mia risposta.
Ma come vuole il destino, 19 anni fa mi sono innamorata di un americano, mi sono trasferita qui, e mi sono poi innamorata di questo paese.
Per me oggi rappresenta molto più che non diventare americana e abbracciare a mia volta questo paese che mi ha benvenuta e abbracciata per molti anni, oggi sento che sto chiudendo un cerchio, portando a termine il "sogno" incompiuto di mia nonna. Lei aveva lasciato l'Italia con la sua famiglia, da bambina, era venuta in questo paese all'inizio del secolo scorso e aveva vissuto a New York per un decennio. Tornata in Italia, non e' mai più riuscita a tornare qui, ed io sono cresciuta  ascoltando le sue storie sulla meravigliosa "vita in America" e l'ho sentita spesso lamentarsi del fatto che fossero dovuti tornare in Italia.
In un certo senso, sento che il suo sogno di vivere qui venga ora realizzato da me e dai miei figli, i suoi pronipoti. So che ognuno di noi in questa sala e' qui oggi a causa di un sogno, che per alcuni e' ora una realtà grazie a questa cerimonia, mentre altri forse hanno appena iniziato a sognare; qualsiasi sia il nostro sogno, non smettiamo di sognare: so che alcune volte potrebbe sembrare che i nostri sogni non si realizzeranno mai, ma so anche che qualche volta non saremo noi, ma forse i nostri figli o nipoti, o persino i nostri pronipoti a renderli realta' .
Congratulazioni allora, e continuiamo a sognare.
Grazie."

8 commenti:

  1. wow, mi ha fatto venire la pelle d'oca!

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  2. bello, commovente! complimenti Moky!

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  3. grazie Monica!
    molto bello, cuore e intelligenza!
    Gli Usa hanno guadagnato una donna speciale...
    Poi bella la storia della nonna: evidentemente l'avete nel sangue!

    Ti auguro una vita meravigliosa!
    Chiara

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  4. Bellissime parole! Ma da te non poteva essere altrimenti. Un abbraccio!

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