sabato 9 giugno 2012

Muddy Buddies (gli "amichetti infangati", versione vegan)

Sapete che questo non e' un blog di cucina, sono una modestissima cuoca che cucina perché deve, anche se ogni tanto mi diverto a farlo. Come nel caso di questa ricettina, facile facile e buonissima che piace sempre a tutti, che ho preparato per la festa di Violet.
E' una ricetta che girava sulle scatole di certi cereali anni fa, mi e' stata passata da Kelly, io l'ho veganizzata ed e' sempre un successo quando la preparo, cosa che succede raramente visto la mia propensita' a far della mia panza una capanna per questa "merenda". E' anche un ottimo dessert da portare ai potluck (pranzi o cene dove gli invitati portano un piatto da condividere), ed ho scoperto giovedì, grazie ad Allison che e' nata nel sud-est degli US, che vengono chiamati anche "Texas Trash", cioè spazzatura del Texas... Non temete, sono una delizia, niente a che vedere con la spazzatura di nessuno stato...
Io vi avviso: se avete la tendenza a diventare cibo-dipendenti, cercate di non rimanere da soli con il contenitore di Muddy Buddies... e' difficile smettere di farseli saltare in bocca! E non ditemi poi che non vi avevo avvisato!

Moky's Muddy Buddies (grassi si', ma senza colesterolo dietetico!)


Ingredienti:
  • 9 cups di cereali quadrati. Io uso "Barbara's Puffins" al burro di arachidi, perche' non contengono vitamina D3, che e' un derivato animale. La ricetta originale richiede credo i Chex, ma trovo i Puffins molto piu' "sani". 9 cups sono all'incirca il contenuto di una scatola di cereali, nel caso dei Puffins sono circa 11 once, quindi 320g circa. Se sono di più, va bene lo stesso.
  • 1 cup chocolate chips (le chicche di cioccolato) semi-dolci. Uso le Ghiradelli perche' non contengono latte vaccino (230g circa)
  • 1/2 cup burro di arachidi (115g circa)
  • 1/4 cup burro vegan; qui si trova la marca Earth Balance. (50 g circa)
  • 1 1/2 cup zucchero a velo. E' tanto: più di 3 etti, anche un po' meno va bene.
Mettere i cereali in una scodellona capace. In una scodella più piccola, mescolare il cioccolato, il burro di arachidi e il burro, e farli sciogliere nel microonde ad alta temperatura per 1 minuto circa (ogni forno e' diverso, quindi tenere d'occhio lo scioglimento. In alternativa, scioglierli in una padellina a fuoco medio, mescolando). Mescolare e ri-microondarli per altri 30 secondi, dopodiche' mescolare finche' si ottiene una composto quasi liquido o comunque morbidissimo e senza grumi. Spargerlo sui cereali e mescolare finche' tutti i cereali sono stati ricoperti dal miscuglio. Utilizzando un sacchetto richiudibile tipo Ziploc di quelli grossi (da noi 1 gallone), unire meta' zucchero a velo e meta' dei cereali e scuotere per bene, finche' i cereali saranno ricoperti di zucchero. Ripetere con l'altra meta' di zucchero e cereali. I bambini solitamente amano questa attivita'...
I Muddy Buddies sono ora pronti ad essere divorati! Se pensate di non finirli nel giro di un paio d'ore, metteteli in frigorifero in un contenitore tipo Tupperware.

Da consumare canticchiando la canzone dei Doobie Brothers "Oh black water"....




Post scriptum Post, e la festa di compleanno

Il post scriptum al post precedente e': si sbaglia sempre e comunque, quando si e' genitori!

Lo so che e' stato un post duro, poco empatico e dal tono vagamente ingrato, e devo per forza chiarire che amo i miei genitori che, come tutti i genitori, io inclusa, hanno fatto (e fanno) del loro meglio, con le risorse che avevano disponibili, nel loro ruolo.
Confermo che l'essere lontani non contribuisce al mantenere relazioni interpersonali oneste, e so per esperienza che fare da giocolieri con le emozioni dei figli richiede una destrezza non comune.

Sono sicura che le loro intenzioni erano buone,  ma come si dice qui "the road to hell is paved with good intentions", cioè la strada per l'inferno e' lastricata di buone intenzioni", e la verità e' che le mie emozioni sono vere, sono "raw", soprattutto per l'estrema ingiustizia della situazione, e il non parlarne, il far finta di niente non aiuta, o almeno non aiuta me.
Quello che vedo e vivo e' il mio isolamento, mi manca solo la lettera scarlatta sul petto o il cartello con scritto "pecora nera" mentre, e non voglio rivangare tutta la merda, a voler guardare bene, la lettera ce la siamo guadagnate tutte. E' come quando a scuola un gruppo fa casino, e solo uno si trova messo nell'angolo col cappello da somaro in testa. Non lo trovo giusto.

Quello che vedo da lontano sono le altre persone coinvolte, quelle che ovviamente per me sono le piu' colpevoli, o almeno colpevoli d'aver tirato la prima pietra, vivere come se non fosse successo niente, intoccabili, come dei brutti parrucchini in una bufera, sempre belli in piega.

E io, che chiedo spiegazioni, che denuncio la situazione, ovviamente sembro una figlia ingrata. La colpa di questo scisma familiare non e' dei miei genitori, diciamo che il loro tentativo di non creare un casino più grosso, ha creato proprio un casino più grosso.

Non riesco a far finta di niente. Se ho un buco in una calza, certo che posso indossarla ugualmente, ma mi da fastidio. L'alternativa e' quella di toglierla e buttarla o aggiustarla, ma richiede il doverla esaminare, prendere ago e filo e lavorarci sopra.  Far finta che non sia bucata non rimuove il buco. Potrei anche giocare con la semantica, e chiamare questa situazione triste "un'opportunità", ma non cambia il fatto che sia una situazione ingiusta.

Mio papa' mi chiede di fare il gesto speciale. Ma negli ultimi 3 anni ne ho fatti diversi, di gesti più o meno speciali, e sono caduti su terreno infertile. Mi sono un po' stufata (e allora dovrei stare zitta, lo so!)

Intanto, ieri abbiamo celebrato il terzo compleanno della Fagiolina con una festicciola, finalmente!

Si' perché per il suo primo compleanno eravamo a San Diego, quindi niente torta, solo una candelina su una fetta di veg-torta da Sipz; l'anno scorso invece abbiamo celebrato in modo incredibile (se non vi ricordate, questo e' il link), ma sempre senza torta o candeline... Allora siccome quest'anno e' da gennaio che parla del suo birthday party, della festa con torta e cupcake e amici... mi sono quasi sentita in dovere, e così ho invitato le sue 3 amichette (con un paio di fratelli/sorelle più grandini a seguito), ho ordinato un'ottima torta vegan (di cui non ho fatto la foto, ma era bellissima e buonissima, a detta di tutti), ho preparato 24 cupcakes, diversi snacks, tra cui una macedonia di fragole, mirtilli, uva e banana, e abbiamo festeggiato il fatto di essere sopravvissuta, alla mia eta' avanzata, agli ultimi 3 anni con Miss Testa Dura Arizona!!!


Ecco qualche foto:


In attesa che arrivino gli ospiti

La smorfia da "cheese!"...

Il tavolo decorato... la tovaglia di plastica con le principesse Disney e' davvero un tocco sofisticato...

Principessa Violet


In piscina per un'ora, forse più... inutile dire che le mamme mi hanno ringraziato per come hanno dormito i figli ieri notte...

Tutti pronti per la torta

Violet e Kierstyn

Aprire i regali e' un'attivita' di gruppo

Musica e cupcackes, Violet ha capito il senso della vita

Che festa sarebbe senza una sfilata di moda?

Tornato da una festa a casa di un amico...

La principessa preferita del momento, Tiana

Vestita di tutto punto (si e' addormentata così...)

Le scarpe di plastica col tacco mi fanno morire: la senti arrivare da lontano...



mercoledì 6 giugno 2012

Genitori a scadenza?

Parlo spesso del ruolo dei genitori,  per ovvie ragioni, e anche se ripeto sempre che l'essere madre non mi definisce, essere genitore e' il mio lavoro principale, e diversamente da altre professioni, qui il training e' continuo e "sul campo".
E' vero, ci sono centinaia di libri pronti a darci una mano, pieni di idee per rendere questo lavoro meno stressante, bigini di sorta, per guidarci in questo percorso lungo, difficile, esilarante, equamente pieno di soddisfazioni e preoccupazioni. Non parlo nemmeno di parenti e amici che hanno sempre altri suggerimenti ed idee da offrirci, gratuitamente....
Ma non c'e' mezzo migliore di imparare a fare i genitori che non ... facendo i genitori!

Fin qui, siamo tutti d'accordo.

Il dilemma che ho ultimamente, con tutti i cambiamenti che stanno avvenendo ai miei figli (i primi 2 soprattutto) e il loro distaccamento nel futuro più prossimo che remoto, riguarda l'idea di un limite massimo: cioè, esiste un'eta' massima dei figli, raggiunta la quale noi genitori smettiamo di fare i genitori? 18 anni? Magari 21? Oppure 25, o 30.... oppure ancora, si smette di fare i genitori quando i figli se ne vanno di casa, quando a loro volta diventano genitori?

Perche' e' vero che a 18 anni un figlio diventa legalmente un adulto, ma esiste un momento in cui si abdica dal ruolo di genitore? O si continua ad esserlo, anche quando nessuno ti ascolta?

Non dovrei nemmeno dirlo, ma e' ovvio che la "job description" di un genitore cambia col tempo, si passa da prendersi cura di tutto, dargli da mangiare, pulirli, farli divertire, consolarli, a un ruolo più da supervisor, di cheerleader....
Cosa ci succede una volta che i figli diventano adulti? Diventiamo un soprammobile da spolverare una volta ogni tanto ("invitiamo anche mamma e papa'"), un rito d'obbligo ("devo chiamare la mamma/il papa' "), oppure possiamo ancora avere un ruolo attivo nella vita dei nostri figli? (E non parlo di fare da baby-sitter...)

Una "parabola mokyana": siamo nel 2032 e una figlia, per ragioni a me sconosciute, parla male di una delle sorelle, mi racconta fatti sulla sorella, ovviamente non presente, che, conoscendo la persona "sotto accusa", considero altamente fuori-carattere: a quel punto le mie scelte come madre sono due:

  • visto il muro irrazionale che la figlia crea, e vista l'impossibilita' di discutere, rinunciare a farla ragionare e far finta di niente, per mantenere il quieto vivere, a tutti gli effetti dando, per omissione ed omertà, la mia benedizione ad un comportamento ingiusto e deleterio per la vita famigliare
  • fermare la figlia sparlante subito, e invitarla, anzi obbligarla a confrontarsi con la sorella cui sta facendo cattiva pubblicità (volevo scrivere "di cui sta dicendo stronzate", ma mi sembrava un po' troppo forte...), direttamente e velocemente, con me presente da testimone, da moderatore e arbitro, cercando di raggiungere attraverso il confronto e la comunicazione, la meta finale: una certa pace ed armonia, e il ripristino di una relazione decente tra sorelle. 

Ma se una o entrambe le persone coinvolte non vogliono confrontarsi? Ecco, come madre di figli adulti certamente non ho più i poteri che avevo quando erano ancora piccoli e la minaccia di sequestrare il cellulare o l'Ipod era incentivo sufficiente a "guidarli", ma credo che esprimere con veemenza e con una certa forza le proprie opinioni sia ancora non solo possibile, ma auspicabile a tutti i genitori, qualsiasi sia l'eta' della prole.

In particolare, penso alla mia famiglia di provenienza, ripenso agli eventi che hanno portato al dissoluzione del rapporto, seppur flebile, che esisteva con una mia sorella e alla trasformazione di quello che esisteva con l'altra sorella in uno scambio senza spessore, molto superficiale. Questi eventi avrebbero potuto essere un'opportunità per iniziare una conversazione costruttiva e per cercare di appianare equivoci e incomprensioni. Invece sono diventati un'opportunita' persa, opportunità' che, a parer mio, i miei genitori hanno scelto di non sfruttare: quando sono state dette falsità,  avrebbero potuto e dovuto approfittarne, metterci a confronto in una situazione regolamentata, per così dire, alla ricerca della verità se possibile, invece di cercare di spazzare lo sporco sotto il tappeto, sperando che rimanesse nascosto e nessuno se ne accorgesse.... Cosa impossibile, visto il coinvolgimento di altre parti, che hanno scelto di agire in modo da alimentare il fuoco.

E cosi' una situazione spiacevole che poteva essere risolta con velocità e senza troppe ferite, si e' incancrenita al punto da diventare impossibile da riportare alla normalità.

E si' che sono cresciuta ascoltando mio padre lamentarsi dell'orribile rapporto esistente tra le sue 3 sorelle, lui unico figlio maschio, guardandole litigare e creare alleanze "mobili" una contro l'altra...  La parola che mi viene in mente per descriverlo e' "dysfunctional", un rapporto farcito di gelosie, invidie, malignita' sussurrate alle spalle, e sorrisi spalmati di fronte; ora che sono madre anche io, sono quasi sicura che dietro questo calderone di falsità e manipolazioni emotive c'era la madre, mia nonna, che ha accettato, e magari alimentato, questo clima di invidie soffocanti per motivi suoi, credo.

Noi sorelle invece eravamo diverse, ci veniva detto,  noi dovevamo amarci come sorelle, bla-bla-bla....

E invece per me, questo e' peggio. Soprattutto perché ritengo di essere una persona abbastanza ragionevole e aperta persino ad accettare i miei errori, ed un confronto fatto alla nascita della situazione avrebbe perlomeno evidenziato, nel caso ci fosse stato bisogno, le persone in buona fede.

La mia analisi, ed e' assolutamente la mia opinione personale, e' che sembra che i miei genitori abbiano quasi "paura" di confrontarsi. Paura di cosa, non so. O forse si', ma la paura di "inimicarsi" un figlio dovrebbe essere l'ultima cosa cui pensare. E comunque una paura che si e' dimostrata negli anni molto selettiva... divago come al solito.

Io sono convinta che si può essere ancora attivamente genitori, anche perche'  l'ultima volta che ho controllato, non ho visto una data di scadenza stampata sul mio popo',  niente "genitore fino al..." tatuato da nessuna parte.
No, un genitore non importa l'eta' dei figli, ha ancora il diritto e il dovere di dire quello che pensa riguardo le azioni, parole e scelte dei figli.

Per lo meno non facciamoci complici di azioni e situazioni eticamente inaccettabili.

Ora vado, domani e' il compleanno di Violet e ho tanto da fare!!!




lunedì 4 giugno 2012

Juliette

Ha dodici anni.
E' bianca.
E' veloce.
E' potente.
Si chiama Juliette....


Ma cominciamo dall'inizio.

Nelle ultime 6 settimane, la vita di mio figlio e' diventata improvvisamente più interessante del solito, quasi vorticosa, ne ho parlato nel blog, forse fin troppo, così che quasi sembra che abbia un solo figlio. In effetti, ha fatto l'esame di guida, il corso per bagnino, la prom, il colloquio per essere assunto come bagnino alla piscina della città, gli esami "finals" dell'anno junior, ha iniziato a lavorare... tutto dalla seconda meta' di aprile ad oggi! E in più, e' tutto molto "unofficial", ha una sorta di ragazza... 
A 16 anni io ero solo presa dalla scuola e dalle varie cotte che avevo per ragazzi che manco sapevano chi ero...

I turni che fa al lavoro sono diversi e svariati e gia' dopo una decina di giorni mi sono rotta di accompaganrlo avanti e indietro, e così J si e' messo a cercare un veicolo adatto al neo-patentato.
Oltre alle visite in citta' ai (pochi) rivenditori di auto usate, alla solita (infruttuosa) ricerca su craig's list e al consulto (inutile) del giornale locale e quello di Tucson, ha iniziato a fare una ricerca sul sito di Kelley Blue Book dove e' possibile fare ricerche molto accurate sul tipo di veicolo desiderato, il migliaggio (ok, chilometraggio...), l'annata, gli optionals, il prezzo.... 


Apro la parentesi per dirvi che il Kelley Blue Book e' stato per gli ultimi 100 anni la guida  per antonomasia per ricercare  il costo di tutte le vetture, nuove ma soprattutto usate, negli US. Ancora oggi, quando vuoi comprare o vendere un veicolo, e' imperativo consultare il KBB per sapere qual'e' il valore della vettura, a seconda dell'usura, delle miglia accumulate, dell'anno di produzione, etc. E' in pratica la bibbia di chi vuole comprare o vendere auto in America. Ora invece di comprare il libro, si può accedere alle informazioni attraverso il loro sito, che offre anche un servizio di ricerca di auto in vendita nella zona prescelta.

Finalmente cominciamo a trovare qualche macchina che rientra nei nostri canoni migliaggio/prezzo.
E cosi' qualche giorno fa siamo andati a Tucson per vedere 5 vetture.
Preciso, di queste 5 vetture, ne approvavo 2 per mio figlio, che ricordiamosi ha la patente da 1 mese e mezzo, forse meno.
Questa la scelta veicoli con il marchio d'approvazione di mamma:
  • Ford Focus bianca del 2003 con 102,000 miglia (circa 204,000 Km) 4 cilindri
  • Dodge Neon verde catarro del 2002 con 104,000 miglia (circa 208,000 Km) 4 cilindri
Questi i veicoli approvati dal padre:
  • Pontiac Firebird rossa del 1998 con 105,000 miglia (210,000 Km) 6 cilindri
  • Ford Mustang gialla del 2002 con 98,000 miglia (circa 200,000 Km) 6 cilindri
  • Chevrolet Camaro bianca del 2000 con 74,000 miglia (circa 150,000 Km) 6 cilindri
Il prezzo variava dai $5,000 ai $6,900.

In temperature quasi africane (104F = 40C), J ed io le abbiamo provate tutte e 5 e purtroppo, la Focus faceva un rumore strano, la Neon era proprio brutta, sia il colore esterno e quello dell'interno, e anche il suo motore faceva dei suoni poco rassicuranti. 
Delle 3 auto sportive, la mia preferita era la Mustang, bella gialla, sportiva ma non mi dava l'impressione di essere in una macchina da corsa....
Sia a Camaro che la Firebird hanno un "muso" lungo e come impressione, mi davano una sensazione un po' claustrofobica.

Siamo tornati dopo qualche giorno con Chris per fargli scegliere la macchina, visto che pagherà lui le rate (o meglio, ci rimborserà i pagamenti alla banca).  
Ovviamente, io gli ho fatto tutto il mio discorsino sull'importanza di un veicolo sicuro, in cui si deve sentire a suo agio, e di ricordarsi che più alta la cilindrata, meno economica e' la macchina, e guida piano che mi viene l'ansia... insomma tutta una bella lagna da madre ansiolitico-dipendente.

Non devo nemmeno dirlo, era come lottare contro un gigante perché, tanto per inquadrare la situazione con più precisione, la prima macchina che mio marito si era comprato non appena era stato assunto come ingegnere era stata una Camaro, e la seconda (che ho guidato anche io in California e New Jersey) era una (fichissima) Firebird con tettuccio rimovibile.

Quando siamo tornati, purtroppo la Mustang era stata venduta. E allora dopo aver provato una e l'altra e l'altra, e controlla il migliaggio, e fai partire il motore, e fatto un giro prova per le strade di Tucson (meno male che era Tucson, quindi il traffico non e' una cosa disumana come, ad esempio il New Jersey), alla fine Chris sceglie. 
E noi abbiamo firmato il contratto. E il prestito. Il prezzo concordato e' stato $6,445 (più le spese per i documentazione, tasse, registrazione, targa, etc. che hanno aggiunto quasi altri $1,000). Il costo mensile per Chris e' di circa $130.  

Oggi, senza dirlo a Chris, siamo andati a prenderla e siamo andati al lavoro di Chris, dove abbiamo mosso il rottame di J, che Chris aveva usato per andare al lavoro, e al suo posto abbiamo parcheggiato "Juliette", perché così l'ha ribattezzata (io avevo suggerito Giulietta, ma essendo americana, il nome deve rispecchiare...)
Nel video qui sotto Chris riconosce Juliette, dopo che per un paio di secondi gli era venuto un colpo quando non ha visto la macchina del padre.... purtroppo non sono riuscita a cogliere la faccia pietrificata, ma ero nascosta....





Chris e Juliette...

Moky, Violet e Juliette...

Stasera ha portato sia Emily che Vivian a fare un giretto nel "quartiere". Hanno confermato che e' una macchina molto "cool" o, per dirla con Chris "She's sexy!"

Il consiglio che gli ha dato il padre e' stato "Drive like a Grandma", guida come una nonna...

E ora devo ricominciare a pregare!

venerdì 1 giugno 2012

Persone che mi danno molto fastidio...

Che noia le persone che passano la vita a "far cadere nomi"!

"Dropping names" e' la pratica di chi, mentre parla di qualsiasi argomento, dice il nome di una o più persone famose, per darsi arie e sentirsi un po' vip anche lui. Pensano di diventare famosi "by proxy", come si dice qui....
Ad esempio, magari stai parlando di cucina con questa persona che soffre di elefantiasi acuta da invidia per vip, e lei (o lui, e' una "malattia" a pari opportunità...) dice "Anche a me piace mangiare chesso' pasta al sugo, come il mio amico/marito/whatever quando va a pranzo con XYZ (nome di persona famosa) e ordinano pasta al ristorante. Sai, loro sono amici adesso..." Embe'?  Torniamo a parlare di sughi e pasta, dai, che sei anche tu del quartiere Chiesa Rossa, 'azzolina, mica di Brera...

Devo dire che sono bravissimi, padroneggiano con nonchalance la capacita' di cogliere ogni opportunità, anche quella più improbabile, per gonfiarsi le gote e snocciolare nomi, e sventagliare la coda, manco fossero pavoni, senza nemmeno batter ciglio. E' così' un'abitudine, che diventa spesso una seconda natura!

Come se l'associazione, vicina o remota, con una persona che ha rapporti di lavoro o di amicizia con delle celebrita', abbia il potere immediato di elevarti al girone superiore.
Che poi tu li conosci abbastanza bene e sai cosa c'e' dietro....

Giuro, non li sopporti quelli così.

Mi fanno venire l'orticaria! Li conosco solo io?

martedì 29 maggio 2012

L'Italia e' la nuova California.

Il 17 gennaio 1994 la California del sud ha tremato, forte, per l'ennesima volta. E' stato il mio primo e unico terremoto negli US, vivevo a Ventura e essendo l'epicentro a Northridge noi, sposati da pochissimo e proprietari di casa da 2 mesi, l'abbiamo sentito bene e l'abbiamo vissuto come un'avventura:  non avevamo tanti mobili, solo un tavolo con sedie, il letto, un futon per gli ospiti e un divano (quasi tutto acquistato dal negozio dell'Esercito della Salvezza...), ed un paio di foto appese al muro della sala,  che sono cadute, il vetro frantumato....

Avevamo perso la corrente, e quindi non siamo riusciti a metterci in contatto con i miei genitori (quelli di J erano PER COMBINAZIONE in visita da noi!!) per molte ore, e quando finalmente e' tornata l'elettricita', sono riuscita a parlare con mia mamma, che era ovviamente spaventata: s'era fatta una scorpacciata di special in tv tutti sulla California, la falda di Sant'Andrea, e l'elevatissimo rischio sismico della la zona... Mi ricordo che mi disse che aveva sentito che le previsioni Maya gli studi fatti sulla zona prevedono il distacco del Golden State dal continente americano nel futuro imminente (cioè tra decine di migliaia di anni...) 

Come dire, perché non torni a Milano?

18 anni dopo, vorrei chiedere ai miei se per caso non si sentirebbero più sicuri in Arizona... 

Che brutte le immagini... che brutte le notizie....

E quando sei lontano, la bruttezza e' ancora più angosciante.

domenica 27 maggio 2012

E' la vita!

L'immagine dei suoi occhioni aperti e attenti a pochi minuti dalla sua "uscita" mi e' chiarissima in mente.... così come l'immagine di un trottolino che corre per buttarsi addosso al padre, sdraiato per terra, urlando come Bruce Lee...

La realta' e' che il trottolino lavora ormai da 3 giorni (il primo giorno ha dovuto, e ripeto le sue parole testuali, "help a fat lady who got stuck inside an inner tube", aiutare una signora grassa che era rimasta incastrata in un salvagente, di quelli enormi che si usano nei parchi acquatici...), ha aperto un conto corrente, con bancomat, e uno risparmi, guida avanti e indietro dal lavoro e tra poco si comprerà una macchina (col nostro aiuto, ovviamente)...
E anche se spesso mi guarda con lo stesso sguardo di uno che vede una cacca in mezzo al marciapiede e deve evitarla (l'adolescenza fa spesso questo effetto sulla relazione genitore figlio...), e con l'atteggiamento tipico dei teen-ager che esprime con chiarezza "you can't tell me what to do" e "You're so un-cool".....

... per me sara' sempre il mio piccolino!!
A pochi minuti dalla nascita....

5 anni fa, in Italia, nella casa di campagna dei miei....

... e in piazza San Marco...
Pronto ad andare al lavoro...

Sapeste come mi e' difficile afferrare l'enormità dei cambiamenti vorticosi degli ultimi tempi! Non c'e' niente da fare, il tempo passa senza sosta, mannaggia, e non sono sicura di essere preparata. Posso solo come sempre fare del mio meglio, ed adattarmi. E' la vita!

mercoledì 23 maggio 2012

Freddy

Non scrivo da 10 giorni circa, ma ho una scusa, anzi 4, valide: gli ultimi 10 giorni di scuola sono sempre un gran casino. Ogni anno e' la stessa storia, e quest'anno non e' diverso. Faccio un esempio: una (io) si programma la giornata, palestra, parco o giardino con la Fagiolina, pranzo,  bucato, magari un libro... e  all'ultimo momento una figlia si ricorda che c'e' un party durante l'ultima ora a scuola, "Mom, I told them I'd bring some cookies... Pleease!" Il programma va a farsi benedire. Oppure una (sempre io) dopo aver portato alla pizzeria all'angolo un pacchetto nuovo di mozzarella vegan per far si' che Vivian possa partecipare al "pizza party" con la sua classe, sta facendo la spesa, che già non e' impresa facile con la Fagiolina addietro, quando arriva una telefonata dell'infermiera della scuola elementare che dice che probabilmente Vivian ha la congiuntivite, per favore venirla a prendere... Per strada una (sempre io, ne'?) chiama il pediatra, va a prendere Vivian, la porta a casa (ormai non parteciperà più al pizza party) la lascia a casa con Violet, poi va a prendere la pizza ordinata, la porta a casa, pranza e poi provvede a portare la sospetta occhiorosata dal pediatra, il quale conferma che non si tratta di congiuntivite. Insomma posso dirlo senza vergogna, ho voglia (bisogno) di vacanza anche io!!

Ultimamente Violet e' in vena di leggere, soprattutto di sera, visto che siamo finalmente tornate, dopo qualche mese, ad avere una routine pre-letto accettabile (per lei e per me), routine che coinvolge ovviamente la lettura di diversi libri (4 o 5 e' il limite o mi addormento leggendo!) di cui un paio sono fissi ("Hop on pop" di Dr. Seuss e "The napping house" di Audrey Wood) e gli altri 2/3 variano.... In particolare, c'e' un libretto per bambini della serie "The Berenstain Bears", serie di cui siamo tutti follemente innamorati per il modo dolce e divertente in cui insegna lezioni importanti di vita, che si intitola "The Berenstain Bears - Trick or Treat" e che piace molto sia a lei e a me: ovviamente la storia si svolge ad Halloween, ma il tema principale, la morale della storia e' "appearances can be deceiving", cioè l'apparenza inganna. E imparare a giudicare una persona non dalla prima impressione "fisica" che riceviamo, e' per me una lezione importantissima: pur considerandomi una persona aperta e senza troppi pregiudizi, mi trovo a volte, istintivamente, a dare giudizi "di pelle" di persone che non conosco, ed e' un errore.

L'apparenza inganna. Mai questa frase e' stata più vera di quando penso al mio vicino Freddy. Non e' quello di cui avevo parlato qui: Rich, il mio unico "vero" vicino, fortunatamente lo vedo pochissimo, e solitamente incrociamo lo sguardo e gli "hello" di cortesia quando siamo entrambi nei nostri rispettivi driveway...

Freddy e' il vicino di Rich, vive quindi a due case di distanza dalla nostra, e per i primi mesi dopo aver traslocato qui, a me faceva un po' paura.

Vedete, Freddy e' anziano, pelato e rotondetto, e tutte le sere verso le 5 si fa una passeggiata verso il deserto di fronte a casa mia, camminando lento lento, spesso in calzoncini e canottiera, e quando mi vedeva, perché io facevo di tutto per non incrociarlo, borbottava qualcosa di incomprensibile, mi sembrava farneticasse in una lingua scomparsa, quasi sembrava che parlasse da solo. E io, fermandomi solo all'apparenza, mi ero creata l'immagine di una persona quantomeno strana, un po' fuori o magari proprio pazza...
Per tanti mesi ho cercato sempre di evitarlo, finche' un giorno, durante la prima estate qui in Arizona (2008), all'inizio del suo "driveway" compare un cartello scritto a mano, una mano tremolante a dire il vero:

"Hijos: 10 x 2$ - Figs: 10 x 2$"

Fichi freschi? What?
Io, amante dei fichi, non ho potuto resistere, anche perché quelle rare volte che i supermercati locali hanno fichi freschi, costano 1$ l'uno... 10 per 2$? Suonerei alla porta dell'inferno...

E cosi' finalmente, ho conosciuto Freddy, gli ho dato la mano, mi ha detto il suo nome, che non conoscevo, e io il mio e dopo aver insacchettato i 10 fichi, mi ha offerto anche delle pesche, gratis.

E ho scoperto che lui e la moglie sono messicani (ecco spiegato il farfugliare in un inglese ancora un po' stentato, nonostante i tanti anni vissuti qui) e sono due persone squisite, timide, deliziose...
Qualche giorno dopo, e qualche altro sacchetto di fichi dopo, Freddy ha invitato J e me a vedere il suo giardino, un backyard un po' più piccolo del nostro ma completamente utilizzato come frutteto (pere, mele, pesche, limoni e, ovviamente, fichi) e orto... Freddy cresce di tutto, con naturalezza, e ci ha riempito di frutta e verdura appena colte...
Eravamo frastornati!

Da quell'estate, ogni tanto io trovo fuori dalla porta di casa dei sacchetti con i suoi "doni" del giardino, lasciati quasi di nascosto, senza fanfare, in una dimensione quasi "boo-radley-esca"
E ora quando lo incrocio mi fermo a parlare, parliamo dei suoi nipotini, del tempo, della moglie che non sta bene, ho scoperto che lui ha anche l'hobby dello "stock trading", compra e vende in borsa, online... e noi cerchiamo di ricambiare le sue gentilezze quando possiamo, abbiamo regalato al figlio la nostra televisione quando J ha deciso di fare l'upgrade con il flat-screen, ogni tanto gli portiamo i "famosi" muffins domenicali di Jim....

Come si sbaglia a giudicare dalle apparenze! Pensavo fosse un matto e invece e' l'opposto, un uomo molto sensibile: una mattina di un paio di anni fa, mentre andavo con Emily e Vivian alla fermata dello scuolabus (ero ancora incinta di Violet), lo vedo vicino ad una delle palme che circondano il suo front yard... ci chiama e ci dice di avvicinarci piano... e li', tra le varie "basi" potate delle foglie di palma, vediamo un nido di colomba e dentro una "mamma" (per gli amici che mi tacciano di femminismo cieco... ahem... avrebbe potuto anche essere un papa', difficile da verificare...) che covava! Freddy osservava questa scena con la curiosità e l'attenzione quasi di un bambino.

Conoscere Freddy e' stato uno schiaffo alla mia presunzione ed una lezione da cui spero anche i miei figli possano imparare.

p.s.: qualche giorno fa mi ha portato una pianta di patate, due di lattuga romana, e una di menta... per il momento sono ancora vive!! Sono curiosa di raccogliere le patate!!


domenica 13 maggio 2012

Happy SuperMama's day a tutte!

"Vedi? Te l'avevo detto!" ... "Allora questo e' come ce la fa....'
Buona Festa della Mamma a tutte le SuperMamme ovunque.

La verita' e' che essere SuperMamma significa gioire di quei 3 minuti in cui non ci sono cacche da pulire, nasini da soffiare, tragedie da consolare, compiti da controllare, bucato da fare, cene da preparare.... e quando tutti e 4, 5 con Kudo, il figlio davvero peloso, giocano insieme...



La verita' e' che ogni donna e' un supereroe.... noi sappiamo perche', ma sono sicura che ogni uomo attento capisce! 
Quindi... auguri a tutte!!

mercoledì 9 maggio 2012

Giornata storica per gli Stati Uniti!!

Oggi pomeriggio il nostro grande presidente ha dichiarato "... at a certain point I've just concluded that for me personally, it is important for me to go ahead and affirm that I think same sex couples should be allowed to get married"
"... ad un certo punto ho concluso che per me personalmente, e' importante muovermi ed affermare che penso che debba essere consentito alle coppie dello stesso sesso di sposarsi"

Il primo presidente degli US che abbia mai "osato" prendere questa posizione!!

Obama 2012!




Sicuramente il post di ieri e questo illustrano le forze bipolari che esistono, e si danno battaglia, in questo paese. Sono convinta che la forza della ragione vince alla fine.

martedì 8 maggio 2012

Famiglie americane: una faretra piena di misoginia (Il culto Quiverfull)

*** AGGIORNAMENTO 13/8/2015: ho pubblicato un nuovo post sui Duggar e gli sviluppi degli eventi che hanno circondato le molestie di Josh sulle sorelline ***


Che la religione in America sia una cosa da invasati, e' risaputo. I cattolici italiani, anche quelli più bigotti, quelli più indottrinati, più fedeli ai dogmi, impallidiscono di fronte al radicalismo religioso dei cristiani di qui. Non tutti, ma una gran parte di sicuro predica e razzola in piena contraddizione con il messaggio del Vangelo, diffondendo odio e intolleranza, invece di amore per i propri vicini, amici e non.

Ho iniziato questo post tempo fa con l'intenzione di descrivere e dettagliare una tipologia della famiglia americana che negli ultimi anni ha guadagnato tanti "ammiratori" che, come me, ne sono erano stranamente affascinati. Nel corso della mia ricerca pero', mi sono imbattuta in numerose testimonianze e informazioni che definire incredibili o da medioevo non basta, e questo post e' diventato qualcos'altro: il fatto che in questo momento, nel 2012, nello stesso paese dove e' nato e si e' formato il movimento femminista esistano ideologie misogine, retrograde ed abusive che sembrano tratte da un racconto medievale, mi fa' ribollire il sangue dalla rabbia.
Sapete che amo l'America e quello che rappresenta, miei figli sono americani e ne sono fiera. Questa e' una delle eccezioni: sarei insincera se dicessi che questa parte d'America non mi fa' assolutamente paura. E' quasi da brivido.

Ma cominciamo dal principio.

Se avete anche solo una minima conoscenza di questo paese, sapete che avere 4 figli in America e' normale, normalissimo, soprattutto per chi vive lontano dalle grandi città ed ha la possibilità di accedere/vivere in case invece di appartamenti, dove e' possibile avere spazi più consoni a famiglie numerose. Infatti qui la mia inaspettata quarta gravidanza non ha suscitato molto stupore, se non forse per la nostra eta', considerata ovviamente un po' avanzata, e per il fatto che i primi 3 figli erano già grandicelli.  Conosco personalmente molte famiglie di 4 figli, diverse con 5 e persino un paio con 6 figli. Difficile trovare una sola spiegazione al fenomeno, ma in parte puo' essere il fatto che lo stile di vita, il modo di crescere i figli qui e' piu' rilassato (i miei figli praticamente vivono a piedi nudi, anche in New Jersey dove faceva un bel freddo d'inverno non hanno mai indossato la "maglietta della salute", tanto per fare un paio di esempi che li differenziano da come sono stata cresciuta io), o forse e' perche' c'e' piu' "spazio" dal punto di vista logistico (noi abbiamo sempre avuto 4 camere da letto e 2 bagni sin dalla prima casa che abbiamo acquistato in California nel '93), oppure può essere anche il fatto che tendenzialmente gli americani hanno una visione piu' ottimistica del futuro che gli italiani, fatto sta' che le famiglie numerosa qui "abbondano", rispetto ad altri paesi occidentali per lo meno.

Ultimamente la famiglia  numerosa, e parlo di 4 figli e più, e' diventata una sorta di moda, grazie a persone tipo Angelina Jolie, con la sua squadra di pallacanestro cosmopolita, che gira il mondo con la prole con agilita' e naturalezza (3 mesi in Francia, 1 mese a Venezia, poi si va in a Los Angeles... ma 'sti bambini, una struttura, una routine non gliela dai? Mah...), ed altri come ad esempio Tori Spelling, che ha appena annunciato di aspettare il quarto bebe' mentre l'ultima nata ha poco meno di un anno, e sembra non abbia nessuna intenzione di fermarsi li'.
La nonchalance con cui queste "donne famose" sfornino pargoli, tornino come per magia alla loro taglia pre-panza in 2 settimane e riescano a condurre una vita professionale e una vita sociale intense, apparentemente senza detrarre niente dall'essere madre dell'anno, erroneamente semplifica il complesso e difficile equilibrio necessario perché l'equazione più figli = più gioia sia vera, e proietta nel mondo un'immagine che non sottolinea la fatica, i costi, i sacrifici enormi cui "noi" famiglie normali dobbiamo sottoporci per funzionare. Queste vip-mamas hanno romanticizzato a livello internazionale la multi-maternita' rendendola quasi un sport competitivo.

Ma l'interesse e la curiosità per la famiglia davvero numerosa ha raggiunto l'apice con l'enorme successo della famiglia Duggar in tv, magari ne avete sentito parlare anche in Italia:  qualche anno fa il canale Discovery  aveva fatto un documentario su questa famiglia inconsueta,  che la parola numerosa non definisce accuratamente perché il termine corretto sarebbe conigliera (anche se dal punto di vista specistico bisogna puntualizzare che i Duggar avrebbero la possibilità di scegliere, mentre i conigli no...).

Chi sono questi Duggar? Jim-Bob e la moglie Michelle fanno tana, con i loro 19 (si', ho scritto diciannove!!) figli in Arkansas, stato notoriamente destrorso, conservatore e iper-religioso,  e sono diventati famosi con questo documentario, quando ancora di figli ce ne erano solo 14 (il titolo era "14 figli, e ancora incinta!"), facendo un gran scalpore, non solo per il numero della prole, ma soprattutto per il modo apparentemente pacato e tranquillo in cui questa famiglia funzionava: i figli sempre vestiti bene, sempre educati ed obbedienti, la madre che non la si sente mai alzare la voce, la casa sempre in ordine o quasi, considerato il numero di persone che vi abitano, una famiglia enorme senza debiti ne' mutuo... insomma, per un po' sono quasi stati una fonte di ispirazione se non di invidia da parte di tanti, inclusa io.

Come il resto d'America, li ho trovati affascinanti ed ho avuto l'opportunità' di osservarli "in azione", perche' il documentario ha fatto così tanto successo che TLC (acronimo E ossimoro, The Learning Channel) ha creato un reality show dal titolo "16 kids and counting!", "16 figli e si continua a contare!", diventato poi "17" poi "18 kids and counting!" e "19 kids and counting!".

Se siete anche voi curiosi sulla motivazione che spinge una coppia a sottoporsi alla gioia e incredibile trauma di 20+ gravidanze (l'ultima e' stata una "stillbirth", dove il feto era morto in utero verso le 18 settimane) ) in poco più' di 20 anni, questa e' la loro spiegazione: dopo la nascita del primo figlio, Michelle aveva cominciato a prendere la pillola ma era rimasta incinta ed aveva perso la gravidanza. Scioccati che una cosa così potesse succedergli, Michelle e Jim-Bob cercarono consiglio da un medico cristiano e decisero di lasciare decidere a Dio il numero di figli.

Questo paragrafo si trova sul loro sito:
"They (Michelle and Jim-Bob) prayed and asked God to forgive them, and to teach them to love children like He loves children. They asked God to bless them with as many children as He saw fit in His timing."
"Pregarono e chiesero a Dio di perdonarli, ed insegnargli ad amare i figli come Lui ama i figli. Chiesero a Dio di benedirli con tanti figli quanti Lui ritenesse giusto secondo il Suo programma"

Be', certamente capisco e condivido il loro dolore per la perdita di un bambino, e' successo anche a me come a milioni di donne, e capisco i sensi di colpa... ma la loro reazione ad un evento così e' a parer mio un po' troppo radicale.

Certamente sin dal principio, c'erano diversi -OK, moltissimi- campanelli d'allarme in questo ritratto perfetto di famiglia, tanti piccoli e, da soli, insignificanti, dettagli e particolari "strani":

  • i nomi di tutti i figli iniziano con la lettera "J" (c'e' gente che si vanta di saperli tutti, e in ordine... ma diamine!). Embe', direte? Meta' americani ha nomi coordinati dai genitori, nomi strani, inventati, cognomi che diventano nomi... questi 20 hanno tutti la stessa iniziale, niente di male... fosse la sola "stranezza", sarei d'accordo, ma....
  • le femmine indossano solo e sempre gonne lunghe e abiti un po' da suora. I maschi non indossano MAI jeans e maglietta, ne' calzoni corti, ma sempre e solo polo e pantaloni khaki, anche in un episodio in cui partecipavano ad una corsa! In un altro in cui giocavano con l'acqua in estate, i "costumi da bagno" che indossavano sembravano essere usciti da foto del 1910. Se vi interessa abbigliarvi come una vergine sul Titanic, o una Duggar, questo e' il link.
  • Homeschooling. Ora, non ho assolutamente niente contro l'homeschooling, anzi la trovo una soluzione valida per chi non "si fida" della sistema educativo impartito dalla scuola pubblica o privata, o per chi preferisce il controllo dell'insegnamento per insegnare in modo piu' "homemade" materie che magari in scuole convenzionali sono tralasciate o insegnate poco. Nel caso dei Duggar pero', non si tratta di una scelta bensì di un precetto da ubbidire, una regola dettata dall'organizzazione IBLP (Institute in Basic Life Priciples) che seguono e  secondo cui homeschooling e' un dovere. IBLP determina l'intero curriculum scolastico, basato sulla bibbia e sul vangelo. Ovviamente, l'insegnamento di scienze e' dominato dal creazionismo e da convinzioni anti-scientifiche che ci sarebbe da ridere se non fossero agghiaccianti perché questi, oh, CI CREDONO PROPRIO!!!  Su uno dei siti che i Duggar raccomandato tra le risorse per l'homeschooling,  si possono leggere tutte le "verità" scientifiche da insegnare, e in particolare c'e' un articolo che "prova" che dinosauri e uomo sono vissuti contemporaneamente poco dopo la creazione, circa 6000 anni fa. Volete farvi due risate? Leggetelo qui.
  • Il divieto per i figli di avere contatti con il resto del mondo che non siano approvati dai genitori (e dall'organizzazione IBLP): niente televisione (ok, probabilmente una decisione saggia), solo dvd a tema religioso o dal contenuto ritenuto innocuo e sempre assolutamente allineato con la loro ideologia. 
  • Il divieto di ascoltare musica che non sia dal messaggio religioso. Sembra incredibile, ma nel sito della famiglia Duggar, ogni membro viene elencato con cibo preferito, vacanza preferita, etc, e sotto canzone preferita, tutti ma tutti inclusi i ragazzi più grandi citano una canzone religiosa... chi sono Adele e Ce-Lo Green? Quando un 16enne dice che la sua canzone preferita e' "Yeld not to temptation" "Non cedere alla tentazione", lo trovo molto sospetto. 
  • Il divieto di leggere libri non "approvati", inclusa la serie di Harry Potter, oppure The Giver, libro bellissimo anche se un po' triste, di letteratura giovanile americana che viene letto normalmente nelle scuole medie americane. Tutti i libri che i figli possono leggere fanno parte di una lista, e basta.
  • Il divieto di celebrare feste "pagane" come Halloween
  • I loro computer hanno accesso solo a circa una settantina di siti "approvati". Nel caso in cui i figli più grandi vogliano aver accesso illimitato ad internet, devono farsi dare una password dai genitori e un fratello o sorella deve controllare la sessione di net-surfing. Il motivo principale, che capisco, e' evitare accesso ad immagini e siti pornografici, ma altrettanto importante per loro e' che non vengano esposti ad informazioni contrastanti o sovversive...
  • Il divieto di ballare, perche' ballando si perde controllo del proprio corpo.
  • Tutte le figlie meno una, vogliono diventare mogli e madri "da grandi",  cioè verso i 20 anni. La ragazza che vuole proseguire gli studi, una volta finita la "high-homeschool", vuole diventare infermiera e lo farà attraverso CollegePlus, un college a distanza, cristiano ovviamente...
  • Anche i ragazzi, non solo le ragazze, non vengono incoraggiati a proseguire gli studi finita la scuola dell'obbligo. Il paragone con il medioevo calza ancora, "educare" la mente induce attività cerebrali che potrebbero mettere in questione i dogmi.  
A tutti gli effetti questi figli vengono cresciuti in isolamento da influenze esterne o stimoli esterni non approvati, non religiosi. Vivono in una bolla religiosa da cui osservano il mondo esterno come visitatori in un aquario, peccato che non hanno capito che sono loro quelli imprigionati. 
Da madre, capisco le paure e le ansietà ma più che un'educazione, mi sembra che questi ragazzi ricevono un indottrinamento, senza possibilita' di confrontarsi e scambiare idee ed opinioni diverse con persone cresciute in modo diverso. E' un sistema simile a quello che adottavano in Cina per fermare la crescita dei piedi delle bambine, bendarli stretti stretti per impedirne la crescita.

L'altro lato della medaglia, quello che probabilmente affascina di più il pubblico, me compresa, lo si vede in questi esempi:
  • Come ho scritto sopra, i figli si comportano sempre bene e sembrano sempre felici e sorridenti. Anche i teenagers....
  • I genitori non urlano mai e non ricevono mai (almeno di fronte alla telecamera) rispostacce dai figli adolescenti, quelle tipiche che ogni tanto ricevo e che elargivo a mia volta ai miei. Diciamo che vengono "rispettati" dai figli
  • Vivono in una casa di 650mq. che si sono costruiti da soli senza prestiti, mutuo, debiti.
  • Fanno volontariato, soprattutto in centro e sud America.
A questo punto, il ritratto di questa famiglia rimane un po' annebbiato, si' sono leggermente fanatici, ma brave persone, no? 

Per capire bene cosa succeda veramente, bisogna parlare di "quiverfull".
La prima volta che ho letto la parola "quiverfull" e' stata in una trasmissione televisiva in cui si parlava di questo movimento ultra-conservativo cristiano. La parola deriva da un verso della bibbia in cui i figli vengono paragonati a "frecce nella faretra" di un uomo potente, in pratica implicando che più la faretra e' piena (quiver-full) e più l'uomo e' potente. Quiverfull e' nato negli anni '80 in seguito alla pubblicazione del libro "Back home: beyond feminism and back to reality" di tal Mary Pride, in cui suggeriva che il ruolo delle donne secondo la bibbia e' quello di moglie e madre e di procreare figli sotto l'autorità di un marito, e che il controllo delle nascite va contro il verso della bibbia in cui i figli sono definiti non solo frecce ma anche "patrimonio" di Dio. 

Vi e' passato un brivido giù' per la schiena? Perché mica finisce li'....

Questo libro ha avuto molto successo soprattutto tra i fondamentalisti cristiani, evangelici e battisti, che hanno adottato questo principio e spesso creato delle loro mini-chiese in casa, "home-churches", molto furbamente direi, visto che le chiese non pagano tasse...  ma altri libri sono stati scritti sulla missione dei "veri" cristiani, ed e' così nato un movimento.

Tra le varie dottrine di quiverfull, (ed ecco perché nonostante i Duggar non lo menzionino nel loro sito, e' evidente che ne seguano i precetti), queste sono tra le più importanti:
  • i figli sono benedizioni di Dio quindi più figli, più si ama Dio. Utilizzare qualsiasi forma di controllo delle nascite, anche quella della temperatura basale, e' considerato un gesto contro il patto con Dio.
  • crescere ed educare i figli come "guerrieri di Dio, lontano dal mondo "pagano" che rovina l'unione con Dio. Ecco la necessita' dell'homeschooling
  • la famiglia come patriarcato. Il padre e' il leader, protettore e "pastore" della moglie e dei figli.
  • Quando l'eta' e' giusta, e' il padre che consente al figlio di fare la corte ad una ragazza, se la approva e dopo averne parlato al padre della ragazza, appunto, In pratica vengono "promessi" dai padri, ed e' la famiglia in controllo della corte. I ragazzi non possono mai essere lasciati soli, c'e' sempre uno chaperon (con tutti quei fratelli e sorelle, e' facile trovarne uno!) e il primo bacio della coppia avviene all'altare. Avrei tanti commenti da fare e già mi sto dilungando...
  • Il ruolo della donna nel matrimonio e nella famiglia e' definito da regoleben precise come: 
"Un marito ha bisogno di una moglie che lo rispetti come un uomo: una donna distrugge la mascolinità' di un uomo con "l'essere finanziariamente indipendente"

"Un marito ha bisogno di una moglie che lo accetta come leader"

"Un marito ha bisogno di una donna che continui a sviluppare la sua bellezza interiore ed esteriore: il taglio di capelli, ad esempio, può' dimostrare "obbedienza invece di  sfida" e "disciplina personale invece di inconsistenza".

"Un marito ha bisogno di una moglie che sia grata per tutto quello che lui ha fatto e sta facendo".

E via cosi'.

  • modestia nell'abbigliamento, per non tentare il proprio "fratello cristiano".
E i figli da quando raggiungono gli 11 anni ricevono una "giurisdizione", cioè un tipo di mestiere da fare (ottima idea), e gli viene assegnato un fratellino/sorellina più piccolo di cui prendersi cura... le ragazze più  grandi si occupano sempre del bucato e dei pasti e dell'homeschooling dei più piccoli.... ottima idea... o no? Sono ancora bambine, non e' giusto per me dar loro il peso e la responsabilità di un fratello...

A me questi fanno paura, perché con il livello con cui si moltiplicano, e' come se stessero preparando un'armata, mi sembra la guerra dei cloni....

Ma i figli? Questi ragazzi e bambini così gioiosi, così educati, così carini, tutti suonano il violino e l'arpa... anche se i precetti di queste famiglie sono medievali, insomma i figli sono fantastici, no?

Be', a questi ragazzi oltre ad essere insegnato che sempre e comunque devono mettere in pratica "J.O.Y.", cioe' "Jesus first, others second and your needs last", cioè "prima Gesu', secondo gli altri e e ultimo ciò' di cui hai bisogno tu", vengono inculcate sin da piccolissimi 49 "qualità del carattere" che devono rappresentare sempre, pena il rovinare la propria relazione con Dio. 
Ad esempio

"Gratitude vs. ungratefulness", gratitudine contro ingratitudine, cioe' ai ragazzi viene insegnato che per mantenere una buona relazione con Dio, e' necessario dimostrare a lui e agli altri che siamo grati per quello che abbiamo ricevuto, poco o tanto.
"Enthusiasm vs. apathy", enthusiasm contra apatia, ed ecco spiegato il comportamento sempre "cheerful" dei ragazzi. Devono dimostrare questa qualità, e magari dopo anni di lavaggio del cervello, e' diventata natura secondaria, ma per quanto un po' invidi Michelle e Jim-Bob per l'assenza di risposte "smart-ass" dai figli, sono assolutamente cosciente che e' parte del crescere, il testare limiti e regole, ed esprimersi con una certa libertà. 
Insomma, i figli si competano bene perché non hanno mai scelta. Perché l'idea di ribellarsi e pensare, e sbagliare, da soli gli e' stata completamente schiacciata sin da quando avevano 1 anno.
I Duggar, come altri quiverfull, adotta con i bambini più piccoli, i toddler da 1 ai 3 anni, il sistema di "insegnamento" chiamato "blanket training", in cui il bambino viene messo per terra su una coperta e gli viene chiesto di rimanervi seduto sopra per un certo periodo di tempo (dai 15 ai 45 minuti), per insegnargli a rispettare ed ubbidire alla volontà dei genitori ed imparare a giocare da solo, magari con un giochino. Usando un righello flessibile o la mano, ogni volta che il bambino cerca di uscire dai limiti della coperta, Michelle gli da una sculacciatina... 
La morale di tutta questa "spatafiata" che spero non vi abbia annoiato troppo e' che preferisco i miei figli con la loro boccaccia (a volte), con il loro desiderio di essere diversi da me, da noi, la loro curiosità e voglia di cambiare le regole e il mondo, che questi ragazzi, bravi, educati e sempre sorridenti, coi loro violini ed arpe, ma dal cervello tarpato.







Amicizie sbilanciate: una miniserie.

Quello dell'amicizia e' un argomento cui penso spesso, e di cui ho parlato anche nel blog frequentemente. Sin da bambina ho vissuto ...