Oggi ho fatto una lunga, bella chiacchierata con un'amica del New Jersey con cui non ci si parlava da un paio d'anni; l'occasione e' stata molto triste, suo marito e' morto dopo un paio d'anni di battaglia contro il morbo di Alzheimer e un brutto enfisema (era un forte fumatore, ovviamente), ma nonostante cio' e' stata una telefonata piacevole, abbiamo riso ricordando "i vecchi tempi" (ci conosciamo da quando Chris faceva la prima e sua figlia la seconda, e ci si vedeva ogni mattina e pomeriggio alla fermata dello scuolabus), e i tanti momenti di amicizia che abbiamo vissuto insieme... mi ha confessato che il mio trasloco in Arizona l'aveva "ferita" e resa depressa ed era "arrabbiata" con me, magari non a livello al 100% conscio, e per questo ha fatto fatica in questi ultimi anni a tenersi in contatto. Non c'era bisogno di dirmelo perche' l'avevo intuito. Tra amici e' cosi', penso.
Kathy e' una persona che amo perche' "what you see is what you get", non ci sono maschere, finti atteggiamenti, false pretese di essere chi non e', e io con lei posso essere me stessa al 100%, perche' so che mi accetta cosi' come sono. Ammiro la sua forza di fronte a difficolta' che getterebbero altre persone in crisi depressive, (ad esempio il fatto che, morta sua mamma qualche anno fa, e' lei che si prende cura del fratello maggiore che ha handicap fisici e mentali piuttosto grossi, quindi e' praticamente impossibile per lei andare in vacanza, anche solo per un weekend, perche' nessuno la puo' aiutare), anzi e' proprio lei che trova sempre il modo per farti sorridere e ad aiutarti a prendere i drammi, veri o presunti, con piu' leggerezza. Con lei ho pianto e ho riso, mi sono sfogata e scompisciata e nonostante la distanza e il distacco degli ultimi 2 anni, abbiamo sempre tanto in comune, anche se sembrerebbe proprio il contrario.
Di Kathy mi fido al 100%, quello che ho confidato a lei rimane con lei, lo so, ci metto la mano sul fuoco. Kathy e' generosa e disponibile con tutti, tanto per fare un esempio, siccome aveva una bella piscina in New Jersey, cosa non cosi' comune come qui, ogni estate avevamo un invito quasi giornaliero ad andare a passare i caldissimi e afosi pomeriggi del Jersey Shore a casa sua, i bambini a giocare in acqua, noi a raccontarcela. E l'invito lo estendeva spesso ad altre mie amiche e figli. Quando siamo tornati dall'ultimo viaggio in Italia, era il 4 luglio 2007 e il 20 luglio avremmo lasciato il New Jersey per venire in Arizona, lei ha organizzato un barbeque a casa sua, invitando alcuni nostri amici, preparando burger e altri piatti vegan per noi.... Una festa dell'indipendenza e d'addio, in nostro onore...
Non ho nessun dubbio sulla sua lealta' nei miei confronti: come e' successo un paio di volte, Kathy non agirebbe mai volontariamente in modo da compromettere me o la nostra amicizia. La lealta' tra amici e' la base su cui si appoggia l'intero rapporto. Togli la lealta' e sei di fronte ad un castello di carte.
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| Io, Joanie e Kathy - NJ |
Cosi', pensando a Kathy, mi e' venuta in mente un'altra amica, italiana, che pensavo fosse un altro "tesoro": siamo quasi cresciute insieme, nello stesso palazzo, ore a giocare ad elastico e barbie. Siamo sempre state diverse, mentalita' diverse, obiettivi nella vita diversi, ma abbiamo sempre avuto quella sorta di sintonia automatica che pialla le differenze.
Siccome la vita ci ha portato in direzioni molto diverse, ci sono stati periodi in cui non ci si vedeva, ma ogni "ritorno" era sempre segnato dalla sensazione che non c'eravamo mai allontanate. Sono sicura che esistono legami cosi' per tutti. Anche lei e' sempre stata generosa, anche con lei si facevano tante risate, e non avrei mai messo in dubbio la sua lealta' nei miei confronti. In un certo senso, per quanto rabbrividisca ad usare questo termine, la consideravo un po' la mia BFF, best friend forever. Mi sbagliavo alla grande.
Un paio d'anni fa, di fronte ad una situazione spinosa che coinvolgeva me ed un'altra amica comune, invece di agire come farebbe un' amica, invece di supportarmi o almeno confrontarmi e chiedermi chiarimenti , invece di cercare di comunicare in qualche modo con me per capire, ha fatto una scelta che ha reso la situazione 100 volte peggiore, creando anzi delle conseguenze assurde, sproporzionate. Mi sono sentita come se mi avesse gettato in pasto ai coccodrilli, e ancora oggi non capisco cosa l'abbia posseduta.
In altre parole, me l'ha messo in quel posto senza dirmi una parola, ne' grazie ne' prego, ne' tanto meno scusa, come sarebbe stato giusto, fossimo state davvero amiche. E' stata un'esperienza incredibilmente brutta per me, la sua azione meschina, a dir poco.
Questa persona per me non esiste piu' come amica. A dire il vero, metto in questione il fatto che ci fosse una relazione di amicizia e non invece una sorta di comunanza superficiale.
Dovessi mai ri-incontrarla, dovesse mai chiedermi scusa (dubito), ho paura che troverei difficile perdonare. O meglio, perdonarla l'ho gia' perdonata, ma si puo' costruire un'amicizia nuova e sincera dai cocci di una vecchia, in frantumi? Nel passato io purtroppo non sono mai riuscita a farlo.
Vi e' mai capitata un'esperienza simile? Cosa vi ha aiutato ad aggiustare una relazione messa duramente alla prova dall'altra parte?