giovedì 31 gennaio 2008

Agenzia Matrimoniale "Cupid Sister"...

AAA CERCASI FIDANZATO. ETA' NON IMPORTANTE. NECESSARIO OTTIMO 740...Mi collego al post di ieri. E' facile pensare che una ragazza che ha bellezza, talento, cervello, carattere, non dovrebbe avere problemi a trovare ammiratori, e tra questi un compagno, qualcuno da amare e da cui essere amata. "Give me somebody to love..." cantano i Queen. La ricerca del sacro Graal non e', per me, una storia avvincente e misteriosa alla Dan Brown, ma la ricerca quotidiana, altrettanto avvincente e misteriosa, di quella persona speciale con cui ci si completa. Evidentemente, contraddicendo cio' che noi, poveri mortali pensiamo, il fatto di possedere caratteristiche straordinarie non ti aiuta nella ricerca, anzi pare che sia un ostacolo. Basta guardare cosa succede a Hollywood per realizzare che persone che almeno in apparenza hanno tutto quello che noi sogniamo, bellezza, fama, soldi, successo etc, be', anche loro soffrono e sono infelici tanto quanto lo siamo noi, sconosciuti e squattrinati, e forse anche piu'.

Meet my sister, sempre bella, sempre infelice. Con un passato pieno di relazioni disastrose con ragazzi, uomini senza spina dorsale, senza dignita', di certo non i migliori esemplari di sesso maschile in giro... recentemente mi ha chiesto di trovarle un "fidanzato" americano... ma io non conosco molti uomini single qui, poi forse sono troppi vecchi per lei... la sua risposta? Non mi importa l'eta', a questo punto mi interessa il 740! Funny, ma rappresenta la disperazione di chi non crede piu' nell'amore, nel lieto fine... e non posso biasimarla, considerato anche che io, sorella piu' grande, con una storia d'amore quasi da fiaba, sto facendo fatica a ritrovare il "lieto fine". Forse e' un'utopia.
Eppure per lei io credo che ci sia "la' fuori" qualcuno intelligente, responsabile, attento, innamorato ... insomma, una persona che la renda felice. Per lei io vorrei la favola. se lo merita. E incrocio le dita....
Ci sara' rimasto qualcuno papabile, la' fuori? Anyone????

p.s.: sono curiosa di leggere il commento di mio padre...:)

Iniziati!!!

Larry e Dan iniziano il layout della piscina... sono emozionata!!

martedì 29 gennaio 2008

Neurone o silicone?

Oggi sono andata dalla parrucchiera, per taglio e... ahem... colore, visto che ormai il bianco impazza... Il negozio e' nuovissimo, la parrucchiera una stanga bionda, alta e molto carina, tra l'altro una delle poche persone conosciute finora che sono nate e cresciute a SV. Le ho dato carta bianca e questo e' il risultato... un po' "poufy"per i miei gusti ma non troppo osceno... la cosa che mi piace di piu' e' che finalmente non ho piu' la frangia corta, che alla fine mi rompeva.

Mi ricordo che, dalle medie in poi, non mi sono mai piaciuta troppo, sono sempre stata insoddisfatta del mio "look" (o della mancanza di un look) e invidiavo terribilmente amiche e non, perche' o erano bionde, o erano alte, o erano disinvolte o disinibite, oppure avevano in capelli mossi mentre io avevo degli spaghetti da fare invidia alla Barilla... poi ovviamente, i gentili maschietti coetanei ti fanno notare la tua scarsita' nel campo curvaceo, cosa che sicuramente non innalza la propria self-esteem... poi c'e' l'amica che ha delle belle dita dei piedi e li mette in mostra con lo smalto, mentre io soffro di un caso rarissimo di alluce obeso e nascondo la mia vergogna con scarpe sempre chiuse, quell'altra che ha il nasino all'insu' e le lentiggini, mentre io mi ritrovo il naso di mia mamma "che piscia in giu"e le cosce troppo ciccie, le ginocchia un po' indentro (e' una parola sola? mah...), i peli che crescono dove non dovrebbero... insomma, crescere come donna 30 anni fa non e' stato assolutamente facile. Non che sia diventato piu' facile adesso, anzi. Gli standard estetici a cui dobbiamo rifarci noi donne sono cosi' elevati che anche quei pochi esemplari femminili che sembrerebbe abbiano tutte le caratteristiche dettate da questo presupposto modello estetico occidentale, si sentono delle merdacce e vanno a rifarsi le tette, il naso, il mento, le chiappe, e adesso poi va di moda qui il ritornare vergini... robedapazzi!
C'e' pero' una cosa che non ho mai invidiato a nessuno, di cui anzi sono sempre stata fiera, e non per arroganza o per un falso senso di superiorita', no, ma perche' mi ha permesso di confrontarmi ed affrontare a pari livello persone e situazioni molte volte totalmente "out of my league", in qualche modo migliori di me: il mio cervello. E per questo ringrazio il cielo, i miei , le mie sorelle, gli insegnanti che hanno compiuto il loro dovere e mi hanno insegnato, gli amici da cui ho, quasi senza saperlo, imparato tanto, la curiosita' che mi spinge sempre a cercare una risposta alle mie domande, l'amore per la parola scritta, persino quella che leggo sul retro della bottiglia di shampoo ...
Si' perche' per cambiare colore ai capelli e misura di reggiseno c'e la soluzione (e c'e' pure a chi piacciono gommose, mi dicono), ma alla carenza di materia grigia funzionante ancora non si e' travata un'operazione...
Ci sono ovviamente casi in cui un cervello funzionante e' collegato ad una bella figliola, ma in questi casi l'interesse e l'attenzione di tutti sono cosi' concentrati sull'aspetto esterno, che e' molto difficile per l'esemplare suddetto utilizzare la sola parte del corpo che abbia neuroni... e alla fine deve tenerlo chiuso in scatola e nasconderlo fino al raggiungimento di un'eta' in cui il resto del corpo, ormai arresosi alle intemperie del tempo e ai danni irreversibili causati dalla forza di gravita', non abbia piu' alcun valore.
Io per conto mio bombardo Emily e Vivian con l'idea che essere intelligenti ha piu' valore che essere "carine" gia alla loro tenera eta', ma nello stesso tempo sottolineo l'importanza di prendersi cura della loro apparenza, senza bisogno di confrontarsi con modelli irraggiungibili di celluloide (o silicone).
Per dirla con Judge Judy, una che proprio non te la manda a dire: beauty fades, stupid is forever!

Just a quiet evening at home...

lunedì 28 gennaio 2008

Farewell

Ne' 2 mesi, ne' 25 giorni... mio zio si e' spento sabato notte alle 3:30. Oggi alle 2pm ora italiana il funerale. Sto cercando di scrivere 2 righe su un biglietto di condoglianze, ma mi trovo un po' senza parole (strano ma vero): cosa scrivi a dei parenti che non vedi o senti da 14 anni in un momento cosi' difficile? Il classico "anche se lontani, vi siamo vicini"... il che poi e' vero... ieri sera ho pregato extra per i miei cugini e mia zia...

Io mi ricordo mio zio che rideva durante le varie cene fatte a casa di mia nonna (la nonna di nome America), poi mi ricordo di quando, tutto fiero dei suoi figli, (lo capisco adesso, ma allora lo trovavo totalmente scompisciante), metteva in mostra mio cugino, che probabilmente aveva gia' 12 anni o giu di li' e mi immagino fosse estremamente imbarazzato, e gli chiedeva di far vedere a tutti com'era bravo a far funzionare l'accendino, e io che ridacchiavo... questo zio e' il fratello maggiore di mia mamma, che e' l'unica femmina di 4 figli (sto per raccontare una storia, non sbadigliate...) e credo che abbia sempre avuto i baffi; quando era giovane una volta ha chiesto a mio papa' (suo cognato) di spuntarglieli. Mistake, HUGE one, visto che mio padre e' una delle persone piu' imprecise che conosco in piu' e' "malato" di un umorismo letale. Anyway, lo zio chiede aiuto a mio papa', errore colossale. Mio padre comincia a spuntare a destra, poi a sinistra, poi un po' di piu' a destra... poi un pelino di piu' a sinistra... no, e' un po' storto, cia' che spunto un po' di piu di qui... aaahhh, finalmente, perfetti! Mio zio si alza, si guarda allo specchio... e manda a cagare mio padre.... "Ma sembro Hitler!!" (ovviamente dovete immaginarvelo raccontato in milanese, che non so parlare ne' tantomeno scrivere).

L'amore, l'affetto che proviamo per chi non e' piu' con noi, non finiscono quando il cuore finisce di battere. Ci sono i ricordi delle risate, dei momenti belli, di quando non si pensava alla fine...

e da un punto di vista egoistico, almeno i miei riusciranno a venire qui per Pasqua o giu di li'.



Stanotte e' arrivata una bella tempesta, con acqua e ventaccio. Ha smesso di piovere adesso, ma il vento c'e' sempre. E fa freddino. Ho le mani congelate, anche in casa, mi sa che mi faccio un altro te' e ci ficco le dita dentro. Oggi e' il turno di Chris di stare a casa con il mal di pancia.. dubballe! Miss Heidi, l'autista dello scuolabus, ha riconfermato che di solito ci vuole un anno per acclimatizzarsi a questa altitudine... allora, sono passati 6 mesi...
Il cielo e' terso e di un blu quasi finto, le montagne e' come se mi sorridessero, dalla finestra della sala... ieri degli agenti del Border Patrol hanno trovato una bambina di 5 anni che si era persa, mentre i genitori, illegali, cercavano di attraversare le Huachuca Mountains per entrare negli US... cerco di immaginarmi, persa a 5 anni sulle montagne fredde, con i coyote che ululano, in un paese straniero... ma tale e' la voglia di scappare dal loro paese che rischiano tutto. Facevo notare a J l'altro giorno un dato incredibile: Douglas e Agua Prieta, citta' gemelle confinanti, divise dal confine US/Mexico... Douglas 2000 abitanti circa, Agua Prieta 250000... Why?- chiede J. Ovvio, quanti americani desiderano vivere attaccati al Messico e quanti Messicani desiderano vivere attaccati agli U.S.? Take a look at the numbers...
Mi viene una voglia di prendere la mia mia mountain bike e' cominciare a pedalare verso le montagne, e invece sono in casa a fare la crocerossina.. anche se lo vedo che sta meglio, si e' gia' incollato al computer e gioca Jedi Academy... mah! XO

domenica 27 gennaio 2008

Un weekend tranquillo

Sabato scorso c'e' stato un potluck (cioe' un pasto dove tutti portano qualcosa da condividere) per i membri del Sierra Vista Market Food Coop, di cui faccio parte. Nella foto mi si intravede a fare la fila per il mangiare... sono quella che non e' pelata o con i capelli bianchi!!! Probabilmente scrivero' una colonna vegetariana sulla newsletter della coop.... e cosi' il mio sogno di venire pubblicata (a parte le varie lettere ai giornali che scrivo) si avverera'! Sprattutto scrivere di argomenti che mi interessano, quali la connessione tra cibo e salute e l'incredibile varieta' che offre la cucina vegetariana e vegana. Come diceva la mia prof del ginnasio... transeat!


Per il resto, weekend tranquillo, sabato speso tra leggere e lavorare in giardino, spostare i sassi dall'area che verra' scavata dove non serviranno piu' (l'avevo gia scritto che... avro' la piscina??? Mamma mia che noiosa sto diventando!) e metterli in altre aree, iniziare a potare alcuni cespugli e alberi. Il massimo del relax. Oggi, domenica, il cielo e' minacciosissimo, sto pensando tirare fuori dal garage l'arca... per il momento ha solo piovigginato, ma tutti speriamo in un bell'acquazzone! J sta cucinando, nel menu di stasera ancora "tamales", ma sono cosi' buone!!! Sto cercando di mettermi in contatto via skype phone con mia sorella Marta che e' a Parigi per una sfilata di lingerie... mi ha detto che mi portera' una marea di cosine tutte "sce-sci" quando verra' a trovarmi... poverina, non ha ancora capito come funziona la storia quando si e' sposati da 14 anni.. e con una storia come la mia... anyway, pare che non abbia il roaming, per cui dovro' aspettare quando rientra a Milano... il che mi fa venire in mente che devo trovarle un fidanzato, qualcuno che riesca a farla felice... impresa ardua e forse impossibile... la cosa piu' importante e' controllargli il 740 (parole sue)... si vede che la scena maschile in Italia non e' molto promettente... o no? Ora scappo!! Monica

sabato 26 gennaio 2008

IF by Joni Mitchell
If you can keep your head
While all about you
People are losing theirs and blaming you
If you can trust yourself
When everybody doubts you
And make allowance for their doubting too.
If you can wait
And not get tired of waiting
And when lied about
Stand tall
Don't deal in lies
And when hated
Don't give in to hating back
Don't need to look so good
Don't need to talk too wise.
If you can dream
And not make dreams your master
If you can think
And not make intellect your game
If you can meet
With triumph and disaster
And treat those two imposters just the same
If you can force your heart
And nerve and sinew
To serve you
After all of them are gone
And so hold on
When there is nothing in you
Nothing but the will
That's telling you to hold on!
Hold on!
If you can bear to hear
The truth you've spoken
Twisted and misconstrued
By some smug fool
Or watch your life's work
Torn apart and broken down
And still stoop to build again
With worn out tools.
If you can draw a crowd
And keep your virtue
Or walk with Kings
And keep the common touch
If neither enemies nor loving friends
Can hurt you
If everybody counts with you
But none too much.
If you can fill the journey
Of a minute
With sixty seconds worth of wonder and delight
Then The Earth is yours
And Everything that's in it
But more than that I know
You'll be alright
You'll be alright.
Cause you've got the fight
You've got the insight
You've got the fight
You've got the insight

venerdì 25 gennaio 2008

Cosa ci faccio qui negli U.S.?

Bella domanda... a volte me lo chiedo anch'io... ma visto che ci sono persone che non conoscono le mie vicende storiche, provvedo a dare un "breve" ma dettagliato riassunto.
Sono nata nel lontano 1966 a Milano. Ho sempre avuto un'attrazione per l'America, forse accentuata dai ricordi di una nonna (dal nome America!), emigrata da bambina e poi tornata indietro in Italia, che parlava sempre dei "bei tempi" a Nuova York-a...
Diplomata al Liceo Classico Manzoni di Milano, scelgo di non continuare gli studi e di iniziare a lavorare. Fortunatamente amando l'inglese sono sempre riuscita a trovare lavori dove, in qualche modo, l'inglese doveva essere utilizzato. Mantengo una corrispondenza con una ragazza di Chicago grazie alla quale corono il mio sogno di andare in America nel 1988, quando prendo 3 settimane di ferie e parto alla volta di Chicago. Geri, la mia penpal, mi porta in giro per Chicago e mi regala il biglietto per New York, per andare a trovare i suoi zii, Uncle Frank, che vive a Brooklyn, e Uncle Pat che vive a Wantagh, Long Island. Torno in Italia con le lacrime agli occhi e la vita continua. Cambio altri lavori, mentre sul fronte sentimentale e' un disastro, ma dopo un lunga (troppo) storia con uno di 12 anni piu' vecchio (non solo anagraficamente, ma mentalmente), trascorro 3 anni fantastici, libera come una farfallina... diciamocelo pure, a divertirmi!! Dopo 3 anni di divertimento, all'eta' di 26 anni, comincio a sentire l'orologio fare tic-tac, e mi spavento perche' il panorama maschile intorno a me e' un po' deprimente. E qui interviene il fato: la mia penpal, Geri, si sta per sposare e sono ovviamente invitata al matrimonio. Ovviamente non so cosa fare, anche perche' ho iniziato da poco a lavorare per la DHL, a 10 minuti di macchina da casa, buono stipendio, boss caruccio... sono ancora in prova, ma il fato (ancora) vuole che il boss mi dia una settimana di ferie. Parto, vado a Chicago, e al matrimonio sono seduta al tavolo della famiglia, dove conoscevo gia' i suoi zii. Sono seduta di fianco al cugino di Geri, che vive in California e continua a portarmi dei cocktails, "Skip's special"... se non avete mai visto un matrimonio americano, e' una pacchianata con orchestra, cantanti, bridesmaids dai vestiti ORRIBILI... si balla e si beve per ore e ore, ovviamente viene annunciato che c'e' un guest che e' venuto dall'Italia, io che salto sul tavolo un pelino brilla... insomma, mi ricordo di avere bevuto, mangiato e ballato fino probabilmente all 11 di sera. Il giorno dopo ritorno a Milano, atterro distrutta e vado al lavoro... e' lunedi'. Il venerdi' arriva una telefonata a casa, Marta risponde e urla "Moky, e' in ingleseeeeee". Ed era J, il cugino di Geri, quello seduto di fianco a me al matrimonio, che mi chiama dalla California. Parliamo per 1 ora. E cosi' anche il giorno dopo... poi mi arrivano i fiori... poi il regalo per il compleanno... e poi telefonate su telefonate (14 anni fa, ha speso $914 a luglio e $720 ad agosto... lo so perche' ho ancora le bollette da qualche parte). Siccome suo padre era un flight engineer per American Airlines, decide di usare il suo free pass e venirmi a trovare alla fine di agosto... e io faccio la pazzia e mi compro il biglietto per Los Angeles, just in case. La vacanza insieme e' un sogno, Venezia, Lago di Como... poi J si ammala tornati a Milano ed e' a letto (nel letto dei miei!!) per 2 settimane. Quando si rimette in sesto (deve essere stato il troppo sesso...) il 9 settembre 1993 partiamo insieme per Los Angeles, mentre una mia collega porta le dimissioni al mio capo... Ci sposiamo il 6 Novembre davanti al Judge of Peace di Ventura (ora Uncle Frank e' anche il "mio" Uncle, e Uncle Pat e' mio suocero...), compriamo una bella casettina il 3 dicembre.... ci sposiamo in chiesa in Italia a giugno del '94... e a luglio del '95 nasce Christopher! Rimango incinta ancora all'inizio del '98, e ad aprile lasciamo la California con 1 bambino, 1 cane, 2 gatti ed io incinta di 3 mesi con nausee ridicole, che gestisco succhiandomi liquerizie a go-go, mentre ovviamente guido il pulmino (J guida la sua macchina) e ci facciamo la traversata coast to coast fino al New Jersey, dove J e' stato trasferito. Novembre '98, nasce Emily. Novembre 2000, nasce Vivian. E cosi' arriviamo a luglio del 2007, quando ripartiamo, questa volta con 3 gatti, 1 cane e 3 bambini (ringrazio il cielo per il dvd in macchina!!) alla volta dell'Arizona, dove J ha ricevuto un trasferimento. E cosi', la mia vita spericolata americana continua.
Mi piace vivere qui? Si', moltissimo. Tornerei in Italia? Quest'estate la mia risposta era "Si'" ora e' "Non sono sicura". In generale lo stile di vita americano mi si addice, la gente e' piu' rilassata, forse fin troppo, per quanto riguarda le apparenze, per cui non succederebbe mai di vedere una casalinga in pelliccia che va a fare la spesa. La prima cosa che ho adorato in California e' la liberta' dai codici non scritti di abbigliamento italiani, che esistono probabilmente non solo a Milano ma in tutte le citta' e certamente nei paeselli. Il lato negativo della medaglia e' che vabbe' essere liberi, ma un po' di gusto nella liberta'! Poi la gente e' mooolto cordiale, ti salutano tutti, e io saluto tutti, anche se non li conosco. Si chiacchiera del piu' e del meno con estranei ovunque si va, basta sorridere, ed e' un continuo "Hi, how you doing?" "Hello, how are you?"... e non parlo solo della provincia, era cosi' a Ventura, che ' una citta' abbastanza grande, era cosi' a Point Pleasant, paesello marino piccolino, ed anche a Sierra Vista. Ma la gente e' disponibile a sorriderti e a scambiare 2 chiacchiere anche a New York o Los Angeles...
Ci sono molte cose che mi mancano dell'Italia e di Milano, prima di tutto i miei e mia sorella, e poi le amiche con cui ho condiviso tanto e che mi hanno sopportato tanto... poi il profumo del pane fresco al mattino presto, i mercati rionali con tutti i colori e i suoni e la verdura fresca che ha sapore, i pomodori che sanno di pomodoro, non di corda bollita... mi manca l'ospitalita' degli italiani, che quando fai breccia nella loro riservatezza e ti invitano nelle loro case, ti offrirebbero il mondo se potessero... quante volte sono andata a casa di conoscenti qui e non mi e' stato offerto niente, magari se lo chiedevo, un bicchiere d'acqua... mi mancano gli abbracci che ci scambiamo tra amici, abbracci forti, caldi con il doppio bacio, mentre qui, invece degli abbracci, si avvicinano i toraci ma non troppo, e poi mettono un braccio intorno alla spalla dell'altra persona e gli danno 2 o 3 pacchette sulla scapola e si scambiano 1 "air-kiss".. e' come se avessero paura del contatto umano, mah. Mi manca il vedere e sentire la passione tra persone che, non importa l'eta', stanno discutendo e muovono le mani e alzano la voce, mentre qui, a meno che non siano italo-americani, sussurrano quasi, e non li senti discutere, meno che meno li "vedi" discutere, le mani sono ferme...
Ma ci sono anche moltissime cose che NON mi mancano dell'Italia, mi viene in mente per prima cosa essere a casa di amici e tutti che fumano intorno a te, e io che non fumo sono costretta a succhiare la loro merda nei miei polmoni; il casino incontrollato che gli italiani fanno quando sono in aeroporto, e io che sono felice di riuscire a passare per americana, grazie ai bambini e marito che parlano inglese, e faccio finta di non capire; le macchine parcheggiate sul marciapiede e nessuno che gli da una multa; i commenti senza gusto (quindi disgustosi) che uomini e ragazzi fanno alle ragazze che passano per strada, e nessuno che dice niente, anzi, lo ritengono un complimento e pensano che la ragazza se lo merita perche' ha la minigonna e una scollatura.... Insomma, a chi mi chiede se mi trovo bene qui, la risposta e' si', mi trovo benissimo, ho sempre avuto case grandi che non avrei mai potuto permettermi in Italia, ho visitato posti che prima mi ssarei sognata, ho una qualita' di vita che, per me, e' migliore di quella che ho visto in Italia quest'estate. Non siamo ricchi, ma riusciamo a permetterci moltissime cose che in Italia sembrano solo per ricchi, 3 computer, la piscina, mangiare fuori tutte le settimane, insomma il consumismo e' parte della mia vita, anche se cerco di limitarlo. Obiettivamente, non saprei dire se e' meglio vivere in Italia oppure qui. Non e' mai bianco o nero, giusto o sbagliato, soprattutto quando ad influenzare una scelta concorrono moltissime sfumature diverse. Cio' che rende bellissima l'Italia non e' cio' che rende bellissima l'America... io per il momento resto qui, poi domani si vedra'. A dopo!

giovedì 24 gennaio 2008

Ma allora e' vero....



Da ieri mattina questa scavatrice fa parte del nostro giardino... "COOL" ha detto Vivian, che era a casa con il mal di pancia... "AMAZING", quando ha visto che a guidarla era la figlia del contractor... "Girls can do anything they want to", le ho spiegato, approfittando del momento per dare un boost alla sua self-confidence..
E stamattina erano qui a livellare i cespugli dove, tra 10 settimane circa, ci sara' la nostra piscina. tah-nah-nah-nah....Twilight Zone...Ora stanno disegnando la piscina per terra, noi dobbiamo approvare il disegno finale e poi... HOLY COW!! It's the real thing!

OK, devo calmarmi perche' mi rendo conto di stare scrivendo come una scema i pensieri cosi' come mi vengono in mente, in inglese per lo piu'... anche se le case che abbiamo avuto sia a Ventura che a Point Pleasant sono state grandi, specialmente se paragonate agli appartamenti di Milano di cui sono famigliare,(sempre 4 camere da letto e due bagni etc), questa casa qui e' la piu' grande e bella di tutte e 3. Quasi fa competizione con la casa dei miei a Paravello... ma quella e' tutta un'altra cosa, insomma, un casolare di 300 anni o piu' tutto ristrutturato...qui si tratta di una casa nuova, fatta di legno comunque...
Vabbe', altra notizia: di fronte a casa nostra c'e' un grosso appezzamento di terreno di proprieta' della citta' di Sierra Vista e da li' partono numerosi sentieri che seguono il Garden Wash. Il "wash" e' una sorta di bacino di raccolta, una sorta di fiume dove l'acqua delle pioggie e diluvi durante la stagione dei monsoni si scarica, tra l'altro raggiungendo una bella forza. Finita la pioggia, dopo poche ore e' nuovamente in secca. La citta' vuole utilizzare questi sentieri e renderli piu' accessibili e nello stesso tempo mantenerli per i cittadini. E cosi', a dimostrazione di come il sistema democratico americano, pur con i suoi difetti, funziona, i cittadini sono stati invitati per dare suggerimenti e dar voce ad eventuali preoccupazioni riguardanti il Garden Canyon Linear Park. I sentieri sono di circa 3 miglia (6km) one way e purtroppo si fermano al recinto di Fort Huachuca. Altrimenti continuerebbero su per le Huachuca Mountains. Le proposte sono state numerose, da sentieri accessibili ai cavalli, mountain bikes, panchine (suggerimento di J!!).. insomma, un sacco di idee. A marzo ci saranno un altro paio di meetings e poi ad aprile la proposta finale e l'approvazione del consiglio comunale. Che impressione mi fa sempre il vedere che la mia opinione conta, cosa che non mi e' mai successa in Italia, che il potere di trasformare e migliorare la nostra vita risiede ancora nelle nostre mani, e non solo in quelle di un' elite di persone incapaci, senza alcun merito o esperienza, prodotto di nepotismo o corruzione... che la democrazia qui, pur se imperfetta, e' ancora viva e vegeta e la gente ancora ci crede. E sacrifica un paio d'ore della serata , invece di starsene seduta di fronte allo scatolone delle illusioni, per il bene di tutta la comunita'. A dopo! M.
p.s.: L'immagine e' a destra mostra il layout della piscina (lunghezza 34 ft, 10.36 mt, non e' molto grande ma e' sufficente...) e dell'idromassaggio, che sara' una figata, immerso nella piscina, con un muro sommerso... robe da sogno, almeno per me!!!

mercoledì 23 gennaio 2008

La ricetta

Carbonara vegan (tratta da http://www.vegan3000.it/)

Ingredienti per 4 persone:

400 grammi spaghetti
tre o quattro fettine di affettato di seitan Wheaty
mezzo panetto di tofu fresco
una cipolla media
mezzo bicchiere di olio di oliva
sale
zafferano
pepe o zenzero



Mettere l'olio nella padella con la cipolla affettata molto finemente, aggiungere l'affettato di seitan tagliato a quadretti di un centimetro e lasciare imbiondire la cipolla.
Sbollentare il tofu (quattro minuti), scolarlo, schiacciarlo e lavorarlo con una forchetta, aggiungere lo zafferano e amalgamare (deve risultare asciutto e granuloso e di colore giallo - come se fosse uovo -).
Aggiungere il tofu nella padella e lasciare insaporire per un minuto aggiungendo lo zenzero o il pepe.
Scolare gli spaghetti e condire. Aggiungere il parmigiano vegan oppure un paio di cucchiaiate di lievito nutrizionale (? nutritional yeast ?)

Ovviamente io modifico un po' la ricetta, per esempio, ho usato un intero panetto di tofu da 12 once, di tipo soffice, invece di mezzo panetto "italiano", che tra l'altro potrebbe essere lo stesso peso. Altre volte ho usato quello piu' "firm" e il risultato e' sempre ottimo. Invece del seitan ho usato "Fakin' bacon", che e' fatto con tempeh... stessa cosa. Il mio problema piu' grosso e' che non trovo le bustine di zafferano e quelle che ho comprato a Milano sono finite (i bambini vogliono il risotto yellow, come lo fa la nonna...), per cui ho provato ad usare i filamenti di zafferano , anche quello messicano, e il colore e' troppo pallidino, cosi' al miscuglio aggiungo sempre un po' di colorante giallo...
Il sapore e' buono, anche se io guardo il quantitativo dell'olio.
Happy cookin'!

martedì 22 gennaio 2008

MONDO BLOGGO!!!

Come promesso ad Aelys, che ha celebrato il Carbonara Day pur essendo a San Francisco, questa e' la foto della mia Pasta alla carbonara vegan!!! Niente uova, ne' pancetta o bacon... tutta fatta senza prodotti di origine animale... e' piaciuta a tutta la famiglia, be' eccetto a Vivian, ma lei ultimamente vuole solo mangiare "cereal and milk"!! E' il mio piatto, ecco perche' la quantita' e' cosi' misera (sto cercando di perdere quello che ho messo su da quando abbiamo traslocato).
Ok, ed ora... a little bragging! Suysan mi ha nominato per l'award "You make my day" e ne sono fiera!! Chi lo puo' vincere? ..."un blog capace di trasmetterti gioia ed ispirazione, un blog che ti faccia sentire bene quando lo visiti." WOW! GRAZIE! E' come se fossi stata nominata per il Golden Globe dei Blogs... e dire che questo blog e' nato come modo di restare in contatto con gli amici in Italia, per fargli sapere come la mia vita si stava evolvendo... ora invece mi ritrovo a scrivere di fronte a un piccolo "pubblico" di sconosciuti, persone mai viste con le quali pero' esiste in qualche modo una connessione. Cos'e' un blog, alla fine? E' il tentativo di comunicare in modo permanente i propri pensieri, le proprie paure, gioie, successi e fallimenti; la verita' e', secondo me, che la comunicazione reale, fisica sta quasi scomparendo e al suo posto abbiamo trovato un modo nuovo di porci in relazione con il mondo. Strano, no? Non abbiamo tempo di telefonare e ci si manda messaggini sincopati, riassunti in codici difficili da decifrare per i non iniziati, scorciatoie di cui ci si serve perche' siamo tutti cosi' presi, pero' abracadabra, riusciamo a trovare il tempo per passare ore al computer scaraventando nel cyberspace minuzie, dettagli, fotografie della nostra vita quotidiana, oppure leggendo diari di sconosciuti, ed emozionandoci, ridendo, discutendo... lo trovo straordinario e leggermente assurdo, perche' la mia paura e' che ci ritroveremo un giorno incapaci di scambiare due parole dal vivo, di iniziare una conversazione quando la persona e' li' di fronte a noi in carne ed ossa: certo, "dal vivo" si e' indifesi, e' come se fossimo nudi di fronte al mondo, la paura di essere rigettati e' fortissima. Nel rifugio delle nostre case, invece, ci riveliamo al mondo, "full monty", filtrati da uno schermo, i nostri segnali confusi con miliardi di altri segnali, confortati dall'idea che, se qualcuno ci dovesse offendere, fare un commento di cattivo gusto o soltanto cattivo ... CLICK, DELETE . POOF, GONE! MAGIC!
Moky's blog per me ha sempre un valore catartico, lo scrivere qualsiasi cosa che mi riguarda mi costringe ad analizzarmi un po', e' come se rivedessi la mia vita su uno schermo, e riuscissi a giudicarla in modo piu' obbiettivo di quando la vivo. Riesco a valutare meglio le mie scelte, quelle fatte e quelle future.
Ma allora, a combattere l'indifferenza globale, chi sono quesi personaggi che trovano il tempo di leggermi? I miei, fedelissimi (aspettando sempre di vedere le foto dei nipoti!), gli amici, alcuni che hanno capito come lasciare un commento, altri che preferiscono mandarmi email ed altri ancora che mi sono silenziosamente vicini , e poi quelli del Mondo Bloggo, un gruppo di sconosciuti che stanno imparando a conoscersi. Il confronto fatto con umilta' e' il modo sicuro di crescere.

Amicizie sbilanciate: una miniserie.

Quello dell'amicizia e' un argomento cui penso spesso, e di cui ho parlato anche nel blog frequentemente. Sin da bambina ho vissuto ...