sabato 10 ottobre 2009

Il Nobel ad Obama : il perche', secondo me.

Continuo a leggere e a sentire persone criticare la scelta di Barack Obama per il Premio Nobel per la pace. Tutti hanno un'opinione, alcuni, come i soliti 4 idioti-republicans-conservative-racist che strombettano su FoxNews, dall'alto del loro podio presuntuoso, parlano di errore (e sono quelli che pochi giorni prima avevano esultato quando Chicago era stata nixata come sede olimpica del 2016 , considerandola una sconfitta personale di Obama), Ma molti, come anche alcuni dei miei amici blogghiferi considerano questo premio non meritato o quantomeno prematuro.

Capisco il loro punto di vista, ma al contrario io sono convinta che questo premio non sia stato una svista, un errore e nemmeno "wishful thinking", una sorta di desiderio, anzi.
Non e' un mistero che ammiri moltissimo Barack Obama, per questo ho letto i suoi libri, ascolto i suoi discorsi e i suoi interventi, sia "domestici" che internazionali, come immagino abbiano fatto i 5 membri della commissione norvegese che lo hanno scelto UNANIMAMENTE su 205 candidati. DUECENTOCINQUE, il numero piu' alto di candidature dall'incezione del premio, nel 1901.

Barack Obama e' sempre stato un paladino della politica del dialogo e della diplomazia ed ha sempre, in tutta la sua carriera politica, cercato di eliminare conflitti e di trovare un "territorio comune", ad esercitare empatia dove c'e' dissenso. Dal suo libro "The audacity of hope" :
"...I am obligated to try to see the world through George Bush's eyes, no matter how much I disagree with him. That's what empathy does- it calls us all to task, the conservative and he liberal, the powerful and the powerless, the oppressed and the oppressor. We are all shaken out of our complacency. We are all forced beyond our limited vision.
No one is exempt from the call to find common ground"

("Sono obbligato a cercare di vedere il mondo attraverso gli occhi di George Bush, non importa quanto sia in disaccordo con lui. Questo e' cio' che fa l'empatia- da' un incarico a tutti noi, conservatori e liberali, potenti e senza potere, oppressi e oppressori. Siamo tutti smossi dalla nostra compiacenza. Siamo tutti spinti oltre la nostra visione limitata.
Nessuno e' esente dalla chiamata di trovare un punto d'incontro")

Non esistono molti uomini o donne in politica che vivono secondo questo principio, ma Obama lo ha fatto quando era senatore dell'Illinois (e uno dei pochissimi ad esprimersi pubblicamente contro la guerra in Iraq) e lo fa ancora oggi, ad esempio con il casino che sta succedendo con la riforma del sistema sanitario, dove lui continua a presentarsi ai republicans con un ramo d'ulivo, continua a cercare di mediare e di ragionare con una destra sorda e totalmente negativa, e questo ramo d'ulivo viene preso a colpi di machete, obliterato.

Quando poi ha stretto la mano di Chavez, il "presidente" del Venezuela, la destra si e' raccapricciata... invece e' stato per me un momento cosi' importante... invece di sputarsi in faccia, si sono dati una stretta di mano... sembrerebbe pochino, ma non dimentichiamoci dell'episodio di Bush e la scarpa.... se l'interlocutore e' stimato, anche poco, c'e' una speranza concreta di riuscire a dialogare.

A chi lamenta il fatto che, delle promesse fatte durante la campagna, poche sono state messe in pratica, voglio solo ricordare le dimensioni del governo americano, e' un pachiderma he richiede spesso enormi sforzi per farlo movere, e voglio ricordare soprattutto il numero e la grandezza dei problemi che ha ereditato dall'amministrazione precedente, e il muro di gomma che l'opposizione continua a creare ogni volta che Obama prova a proporre qualcosa... il che pero' non toglie il fatto che un passo dopo l'altro, stia spingendo per mantenerle tutte, quelle promesse.

Inoltre, leggendo il comunicato stampa della commissione per il premio Nobel, le motivazioni vengono chiarite ancora di piu'; in esso tra l'altro, si dice che:

"...solo molto raramente ha una persona catturato l'attenzione del mondo nella stessa misura di Obama e ha dato al suo popolo la speranza per un futuro migliore. La sua diplomazia e' fondata nel concetto che coloro che sono alla guida del mondo devono farlo sulla base di valori e attitudini che siano condivisi dalla maggioranza dellapopolazione mondiale"

("Only very rarely has a person to the same extent as Obama captured the world's attention and given its people hope for a better future. His diplomacy is founded in the concept that those who are to lead the world must do so on the basis of values and attitudes that are shared by the majority of the world's population.")

La parte finale del comunicato stampa e' quella che mi piace di piu', e cioe' che "Per 108 anni il comitato norvegese del Nobel ha cercato di stimolare esattamente quella politica internazionale e quegli atteggiamenti dei quali Obama e' ora il principale portavoce del mondo. Il Comitato approva l'appello di Obama che "Adesso e' l'ora per tutti noi di prenderci la nostra parte di responsabilita' per una risposta globale a sfide globali."

(For 108 years, the Norwegian Nobel Committee has sought to stimulate precisely that international policy and those attitudes for which Obama is now the world's leading spokesman. The Committee endorses Obama's appeal that "Now is the time for all of us to take our share of responsibility for a global response to global challenges.")

Poi mi viene un po' da ridere quando sento i vari commentatori dire "Che cosa ha cambiato Obama, dal punto di vista della pace nel mondo?" Basta solo dare un'occhiatina veloce ai vari recipienti del premio per la pace per rendersi conto che, sfortunatamente, molte di queste persone e organizzazioni hanno ricevuto il premio per lo sforzo, non i risultati (basta pensare a Arafat/Rabin/Peres che hanno ricevuto il premio nel '94 o a Jimmy Carter che l'ha ricevuto nel 2002... in Palestina e in Israele la pace e' ancora solo una parola e il mondo in generale e' ancora crivellato da guerre.... allora che facciamo? Togliamo il premio? )

Consiglio di leggere l'articolo su cnn di Fareed Zakaria.
Anche Saturday Night Live ha dato la sua spiegazione... Obama is not George W. Bush!!!

5 commenti:

  1. stra-quoto tutto quello che hai detto!

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  2. ero stupito che non avessi risposto ai commenti del post precedente conoscendo la convinzione con cui porti avanti le cose in cui credi. Stavi preparando la risposta definitiva :)

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  3. Infatti, "speranza" è la parola chiave.
    Quella speranza che per anni, altri leader hanno negato al popolo dandogli in cambio solo paura.
    Peccato che da noi chi semina paura continui ad essere preferito...

    ---Alex

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  4. cara Monica

    io la penso esattamente come te, come americana sono fiera di Mr. President e del suo Nobel. Certo che quando l'abbiamo saputo sia io che Mark ci siamo detti "argg... speriamo
    non gli nuoccia!" ma con la paura non si va da nessuna parte, specialmente ora. Il comitato Nobel ha avuto molto coraggio, e sono sicura che barak Obama ne avra' altrettanto per continuare la sua sfida. Bacioni (da Parigi)
    Letizia

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  5. beh mi sembra una spiegazione molto chiara del "perchè". Secondo me hanno fatto bene. Certo che se i suoi concorrenti erano tutti come mister B. !!! ahahah

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