sabato 17 dicembre 2011

La lettera (varsity)


Quest'anno finalmente, dopo una stagione nella squadra "junior varsity" (cioe' quella costituita dai membri non principali, che invece fanno parte della "varsity team") della "Buena High School Swim and Dive Team", la squadra di nuoto e tuffo della sua High School (lui nuota) quando era un "freshman", e due stagioni in varsity da "sophomore" e "junior", Chris ha finalmente ricevuto "the letter", cioe' la lettera iniziale della scuola, un segno di riconoscimento dato ad atleti ed altri studenti che ottengono prestazioni di un certo livello nello sport o attivita' di cui fanno parte (come  "marching band" o cheerleading, ad esempio), livello determinato dalla direzione della high school, e nel caso del nuoto, dal punteggio singolo di ogni atleta.
La lettera, che e' solitamente accompagnata dall'anno in cui lo studente si diploma (graduation year), diventa un innegabile segno di riconoscimento nel momento in cui viene attaccata alla "letterman jacket", la giacca con i colori della scuola.

Ricevere "the letter" e' la realizzazione del sogno di molti studenti e atleti in High School, indossare una letterman jacket e' un onore, il simbolo del proprio lavoro e perseveranza... ma non per mio figlio, no:  a Chris apparentemente non gli frega piu' di tanto, perche' quando gli ho chiesto se gli sarebbe piaciuto avere la "letterman jacket", mi ha risposto "whatever", anche se ripensandoci, devo dire che ultimamente e' la risposta che ricevo a qualsiasi domanda. 

Pero' se a lui la giacca non interessa, a me si', porcaccia, e per un paio di motivi: anzitutto un pochino di orgoglio materno, visto che lui e' il primo, ovviamente nella mia famiglia di provenienza ma anche nella famiglia di J, dove non credo ci sia stato nessuno che abbia praticato  sport o attivita' in modo sufficentemente serio da arrivare alla "lettera", a ricevere questo "onore".
Il secondo motivo e' pura nostalgia, e' un salto un po' malinconico nel tempo, ai miei anni da pre e adolescente, anni in cui letteralmente sognavo di poter andare a bere una coca-cola o mangiare un gelato da Arnold's, il primo ristorante drive-in che avessi mai visto. Parlo di Happy Days, ovviamente. Ho trascorso gli anni cruciali della mia vita guardando infallibilmente tutte le sere gli episodi di "Happy Days", e posso dire con sicurezza che e' stata la serie televisiva che piu' ha contribuito a nutrire il mio interesse e affetto per tutto cio' che e' americano.

Quindi l'ho ordinata, visto che  tradizionalmente avrebbe le maniche di pelle, ma per ovvi motivi le ho scelte di vinile, e dovrebbe essere pronta per i primi dell'anno,  con lettera e anno, mascotte ricamata etc. . Il costo totale e' da infarto ($293...), ma l'idea di avere una giacca come quella che Richie (non "Ricky" come e' stato tradotto in italiano), Potsie e Ralph indossavano nei freddi inverni di Milwaukee, mi asciuga la lacrimuccia e riscalda lo spirito... e se Chris non la usera', mi riscaldera' sul serio!

Postero' la foto non appena l'avro' tra le mani! Go Colts!!

Da notare all'inizio di questo spezzone Potsie con la giacca della "Jefferson High"... e "The Fonz" con l'accento di New York, invece di averlo del Wisconsin....

6 commenti:

  1. Grande Chris!Complimenti!
    Sogno anch'io che in futuro mio figlio possa ricevere "the letter", ma nel baseball però...

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  2. Bravissimo!

    Capisco l'orgoglio di mamma ed anche condivido un po' dell'invidia che provavo per i protagonisti di Happy Days ;-)
    Però non posso che applaudire a tuo figlio che evidentemente è molto maturo e sembra preferire la sostanza alla semplice apparenza di un giacchetto da élite scolastica.
    (almeno io credo di leggerla così)

    Un abbraccione!

    ---Alex

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  3. Grande Chris e compliments to the parents...
    Whatever e' la parola preferita dai teen agers americani...fidati, ne ho una che la dice sempre, anche quando ci tiene a qualcosa ma non vuole dare la soddisfazione...
    Tristezza per la vivisezione, tanta tristezza :(
    Bacini
    Quando arrivano i due vecchietti?

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  4. Io ho sempre detto che per ogni complimento che viene fatto a mio figlio la metà di quel complimento viene fatto a me...(nel caso di mio figlio sono applausi ma fa lo stesso)
    Chris è un grande fai bene ad essere orgogliosa di lui!

    Per quanto riguarda happy day e i famosi giubbotti sarà un fatto generazionale ma anche io lo vorrei tanto avere!!

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  5. @MJ: grazie! I miei figli non sono mai stati interessati allo sport in generale, troppa competizione, troppo agonismo, i try-outs etc. Poi spesso i "jocks", gli "atleti" in high school che fanno parte delle squadre di football e baseball sono conosciuti per diventare un po' dei "bulli".. la squadra di nuoto e' un miscuglio di atleti e nerds, e accettano tutti, il che mi piace molto.... poi noi diciamo sempre a Chris: preferisci essere fuori ad allenarti con 40 gradi, un gruppo di ragazzi sudati e puzzolenti, o dentro l'acqua, attorniato da una 40ina di ragazze in costume? Comunque se uno e' determinato, le possibilita' di arrivarci ci sono! Ma quanti anni ha tuo figlio?

    @Alex: Happy Days mi sa che ha lasciato un'impronta su tutti noi di "mezza eta"... Per quanto riguarda la maturita' di mio figlio, non ne sono sicura... Forse un po' e' il non essere interessato a diventare parte del gruppo dei "jocks", ma in parte e' il suo disinteresse verso tutto cio' che lo rende "identificabile"... lui comunque fisicamente e' l'opposto di un "jock": magrissimo, di altezza media e quindi forse indossare la giacca non corrisponde alla sua persona... :)

    @Koala: meno male che non e' solo il mio! Mal comune....
    I miei non vengono... too make a long story short, non potendo comprare un'assicurazione per la salute che copra malattie pegresse, non vogliono prendersi il rischio... pero' ho parlato con diversi conoscenti, che lavorano/hanno lavorato in ospedali, e mi hanno giurato che, oltre a prendersi cura di qualsiasi problema "emergente" (da pronto soccorso), se i miei non possono pagare, fanno un bel "write-off", perche' non sono interessati a perseguirli in altri paesi... lo fanno i messicani tutti i giorni!! Vabbe', quando arrivi di qui, siccome saremo nella stessa zona oraria, magari ci parlaimo via skype.

    @Suysan: grazie, io ho sempre paura a pensare di avere avuto a che fare con i successi dei figli, perche' significa che allora sono anche responsabile dei loro insuccessi/errori... e forse e' comunque cosi'!! Allora Mico continua la sua carriera?? Che bello!! Non mangiarti troppo le unghie per l'ansieta' pero'!!
    Se torno in Italia e vengo a Roma, mi porto la giacca, cosi' la puoi provare e sentirti ganza come Fonzie!

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  6. Io penso che un po' di sana competizione fa bene, però ho notato che qui in america la competizione viene portata all'ennesima potenza anche tra i genitori nel tifo ho visto scene assurde. Mio figlio più grande è ancora "piccolo" ha 9 anni ora gioca a baseball nella little league, quando inizierà il 6 grade dovrebbe entrare a far parte della squadra della scuola.

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