mercoledì 30 giugno 2010

Come Fantozzi nel deserto

Siamo tornati da San Diego da 3 settimane. Non ho avuto il tempo e francamente il coraggio di scriverne perche', nonostante il fatto che la vacanza per se' sia andata bene, non avrei potuto omettere l'inizio, che e' stato un'avventura alla Fantozzi, su cui solo ora posso finalmente riderci, anzi scompisciarmici sopra.


Cominciamo dall'inizio. Partenza, giovedi' 3 giugno alle 9 del mattino. Il nostro pulmino fedele, che gia' ci trasporto' in viaggi mitici dal New Jersey alla Virginia, poi in Florida e finalmente in Arizona, e' pieno tra bambini, passeggino, "pack 'n play" (il lettino portatile), zainone pieno di frutta, snacks, bottiglie d'acqua, etc. piu' sul tetto il famoso XCargo, cioe' il portabagagli a conchiglia con due valigione dal peso elefantesco... la famiglia Brambilla in vacanza, insomma. Il viaggio di per se' e' una roba da pivellini per noi, poco meno di 500 miglia, circa 1000 km, sulle interstate 10 e 8, il 95% di cui attraverso il deserto. Il piano prevede una fermata a Yuma per pranzo al fantastico "fast" food vegan "Nature's Express" (creato da un oncologo in Yuma, Dr. Carl Myers, vegan da 15 anni ) e almeno fino a quel punto, tutto sembra procedere come da piano. Dopo la sosta a Yuma per un ottimo pranzo, ripartiamo, belli pienotti, pensando di avere davanti ancora 2 ore e mezza di viaggio: l'arrivo all'hotel e' previsto per le 17:30 circa, o cosi' pensiamo.

Qui il tragitto...






J e' alla guida, Chris e' seduto di fianco, mezzo addormentato con la musica del suo Ipod a fargli da ninna-nanna, Violet ed io nei sedili subito dietro, Emily e Vivian negli ultimi sedili, tutte prese con i loro Nintendo DS (domanda da vecchierella: ma come facevamo noi, anni fa, ad andare in vacanza tutti pigiati in una kadett per ore, con cane e/o gatto, canarini, valigie, contrabbasso sul tetto, per ore seduti, senza niente di elettronico con cui sconfiggere la noia?? ). Lasciata Yuma, siamo subito in California, dove il paesaggio pur essendo sempre desertico, ha colori diversi, meno rossi e piu' beige. Passiamo le dune sabbiose , le Imperial Dunes enormi che sembra di essere nel Sahara, dove ci sono sempre pazzi con ATV's e dune buggies che carambolano su e' giu', poi il deserto continua, cambiano ancora i colori... io finisco per chiudere gli occhi ipnotizzata.... quando mi rendo conto che qualcos'altro sta cambiando.... iniziano le montagnazze da valicare e nel dormi-veglia sento J chiedere "Is that smoke coming out of the back?" Ma come fumo che esce dal dietro... ma che e'? ... Mi giro e mi sembra di essere a Milano in novembre... una nebbiona... e siccome siamo lontanucci dalla Padania, l'unica ragione per la nebbia e' che qualcosa sta bruciando... ECCHECCACCHIO!! Incazzatissimo, J si ferma al bordo dell'autostrada, apre il cofano e un fumo bianco esplode.... per un secondo non lo vedo piu'... quando riemerge dal fumo, dopo aver tirato due (irripetibili) insulti al mio meccanico, mi dice di chiamare AAA, "Triple A", l'automobile club americano, di cui siamo membri PLUS da anni (vista l'eta' avanzata dei nostri veicoli...).


Apro il cellulare, e non c'e' nemmeno una barrettina minuscole, niente servizio, niente. Altro insulto a TMobile, il nostro carrier... mentre inizio a farmi prendere dal panico, mi rendo conto che mentre accostavamo con la macchina, ho visto un telefono d'emergenza a 400 metri "piu' in giu" e cosi' J, sempre piu' furibondo, inizia a camminare sotto il sole cocente verso il telefono, quando sento che dice qualcosa a proposito di un liquido che sta uscendo copioso da sotto il pulmino. Probabilmente, penso io, e' la trasmissione, visto che perdeva gia' un paio di mesi prima e l'avevo fatta aggiustare.


La situazione non e' proprio rosea, siamo nel deserto e fa un caldo africano. Con la macchina accesa per mantenere l'aria condizionata, io comincio gia' a pensare al peggio... intanto il povero J e' arrivato al telefono. Sembra che lo stia usando. Bene, allora forse siamo a posto... lo vediamo tornare arrancando verso il pulmino quando ecco che una vettura del border patrol, la polizia di frontiera, si ferma dietro il povero J, che probabilmente ha ormai tutte le caratteristiche di un illegale: e' scuro, sporco ed incazzato... li vediamo confabulare e poi vediamo J entrare nel furgone dell'agente, che lo riporta da noi, dopo avergli offerto cibo, acqua! Ci offre anche di chiamare AAA per noi, perche' il canyon dove ci siamo fermati e' famoso per non offrire nessuna connessione telefonica con nessuna compagnia telefonica. GRAZIE AGENTE DI FRONTIERA!!Giuro che non ci lamenteremo piu' di tutti i vari posti di blocco sull'autostrada!! Non ci resta dunque che aspettare il carro attrezzi...


Intanto, vista la temperatura, io continuo a bere... con la conseguenza che dopo piu' di un'ora di attesa, ho la vescica che esplode! Intanto, niente carro attrezzi in vista, solo le centinaia di macchine e super-mega-camion che ci sfrecciano di fianco, pelandoci. Cosa fare? Siamo nel mezzo del deserto, circondati dalle pareti del canyon.... ue', io vado! Mi armo delle salviettine di Violet, esco dal pulmino e inizio la discesa dalla strada al deserto, cercando un cespuglio che sia grande abbastanza e "angolato" a sufficenza da coprire questa "American Fantozzi" dagli sguardi curiosi non solo di camionisti e automobilisti di passaggio, ma anche quelli dei miei famigliari che ormai hanno le lacrime agli occhi dal ridere!


Come Dio vuole, trovo un bell'albero-cespuglio, forse un ironwood, che dovrebbe andare bene. Mi squatto e aspetto... aspetto... aspetto... e niente, NIENTE DI NIENTE!! Nonostante la vescica mi sembri stia per uscire dall'addome, non riesco a produrre niente. E mi ricordo che ho sempre avuto questo problema sin da piccola: se non ho 4 pareti intorno, io non riesco ad andare. Solo che speravo che ora che ho quasi 44 anni e 4 gravidanze, i muscoli non fossero piu' cosi' forti, considerando poi quante volte tossendo o starnutendo un po' piu' violentemente del solito, mi sia trovata a pensare all'utilita' dei pannoloni. Ma tant'e, si vede proprio che gli esercizi di Kegel funzionano, e dopo una decina di minuti col didietro scoperto e nessun risultato positivo, a parte una certa tensione al pensiero di tutte le creature striscianti o meno che, pur se invisibili alla povera tapina scostumata, sicuramente pullulano intorno alle mie bianche chiappe, decido che e' uno sforzo (davvero) inutile, mi tiro su le braghe, e ricomincio l'arrampicata verso il pulmino. Gia' vedo mio figlio e mio marito con la bocca spalancata dal ridere (le bambine hanno piu' compassione per natura) e quando apro la portiera e do' la brutta notizia, nessuno capisce la mia situazione disperata e il ridacchiare continua. Passo 5 minuti seduta con la piccola in braccio che vuole saltellare, proprio sulla mia vescica, e la mia situazione peggiora terribilmente. Allora decido che ad estremi mali occorrono estremi rimedi e ri-esco dalla vettura, piu' decisa che mai : "O vinco questa battaglia, o muoio nel deserto!!" e torno dietro il "mio" cespuglio. Questa volta decido di mandare a cagare (davvero!) qualsiasi barlume di pudicizia/vergogna/imbarazzo e approfitto del fatto che spesso non c'e' il due senza il tre, o meglio, l'uno senza il due (per chi parla inglese, sapete bene a cosa mi riferisco... number two...) e finalmente VADO!! Che emozione! Sono libera, non devo piu' morire nel deserto.... ahhhhh..... finite le abluzioni di dovere grazie alle baby salviette, torno trionfante e sorridente verso il pulmino, mentre Chris e J mi fanno gesti eloquenti, come la V a due dita, o il pollice in alto ma gli sguardi sono ancora interrogativi... non sanno ma intuiscono dalla mia faccia che tutto e' bene quel che finisce bene. Non conoscono pero' ancora l'entita' del mio successo.


Apro la portiera e, con soddisfazione, annuncio "I fertilized the desert". Scrosciano gli applausi.



Intanto pero', la nostra situazione e' sempre precaria, senza contatto col mondo esterno, con un pulmino rotto, e 4 bambini che ormai si sono rotti di aspettare... quand'ecco che arriva come in un miraggio, una macchina della polizia stradale (uno dei famosi CHiPS), un agente gentilissimo che ci spiega di aver ricevuto una chiamata dal border patrol agent e che si sarebbe fermato con noi fino all'arrivo del carro attrezzi, parcheggia la sua vettura dietro la nostra per proteggerci in caso qualche pazzo uscisse di strada. Aspettiamo un'altra oretta ed ecco che finalmente arriva il carro attrezzi. ALLELUIA! Ma c'e un problema, signora Fantozzi: nella cabina del carro attrezzi c'e' posto per due persone (dice lui), cosa facciamo con gli altri 4? La soluzione dell'autista del carro e' quella di mettere me e Violet, con il suo seggiolino, nella cabina, e il resto della famiglia rimane nel pulmino che viene tirato sopra sto carro... Io penso: poverini, quando in realta' appena sistemo il seggiolino con Violet sul sedile del carro attrezzi, mi rendo conto che la poverina sono io perche'io sono seduta tra l'autista e Violet, la quale gia' odia andare in macchina, e' in macchina da 10 ore, ha fame sonno e non ne puo' piu' e quindi decide che strillare a tutta potenza dovrebbe farmi capire il suo disappunto per come questa vacanza si stia svolgendo. Inoltre, mi accorgo subito che il sedile non e' fatto per 3 persone, perche' la persona seduta in mezzo deve lasciare spazio a chi guida per cambiare marcia (ce ne sono 6, l'ultima tutta a destra che quasi tocca il seggiolino di Violet), quindi mi trovo a stare seduta sulla chiappa destra, con la gamba sinistra accavallata su quella destra che quasi accavallo pure l'anca...


Ovviamente la sfiga fantozziana ha voluto che la macchina si rompesse circa 95 miglia da San Diego, 95 miglia (quasi 200 km) che ora percorriamo a non piu' di 50 miglia all'ora (in discesa), su un'autostrada che si arrampica su sulle montagne con pendenze del 6%....


Ricapitolando, mi trovo in una posizione da contorsionista, con Violet che strilla, il resto della mia famiglia dentro un pulmino appollaiato in cima ad un carro attrezzi, su una strada pericolosa di montagna... con davanti una vacanza cui a questo punto mi viene voglia di rinunciare....


In qualche modo arriviamo all'hotel, ma invece delle 17:30 sono le 21. Dobbiamo fare il check-in e scaricare il pulmino di tutto perche' il mattino dopo J lo deve far trainare da un meccanico. Ordiniamo da mangiare un paio di pizze orribili che sono le 23.


Per fortuna il mattino seguente J riesce a fare tutto, trainare il pulmino da un meccanico e noleggiarne uno nuovo in tempo per andare a SeaWorld una mezzoretta dopo l'apertura.


Siamo riusciti a visitare tutto quello che avevamo in programma, non solo SeaWorld, ma anche Legoland e una delle tante bellissime spiagge di San Diego, la Imperial Beach dell'isola Coronado, dove Violet ha visto l'oceano e la spiaggia per la prima volta. Abbimo mangiato in diversi ristoranti vegan mooolto buoni e ci siamo divertiti molto. Faceva anche freddino per noi, ormai abituati all'Arizona!


La morale della storia e' che il buon giorno a volte non si vede dal mattino. Il buon giorno lo possiamo creare noi, anche da un inizio terribile.



Il "famoso" canyon delle chiappe al vento, foto fatta dalla cabina del carro attrezzi...




Alcuni dei pinguini ospiti di SeaWorld



Camminando dentro un tunnel di vetro dentro la "vasca" degli squali...



Violet non e' sicura della sabbia...



L'Hotel Del (Coronado), reso famoso in uno dei miei film preferiti "A qualcuno piace caldo" con Marilyn Monroe e l'Imperial Beach

Legoland: una Volvo tutta fatta con i mattoncini... a misura reale! Una roba incredibile!

Uno dei tanti personaggi fatti con il Lego: purtroppo la pila della macchina fotografica si e' scaricata, perche' non ho potuto fotografare delle opere incredibili!!





lunedì 7 giugno 2010

Un anno fa, per non dimenticare...

Un anno fa, dopo il solito parto veloce, invece di ricevere tra le braccia il frutto di tanto lavoro, Violet mi era stata portata via nella nicu/nursery (neonatal intensive care unit). Cosi' l'ha vista J, dopo circa mezz'ora dalla nascita, sotto la tenda d'ossigeno....








...e cosi' l'ha vista la mamma, dopo circa 3 ore e molte insistenze....



Dopo una settimana di isolamento dal resto della famiglia, non avendo piu' bisogno della macchina per l'ossigeno, finalmente incontra le sorelle e il fratello...



...e una settimana esatta dopo essere entrata al mondo, entra finalmente a casa!!





Mamma e Fagiolina a casa.... anzitutto no, non sono discinta... ho i calzoncini, sotto la coperta... pero' questa foto mi piace tanto, e' moooolto significativa. Avere un figlio non e' roba per persone egoiste, per quelle che pensano che un figlio sia tutto rose e fiori.... per i primi diciamo 18 anni della vita del figlio, tutto il resto passa in secondo piano... La foto e' stata presa mentre ero collassata con la Fagiolina sul divano... se non si dorme di notte, si dorme (poco) di giorno!!!

Un anno dopo... altro che "l'isola dei sopravvissuti".... vuoi fare un VERO reality show? Attacca una telecamera alla testa di una neo-mamma il primo anno di vita del bebe'...

martedì 1 giugno 2010

Home sweet home


Ieri con la celebrazione del Memorial Day, e' in modo non ufficiale iniziata l'estate degli americani. Per noialtri in Arizona, e' ancora piu' vero visto che la scuola e' finita giovedi' e il sole ormai splende (finalmente) come da copione. La piscina e' ormai bella calda, i bambini compresa Violet sono gia' belli abbronzati (nonostante l'utilizzo costante di creme solari con protezione ridicola, tipo 85...) e noi stiamo per ripartire per una mini-vacanzina di 5 giorni alla volta di San Diego, dove visiteremo SeaWorld, Legoland e dove contiamo di passare qualche oretta in spiaggia. Poi staremo fissi qui, a parte probabilmente qualche visitina ai soliti Tombstone, Tucson, Phoenix... godendoci questa casa che adoriamo, nonostante ultimamente sia diventata un gran casino (grazie Violet!)
La parte che preferisco della casa, il giardino che da marzo a novembre e' in fiore (anche il deserto fiorisce!):


Il nome botanico non lo conosco, ma questa pianta viene chiamata "heavenly bamboo", bamboo del paradiso. Ha delle bacche rosse e in questo momento anche dei fiori bianchi!!


Le salvie sono piante che crescono in abbondanza nel deserto d'altura, attraendo farfalle e colibri' . Queste sono 2 tipi di salvia, quella coi fiori fucsia si chiama "salvia greggii" o salvia d'autunno. L'altra coi fiori violetti non mi ricordo.


Le agavi sono comuni, coi loro fiori incredibili, fiori con steli che sembrano tronchi d'albero!! Noi abbiamo dei bastoni da passeggio fatti ci fiori di agave! Questa nostra nella foto ha un fiore non troppo grosso e cresce nel giardino davanti. E' il secondo anno che la vediamo fiorire.


La "red yucca", o yucca rossa e' anch'essa tipica della nostra zona. Se vi interessa sapere come distinguere un'agave da una yucca, basta controllare le "foglie": quelle dell'agave sono appuntite come aghi e solitamente hanno aghi anche lungo la foglia (come dire... stai lontano dalle agavi!!).




Add Image La bevanda tipica dell'Arizona e' il cosiddetto "sun tea", il te' che viene preparato usando il calore del sole. Io metto il contenitore al sole per un paio d'ore ed e' pronto. Da bersi poi bello ghiacciato con limone e zucchero se si vuole (io preferisco usare il nettare dell'agave come dolcificante, ha un indice glicemico inferiore allo zucchero e mi sentire molto "native"...) Non chiedetemi perche', ma il te' ha un sapore diverso da quello fatto sul fuoco (o nel microonde...)


E la Fagiolina, che tra meno di una settimana compie gia' un anno, ha iniziato a dare i segni dei "terrible twos" cioe' la fase dei 2 anni in cui i bambini si comportano come mini-adolescenti.... in realta' inizia dopo il compimento del primo anno fino ai... 20??? Ah, le gioie del "genitoraggio"...


martedì 18 maggio 2010

Premio e lettera dalla Casa Bianca...


The White House

Washington


In recognition of Outstanding Academic Excellence


Please accept my congratulations on receiving the President's Education Award. This honor is a testament to your determination and commitment to excellence, and I hope you take pride in your accomplishment.


Nothing is more important to our Nation's long-term succes than preparing our future leaders for the world they will inherit. We face great challenges as a country, and we will need young people like you to take up these challenges and make them your own.


As you step into the current of history, I encourage you to cultivate a love of learning, serve your community, and reach for your highest aspirations. I wish you all the best.
Barack Obama
(Riconoscendo una straordinaria eccellenza accademica.
Ti prego di accettare le mie congratulazioni nel ricevere il Premio Presidenziale per l'Educazione. Questo onore e' un testamento alla tua determinazione ed impegno ad eccellere, e spero tu sia fiera dei tuoi risultati.
Non c'e' niente di piu' importante per il successo a lungo termine della nostra Nazione che preparare i nostri futuri leader per il mondo che erediteranno. Siamo di fronte a grandi sfide come paese, ed avremo bisogno di persone giovani come te per affrontare queste sfide e renderle tue.
Mentre stai entrando nella corrente della storia, ti incoraggio a coltivare l'amore per la cultura, servire la tua comunita', e raggiungere le tue piu' altre aspirazioni. I miei migliori auguri.)
Non potrei essere piu' fiera (e scusate se un po' me la tiro anche io...)



martedì 11 maggio 2010

Sogno avverato!!

Da bambina, desideravo ardentemente delle ciabattine infradito, quelle da mare, le flip-flops insomma. Mia madre le aveva proibite a casa nostra per paura che ci facessimo male, e ci raccontava storie di bambine mutilate dopo aver avuto le dita dei piedi intrappolate in tutta una serie di oggetti "pericolosi": le scale mobili, i tombini... GOOD GRIEF, direbbe Charlie Brown! In estate, pur supplicando di poter comprare questo accessorio importante ad ogni occasione possibile, la situazione era questa: le mie amiche in cortile sfoggiavano questi accessori plasticosi comprati al mercato, mentre io le invidiavo terribilmente.

Nel frattempo, sono cresciuta con incubi assurdi da far tremare Hannibal Lechter, incubi in cui io, giocando in cortile con delle super-favolose ciabattine proibite, inciampavo nelle grate dei tombini del nostro cortile, il mignolino mi si inceppava nel buchetto della grata e veniva strappato a forza dal piede, tutto sanguinante. Nel frattempo, aspettavo con terrore di sentire storie di bambine ferite, con amputazioni e mutilate dalle ciabattine, con coretto materno di "te l'avevo detto"; si' perche' alle mamme si crede, anche quando raccontano storie implausibili. Devo dire che, a quasi 44 anni, sto ancora aspettando....

Racconto cio' perche', da adulta, ho compensato esponenzialmente questa deprivazione ed ora, Carrie Bradshaw dei poveri, ho circa una decina di ciabattine che indosso tutto l'anno (alternandole, in inverno, con le Crocs che pero' mi fanno sudare = puzzare i piedi). L'ultime arrivate mi sono costate una settimana fa ben $2.50 da Target (una sorta di Upim americana), sono arancioni e totalmente di gomma. Fanno "slap slap slap" quando sciabatto in giro e mi piacciono tanto!
La decisione di comprarle e' durata circa un quarto d'ora, una parentesi di tempo incredibilmente lunga per un investimento cosi' basso, anche per una handicappata della moda come me.

Come dire, anche barbone, noi donne siamo capaci di trasformare il semplice atto d'acquisto di una paio di cheap-o flip-flops in una dichiarazione di indipendenza.

domenica 9 maggio 2010

Auguri

AUGURI alle mamme, a quelle stagionate e a quelle novelle; quelle che si addormentano sul divano allattando la loro piccina e quelle che non riescono a dormire aspettando che il figlio rientri da una festa; auguri alle mamme che non vedono l'ora di tornare a casa dall'ufficio per riabbracciare i figli e a quelle che considerano andare a fare la spesa da sole un lusso; auguri alle mamme single, sole anche oggi; auguri a chi e' gia' mamma nel cuore, e spera di riceverne la conferma presto; auguri alle mamme delle mamme e a quelle dei papa'; auguri alle mamme coi figli lontani e a quelle cui i figli non se vanno mai; auguri alle mamme che hanno sofferto la perdita di un figlio, spesso ancora prima di avergli potuto dare un bacio; auguri alle mamme che i figli li hanno partoriti e a quelle che invece hanno aperto le braccia per accoglierne uno partorito da un'altra.
Perche' il percorso per diventare madre e' diverso per ogni donna. Per ricordarci che un figlio non e' una nostra estensione, ne' e' venuto al mondo per realizzare i nostri sogni, ma e' una persona da amare, guidare e cui continuare a mostrare "la strada", anche quando e' difficile, anche quando ci sembra inutile.
Auguri.









Auguri anche a mia mamma, visto che non ci sentiamo da un mese e con la quale l'ultima conversazione, risalente al 12 aprile via Skype (dopo un altro mese di silenzio) e' durata forse 5 minuti perche' l'altra figlia e un'amica erano nell'altra stanza. Vorrei chiamare ma temo di disturbare....

venerdì 7 maggio 2010

Gitarzan

Quando vivi in terra straniera senza un cicerone locale personale, ti perdi le chicche, i "best kept secrets", le migliaia di dettagli che fanno la differenza tra nativo ed emigrato.

Per mia fortuna, il mio cicerone personale ama condividere e spesso io mi ritrovo a pensare di essere cresciuta guardando il Dolly Parton Show o Leave it to Beaver, invece del carosello o lo Zecchino d'Oro! Spesso le amiche mi chiedono: "Do you remember that show on tv with...?" e io che penso "Yes, I remember" tanto sono profonde le informazioni ricevute in merito...

Cosi' anche per la musica, e anche se ovviamente siamo tutti cresciuti con musica proveniente da qui, con Il Bruce e James Taylor, i Supertramp e i Fleetwood Mac, vi garantisco che noi in Italia ci siamo persi cose belle o divertenti o solo ridicole.

Ad esempio, io non sapevo chi fosse Ray Stevens, finche' J ha portato a casa, piu' di una decina di anni fa perche' vivevamo ancora a Ventura, California, una cassetta (si', si', quel dinosauro ormai estinto) di cotal Stevens. Tutto eccitato, gasato persino... gliela aveva data il suo collega Larry e dovevamo ascoltarla tutti e 3 insieme (J, Chris piccolino ed io)...

Appena parte la musica, non si puo' far altro che muoversi, o ciodolare... e poi le risate!!

La mia parte preferita? Quando Jane sta cercando di cantare e "lui" continua ad interromperla col suo urlo e lei si incazza!! A Violet piace la scimmia...

Non esiste un video, essendo la canzone del 1969 e Stevens e' ormai morto da una quindici anni.

Ora me la riascolto anche io!!




GITARZAN Ray Stevens

He's free as the breeze

He's always at ease

He lives in the jungle and hangs by his knees

As he swings through the trees

With a trapeze

in his B.V.D.s

He's got a union card and he's practicing hard

To play, the guitar, gonna be a big star

Yeah, he's gonna go far

And carry moonbeams home in a jar

He ordered Chet's guitar course C.O.D.

Like A and E and he's working on B

Big W&W and R&B and even the chimpanzees agree

That someday soon he'll be a celebrity

Get it, get it, get it.

Gitarzan, he's a guitar man

He's all you can stand

Give him a hand, gitarzan

He's got a girl named Jane

With no last name

Kinda homely and plain

But he loves her just the same

Cause she kindles the flame

And it drives him insane

When he hears her sing

She really does her thing

It's her claim to fame

Come on sing one Jane

Baby, baby, oh babyBaby, oh baby

(How about that folks)

They've got a pet monkey who likes

To get drunk and sing boogie woogie

And it sounds real funky

Come on your turn boy

Sing one monkey

Let's hear it for the monkey

On Saturday night they need some excitement

Jane gets right and the monkey gets tight

And their voices unite

In the pale moonlight

And it sounds all right

Yeah, it's dynamite, it's out of sight

Let's hear it right now

Baby, baby oh baby

Yeah, shut up baby, I'm trying to sing

Get it, get it, get it

giovedì 6 maggio 2010

True colors

Da un blog che leggo sporadicamente, quello di nonsisamai, ma che ha sempre post interessanti ed anche "provocatori", e' nata una sorta di scambio di idee tra i vari lettori sulla relazione tra adozioni, "razzismo" e il ruolo che un governo ha nel decidere se la preferenza verso certe caratteristiche fisiche costituisca discriminazione e quindi la fine dei sogni di adozione. In Italia e' da sempre noto che se all'intervista pre-adozione ti chiedono se adotteresti un bambino di un'etnicita' diversa, la risposta deve essere "si' ", altrimenti puoi dire farewell ai tuoi sogni di diventare mamma/papa'. E' successo ad un mio zio probabilmente 40 anni fa, e' successo alla sorella di un'amica un paio di anni fa.
Secondo alcuni, dovrebbe essere un diritto quello di "scegliere" se annunciare al mondo che il figlio e' adottato (come un bambino dall'etnicita' palesemente diversa farebbe) o se scegliere di fare un'adozione "nascosta". Qui in America siamo ormai abituati a vedere famiglie di tutti i colori, ed abituati all'idea dell' "open adoption" (dove i genitori adottivi e il bambino rimangono in contatto con la mamma biologica), che il concetto dell'adozione "in pubblico" sembra un po' antiquato.

Quando rimani incinta (e ne so qualcosa...), e' una roulette, non sai se il fagiolino avra' gli occhi miopi del papa', i denti storti della mamma o il canappione del nonno. E allora? Se gli viene il canappione che non hanno mamma e papa' ma che arriva dal nonno, e tutti pensano sia il figlio del lattaio, e a scuola lo prendono in giro tutti, cosa facciamo? Lo rimandiamo indietro? Si' pero' e' sangue del tuo sangue, dira' qualcuno. Bullshit. Sono stronzate perche', come ho scritto qualche post fa, il sangue alla fine non conta poi cosi' tanto.

Io credo che se, per qualsivoglia motivo, una persona non riesce a procreare in modo naturale (nel senso, secondo le leggi di natura), e decide di aprire il proprio cuore ad un bambino che esiste gia', e' qui, da qualche parte su questo pianeta, senza una famiglia in cui crescere, una mamma e un papa' che lo abbracciano e lo confortano e gli dicono come e' bello e intelligente, se c'e' la possibilita' di dare amore ad un bambino che non ha avuto la possibilita' di essere amato e riconosciuto come una benedizione, allora deve essere pronta ad accettare tutto il "pacchetto", l'arcobaleno di colori di pelle, occhi, capelli e l'arcobaleno di colori della sua anima.

Lo so che trivializzo l'argomento, pero' quando abbiamo deciso di prendere il cane, o i gatti, siamo andati allo shelter e abbiamo "adottato" i primi che abbiamo visto, quelli che sembrava avessere piu' bisogno di una casa. E quando, come ultimamente, queste bestiacce (detto con affetto, pero'...) hanno deciso che la cassettina e' un posto non piu' "cool" per sporcare, invece il divano si', non abbiamo pensato mai di rimandarli indietro allo shelter. Invece abbiamo scelto (tra imprecazioni varie, lo ammetto) di trovare una soluzione ed aiutarli. Se lo si fa con un animale, non vale forse la pena farlo con un figlio, sia che sia arrivato con la cicogna o con l'aeroplano?

La diversa etnicita' rappresenta solo l'esteriorita' di una persona. Ogni ricetta richiede piu' di un ingrediente. Ed e' cosi' anche per gli esseri umani, inclusi soprattutto, i bambini.

Sara' forse che, prima ancora che rimanessi incinta di Violet, a me il pensiero di fare la foster mom era venuto (la mamma in affido), sara' che causa ormoni io ogni volta che sento parlare di bambini in situazioni di crisi, piango. Ma se davvero davvero volessi un figlio, credo che questo desiderio sarebbe piu' forte di qualsiasi barriera o timore sociale.
But that's just me.

E combinazione, mi sono imbattuta totalmente a caso, in questo blog da cui traggo questa vignetta. A proposito.



martedì 4 maggio 2010

Vedovanza geografica

La vasettomizzazione di J e' andata bene a detta del chirurgo, ma non sapremo se ha "funzionato" davvero se non tra un paio di mesi, quando faranno lo sperm count in ospedale... e chi ha orecchie per intendere....
Nel frattempo, da gennaio J e' andato diverse volte a Yuma, che pare sia il posto piu' caldo degli US (oggi 100F/38C, secchi secchi come solo nel deserto si possono provare), e per noi finanziariamente si tratta di un'opportunita' ottima, in quanto con tutti gli straordinari si porta a casa probabilmente piu' di quanto potrei guadagnare io lavorando full-time. Tra l'altro, dopo le 12 ore passate nel deserto (questa settimana di giorno, la scorsa volta il turno era notturno, e l'esperienza e' sicuramente fuori dal normale. Esempio: "Last night I peed on a saguaro..." Vuoi mettere l'esperienza??) poi torna all'hotel (l'Hilton), guidando un SUV a noleggio che non ci potremmo mai permettere, le spese sono pagate... mangia nel primo fast food vegan degli US (ora ne hanno aperto uno a San Francisco e stanno per aprirne altri, incluso Phoenix e Tucson...)insomma e' un sacrificio relativo che ci aiuta... e non solo finanziariamente!
E' partito dopo la cresima di Chris, e' tornato giovedi' scorso, proprio in tempo per la prima comunione di Vivi, ed e' ripartito domenica. Tornera' tra una decina di giorni. Mi sento una vedova geografica. Sto bene, in generale, lo confesso. Dormo da dio, nel lettone gigante (misura: california king, praticamente un letto matrimoniale all'italiana + un letto doppio), non devo raccogliere le sue scarpe, calze, mutande etc. dal pavimento tutte le mattine, il cesso si sporca meno... poi il fatto che non ci sia, mi libera dall'obbligo di dover cercare di cucinare piatti diversi, perche' ai bambini va bene la pasta tutte le sere (anche se vario un po', tra pesto, broccoli, sughetto, sempre pasta e').... pero', e non avrei MAI immaginato di pensarlo, un po' mi manca quando non c'e'. Per le mansioni tipicamente maschili, ad esempio, devo cambiare il filtro per l'acqua del frigorifero, e non riesco a svitare il tappo., devo aspettare che torni! ... e almeno una volta al giorno mi ritrovo a pensare che, nonostante tutto, nonostante le difficolta', le litigate, le incomprensioni, le aspettative mancate, i problemi, i disagi e i cambiamenti.... nonostante tutto cio', ora che non e' presente, c'e' un vuoto che sento. E non solo in casa.

Note to self: ringraziare la US Army per la terapia di coppia gratuita....

lunedì 3 maggio 2010

Disneyland (finalmente!!)

Dopo quasi due mesi, finalmente ho tempo di postare alcune foto della nostra mini-vacanza a Disneyland. Sono un po' in ordine sparso, non me ne vogliate... Sicuramente avro' piu' tempo per aggiornare il blog, visto che ho deciso di allontanarmi da Facebook, che ho iniziato ad odiare, una volta per tutte. Facebook detox.
Disintossicarsi da Facebook. Che concetto assurdo, no? Eppure deve essere fatto: pur non essendo caduta nella trappola dei vari giochini che si possono trovare su FB (non voglio offendere nessuno, ma come cacchio si fa a passare ore e ore a mungere mucche che non esistono, a prendersi cura di cani cibernetici?? Ma uno non ha animali veri da far sporcare, amici in carne ed ossa con cui parlare?... Mah...) Dicevo, pur non essendo diventata dipendente dai vari giochini, FB e' "costruito" in modo tale da stimolare la curiosita' morbosa umana, la mia per prima.... e' un reality show dell'uomo comune, dove anche chi in REALTA' ha mezzo amico in croce e nessuno che lo ascolti, all'improvviso, grazie a FB, si trova una piattaforma per comunicare a centinaia di persone il fatto che i fagioli della sera prima hanno avuto l'effetto previsto! Con Facebook, siamo tutti opinionisti, giornalisti, fotografi... e una volta iniziato a "gironzolare" tra le varie bacheche, e' difficile fermarsi.
Negli ultimi giorni pero' ho avuto la rivelazione. Di fronte all'ennesimo post che dice "Inter, ti amo!" o "Sto andando a prendere Giovannino a scuola", FINALMENTE mi si e' accesa la luce nel cervello: BASTA CON 'STE CAGATE!!! Incluse soprattutto le mie. La realta' e' che francamente il sapere che l'amica Taldeitali si e' grattata il sedere 3 volte in 5 minuti o che Tizio ha mangiato bacon e nutella a colazione mi ha stufato. Chissenesbatte.
Questo stillicidio quotidiano di minuzie inutili lanciato nel web nella speranza che qualcuno legga, commenti e cio' facendo dimostri che mi e' davvero "amico", mi ha rotto.

Detto cio', non cancello il mio account, perche' rimane lo strumento con cui posso essere contattata da vecchie conoscenze.

Dove Facebook era la curiosita', questo blog e' la mia coscienza, la mia catarsi, il mio sfogo, la mia bilancia.

Ed ora, Disneyland etc.

La piazza all'ingresso

Violet


Main Street e il Castello di Cenerentola

Pluto in Toontown


Emily e Vivian in Toontown



Chris in Toontown, "goofin' around"!!



In the Dog Pound, il canile/prigione di Toontown


In Tomorrowland, fuori Space Mountain, due fan incontrano Buzz Lightyear!! Carinissimi!



L'orologio a cucu' gigante di "It's a small world"



Sulle tazze giganti del "Mad Hatter".



Con la prole davanti alla statua di Walt e Mickey (notare i ciliegi in fiore...)






La parata di DCA, basata sui personaggi dei film Pixar/Disney. Lightning MacQueen di "Cars"


Mr. Potato Head e Little Bo Peep di "Toy Story"


Stitch



Chris, all'uscita di "Soarin' over California", prova degli occhiali da aviatore..


Sempre in DCA
Dei nostri carissimi amici sono venuti apposta da Ojai per trovarci!!



L'ingresso di Disney California Adventure


Hollywood Tower of Terror (dopo l'esperienza terrorizzante fatta a Disneyworld, questa attrazione e' stata debitamente saltata!!


Disney CaliforNia Adventure (DCA)


Disney Downtown, il negozio Lego....

A Yuma, tornando a casa, visitiamo la Prigione territoriale e museo annesso!

L'ingresso del museo della prigione...

Em e Viv


La vista dalla torre delle guardie. Quando la prigione era attiva, di qui passava il fiume Colorado. Problemi di spazio? Non in Arizona!!

Amicizie sbilanciate: una miniserie.

Quello dell'amicizia e' un argomento cui penso spesso, e di cui ho parlato anche nel blog frequentemente. Sin da bambina ho vissuto ...