mercoledì 30 settembre 2015

Una colazione da provare: Hash del Far West con patate dolci

Con questo post partecipo al concorso 
"IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO" che il blog La Tana Del Riccio ha indetto per celebrare il suo quarto anniversario.
Se dovessi vincere, anche se ho miei dubbi visto che la maggior parte delle ricette che vi partecipano sono provenienti da blog di cucina/ricette, il premio, visto che non lo spedite all'estero (giustamente), troveremo un modo di farmelo recapitare da qualcuno che viene "dalle mie parti"...





Prima di vivere negli US, la colazione, da vera italiana, era per me sempre esclusivamente dolce: dal caffelatte con biscotti a casa, al cappuccino con la brioche in un bar, come milioni di italiani le mie giornate iniziavano sempre banalmente e noiosamente nello stesso modo, con una bevanda a base di caffe' e un qualcosa di dolce, dove ogni input creativo era praticamente non esistente.

Come in altri ambiti, anche in campo "colazioni", venire in America ha aperto i miei orizzonti sulle innumerevoli possibilità e diversità che esistono nel mondo: mi ricordo ancora quando mio marito mi porto' per la prima volta da IHOP, International House Of Pancakes, le mie prima pancakes, con lo sciroppo d'acero e le fragole fresche (e senza l'onnipresente noce di burro, un alimento che non mi e' mai piaciuto anche durante i miei anni da onnivora)... che delizia!
Oppure la prima visita alla Waffle House: ristoranti ispirati dalle colazioni, che concetto! Per farvi capire, immaginatevi un cieco che finalmente ci vede e guarda un quadro di Pollock, o un sordo che acquisisce l'udito e ascolta una sinfonia o un coro... wow, mi sono detta, c'e' davvero tutto un mondo intorno!

Onde evitare le solite critiche, confermo che esiste anche qui l'equivalente noioso del beverone a base di caffe' + biscotti del Mulino Bianco (che poi dai, non penso che si meritino i contrabbandi di cui leggo in giro...), ed e' la colazione fatta con latte +cereali, perché anche se ce ne sono centinaia di tipi diversi, e' sempre davvero la solita menata che, se va bene durante le mattine in cui si e' di corsa e ci si deve preparare per scuola o lavoro, diventa tediosissima quando e' l'unico modo in cui si interrompe il digiuno notturno, mattino dopo mattino.

Come succede in tutti i campi ma specialmente in quello gastronomico, quando si esce dalle proprie abitudini e tradizioni e si accetta che altre cucine possono essere deliziose quanto la propria, e' tutta una scoperta avventurosa spesso piacevolissima.  Nel mio caso, ho scoperto le infinite variazioni e combinazioni possibili con pancakes, muffins, sweet buns, waffles, french toast + frutta, nocciolame, e... avete notato come non ho menzionato niente di salato, niente a base di uova, bacon, formaggi, salsiccette? Si' perché anche prima che diventassi vegan, l'idea di una colazione salata, super-unta mi faceva schifo.

Poi sono diventata vegan e, come ho scritto diverse volte, e' stato come aprire un'altra grande finestra culinaria sul mondo: all'improvviso ho scoperto ingredienti, spezie, verdure, frutta, granaglie che non solo non avevo mai assaggiato prima, ma di cui non avevo nemmeno sentito parlare; tutti pero' utilizzati in altre cucine e tradizioni normalmente.
Usando libri di ricette vegan ho scoperto che, eliminati uova, bacon, salsicce ed altre cose grasse e disgustose non più di mio gusto dalla cucina, l'idea di una colazione salata non era poi così spiacevole.

Cosi' ho iniziato a buttarmi, ogni tanto eh?, nelle colazioni salate, principalmente nei weekend... pensate, all'inizio ero così titubante che il primo tofu strapazzato l'ho fatto usando questo mix (tutti gli inizi sono sempre traballanti e pieni di incertezze), poi ho imparato ad essere più spericolata, accettando l'idea del breakfast burrito, della No-melet e delle patate al forno come colazione. E l'hash.

L'hash non e' un'invenzione americana, esiste in tanti altri paesi (certo NON l'Italia) e in pratica e' un miscuglio di carne tritata (barf), patate e cipolle cui viene aggiunto spesso alla fine un uovo (doppio barf), tutto cotto in padella con diverse spezie a piacere.
E' un termine che viene usato oggi anche per indicare qualsiasi piatto fatto di ingredienti avanzati o strani, una ricetta non-ricetta se vogliamo, concetto che una madre scazzata che non ama proprio cucinare non può che apprezzare (ogni riferimento a persone presenti e scriventi e' puramente casuale...).
Cosi' ogni tanto mi sono cimentata anche in Hash di Patate semplicissimi, usando patate pregrattuggiate e surgelate (si trovano in tutti i supermercati qui), cui poi aggiungevo della salsa barbecue o un po' di ketchup... buoni ma eh, niente di speciale.

Poi siccome l'universo funziona così, l'invito a partecipare al concorso de La Tana del Riccio e' arrivato proprio nel momento in cui avevo fatto una scoperta culinaria assurda, ma che voglio condividere: adoro le patate americane!
Sembra un po' una stupidata, visto che assieme alla patate e' uno dei tuberi "nazionali", ma siccome a mio marito non piacciono tanto (o per niente, nei modi in cui vengono usate tradizionalmente qui), non ho mai esplorato più di tanto ricette a base di sweet potatoes, se non l'occasionale zuppa invernale.
Quindi per 21 anni, le patate dolci non hanno fatto parte della nostra dispensa finche' anche lui, J, ha deciso di riprovarle, anche incentivato da recenti studi che hanno confermato che le sweet potatoes hanno un forte potenziale anti-cancro, e ha scoperto che gli piacciono molto quando sono fatte come "chubby chips", patatine cicciottelle, cioè tagliate a rondelle di 1 cm circa e passate sotto il broiler del forno (una sorta di graticola esistente nella parte superiore di tutti o quasi i forni di qui) dieci minuti da una parte e 5 all'altra. Vista la sua nuova accettazione, ho cominciato a comprarle più regolarmente e ho scoperto che le adoro cotte al forno intere (forno a 400F/205C per 45 minuti) e condite, una volta fuori dal forno, con salsa (quella messicana) o crauti!! Un abbinamento agrodolce assurdo ma che mi fa impazzire. Lo considero un colpo di genio della cucina fusion...

Ma per tornare al concorso, volevo sottoporre una ricetta che fosse diversa, che potesse interessare tutti, vegan e non, che fosse originale come tipo di colazione e come abbinamento di ingredienti (almeno per gli italiani), che fosse facile, nutriente e che rappresentasse un po' i sapori di questa zona.

Questo e' stato il risultato, e vi premetto che alcuni ingredienti in Italia potrebbero essere difficili da trovare, a partire dalle patate dolci, che se proprio non trovate, potete sostituire con quelle normali; se c'e' una sostituzione che conosco, ve la segnalo.
I quantitativi sono approssimativi, e' una ricetta "che perdona", quindi potete sbizzarrirvi con il famigerato "quanto basta" o meglio, come vi piace. Vi premetto anche che non uso olio ne grassi per cucinare da più di 4 anni, quindi la ricetta riflette questa nostra preferenza. Immagino che possiate usarlo, ma davvero, se avete una buona padella antiaderente, non serve.

Saro' anche pazza, ma a me fanno venire l'aquolina...



HASH DEL FAR WEST CON PATATE DOLCI 4 porzioni circa (dipende dalla fame che avete...)

INGREDIENTI:

PER L'HASH

- 4 spicchi d'aglio (se vi piace, altrimenti 2), sminuzzati bene
- 1 cipolla di media grossezza, a dadini
- 1 patata dolce grossa (circa mezzo chilo, ma anche di più),  sbucciata e a cubetti
- 1/2 cucchiaino di paprika affumicata
- 1/2 cucchiaino di chipotle in polvere (altrimenti 1 cucchiaino di paprika affumicata)
- 1/2 cucchiaino di cumino
- 1/2 cucchiaino curcuma
- sale, q.b.
- 40g coriandolo fresco (cilantro), tritato finemente

PER IL PICO DE GALLO

- 400g circa pomodorini ciliegia, a dadini
- 1 cipolla (piccola) a dadini
- 30g coriandolo fresco, tritato finemente
- sale q.b.

PER LA GUACAMOLE (facilissima) oppure provate questa

- 1 avocado, schiacciato bene con una forchetta
- lime (o limone), succo di mezzo frutto (o come vi piace)
- sale q.b.


PREPARAZIONE:

Riscaldate a fuoco medio una padella antiaderente, coperta con uno strato di acqua (cucinando senza olio, e' importante tenere d'occhio la padella, e aggiungere acqua un cucchiaio per volte, se necessario). Aggiungete aglio, cipolla, patate, spezie e sale, e fate cuocere, coperto, per 20 minuti circa, mescolando spesso e aggiungendo, appunto, acqua a seconda della necessita'. Il miscuglio e' fragrantissimo e le patate si "friggono" bene anche senza olio!
Quando le patate sono cotte (soffici), spegnete il fuoco, aggiungete il coriandolo, coprite e mettete da parte.

Mentre cuociono le patate, praparate la guacamole, mescolando i 3 ingredienti (semplicissimo) e il pico de gallo, mescolando i 4 ingredienti.

Mettete l'hash in mezzo a un piatto, con sopra un po' di pico de gallo, il tutto coperto da un po' di guacamole. Come vedete dalla foto, io ci ho aggiunto un po' di salsa picante messicana...



La foto non rende, ma non importa, e' il sapore che conta. E quello era una BOMBA!!

p.s.: E' una ricetta perfetta per un brunch. Ma siate creativi anche voi, uscite dagli stereotipi: non c'e' nessuna legge che vi impedisce di godervi un hash a pranzo o cena (o persino come snack freddo di fronte alla tv... true story...)






12 commenti:

  1. Buona ricetta!!! Quanto ti è costato scrivere "sale QB" ? :-D

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  2. Io faccio ancora parte di quelli del mulino bianco di contrabbando, ma provero' x cena, grazie :-)

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    1. Ha ha ha, Marica! Immagino sia per molti un collegamento con l'Italia, ma c'e' così tanto da provare, quando esci dai confini.....
      Provala e dimmi: la polvere di chipotle e' piccante, io ne ho messa poca, tu considera i tuoi/vostri gusti...

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  3. Moky Bellissimo post oltre Che per la ricetta per alcuni messaggi importanti ! Brava Brava! Per favore Pero' fai foto piu belle 😁😁😁

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    1. Mimma!!!!! Com'e il detto?? Chi si accontenta... No, hai ragione, faccio delle foto penose, proprio non ho occhio, ho una Sony automatica di 8 anni che credo sia alla fine... La prossima volta proverò... :)

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  4. Decisamente messicana questa ricetta. La passo alla moglie, chissà che non si riesca a farla. Il camote (la patata dolce) si trova, e il cilantro, quando c'è, lo prendiamo sempre, altri ingredienti, tipo il chipotle, non saranno facili da trovare.

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    1. SI' tanti sapori tipici del sud-ovest e "presi in prestito" dal Messico... Il chipotle ho visto che si trova online in Italia...

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Sai che io la patata americana dolce la mangiavo da bambina? Me la faceva il mio nonno veneto.

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    1. Io mi ricordo mia madre comprava la patata americana per farne crescere le foglie, che scendono a cascata... ma mai mangiata!! Ebbravo il nonno di Sempre Mamma!!

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  7. Ciao! Approfitto del tuo post per chiederti una cosa che non ho mai capito nei libri di cucina americani comprati. Ma il broiler sarebbe assimilabile al grill dei forni italiani?
    Mi piacerebbe aprirmi a nuovi sapori come hai fatto tu! Complimenti

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